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Epatite, A,B,C,D,E… e Vaccini…

Speculazioni e Abusi in campo sanitario

Jean Paul Vanoli by Jean Paul Vanoli
18/04/2026
in Medicina
55 min read
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 EPATITE: A,B,C,D,E,F,G… ed i Vaccini…

– Peter Duesberg, «Speculazioni e Abusi in campo sanitario»
vedi anche: Epatite cosa è ? +  Epatite e vaccini  + Porfiria + I Postulati di Koch – https://pub.mednat.news/vaccini/EpatiteB.pdf

Questi i punti salienti di ciò che afferma la medicina allopatica ufficiale sull’Epatite:
“1 – L’epatite B si provoca proprio dal sangue infetto e dal sesso promiscuo, come l’Aids
2 – L’ Aids è quindi una malattia a trasmissione sessuale e sanguigna.
3 – La diffusione dell’agopuntura in Asia, che ne è la patria, certo non contribuisce a diminuire le infezioni che ogni anno mietono centinaia di migliaia di vittime”

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Vorrei chiedere a questi medici che affermano questi 3 punti, se hanno controllato di persona studiando l’argomento in modo esaustivo tutte queste affermazioni, che nei FATTI sono FALSE ? …infatti questo malessere, è semplicemente una importante intossicazione ed infiammazione del fegato e specificatamente dei tessuti epatici, anche i vaccini la producono, e quindi basta disintossicare e disinfiammare i tessuti e quel malessere / sintomo/malattia, scompare !

La Medicina Naturale obietta sulle affermazioni della medicina ufficiale imperante, con questi punti di Riflessione:
Punto 1: L’epatite B si trasmette con le trasfusioni ed e’ vero, per via del sangue tossico del donatore, ma essendo una malattia NON infettiva, derivante da importante ed invasiva intossicazione del fegato (es.: la Vitamina K1 propinata il giorno della nascita che crea l’ittero = infiammazioni del tessuto epatico), NON si trasmette per via sessuale.
I virus (cosiddetti pseudovirus dell’epatite, che in realtà sono semplici proteine complesse contenenti DNA/Rna, e che sono chiamate scientificamente: esosomi) che si trovano nel sangue del malato,  sono la conseguenza dell’intossicazione (per la moria delle cellule malate che rilasciano gli esosomi, spacciati dalla medicina di Big Pharma per presunti “virus”, ma e NON sono le cause, di detta malattia, ma le conseguenze di essa; lo ripetiamo l’Epatite, come l’Aids NON sono  “malattie” a trasmissione sessuale ! infatti tutti i drogati sono malati di epatite a vario tipo, perché intossicano il loro fegato anche e non solo con farmaci, Vaccini e droghe, cosi come gli alcolisti…!
Chi fa sesso NON deve avere nessuna paura, salvo quella di prendere dei parassiti e/o se uno dei soggetti ha delle micro ferite sul pene o nella vagina la candida e conseguenti infiammazioni !

Cosi come tutti i malati di aids sono passati dall’epatite sempre piu’ intensa fino ad autodistruggere il proprio Sistema Immunitario per le colonizzazioni della candida in modo impressionante.

Domande alla medicina allopatica:
– dove stanno gli studi clinici (indipendenti) che dimostrano e certificano che sono i virus che scatenano l’epatite nel sano e non l’intossicazione del fegato del malato ?
– dove stanno gli studi clinici (indipendenti) su prostitute che certificano e dimostrano che esse sono malate di epatite pur facendo sesso piu’ volte al giorno e per tutto l’anno e per degli anni… !?

Punto 2 – idem punto 1

Punto 3:  dove stanno gli studi clinici (indipendenti) che dimostrano e certificano che e’ l’agopuntura  che la scatena e non l’intossicazione del fegato dovuta ad errori alimentari e/o cibi od acque malsane, alcool, droghe, farmaci, Vaccini ?

Un medico serio prima di fare affermazioni senza senso, dovrebbe almeno documentarsi e non credere alle favole raccontate negli “studi scientifici” dai lacché di Big Pharma…..in conflitto di interesse presso: OMS, CDC, FDA, UNICEF, EMEA. AIFA, ISS, Ministero della sanita, Ordini dei medici, medici allopati…(la vera filiera dei venditori e propagandisti dei farmaci e Vaccini, gestita da Big Pharma).

L’EPATITE NON E’ CAUSATA dai cosidetti “VIRUS“ ! – By Marcello Pamio – 28 marzo 2023

Ieri ho ricevuto dalla ULSS2 l’invito a partecipare allo screening per Epatite C
Hanno almeno avuto la bontà di scrivere “diagnosi precoce”. Un esame infatti NON potrà mai essere “preventivo” perché la prevenzione (latino “prima che mi venga”) è lo stile di vita. Un esame è SOLO diagnostico (greco “conoscenza per mezzo di”).
Detto questo l’Epatite C NON è causata da virus in quanto non esistono: si tratta di un’infiammazione delle cellule epatiche. Tali lesioni acute vengono solitamente seguite da guarigione completa ma le recidive ripetute possono portare a indurimento fino alla cirrosi.

L’epatite può avere diverse cause e per comprenderle bisogna inquadrare il fegato, e in particolare i dotti biliari, nei Programmi Biologici e Sensati della Corteccia encefalica in quanto il tessuto interessato è l’Ectoderma.
Il senso biologico sta nell’ulcerazione dei dotti biliari per favorire il deflusso della bile !

Perché il cervello dovrebbe ulcerare la mucosa duttale intraepatica ? Semplice e biologico (logica della Vita): per far scorrere bile (digerire le amarezze della vita) in quanto abbiamo stramega rotture di coglioni !
Il vissuto è infatti millimetrico: un enorme rancore (incazzatura) nel territorio; un risentito di ingiustizia che ci fa incazzare; rogne e contrarietà con qualcuno nel clan (famiglia) o nel territorio (lavoro), spesso legate a questioni materiali (soldi, patrimoni, eredità). La bile (molto alcalina e amara) serve ad emulsionare tali amarezze!
In risoluzione avviene la ricostruzione delle ulcere che, a causa del fisiologico gonfiore, possono determinare la stasi di bile anche in grandi quantità (ittero).

Il vero problema sono le recidive: se infatti il vissuto si ripresenta, l’attivazione e la risoluzione possono creare danni gravi al fegato (cirrosi).
Ecco perché il badile è un attrezzo importante e le badilate hanno una valenza terapeutica per qualsiasi problema epatico. Provare per credere !

Commento NdR: In questa piccola sintesi, manca il cenno alla vitamina k1 fatta il giorno della nascita che è tossica perché sintetica, infatti infiamma il tessuto epatico creando l’iterizia.
Questa infiammazione vaccinale ASIA_Sindrome infiammatoria-dai-vaccini-Riassunto, rimarrà per tutta la vita ….poi con i Vaccini si immunodeprimerà il vaccinato fino alla sua “morte improvvisa” e prematura….SIDS o SADS

vedi anche: Conflitti di Interesse + Corruzione

Epatite è una intossicazione ed infiammazione del fegato !

EPATITE A,B.C.D.E…..:
In Italia vi sono nel 2009 oltre 1.700.000 malati di epatite C.
Secondo la teoria ufficiale (FALSA), l’epatite C è una malattia infettiva che si contrae contaminandosi con sangue positivo per l’antigene C attraverso trasfusioni o interventi chirurgici. Difficilmente per via sessuale.
Peter Duesberg, il grande virologo noto per le sue ricerche sul cancro e l’AIDS, non la pensa nello stesso modo e lo spiega nel suo libro: «Aids. Il virus inventato», sentiamo come:
“Un terzo tipo di epatite fu scoperta negli anni Settanta e anch’essa riguardava per lo più drogati, alcolizzati e persone che hanno ricevuto trasfusioni di sangue.
La maggior parte degli scienziati ritennero in un primo tempo che si trattasse di epatite A o B, finché ripetuti esami di laboratorio non riuscirono a trovare il virus nel sangue delle vittime.
Circa 35.000 americani muoiono ogni anno per questa malattia, una parte di questi per «epatite non-A, non-B», come la si è definita per anni.
Oggi si chiama epatite C. Questa forma di epatite non si comporta come una malattia infettiva, perché colpisce persone che appartengono a gruppi a rischio ben definiti, invece di diffondersi fra larghi strati della popolazione o anche fra medici che curano gli epatitici. Tuttavia i virologi hanno continuato a tener d’occhio la malattia dall’inizio, sperando di trovare un giorno il virus che la provocherebbe.
Quel giorno arrivò nel 1987. Scena dell’evento fu il laboratorio di ricerca della Chiron Corporation, un’azienda di biotecnologie che si trova nelle vicinanze di San Francisco. Avendo a disposizione le tecniche più avanzate, un’équipe di scienziati iniziò la ricerca nel 1982 iniettando a degli scimpanzé il sangue prelevato a malati di epatite non-A non-B. Nessuna delle scimmie si ammalò, anche se comparvero vaghi sintomi di infezione o arrossamento. Il passo successivo fu quello di cercare il virus nel tessuto del fegato. Ricerca vana.
Al limite della disperazione, gli scienziati si misero a cercare anche tracce piccolissime di virus e alla fine trovarono, e ingrandirono parecchio, un microscopico frammento di informazione genetica, codificato in una molecola nota come ribonucleic acid (acido ribonucleico) o RNA, che non sembra appartenere al codice genetico dell’ospite.
Questo frammento di RNA presumibilmente estraneo, ragionarono i ricercatori, deve costituire l’informazione genetica di qualche presunto virus non identificato.
Qualunque cosa fosse, il tessuto epatico ne contiene quantitativi rintracciabili a stento. Solo la metà circa di tutti i malati di epatite C hanno il raro RNA estraneo.
E in quelli che lo hanno c’è solo una molecola di RNA ogni dieci cellule epatiche: difficile credere che, in simile quantità, possa causare la malattia.
I ricercatori della Chiron si servirono della nuova tecnologia per ricostruire pezzi del virus misterioso. Ora erano in grado di controllare se i pazienti avevano nel sangue gli anticorpi contro questo virus ipotetico e scoprirono presto che solo una risicata maggioranza di soggetti affetti da epatite C li aveva.
Il primo postulato di Koch, naturalmente vuole che un “virus” davvero pericoloso si trovi in notevoli quantità in ogni singolo paziente.
Il secondo postulato richiede che le particelle virali siano isolate e coltivate, anche se questo ipotetico “virus” dell’epatite non è mai stato trovato.
Il terzo postulato, infine, prescrive che gli animali da laboratorio, come gli scimpanzé, si ammalino quando viene loro iniettato il virus. Nessuno dei tre postulati è soddisfatto da questo fantomatico virus, eppure gli scienziati della Chiron annunciarono nel 1987 di aver finalmente trovato il virus dell’epatite C.
Oggi l’ipotesi virale si trova a fare i conti con altri paradossi. Moltissime persone che risultano positive al virus dell’epatite C non sviluppano mai alcun sintomo della malattia, anche se il virus non è meno attivo in loro rispetto ai malati di epatite. E da un recente studio su larga scala che ha seguito i pazienti per 18 anni risulta che i sintomatici vivono quanto quelli asintomatici. Nonostante questi fatti, gli scienziati difendono ancora il loro virus elusivo attribuendogli un periodo di latenza che si estende per decenni.
Paradossi del genere non intimidiscono più i virologi. Anzi qualsiasi nuova ipotesi virale, non importa quanto bizzarra, di solito riceve una pioggia di riconoscimenti.
La Chiron non ha passato invano i cinque anni per cercare di creare il suo virus in laboratorio, perché in natura NON esiste ! 
Dopo aver brevettato il test per la ricerca del “virus sintetico” l’azienda lo ha messo in produzione e ha montato una campagna pubblicitaria per accaparrarsi potenti alleati.
Il primo passo è stato un articolo pubblicato su “Science” e curato dalla sezione di biologia molecolare dell’Università della California a Berkeley, molto vicina alla multinazionale Chiron…
La grande occasione si presentò alla fine del 1987 sotto forma di richiesta speciale da parte dei medici curanti dell’imperatore giapponese Hirohito. Il monarca stava morendo e aveva bisogno di continue trasfusioni: poteva la Chiron fornire un test sicuro per accertarsi che il sangue non contenesse il virus dell’epatite C  ?
L’azienda non si lasciò sfuggire l’occasione e si fece un nome tale in Giappone che il sindaco di Tokyo approvò la commercializzazione del prodotto nel giro di un anno. L’imperatore nel frattempo morì, ma l’interesse per il test aumentò quando le autorità giapponesi misero l’epatite C ai primi posti delle priorità sanitarie.
Il kit (test) della Chiron rende oggi circa 60 milioni di dollari l’anno…”
Tratto da: Macro edizioni


