FLORA BATTERICA per i TERRENI Agricoli
(indispensabile per ottenere prodotti agricoli sani ed allontanare le malattie delle piante)
CONCIME NATURALE a base di Silicio
Flora Batterica da additivare al Terreno – Micro organismi salubri
Le scoperte realizzate dallo scienziato prof. Teruo Higa (docente di giardinaggio tropico presso la Facoltà di Agraria dell’Università Ryukyu di Okinawa, Giappone) nel campo della microbiologia segnano, a livello mondiale, l’inizio di una cooperazione completamente nuova e dinamica tra natura, uomo e terreni.
Higa scoprì, infatti, che i microrganismi aerobi e quelli anaerobi non solo coesistono nello stesso substrato, ma che possono addirittura convivere in una simbiosi producendo così effetti miracolosi, poiché la loro azione si rivelò non solo utile per un’infinità di applicazioni, ma anche altamente efficace.
L’efficacia della aditivazione del terreno con fito complessi + miro organismi consiste nello scatenare una serie di attività nell’ambito dell’antiossidazione e della rigenerazione, come avviene ugualmente in medicina naturale, con i supplementi fito microbici.
I risultati sono eccezionali e non possono essere paragonati con le teorie attuali in materia di coltivazione e produzione agricola. L’efficacia non si limita alla sola produzione di prodotti destinati all’alimentazione, ma si estende, in modo altrettanto valido e benefico, a tutto l’ambiente ed alla salute umana, come da sempre insegnato dalla medicina naturale.
Questo scienziato quindi NON ha inventato né scoperto nulla di più di ciò che da migliaia di anni si praticava e si pratica, con le Medicine naturali !
Il concime
La parola deriva da “conciare”, nel senso di preparare, con il suffisso ME = latino Men indicante il mezzo, qualunque terreno, per fornirgli quei principi, sostanze, idee, di cui manca e che sono necessari, nel caso dei terreni agricoli, a all’alimentazione, nutrizione delle piante per renderle rigogliose e capaci di generare semi, fiori, frutta, ortaggi, erbe salubri, belle e saporite.
I fertilizzanti sono quelle sostanze utilizzate in agricoltura e giardinaggio che permettono di creare, ricostituire o aumentare la fertilità del Terreno. A seconda del tipo di miglioramento che vanno ad apportare al suolo i fertilizzanti si suddividono in:
- Concimi
- Ammendanti
- Correttivi
Le piante traggono il loro nutrimento dall’aria, dall’acqua ed in via prevalente dal terreno, nel quale hanno le proprie radici.
E’ evidente che ripetute colture su una stessa zolla o comunque la stessa pianta, soprattutto se questa non ha radici profonde (arbusti ed erbacee) alla lunga impoverisce il terreno di tutte le sostanze nutritive di cui ha bisogno per sopravvivere le principali sono: sono Azoto (N), Potassio (K), Fosforo (P).
Ecco il motivo per cui si usa concimare tutti i terreni coltivati.
Il concime può essere di due tipi: naturale o chimico (da escludere); il primo è assolutamente preferibile in quanto l’origine aiuta sicuramente e non solo l’ambiente; esso può avere origini disparate (resti animali e botanici, pelli, ossa, sangue, piume, letame, liquami di stalla, resti di alimenti, terre speciali, per citare i principali).
No-Till: la rivoluzione silenziosa – Le Scienze, settembre 2008, n. 481
L’antica pratica di rivoltare il terreno prima di seminare una nuova coltura è una delle cause principali della degradazione del suolo agricolo. Per questo motivo, molti coltivatori hanno deciso di rinunciare all’aratro – By David R. Huggins e John P. Reganold
L’agricoltura convenzionale, basata sull’aratura, espone il suolo a un rischio maggiore di erosione e dilavamento.
In diverse parti del mondo gli agricoltori seguono i principi della «non-lavorazione» (no-till), un sistema di coltivazione sostenibile che mira a non alterare gli equilibri del suolo. La diffusione delle pratiche no-till incontra però vari ostacoli, tra cui il costo elevato dei macchinari e la difficoltà di impararne correttamente i principi.
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it – Sett. 2008
Commento NdR: oltre a questi fatti, vi è un’altro importante problema che questo tipo di NON aratura, risolve, ed è quello della flora del terreno che non viene depauperata per l’ossigenazione della terra rivoltata dall’aratro !

A proposito di “consociazioni” fra le piante, nell’orto…
Popolo degli ortolani, vi siete mai chiesti perché certe piante sembrano prediligere particolarmente la vicinanza di altre piante ?
