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Nascere in modo Naturale

Jean Paul Vanoli by Jean Paul Vanoli
06/03/2026
in Cure Naturali
111 min read
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NASCERE in MODO NATURALE
– Il parto naturale, levatrici, ostetriche – vedi: il Parto

Se le DONNE “CREDONO” per fede,  che la VITA FEMMINILE sia QUELLA che ci RACCONTANO da MIGLIAIA di ANNI, DEVONO RICREDERSI:

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La presunta “maledizione di Eva” insegnata dai cristiani, specie quelli cattolici, ha giocato un ruolo così importante nella mente delle femmine soprattutto nella parte del mondo occidentale, per cui è importante analizzare le origini di questo mito, per cui il dolore sarebbe il naturale accompagnatore del parto.
Questo mito non fu infatti una conseguenza dell’osservazione o dello studio della biologia umana, bensì risultato di un tempo in cui alcuni uomini, teologi e religiosi cercavano di ottenere una posizione di preminenza e di controllo anche sulle donne.
Ancora oggi purtroppo alcune persone credono che un’esperienza di parto senza dolore andrebbe contro il volere e la parola del cosiddetto ed inesistente “dio“.
Ma non c’è nessuna prova antropologica a sostenere il dogma teologico ascientifico ed antinaturale, per cui donne di tutte le culture abbiano visto il parto come una “malattia” o una “maledizione”. In realtà ci sono molte prove del contrario.

Nello stesso momento Clemente Alessandrino (cristiano), scriveva: “ogni donna dovrebbe riempirsi di vergogna per il solo pensiero di essere una donna”…. che schifo di uomini !
Capite quanta, violenza e mancanza di amore erano presenti in questi “cristiani”…i quali furono quelli che qualche secolo dopo perseguitarono e bruciarono sui roghi coloro che non la pensavano come loro.
La legge  in quei tempi esigeva che le donne dovessero essere isolate durante la gravidanza e il parto. 
Il potere della medicina era ora in mano ai preti e ai monaci, dai quali i medici dovevano avere il permesso di curare i “malati innocenti”. Visto che le donne erano etichettate come tentatrici e il concepimento era conseguenza del “peccato della carne”, una partoriente non era affatto “innocente”. Ai medici era proibito assistere al parto e dare aiuto anche in caso di complicazioni.
L’ostetricia fu abolita e le donne furono lasciate sole ed impaurite. Il parto smise di essere la celebrazione della vita e diventò una tortura terribile, dolorosa, solitaria e temuta.

Fu in quel momento che nella traduzione della Bibbia trovò posto falsamente, la presunta “maledizione di Eva”.
La parola ebraica etzev è tradotta nella gran parte della Bibbia con “lavoro, sforzo, fatica”, ma nel caso del parto gli stessi traduttori la interpretarono erroneamente come “dolore, sofferenza, tortura”.

Il travestimento di Agnodice – tra Mito e Storia.
Tra il IV e il III secolo a.C., si racconta che, in Grecia, le donne non potessero studiare medicina. Per questo motivo, una donna di nome Agnodice dovette tagliare i capelli e vestirsi con abiti maschili per poter frequentare la facoltà di medicina di Alessandria d’Egitto. Dopo  aver studiato medicina con il rinomato medico Erofilo, la donna rientrò ad Atene per esercitare la sua professione. 
Agnodice si era specializzata nell’Ostetricia.
A quel tempo, le donne greche erano restie a farsi visitare da uomini e spesso questo portava a complicazioni o morti premature in gravidanza. Qui entrava in gioco Agnodice e il suo travestimento. Inizialmente, le ateniesi, non fidandosi, non volevano ricevere le sue cure; una volta entrata in casa, lei si alzava la tunica, dimostrando di essere donna e ottenendo così la loro fiducia. Quando la notizia si diffuse, sempre più donne nell’approssimarsi del parto richiedevano la presenza di Agnodice, al punto che gli altri medici della città cominciarono a indispettirsi, e denunciarono il presunto collega.
Così  Agnodice fu portata dinanzi al tribunale dell’Areopago (massima autorità per i reati penali) con l’accusa di sedurre e raggirare le donne. L’ostetrica fu costretta a rivelare la sua vera identità. Fu accusata di aver praticato la medicina sotto mentite spoglie (reato per il quale era prevista la pena di morte). L’aiuto arrivò dalle donne che Agnodice aveva assistito e aiutato che insieme a una delegazione di donne autorevoli si presentarono ai giudici e dissero: “Voi non siete mariti, ma nemici, perché condannate chi ci ha guarito !”
Esse tutte insieme, circondarono il tribunale e minacciarono di uccidersi; non solo Agnodice fu assolta, ma le fu concesso di continuare ad esercitare l’arte medica. Ci fu anche un cambiamento della legge: le donne nate libere potevano svolgere l’attività medica, a condizione però di curare soltanto altre donne.
(Igino, “Fabulae”, e altre fonti)
La tavola, che illustra ciò, è conservata al British Museum – raffigura una scena in cui si ricorda Agnodice.

All’inizio del sedicesimo secolo furono ritrovati gli scritti di Sorano di Efeso che è stato un medico greco-romano antico. Secondo la Suda, un’enciclopedia storica del X secolo in greco bizantino riguardante l’antico mondo mediterraneo, sappiamo che Sorano lavorò prima ad Alessandria d’Egitto e più tardi a Roma agli inizi del II secolo, fu contemporaneo di Galeno.
Fu il medico più illustre della “scuola dei metodici”, una scuola che intendeva rettificare le regole fondamentali di Asclepiade, di determinare con migliore precisione il suo metodo e di renderlo assai più semplice e alla portata di qualsiasi intelligenza, scuola che fiorì a Roma al tempo di Traiano e di Adriano di cui Sorano fu il principale esponente della scuola medica dei Metodici. Fu il fondatore della ginecologia e dell’ostetricia.

Se Asclepiade di Bitinia è l’ispiratore della scuola metodica per averne posto le basi dottrinarie, Temisone di Laodicea dette un “metodo” a quelle idee che, per l’attuazione pratica erano forse troppo vaghe e inattuabili: di qui il nome di metodica a quella scuola.

La sua opera è preziosissima particolarmente per l’evoluzione dell’ostetricia ed ebbe un’azione diretta sui progressi di questa disciplina. Gli scritti di S., fra i quali il più celebre è quello Delle malattie delle donne (Περὶ γυναμείων παϑῶν), furono considerati testi classici fino al Rinascimento e ad essi attinsero largamente tutti gli scrittori latini e bizantini.
L’aiuto al parto nel frattempo veniva praticato, ma era visto come un’occupazione disonorevole e per questo praticata solo da donne. In Germania, dove ebbero luogo la maggior parte delle esecuzioni delle curatrici, Martin Lutero coniò il termine Wehmutter, madre del dolore, riferito alle ostetriche.

Con l’inizio del Rinascimento la situazione delle partorienti iniziò a migliorare sebbene l’uso del cloroformio, anestetico ormai largamente utilizzato in medicina, venisse ancora loro negato.
Alla proposta di usare questo antidolorifico anche sulle donne in procinto di partorire, un ministro del New England rispose che avrebbe significato togliere a Dio la gioia di quelle sincere e profonde urla di aiuto.
Da tutto questo capiamo come è stata creata quella estrema paura del parto nelle donne. La paura crea tensione, anche muscolare e l’utero è un muscolo.
Uteri estremamente contratti sono uteri che non possono portare a termine la loro naturale funzione, se non tra indicibili dolori.
I primi medici che poterono assistere ai parti si trovavano nella metà del diciottesimo secolo, ma dedicarsi all’ostetricia era uno stigma così grande che questi medici erano normalmente incapaci o alcolisti, dato che le partorienti venivano aiutate da altre donne, che erano erboriste, levatrici, e chiamate anche “streghe”… . Nel mondo della medicina le partorienti erano insignificanti”.

Con l’inizio del Rinascimento la situazione delle partorienti iniziò a migliorare sebbene l’uso del cloroformio, anestetico ormai largamente utilizzato in medicina, venisse ancora loro negato.
Alla proposta di usare questo antidolorifico anche sulle donne in procinto di partorire, un ministro del New England rispose che avrebbe significato togliere a “Dio” la gioia di quelle sincere e profonde urla di aiuto.
I primi medici che poterono assistere ai parti si trovavano nella metà del diciottesimo secolo, ma dedicarsi all’ostetricia era uno stigma così grande che questi medici erano normalmente incapaci o alcolisti. Nel mondo della medicina le partorienti erano insignificanti.

Da tutto questo capiamo come è stata creata quella estrema paura del parto nelle donne. La paura crea tensione, anche muscolare e l’utero è un muscolo.
Uteri estremamente contratti, sono uteri che non possono portare a termine la loro naturale funzione, se non tra indicibili dolori.

Promemoria IMPORTANTE:
Prima di firmare il cosiddetto “Certificato di nascita” ovvero la creazione della cosidetta:  “FINZIONE PERSONA GIURIDICA“, che è nei FATTI un TRUST – azienda fiduciaria individuale con tanto di COD. FISCALE, di vostro figlio/a, leggete queste pagine per sapere cosa firmate: nei FATTI è la cessione dell’amministrazione di vostro figlio/a allo Stato e voi perdete il Diritto naturale all’amministrazione e gestione dei vostri figli, per lo stato diventate, alla firma del Certificato di nascita, degli affidatari/manutentori……dei vostri bambini, che però sono dallo stato amministrati !
Vedi: Sovranità individuale + Chi siamo noi ? = Definizione di “Persona” +  Nome e Cognome o COGNOME e NOME

Tutte le società basate sull’aggressività e sulla dominanza, il nuovo nato viene, subito preso, lavato, manipolato, visitato, misurato, valutato, gli iniettano il giorno stesso od il giorno dopo della nascita, delle sostanze tossiche derivanti da animali, tipo anticorpi monoclonali, oltre alla tossica Vitamina K1 (sintetica) che genera immediatamente infiammazione epatica al fegato = Itterizia, ma   e soprattutto viene separato dalla mamma e dal padre e poi destinato per i controlli dal pediatra, che fa dei prelievi di sangue per rubare il DNA del nuovo nato, successivamente viene purtroppo  Vaccinato in italia con 10 vaccini(dal 2017, Legge Lorenzin) e nei mesi successivi altre volte per i cosiddetti richiami, che in realtà sono sempre Vaccini, che sommano in totale a circa 40 vaccini fino ai 16 anni, sostanze tossiche iniettate nella microcircolazione dei tessuti che quindi si riversa immediatamente nella circolazione sanguigna, creando subito delle reazioni immunitarie, indebolendo il neonato e generando una cronica infiammazione, dal termine tecnico “ASIA -20-2012-Lupus“, che durerà per tutta la vita, se il neonato non subisce danni più gravi nel  frattempo.

vedi La Sindrome infiammatoria chiamata “Asia” scatenata dai Vaccini !
ASIA_Sindrome infiammatoria-dai-vaccini-Riassunto.pdf
Tratto da: http://www.assis.it/wp-content/uploads/2014/12/ASIARiassunto.pdf

vedi: SINDROME INFIAMMATORIA “ASIA” – https://www.ncbi.nlm.nih.gov/m/pubmed/20708902/

Queste solo le indicazioni “obbligate” del sistema imperante della medicina allopatica in mano a Big Pharma
Ecco come proteggervi dalle Vaccinazioni in famiglia:
https://mednat.news/?s=protezione


Gli ultrasuoni (ecografia) provocano sottili Danni Cerebrali nei Neonati, come quelli dei Vaccini, che però sono molto più GRAVI

FALSITA’ della medicina ufficiale anche sul Concepimento:
NON è una “lotta” fra spermatozoi, ma una collaborazione e partecipazione, per aiutare colui che deve “amare” l’ovulo, penetrandolo, che lo “chiama”….., fin da quando avviene l’ovulazione, lo “chiama” fino a quando arriva e penetra l’ovulo, che gli si offre.., alla penetrazione, quindi è un atto di AmOre….non una “lotta”…., che ignoranti che sono questi medici…. !
Ecco il momento della penetrazione dello spermatozoo nell’ovulo,
come è stato documentato scientificamente anche in questo video qui sotto, che è l’azione che fa incarnare lo Spirito dell’ Io Sono con il suo corpo Bioelettronico di Luce, cioè di Energia, nel terreno terrestre della madre l’ovulo e l’utero materno, il che è tutto quanto un atto di Amore e Luce, formando così l’essere umano, cioè la Persona fisica umana vivente. – vedi l’atto del “concepimento”.

https://mednat.news/wp-content/uploads/2020/10/concepimento-spirito-luce.mp4


Non solo, ma m
olti di noi sono cresciuti con la convinzione para-scientifica di essere stati lo spermatozoo più veloce.
In realtà non è così. Si tratta di una delle tante credenze fasulle iniettate, probabilmente ad arte, su pletore di dottoroni, laureati, etc, che sono indottrtinati dalla dottrina della competizione che in biologia NON esiste.
È l’ovulo a scegliere amandolo ed accettare meticolosamente lo spermatozoo più adatto, nel vasto ‘sciame’, che gli danza tutt’attorno per ore.

Utero/Ovulo, seleziona gli embrioni sani e scarta gli altri – 10 febbraio 2014
L’utero/ovulo sa selezionare gli embrioni, scegliendo quelli sani e scartando invece quelli con gravi anomalie.

https://mednat.news/wp-content/uploads/2020/10/nascita.mp4

L’embrione deve superare una sorta di test per potersi impiantare correttamente in utero e dare avvio alla gravidanza, perché l’utero “seleziona” gli embrioni migliori, attraverso la presenza di una molecola la tripsina, che embrioni gravemente anormali non rilasciano nelle dosi giuste e che quindi vengono scartati.

La scoperta arriva da uno studio della Warwick Medical School and University Hospitals Coventry e Warwickshire NHS Trust.
“Durante la gravidanza le cellule del bambino migrano nelle madri frigolemmette e poi tornano indietro nel bambino, si chiama” microchimerismo fetale-materno “.
Per 41 settimane, le cellule circolano e si fondono all’indietro e in avanti e dopo il bambino
Ogni singolo figlio una madre ha in seguito lascerà una simile impronta sul suo corpo. Anche se una gravidanza non va a tutto termine o se hai un aborto, queste cellule migrano ancora nel sangue. La ricerca ha dimostrato che se il cuore di una madre è ferito, le cellule fetali si precipiteranno al sito della ferita e cambieranno in diversi tipi di cellule specializzate nel riparare il cuore. Il bambino aiuta a riparare la madre, mentre la madre costruisce il bambino. Quanto è bello ? Questo è spesso il motivo per cui certe malattie svaniscono durante la gravidanza.
È incredibile come i corpi delle madri proteggono il bambino a tutti i costi, e il bambino protegge e ricostruisce la madre indietro  – in modo che il bambino possa svilupparsi in sicurezza e sopravvivere. Pensa a pazzia per un momento. Qual è stata la madre carente in quel bambino li ha fatti e bramati ?
Gli studi hanno anche mostrato cellule da un feto in una madri cervello 18 anni dopo aver dato alla luce. Quanto è incredibile?, “Se sei una mamma sai come puoi sentire intuitivamente tuo figlio anche quando non sono lì” …, ora c’è una prova scientifica che le mamme li portano per anni e anni anche dopo aver dato vita a loro. Trovo che questo sia così bello”.

Sintesi da: guaritore cosmico

Video da vedere:

Quello che le DONNE DOVREBBERO SAPERE
Lo scopo della nostra campagna di informazione della donna, è quello di trasmettere alla futura madre tutte quelle indispensabili e utili informazioni sulla vita prenatale che le potranno servire per vivere la gravidanza con maggiore consapevolezza, per il bene suo ma soprattutto del bambino.
I vantaggi sono: far nascere il proprio figlio in un’atmosfera di amore, di attesa e di attenta partecipazione alla sua formazione, in modo da dargli da subito le basi per una vita sana e serena, contribuendo così allo sviluppo delle sue straordinarie potenzialità innate fisiche e psichiche.
Infatti, una cosa da tenere presente durante tutta la gestazione è che, sin dall’inizio, non si forma soltanto il corpo fisico del bambino, ma anche la sua psiche e, di conseguenza, il suo carattere. Questo è il perno attorno al quale si muove questo nuovo sapere.

L’accompagnamento prenatale è compito dei genitori i quali, con continue manifestazioni di amore di attenzione, trasmettono al bambino quei valori umani e spirituali di cui egli ha bisogno per impostare bene la propria vita e anche per sviluppare le sue straordinarie doti innate.
Mentre fino a pochi anni fa, la nascita di un bambino era in massima parte un evento che sembrava legato unicamente alla fisicità del parto, ora gli studi in questo campo dimostrano che il bambino, durante tutta la sua vita prenatale non è affatto un essere passivo.
I risultati delle recenti ricerche dimostrano che il nascituro è bene equipaggiato di capacità sensoriali, è reattivo alle situazioni ambientali, è in grado di provare sentimenti ed emozioni ed è intimamente coinvolto nel mondo affettivo e relazionale dei genitori.

Per esempio, se fra i genitori si scatena una lite violenta, il bambino può essere colto da un attacco di tachicardia tale da protrarsi per diversi giorni prima di ritornare alla normalità. Il ripetersi di casi analoghi darebbe adito a pesanti traumi che l’individuo si porterebbe appresso per tutta la vita.
Questo dimostra la grande sensibilità e partecipazione del piccolo essere in via di formazione, sensibilità a tutto ciò che lo turba come rumori sgradevoli, musiche moderne da discoteca, voci disarmoniche, ecc., ma anche alle cose piacevoli come la voce della mamma e del papà e di tutte le persone care che lo circondano. Il bambino in utero segue tutto ciò che avviene nell’ambiente circostante, sviluppando così le sue innate capacità di apprendimento e stimolando nel contempo la funzione dei suoi organi sensoriali.