Epatite C: gli italiani la ignorano – Dic. 2010
Sono due milioni gli italiani che hanno contratto l’epatite C, e 10 mila quelli che ogni anno muoiono per le conseguenze dell’infiammazione epatica, mal curata.
Anche se rimane silente per anni, essa da semplice epatite passa ad epatite C, ed infatti, poi diviene causa principale di mortalità per cirrosi e carcinoma epatico e l’indicazione più frequente al trapianto di fegato.
Tuttavia, per gli italiani l’infezione è una delle tante malattie di cui si è sentito parlare senza che però se ne sappia molto nel dettaglio.
Lo dimostra l’indagine ‘Epatite C percezione e conoscenza’, commissionata da Donneinrete Onlus e Women in Hepatology e condotta da Swg e Health Communication, presentata oggi a Roma alla Camera dei Deputati.
Solo un italiano su cinque ha percezione della reale diffusione dell’infezione e molti, tra quanti vivono da vicino la malattia, non hanno idea di quale sia stata la fonte del contagio. In assenza di informazioni, poi, si continuano a temere le trasfusioni e i contatti con persone infette.
Nonostante ciò, l’epatite C non è considerata fonte di preoccupazione dalla popolazione ed è surclassata da malattie come la demenza senile e più rare come la Sclerosi Multipla. Donne in Rete e Women in Hepatology promuoveranno attraverso la stampa, portali web, radio e tv una campagna sociale dal titolo ‘Per salvare il fegato non ci vuole fegato. Solo un test’.
Alla campagna hanno aderito i parlamentari Fiorenza Bassoli, Laura Bianconi, Franca Biondelli, Rossana Boldi, Gianni Mancuso e Ignazio Marino.
“Ci sono tre elementi particolarmente critici che suggeriscono una attenzione speciale all’universo femminile – spiega Rosaria Iardino, presidente di Donneinrete – il primo è la tradizionale minore attenzione delle donne a prendersi cura della propria salute. Il secondo elemento riguarda il problema dell’alcolismo. Un abuso che quando interessa le donne rimane celato tra le mura domestiche. Il terzo elemento è dato dal fatto che l’infezione dal Hcv (NdR: presunto virus), può avere ripercussioni al momento della gravidanza e del parto, aspetto di cui le donne devono essere consapevoli”.
Ci sono poi le differenze di genere che impongono nuovi approcci alla malattia. “E’ fondamentale definire – sottolinea Erica Villa, Presidente di Women in Hepatology e professore ordinario di gastroenterologia all’Università di Modena e Reggio Emilia – le esigenze della donna in termini di necessità di cura e di protocolli dedicati. In sostanza è prioritario arrivare a un riconoscimento della diversità di genere”.
Tratto da news.paginemediche.it

Corruzione per obbligo Vaccini: Anno 1991.
L’allora ministro della sanità De Lorenzo venne arrestato per aver intascato una mega tangente da 600 milioni di lire (€300.000) pagata dalla G. S. K. (produttore di Vaccini e farmaci) per rendere obbligatoria la vaccinazione per l’epatite B. Ancora oggi tale vaccinazione è obbligatoria ed il sig. De Lorenzo non è mai stato radiato dall’ordine dei medici.

Per lo stesso vaccino è stata sospesa la vaccinazione nelle scuole  francesi per aver causato numerosi casi di sclerosi multipla risarciti in seguito dallo stesso governo francese.

Nonostante tutto in Italia continuiamo a vaccinare con il vaccino Engerix-b  adulti ed obbligatoriamente ai bambini (legge Lorenzin/2017).
I partititi politici sono indottrinati e collusi con le lobby farmaceutiche e nulla fanno per abolire questo farmaco. I danni alla popolazione provengono da leggi approvate da maggioranze parlamentari ignorante e corrotte.

Ecco la descrizione con questo grafico che illustra che l’epatite stava già scomparendo prima dell’introduzione della vaccinazione:

Inoltre, il (03/03/2000),
Dopo che un gruppo
molto numeroso di genitori della Liguria aveva depositato una richiesta di sequestro cautelativo per il vaccino  per l’epatite B (redatto in collaborazione con www.Vaccinetwork.org (sito che è stato chiuso nel 2006, chissà perché ?), che aveva fornito la bibliografia scientifica allora esistente che era già poderosa, la magistratura genovese ha avviato un’inchiesta per valutare la situazione.
Sono stati incaricati delle indagini i NAS di Genova che hanno cominciato a sentire le persone interessate.
La richiesta di sequestro probatorio era stata presentata alcuni mesi fa e invitava la magistratura a considerare i rischi connessi all’utilizzo dei vaccini per l’epatite B commercializzati in Italia.
Tutti i dati forniti alla magistratura provenivano dalla letteratura scientifica indicizzata.

Naturalmente, date le notevoli pressioni, la magistratura non ha fatto ancora nulla….

vedi anche Dati ISTAT sui Vaccini + Statistiche Istat sui vaccini + Malattie e Vaccini +  Interrogazione Parlamentare

THE LANCET – VOL. 338 NOV 9. 1991 – Demelinizzazione dopo vaccinazione per l’epatite B
Sistema nervoso centrale demielinizzato dopo la vaccinazione con Vaccino ricombinato Epatite B) – L. HERRCELEN J. DE KEYSER G. ESINGER
Titolo: Pazienti con sintomi e segni neurologici gravi, con evidenza di demielinizzazione del sistema nervoso centrale, 6 settimane dopo la somministrazione del vaccino contro l’epatite B.

Il vaccino per l’epatite B, sintomo dalle conseguenze gravi, e qualche volta mortali, comporta dei rischi a carico di chi la subisce ? Sembrerebbe proprio di si, secondo segnalazioni francesi.
In Francia, uno studio condotto su 850 mila persone vaccinate ha permesso di rilevare 41 casi di turbe neurologiche da collegare, con la pratica del vaccino stesso. Le lesioni rilevate: paralisi facciali, nevriti ottiche, sindrome di Guillain – Barrè,  Mieliti, tutti “nuovi nomi della vecchia” Polio-Mieliti, per far quadrare le statistiche della presunta e falsa eradicazione della Polio-mielite.

Dopo le campagne vaccinali in FRANCIA  (2017-2018) ecco il risultato:
– http://www.vacciniinforma.it/2014/11/29/epatite-b-in-francia-e-vaccinazioni-si-scatena-unondata-di-nuovi-casi-di-ms/1594
I sintomi della epatite B comprendono nausea, vomito, affaticamento, febbre moderata, dolore e gonfiore alle articolazioni, mal di testa e tosse che possono verificarsi una o due settimane prima della comparsa di ittero (colorazione gialla della pelle) e l’allargamento e la tenerezza del fegato, che può durare per tre o quattro settimane.
La fatica può durare fino a un anno. Secondo Harrison, nei casi di epatite acuta B “la maggior parte dei pazienti non richiedono cure ospedaliere” ed “il 98 per cento dei pazienti hanno un decorso favorevole e recuperare completamente” e rimangono immunizzati per tutta la vita !

Uno studio scientifico mostra che il vaccino quadrivalente per il cosiddetto ed inesistente e mai isolato papilloma “virus”, causa anche vasculopatia autoimmuni fatali (ovvero mortali).
Lo studio realizzato dai due medici canadesi Lucija Tomljenovic e Cristopher A. Shaw si intitola “Morte dopo il vaccino contro il papilloma virus, c’è una relazione causale o è una coincidenza ? ” e si può leggere (in inglese) al seguente link
http://sanevax.org/wp-content/uploads/2012/10/Tomljenovic-Shaw-Gardasil-Causal-Coincidental-2167-7689-S12-001.pdf.
Le conclusioni dell’articolo/studio, non sono per niente ambigue: il vaccino in questione può innescare una reazione autoimmune che può essere talora mortale.
Le conclusioni sono motivate dal fatto che molte delle reazioni avverse a tale vaccino finora registrate corrispondono a sintomi di vasculopatia cerebrale.
Studi come questo ovviamente mettono in un angolo tutti i ministeri della sanità che negano continuamente ogni correlazione tra le morti ed i vaccini.

