Lettera dall’Aldilà, dei Militari italiani, deceduti per colpa dei Vaccini…, e non per l’Uranio impoverito
Al Presidente della Repubblica
(All’epoca della stesura ‘novembre 2002’, la carica era ricoperta da Carlo Azeglio Ciampi).
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Il Mittente Simbolico: La lettera è scritta in prima persona plurale a nome dei “ragazzi della Brigata Garibaldi, della Folgore, della Julia” e di tutti i reduci dalle missioni nei Balcani che avevano perso la vita, anche al loro rientro in Italia.
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L’Occasione: La data del 10 novembre, dedicata alla ricerca sul cancro, fu scelta per sottolineare il paradosso di soldati giovanissimi e sani colpiti da forme tumorali aggressive (come il linfoma di Hodgkin) ed altro dopo le missioni di pace.
Tutti i militari morti erano stati vaccinati prima di partire per i Balcani. -
L’Obiettivo: Il testo rappresentava un grido di dolore e una richiesta di giustizia e verità rivolta alla massima carica dello Stato, affinché non venisse dimenticato il nesso tra il servizio prestato e le malattie contratte.
LETTERA dall’ALDILA’: tutto ciò che avrebbero voluto dire i 18 ragazzi morti al rientro della missione dai Balcani nel giorno dedicato alla ricerca sul cancro al professor Mandelli.
Esimio Professore,
quelli che Le scrivono ormai non sono più del mondo cui Lei appartiene.
Ci siamo conosciuti tempo fa, quando le nostre speranze le riponemmo in Lei per non abbandonare il Suo mondo.
Certo, ormai è tardi, nessun Professore può ridare la vita, essa, è patrimonio di un più modesto “Maestro” con il quale noi ora parliamo.
Nel giorno dedicato alla ricerca sul cancro, abbiamo sentito tutti in coro, un intero plotone, la necessità di parlare e, se Lei ce lo permetterà, di darLe qualche consiglio affinché, tra qualche anno, quando anche Lei ci raggiungerà, potremmo ritrovarci e stare insieme a vivere la vera vita, quella eterna, dove medici e pazienti, professori e Maestri, potranno dirsi tutto e sorridere su quanto succede laggiù da voi.
Tanta gente crede in Lei, tanta gente risponde ai Suoi appelli in tv e dona parte del suo avere materiale per contribuire alla speranza di tanti malati.
Pochi, molto pochi di queste modeste, umili ed ingenue persone riescono a pensare che tutto potrebbe essere più semplice, che anche Lei, Professore, potrebbe essere “libero” di dire ciò che pensa e forte della Sua professionalità acquisita durante la Sua “missione” sulla terra.
La nostra “missione”, esimio professore, è risultata essere una missione senza ritorno per dar modo anche a Lei di proseguire la Sua in pace.
Venimmo da Lei quando avevamo ancora aneli di vita, ci fece aspettare nel suo splendido studio tantissimo tempo, addirittura, ad uno di noi che veniva dalla Toscana, lo ha ricevuto il giorno successivo alle sei di mattina nonostante il lungo viaggio e la morte che iniziava a conquistarlo.
Un intero giorno d’attesa per spiegargli che ormai era arrivato alla fine e l’unica cosa che poteva fare era quella di rispettare il Suo onorario di 500.000£ per sentirsi dire è finita.
Accettammo tutti con serenità questa “diagnosi”, perché tutti eravamo certi che il nostro sacrificio, esaminato dall’esimia professionalità del Professor Mandelli, avesse reso giustizia ai nostri colleghi ed amici che iniziavano il calvario.
Professore, sono più di 200 gli altri nostri amici che aspettavano giustizia, che chiedevano perché.
Non hanno avuto risposta e, ancora oggi, quello che un tempo era il “plotone della pace” sta diventando il “battaglione” della pace che assiste, deluso al fallimento di un “Professore” che non ha saputo ascoltare il “Maestro”.
Neanche quando eravamo tra Voi, speravamo in una “pillola” della salvezza, anche perché, egregio professore, l’immortalità non è una ricerca fattibile nel Vostro mondo.
Speravamo invece in quella misera ma molto importante, riconoscenza del nostro sacrificio ottenuta con l’obiettività professionale di “Professori” come Lei che tanto danno alla collettività.
Certo, tutte le cifre che Lei ha fatto nel Suo rapporto, Le sono state dettate e, offendendo la Sua professionalità, Le hanno fatto dire cose che non corrispondono al vero.
La cosa però che più ci ha offeso, è stata la paura di tanti Suoi esimi colleghi, a confrontarsi con Lei, “Il Professore” la cui parola è legge e non può essere contraddetta.
Certo, la Sua laicità e freddezza professionale, non Le consentono di ascoltare le voci di una coscienza, di un’anima che è patrimonio immenso solo di crede in quella giustizia che non potrà mai essere tesoro del Vostro mondo.
Siamo certi però che il “pilato” che è in Lei sarà cancellato da un più attento esame di quanto sta succedendo tra i nostri amici e quella coscienza, a volte sorda alla voglia di giustizia, farà il possibile per suggerirLe che la ricerca, anche se con tanti soldi, non porta a nessun risultato se scevra di onestà e sensibilità verso giovani che, anche per Lei, si sono sacrificati a vent’anni.
La salutiamo, Professore, con la speranza di consegnarLe spunti di riflessione sui quali costruire una speranza per tutti coloro che ancora si rivolgeranno a Lei.
vedi anche: MINISTERO “SALUTE” italiano informato sui Gravi DANNI VACCINI + Pericolo Farmaci + Uranio impoverito
































