Durante la gestazione, non è sufficiente seguirne il buon andamento soltanto mediante esami ecografici (NdR che sono comunque invasivi e NON graditi dal feto a qualsiasi momento di gestazione), analisi cliniche e controlli medici per accertarsi del perfetto stato di salute di madre e bambino. Occorre preoccuparsi anche di alimentare correttamente la relazione madre-padre-bambino sul piano affettivo, affinché possa davvero nascere una creatura completa, non soltanto sana di corpo ma anche di mente.
Allora, che cosa fare ?
Trasmettere al bambino sentimenti ed emozioni positive e soprattutto tanto Amore ed accettazione gioiosa della sua esistenza. L’Amore è cibo per il bambino. L’amore lo aiuta nella sua crescita. Entrambi i genitori dovranno parlare con lui, cantare per lui, giocare con lui, fargli ascoltare fiabe, canzoncine e melodie dolci. Fra le musiche classiche, Mozart e Vivaldi sono quelle preferite, specialmente le composizioni giovanili. Dopo la nascita, il bambino riconoscerà tutti i suoni già uditi e comprenderà che la nascita era solo un momento di passaggio dal ‘prima’ al ‘dopo’ e che in tutto ciò che già conosceva c’è una continuità. Si può affermare che tutto quanto il bambino vive durante la vita prenatale si riflette sul resto della sua esistenza formandone le basi. E, se la prima fase è positiva a tutti i livelli, questa costituirà il fondamento per tutte le fasi successive, che potranno a loro volta evolvere positivamente.

(NdR: Ricordarsi che: le alterazioni provocate soprattutto da: Vaccini, amalgami dentali e farmaci di sintesi, degli enzimi, della flora, del pH digestivo e della mucosa intestinale influenzano la salute, non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell’organismo).

Ogni cenno di attenzione e di tenerezza che si dà al bambino non si limita al solo fatto in sé, ma serve da stimolo dei corrispondenti organi sensoriali in formazione. Sono queste esperienze che egli vive in simbiosi con la madre. Questo ci fa capire quanto sia importante intrattenersi in tanti modi col bambino, il quale, alla nascita, porterà con sé nove mesi di esperienze.

Ecco perché, durante la gravidanza, la futura madre, nel periodo in cui è intimamente coinvolta nella funzione più importante del suo ruolo di donna, dovrà adeguarsi sin dai primi istanti al proprio compito di formatrice, cercando di controllare i propri pensieri, i propri sentimenti nonché il suo comportamento.
Le osservazioni psicologiche e psicoanalitiche dimostrano che il bambino percepisce le emozioni della madre e ne registra i sentimenti, i pensieri e gli ideali che ne occupano il cuore e lo spirito.
La voce della futura mamma riveste un ruolo strutturante nei confronti dello psichismo del bimbo.
Tutto questo viene trasmesso in parte per via ormonale, ma anche grazie all’empatia che sta alla base del legame madre/bambino. Quindi, la futura madre può offrire all’embrione prima e al feto poi, gli elementi migliori e le condizioni più favorevoli affinché il bambino sviluppi al meglio tutte le straordinarie potenzialità contenute nel suo capitale genetico.

Anche il padre, che condivide l’attesa con la madre e che deve creare attorno a lei un’atmosfera di rispetto, di amore, di sostegno, di protezione e di serenità, comunicando con il bambino attraverso la propria voce e col tatto, crea il primo legame, legame che andrà successivamente consolidandosi sempre più.
Ora non si parla più soltanto di legame Madre/Bambino ma di “bonding” Madre/Padre/Bambino. Infatti, la presenza e il coinvolgimento del padre è di estrema importanza per lo sviluppo del bambino in tutti i sensi. E se anche il padre segue consapevolmente tutte le fasi di sviluppo del bambino in gestazione, si crea già in partenza nella triade quel “bonding”, ovvero quel legame empatico che rappresenta per il nuovo essere la prima esperienza d’amore e per la coppia il consolidamento della loro unione.

Per il bambino, l’assenza della relazione affettiva equivale a paura, e la paura è fonte di molti traumi che si manifesteranno nel corso della vita dell’individuo, generando molta sofferenza.
E’ sulla base di tutti questi elementi che gradualmente si diventa genitori. Purtroppo la genitorialità è un ruolo per il quale la società non ci prepara affatto. Ma l’informazione su tutto quanto concerne la Vita Prenatale sta creando anche a questo riguardo nuovi modelli.

L’accompagnamento alla nascita non costa nulla; esso richiede semplicemente una presa di coscienza da parte dei futuri genitori e di tutti coloro che sono loro vicini: ginecologi, ostetriche, psicologi, operatori, familiari, la società in generale. Il concetto dell’accompagnamento prenatale dovrebbe, infatti, entrare nella coscienza della collettività. E’ importante cogliere ogni occasione per diffondere questa informazione.
Proviamo a immaginare un mondo in cui nascano soltanto bambini desiderati, in cui la creatura che deve nascere sia amata ancor prima di essere concepita, in cui la nascita di un figlio sia considerata un evento sacro, nel rispetto della donna che partorisce e del bambino che viene alla luce…. Se ciò potesse realizzarsi, vivremmo in un mondo certamente migliore.
Ed è proprio a “quel mondo migliore” che aspiriamo, per la felicità dei nostri figli, nipoti e di tutti coloro che arriveranno in futuro.
L’accompagnamento prenatale fisico ed affettivo è importante, quindi, da vari punti di vista:
– fisiologico, perché aspira a far nascere individui fisicamente sani
– psicologico, perché mira alla formazione sana della psiche dell’individuo e di caratteri forti ed equilibrati;
– antropologico, perché di capitale importanza per la vita dell’umanità e della sua evoluzione;
– della prevenzione, in quanto una gravidanza trascorsa felicemente, serenamente e amorevolmente facilita il parto, evita traumi psichici e nascite pre-termine.

L’azione preventiva si estende anche a impedire che si creino tendenze alla violenza e alla criminalità.
In sostanza, lo scopo finale dell’Accompagnamento Prenatale è quello di assicurare una migliore qualità della vita al bimbo, alla famiglia, alla società e di conseguenza al mondo intero. E’ meglio mettere al mondo un bimbo psicologicamente e fisicamente sano, anziché dover correre ai ripari dopo.
Info a cura della Associazione “ELIOTROPIO” – Sezione “VITA PRENATALE”- Tratto da: eliotropio.org

Comunicato sul Parto fatto in casa

Il vissuto della gestazione dell’evento della nascita è memorizzato nei geni dei genitori e dei figli stessi. Meglio si prepara la nascita e più si aiuta le personalità che compongono la famiglia ad evolvere nella nuova esperienza.
Quando il maschio e la femmina si riconoscono amandosi l’uno nell’altra, generano una procreazione cosciente dell’amore e del rispetto reciproco, l’evoluzione nella conoscenza è profonda per la coppia che in genere tende a costituire una famiglia.
Questa pratica genera il desiderio di dare la vita ad un altro essere; il frutto dell’amore è il dono di Sé nella nuova creatura che a sua volta percepirà questo desiderio di Amore.
La “trama” che si tesse ad ogni esperienza si impregna di ogni sensazione che vi si imprime; la nascita come la morte, a maggior ragione essendo una importante tappa della vita in senso completo, è cosi forte e stretta da modulare per sempre ogni individuo.
Il padre consapevole dei suoi doveri amorosi nei confronti del nascituro, si “inizierà”, si informerà, alle consapevolezze della conoscenza sul come far crescere il proprio figlio, come alimentarsi bene ed in modo biologico naturale, per ottenere dalla madre un’alimentazione il più possibile vicine ai fabbisogni del nascituro.
La madre a sua volta si preparerà i suoi pasti tenendo conto che ogni cosa ingerita sarà il nutrimento del piccolo nel suo grembo, facendo sì che il futuro uomo cresca con tutte le qualità fisico/spirituali adatte alla sua migliore sopravvivenza nel mondo esterno al grembo della madre.
Il bambino, riconosciuto nell’amore e dall’amore della coppia e della famiglia, crescendo potrà far sbocciare in pieno tutta la sua personalità, maschile o femminile.
Il piccolo uomo una volta generato al concepimento dai suoi genitori naturali, non potrà essere soggetto sociale fin tanto che non sarà uscito dal grembo di sua madre; fino al quel momento egli può essere tutelato, protetto e gestito solo dalla madre in primis e dal padre, lo Stato NON può e NON DEVE interferire e soprattutto non fategli iniettare Vitamina K1 quando nasce né i successivi Vaccini  !

In ospedale vi dicono falsamente che vi sono dei test “obbligatori” da fare per presuntamente riconoscere circa 4 malattie, da effettuare sul nuovo nato, MA senza consenso del genitore NON esiste nessun obbligo, compresa le punture sul tallone per prelevare con 12 gocce di sangue, per fare le loro analisi e rubare il DNA del nuovo nato.
Nel loro protocollo è previsto anche il test dell’udito tramite delle cuffiette.

Nelle lettera che trovate qui sotto, come bozza, potete dissentire ed impedire che queste cose vengano fatte sulla pelle dei vostri figli appena nati !
Quindi:

Prima di recarvi in ospedale preparate questa Lettera inviatela via PEC e con una copia dell’invio effettuato, consegnatela quando vi entrate, al primario del reparto maternità.

Spettabile Ospedale di………………….
all’attenzione nella persona del primario e degli operatori sanitari che lavorano in esso, al reparto maternità, ove sarò ricoverata per il parto della mia prole.

Non acconsento a nessuno, medici compresi, di prelevare sangue per qualsiasi tipo di analisi, iniettare qualsiasi farmaco, vitamina, che effettuate come protocollo, in particolare: Vaccini (qualsiasi), Vitamine (qualsiasi), antibiotici, ecc.
Nulla verrà somministrato o prelevato, alla mia prole, se non con il mio consenso scritto.

Ringraziando fin d’ora per la vs collaborazione, auguro buon lavoro a tutti. Distinti saluti
Firma di entrambi i genitori o solo della madre

visionate questo bel VIDEO:

Michel Odent – ginecologo ostetrico, di fama mondiale – ha detto che il “Lotus Birth, ossia la nascita in cui non si recide il cordone ombelicale, con la placenta, ma lo si lascia attaccato fino a che esso abbia reso al nascituro il sangue in esso contenuto (circa 100 gr. su 300 gr. complessivi che il piccolo/a ha nell’intero corpo) in genere ci vogliono al massimo c.a. 72 ore) è la risposta più ovvia al tetano neonatale. Se non c’è ferita, non c’è la strada per l’infezione. Tutto questo è uguale a costo zero”.

Ricordiamo anche che il “travaglio“, cioè le doglie (dolori del parto consistenti in forti contrazioni dell’utero e degli altri muscoli coinvolti finalizzati all’espulsione del nascituro. Il periodo precedente il parto viene detto travaglio), della nascita non svolgono solo il compito di fornire le spinte necessarie al parto, ma esso attiva sul sui vari sistemi nervoso, endocrino-ormonale, attraverso il dolore, le funzioni preparatorie per secernere il “colostro” ed il latte materno, sostanze indispensabili al nascituro.
Un esempio pratico in Italia:
“Casa maternità Le Maree” a Genova (IT)
“Il travaglio e il parto sono un fenomeno salutofisiologico che deve essere considerato nella sua interezza, è si un evento involontario guidato dal sistema neuroendocrino ma è fortemente condizionato dall’ambiente, dalla cultura e dalla psiche.
Come dice Verena Schmid:
‘’Il parto è un evento inestricabilmente legato a tutta la vita della donna e alla sua sessualità femminile. È un momento in cui è in gioco la potenza e il potere personale, la forza, la creatività individuale e sociale della donna.’’

La cultura moderna ha svalorizzato e tolto significato al travaglio e al parto privandolo della sua essenza rendendolo sempre più un atto meramente meccanico, affidato alla tecnologia e a strumenti moderni che privano le donne della loro consapevolezza e coscienza di sé”.

In quella “casa di maternità”, conoscono benissimo il valore del cordone ombelicale e della placenta.
Michela e il suo compagno hanno scelto un parto sereno sotto la luce dell’amore per il figlio. Senza vaccinazioni alla nascita e senza strani colliri che instillano nel neonato appena nasce (NdR: e con l’iniezione – senza chiedere il consenso ai genitori, facendo un opportuno consenso informato – della Vitamina k1, sostanza sintetica e tossica, che genera in forte infiammazione al tessuto del fegato generando il sintomo Itterizia, ben noto all ‘85% dei neonati, che si accentua e si cronicizza con i Vaccini propinati ai 2-3 mesi, altre importanti tossine, che dureranno con l’infiammazione e le mutazioni genetiche che apportano, per tutta la vita, ammalando facilmente i vaccinati e facendoli quindi morire prematuramente, ben note sono  le sindromi mortali: SIDS e SADS, rispettivamente morte nella culla e “morte improvvisa” dell’adulto).
Il cordone ombelicale resterà attaccato al neonato tutto il tempo necessario a restituirgli, così come è giusto che sia, quasi un litro di sangue Preziosissimo che fluirà naturalmente nel suo corpo.
La placenta sorveglia il piccolino, resta attaccata al cordone e viene adagiata a poca distanza dal piccolo assumendo la sua naturale forma a cuore.

Tutti gli organi che la natura ha predisposto per dotare il neonato del suo corredo di cellule toti-potenti, il prezioso sangue e nutrienti, restano a sua disposizione com’è giusto che sia, mentre allatta al seno di mamma per le prime volte. La placenta verrà conservata dai genitori e, se un domani, dovesse occorrere per guarire il bambino per ogni malattia la avranno a disposizione.

In pochi ne sono al corrente ma quando nasce un bambino le cellule staminali contenute all’interno del cordone ombelicale e la placenta vengono recuperate e conservate presso cliniche commerciali e utilizzate al bisogno e su richiesta di acquisto.

Qualora noi come genitori richiedessimo la conservazione del cordone ombelicale e della placenta del proprio figlio dovremmo pagare un importo che può arrivare anche a superare i € 2.000 più il pagamento di una quota per ogni anno di conservazione.
Le proprie cellule staminali e toti- potenti sono in grado di guarire leucemie, linfomi, errori congeniti del metabolismo, disordini mielodisplastici, mieloproliferativi, insufficienze midollari, emoglobinopatie, quasi tutti i disordini nel sistema immunitario, malattie genetiche rare, disturbi neurologici e tante altre ancora.

Purtroppo non ci chiediamo neanche più cosa gli ospedali facciano con placenta e cordone ombelicali, così  ignoriamo che per ogni bimbo nato, noi *doniamo* (NdR: meglio dire ci rubano, perché non pagano nulla a nessuno, anzi ci guadagnano perché le vendono…a mezzo delle banche del sangue) la linfa vitale che un giorno potrebbe salvare i nostri figli, affidando tutto agli ospedali i quali, dovrebbero provvedere a mettere a disposizione della collettività attraverso le *banche farmaceutiche* esistenti in grado di conservarlo  in forma anonima.
Purtroppo s
oltanto una piccolissima parte di persone piuttosto benestanti ed informate ne chiede la conservazione privata pagando.

In certi casi alla preparazione del  parto può essere necessario ricorrere, secondo la medicina ufficiale che fa partorire in piedi e non nella posizione naturale….e che NON utilizza il parto nell’acqua tanto utile specie nei parti difficili, nel momento del travaglio, quando esso si arresta per vari motivi, ad una infusione di “ossitocina” (in vena) per riattivare ed amplificare le contrazioni uterine; teniamo presente che si tratta comunque di tossine introdotte nell’organismo della madre che in parte passeranno anche al piccolo sia attraverso il sangue, sia attraverso il colostro che succhierà appena nato dalle mammelle della mamma.

Sarebbe normale che il neonato rimanesse seduto sul petto della madre per almeno un’ora dopo l’espulsione.  Ecco perché il cordone è lungo solo 50-60 cm, abbastanza perché il bambino raggiunga il seno della madre.
E ora non intendo solo gli aspetti psico-emotivi positivi sia per la madre che per il bambino, ma anche il trasferimento di sangue placentare.
Un quarto del sangue del neonato è ancora nella placenta alla nascita, ma se lasciamo intatto il cordone ombelicale per almeno 25 minuti, verrà trasferito al bambino e non soffrirà di anemia da carenza di ferro, come accade ad altri.
Inoltre, questo trasferimento si riferisce anche a quelle cellule staminali “meravigliosamente” commercializzate che entreranno nel corpo del bambino dalla placenta, a cui appartengono, e non in una banca in Grecia o Danimarca.
Gli animali mangiano la placenta dei loro cuccioli solo dopo il parto, non immediatamente.
Da questo punto di vista, siamo gli unici mammiferi che tagliano il cordone ombelicale appena nasce il bambino.  Un metodo barbaro e traumatico per il bambino che si sta appena abituando alla respirazione….