IMPORTANTE: OGNI tipo di Vaccino produce Stress ossidativo cellulare e quindi tissutale !
Questi sono i principali vaccini per le quali si effettua la vaccinazione, anno 2017: Polio-Mielite + Vaiolo + Difterite + Tetano  + Epatite B + Pertosse + Morbillo + Parotite + Rosolia + Meningite + HPV (Cervarix-Gardasil per cosiddetto Tumore all’utero, generato da altre cause) + Varicella + Influenza

Secondo la Medicina Naturale, l’Epatite NON è causata da un presunto virus (infatti la proteina complessa a DNA eterologa quindi tossica, chiamata virus è presente SOLO DOPO che la malattia si è manifestata e MAI prima e epr di più NON si tratta di presunti “virus” ma di esosomi sostanze inerti ed indifferenziate), essa è al contrario, provocata da una lenta e progressiva intossicazione ed infiammazione del fegato, anche e non solo per via della produzione, dall’intestino, di sangue TOSSICO ! e tutte le varie forme di epatiti, cirrosi, NON sono nuove malattie, ma la stessa intossicazione che progredisce fino al cancro epatico !
Interventi terapeutici disintossicanti e/o del tipo fitoterapeutico con Phyllantus amarus e modelli terapeutici di tipo antroposofico con Solanum lycopersicum, mostrano risultati sorprendenti, come dimostrato da studi clinici; pertanto nel caso di epatite B, è possibile ottenere buoni risultati terapeutici con minori effetti collaterali usando medicamenti non allopatici ed a costi maggiormente favorevoli.
– vedi Cure naturali

Studi inoppugnabili, riportano delle chiarissime evidenze sul rapporto tra le interleukine IL-4 e la neuroinfiammazione, disturbi neurocomportamentali, asma allergica, indotti anche dal vaccino anti-epatite B.
– https://www.atsjournals.org/doi/10.1165/ajrcmb.23.3.3796
– vedi: http://autoimmunityreactions.org/?s=citochine – circa il coinvolgimento delle citochine pro-infiammatorie nei danni cerebrali.
I lavori a cui ci riferiamo sono stati eseguiti su modelli murini. Nessuno venga a reclamare che non hanno validità.
“…Abbiamo prove scientifiche chiare, inequivocabili e riproducibili che il primo vaccino per l’epatite B somministrato alla maggior parte dei neonati..causa danni al cervello…” – “…Questi risultati suggeriscono che gli eventi clinici che coinvolgono la sovraesposizione neonatale di IL-4, compresa la vaccinazione neonatale dell’epatite B (Hep B) e l’asma nei neonati umani, possono avere effetti avversi sullo sviluppo neurocomportamentale…“
vedi: http://autoimmunityreactions.org/2018/10/26/vaccino-hep-b-sviluppo-cognitivo/  +  L’interazione tra sistema immunitario e sistema nervoso nella sclerosi multipla: ruolo e disregolazione delle citochine infiammatorie
– https://midelfin.wordpress.com/2017/04/19/il-ruolo-dellil-17-e-delle-citochine-correlate-nelle-malattie-infiammatorie-autoimmunitarie/

Vaccini & Epatite autoimmune: studi medici pubblicati su riviste scientifiche di qualità confermano la correlazione con lo sviluppo di questa patologia – Agosto 2018
L’epatite autoimmune (AIH) è una forma aggressiva di epatite, infiammazione cronica del fegato, a eziologia sconosciuta e a patogenesi autoimmunitaria. – vedi:
https://it.wikipedia.org/wiki/Epatite_autoimmune

Ricerche di studi medici affermano che i vaccini possono causare questa patologia. Per conferma leggiamo dal sito istituzionale medico-scientifico National Center for Biotechnology Information (.nih.gov significa che è ospitato sul sito governativo del National Institue of Health, ovvero il Ministero della Salute Federale degli USA) Quindi una rivista di qualità peer reviewed quali Pubmed.
Luglio 2018 – Estratto
FONDAMENTO LOGICO:
Sebbene l’immunizzazione possa causare l’epatite autoimmune (AIH), fino ad oggi non sono stati riportati casi di AIH secondari alla vaccinazione contro il virus dell’influenza. Questo documento descrive 2 donne che hanno sviluppato AIH dopo aver ricevuto la vaccinazione contro il virus dell’influenza.
PREOCCUPAZIONI e DIAGNOSI del PAZIENTE:
Due donne hanno presentato un aumento degli enzimi epatici dopo aver ricevuto la vaccinazione contro il virus dell’influenza. Entrambi i pazienti sono stati diagnosticati con AIH utilizzando i criteri del gruppo internazionale di epatite autoimmune.
INTERVENTO e RISULTATI:
Entrambi i pazienti sono stati trattati con prednisolone. Dopo l’inizio del prednisolone, i livelli sierici di aminotransferasi sono stati osservati per ritornare all’intervallo di riferimento in entrambi i pazienti.
LEZIONI:
La vaccinazione contro il virus dell’influenza potrebbe innescare lo sviluppo di AIH. I medici dovrebbero essere consapevoli del fatto che l’AIH può verificarsi dopo la vaccinazione contro il virus dell’influenza.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30045302

Se pensate che sia un caso isolato allo leggete questo…  – Agosto 2016
Scand J Gastroenterol. 2017 Jan; 52 (1): 18-22. doi: 10.1080 / 00365521.2016.1224379. Epub 26 ago 2016.

Epatite autoimmune correlata al vaccino: la stessa malattia dell’epatite autoimmune idiopatica ? Due rapporti clinici e revisione.
van Gemeren MA 1, van Wijngaarden P 1, Doukas M 2, de Man RA 3. –  Informazioni sull’autore

Estratto
L’epatite autoimmune (AIH) si sviluppa in individui geneticamente predisposti dopo un innesco provocatorio o ambientale. Questi fattori sono sconosciuti ma possono includere infezioni virali, tossine ambientali, droghe e vaccinazioni. Pochi rapporti sono stati scritti sulla vaccinazione come potenziale fattore scatenante dell’epatite autoimmune. In questo articolo, descriviamo inoltre due casi di AIH correlati al vaccino. In entrambi i casi è necessaria una terapia immunosoppressiva a lungo termine. Inoltre, presentiamo i casi di AIH correlata al vaccino dalla letteratura e li confrontiamo con l’AIH idiopatica e i nostri casi.
PMID: 27565372 – DOI: 10,1080 / 00365521.2016.1224379 – [Indicizzato per MEDLINE
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27565372

Medicina (Baltimora). 2018 Jul; 97 (30): e11621. doi: 10.1097 / MD.0000000000011621.
Epatite autoimmune in seguito alla vaccinazione contro il virus dell’influenza: due case report.
Sasaki T 1, Suzuki Y 1, Ishida K 2, Kakisaka K 1, Abe H 1, Sugai T 2, Takikawa Y 1. –  Informazioni sull’autore
La vaccinazione contro il virus dell’influenza potrebbe innescare lo sviluppo di AIH.
I medici dovrebbero essere consapevoli del fatto che l’AIH può verificarsi dopo la vaccinazione per il virus dell’influenza.
PMID: 30045302 – DOI: 10,1097 / MD.0000000000011621 – [Indicizzato per MEDLINE] – 
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30045302

Se pensate che sia un caso isolato allo leggete questo…  – Agosto 2016
Scand J Gastroenterol. 2017 Jan; 52 (1): 18-22. doi: 10.1080 / 00365521.2016.1224379. Epub 26 ago 2016.

Epatite autoimmune correlata al vaccino: la stessa malattia dell’epatite autoimmune idiopatica ? Due rapporti clinici e revisione.
van Gemeren MA 1, van Wijngaarden P 1, Doukas M 2, de Man RA 3.
Informazioni sull’autore

Un’altro studio recente della FDA, afferma che negli US:
“Ci sono stati 48.000 casi denunciati lo scorso anno 2014, nonostante gli alti tassi di vaccinazione”, ha detto Anthony Fauci, MD, direttore del National Institute of Allergy e Malattie infettive del NIH. “Questa rinascita suggerisce la necessità di ricerche sulle cause che stanno dietro l’aumento di infezioni e modi più efficaci per prevenire la diffusione della malattia.”
“Questa ricerca suggerisce che, anche se gli individui immunizzati con un vaccino acellulare possono essere protetti dalle malattie, essi possono ancora essere infettati con i batteri e sono in grado di diffondere l’infezione ad altri, inclusi i bambini piccoli che sono suscettibili di malattia pertosse”.
In parole povere: i vaccinati NON sono protetti dal vaccino e possono anche infettare altri soggetti…..
Tratto da: http://www.fda.gov/NewsEvents/Newsroom/PressAnnouncements/ucm376937.htm
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20200027
vedi:  72 studi pubblicati sui DANNI del Vaccino per l’Epatite B+
https://informaresenzacensure.blogspot.com/2018/06/vaccino-epatite-b-neurotossicita-dopo-i.html


Sclerosi a placche e vaccino – Il vaccino per l’epatite causa la sclerosi a placche :
Una sentenza del tribunale di Nanterre (F) ha incolpato il vaccino antiepatiteB come causa dell’insorgere della sclerosi multipla a placche in due donne.
I giudici hanno quindi condannato l’azienda britannica SmithKline Beecham (oggi GSK) che produce il vaccino Engerix B, con cui erano state “immunizzate” le donne, a pagare ad ognuna delle malate un indennizzo variante da 150 a 250 milioni di lire. Secondo i magistrati “un insieme di elementi permette di stabilire con sufficiente certezza che la vaccinazione con l’Engerix B è stato l’elemento scatenante dell’insorgere del male”.
(Il Corriere della Sera, 09/06/1998).

I maggiori rischi sembra che siano corsi da soggetti infetti da sclerosi a placche, una malattia grave che interessa soprattutto le funzioni motrici e sensitive del midollo spinale.
Secondo l’agenzia francese del farmaco, il medico che dovrà consigliare la vaccinazione per l’epatite B dovrà preliminarmente accertarsi che il vaccinando non appartenga  ad una famiglia nella quale si siano verificati dei casi di sclerosi a placche. In questi casi il medico, sentito anche il parere informato del soggetto, dovrà giudicare sulla base del rapporto rischi/benefici: quanto e quali rischi, per il vaccinando, di contagiarsi con l’ epatite C ?.
Questo rischio è più importante di quello che potrebbe derivare dalla vaccinazione ? In altri termini quale rischio conviene di più correre ? Si tratta, evitando la vaccinazione, di prevenire la rivelazione di una sclerosi a placche in un soggetto geneticamente a rischio.
Un’infezione da virus dell’epatite B in un soggetto con sclerosi a placche sarebbe più pericolosa dell’iniezione di vaccino ? E in caso contrario – osserva Jean-Yves Nau su “Le Figaro” – cosa rispondere individualmente ad un soggetto vittima di questo tipo malaugurato di complicazioni ?
Richieste di indennizzo – Non si escludono, peraltro sulla base di queste rivelazioni, possibili richieste di indennizzo da parte dei soggetti resi più o meno invalidi dalla vaccinazione.
Le case produttrici del vaccino dovrebbero essere le destinatarie della querela giudiziaria.
Ma anche l’autorità sanitaria che ha reso obbligatoria la vaccinazione potrebbe essere chiamata in causa.
In Italia sin dal 1992, apposita legge prevede indennizzo per danni derivanti al soggetto dell’esecuzione della vaccinazione
Tratto da: StarMeglio venerdì 20 dicembre 1996

Vaccino per l’EpatiteB e Sclerosi: nuovi sospetti [16.09.2004]
E’ accaduto quanto non poteva non accadere. Si è approfondita la questione sul vaccino antiepatite b, dopo le innumerevoli segnalazioni provenienti dalla stessa letteratura scientifica, e si è scoperto che risulterebbe legato ad un’incidenza maggiore della media di sclerosi multipla.
A riferirlo e’ stato Miguel Hernan della Harvard School of Public Health di Boston. Il ricercatore ha pero’ sottolineato con forza nell’articolo apparso sulla rivista Neurology che i risultati vanno letti con la massima cautela perche’ l’associazione trovata non costituisce da sola una prova che il vaccino non sia sicuro e che induca la malattia.
Il team britannico ha usato i dati del General Practice Research Database (GPRD) che comprendono informazioni su 3 milioni di persone pari allo 5% della popolazione con dati a partire dal 1987.
Lo studio britannico avvalora quindi la tesi del legame tra vaccinazione e sclerosi, gia’ paventata dopo altri studi.
I ricercatori hanno confrontato i dati sulla vaccinazione con quelli relativi alle diagnosi di sclerosi fatte tra 1993 e 2000.
Con 163 casi di sclerosi e 1.604 controlli hanno evidenziato che la vaccinazione e’ associata a un’incidenza tripla della sclerosi multipla entro tre anni dalla somministrazione del vaccino.
La notizia integrale la si può trovare sul sito web di Healthy Day News alla url:
http://www.healthday.com/view.cfm?id=521178