E perché invece si vedono delle piante allontanarsi letteralmente da quelle vicine ?
Le piante si amano e si odiano ?
Scientificamente parlando non possiamo dire con certezza che abbiano dei sentiment, ma sappiamo con certezza che comunicano fra di loro attraverso le radici (un grande rete mondiale di collegamento fra di esse), o che abbiano dei problemi “famigliari”, ma sicuramente possono essere più o meno compatibili.
Si chiama allelopatia, la scienza che studia questo loro comportamento, ma qualcuno la definisce “la scienza dell’amore” perché le piante si attraggono o si respingono come in una storia d’amore.
Allelopatia, che cos’è, cosa ci rivela
Definizione: Essa è un fenomeno naturale in cui le piante rilasciano composti chimici (allelochimici) nell’ambiente, attraverso radici, foglie o decomposizione, inibendo la crescita o la germinazione di piante vicine, sia della stessa specie (autotossicità) che di specie diverse (eterotossicità). Questo meccanismo di difesa o competizione, basato sulla produzione di metaboliti secondari, rappresenta una strategia ecologica per il controllo dello spazio e delle risorse, fondamentale in agricoltura per gestire le infestanti e le rotazioni colturali.
Aspetti Principali dell’Allelopatia:
Meccanismo d’azione: Le piante emettono sostanze tossiche, spesso dai tessuti radicali, che si diffondono nel terreno, agendo come bioerbicidi naturali.
Finalità ecologica: Serve per assicurarsi nutrienti, acqua e spazio vitale, inibendo i concorrenti.
Esempi noti: Il noce nero e il noce comune producono lo juglone, una sostanza in grado di inibire la crescita di piante vicine come pomodori, patate e azalee. Altri esempi includono il Sorghum halepense (sorghetta) che produce il sorgoleone, e molte altre specie che rilasciano composti tossici.
Applicazioni Agricole: Lo studio dell’allelopatia è cruciale per la sostenibilità, permettendo di limitare l’uso di erbicidi chimici grazie a colture che difendono naturalmente il proprio territorio.
Questo “antagonismo radicale” o “chimico” è un elemento chiave nelle dinamiche di comunità vegetale, influenzando le interazioni sia in ambiente terrestre che, seppur meno studiato, in quello acquatico.
L’allelopatia quindi è un sistema di difesa naturale messo in atto dalle piante (alle volte stimolata da alcuni parassiti) per preservarne il loro habitat, ai fini di mantenerne la specie. Il termine coniato dal botanico Molisch nel 1937, spiega i fenomeni biologici per cui le piante si attraggono o si respingono:
– competizione chimica, ovvero il rilascio di sostanze allelopatiche prodotte dal metabolismo (acidi, aldeidi, chetoni, lattoni, terpeni, fenoli, ammine, ecc.) che direttamente o indirettamente inibiscono (per es. alterazione delle membrane cellulari, dell’equilibrio osmotico, di processi fisiologici, o della resistenza alle malattie, della capacità di fissazione dell’azoto atmosferico, ecc.) la crescita delle piante vicine limitandone la germinazione, la crescita e lo sviluppo.
– antagonismo radicale, dovuto al rilascio di fitotossine attraverso le radici, in modo da garantirsi il proprio spazio vitale. Ad esempio estraendo più acqua dal terreno o comunque limitando la disponibilità di altre risorse (nutrienti, luce, etc.). In alcuni casi è la corteccia a emettere sostanze tossiche (es. aldeidi), creando intorno alla pianta una barriera protettiva che la difende dall’infestazione di microrganismi.
Dunque, nella progettazione dell’orto è importante tener conto dell’interazione allelopatica tra piante ricorrendo alle regole della cosiddetta consociazione. Vale a dire che una volta scoperto come, ad esempio, le melanzane crescano meglio vicino ai fagioli, eviteremo altre combinazioni. Tipo non mettete le melanzane vicino alle patate. Ma non preoccupatevi, esistono già delle tabelle delle “consociazioni ortaggi”che vi aiutano a riconoscere la giusta consociazione !
Attenzione anche al pH del terreno del vostro orto.
vedi: Ortopertutti + Le Piante Aromatiche
http://www.eticamente.net/40442/guida-per-lorto-sinergico-come-realizzare-lorto-piu-naturale-assoluto.html



































