Pertanto, nel piano del parto, l’opzione di tagliare il cordone ombelicale dopo che ha cessato di pulsare, cioè dopo circa 25 minuti, dovrebbe essere una necessità e non una moda passeggera.
 Quanto alla nascita del Loto, è una pratica antica e, se fosse così pericolosa, saremmo ormai estinti come civiltà. 
Ti è stato ripetutamente detto che il valore delle CELLULE STAMINALI del tuo bambino, sono 2.000-4.000 euro ?
E questo dipende dal pacchetto sofisticato che puoi scegliere durante la raccolta, nei primi minuti dopo la nascita, giusto?
La chiara conclusione è che sono costose. Davvero molto costose e preziose.
Le CELLULE STAMINALI sono ORO !
Ma non per le banche di cellule staminali, MA PER IL TUO BAMBINO !!
Sono l’eredità più preziosa che viene trasferito direttamente dalla placenta, nei primi minuti dopo la nascita.
Le cellule staminali si formano dal concepimento e si trovano nella placenta, l’organo esterno che nutre e fa crescere il bambino nell’utero per 9 mesi.
Le cellule staminali del tuo bambino sono quelle cellule intelligenti che si trasferiranno dalla placenta al corpo del neonato fintanto che il cordone ombelicale non viene tagliato / bloccato per 25 minuti per il trasferimento di sangue dalla placenta.
Le cellule staminali si trasferiscono al corpo del neonato proprio in quei momenti, per riparare eventuali anomalie o danni, successo durante il processo di nascita, che può essere molto intenso per il tuo bambino.
Consenti alle cellule staminali nella placenta di trasferirsi nel corpo del bambino, consentendo al cordone ombelicale di pulsare per almeno 20-25 minuti dopo la nascita.
Perché altrimenti priverai il tuo bambino delle cellule intelligenti che lo aiuteranno fisicamente, a riprendersi rapidamente dopo la nascita.
Ora, ti rendi conto perché è un pestaggio su chiunque raccolga le tue/sue CELLULE STAMINALI ?
Ora capisci perché ci sono centinaia di aziende che lo fanno
rubando le cellule staminali del tuo bambino ?
Rubano CELLULE STAMINALI di valore, SALUTE e VITA.
Nessuna valuta può valutarli o pagarli.
E sì, dovrebbe essere il contrario: quelle aziende dovrebbero pagarti per dare loro quelle cellule staminali che sono così preziose per la salute di tuo figlio.
Il trucco più grande è credere a storie spaventose, fatte da team di marketing molto ben pagati, per farti credere, che ti salveranno un giorno, nella tua vita, se pagherai ancora molto, ovviamente…
Per favore, dunque, cara MADRE, sii sobria e assumi con tutta coscienza, informandoti bene, prima di prelevare dalla tua tasca migliaia di euro, solo per guardare il tuo bambino, le sue CELLULE STAMINALI e i 150 ml di sangue placentare.
Svegliati e pensa a chi vince da questo business ? …non certo il tuo bambino, che rimarrà con una grave anemia per almeno un anno e mezzo, perché non hai permesso il trasferimento di un quarto del suo sangue destro, pieno di cellule staminali.
Informati ed esci dalla bolla dell’ignoranza.
By Bianka Luz – Tratto da: Codice Genesi
https://t.me/+3K5mFdwR2aVkMTA0

Il Furto dei cordoni ombelicali, ed altro:

Dott. M. Pietrangeli – Leggete il mio libro:
MILLE e 1 NO, al PARTO CESAREO – Edizioni TRACCE, Pescara

– (Premio Letterario Internazionale “Cesare Pavese 2007” per la Letteratura Medica).

Domanda: di chi è la proprietà del cordone ombelicale e/o della placenta ? …ma della madre che l’ha formata nel suo corpo, e siccome essa può essere utilizzata per trarne delle cellule staminali che potranno in un futuro servire alla proprietaria (la madre ed il figlio al quale era attaccato), essa, la placenta NON può essere considerato un “rifiuto da gettare e/o bruciare, o vendere alle aziende farmaceutiche….”, come purtroppo per ignoranza, lo si considera oggi da parte del “medici allopati” detti ufficiali, ma come un bene prezioso da tenere per se stesse per il futuro !
In certe parti del mondo la placenta viene fatta essicare e successivamente ingerita da parte della madre.


NATO CON la CAMICIA
Chi sono i “nati con la camicia” ? Di solito le persone alle quali tutto va sempre bene, per il verso giusto, i baciati dalla buona sorte che suscitano, perciò, una certa dose di invidia; questo è ciò che la tradizione popolare dice, ma è proprio così ??
Si è proprio così, ma la fortuna è che colui che “nasce con la camicia” ha una migliore salute, è più intelligente, perché è più felice, in quanto la camicia la parte interna del tessuto placentare e/o che la placenta, viene lasciata accanto al nuovo nato finché essa si secca.
Quindi il vecchio detto “Nato con la camicia” indica proprio l’antica pratica di lasciare la placenta accanto al nuovo nato fino a quando essa si secca, per poi ridarla alla Terra magari sotto un’albero….
L’altra idea della recente tradizione così afferma:
Quando un bambino nasce con le membrane amniotiche attorno al corpo…. ha una “vernice caseosa”, ossia quello strato biancastro che alla nascita ricopre l’epidermide dei neonati, e che appare un pò più abbondante e spessa nel caso di parti prematuri. Il suo scopo è la protezione del feto dal liquido amniotico, che potrebbe macerarne la cute.
E’ un caso molto raro, ecco perché nel linguaggio quotidiano questa espressione viene usata per indicare una persona fortunata.

Liquido amniotico cura i prematuri – Dic. 2012
Il liquido amniotico si potrebbe rivelare una valida cura nel trattare una malattia comune tra i neonati prematuri. Lo indica uno studio pubblicato in versione integrale sulla rivista “Gut” che vede tra gli autori l’italiano Paolo De Coppi.
L’enterocolite necrotizzante è una patologia che colpisce i prematuri e che può esser così pericolosa da risultare fatale poiché danneggia gravemente le pareti del tubo digerente.
Gli esperti hanno usato le cellule staminali del liquido amniotico per riparare l’apparato digerente colpito dalla malattia che “affligge il 10-15% dei prematuri sotto i 1500 grammi: il 40% di questi muore” – spiega De Coppi.

Inoltre:
La trasmissione materna di batteri commensali può costituire un processo critico durante le gravidanze sane: grazie al sequenziamento metagenomico si è potuto esemplificato un ricco microbioma placentare.

Nelle gravidanze normali a termine è stato riscontrato un ricco microbioma placentare che probabilmente fornisce importanti contributi metabolici ed immunitari per la crescita del feto. Al contrario, una composizione microbica alterata durante la gravidanza può produrre metaboliti aberranti che compromettono lo sviluppo del cervello del feto e comportano esiti neurologici per tutta la vita

Uno fra i recenti studi scientifici, dal titolo “Developmental aspects of maternal-fetal, and infant gut microbiota and implications for long-term health” conferma il precedente studio scientifico del 1977, dal titolo “Maternal influences on fetal microbial colonization and immune development”, nel quale vari test di laboratorio hanno portato in evidenza che il feto si sviluppa in un ambiente non-sterile

È stata così dimostrata l’erroneità e l’infondatezza del dogma secondo il quale nel neonato avviene una colonizzazione da parte dei microorganismi della microflora soltanto dopo l’esposizione all’ambiente extrauterino: il feto incorpora un microbioma iniziale durante il suo sviluppo intraplacentare, molto prima della nascita, momento durante il quale vi è una copiosa supplementazione di microbi materni, così come successivamente attraverso l’allattamento al seno.

La cosiddetta “infezione intrauterina” è stata certificata negli ultimi dieci anni utilizzando tecniche che hanno rivelato anche una significativa presenza di microbi nella placenta, nel liquido amniotico e nel meconio: si è appreso grazie a studi scientifici che microorganismi anaerobi resistenti appartenenti alla famiglia Fusobacteriaceae (in particolare Sneathia sanguinegens e Leptotrichia spp.) si trovano nel liquido amniotico, confermando quindi una colonizzazione che avviene già da prima della nascita. – By Luana: Lu.DiMuzio@yahoo.it

Gravidanza: il feto trasmette cellule alla madre – Giugno 2012
Il feto trasmette proprie cellule alla madre che poi restano nell’organismo materno per molto tempo dopo la nascita.
L’affascinante scoperta relativa ad uno scambio cellulare inatteso è frutto di uno studio dei ricercatori statunitensi del Tufts Medical Center pubblicato su “Biology of Reproduction’s Papers-in-Press“.
Gli esperti hanno infatti rilevato nel flusso sanguigno di un gruppo di topi femmina incinta alcune cellule del feto. Si tratta di cellule fetali, individuate nella tarda gravidanza, che però restano negli organi interni della madre a lungo dopo il parto.
“Abbiamo utilizzato dei database pubblici per estrarre delle informazioni genetiche importanti da queste cellule fetali, in modo da capirne il funzionamento – spiega Diana Bianchi, principale autrice dello studio – Riteniamo che il passaggio di figlio in madre sia un modo per rendere il sistema immunitario materno tollerante al feto. Inoltre, abbiamo rilevato la presenza di queste cellule fetali in zone tumorali dei polmoni delle madri, anche se non è chiaro se queste cellule aiutino a distruggere il tumore o contribuiscano alla loro crescita“.


Ma le cellule staminali le vogliono prendere dal cordone ombelicale ad ogni nascita…
Ma è poi vero che si debba “tagliare” il cordone ombelicale subito dopo la nascita ? Assolutamente NO ! quella tecnica INNATURALE, genera il trauma della nascita che rimane registrato nell’inconscio di TUTTI.
Molto meglio lasciare il cordone ombelicale e la placenta attaccate al nascituro almeno fino a quando esso cessa di pulsare e tutto il sangue è ridefluito nel corpo dal bambino.
Ma questa tecnica va contro gli interessi di coloro che vogliono estrarre, dal sangue presente nel cordone ombelicale, le cellule staminali.

Vedi: Gravidanza consapevole:
http://www.gravidanzaconsapevole.org/home.html
Informazioni sul Parto:
http://www.marsupioscuola.it/ostetrica_informa/index.php

http://en.wikipedia.org/wiki/Michel_Odent   +  http://it.youtube.com/watch?v=zBjZ5rMoHkU
http://it.youtube.com/results?search_query=michel+odent&search_type=&aq=f
Blog nel quale si parla del “Nati con la Camicia”

Lotus Birth – nati con la placenta
Sito ufficiale italiano della nascita Lotus Birth, dove le informazioni che trovate riassumono il pensiero di Shivam Rachana.
Lotus Birth: nati con la placenta
Un’interessante e molto dolce evoluzione in senso pacifista del percorso nascita , in sintonia con il desiderio di riavvicinarsi all’armonia naturale della nascita.
Lotus Birth, la nascita integrale, perché ?
La nascita Lotus Birth non separa il bambino dal proprio organo-placenta, evitando così di creare il trauma che avviene attraverso il taglio del cordone. …
Naturalmentemamma.it Gravidanza, parto, allattamento e primi mesi
Il lotus birth è un modo per cambiare prospettiva, per imparare la “pazienza”.
Lotus Birth, un modo diverso di concepire il dopo parto
Questo approccio consiglia di aspettare il distaccamento spontaneo del cordone ombelicale. Il taglio prematuro costituisce un trauma per il nascituro.
Lotus birth- la nascita

Il parto come oggi viene effettuato, è purtroppo una delle massime aberrazioni create dai “luminari” della medicina universitaria; poche cose sono così in completa antitesi alla Natura come i parti che si effettuano oggi nelle cliniche private o negli ospedali.
Vediamo di considerare innanzitutto come le nostre ave, le nostre nonne figliavano.

1) Esse partorivano in casa aiutate nell’evento che era chiamato “lieto”, da tutta la famiglia ed in primo luogo dal consorte in quanto padre del nascituro e dalle loro madri che fungevano da levatrici.
Il rimanere in casa propria e con i propri cari era di aiuto e conforto spirituale alla puerpera e sopra tutto di utilità pratica per la presenza dei propri amati che aiutavano il lieto evento.
Questa presenza era un fatto molto importante anche per il maschio, in quanto egli si rendeva veramente conto cosa volesse dire mettere al mondo un figlio: le attese, le sofferenze, la nascita, erano estremamente utili perché lo arricchivano di informazioni sulla realtà della Vita e sulle forti relazioni emotive che il parto produce fra madre/padre e nascituro.
Il maschio assisteva partecipando alle sofferenze ed alle felicità della nascita; l’aver estraniato il maschio da questa partecipazione è averlo castrato nelle proprie possibilità di apprendimento sulla vita; la Vita nasce con il “dolore”, ma il maschio di oggi non lo vive più e di conseguenza non comprende facilmente la vita e la sofferenza; lo mantenuto bambino, egli è grande fisicamente, ma spiritualmente non è adulto; questo grazie anche ai “luminari” della scienza medica.

2) La figura del medico era presente per i nostri avi, solamente nel caso di gravi difficoltà; se poi andiamo ancora a ritroso nel tempo, vedremo che la nascita era nei popoli antichi, un atto “sacro”, con la partecipazione della famiglia patriarcale, sopra tutto la madre della puerpera e le altre madri del villaggio che la aiutavano; la figura dell’ostetrica (a sua volta è una donna che ha partorito) è nata da questa antica abitudine sociale.
Era l’esperienza della Vita, l’aver fatto un figlio che dava la vera Conoscenza a queste madri ed esse giustamente potevano trasmetterla alle loro figlie quali nuove madri. Non abbiamo ancora visto un dottore maschio partorire, quale esperienza pratica diretta può avere ?
Più che l’esperienza sulla propria pelle non esiste nulla, nessuna università, nessun diploma, nessuna laurea, può fornire ciò che dà l’esperienza diretta.
Queste madri che aiutavano le proprie figlie o quelle altrui, erano le vere sacerdotesse del parto !

Al contrario cosa possono dire per esperienza i medici maschi ?? Proprio NULLA !
Oggi grazie a questi luminari, abbiamo perduto questa cultura veramente scientifica, quella basata sulla continua ripetizione di generazione in generazione nel laboratorio della Vita, del “momento del parto naturale”, in armonia con le Leggi della Manifestazione.

Inoltre sappiamo che all’interno degli ospedali “moderni” essendovi patologie di ogni tipo trattate sopra tutto con antibiotici, gli stessi medici dicono che gli “agenti patogeni” sono molto più virulenti in quanto essendosi questi abituati agli antibiotici si sono rinforzati diventando molto più pericolosi e così le puerpere che non sono malate ma comunque non in perfetta salute dato il loro stato, possono più facilmente ammalarsi; ciò avviene anche per il fatto che in quelle sedi si forniscono alle puerpere al pasto quotidiano degli alimenti NON idonei a chi ha partorito, quindi esse sono facilmente deboli nel loro sistema immunitario.

Con questa deduzione, negli Stati Uniti si sta provvedendo ad aprire delle case di parto al di fuori delle strutture ospedaliere, proprio per la pericolosità riscontrata nelle cliniche, per le partorienti.
Noi invece pensiamo che ciò sia dovuto più alle condizioni di stress nelle quali quelle puerpere si trovano; queste si ammalano facilmente perché sono sicuramente già predisposte per le loro personali alterazioni termico/nutrizionali (intossicazioni) per la cattiva alimentazione in casa loro; esse sono anche sottratte al momento del parto alla famiglia ed agli affetti dei cari, ma e sopra tutto sono nutrite nel luogo ove sono ricoverate per il parto, con un’alimentazione che è molto carente dal punto di vista Nutrizionale e vitale.
Il parto Naturale prevede invece una totale e differente tecnica di parto per la donna da non effettuarsi in clinica; questo luogo deve essere l’ultima spiaggia alla quale  solo in caso di complicazioni reali al parto.
Vi descriviamo come dovrebbe essere praticato il parto secondo natura; vi sono 2 scuole, che insegnano due tecniche, che potremo chiamare così: La scuola umida e quella secca.

Tutte due le tecniche sono antiche ed hanno queste caratteristiche:
La prima si avvale dell’acqua a temperatura ambientale; si tratta di far partorire la puerpera ed il nascituro in una vasca, un lago, fiume o nel mare.

Questo modo di partorire riNasce da un movimento “alternativo” che si è creato in Russia attorno agli anni 1960 quando Igor TCHARKOVSKI (ricercatore dell’Istituto di Bio Meccanica dell’Accademia degli Sport) ha avuto l’idea di aiutare il bambino a nascere in un modo meno traumatico e difficile quale è il parto asciutto, facendolo uscire dalla vagina della madre immerso in acqua a temperatura ambiente, nel mare, nelle stagioni non fredde.


Bozza del Piano parto da inviare via PEC o R/R o Raccomandata a mano al dirigente del reparto di pediatria neonatale dell’ospedale ove andrete eventualmente a partorire, per salvaguardare madre e neonato da azioni contro la Natura delle cose.

Piano parto di ………………….

Alla c/a del personale medico-sanitario del reparto di ostetricia dell’ospedale di ……………………

A seguito di attente valutazioni, noi sottoscritti (Nome Cognome) nata a …………… il …………. e (Nome e Cognome) nato a …………… il …………….. in qualità di genitori naturali e tutori legali di nostra figlia, abbiamo scelto la vostra struttura per l’assistenza al travaglio ed al parto dell’attuale gravidanza in corso la cui data presunta del parto sarà il ………………………..

Ho scritto questo progetto di nascita perché sappiate quali sono le mie aspettative per quanto riguarda il travaglio, il parto e la degenza.
Penso che le attitudini mentali e le emozioni interferiscano in positivo o in negativo con la capacità di partorire piú di quanto generalmente si immagini.
Inoltre considero il parto un processo fisiologico normale.
Per questo nelle mie aspettative desidero che la natura abbia il ruolo primario e che gli interventi medici siano ridotti al minimo indispensabile.

Considero la gravidanza “oltre il termine” quella che va oltre la  42° settimana di gestazione, prima di tale termine mi opporrò a  qualsiasi forma di “induzione” o “accelerazione del parto” o cesareo programmato a meno che non vi siano rischi per la vita mia e di mia figlia.

Se i medici che mi assisteranno valutassero di dover prendere decisioni contrarie a questo progetto, chiedo che queste mi vengano preventivamente spiegate e che non compiano procedure su me stessa o sulla mia bambina senza avermene prima illustrato l’assoluta necessità e chiesto il mio consenso.

Vorremmo che quanto di seguito elencato venisse rispettato, nei limiti della sicurezza della madre e della bambina. Siamo comunque consapevoli del fatto che, qualora si presentasse una reale necessità di intervento, non esiteremmo a seguire le indicazioni mediche.

Chiediamo che il presente documento venga allegato alla cartella clinica, affinché tutto il personale che ci assisterà quel giorno possa prenderne atto.