VACCINAZIONE OBBLIGATORIA per l’EPATITE B:
ALTRE CONSIDERAZIONI CRITICHE
Nel 1991 è stata resa obbligatoria in Italia la vaccinazione per l’epatite B. con una tangente data dalla GSK all’allora ministro della salute De Lorenzo, poi condannato ed imprigionato per questo fatto.
Il primo vaccino per questa malattia è stato approvato negli Stati Uniti nel 1981 e reso disponibile in commercio nel 1982. Esso consiste in particelle purificate e inattive di HBsAg, estratte da plasma di individui persistentemente infetti.
La possibilità che un vaccino ricavato da sangue umano fosse infettato da altri virus conosciuti (SV40, Delta, HIV, etc…) o sconosciuti ha naturalmente indotto a cercare soluzioni di carattere sintetico che fossero prive di rischio.
Nel 1984 è stato messo in commercio il vaccino da DNA ricombinante, il primo vaccino umano prodotto con tecniche di biologia molecolare: il gene per l’HBsAg di un virus HBV sottotipo adw2 è stato introdotto nel DNA di particolari saccaromiceti. La proteina di 24 KD prodotta dal lievito forma una particella di 20 nm con proprietà immunologiche e fisiche simili all’antigene di superficie isolato dal plasma umano.
Programmi di vaccinazione anti-HBV di massa diretti all’infanzia sono limitati a non oltre 20 Stati dell’Africa e del Sud-Est Asiatico nei quali l’incidenza dell’epatite B è molto elevata, con tassi di prevalenza dei portatori dell’HBsAg superiori all’8%.
L’Italia e’ a tutt’oggi assieme alla Grecia, l’unico Paese al mondo – tra quelli ad incidenza di epatite B intermedia con tassi di prevalenza di portatori asintomatici del 2-5% – in cui la vaccinazione sia stata resa obbligatoria.
L’informazione che è stata fornita agli operatori sanitari tramite riviste specializzate e ai cittadini attraverso la stampa è stata massiccia ed è stata efficacemente riassunta dal prof. G. Da Villa su Federazione Medica (Numero XLIII, Agosto 1990, pag.609).
Sorgono a questo punto domande lecite sul significato di questo provvedimento legislativo; domande che – a partire dall’epidemiologia della malattia, in evidente e spontaneo calo in questi ultimi anni – abbracciano altri temi come la durata e l’efficacia della protezione, la lettura dei dati fino ad oggi forniti, gli effetti collaterali che l’introduzione del vaccino ricombinante ha solo in parte risolto.

EPIDEMIOLOGIA
A giustificazione della strategia adottata in Italia dal Ministero della Sanità (obbligatorietà della vaccinazione in età infantile) viene riportato il dato relativo all’aumento dell’incidenza dell’infezione da HBV negli USA nel corso degli anni 1982-1989, periodo della vaccinazione settoriale (cioè dei gruppi a rischio, da 55-100.000 nel 1981 a 63-100.000 nel 1987). Da Villa sostiene che questo dato, di per sé abbastanza inquietante, porta a considerare come necessaria nella prevenzione dell’epatite B l’adozione di una pratica vaccinale di massa ed obbligatoria, poiché
1) i gruppi a rischio sono difficili da identificare esistendo i portatori di HBsAg asintomatici;
2) i bambini risponderebbero molto più degli adulti allo stimolo immunogenico. Bisogna però considerare che, rispetto agli USA, la situazione italiana presenta tendenze opposte: dai dati diffusi dalla regione Lombardia appare ad esempio chiaro che le denuncie di epatite virale hanno in quest’ultimi anni subito una progressiva riduzione (dai 4.481 casi nel 1984 ai 1.155 casi nel 1991).
Situazioni analoghe si riscontrano in altre regioni italiane.
Il dato meritevole di attenzione è il fatto che non solo si è registrata una riduzione dei casi totali di epatite ma che tale riduzione si è verificata nell’ambito di ciascun tipo di epatite virale: tra il 1984 e il 1991 l’epatite A è scesa da 948 a 191 casi; l’epatite B da 2.131 a 628 casi; l’epatite non A non B da 557 a 265 casi; le epatiti non classificate da 845 a 71 casi. Tale andamento è probabilmente legato ad un maggior controllo dei donatori di sangue e dei prodotti della donazione nonché ad una diffusa sensibilizzazione e attenzione al problema, imposto sia dalla promozione della campagna di vaccinazione facoltativa per l’epatite B che dalle iniziative di informazione ed educazione sanitaria per prevenire l’Aids ed in genere le malattie trasmissibili per via sessuale.
Vi sono peraltro altre considerazioni che varrebbe la pena di fare e che possono portare ad una revisione critica delle ipotesi sopra riportate. In primo luogo, i dati riportati dalla regione Lombardia si riferiscono ad un periodo in cui la vaccinazione anti-HBV non era ancora obbligatoria e limitata ad alcune categorie di soggetti a rischio (nel 1985 le vaccinazioni per abitanti sono state 14/10.000 e nel 1989 18/10.000).
In secondo luogo, il test di screening per l’infezione da HIV si è reso disponibile in Italia agli inizi del 1985 ed è a partire da tale data che si è iniziato a testare i donatori di sangue.
Prima del 1985, inoltre, l’Aids era ancora una malattia sconosciuta alla maggior parte delle persone.
Le campagne di informazione sono iniziate proprio in quegli anni ed è da escludere che dal 1 gennaio 1984 gli italiani avessero preso coscienza del problema, cambiando i propri comportamenti sessuali e le proprie abitudini comportamentali.

DOSAGGIO, EFFICACIA e DURATA della “PROTEZIONE”
Le esperienze di vaccinazione anti-HBV su neonati – condotte sia in Italia che in Paesi extraeuropei – differiscono notevolmente tra di loro sia per i dosaggi impiegati sia per le scadenze dei richiami vaccinali. Possono così sorgere alcune domande: ha significato che i vari autori si confrontino su protocolli così diversi tra di loro ?
C’è qualcuno che ha stabilito quale di questi protocolli sia risultato più efficace nel prevenire l’epatite B ?
Ogni valutazione relativa alla durata della protezione del vaccino anti-HBV non può naturalmente non tener conto dell’immunità naturale, la quale a sua volta dipende dalla diffusione dell’HBV in ciascuna regione.
Per esempio, in Senegal (un Paese ad altissimo tasso di endemia dell’HBV: praticamente tutta la popolazione viene infettata e circa il 20% dei bambini diviene portatore cronico dell’HBsAg) l’efficacia protettiva della vaccinazione viene considerata del 100% nei primi 4 anni e scende rapidamente al 67% nel quinto-sesto anno, ne consegue che viene consigliato un richiamo al quinto anno. I neonati vaccinati risulteranno in buona percentuale non immuni al quinto-sesto anno di età e tale percentuale è destinata ad aumentare con il passare degli anni.
(P. Coursaget e altri, “Seven-year study of hepatis B vaccine efficacy in infant from an endemic area“, Lancet del 15 novembre 1986).
Manca comunque in letteratura il dato relativo alla persistenza in età adulta degli anticorpi anti-HBV dei vaccinati in età neonatale o infantile. Poiché gli adulti sono considerati meno responsivi alla vaccinazione, come possiamo prevedere quale sarà la risposta degli attuali giovani in età adulta ?
Altri ricercatori hanno dimostrato che il 12% dei bambini nati da madri HBsAg positive e vaccinati non presentavano titoli anticorporali protettivi 1-2 anni dopo la dose di richiamo e che un ulteriore 9% presentava titolo anticorporale inferiore a 100 mUI/ml
(L. Viladomiu e altri, “When should at risk infents be boosted with hepatitis B vaccine ?”, Lancet del 3 gennaio 1987).
Se la sieroconversione ad anti-HBS nei bambini è valutata essere intorno al 100% al termine del ciclo vaccinale completo, le cose sono invece molto diverse fra gli adulti. Secondo alcuni essa raggiunge il 96% con tre dosi, con un’incidenza di malattia del 2,2% rispetto al 9,9% del gruppo dei non vaccinati
(W. Szmuness e altri, New England Journal of Medicine, vol. 307, pagg. 1481-1486, 9 dicembre 1982).
Uno studio del 1989 dimostra inoltre che l’emivita degli anticorpi anti-HBs è di 150 giorni dopo il ciclo vaccinale completo (Nommensen e altri, “Half-life og Hbs antibody after hepatitis B vaccination: an aid ti timing of booster vaccination“, Lancet del 7 ottobre 1989). Questo significa che nel soggetto vaccinato, in questo caso personale medico e quindi a rischio di contrarre l’epatite, la scomparsa degli anticorpi anti-HBs si verifica in circa 4-4,5 anni.
Viene pertanto consigliato un rischiamo da effettuarsi ogni 3-4 anni.

Nello studio di Hadler (“Long-term immunogenicity and efficacy of epatitis B vaccine in homosexual men”, New England Journal of Medicine, vol. 315, pagg. 209-214, 24 luglio 1986) solo l’82% dei vaccinati raggiungeva elevati livelli anticorporali dopo un ciclo vaccinale completo mentre il 9% aveva una risposta insufficiente (inferiore o uguale 9,9 SRU, Sample Ratio Units) o nulla. Tra i soggetti con massima risposta dopo cinque anni, il 15% non aveva anticorpi anti-HBs dimostrabili e il 27% aveva un titolo anticorporale inferiore a 10 SRU.
Solo il 14% dei soggetti manteneva livelli relativamente elevati di anticorporali (titolo superiore a 100 SRU).
Furono inoltre identificati 55 casi (2,9%) di infezione da HBV nei soggetti vaccinati. Il rischio di contrarre un’epatite B è naturalmente risultato inversamente proporzionale all’intensità della risposta alla vaccinazione, nei soggetti con risposta debole o nulla un ulteriore ciclo vaccinale ha prodotto una risposta solo moderata.
In uno studio condotto da E.A.C. Follett in una clinica di handicappati mentali su personale ospedaliero a rischio di infezione da HBV (Lancet del 26 settembre 1987, pagg. 728-731), il 96% dei soggetti sottoposti ad un ciclo vaccinale completo presenta anticorpi anti-HBV a distanza di nove mesi dall’inizio della vaccinazione.
Elevati titoli anticorpali (superiori a 100 mUI/ml) erano dimostrabili solo nel 59% dei casi. Nel 13% dei vaccinati si era avuta una mancata risposta (4%) o una risposta scadente (inferiore a 100 mUI/ml) e non duratura (9%).
Tali soggetti vaccinati rimanevano quindi a rischio di infezione. Secondo Follett il periodo di protezione di cinque anni è ottimistico: data l’estrema variabilità nella caduta del titolo anticorpale nel tempo, il richiamo andrebbe direttamente correlato al titolo anticorpale sviluppato dopo il ciclo vaccinale completo, al fine di garantire un’adeguata protezione.
Nello studio di J. Crosnier (Lancet del 28 febbraio 1981, pagg. 455-459) il 94% dei soggetti vaccinati – staff medico e paramedico di un’unità di emodialisi – presentava una risposta immunitaria protettiva e l’incidenza di epatite B fu osservata nel 3,6% del gruppo dei vaccinati rispetto al 12,3% del gruppo placebo.
Nello studio di N. Bhatti (BMJ del 13 luglio 1991, vol. 303, pagg. 97-100), condotto su maschi omosessuali o bisessuali, risultava invece immunizzato l’84% dei soggetti vaccinati.
In uno studio condotto su personale ospedaliero:
(Lancet del 23 maggio 1987, pagg. 1206-1207), A. Laplanche riscontrò infine 4 casi di sieroconversione anti-HBc su un totale di 184 vaccinati.
Poiché nel 75% dei vaccinati il titolo anticorpale risultava essere maggiore o uguale a 3.000 mUI/ml ed essendo il suo decremento proporzionale a quello sviluppato dopo il ciclo vaccinale completo, tale autore consiglia un intervallo standard di 10 anni tra la vaccinazione e il successivo richiamo.