TRAVAGLIO e  PARTO
– Desideriamo che le posizioni e i movimenti della madre in travaglio siano liberi e che il padre possa partecipare attivamente nel sostegno degli stessi e che durante la fase espulsiva del parto la madre possa assumere le posizioni che trova più comode;
– Desideriamo che venga consentita la dinamicità del travaglio anche nel caso sia necessaria l’applicazione delle sonde per il tracciato cardiotocografico;
– Desideriamo che il travaglio ed il parto insorti spontaneamente vengano assistiti nel rispetto dei loro tempi naturali, rifiutando dunque l’uso di farmaci o manovre per accelerare gli stessi;
– Nego il mio consenso alle seguenti procedure, salvo documentata necessità per:
– scollamento delle membrane e qualsiasi forma di “induzione” o “accelerazione del parto” o cesareo programmato, a meno di giustificati motivi, prima della fine della 42° settimana
– rottura artificiale del sacco amniotico
– dilatazione manuale
– somministrazione di ossitocina, gel o di altri tipi di farmaci per accelerare il travaglio e il parto
– qualsiasi intervento invasivo come l’utilizzo di ventosa o forcipe, l’episiotomia, ecc. a meno che la vita della nostra bambina non ne dipenda
– nego assolutamente il consenso alla manovra di Kristeller

Io e/o il mio compagno/marito, vogliamo preventivamente essere informati di qualsiasi visita, manovra o decisione che verranno proposte, affinché sia possibile esprimere il nostro consenso su ogni intervento, sia strumentale che farmacologico, prima che venga eseguito su di me o sul nostro bambino e desideriamo partecipare ad ogni scelta assistenziale.
– Desideriamo valutare l’eventualità di un’induzione per gravidanza protratta in assenza di patologie, esclusivamente dalla settimana 42 + 0 giorni, essendo questo il giorno stabilito dalle linee guida come termine di gravidanza fisiologica; chiediamo inoltre che ci venga proposta la possibilità di tentare un’induzione meccanica (ad esempio tramite lo scollamento delle membrane) prima di procedere con l’induzione farmacologica di prostaglandine;
– Desideriamo che eventuali suture necessarie vengano eseguite solo a seguito dell’iniezione di anestetico locale, attendendo che lo stesso abbia fatto effetto prima di iniziare.

POST PARTO
– Desideriamo che il cordone venga clampato e tagliato tardivamente, nello specifico solo successivamente al termine delle pulsazioni dello stesso; desideriamo altresì che ci venga chiesto il consenso prima di procedere al clampaggio.
– Desideriamo che la placenta venga espulsa con tempi e modi naturali, senza che venga tirata per il cordone e senza che vengano effettuate pressioni sul ventre materno, a meno che non si verifichino condizioni di pericolo per la madre;
– Noi genitori vogliamo essere informati e vogliamo che venga richiesto il nostro consenso su ogni atto ed intervento sul nostro bambino prima che venga eseguito;
– In caso di complicazioni materne, desideriamo che sia il padre ad eseguire il contatto pelle a pelle

TAGLIO  CESAREO d’URGENZA
– Desideriamo essere messi al corrente di eventuali problematiche e che ci venga spiegata la motivazione che rende il taglio cesareo necessario per la salute materno-fetale;
– Desideriamo che il padre venga allontanato dalla madre solo il minimo indispensabile, in accordo con il vostro protocollo operatorio;
– Desideriamo, se possibile, che l’intervento avvenga mediante la somministrazione di anestesia spinale, in modo che la madre possa rimanere cosciente;
– Desideriamo che il catetere venga applicato alla madre successivamente all’anestesia;
– Desideriamo che non venga negata la possibilità del contatto pelle a pelle tra madre e figlio fin dalla sala operatoria se la salute del neonato lo permette, e chiediamo quindi che alla madre venga lasciato un braccio libero per poter reggere il neonato;
– Desideriamo il clampaggio e taglio ritardato, alla fine della pulsazione naturale, del cordone ombelicale anche in caso di taglio cesareo, posto che il neonato non necessiti di assistenza immediata;
– Desideriamo che il padre possa seguire il neonato in tutti gli eventuali spostamenti necessari dalla sala operatoria in poi

Il NEONATO
– Nel caso che per nostro figlio/a si renda necessario un periodo di osservazione per problemi di salute, chiedo di poter avere accesso al neonato in qualunque momento per garantirgli l’assunzione del colostro e non compromettere l’allattamento al seno;
– Noi genitori neghiamo inoltre il nostro consenso ai seguenti interventi (qualsiasi) effettuati sulla nostra bambina, salvo documentata necessità e comunque previa nostra autorizzazione tipo:
prelievo ematico di ogni genere, somministrazione di Vitamina K1 (sintetica=tossica per il fegato) – vedi in questa pagina che spiega cosa è e cosa fanno, Vaccini di qualsiasi tipo, collirio antibiotico e qualsiasi altra terapia, profilassi, iniezione a meno che io non vi dia singolo consenso scritto ogni volta per ogni intervento o che non ne vada della sua vita; in ogni caso, anche di massima urgenza, ogni procedura dovrà essermi preventivamente spiegata nei dettagli e ricevere il mio consenso
– somministrazione di latte artificiale, soluzione glucosata o qualsiasi altro liquido od alimento diverso dal latte materno e dal colostro, a meno che la madre non sia inabile
– utilizzo di biberon
– Desideriamo che venga garantito l’allattamento esclusivo al seno anche nel caso in cui sia necessaria l’incubatrice o la culla termica;
– Desideriamo che venga offerta la possibilità del contatto pelle a pelle per regolarizzare la temperatura del neonato, qualora ne avesse bisogno;
– Desideriamo avere la possibilità di accompagnare il neonato in tutte le eventuali visite

Certi di trovare la vostra comprensione e collaborazione, vi ringraziamo anticipatamente, fiduciosi che le nostre richieste saranno accolte e che il parto rimanga l’evento splendido, intimo, naturale come è giusto che sia.
Cordialmente,

Il……………….

(firme) La madre……………..Il padre……………..


Disbiosi, immunità e parto cesareo e/o naturale
Al parto il bambino che nasce in modo naturale nel passaggio dal canale vaginale si nutre ed assimila con la sua bocca e la sua pelle, ibatteri vaginali che sua madre gli regala producendogli le basi batteriche immunitarie per eccellenza.
I bambini che nascono con parto cesareo NON hanno questa possibilità per cui è indispensabile che per essi, gli assistenti al parto passino una garza sulle pareti all’interno della vagina sfregandola in modo che si carichi dei batteri vaginali, questa garza va messa immediatamente sulla bocca/viso del bambino in modo che egli possa assimilare i batteri che immediatamente passeranno dalla garza alla mucosa della bocca e sulla pelle, i quali poi colonizzeranno da soli l’apparato digerente e la pelle del neonato e così la sua immunità sarà molto ma molto migliore di coloro che nascendo con un cesareo che non si sarà nutrito dei batteri della madre !
Pochi sanno che il bambino che nasce dalla vagina, si nutre facilmente anche dei batteri delle feci della madre (coproterapia) arricchendo le sue famiglie batteriche in modo naturale e quindi l’immunità sarà maggiore.
Ovviamente il colostro ed il latte materno rifiniscono il processo naturale per irrobustire il sistema immunitario, soprattutto le prime 3 settimane fino ai 6 mesi….e ricordate l’allattamento è utile portarlo anche fino ai 3 anni.

Consigli della Medicina Naturale post Parto:
La madre DEVE assumere latte di avena, enzimi, fermenti lattici, cereali solo integrali, uova, sardine e verdure, ed alimentarsi convenientemente tenendo presente che tutto ciò che ingerisce, passa nel latte materno e viene assorbito dal lattante.
Bere molto, succhi di frutta centrifugati e di verdure; nei casi di anemia bere il succo crudo di barbabietola.
La madre NON deve assumere latte vaccino (al massimo latte di asina, capra, ma con parsimonia) – meglio evitare i latticini, solo il grana è consentito, ma sempre con notevole parsimonia.
Pochissima carne e molto pesce (sardine sott’olioextravergine di oliva) e uova. Cerali pochissimi, meglio riso semi-integrale nero o rosso e pochi legumi.

Ecco il meccanismo del passaggio dei batteri (microbiota) dalla madre al neonato, con la nascita attraverso il canale uterino, immunizzando il piccolo appena nato !

Il parto in casa è sicuro come quello in ospedale
Partorire in casa non comporterebbe maggiori rischi di un parto in ospedale. È questo il risultato del più ampio studio mai realizzato sul parto in casa e condotto dai ricercatori olandesi del TNO Institute (i Paesi Bassi vantano il più alto numero di nascite a casa).
I risultati dell’indagine, condotta su 530.000 nascite, sono stati pubblicati sulla rivista scientifica BJOG e non hanno evidenziato alcuna differenza nel tasso di mortalità di mamma e bambino tra i due tipi di parti. La ricerca era partita dopo che nei Paesi Bassi si era registrato uno dei più alti tassi di mortalità neonatale di tutta l’Europa e gli studiosi avevano ipotizzato che la causa di questo dato fosse da ricercarsi proprio nella frequenza con la quale si partorisce in casa. Proprio per incoraggiare le donne a partorire in ospedale – perché considerato più sicuro – erano partite campagne di informazione e una donna su tre aveva cambiato idea e scelto di far nascere il bambino in ospedale.
La ricerca condotta dal gruppo di Simone Buitendijk ha, invece, preso in esame decine di migliaia di nascite e ha concluso che non si registra alcuna differenza nel rischio di decesso per mamma o figlio tra i due tipi di parti.
“Abbiamo concluso che il rischio di complicanze è praticamente lo stesso per una donna che inizia il travaglio in casa col supporto di un’ostetrica e per una che lo fa in ospedale sempre con un’ostetrica”, ha spiegato lo studioso olandese.
I ricercatori hanno osservato che un terzo delle donne esaminate e che avevano iniziato il travaglio a casa avevano poi partorito in ospedale a causa di alcune complicanze come un anomalo battito cardiaco fetale o l’esigenza di un’epidurale per lenire il dolore, ma gli studiosi hanno concluso che si trattava di complicazioni che si sarebbero verificate ugualmente anche se il travaglio fosse avvenuto in ospedale.

In Italia scelgono di partorire in casa circa 1500 donne. Uno dei motivi per i quali il numero è così esiguo è anche legato al costo di questa operazione: dai due ai tremila euro.


PARTO in ACQUA
Finalmente oggi in qualche ospedale anche italiano lo si pratica !

Tutto ciò ha una sua stretta logica, in quanto il feto immerso nel liquido amniotico nel ventre della madre è sottoposto ad una minima forza di gravità, come ognuno di noi, quando siamo immersi in una piscina di acqua di mare (leggermente salata) o di acqua dolce, galleggiamo facilmente; il bambino passa così dolcemente e gradualmente da un liquido ad un altro senza subire il trauma immediato del passaggio dal liquido all’aria asciutta; questo tipo di parto anche per la puerpera è meno doloroso, perché tutti i muscoli del ventre sono immersi nell’acqua e si rilassano bene come il resto del corpo, in modo da facilitare al massimo la nascita del piccolo.

Con questo sistema sono nati ormai migliaia di bambini e con questi numeri si è potuto constatare che tutte le “paure dei medici” riguardo ai bambini od alle puerpere che potrebbero ammalarsi se non venissero utilizzati attrezzi sterilizzati in ambiente asettico ecc., sono infondate, in quanto questa scuola opera e lavora in un campeggio senza attrezzature mediche né medici, ma si partorisce in un piccolo bacino immerso nel lago, nel fiume, nel mare e la temperatura dell’acqua ove si pratica questa tecnica è quella dell’ambiente.

Questo ricercatore ha indicato 3 punti fondamentali per questo tipo di parto:
1) La donna incinta deve essere attorniata da immagini, bellezza, musica, profumi, gusti e pensieri belli.
2) La puerpera deve imparare una specie di Yoga elementare e meditando deve imparare a conoscere dal di dentro il suo bambino.
3) La donna deve meditare immersa nell’acqua a temperatura ambiente, perché l’acqua è un buon conduttore, meglio dell’aria, dei flussi bio energetici e deve prendere confidenza con l’acqua stessa che se fredda è un tonico molto importante per la partoriente e per il bambino.

Oggigiorno qualche clinica estera ed italiana ha ripreso questa pratica, facendo partorire in una vasca con acqua a temperatura ambiente o tiepida riscaldata a 37 gradi (non hanno ancora capito che la Natura abbisogna per modificarsi delle differenze termiche); infatti la “dottrina termica”, né l’Idroterapia, delle quali abbiamo già parlato, nel volume precedente, non sono conosciute dai ginecologi allopati.
Da statistiche recenti (il ricercatore Russo ha fatto partorire più di 1000 bambini con quel metodo avendo solo 1 caso di parto anomalo con il quale si è dovuto ricorrere al taglio cesareo) effettuate da quel ricercatore russo, si vedono le grandi differenze fra un bimbo nato con il metodo del parto orizzontale nel letto della clinica, dove nemmeno la forza di gravità può aiutare la puerpera ed il bambino a nascere e quello nato con questo antico sistema nell’acqua; questi ultimi bambini sono felici di nascere e presentano nel tempo un più alto grado di intelligenza, di serenità ed il loro sistema immunitario è più preparato ad affrontare la vita, essi sono più sani; per loro la nascita non è più così traumatica e dolorosa come per gli altri nati con il sistema “medico clinico scientifico”.

L’altro metodo quello “secco” è quello tradizionale già in uso nel mondo, fin dagli albori della civiltà; la puerpera NON partorisce nel letto, sdraiata, ma in PIEDI come se dovesse fare “pipì” o “defecare”; il peso stesso del feto è in genere sufficiente a fare dilatare il collo dell’utero per far uscire il bambino.
Lo 80% delle partorienti olandesi, ma anche quelle dei paesi scandinavi, partoriscono sedute su uno sgabello che si chiama “sedia o sgabello olandese”, cercando di sfruttare la posizione più naturale.

Pare che il voler partorire nella posizione orizzontale nel letto di casa, sia solo una moda delle classi ricche del tardo medioevo, che non vollero più partorire come la plebe che partoriva in piedi; questa moda proviene per tradizione da un parto orizzontale in un letto effettuato alla presenza dei medici  e dei nobili di corte, da parte della regina di un re di Francia; fu questo fatto poi scimmiottato a determinare in seguito la prassi ospedaliera di oggi, cioè di mettere nella posizione orizzontale la puerpera. Come potete vedere si è effettuata una “attenta indagine scientifica” per determinare quella scelta !

Nel parto, se le dilatazioni non avvengono naturalmente, esse possono venire favorite con delle fumigazioni calde locali sulla vagina ed il basso ventre, in modo da rilassare i muscoli il più possibile; la puerpera si abbassa piano piano ad ogni contrazione sempre di più; per aiutare le spinte essa usa una tecnica di respirazione addominale in modo da muovere verso il basso il diaframma, questo a sua volta spingerà verso il basso il nascituro; ad ogni contrazione essa si abbasserà come se stesse defecando ed aiuterà la nascita del piccolo; appena la testa sarà uscita dalla vagina, la madre lo aiuterà con le proprie mani a farlo scivolare fuori; appena partorito essa metterà il bambino sul proprio seno per farlo succhiare a contatto con la pelle ed aspetterà che il cordone ombelicale cessi di pulsare; poi reciderà l’ombelico, oppure meglio ancora lo legherà e lo lascerà seccare; le nostre ave per tagliarlo, una volta seccato, usavano i denti.
In seguito si aiuterà, sempre con movimenti e respirazioni sopra descritti, l’uscita della placenta che le nostre antiche madri ridonavano alla terra, dopo averla usata per lavare il bambino; il bimbo appena nato cercherà il capezzolo della madre che essa gli porgerà in modo che egli possa essere stimolato immediatamente nella comunicazione con la propria madre, in questo modo l’amore materno e filiale, scaturirà dal profondo dei due esseri; inoltre la mammella della madre secernerà ciò che in quel momento è utile al lattante, per garantirgli una adeguata protezione immunitaria al nuovo ambiente nel quale si trova a vivere.
Ecco come si dovrebbe nascere per non essere psico dipendenti dai “medici” e dalle cliniche.

Occorre che la donna riprenda questo diritto/dovere che ha delegato a dei maschi con così poca dignità e serietà, credendo di favorire Sé stessa ed il proprio figlio, non rendendosi conto che anch’essa è nata nell’era “moderna” con un trauma derivante dall’entrare in questa dimensione trasgredendo le Leggi della Manifestazione, di conseguenza essa paga e fa pagare al proprio figlio, un prezzo altissimo ed inutile di violenza e di sofferenza, che potrebbe essere evitato se si ritornasse alla nascita con il parto Naturale.

Video sulla nascita in acqua

Epidurale: Anestesia in zona peridurale (reazioni indesiderate).
L’analgesia locoregionale (peridurale e spino- peridurale) è considerata  la tecnica di scelta per il controllo del dolore da parto e viene effettuata in circa il 40% dei parti vaginali.
La peridurale eseguita da personale esperto e qualificato è una tecnica abitualmente priva di complicanze. Gli effetti collaterali immediati e transitori sono rappresentati da sensazione di calore e formicolio agli arti inferiori, lieve calo della pressione arteriosa, che regredisce con l’infusione endovenosa di liquidi, e prurito, conseguente alla somministrazione di oppiacei.
La cefalea post-puntura durale, si manifesta nello 0.2/3% dei casi ed ha caratteristiche del tutto peculiari: a partenza dalla regione occipitale e cervicale alta, tipicamente scompare con la posizione supina, si controlla con comuni analgesici ed assunzione abbondante di liquidi.
Una lombalgia di intensità variabile, si può manifestare dopo il parto ed è in genere imputabile alla complessa dinamica del parto, più che alla manovra di posizionamento del catetere peridurale. Le sequele neurologiche gravi e sicuramente attribuibili alla tecnica sono rare. Esse sono conseguenza di ematomi epidurali, lesioni delle radici nevose, infezioni meningee e aracnoiditi.
Inoltre occorre considerare che la tossicità dell’anestesia può anche dare fastidio al nascituro, oltre ad impedire alla madre di generarequegli ormoni necessari a stimolare il sentimento di madre e quelli per l’allattamento.