EFFETTI COLLATERALI  del Vaccino per l’EpatiteB
Su Lancet del novembre 1991 (vol. 338, pagg. 1174-1175) Herroelen riporta i casi di due pazienti che hanno evidenziato sintomi di demielinizzazione del SNC dopo la somministrazione del vaccino anti-epatite B ricombinante.
Uno di essi aveva una storia di sclerosi multipla, mentre il secondo non presentava alcun precedente di malattia neurologica. Entrambi presentavano un HLA con aplotipi DR2 e B7, da tempo associati a sclerosi multipla.
La malattia nei due casi ha esordito, in un caso, alla sesta settimana dalla terza dose vaccinale e, nell’altro, alla sesta settimana dopo una fase booster. L’osservazione di questi due casi ha portato l’autore a concludere che, pur mancando prove dirette di causalità, sia ipotizzabile che la vaccinazione anti-epatite B possa scatenare demielinizzazione del SNC in soggetti geneticamente predisposti.
In un articolo dell’American Journal of Epidemiology del 1988 (vol. 127, pagg. 337-351), F.E. Shaw del CDC di Atlanta riporta i casi segnalati dal 1982 al 1985 di complicanze neurologiche successive alla vaccinazione anti-HBV con vaccini plasmaderivati: 5 casi di convulsioni, 10 di paralisi di Bell, 9 di sindrome di Guillain-Barrè, 5 di radiocolite lombale, 3 di neuropatia del plesso branchiale, 5 di neurite ottica e 4 di mielite traversa. La metà di esse sono scomparse dopo la somministrazione della prima delle tre dosi richieste per il completamento del ciclo vaccinale.
Dallo studio sono stati esclusi 14 casi di complicanze alla vaccinazione anti-HBV per mancanza di dati sufficienti relativi alle condizioni del paziente al momento dell’inoculo: 5 casi di polineuropatia non Guillain-Barrè, 5 di mononeuropatia, 1 di paralisi non meglio specificata, 1 di oftalmoplegia, 1 di ischemia cerebrale transitoria, 1 di miastenia grave.
Lo stesso autore sottolinea il fatto che un importante errore nello studio è rappresentato da tutti quei casi di complicanze non segnalate.
Su The Journal of Rheumatology del settembre 1990 (pagg. 1250-1251), E. Hachulla descrive invece un caso di oligoartrite comparso a distanza di due settimane dalla seconda dose di vaccino anti-HBV plasmaderivato in un ragazzo sano di 19 anni.
Anche il vaccino da DNA ricombinante non è risultato libero da complicanze: Who Drug Information del 1990 (vol. 4, pag. 129) segnala 200 casi, la maggioranza dei quali comparsi entro la prima settimana di immunizzazione.
Più frequenti sono risultate le sindromi simil-influenzali benché siano state segnalate anche complicanze neurologiche e psicologiche; tra queste 2 casi di di neurite ottica e 1 caso di sindrome di Guillain-Barrè. Nonostante la maggior parte delle reazioni al vaccino siano risultate transitorie, un paziente presentava – ancora dopo otto mesi – una sintomatologia caratterizzata da vertigini e diplopia secondarie da lesioni demielinizzanti.
Un’altra segnalazione è riportata da S.J. Rogerson su BMJ dell’11 agosto 1990 (vol. 301): si tratta di un caso di eritema nodoso e poliartrite gravemente inabilitante, comparsi in un soggetto di 31 anni il giorno successivo all’inoculazione del vaccino anti-epatite B a DNA ricombinante e persistiti per circa sei settimane.
La somiglianza di questa artrite con quella riscontrabile, sia pure raramente, nell’infezione da HBV e la sua relazione temporale con la vaccinazione hanno suggerito un ruolo eziopatogenetico del vaccino.
Sempre su BMJ del 1 dicembre 1990 (vol. 301, pag. 1281) P. Cockwell descrive un caso di vasculite generalizzata da complessi immuni successivi a vaccinazione anti-HBV (non meglio precisata) in una donna di 45 anni.
La Presse Medicale dell’8 ottobre 1988 riporta infine una lettera di P. Le Goff su un caso di periartrite nodosa in una donna di 34 anni, comparsa a distanza di quattro mesi dalla terza somministrazione di vaccino anti-HBV (non meglio precisato).

CEPPI MUTANTI di HBV
In uno studio pubblicato su Lancet del 4 agosto 1990 (vol. 336, pagg. 325-329), Carman e colleghi segnalano 44 casi su 1590 (2,8%) di positività per HBsAg – e quindi di infezione acuta da HBV – tra i contatti di portatori cronici di HBsAg, tra i quali anche nati da madri portatrici croniche HBV i quali avevano tutti ricevuto un’immunizzazione attiva e passiva.
Uno di essi ebbe un’epatite grave ed il virus responsabile è stato identificato come un mutante dell’HBV, cioè come un virus con genoma parzialmente diverso da quello della madre. Già in precedenza J.R. Wands (1986) e Coursaget (1987) avevano segnalato la comparsa di un nuovo ceppo denominato poi HBV-2.
In occasione dell’International Symposium on Viral Hepatitis and Liver Disease, tenutosi a Houston nel 1990, Mc Mahom e altri hanno poi segnalato un HBV, con mutazione del genoma identica a quella descritta da Carman, in un paziente con fegato trapiantato e immunizzato per prevenire la reinfezione HBV. Questa evidenza porta gli autori a concludere che la mutazione possa essere indotta proprio dalla “pressione immunologica” alla qual i pazienti sono stati sottoposti.
Questa possibilità appare preoccupante non solo per quello che concerne l’efficacia del vaccino nel prevenire eventi HBV simili ma soprattutto alla luce delle recenti acquisizioni sui meccanismi eziopatogenetici della cronicizzazione dell’epatite B. A questo proposito M. Colombo scrive, su Il Corriere della Sera del 1 giugno 1992, che “recenti studi suggeriscono che in molti casi è il virus stesso dell’epatite B ad essere responsabile del danno epatico, attraverso meccanismi di selezione di ceppi virali lesivi per il fegato. Spesso la tossicità epatica di questi ceppi è dovuta a variazioni del loro codice genetico, minuscole ma sufficienti per produrre proteine virali modificate.
Nei pazienti infettati da virus B è il prevalere della replicazione di un ceppo sull’altro l’evento che probabilmente determina se l’infezione si trasforma o meno in malattia epatica. le infezioni sostenute da ceppi mutati hanno un maggior rischio di causare cirrosi ed epatite fulminante rispetto alle infezioni sostenute da ceppi originali.

CONCLUSIONI
Lo scopo di questo articolo non è quello di mettere in discussione il valore protettivo della vaccinazione anti-HBV ma semmai di esprimere legittimi dubbi sulla possibilità di sradicare completamente la malattia nel nostro Paese attraverso l’adozione di una campagna di vaccinazione di massa. L’entusiasmo che in questi anni ha sostenuto la campagna per rendere obbligatoria la vaccinazione in Italia (unico Paese al mondo) sembra aver fatto dimenticare i problemi ancora irrisolti che riguardano l’efficacia, la durata e le possibili conseguenze della vaccinazione anti-epatite B.
Appare infatti allarmante lo stesso dato USA, relativo all’aumento dei casi di epatite B dopo l’introduzione della vaccinazione nei gruppi a rischio, poiché una cosa è pensare che questo non sia sufficiente a ridurre i casi di malattia e un’altra è considerare la possibilità che la vaccinazione abbia in qualche modo favorito l’aumento dei casi di epatite. Anche le problematiche relative ai costi sociali della malattia e più ancora alle sue conseguenze (cronicità, cirrosi, etc…) nonché ai costi relativi alla vaccinazione andrebbero interamente riviste alla luce dei dati relativi alla durata della protezione vaccinale.
E’ vero che i bambini rispondono meglio degli adulti, ma che ne sarà nel tempo della risposta anti-HBV ?
Che tipo di protezione anticorpale avrà l’adulto vaccinato 20-30 prima ?
Se dobbiamo rivaccinare o effettuare richiami vaccinali ogni 2-10 anni (a seconda degli autori) il costo annuo aumenterà di due-tre volte rispetto a quello preventivato. Occorre inoltre considerare che la diffusione dell’immunità artificiale determina la riduzione dell’immunità naturale, la quale rappresenta il fattore principale di stimolo al mantenimento e al rinforzo dell’immunità acquisita con la vaccinazione.
E’ quindi ipotizzabile che in futuro la riduzione del valore protettivo della vaccinazione per l’epatite B sarà più rapida e che maggiore diventerà quindi la necessità di ulteriori e più frequenti richiami.
Sappiamo inoltre che i ‘non responders’ costituiscono una quota non trascurabile e che nel vaccinato sono possibili l’infezione o la malattia acuta e probabilmente anche lo stato di portatore cronico dell’HBV. Queste considerazioni pongono seri dubbi sulla possibilità che la malattia possa essere completamente sradicata.
La dimostrata selezione di ceppi mutanti dell’HBV (la cui maggiore patogenicità sembra ormai accertata) – forse anche grazie alla pressione immunologica determinata dalla vaccinazione – induce a considerare l’eventualità di un futuro con molti meno casi di epatite B (tendenza peraltro spontaneamente evidenziatasi in Italia) ma tutti più gravi sia nel corso della fase acuta che nell’evoluzione cronica verso la cirrosi epatica.
Tutto questo in presenza di una tossicità dei vaccini, anche di quelli a DNA ricombinante, soprattutto a livello neurologico.
In particolare, se ulteriori esperienze cliniche confermeranno l’ipotesi che la vaccinazione anti-HBV possa innescare lo sviluppo di sclerosi multipla in soggetti geneticamente predisposti, sarà indispensabile tipizzare gli HLA in tutti i vaccinandi, allo scopo di individuare i pazienti a rischio ed eventualmente escluderli, con evidente e insostenibile aumento dei costi sociali.
Testo a cura della dott.ssa Nicoletta Ziliani – Gruppo milanese del Coordinamento per la Libertà delle Vaccinazioni.