La chirurgia (taglio cesareo) per il parto è “l’ultima spiaggia” alla quale si deve approdare solo dopo aver operato in sintonia con la Natura e non aver potuto ottenere il risultato desiderato, la nascita. Solo in quel caso potremo utilizzare le tecniche chirurgiche utili alla madre ed al nascituro, che a quel punto saranno l’unica soluzione.

Agli Uomini che controllano o consigliano altri uomini ricordiamo, che bisogna farlo con AmOr, che significa dare e ricevere l’informazione Vera e Giusta per il bene comune.

Per sapere il sesso del nascituro analizza l’Urina !
Un’industria Californiana (USA) ha messo a punto un test che permetterebbe di scoprire il sesso del nascituro analizzando direttamente le urine della mamma. Infatti, si è scoperto che alcune parti del Dna delle cellule del feto passano nelle urine. In particolare la possibilità di stabilire il sesso del bambino è legata alla capacità di questo test di scoprire la presenza nelle urine del cromosoma Y (caratterizzante i maschietti).
Un’altra delle grandi possibilità dell’urina, essere una sostanza informata contenente tutte le caratteristiche del corpo dalla quale proviene !
La nascita infine è il riconoscimento della coppia nei confronti del figlio/a, dandogli il nome, inconsciamente, che ritengono opportuno.

IMPORTANTE NdR: E’ noto che gli zingari (bambini ed adulti) sono molto più sani dei cosiddetti “cittadini”, questo perché vivendo in condizioni igieniche meno aggressive, permettono all’organismo di adeguarsi ed imparare a difendersi dalle varie malattie, cioè si irrobustiscono immunitariamente parlando, di più e meglio.
Ciò significa che la troppa “igiene” indebolisce il sistema immunitario e l’organismo intero, permettendo l’aggressione delle varie malattie, specie sui Vaccinati che, per via dei Vaccini sono immunodepressi !
Tutti i bambini nati sani sono naturalmente dotati di meccanismi di difesa immunitaria e di anticorpi per adattarsi rapidamente all’ambiente esterno e per raggiungere così un alto grado di immunita’ alle malattie specie se allattati al seno materno e nati con la “camicia” (Lotus Birth)  +  Tecnica respiratoria per il Parto

Considerazione finale: sul parto: E’ per lo meno “strano” che a far partorire le femmine, siano in genere dei maschi, ciò è innaturale, cosi come i ginecologi dovrebbero essere solo femmine, per non generare nella femmina, alla visita ginecologica, una repulsione all’atto della penetrazione delle dita od attrezzi necessari alla visita. Occorre che tutto finalmente, anche quindi nella sanità mondiale, rientri nella naturalità, così vi saranno meno problemi e vessazioni negli umani.


Il Parto: Il “Flash” del Software Batterico
Il momento del parto rappresenta il punto di transizione più critico per il sistema operativo biologico del nascituro. Se fino a quel momento il feto ha operato in un ambiente protetto e “offline”, il passaggio nel canale vaginale costituisce il primo vero download di dati ambientali fondamentali.

  • La Regalia Vaginale: Durante il transito nel tubo vaginale, il neonato riceve in dono dalla madre una complessa miscela di batteri (principalmente Lactobacillus). Non si tratta di una contaminazione casuale, ma di una semina biologica programmata dall’evoluzione.

  • L’Inizializzazione delle Difese: Questi batteri, ingeriti e assorbiti attraverso la pelle e le mucose durante la nascita, vanno a colonizzare l’intestino ancora vergine. Essi agiscono come i driver di sistema necessari per “accendere” il sistema immunitario, insegnandogli a distinguere tra batteri simbionti (amici) e patogeni (nemici).

  • Eredità Oltre il DNA: Questa è un’eredità che non passa per i cromosomi, ma per il contatto fisico. È una trasmissione orizzontale di intelligenza biologica che completa l’hardware genetico ricevuto dal padre e dalla madre, dotando il bambino di un “firewall” batterico attivo fin dai primi respiri.

Nota di revisione: Senza questo passaggio nel canale del parto, il sistema operativo del neonato rischia di avviarsi con una configurazione “predefinita” meno specifica (spesso basata sui batteri della pelle o dell’ambiente ospedaliero), il che spiega perché la scienza moderna guardi con estrema attenzione alle differenze di sviluppo immunitario tra nati da parto naturale e da cesareo.

Ora parliamo dell’allattamento, che agisce come il “Service Pack” che nutre e aggiorna continuamente i batteri appena installati.
L’allattamento, ovvero il “Service Pack” o l’aggiornamento continuo e reale del sistema operativo.

Se il parto è l’installazione dei driver (il microbiota), l’allattamento è il software che permette a quei driver di funzionare e di aggiornarsi in base alle minacce dell’ambiente esterno

Dopo la “inseminazione batterica” avvenuta nel canale del parto, il sistema operativo biologico del neonato richiede una manutenzione costante per stabilizzarsi.
L’allattamento al seno svolge questa funzione attraverso tre meccanismi bio-informatici:

  • HMO (Oligosaccaridi del latte umano) – Il “Carburante Selettivo”: Il latte materno contiene zuccheri complessi che il neonato non può digerire. Perché sono lì ? Servono esclusivamente a nutrire i “batteri buoni” (particolarmente i Bifidobatteri) installati durante il parto. È un sistema di controllo che assicura che il software corretto prevalga sui potenziali malware o sostanze tossiche.

  • Anticorpi Dinamici – L’Aggiornamento del Database:
    Il latte materno non è un fluido statico. Se la madre respira una sostanza tossica presente nell’ambiente in cui si trova anche il bambino, il suo corpo produce anticorpi specifici che passano nel latte in poche ore. È un aggiornamento di sicurezza “over-the-air” che protegge il neonato mentre il suo sistema immunitario è ancora in fase di configurazione.

  • Dialogo Chimico: Attraverso la saliva del neonato che entra in contatto con il seno, il corpo della madre “legge” lo stato di salute del piccolo e modula la composizione immunologica del latte. È un feedback biologico continuo.

Sintesi dell’Eredità Biologica Completa
Possiamo riassumere la formazione del “sistema” ci sui abbiamo parlato, con questa struttura:

  1. Hardware (DNA): Ricevuto al concepimento (il potenziale).

  2. Installazione (Parto Vaginale): La “regalia” dei batteri vaginali che avviano il sistema immunitario.

  3. Manutenzione e Update (Allattamento): Il consolidamento del microbiota e la protezione immunitaria dinamica.

Possiamo definire l’insieme di questi processi come “Eredità Epigenetica e Microbiotica”. È il modo in cui la madre non trasmette solo “chi siamo” (geni), ma anche “come difenderci” e “come interagire” con il mondo.

Qui è molto importante parlare del colostro che è un pezzo del puzzle fondamentale: non è solo “latte precoce”, è il vero “Boot Loader” del sistema operativo biologico. Senza di esso, l’installazione dei batteri avvenuta nel canale del parto rischierebbe di non andare a buon fine

Il Colostro: Il “Boot Loader” e l’Oro Giallo dell’Immunità
Se il parto vaginale è l’installazione dei driver, come abbiamo già detto, il colostro (il liquido denso e giallastro prodotto nei primissimi giorni dopo la nascita) è il software di avvio critico. Prima ancora che arrivi il latte vero e proprio, il colostro svolge funzioni che nessun altro alimento può replicare:

  • Sigillante Intestinale: Il neonato nasce con un intestino “permeabile” (a maglie larghe). Il colostro agisce come una vernice protettiva o un sigillante che riveste le pareti intestinali, impedendo ai patogeni di penetrare nel sangue e preparando il terreno per i batteri ricevuti nel canale vaginale.

  • Concentrato di Firewall (IgA): È ricchissimo di Immunoglobuline A (IgA). Queste non entrano nel sangue, ma rimangono sulle mucose (bocca, gola, intestino) per formare una prima linea di difesa attiva contro i virus e i batteri ambientali.

  • Effetto “Reset” (Meconio): Il colostro ha un effetto lassativo naturale che aiuta il neonato a espellere il meconio (le prime feci). Questo passaggio è essenziale per eliminare la bilirubina in eccesso e pulire il sistema dai residui della vita intrauterina, lasciando spazio alla nuova flora batterica.

Una riflessione:
Includendo il colostro, rendo giustizia alla precisione chirurgica della natura: la madre non “regala” solo i batteri nel tubo vaginale, ma fornisce immediatamente dopo la “colla biologica” e gli anticorpi necessari affinché quei batteri possano insediarsi in sicurezza senza che l’organismo del neonato ne sia sopraffatto.

Abbiamo delineato l’hardware (DNA) e l’installazione del software di sicurezza (parto, colostro e microbiota).
Ora passiamo al livello superiore: come questo sistema biologico “accende” e modella il sistema nervoso, ovvero l’interfaccia comportamentale e psicologica del neonato, collegando la biologia alla neurologia:

Il Sistema Operativo Neurologico: Dal “Kernel” all’Interfaccia Relazionale
Se il microbiota e il sistema immunitario sono i processi di fondo, lo sviluppo del sistema nervoso è l’interfaccia utente (UI) che permette al neonato di comunicare con l’ambiente. Questa fase è caratterizzata da una caratteristica unica: la Neuroplasticità Estrema.

1. I Riflessi Arcaici: Il “Bios” di Sopravvivenza
Il neonato non nasce come una “tabula rasa”. Possiede un set di istruzioni pre-installate nel tronco encefalico:

  • Riflesso di Suzione e Deglutizione: Permettono l’uso immediato del “carburante” (colostro e latte).

  • Riflesso di Moro (trasalimento): Un sistema di allarme ancestrale per la protezione fisica.

  • Riflesso di Prensione: Il comando biologico di “aggrapparsi” alla fonte di cura.

2. L’Asse Intestino-Cervello: Il Cavo di Comunicazione Interno
Qui l’eredità del parto vaginale e del colostro si connette alla mente. I batteri “regalati” dalla madre producono neurotrasmettitori (come la serotonina).

L’intuizione: Un microbiota sano, installato correttamente alla nascita, invia segnali biochimici al cervello che favoriscono la calma e riducono l’infiammazione neurologica. È il sistema biologico che dice al cervello: “Siamo al sicuro, possiamo crescere”.

3. L’Attaccamento: Il “Social Networking” Biologico
Il sistema operativo del neonato è “Open Source”: si completa solo attraverso l’interazione.

  • Sincronia Ormonale: Il contatto pelle a pelle rilascia ossitocina sia nella madre che nel bambino. Questo ormone agisce come un catalizzatore che ottimizza tutte le funzioni del sistema operativo (digestione, sonno, crescita cellulare).

  • Mirroring (Specchiamento): Il neonato “scarica” le espressioni e le reazioni emotive dai caregiver per calibrare il proprio sistema di risposta allo stress (l’asse HPA).

Sintesi: L’Unità Biologica
Possiamo concludere questa sezione della mia ricerca, con una riflessione potente:

“Il neonato non riceve solo un corpo, ma un ecosistema integrato. La regalia dei batteri vaginali, la protezione sigillante del colostro e il nutrimento dinamico dell’allattamento non servono solo a farlo sopravvivere fisicamente, ma costruiscono le fondamenta biochimiche su cui poggerà la sua intera architettura psicologica. Siamo il risultato di un’eredità che è tanto batterica e chimica quanto genetica e affettiva.“


Ecco il collegamento tra la “pancia” (microbiota) e la “testa” (sviluppo nervoso).
Qui descriviamo in sintesi il quadro del “sistema operativo biologico” è ora completo in tutte le sue fasi: Hardware, Installazione, Boot e Interfaccia.

Collegamento tra microbiota e neurosviluppo in un paragrafo strutturato, integrando le evidenze bibliografiche che abbiamo discusso fin qui.

L’Asse Intestino-Cervello: Il Ponte tra Pancia e Testa
L’installazione del sistema operativo biologico non si limita alle funzioni metaboliche, ma determina l’architettura stessa della mente. Il collegamento avviene attraverso l’Asse Intestino-Cervello (Gut-Brain Axis), un sistema di comunicazione bidirezionale che utilizza il nervo vago, il sistema immunitario e i metaboliti batterici come “cavi di rete”.

Le Evidenze Scientifiche del Collegamento:

  • La Calibrazione dello Stress: La ricerca di Sudo et al. (2004) ha dimostrato che la risposta allo stress (l’asse HPA) viene “programmata” nei primissimi giorni di vita proprio dalla presenza dei batteri intestinali. Senza la colonizzazione corretta che avviene nel parto vaginale, il sistema di allarme del cervello può rimanere iper-reattivo per tutta la vita.

  • Neurogenesi e Sinapsi: Gli studi di Heijtz et al. (2011) e Vuong et al. (2020) confermano che i microbi intestinali influenzano l’espressione di geni fondamentali nel cervello, in particolare quelli legati alla memoria, all’apprendimento e al controllo delle emozioni. I batteri ereditati dalla madre producono molecole come la serotonina e l’acido gamma-amminobutirrico (GABA), che sono i mattoni chimici del pensiero.

  • L’Alimentazione del Software: Come evidenziato da Bode (2012), gli oligosaccaridi del latte materno (HMO) non servono solo alla pancia, ma promuovono la crescita di batteri che rilasciano acido sialico, una sostanza essenziale per la mielinizzazione dei neuroni (la “guaina” che velocizza la trasmissione dei dati nel cervello), che purtroppo i Vaccini inibizzano facilmente.

Bibliografia Essenziale:

  1. Bode, L. (2012). Human milk oligosaccharides: Every baby needs a sugar mama. Glycobiology, 22(9), 1147-1162.

  2. Cryan, J. F., & Dinan, T. G. (2012). Mind-altering microorganisms: the impact of the gut microbiota on brain and behaviour. Nature Reviews Neuroscience, 13(10), 701-712.

  3. Dominguez-Bello, M. G., et al. (2010). Delivery mode shapes the acquisition and structure of the initial microbiota across multiple body habitats in newborns. PNAS, 107(26), 11971-11975.

  4. Heijtz, R. D., et al. (2011). Normal gut microbiota modulates brain development and behavior. PNAS, 108(7), 3047-3052.

  5. Sudo, N., et al. (2004). Postnatal microbial colonization ordains the ontogeny of the host-specific stress response. The Journal of Physiology, 558(1), 263-275.

  6. Vuong, H. E., et al. (2020). The maternal microbiome modulates fetal neurodevelopment. Nature, 586(7828), 281-286.


Il Messaggio Centrale di questa ricerca

Possiamo concludere che la “regalia” della vagina e del colostro non è un semplice dono immunitario, ma l’atto fondativo della salute mentale. Il sistema operativo biologico è un’unità indivisibile: una pancia ben colonizzata è la condizione necessaria per una testa equilibrata.


BIBLIOGRAFIA SCIENTIFICA sui temi trattati:
Am J Obstet Gynecol 1991 Mar;164(3):883-7
Published erratum appears in Am J Obstet Gynecol 1991 Jul;165(1):241
“Position change and central hemodynamic profile during normal third-trimester pregnancy and post partum”.
Clark SL, Cotton DB, Pivarnik JM, Lee W, Hankins GD, Benedetti TJ, Phelan JP;
Intermountain Health Care Perinatal Centers, LDS Hospital, Salt Lake City, UT 84143.

Central hemodynamic response to position change was assessed in 10 normotensive primiparous patients between 36 and 38 weeks’ gestation. Studies were repeated between 11 and 13 weeks post partum. Compared with the left lateral position, we observed a mean 9% fall in cardiac output in the supine position and an 18% fall when patients were standing. When standing, these patients had a 30% increase in pulse and a 21% fall in left ventricular stroke work index. The orthostatic response after pregnancy was much more labile than that during the third trimester. These findings have important descriptive implications for the understanding of the human response to orthostasis during pregnancy, as well as clinical implications for  patients at risk of uteroplacental insufficiency and for working women during pregnancy.

PMID: 2003555, UI: 91165910
Sintesi:
L’articolo studia tre tipi di posizione: verticale, orizzontale supina, orizzontale laterale e lo sforzo della madre a livello cardiaco. Rispetto allo standard utilizzato delle cliniche ed ospedali di tutto il mondo (orizzontale supino) la posizione in piedi richiede alla madre un affaticamento cardiaco superiore del 30% mentre quella orizzontale laterale è più “riposante” del 21%.
Come tutti gli articoli scientifici si occupa di un aspetto molto particolare e non di tutti, e la posizione verticale non manca comunque di avere notevoli vantaggi rispetto alle altre posizioni.

Lancet 1989 Jul 8;2(8654):74-7
“Randomised, controlled trial of squatting in the second stage of labour”. Gardosi J, Hutson N, B-Lynch C.
Department of Obstetrics and Gynaecology, Milton Keynes General Hospital, Buckinghamshire.
A new obstetric aid, the “Birth Cushion” allows the parturient to sink into a supported squatting posture for the second stage of labour and delivery; it fits into conventional delivery beds. A prospective, controlled trial of 427 primiparae compared the outcome of labour in women randomly allocated to squatting (218) or conventional semirecumbent (209) management. The squatting group had significantly fewer forceps deliveries (9% vs 16%) and significantly shorter second stages (median length of pushing 31 vs 45 min) than the semirecumbent group.
There were fewer perineal tears, but more labial tears, in the squatting group. Apgar scores, blood loss, and post-partum  vulvar oedema were similar in both groups. 82% of the women in the squatting group maintained  upright positions for most of the second stage, and reported great satisfaction with the supported squatting position. The traditional birth posture of squatting can be easily adapted for modern labour management and has advantages for women in their first labour.