Commento NdR: dobbiamo parlare della completa ignoranza sulle vere cause dell’epatite, da parte della medicina di Big Pharma, la quale non è causata da presunti “virus“, i quali ne sono solo la conseguenza e NON causa, ma dall’intossicazione  lenta e progressiva del fegato, con relativa infiammazione del tessuto epatico, dovuta a farmaci, soprattutto  Vaccini, alimentazione inadatta e/o contaminata oltre a quelle dell’acqua e dell’aria.
I vaccini sono semplicemente sostanze tossico-nocive che vanno ad intossicare  ancora di più il sangue e quindi  rovinare ancora di più il fegato !

Molte volte una terapia effettuata con la propria urina (non utilizzando nessun farmaco) ed una alimentazione Crudista, elimina qualsiasi intossicazione del fegato e qualsiasi epatite dalla A alla Z…, alla faccia dei vari vaccini per l’epatite che invece intossicano ed infiammano anche  e non solo il fegato !


La tossicodipendenza, l’utilizzo di farmaci e Vaccini, amalgami dentali, tatuaggi, piercing, manicure e pedicure con prodotti farmacologici, trattamenti medico-chirurgici (iniezioni antirughe, gastroscopia, ecc.), alimentazione industrializzata e non biodinamica integrale, sono alla base di questa recrudescenza dell’intossicazione del fegato nei paesi occidentali; fra gli addetti ai lavori l’allarme è forte perché di epatite C si può morire.
L’OMS indica che il 3% della popolazione ne è malata (circa 200 milioni di persone).
Siccome il problema è serio perché ci si intossica molto facilmente seguendo comportamenti errati e non in Etica, si consiglia di Cambiare comportamenti eliminando quelli a rischio e disintossicare il fegato seguendo i metodi della Medicina Naturale indicati nel sito sotto Cure Naturali  +  Sali di Epsom (sale inglese e..)
Solo l’eliminazione delle tossine accumulate e la disinfiammazione del tessuto epatico, vi potrà guarire, e per ottenere ciò, occorre eliminare quelle presenti nel fegato e NON intossicarlo più !


EPATITE C: La FONDAZIONE GIMBE SVELA TUTTI i FALSI MITI del FARMACO “SOFOSBUVIR” – 25/05/2015
In un momento particolarmente critico per la sostenibilità della sanità pubblica, la Fondazione GIMBE invita tutti gli stakeholders (le parti interessate) a valutare con sano scetticismo e adeguato rigore metodologico tutte le innovazioni farmacologiche e tecnologiche evitando, sull’onda di un contagioso entusiasmo, di enfatizzare i benefici e minimizzare i rischi degli interventi sanitari.
Al fine di informare correttamente politiche sanitarie, professionisti e pazienti la Fondazione GIMBE ha pubblicato il Position Statement “Efficacia e costo-efficacia del Sofosbuvir nel trattamento dell’epatite C” da cui emergono alcune criticità metodologiche relative alla robustezza delle prove di efficacia, oltre che all’entità e alla precisione dei benefici del farmaco.

NON ESISTONO STUDI INDIPENDENTI !
Quello che emerge fa riflettere molto su come un prodotto farmaceutico pubblicizzato miracoloso nasconda in realtà poca trasparenza sulla sua efficacia. Per questo GIMBE conferma come tutti gli studi che hanno valutato l’efficacia del Sofosbuvir sono stati finanziati, progettati e realizzati dall’azienda produttrice Gilead Science e, al momento, non esiste alcuno studio indipendente. Non solo ma dichiarano ci non conoscere il reale valore aggiunto del farmaco rispetto a un confronto appropriato, sia perché mancano trial di efficacia comparativa del Sofosbuvir con altri agenti antivirali ad azione diretta, sia perché tutti gli studi prevedono l’associazione del Sofosbuvir con ribavirina ± peginterferon-alfa, mentre alcuni studi presentano limiti metodologici rilevanti (controlli storici, assenza di blinding).

FARMACO SOFOSBUVIR: QUELLO che NON VIENE DETTO su di esso.
Ed ecco che la Fondazione GIME elenca i vari punti critici su questo farmaco diventato miracoloso:
. Tutti gli studi hanno utilizzato come misura di esito un end-point surrogato, ovvero la risposta virologica sostenuta al di sotto della soglia minima identificabile a 24 o a 12 settimane dalla sospensione del farmaco.
. La risposta virologica sostenuta non garantisce l’eradicazione del virus dal sangue (che resta solo al di sotto della soglia minima identificabile), né permette di identificare la persistenza del virus nei tessuti.
. Per alcuni sottogruppi di pazienti la stima dell’effetto del trattamento è incerta a causa della loro limitata numerosità campionaria.
. Non esistono prove di efficacia dirette su outcome clinicamente rilevanti: evoluzione dell’epatite in cirrosi, scompenso della cirrosi, insorgenza di epatocarcinoma, mortalità.
. Non è nota la probabilità di re-infezione nei pazienti che hanno ottenuto una risposta virologica sostenuta.
. Non conosciamo gli effetti avversi, oltre che la compliance, nel mondo reale.

ASSENZA PROVE di EFFICACIA NON GIUSTIFICANO il TRATTAMENTO di PREVENZIONE
A seguito di queste valutazioni la Fondazione GIMBE conclude che il Sofosbuvir costituisce una rilevante innovazione terapeutica, ma le evidenze disponibili documentano solo che il farmaco è efficace nel determinare una risposta virologica sostenuta in una percentuale che raggiunge il 90% in alcuni (ma non in tutti) sottogruppi di pazienti.
La storia naturale dell’epatite C e le prove di efficacia disponibili non giustificano in nessun contesto sanitario, indipendentemente dalla disponibilità di risorse, una policy che preveda il trattamento di tutti i pazienti con epatite C con l’obiettivo di prevenire l’evoluzione dell’epatite cronica in cirrosi, lo scompenso della cirrosi, lo sviluppo dell’epatocarcinoma, i trapianti di fegato e la mortalità.
Ma non solo, Gime sottolinea come in assenza di prove di efficacia dirette sulla capacità del Sofosbuvir di rallentare l’evoluzione dell’epatite C verso forme avanzate di malattia scommettere sui potenziali risparmi per l’assistenza sanitaria è puramente speculativo e non supportato da alcun dato scientifico.

SOFUSBIR, NON PUO’ ESSERE ETICHETTATO FARMACO SALVAVITA
“Assimilare la risposta virologica sostenuta nel singolo paziente alla eradicazione del virus C dalla popolazione è una suggestiva, spiega GIME -ma inverosimile, strategia di sanità pubblica. Considerato che la mortalità nei pazienti con epatite C è molto bassa e che nessuno studio ha dimostrato che il Sofosbuvir riduce la mortalità, il termine ‘farmaco salvavita’ è improprio e non dovrebbe più essere utilizzato”.

Definire le priorità di trattamento in relazione alla costo-efficacia del Sofosbuvir nei vari sottogruppi di pazienti rappresenta, – la Fondazione GIME ricorda – oggi l’unica soluzione accettabile dal punto di vista clinico, etico ed economico, e i dati relativi a tutti i pazienti trattati dovrebbero essere raccolti in maniera sistematica al fine di documentare l’efficacia e la sicurezza del farmaco nel mondo reale.
By Cinzia Marchegiani – Tratto da:
http://www.osservatoreitalia.it/index.asp?art=4482&red=5&arg=21


STUDIO INCHIODA TATUAGGI, TRIPLICANO RISCHI EPATITE C
Boston, 3 nov. (Adnkronos/Adnkronos Salute) – Uno studio statunitense inchioda i tatuaggi: chi ne ha almeno uno ha il triplo delle probabilita’ di contrarre l’epatite C.
L’ennesima accusa per gli amanti dei tattoo, stavolta comprovata da numeri che parlano chiaro, arriva da una ricerca della scuola di medicina della New York University, presentata oggi a Boston al Congresso dell’American Association for the Study of Liver Diseases.
Sal/Col/Adnkronos

Ecco la VERITA’ sulle statistiche comparate: Molti sono gli studi che documentano casi di paralisi (Polio-Mielite) dopo una vaccinazione, es. per la Difterite e/o per la Pertosse. Le carenze nutrizionali indotte dai danni dei vaccini – MalAssorbimento=malNutrizione cellulare,  producono un’indebolimento (immunodepressione del Sistema immunitario) che ammalano il soggetto di malattie anche gravi !

Italia (Italy)
Come potete osservare dalle statistiche comparate (Polio-Mielite, Epatite, Difterite, Tetano – Statistiche Istat), prima dell’introduzione dei primi esperimenti con il vaccino Salk (anni 1956-57) e dell’obbligo vaccinale con il vaccino Sabin per la Polio (primi esperimenti vaccinali – di prova – nell’ anno 1963), vi erano mediamente al massimo 2.500 casi all’anno…..
DOPO le campagne vaccinali per la Polio
, è aumentata in modo notevole l’Epatite; dalle statistiche si evidenzia che la Polio-Mielite è in discesa ma compare ed aumentano le mieliti, paralisi faccide, meningiti, Distrofie, Sclerosi, con una media di 4.500 casi anno – lo sappiamo dalle varie associazioni italiane per la distrofia, perché Ministero + ISS + Istat, NON tengono statistiche per le malattie degenerative.
Anche la Leucemia è “comparsa” con una media di circa 2.000 nuovi casi all’anno; la Sclerosi con una media di 2.000 casi all’anno fino al 2017, poi dopo altri vaccini sono ancora aumentete e di molto senza contare dopo il vaccino per la sindrome influenza chiamata Covid19, il Cancro nei ragazzi è notevolmente aumentato, la Sids, la morte bianca nella culla e SADS morte improvvisa dell’adulto) oltre 1.500 casi all’anno, cosiccome la “morte improvvosa” dei giovani, sportivi, adulti, anziani (SADS) con decine di migliaia di morti per infarti, ictus, iechemie, ecc., l’Autismo è aumentato in modo spropositato, anche la Meningite e l’Adhd, l’Adem, cosi come le Allergie, Asma, Celiachia, il Diabete, con decine di migliaia di casi all’anno ecc., ecc., ed ogni anno questi dati (giovani malati) aumentano !
Tutto questo accrescimento avviene ogni generazione di vaccinati che a loro volta vaccinano i propri figli e trasmettono ad essi le loro mutazioni vaccinali latenti ed occulte !
Man mano che passano le generazioni di vaccinati il loro sistema immunitario si indebolisce sempre di piu’ ed aumentano anche le mutazioni genetiche indotte dai vaccini, i bambini nasceranno anche con malformazioni (es. Down) e sempre con maggiore frequenza ! Gli aborti spontanei aumenteranno sempre più e nuove malattie indotte dai vaccini si affacceranno negli umani e negli animali vaccinati !
In Italia NON si tengono le statistiche sulle malattie degenerative in modo completo, per evitare di scoprire che i vaccini hanno indotto e creato quelle malattie…..
Ecco cosa ci aspetta grazie alle multinazionali dei vaccini e farmaci, che perseguono la creazione ed il mantenimento del mercato dei malati per i loro business !