Traduzione in sintesi:
Nella posizione verticale il tempo medio del parto diminuisce infatti del 27% circa (passa da 45 min. a circa 30), si riduce l’uso del forcipe e tutte le partorienti mostrano di gradire la posizione.
L’ 82% di esse mantiene la posizione per buona parte della fase 2 del parto e si mette in posizione semiseduta classica verso la fine perché più riposante (vedi articolo precedente).
L’ indice di Apgar (è un valore molto grossolano ma utile per dire “quanto sta bene” il neonato), l’emorragia e l’edema vulvare sono simili nei due gruppi.


MANGIA TANTO e SARA’ MASCHIO, STUDIO COLLEGA DIETA-SESSO BEBE’ – (AGI/REUTERS) – Londra, 23 apr. 2008
Le donne che seguono diete ipocaloriche e che saltano la colazione hanno maggiori possibilità di dare alla luce una bimba: al contrario, una dieta con molte calorie predispone al concepimento di un maschio Uno studio condotto da ricercatori delle Università di Exeter e Oxford ha mostrato per la prima volta che il sesso di un figlio e’ collegato all’alimentazione della madre. “Questa ricerca potrebbe aiutare a spiegare perché nei Paesi sviluppati, dove molte donne seguono diete a basso apporto calorico, l’incidenza proporzionale dei maschi sia in calo”, ha detto Fiona Mathews dell’Università di Exeter.

Negli ultimi quarant’anni c’è stato un piccolo ma consistente declino, pari a circa uno per 1000 nascite all’anno, nella proporzione dei maschietti nati nei Paesi industrializzati.
Negli esseri umani, non fare colazione può essere interpretato dal corpo come un segnale di scarsa disponibilità di cibo, il che abbassa i livelli di zucchero nel sangue. Sebbene il sesso sia geneticamente determinato dai padri, è noto (anche se non chiaramente comprensibile) che gli alti livelli di glucosio incoraggiano la crescita e lo sviluppo degli embrioni maschi mentre inibiscono quelli femminile.
Mathews e i suoi colleghi hanno studiato 740 donne britanniche, rimaste incinte per la prima volta e che non conoscevano il sesso del bebé; hanno registrato le loro abitudini alimentari prima e nelle fasi iniziali della gestazione e poi hanno diviso le donne in tre gruppi a seconda dell’apporto calorico della loro dieta. I ricercatori hanno scoperto che il 56 per cento di quelle nel gruppo con il più alto livello di calorie al momento del concepimento davano alla luce maschi, rispetto al 45 per cento di quelle nel gruppo con minori calorie.
La correlazione può avere un senso anche in termini evoluzionistici: “Se una madre ha molte risorse, può avere un senso che investa nel mettere al mondo un maschio, perché è probabile che gli dia più nipoti che una femmina. Invece in tempi di magra, una femmina è una scommessa più sicura”.
Finora gli studi hanno sempre collegato la diminuzione di maschi ai cambiamenti ormonali causati da agenti inquinanti e alle sostanze chimiche che si trovano, per esempio, in alcuni pesticidi.(AGI) – By Bia – Tratto da: alimentazione-oggi.it


Acido folico come prevenzione delle nascite premature
La supplementazione è associata una diminuzione del 70 per cento delle nascite premature spontanee tra 20 e 28 settimane e a una riduzione del 50 per cento di quelle tra 28 e 32 settimane.
L’assunzione di acido folico per almeno un anno prima del concepimento è associata a una riduzione del rischio di nascita prematura, secondo uno studio riportato sulla rivista PLoS Medicine.
Sebbene la maggior parte delle gravidanze duri 40 settimane, nei paesi occidentali circa il 12 per cento delle nascite si conclude prima di 37 settimane. I bambini nati pretermine hanno minori probabilità di sopravvivenza rispetto a quelli nati a termine e possono più frequentemente andare incontro a difficoltà di apprendimento o ritardi nello sviluppo. Attualmente non si conoscono metodi di prevenzione della nascita prematura, ma già alcuni studi in passato avevano evidenziato come l’assunzione di minori quantità di acido folico fosse correlata a una minore durata della gravidanza.
In quest’ultimo studio, Radek Bukowski e colleghi della University of Texas Medical Branch a Galveston hanno verificato questa ipotesi analizzando i dati raccolti su una coorte di circa 35.000 donne in gravidanza.
I risultati hanno mostrato che la supplementazione con acido folico a partire almeno da un anno prima del concepimento era associata una diminuzione del 70 per cento delle nascite premature spontanee tra 20 e 28 settimane (con riduzione della prevalenza dallo 0,27 per cento allo 0,04 per cento) e a una riduzione del 50 per cento di quelle tra 28 e 32 settimane (dallo 0,38 per cento allo 0,18 per cento).
L’indicazione emersa dalle ricerca dovrebbe comunque essere confermata da un trial randomizzato e controllato, tenuto conto che si è trattato di una analisi secondaria effettuata su uno screening per la sindrome di Down, e che mancano dati precisi sulla compliance delle partecipanti. (fc)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it


Per tutto il periodo della sua vita fetale, fino al momento della nascita, il cervello sviluppa con l’organismo a cui appartiene, con una relazione fisiologicamente armonica che si instaura attraverso un network di comunicazioni rappresentate dai neurotrasmettitori e neuropeptidi.
Questi messaggeri neurochimici, prodotti dalle cellule del sistema nervoso centrale e del sistema immunitario, influenzano la crescita delle fibre nervose, la plasticità delle sinapsi, il ciclo vitale dei neuroni con la loro morte programmata, determinando l’assetto definitivo del sistema nervoso centrale e periferico.
Al momento della nascita l’impatto con i fattori ambientali e le esperienze individuali condizionano l’assetto definitivo del cervello e l’espressione dei geni la cui premessa è quella di raccogliere i suggerimenti dell’ambiente. Successivamente lo stress a cui tutti siamo sottoposti, determina una alterazione dell’asse endocrino con una conseguente scorretta produzione dei neurotrasmettitori e lo sviluppo di malattie psico-somatiche.
Alla luce di questa nuova scienza nota come PNEI (Psiconeuroendocrinoimmunologia), il prof. Enzo Soresi, interpreta una serie di casi clinici “singolari” dandone l’interpretazione scientifica ed invita a sviluppare un modello di vita volto a ridurre al minimo il disagio psichico con conseguente prevenzione del danno biologico.
By Prof. Enzo Soresi, Primario emerito di Pneumologia, specialista in anatomia patologica, malattie dell’apparato respiratorio ed oncologia clinica.

Commento NdR: pur condividendo in toto quanto questo professore afferma, ci permettiamo di segnalare che il MAGGIOR Danno Biologico al bambino/a appena nato, sono i DANNI che egli subisce con la vitamina K1 (sintetica=tossica per il fegato) e le Vaccinazioni che gli inoculano fin da piccolino/a, ma questo professore NON ne parla, come mai ?

Video dei primi minuti della vita Terrestre…..tanto per cambiare….benvenuti all’Inferno….

Neonati: il peso predice lo sviluppo del cervello – Nov. 2012
I neonati che pesano tra i 2 e i 4 chili e mezzo sapranno risolvere meglio e prima i conflitti e le situazioni difficili.
Ebbene, il peso di un bebé predice in modo significativo come si svilupperà il cervello: in particolare, i neonati più pesanti hanno un maggiore sviluppo di alcune aree del cervello addette alla risoluzione dei conflitti cognitivi, rispetto ai bambini che pesano meno.
Lo sostengono i ricercatori del dipartimento di psicologia dell’Università di Oslo che, con i neurologi della California University di San Diego, grazie ad uno studio pubblicato su “Proceedings of the National Academy of Sciences“.

I neonati ricordano subito le parole ascoltate
I neonati ricordano e riconoscono le parole già a pochi giorni di vita. L’affascinante scoperta è merito di uno studio in gran parte italiano, coordinato da Jacques Mehler Scuola Internazionale di Studi Avanzati (Sissa) e pubblicato sulla rivista dell’Accademia di Scienze degli Stati Uniti.
Lo studio, condotto all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine su 44 neonati, mostra per la prima volta che la regione frontale destra del cervello, già a pochi giorni dalla nascita, potrebbe supportare il riconoscimento vocale in vista delle primissime fasi di acquisizione del linguaggio.
“Abbiamo detto ai bambini delle paroline semplici e dopo due minuti le abbiamo ripetute, i test prevedevano o di ripetere le stesse parole, oppure di cambiare le vocali e lasciare le stesse consonanti oppure viceversa, cambiare le consonanti e lasciare le stesse vocali” ha spiega al’ANSA Silvia Benavides-Varela che quando ha condotto la ricerca. Ebbene, è stato dimostrato che già a pochissimi giorni dalla nascita i neonati sono in grado di riconoscere e ricordare determinate parole.


Recisione del Cordone ombelicale ? (Ovvero il furto del vs sangue e delle vs celule totipotenti….)
Il cordone ombelicale e la placenta, i protagonisti del lotus birth

Il bambino, all’interno della pancia della mamma, comunica con il corpo della mamma (prendendone nutrimento, ossigeno, scambiando ormoni e sostanze di ogni genere) attraverso un organo importantissimo: la placenta. Potremmo dire che la placenta è l’avvocato del bambino, cioè è l’organo che si assicura che il bambino tragga il meglio dal corpo della mamma, anche a spese della mamma, se necessario.

La placenta, per questa sua fondamentale funzione, in alcune tradizioni orientali è lo spirito guida del bambino durante i 9 mesi in cui si prepara alla nuova dimensione terrena. Dunque in queste culture, alla nascita, la placenta viene onorata e celebrata con riti e cerimonie.

Il cordone ombelicale (o funicolo ombelicale) è un funicolo in cui passano 3 vene. Esso ad un’estremità (l’ombelico) è collegato al bambino, all’altra estremità è attaccato alla placenta. La placenta, a sua volta, è attaccata all’utero della mamma.

Dunque, quando il bambino nasce è ancora collegato alla mamma attraverso il cordone ombelicale, che fuoriesce dalla vagina della mamma e rimane attaccato alla placenta. Solo dopo che il bambino è nato, e quindi può respirare attraverso i suoi polmoni (non più attraverso l’ossigeno che arriva dal funicolo), la placenta si stacca dall’utero materno e fuoriesce anch’essa dalla vagina.

Quindi il parto prevede due fasi: la nascita del bambino (espulsione) e la nascita della placenta (secondamento).

Ecco alcune autorevoli citazioni sulla recisione del cordone:
” Per il bambino una cosa molto dannosa è quella di clampare e tagliare il cordone ombelicale troppo presto. Dovrebbe essere lasciato, non solo fino a che il neonato abbia ripetutamente respirato, ma fino a quando siano completamente cessate le pulsazioni. Altrimenti il bambino rimane molto più debole perché gli viene a mancare una parte di sangue che gli appartiene e che invece resta nella placenta”. – By  Erasmus Darwin – Zoonomia, 1801

” Di norma, il sangue placentare appartiene al bambino. La sua privazione equivale a sottoporre il neonato, ad una severa emorragia“-

“La privazione del sangue placentare comporta che il bambino abbia una sostanziale perdita di ferro“. “Il sangue della placenta agisce come fonte di nutrimento per proteggere il neonato contro la perdita organica di proteine“. – By De Marsh – The effect of depriving the infant of its placental blood, 1941

“Le ricerche hanno dimostrato che il clampaggio immediato prolunga la durata media del secondamento e aumenta fortemente la perdita ematica materna.” – By Walsh, S. Zoe – Maternal effects of early and late clamping of the umbilical cord, 1968

“Il momento in cui viene clampato il cordone può avere un legame con la patogenesi di sindrome da stress respiratorio idiopatico (relativo ad una malattia di causa ignota). Prima avviene il clampaggio, più facilmente avviene lo stress.” – By Saigat, Saroj – Placental transfusion and Hyperbilirubinemia in the premature, 1972

“Nel parto cesareo, il neonato viene sollevato rispetto all’utero; ciò comporta che il sangue rifluisca nella placenta causando una forte perdita ematica. Perdite ematiche significative causano un aumento di difficoltà respiratorie. Gli studi dimostrano che ciò è comune ai bambini nati con cesareo, ma può essere evitato se si permette una trasfusione placentare completa.” – By Peltonen, 1981 – 1997

“Si stima che il clampaggio immediato privi il neonato della metà circa del volume di sangue. Clampare il cordone, prima che il bambino abbia fatto il suo primo respiro, comporta che il sangue venga sacrificato dagli altri organi, per stabilire una perfusione polmonare (la respirazione polmonare)“. – By M. George Morley, 1997 – 1997

“Il clampaggio prematuro del cordone priva il bambino dell’apporto di ferro, ed è causa di anemia infantile“. – By Grajeda, 1997 – Michaelson, 1995

“Tagliare il cordone appena il neonato è uscito dal ventre materno è un atto di grande crudeltà i cui effetti sul bambino sono incommensurabili.” – By Leboyer – Per una nascita senza violenza, 1975

“Mi sembra più che possibile che molti di noi subiscano conseguenze durevoli in seguito al fatto che il nostro cordone ombelicale sia reciso troppo presto. Occorre proprio reciderlo? Se si aspetta avvizzisce per conto suo. Che danno c’è ad attendere? Poiché il distacco avviene in modo naturale, perché interferire con il corso naturale degli eventi ?“.-  By  Ronald Laing 6 – (psichiatra e ricercatore)- I fatti della vita, 1976

“L’American Accademy of Pediatrics, di recente, ha espresso la sua preoccupazione per i rischi neonatali connessi al taglio prematuro del cordone che comporta la mancanza di una trasfusione placentare completa e aumenta il rischio di anemia nei primi anni di vita, affermando che questa prassi non è etica e deve venir scoraggiata. “

I medici francesi Leboyer e Odent, così come l’italiano Braibanti definiscono il taglio immediato un”violento abbagliamento sensoriale”che produce uno shock energetico importante. 

“Il taglio del cordone tardivo o nessun taglio sono la procedura fisiologica. Il taglio immediato è una procedura invasiva che deve essere giustificata. Nel parto fisiologico non è giustificata.” – By  OMS Organizzazione Mondiale della Sanità

“Il taglio ritardato del cordone ombelicale fa bene. Con esso non si ha mai ipossia al cervello fetale, né ipoglicemia e il pH del sangue neonatale è perfettamente corretto da quel mirabile calcolatore ‘elettronico’ che è la placenta, della quale è ingiusto privare troppo presto il bambino” – By Lorenzo Braibanti, Parto e nascita senza violenza – 2002

“Penso che le attuali procedure ostetriche di clampare e tagliare immediatamente il cordone siano incaute e siano causa di danno per la madre e per il neonato. Penso che debbano essere bloccate come procedure di routine e usate solo quando i benefici superano i rischi e, comunque, con il consenso informato dei genitori.” – By  Sarah J. Buckley – Gentle Birth Gentle Mothering – Australia 2005

“Se il cordone viene clampato subito, il neonato è sottoposto ad uno shock respiratorio e circolatorio perché avviene un reflusso da parte del sangue che avrebbe dovuto tornare alla madre. Ciò affatica il cuore del bambino, privandolo di ossigeno e globuli rossi.” – By  Elizabeth Noble – Primal Connection

“Il medico recide precipitosamente il cordone prima che abbia smesso di pulsare, così il sangue del neonato torna indietro alla madre. E’ questa mescolanza che produce l’eritroblastosi (disfunzione Rh) in un successivo bambino.” – By  Robert S. Mendelsohn – Male Practice

“Il vantaggio di clampare e tagliare tardivamente è quello di permettere che il sangue, dalla placenta, fluisca attraverso il cordone. Così facendo, il volume della placenta si riduce e, di conseguenza, si stacca più facilmente dalle pareti dell’utero. Se è rigonfia di sangue ha maggiori probabilità di restare attaccata e l’utero deve fare un grosso lavoro per poterla espellere.” – By Sheila Kitzinger – Rediscovering Birth

“Clampare il cordone immediatamente è come sottoporre il neonato ad una forte emorragia, perchè, alla nascita, quasi un quarto del sangue fetale è nel circuito placentare. “Privare il neonato di una tale quantità di sangue può essere un fattore di aggravamento in un’incipiente ipossiemia (diminuzione di ossigeno nel sangue) e, di conseguenza, contribuire al rischio di danno cerebrale da asfissia.” – By William F. Windle – Unassisted Childbirth, 31- Windle, William F., Scientific American, 1969

“Nella maggioranza delle società tribali, il cordone ombelicale non veniva tagliato fino a dopo l’espulsione della placenta.” – By  Judith Goldsmith – Childbirth Wisdom from the World’s Oldest Societies – Tratto da: lotusbirth.it

Cosa succede quando non si taglia il cordone
Nel lotus birth, si decide di non tagliare affatto il cordone, ma di aspettare che questo si stacchi da solo dall’ombelico, proprio come fa il moncone, cioè quando si è seccato, dopo alcuni giorni. Dunque una volta nata la placenta, il bambino sarà collegato ad essa dal funicolo per alcuni giorni.

La gestione non è complicata: il bebè può essere tranquillamente vestito; meglio (ma non indispensabile) se con tutine spezzate.
Il funicolo uscirà dal pannolino e dal vestito,  affianco al bimbo ci sarà la placenta, che va portata ingiro insieme a lui.

In casa basta tenerla in un contenitore con dei panni che ne assorbano i liquidi e le consentano di asciugarsi; se si deve uscire o riceviamo una visita, possiamo infilarla in un sacchetto come quelli di stoffa dell’asilo, avvolta da un asciugamano.

Durante i pisolini del bambino, potete adagiare il contenitore della placenta al suo fianco, i neonati non si girano né si spostano.
Se tenete il bebè in braccio, terrete il contenitore in mano o affianco a voi.