Ricordarsi che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell’organismo.

Molte volte una terapia effettuata con la propria urina (non utilizzando nessun farmaco) ed una alimentazione Crudista, ed i sali di epsom, eliminano qualsiasi intossicazione del fegato e qualsiasi epatite dalla A alla Z…alla faccia dei vaccini per l’epatite che invece intossicano ed infiammano anche  e non solo il fegato !

vedi dati Istat sui Vaccini + I Postulati di Koch
Un pò di statistiche:


Vaccino Epatite B: Implicazioni Negative per lo Sviluppo e la Cognizione del Cervello –  26/10/2018 – Pubblicato su: autoimmunityreactions.org (sito in ristrutturazoine ma reperibile su: www.web.archive.org

In questo articolo informativo di J.B. Handley vengono citati tre studi in cui viene dimostrato che la vaccinazione neonatale contro l’epatite B (Hep B) è in grado di indurre neuroinfiammazione ippocampale, asma allergica e la profonda alterazione del comportamento nei topi. Il fisiologismo delle citochine proinfiammatorie è coinvolto, come del resto avevamo già ipotizzato in alcuni articoli precedenti (Nota introduttiva di Davide Suraci, alias autoimmunityreactions, alias yellowbrain).

By  JB Handley
“…In precedenza abbiamo verificato che la vaccinazione neonatale contro l’epatite B induceva la neuroinfiammazione ippocampale e compromissione del comportamento nei topi …
Questa scoperta suggerisce che eventi clinici riguardanti la sovraesposizione neonatale di IL-4, compresa la vaccinazione neonatale dell’epatite B e l’asma allergica nei bambini implicazioni negative per lo sviluppo e la cognizione del cervello…”, (Nota Bene NdR: riscontrabili in quasi il 90% dei bambini vaccinati di qualsiasi vaccino pediatrico e non, senza contare le SIDS o SADS = Morti improvvise e/o l’autismo che sta aumentando spropositatamente 1 su 20 bambini ha sintomi di leggere o pesante autismo).

GUANDONG, Cina – “Incredibile“. È la parola che continuavo a dire mentre leggevo un nuovo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Cytokine riguardante l’impatto del vaccino contro l’epatite B sul cervello dei topi:
Ho trovato alcune informazioni relative allo studio pubblicato sulla rivista Cytokine riguardante l’impatto del vaccino contro l’epatite B sul cervello dei topi. Ecco un riepilogo dei punti salienti:

Neuroinfiammazione:
Lo studio ha evidenziato che la vaccinazione neonatale contro l’epatite B ha indotto neuroinfiammazione nell’ippocampo dei topi, suggerendo un possibile impatto sullo sviluppo neurologico.

Danni neurocomportamentali:
È stato osservato che l’interleuchina-4 media i danni neurocomportamentali ritardati nei topi vaccinati, indicando che ci potrebbero essere effetti a lungo termine sul comportamento.

Controversie:
La ricerca ha anche discusso la controversia riguardante l’associazione tra la vaccinazione neonatale contro l’epatite B e l’insorgenza di autismo, un tema che continua a suscitare dibattiti nella comunità scientifica.

Ecco alcuni dettagli chiave:
Impatto comportamentale: Lo studio ha dimostrato che la vaccinazione neonatale contro l’epatite B ha compromesso il comportamento e la neurogenesi nei topi in giovane età.
Interleuchina-4: La ricerca ha evidenziato che l’interleuchina-4 media i danni comportamentali ritardati nei topi vaccinati.

Come ho ricordato a maggio, l’Università di Sun Yat-sen (una Top 10  universitaria in Cina), il Dr. Zhibin Yao non è un nome familiare nella comunità americana dell’autismo, ma dovrebbe esserlo davvero. Non solo è americano (Università di Pittsburgh) e autore di 33 studi peer-reviewed, ma è anche l’autore principale dei tre più importanti studi biologici mai condotti analizzando come, esattamente, il vaccino dell’epatite B possa causare l’autismo. Rivediamo rapidamente il suo lavoro precedente.
(Nota: come tutto il lavoro precedente, nonostante l’importanza della materia e il prestigio delle riviste in cui viene pubblicato il suo lavoro, non c’è un articolo scritto su nessuno di questi studi sui media americani).

IL-4 Interleukine – Autor: Ramin Herati https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1450049 

2015: primo studio
Nel 2015, il Dr. Yao è stato l’autore principale di “ Vaccinazione neonatale con bacillo Calmette-Guérin e Vaccini dell’epatite B modula la plasticità sinaptica dell’ippocampo nei ratti: “http://vaccinepapers.org/wp-content/uploads/BCGhepB-vaccines.pdf,   questo è il primo studio che ha mai esaminato l’impatto che QUALUNQUE vaccino potrebbe avere sul cervello dei ratti.
Ho discusso questo studio in dettaglio in un ampio articolo che ho scritto nel mese di aprile intitolato:
“Gli scienziati internazionali hanno trovato la causa dell’autismo: che cosa faranno gli americani ?”.
https://jbhandleyblog.com/home/2018/4/1/international2018

Vaccine Papers, è un sito web dedicato a un’analisi scientifica dei rischi e dei benefici dei vaccini, ha spiegato il documento in questo modo:
“…Questo è il primo studio condotto per testare gli effetti dell’attivazione immunitaria mediante vaccinazione sullo sviluppo del cervello. Tutti gli altri studi di attivazione immunitaria hanno usato condizioni patologiche essenzialmente che imitano l’infezione e inducono una forte febbre. Una critica che ho sentito spesso dai sostenitori del vaccino è che gli esperimenti di attivazione immunitaria non sono rilevanti per i vaccini perché i vaccini causano un’attivazione immunitaria più lieve rispetto alle iniezioni di poli-IC o lipopolisaccaride (due tipi di attivatori del sistema immunitario). Questo nuovo studio dimostra che i vaccini possono influenzare lo sviluppo del cervello attraverso l’attivazione immunitaria. Quindi, gli esperimenti di attivazione immunitaria sono rilevanti per i vaccini …
Il vaccino per l’epatite B ha aumentato i livelli di IL-6 nell’ippocampo (l’unica regione del cervello analizzata per le citochine)…”

Nonostante la sua importanza, spiegare il documento del Dr. Yao riferito al 2015, non è stato facile, in parte perché il suo studio copriva una serie di altri argomenti, il che significava che dovevano essere isolati i dati che avevano coinvolto il vaccino per l’epatite B, e poi spiegarli. Con il suo successivo lavoro, tuttavia, il dottor Yao e il suo team hanno spiegato tutto molto più facilmente e hanno lasciato ben poco all’interpretazione.

2016: secondo studio
Il secondo articolo del Dr. Yao, ha condotto uno studio approfondito dell’impatto del vaccino dell’epatite B sul cervello dei topi, e lo ha fatto rispetto a un gruppo di controllo di topi che hanno ricevuto un placebo salino.
Questo è uno studio sugli animali “gold standard” che tipicamente faresti PRIMA che un farmaco venga introdotto all’uso nella popolazione umana.
In un mondo in cui i vaccini sono stati trattati come altri farmaci da prescrizione, lo studio del Dott. Yao avrebbe inviato una gigantesca bandiera rossa sulla neurotossicità del vaccino per l’epatite B.
Certo, questo non è accaduto, e questa è la prima volta che probabilmente hai mai sentito parlare di questo studio:
La vaccinazione neonatale contro l’epatite B ha alterato il comportamento e la neurogenesi dei topi transitoriamente nella prima età adulta
Vedi PDF:  BCGhepB-vaccines

Vaccinazione Hep-B = PDF: Neonatal-hepatitis-B-vaccination + BCGhepB-vaccines

Nel suo articolo del 2016, il Dr. Yao ei suoi colleghi si aprono con una dichiarazione che dovrebbe far rabbrividire ogni genitore americano: “Il vaccino contro l’epatite B (HBV) è somministrato a oltre il 70% dei neonati in tutto il mondo. “Non è noto a tutti, che questa vaccinazione neonatale influisca sullo sviluppo del cervello. “

Considerato il dubbio se l’epatite B influenzi o meno lo sviluppo del cervello, il dott. Yao e i suoi colleghi hanno iniziato a rispondere alla domanda e la loro conclusione ha lasciato poco spazio all’interpretazione: “…Questo lavoro rivela per la prima volta che la vaccinazione HBV (Hep B) precoce induce compromissioni nel comportamento e nella neurogenesi dell’ippocampo. Questo lavoro fornisce dati innovativi a sostegno della  sospetta associazione potenziale di HBV (Hep B) con alcuni disturbi neurologici come l’autismo e la sclerosi multipla…“

2018: terzo studio


IL-4 e Sviluppo Neurocomportamentale
In questo nuovo studio, il Dottor Yao e i suoi colleghi hanno cercato di confermare ciò che avevano scoperto in precedenza. Sapevano già che “la vaccinazione neonatale contro l’epatite B (Hep B) induceva la neuroinfiammazione ippocampale e le alterazioni del comportamento nei topi”. Ora, volevano essere sicuri di aver capito l’esatto meccanismo d’azione all’interno del cervello che stava causando tutto il danno. – PDF:  Wang Yao 2018 Cytokine IL-4 Hep B Hippocampus  =  https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S104346661830190X

E questo è esattamente quello che hanno fatto, hanno appreso che la sovraesposizione alla citochina IL-4 ha prodotto la reazione SAME nel cervello del topo che ha dato loro il vaccino contro l’epatite B:

“…Dopo aver osservato la correlazione positiva nel livello di IL-4 nella periferia e nell’ippocampo, sono stati eseguiti una serie di esperimenti per esaminare gli effetti della sovraespressione neonatale di IL-4 sul cervello. Alla fine, il presente studio fornisce prove dirette mediante la neutralizzazione di IL-4, sostenendo che IL-4 media un ritardo neurocomportamentale indotto dalla vaccinazione neonatale dell’epatite B (Hep B) che coinvolge la down-regulation del recettore IL-4 nell’ippocampo…“

E la conclusione di un nuovo studio che dovrebbe anche far rabbrividire ogni genitore di un neonato:
“…Questi risultati suggeriscono che eventi clinici che coinvolgono la sovraesposizione neonatale di IL-4, compresa la vaccinazione neonatale dell’epatite B (Hep B) e l’asma nei neonati umani, possono avere effetti avversi sullo sviluppo neurocomportamentale…“

Conclusioni
Per quelli di voi che seguono questo argomento da vicino, vale la pena sottolineare che questo nuovo studio ha esaminato solo la  singola citochina IL-4, nonostante il fatto che anche altre citochine siano state correlate all’autismo. Gli scienziati riconoscono che c’è più lavoro da fare, affermando, “condurremo ulteriori studi con diverse citochine a quella sovraesposizione neonatale, come spesso accade”. Un numero di punti che vale la pena di fare su questo studio:

  1. Risposta ritardata a Hep B

Per me, questo è probabilmente il più grande apprendimento di questo studio, e da solo mette in discussione il modo in cui i vaccini vengono testati qui negli Stati Uniti.
Nell’eccellente white paper sulla sicurezza dei vaccini, – PDF: VaccineSafety-Version-1.0-October-2-2017 – la rete del consenso informato ha spiegato come il vaccino contro l’epatite B (Hep B) è stato testato senza alcun gruppo placebo e con soli 4-5 giorni di osservazione sui bambini che hanno ricevuto il vaccino (dopo aver ricevuto il vaccino, una reazione al sesto giorno non sarebbe stata presa in considerazione):

Ad esempio, ci sono due vaccini per l’epatite B concessi in licenza destinati a bambini di un giorno negli Stati Uniti – uno fabbricato da Merck e l’altro da GlaxoSmithKline.
Il vaccino Merck’s per epatite B è stato autorizzato dalla FDA dopo studi che hanno sollecitato reazioni avverse solo per cinque giorni dopo la vaccinazione.
(NdR: senza controllare periodi più lunghi, perché i vaccini possono dare reazioni nel tempo anche ammalamenti gravi come ad esempio l’aggravamento di malattie latenti e/o la “morte improvvisa” per l’intossicazione dei sistemi corporei dovuti ai Vaccini fatti, anche pediatrici, per ignoranza sia dei genitori, con la circonvenzione di incapace effettuata dai governi/stati servi delle Big Pharma, che quella del soggetto stesso quando maggiorenne !
La natura NON perdona le scelte fatte con le vaccinazioni tossiche introdotte, in quanto essa deve insegnare al soggetto che NON deve interferire in modo innaturale/tossico, pena l’ammalamento o la morte prematura, perché la malattia è educativa, cioè insegna al malato che ha sbagliato comportamenti e lo spinge a rimuovere le cause; se ci riesce bene, altrimenti la morte prematura lo aspetta !)