Quando si stacca da solo il cordone ?
Il cordone si stacca da solo dopo un tempo del tutto variabile da bambino a bambino (come nel caso del moncone del cordone). Diciamo che in genere questo accade in media da 3 giorni a 6 giorni, ma ci sono casi in cui il funicolo ci ha messo 10 giorni a cadere da solo, come casi in cui cade nel giro di 2 giorni.

La decisione di fare un lotus birth non è irreversibile, in qualsiasi momento si può decidere di tagliare il cordone prima che cada spontaneamente.

Come mantenere cordone e placenta mentre si attende che il cordone cada

  • il cordone ombelicale si secca diventando un budellino semirigido (come la parte finale dei salami, per intenderci), sembra quasi uno spago, ma la consistenza è più dura.
  • La placenta, è un organo di forma rotonda e alta qualche cm, il suo colore è simile a quello del fegato, ma la consistenza è più carnosa, non gelatinosa. Dopo la nascita, va asciugata bene dal sangue (è un organo molto irrorato), magari con della carta da cucina. Il primo giorno può essere lasciata all’aria in un contenitore arieggiato (un cestino di vimini, un colino etc.), magari adagiata su dei panni, perché continua a rilasciare liquidi e sporca di sangue.

Dal secondo giorno è opportuno usare qualche sostanza per trattarla. Idealmente il sale, che consente alla placenta di perdere più in fretta i suoi liquidi e disidratarsi, evita il formarsi di odori e che sulla placenta proliferino microorganismi.

Con il passare dei giorni la placenta assumerà la consistenza di un salume, tipo una bresaola, e diventerà più piccola. Spesso avrà un odore gradevole, in rari casi può succedere che l’odore della placenta sia fastidioso.

AVVERTENZE

  • Una volta che il cordone si sarà staccato, vi rimarrà dunque la placenta con un lungo “spago” attaccato, potete fare ciò che volete di questo binomio. In genere la placenta viene sepolta in giardino o in un terreno. Noi ne abbiamo fatto una piccola cerimonia, i bambini hanno fatto dei disegni e sopra alla placenta abbiamo piantato una bella pianta di rose. Attenzione se avete usato il sale, pulitela bene, perché il sale non è salubre per la pianta.

Alcuni ricavano, dalla placenta essiccata, dei rimedi, riducendola in polvere o mettendola in soluzione alcolica (ve ne parleremo pèresto in un altro articolo).

Il lotus birth in ospedale
Il lotus birth è piuttosto semplice da ottenere nel parto in casa (o in casa maternità), tuttavia quando si decide di partorire in ospedale è opportuno inoltrare prima una richiesta e parlarne ad ostetriche e medici, in modo da sciogliere eventuali resistenze.
Esistono ospedali che hanno già sperimentato la nascita lotus, altri che l’hanno addirittura inserita nei protocolli, altri dove è sconosciuta e osteggiata.

Considerate che la placenta è un organo del bambino e il taglio del cordone è un atto medico, quindi la placenta non appartiene all’ospedale e il taglio, se si nega esplicitamente (e per iscritto) il consenso, non può essere arbitrariamente fatto.
Prabhat, un papà che ha voluto ed ottenuto la nascita lotus in un grande ospedale torinese, mette a disposizione del materiale con indicazioni legali che mettono i genitori nella posizione di veder accolta la propria richiesta di lotus birth in ospedale (un ebook scaricabile gratuitamente: Una nascita armoniosa), in questo video racconta la sua esperienza e fornisce qualche consiglio per chi desidera fare un lotus birth in ospedale.

Video:

Riflessione:
….ma siamo sicuri che all’atto della nascita di un neonato si attenda che il funicolo ombelicale smetta di pulsare ?
– cosa comporta l’asportazione dello stesso prematuramente ?
– le genitrici sono informate o viene omessa l’informazione ?
– chi tutela questa procedura ?
– tutti pensano al diritto alla genitorialità, ma a quella del neonato ?
– chi, come e perché si conserva il cordone ombelicale ?
– esiste una banca dati su questo argomento ?
– esiste una legge per questo ?
– esiste il consenso alla conservazione del funicolo ombelicale ?
– non sarebbe il caso di monitorare con supporto video, per legge, tutte le fasi di nascita ?
– le cellule staminali possono servire sia per ricerca di patologie e/o sia per clonazione ?

Vedi:
– https://it.wikipedia.org/wiki/Funicolo_ombelicale
– http://www.iss.it/binary/publ/cont/Dispensa_11_1_web.pdf
– http://www.genitorichannel.it/gravidanza-parto/taglio-ritardato-cordone-evidenze-scientifiche-oms.html
– http://www.lotusbirth.it/citazioni.html
– http://www.eurostemcell.org/it/faq/si-possono-clonare-essere-umani

La RAZZIA del patrimonio UMANO, comincia proprio nell’istante che nascete.
Vi lavano con dei saponi detergenti e vi eliminano dalla pelle i batteri indispensabili per il vostro sistema immunitario, che vs madre vi aveva regalato, uscendo dalla sua vagina…
Poi Vi RUBANO il cordone ombelicale del figlio/a…
Spesso danno le forbici nelle mani del padre per reciderlo e lui, tutto felice, lo fa (poverino) !
Direte: “E tanto ? Che me ne faccio ? “
Ve lo dice il Ministero della Salute a cosa serve….Preparatevi:
Intanto sappiate che dentro quel “cordone” c’è un litro di sangue, colmo di cellule staminali e toti-potenti, che sono in grado di riparare qualsiasi tessuto del corpo di vostro figlio, per tutta la vita (andate a cercare cosa sono)
Le malattie più temibili sono sconfitte da queste cellule NEUTRE, in grado di “aggiustare” TUTTO nel corpo di vostro figlio: normale, sono proprio LE SUE….
Invece una legge in Italia PROIBISCE severamente e dettagliatamente di usarle per innesto AUTOLOGO (ossia proibisce che ognuno si re-inoculi le proprie…cellule staminali, ha,ha,ha ! …Forse i malati guariscono troppo in fretta !)
….ma RACCOMANDA la donazione a banche del SANGUE CORDONALE – ne esistono a decine, in Italia e all’estero che COMMERCIANO ALLEGRAMENTE con il vs sangue e cordone ombelicale –  al momento del parto, che gli ospedali vendono a questa banche !
Voi firmate per caso qualcosa che attesti che state donando il vostro cordone ombelicale e la vostra PLACENTA (altro affarone internazionale che non ne avete idea !) ??
Chi di voi si ricorda di aver firmato un simile modulo in sala-parto ?
Nessuno, ve lo dico io: siccome state zitte e siccome il taglio del cordone viene SANTIFICATO come l’atto della vera nascita, del distacco dal corpo della mamma, siete tutte contente che qualcuno arrivi con a forbice a tagliarvelo…e dopo l’assecondamento, vi dimenticate del SACCO PLACENTARE che viene furtivamente fatto SPARIRE con il cordone…
SILENZIO – ASSENSO, ancora una volta, Voi state zitte, Loro fanno come gli pare….

Esattamente come la TRUFFA del Certificato di NASCITA ORIGINALE:  eravate distratte, stavate piangendo di gioia. Colpa vostra ! con la firma sul certificato voi date il consenso all’amministrazione del nuovo nato allo stato !

Ora leggete qui:
Avete  idea di QUALE MERCATO ESISTA e quale SMERCIO di sangue cordonale e cordoni ombelicali e sacche placentari che si affrettano a tagliare e far sparire ?
SI CHIAMANO “BANCHE” gli istituti che se ne occupano, capirete il perché. In Svizzera sono in gran numero.
https://futurehealthbiobank.com/it/i-nostri-servizi/conservazione-delle-cellule-staminali/conservazione-cordone-ombelicale/conservazione-sangue-e-tessuto-cordonale/?gclid=CJb43KTYk9QCFVAQ0wodorgHzQ

Lo stesso MINISTERO DELLA SALUTE ce ne spiega le mirabolanti proprietà curative
DOVREMMO CHIEDERGLI I DANNI TUTTE NOI MADRI A NOME DEI NOSTRI FIGLI, PER QUESTA SOTTRAZIONE INDEBITA: SI CHIAMA ESPIANTO D’ORGANI E TRAFFICO DEI MEDESIMI !
http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=2939&area=sangueTrasfusioni&menu=ombelicale
Ma…… GUARDA CASO….in Italia il trapianto AUTOLOGO non è consentito, è consentita SOLO la donazione, che – di fatto – è una RAPINA che avviene in ospedale, mentre partorisci, percé nessuno ci ha chiesto di DONARLI QUESTI ORGANI !

ecco CHI SE NE APPROPRIA: care Signore MAMME e Signori PAPA’…
http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=2943&area=sangueTrasfusioni&menu=ombelicale

Ed ecco che torna in ballo la parola “SOLIDARIETA'”, come la più grande delle FREGATURE
– Dovete vaccinare per SOLIDARIETA’
– Dovete accogliere per SOLIDARIETA’
– Dovete pagare tasse abnormi per SOLIDARIETA’
– Dovete farvi fottere il CORDONE e la PLACENTA, ovvero l’assicurazione sulla salute di vostro figlio A VITA, per SOLIDARIETA’…

Ma che bontà amorevole che ci circonda !… TROPPA ed in malafede !!
http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=2944&area=sangueTrasfusioni&menu=ombelicale

Ora che fate ? Vi ribellate ? Li rivolete indietro ? IMPOSSIBILE: vi attaccate care mamme e cari bambini
Lo STATO ITALIANO NON PERMETTE di USARE il SANGUE di PROPRIETA’ di VOSTRO FIGLIO/A PER CURARLO da OGNI MALATTIA TUTTA la VITA !
Questo perché vi vogliono facimente ammalati per tutta la  vita per vendervi i loro farmaci e Vaccini, e cosi guadagnano finanziariamente sulla vostra salute e sulla vostra ignoranza !

ALTRA PROVA di QUANTO SIETE CONSIDERATI SCHIAVI
http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=2945&area=sangueTrasfusioni&menu=ombelicale

E ora pensate a quando sentite che un malato di leucemia, attende il trapianto di midollo e non ha congiunti stretti che abbiano la sua compatibilità…..
E ora pensate alle terapie anti-rigetto che dovrà fare per tutta la vita, tremende
E ora pensate a delle cellule toti-potenti (VUOL DIRE CHE POSSONO DIVENTARE QUALSIASI TIPO DI CELLULA NEL TUO CORPO) che INIETTATE dall’esterno, rigenerino un infarto del miocardio, un ictus cerebrale, una pancreatite, un cancro al fegato, ai polmoni od altrove, una sclerosi multipla ( SLA) oppure una delle tante sindromi dell’AUTISMO !!

Le PROPRIE CELLULE TOTI-POTENTI, quelle che Natura ci ha dato, che l’Universo ci ha dato per venire al mondo con un litro di RICAMBI per ogni parte del nostro corpo !

NON C’E’ BISOGNO DI FARE ALCUNA TERAPIA ANTI-RIGETTO, QUI ! SONO CELLULE del VOSTRO CORPO !
Bene, lo stato questo LO VIETA. Siete state molto SOLIDALI, in compenso, Contente ?
Non siete curiose di sapere CHI possa usarle per curarsi o semplicemente restare GIOVANE più a lungo ?
Guardate come è fatto: esattamente due spirali avvolte, come il DNA, come la VITA…. – By Di Marguerite Blanche

INOLTRE:
**:…. sapete cosa succede quando registrate il CERTIFICATO di NASCITA in COMUNE, l’atto originale viene comunicato al tesoro il quale emette dei titoli del valore di circa …€ 2.000.000 (duemilioni di Euros) che lo stato gestirà/amministrerà e godrà i suoi interesse e voi NON prenderete un centesimo, ma non solo, questo certificato originale scompare, infatti non potrete mai riaverlo, perché finisce nelle mani dei Banchieri i quali riemettono titoli (Bonds) alla faccia vostra e con il NOMINATIVO VOSTRO, quello della vs FINZIONE PERSONA GIURIDICA, per cui i banchieri in particolare i titolari della colonia/protettorato “REPUBLIC of ITALY” = REPUBBLICA ITALIANA = ITALY REPUBLIC of, particolarmente i BANCHIERI oltre oceano……(US) se li godono alle vostre spalle.
…ma non è finita: la vostra FINZIONE PERSONA GUIRIDICA (che contiene il vs NOME e COGNOME) è essa stessa amministrata dal presunto stato (Colonia /Protettorato US), e fin tanto che non capite che potete SOTTRARLA, al presunto stato, con un documento legale che trovate QUI,  voi siete schiavi del vs padrone che vi amministra = il presunto “STATO”, de facto, non de Jure.

IMPORTANTE SEGNALAZIONE
L’iniezione della vitamina K1 (prodotto di sintesi chimica, tossico per il fegaro =Ittero) ai neonati in  Italia ed in altre nazioni del mondo, viene fatta di nascosto o con genitori “consenzienti”, senza pero’ aver fatto leggere loro il bugiardino del farmaco,  a tutti bambini appena nascono.
Non hanno bisogno del vostro consenso, l’iniezione è inclusa nelle pratiche mediche che effettuano nella  sezione dove voi dichiarate di lasciare in cura il vostro bambino, al reparto nursering, per esser lavato, medicato ecc.
Per le sostanze che contiene questa iniezione (alluminio, vedi foto, sostanza che passa facilmente nel cervello del piccolo e che eccitera’ i neuroni fin da subito, e poi nel tempo potrebbe generare problemi oltre al prodotto chimico di sintesi che genera quasi sempre l’Ittero ….), ogni genitore avrebbe il diritto umano di denunciare il Ministero della Salute Italiano per complicità premeditata in crimine organizzato !!
Segue alle volte, sempre all’insaputa dei genitori e senza scriverlo sulla cartella clinica, anche la vaccinazione per l’epatite A o B, con vaccino irradiato dal Cobalto 60, in grado di scatenare malattie autoimmunitarie, sordità, cecità, patologie neurologiche, AIDS, epatite B, epatite C, Cancro, Autismo precoce ecc.
A due giorni dalla nascita spuntano fuori varie associazioni che vi fanno firmare la vendita del DNA del vostro figlio a Terzi (case farmaceutiche) mediante il prelievo del sangue dal tallone, per la cosiddetta prevenzione delle malattie metaboliche !
Insomma appena nasci attentano alla tua salute !
A parte il discorso alluminio e porcherie varie dentro l’iniezione della VitaminaK1, a fronte di una azione tendenzialmente razionale nel dare la vitamina K1 per “evitare emorragie cerebrali fatali”, sarebbe più indicato somministrare la vitamina K2 (non additivata con sostanze tossiche come la K1), se si considera che poi l’integrazione del neonato può continuare anche con vitamina D….perché la vitamina K2 aiuta a fare si che la vitamina D3 venga assorbita e vada veramente dove deve andare, cioè nelle ossa e non nelle arterie. Quindi a pensare bene la vitamina K1 viene data per salvare dalle emorragie, a pensar male viene data, sapendo poi dei vaccini fatti dopo poco tempo, per aumentare ancora di più l’effetto di microischemia cerebrale che un vaccino causa sempre in un neonato con barriera ematoencefalica ancora immatura (l’Ittero neonatale derivante al 99% dalla Vaitamina k1 che viene inoculata il giorno della nascita, infatti è pericoloso e viene curato proprio, perché la bilirubina potrebbe finire nel cervello e creare danni!)…. Questa è solo biochimica spicciola e patologia generale…
Precisazione necessaria:
le reazioni in questo caso all’alluminio (VitaminaK1 e vaccini) dipendono anche da dove arriva, cioè va, la sostanza tossica, se nei tessuti o fin nella cellula ed a seconda del luogo (organo), variano le tipologie di reattività al metallo tossico, senza contare le reattività immunitarie del soggetto che sono SEMPRE individuali e non hanno collegamento solo con la quantità…ma anche e soprattutto con il riconoscimento della vibrazione, cioè con la frequenza di battimento atomico delle molecole della sostanza inoculata che la  mente/cervello detetta, individua e rivela in realtime, attivando le opportune e necessarie reazioni di eliminazione che possono essere anche abnormi…. e se non ce la fa, ad eliminarle per le vie naturali emuntorie….sono guai…perche esse vengono facilmente trasportate anche dai macrofagi, specie nel cervello per mezzo della via linfatica) e/o incistata dalla melanina in sospensione nei liquidi corporei e depositata nei tessuti grassi…. sostanza che si può rendere di nuovo disponibile in certi stati febbrili…..generando gravi problemi, anche neurologici.
Lo stesso meccanismo vale anche per tutti i Vaccini e le loro sostanze nocive !

Ricordo a tutti che il farmaco Vitamina K1 chiamato Konakion e commercializzato da Roche spa, in Italia e nei bugiardini, difficili da reperire in Italia, non si fa cenno all’alluminio….forse perché l’alluminio contenuto è sotto i limiti di Legge…ma nelle indicazioni dell’ Ag. Farmaco del governo, si legge:
Avvertenze e precauzioni
Si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere prima di prendere/ di somministrare al bambino o prima che le venga somministrato Konakion.
In particolare informi il medico: – se lei/il bambino soffre di una grave malattia del fegato.
Pertanto il medico sottoporrà lei/il bambino ad esami del sangue per monitorarne la fluidità.
Bambini Non somministri Konakion a bambini di età inferiore ad 1 anno.
Tratto da:
https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it/aifa/servlet/PdfDownloadServlet?pdfFileName=footer_000108_008776_FI.pdf&retry=0&sys=m0b1l3
…è per questo motivo che viene facilmente (al 99%) l’itterizia ai bambini appena nati…. per l’intossicazione del fegato, che questi criminali fanno alla nascita, quando la barriera ematoencefalica sta ancora rafforzandosi … !

E per finire, dulcis in fondo:
La RAZZIA del patrimonio UMANO,  comincia proprio nell’istante della nascita = Hackeraggio umano !
RUBANO il  cordone ombelicale di vostro figlio…spesso danno le forbici nelle mani del padre per reciderlo e lui, tutto felice, lo fa !
Direte: “E tanto  ? Che me ne faccio ? “

Ve lo dice il Ministero della “Salute” a cosa serve….
Preparatevi
Intanto sappiate che dentro quel “cordone” c’è un litro di sangue, colmo di cellule staminali e toti-potenti, che sono in grado di riparare qualsiasi tessuto del corpo di vostro figlio, per tutta la vita (andate a cercare cosa sono)
Le malattie più temibili sono sconfitte da queste cellule NEUTRE, in grado di “aggiustare” TUTTO nel corpo di vostro figlio: normale, sono proprio Le SUE cellule toti-potenti…
Invece una legge in Italia PROIBISCE severamente e dettagliatamente di usarle per innesto AUTOLOGO (ossia proibisce che ognuno si re-inoculi le proprie…, perché forse guariscono troppo in fretta !)
….ma RACCOMANDA la “donazione” alle banche del SANGUE CORDONALE – ne esistono a decine, in Italia e all’estero che COMMERCIANO ALLEGRAMENTE, dal momento del parto.
Voi firmate per caso qualcosa che attesti che state donando il vostro cordone ombelicale e la vostra PLACENTA (altro affarone internazionale che non ne avete idea !) ?
Chi di voi si ricorda di aver firmato un simile modulo in sala-parto ?  Nessuno, ve lo dico io:
siccome state zitte e siccome il taglio del cordone viene SANTIFICATO come l’atto della vera nascita, del distacco dal corpo della mamma, siete tutte contente che qualcuno arrivi con a forbice a tagliarvelo… e dopo l’assecondamento, vi dimenticate del SACCO PLACENTARE che viene furtivamente fatto SPARIRE con il cordone…
SILENZIO/ASSENSO – Voi state zitte, “Loro” fanno come gli pare….
Esattamente come la TRUFFA del CERTIFICATO di NASCITA ORIGINALE: eravate distratte, stavate piangendo di gioia, per la nascita della vostra progenie. Colpa vostra !
il “certificato di nascita” che firmate, serve per dare il consenso (disinformato) allo stato per amministrare la vostra prole (figlio/a) e tenerla schiava per tutta la vita, e con questo “certificato” da voi firmato, lo stato ed i banchieri di oltre oceano, emettono rispettivamente i titoli di stato e titoli finanziari, con la garanzia del “certifica di nascita” e si intascano non solo il capitale, ma anche gli interessi, ed il vero beneficiario nominato sul “certificaT” fa solo da garante e no prende NULLA, e tutto ciò avviene fino a quando la prole beneficiaria, si accorge del proprio stato di schiavitù e con documenti legali si sottrae alla schiavitù con i propri beni e li segrega in un Trust estero. Qui trovate cosa e come fare:
Sovranità individuale + Valore di Io sono, cioè della Persona fisica

Ora leggete qui:
Avete idea di QUALE MERCATO ESISTA e quale SMERCIO di sangue cordonale e cordoni ombelicali e sacche placentari che si affrettano a tagliare e far sparire ?
Si CHIAMANO “BANCHE” gli istituti che se ne occupano, capirete il perché. In Svizzera sono in gran numero.

Lo stesso MINISTERO DELLA “SALUTE” ce ne spiega le mirabolanti proprietà curative.
DOVREMMO CHIEDERGLI i DANNI, TUTTE NOI MADRI e PADRI a NOME dei NOSTRI FIGLI, per QUESTA SOTTRAZIONE INDEBITA che SI CHIAMA ESPIANTO D’ORGANI e TRAFFICO dei MEDESIMI !

Ma…… GUARDA CASO….in Italia il trapianto AUTOLOGO non è consentito, è consentita SOLO la donazione, che – di fatto – è una RAPINA che avviene in ospedale, mentre la madre partorisce, perché nessuno ci ha chiesto di DONARLI QUESTI ORGANI ! ecco CHI SE NE APPROPRIA, care signore MAMME e signori PAPA’…

Ed ecco che torna in ballo la parola “SOLIDARIETA'”, come la più grande delle FREGATURE
Dovete vaccinare per SOLIDARIETA’
Dovete accogliere per SOLIDARIETA’
Dovete pagare tasse abnormi per SOLIDARIETA’
Dovete farvi “fottere/rubare” il CORDONE e la PLACENTA, ovvero l’assicurazione sulla salute di vostro figlio a VITA, per SOLIDARIETA’ od uso COMPASSIONEVOLE.
Ma che “bontà amorevole” che ci circonda da parte dello stato ! TROPPA !

Ora che fate ? Vi ribellate ?
Li rivolete indietro  ?
IMPOSSIBILE: vi attaccate …care mamme e cari bambini….
Lo STATO ITALIANO NON PERMETTE di USARE il SANGUE di PROPRIETA’ di VOSTRO FIGLIO per CURARLO da OGNI MALATTIA TUTTA la VITA, ma solo in certi casi specifici…!

Un consiglio pratico: Se questa è la tua intenzione, di tenere a tua disposizione il cordone ombelicale, è fondamentale muoversi con largo anticipo (almeno nel settimo/ottavo mese di gravidanza) per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie e ricevere il kit di raccolta dalla banca estera scelta.

In Italia, la disciplina sulla gestione e la conservazione del sangue del cordone ombelicale (SCO) è molto rigorosa e si basa sullo sfruttare i parti e le partorienti ed i genitori e la loro emotività con il principio della solidarietà e dell’utilità pubblica.
Le disposizioni principali sono emanate dal Ministero della Salute e coordinate dal Centro Nazionale Trapianti (CNT) e dal Centro Nazionale Sangue (CNS), per la speculazione commerciale del bene sottratto alla vostra prole.

Considerando l’obiettivo di aggiornare al meglio le mie ricerche, ecco una sintesi strutturata delle attuali disposizioni Italiane:
Nota bene: fate attenzione alle parole utilizzate per scatenare emozioni tipo “solidarietà, “compassionevole”…ecc…
1. Donazione Allogenica (“Solidaristica”)

Questa è la modalità standard promossa dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

  • Il principio: Il sangue viene donato a una biobanca pubblica per essere messo a disposizione di chiunque ne abbia bisogno (pazienti con leucemie, linfomi o malattie genetiche, (NdR: per  altre malattie nulla ?).

  • Costi: È completamente gratuita per i genitori. I costi di prelievo, tipizzazione e conservazione sono a carico del sistema pubblico.

  • Procedura: Avviene in strutture ospedaliere accreditate, previo consenso informato firmato durante la gravidanza (solitamente entro la 37ª settimana).

2. Conservazione Dedicata (Uso Autologo)

La conservazione per uso esclusivo del neonato o di un familiare è permessa gratuitamente nelle strutture pubbliche solo in casi specifici definiti dal Decreto Ministeriale del 18 novembre 2009:

  • Patologie in atto: Quando al momento del parto il neonato o un suo consanguineo presenta una malattia curabile con il trapianto di cellule staminali emopoietiche.

  • Rischio elevato: Quando ci sono famiglie a rischio di avere figli affetti da malattie genetiche per le quali il trapianto è una terapia comprovata.

  • Uso “compassionevole”: Casi particolari autorizzati su base clinica.

3. Divieto di Conservazione Privata “Ad Uso Personale”

In Italia è vietata la conservazione del sangue cordonale presso strutture private (biobanche) a scopo puramente “assicurativo” (ovvero conservarlo per un ipotetico uso futuro in assenza di patologie attuali).

    • Esportazione: È tuttavia consentita l’esportazione del campione presso banche estere private, a proprie spese. In questo caso, è necessario richiedere un’autorizzazione alla direzione sanitaria dell’ospedale dove avviene il parto e seguire un preciso iter burocratico per il trasporto.

Getty Images

Requisiti per la “Donazione” forzata….
Non tutti i cordoni possono essere conservati. Le disposizioni ministeriali prevedono criteri di esclusione per garantire la qualità del campione:

  • Volume e Cellularità: Il prelievo deve contenere una quantità minima di sangue e di cellule staminali per essere considerato terapeuticamente utile.

  • Salute della madre: Assenza di malattie infettive (HIV, Epatite B/C, Sifilide) o patologie genetiche/autoimmuni rilevanti.

  • Parto: Il prelievo non deve interferire con l’assistenza al parto o al neonato (la priorità è sempre la salute di madre e bambino).

Tabella Riassuntiva: Destinazione del Cordone

Tipologia Destinatario Costo Dove
Solidaristica Chiunque sia compatibile Gratis Banche Pubbliche
Dedicata Familiare malato Gratis Banche Pubbliche
Privata Uso personale futuro A carico dell’utente Solo Banche Estere

Nota Bene:  la normativa italiana enfatizza il valore del sangue cordonale come “bene collettivo”. Il prelievo avviene dopo il clampaggio del cordone, quindi è una procedura indolore e priva di rischi per entrambi.

Ecco l’iter burocratico…..
Ricorda che, una volta scelta la banca, dovrai richiedere al loro servizio clienti il “Kit di prelievo” e il supporto per compilare i moduli di autorizzazione all’esportazione da presentare alla tua ASL o Direzione Sanitaria in Italia.
In base alle disposizioni del Ministero della Salute, per conservare personalmente (uso autologo) il sangue del cordone ombelicale del proprio figlio o figlia nato/a in Italia, è necessario seguire un preciso iter burocratico poiché la conservazione privata è vietata sul territorio nazionale.

Ecco i passaggi fondamentali per procedere:

1. Scelta della Banca Estera
Poiché in Italia non è permessa la conservazione privata a scopo “assicurativo” (senza patologie in corso), devi stipulare un contratto con una biobanca situata fuori dai confini nazionali (ad esempio in Svizzera).

2. Richiesta di Autorizzazione (Nulla Osta)
Prima del parto, è indispensabile ottenere l’autorizzazione all’esportazione del campione.

  • A chi rivolgersi: La richiesta va presentata alla Direzione Sanitaria dell’ospedale dove è previsto il parto.

  • Documentazione necessaria: Solitamente include il contratto con la banca estera e i moduli forniti dalla banca stessa per l’esportazione.

3. Il Kit di Prelievo

Una volta formalizzato l’accordo, la banca estera ti invierà un kit di raccolta specifico. È tua responsabilità portarlo in ospedale il giorno del parto. Il personale sanitario effettuerà il prelievo dopo la nascita, a condizione che non vi siano complicazioni cliniche per la madre o il neonato.

4. Trasporto e Costi

Tutti i costi relativi al kit, alle procedure di prelievo (se previste tariffe ospedaliere), al trasporto tramite corriere specializzato e alla conservazione annuale sono interamente a tuo carico.

Eccezione: La Conservazione Dedicata Gratuita

Esiste un caso in cui puoi conservare il cordone per uso familiare gratuitamente in Italia: la donazione dedicata.
Questa è “permessa” se, al momento della nascita, il neonato o un suo consanguineo soffre di una patologia per la quale è indicato il trapianto di cellule staminali. In questo caso, il campione viene conservato presso una banca pubblica del Servizio Sanitario Nazionale.

Sintesi:

  • Conservazione per uso proprio in Italia: Non consentita (salvo uso dedicato per patologie).

  • Conservazione all’estero: Consentita previa autorizzazione della Direzione Sanitaria e a spese proprie.

  • Principio cardine: La normativa italiana privilegia la donazione solidaristica (pubblica e gratuita) per garantire l’accesso alle cure a tutti i pazienti compatibili.

In Svizzera operano diverse biobanche private che accettano campioni dall’Italia. È importante distinguere tra le banche che hanno laboratori fisici in Svizzera e quelle che hanno solo uffici commerciali ma poi spediscono i campioni altrove.

Ecco i riferimenti principali per la conservazione privata (autologa) in Svizzera:

1. Swiss Stem Cells Biotech (SSCB)

È probabilmente la banca svizzera più nota agli utenti italiani. Ha sede a Lugano e laboratori a Vacallo.

  • Perché è rilevante: È l’unica banca privata svizzera accreditata FACT-NetCord, uno standard di qualità internazionale molto rigoroso che assicura che il campione sia accettato dai centri trapianti di tutto il mondo.

  • Sito Web (Italia): sscb-stembiotech.it

  • Sito Web (Svizzera): sscb-stembiotech.ch

2. FamiCord Suisse

Fa parte del Gruppo FamiCord, uno dei più grandi network di biobanche in Europa.

  • Caratteristiche: Offrono diversi pacchetti di conservazione (sangue, tessuto del cordone e placenta). Hanno uffici a Zugo e laboratori in Canton Ticino.

  • Sito Web: famicord.ch

3. Future Health Biobank

Una delle banche più storiche a livello europeo. Sebbene la sede principale sia nel Regno Unito, hanno una presenza strutturata in Svizzera con laboratori di stoccaggio a Châtel-Saint-Denis.

  • Sito Web: futurehealthbiobank.com (Sezione Svizzera)

4. Swiss Stem Cells Solutions

Collaborano con diverse cliniche private svizzere (come il gruppo Swiss Medical Network) e offrono servizi di biobanking per neonati e adulti.

  • Sito Web: swiss-stem-cells-solutions.ch

Cosa controllare prima di scegliere:

  • Accreditamenti: Cerca sempre la dicitura FACT-NetCord o GMP. Senza questi, in caso di necessità terapeutica, un ospedale potrebbe rifiutarsi di utilizzare il campione perché non ne garantisce la qualità.

  • Sede dei Laboratori: Verifica se il sangue viene effettivamente processato e conservato in Svizzera o se viene spedito in altri paesi (alcune banche svizzere inviano i campioni in Polonia o Germania).

  • Solidità Finanziaria: Trattandosi di un contratto a lungo termine (solitamente 20-25 anni), è fondamentale che la società sia solida.

Un appunto per l’ iter burocratico

Ricorda che, una volta scelta la banca, dovrai richiedere al loro servizio clienti il “Kit di prelievo” e il supporto per compilare i moduli di autorizzazione all’esportazione da presentare alla tua ASL o Direzione Sanitaria in Italia.

Ecco una bozza formale della domanda che dovrai presentare alla Direzione Sanitaria dell’ospedale dove hai programmato il parto.

Ricorda che questa domanda serve per ottenere il nulla osta all’esportazione del campione di sangue cordonale verso la banca svizzera che hai scelto.


Modulo di Richiesta Autorizzazione all’Esportazione di Sangue Cordonale

Al Direttore Sanitario del Presidio Ospedaliero di: ____________________________________
all’Ufficio Accettazione / Direzione Sanitaria 

Oggetto: Richiesta di autorizzazione al prelievo e all’esportazione di sangue da cordone ombelicale per uso autologo (ai sensi del D.M. 18 novembre 2009).

Il/La sottoscritto/a ____________________

Nato/a a ___________________________

il ____________

Domiciliato a _______________________
Prov. (____) Via ____________________
Codice Fiscale ______________________

Tel. _____________________________

In qualità di (barrare la voce interessata): [ ] Gestante [ ] Esercente la potestà genitoriale

PREMESSO CHE

  • È previsto il parto presso codesta struttura in data presunta __________________________;

  • È intenzione dei sottoscritti procedere alla raccolta e alla conservazione del sangue cordonale per uso autologo/dedicato presso la Biobanca estera: _________________________________ (es. Swiss Stem Cells Biotech), con sede a _________________________________________;

RICHIEDE

  1. L’autorizzazione al prelievo di sangue del cordone ombelicale da effettuarsi al momento del parto, purché non sussistano controindicazioni cliniche per la madre o per il neonato;

  2. Il rilascio del nulla osta per l’esportazione del campione presso la struttura estera sopra indicata, secondo le modalità previste dalla normativa vigente.

DICHIARA

  • Di essere a conoscenza che tutti gli oneri economici (kit di prelievo, trasporto, conservazione) sono a proprio esclusivo carico;

  • Di aver già preso contatti con la Biobanca estera e di essere in possesso del kit di raccolta a norma;

  • Di sollevare la struttura ospedaliera da ogni responsabilità relativa alla conservazione e al trasporto del campione una volta consegnato al corriere autorizzato.

Si allega alla presente:

  1. Copia del contratto/accordo con la Biobanca estera;

  2. Copia del documento di identità dei richiedenti;

  3. Eventuale documentazione tecnica fornita dalla banca per il trasporto.

Luogo e Data: ___________________________

Firma della Madre: _______________________ Firma del Padre: _______________________

Cosa devi fare ora:

  1. Stampa due copie: Una per l’ospedale e una che ti farai firmare “per ricevuta”.

  2. Contatta la banca svizzera: Chiedi loro se hanno un modulo pre-compilato specifico per l’ospedale italiano, perché a volte le ASL hanno moduli interni leggermente diversi.

  3. Tempi: Presentala almeno 30-45 giorni prima della data presunta del parto per evitare ritardi burocratici.

Inoltre:
Guardatevi
anche da TUTTI i  “Vaccini“, salvate i vostri figli, anche da quelli recenti che fanno appena nati, esempio:
 https://mednat.news/2024/11/06/30834/
…e per proteggervi e proteggere i vostri figli legalmente dalle vaccinazioni, anche quelle dette “obbligatorie”, seguite le indicazioni che trovate qui in queste pagine: https://mednat.news/?s=protezione

Tags: cordone ombelicaledannilevatricinascere naturaleostetricheovulopartosanguespermatozoovaccinivagina
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Jean Paul Vanoli

Jean Paul Vanoli

dr. Jean Paul Vanoli, esperto per la Vera scienza, conoscenza, filosofo della vita eterna, consulente in Medicine Naturali, Scienza della Nutrizione, Bioelettronica e Naturopatia. Consulente di: https://mednat.news (vedi Curriculum) - info@mednat.news - Sovrano, Ambasciatore e Trustee del Trust/Stato/Nazione/Regno libero, sovrano, extraterritoriale: VANOLI GIOVANNI PAOLO° - VANOLI G.P.° - VGP° (Trade Marks) - Defender of human, animal, bacteria and virus/exosomes rights, i.e. Life/Nature in general

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