Allo stesso modo, il vaccino contro l’epatite B di GlaxoSmithKline è stato sospeso dalla FDA dopo studi che hanno sollecitato reazioni avverse solo per quattro giorni dopo la vaccinazione.

I periodi di follow-up di 4 o 5 giorni non sono abbastanza lunghi da rilevare possibili effetti avversi come disordini autoimmuni o neurologici, convulsioni o morte. Peggio ancora, dal momento che nessuno di questi studi clinici utilizzava un gruppo di controllo, era impossibile determinare scientificamente se una reazione avversa nel periodo di revisione della sicurezza di quattro o cinque giorni fosse addirittura causata dal vaccino contro l’epatite B valutato.

Vaccine Papers ha commentato questo terzo studio, in particolare sulla risposta ritardata:
“…Molto prezioso per vedere come la risposta immunitaria cambia nel tempo. Un cambiamento drammatico si verifica tra i 35-42 giorni. Questo è potente perché significa che gli studi a breve termine sono inutili per rilevare le lesioni neurologiche. Lo sapevamo già, ma ora possiamo provarlo…“

È ragionevole affermare che il modo in cui il vaccino contro l’epatite B è stato testato e il modo in cui l’epatite B causa danni cerebrali (su un programma in ritardo) significa che le nostre autorità sanitarie non hanno idea di quanto danno il cervello al vaccino dell’epatite B possa arrecare. Nessuna.

2. Finanziamento del governo
Mi sono abituato alla “scienza dei vaccini” negli Stati Uniti dove nessuna “scienza” che implichi un rischio nei vaccini è mai stata finanziata dal nostro governo. Le cose sono diverse in Cina, basta guardare le fonti di finanziamento !!! Penso che sia sicuro dire che la scienza fatta per porre fine all’epidemia di autismo sarà più che probabile che attraversi la Cina, è un paese in cui l’influenza di Big Pharma è molto bassa.

3. Prova evidente
È sicuro dire che per qualsiasi altro prodotto sul pianeta, i tre studi fatti da questi scienziati cinesi sarebbero sufficienti per ottenere un prodotto tirato fuori dal mercato con un’abbondanza di cautela per proteggere il cervello dei neonati. Lascia che te lo spieghi il più semplicemente possibile:

Abbiamo prove scientifiche chiare, inequivocabili e riproducibili che il primo vaccino somministrato alla maggior parte dei neonati americani causa danni al cervello.

Recentemente, un gruppo di scienziati ha pubblicato un editoriale sottolineando quanto siano importanti gli studi sugli animali – https://vaccinesafetycommission.com/pdfs/Animal-Studies.pdf – per comprendere la neurotossicità dell’adiuvante di alluminio usato nei vaccini. Hanno notato che “le somministrazioni multiple di vaccini e gli effetti avversi neuro / immunologici sono difficili da stabilire con l’epidemiologia”.
L’epidemiologia, lo studio di un gran numero di persone e gli esiti di salute utilizzando un foglio di calcolo, è piena di potenziali abusi, manipolazioni e segnali mancanti. Ecco perché la scienza biologica è così importante, ed è per questo che il lavoro del Dr. Yao fornisce un colpo devastante a chiunque affermi che un vaccino non possa causare danni cerebrali o autismo. Come il dott. Yao e i suoi colleghi si sono preoccupati profondamente del loro secondo lavoro:
“…Questo studio ha utilizzato lo stesso vaccino e un calendario simile a quelli utilizzati per la vaccinazione infantile in Cina. Pertanto, questi risultati suggeriscono che potrebbero esserci effetti simili della vaccinazione neonatale dell’HBV sullo sviluppo e sul comportamento del cervello negli esseri umani “.
Niente di più da dire. By J.B. Handley

Special Thanks to JB Handley author of “End of the Autism Epidemic“ –  https://www.amazon.it/How-End-Autism-Epidemic-Revealing/dp/1603588248/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&qid=1540564541&sr=8-1&keywords=how+to+end+the+autism+epidemic&linkCode=sl1&tag=yellowbrain-21&linkId=1188b157788f8e9b9ed5956af31b116a&language=it_IT

Nota sull’autore: J.B. Handley
JB Handley  è l’orgoglioso padre di un bambino con autismo. Lui e sua moglie hanno co-fondato la Generation Rescue, un’organizzazione benefica statunitense sull’autismo, nel 2005. Ha trascorso la sua carriera nel settore del private equity e ha conseguito la laurea con lode alla Stanford University nel 1991. Il suo primo libro,  How to End the Autism Epidemic  – https://www.amazon.it/How-End-Autism-Epidemic-Revealing/dp/1603588248/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&qid=1540564541&sr=8-1&keywords=how+to+end+the+autism+epidemic&linkCode=sl1&tag=yellowbrain-21&linkId=1188b157788f8e9b9ed5956af31b116a&language=it_IT, pubblicato nel settembre 2018 da Chelsea Green Publishing

È anche l’autore di “Uno scienziato FDA solitario potrebbe porre fine all’epidemia di autismo”.  –  https://www.thelibertybeacon.com/a-lone-fda-scientist-could-end-the-autism-epidemic-video/ – e gli scienziati internazionali hanno trovato la causa dell’autismo. Cosa faranno gli americani? 
vedi: http://www.greenmedinfo.com/page/vaccine-research
Hepatitis B vaccine induces apoptotic death in Hepa1–6 cells
In vivo study of hepatitis B vaccine effects on inflammation and metabolism gene expression.
Hepatitis B vaccination and adult associated gastrointestinal reactions: a follow-up analysis
Hepatitis B vaccine and liver problems in U.S. children less than 6 years old, 1993 and 1994
Aluminum hydroxide injections lead to motor deficits and motor neuron degeneration
Mechanisms of aluminum adjuvant toxicity and autoimmunity in pediatric populations
Hep B Vaccine Damages The Liver It Is Supposed To Protect
Hepatitis B FAQs for Health Professionals
Tratto da: GreenMedInfo

L’infezione naturale conferisce una robusta immunità cellulo-mediata (cioè mediata da cellule: i linfociti) che la vaccinazione in realtà previene favorendo l’immunità umorale (cioè mediata da anticorpi), che significa che il vaccino cerca di stimolare la produzione di anticorpi, se ci riesce, ma sicuramente non la memoria di cui le cellule hanno bisogno per una immunità robusta e di lunga durata nel tempo, anzi queste tossine inibiscono assolutamente gli sforzi del corpo a resiste ai fatti infiammatori che intervengomp dopo le vaccinazioni.
“When you’re newly vaccinated you are an asymptomatic carrier, which is good for you, but not for the population” ovvero “quando sei stato da poco vaccinato, sei un portatore asintomatico, cosa che va bene per te ma non per il resto della popolazione” – By Tod J. Merkel
http://www.nytimes.com/2013/11/26/health/study-finds-vaccinated-baboons-can-still-carry-whooping-cough.html?_r=0

Commento NdR: Questo è esattamente l’opposto di quanto viene solitamente detto ai genitori riguardo la necessità di vaccinarsi, perché il “gregge” ha bisogno di essere vaccinato per, ci raccontano i vaccinatori, proteggere coloro che non possono essere vaccinati (neonati, immunodepressi, ecc.), però vi è un grande problema che l’immunità di gregge NON esiste infatti è  una BALLA spaziale dell’effetto gregge (protezione del gregge = le pecore) NON esiste

Studi recenti ed inoppugnabili, riportano delle chiarissime evidenze sul rapporto tra le interleukine IL-4 e la neuroinfiammazione, disturbi neurocomportamentali, asma allergica, indotti anche dal vaccino anti-epatite B.
– https://www.atsjournals.org/doi/10.1165/ajrcmb.23.3.3796
– vedi: http://autoimmunityreactions.org/?s=citochine – circa il coinvolgimento delle citochine pro-infiammatorie nei danni cerebrali.
I lavori a cui ci riferiamo sono stati eseguiti su modelli murini. Nessuno venga a reclamare che non hanno validità.
“…Abbiamo prove scientifiche chiare, inequivocabili e riproducibili che il primo vaccino per l’epatite B somministrato alla maggior parte dei neonati..causa danni al cervello…” – “…Questi risultati suggeriscono che gli eventi clinici che coinvolgono la sovraesposizione neonatale di IL-4, compresa la vaccinazione neonatale dell’epatite B (Hep B) e l’asma nei neonati umani, possono avere effetti avversi sullo sviluppo neurocomportamentale…“
– vedi: http://autoimmunityreactions.org/2018/10/26/vaccino-hep-b-sviluppo-cognitivo/
vedi anche: L’interazione tra sistema immunitario e sistema nervoso nella sclerosi multipla: ruolo e disregolazione delle citochine infiammatorie
– https://midelfin.wordpress.com/2017/04/19/il-ruolo-dellil-17-e-delle-citochine-correlate-nelle-malattie-infiammatorie-autoimmunitarie/

vedi i Riferimenti bibliografici su: Autismo dai Vaccini

Altri articoli da studiare:
Articolo precedente:Precedente Autismo o Encefalopatia Neurotossica Autoimmune?
Articolo successivoSuccessivo Encefalopatia Autoimmune da Vaccini
Lettera del Dottor Carlo Ruata all’editore del “NY Medical Journal” (21 Giugno 1899)
Ricorso del Dottor Carlo Ruata Contro la Vaccinazione antivaiolosa obbligatoria. (Presentato al Ministero dell’Interno, 1899)

Tags: aidsalimentazionealluminioASIAautoimmunibatteribioelettronicabiologiacancrodanni vacciniDNAepatiteesosomifegatoHPVimmunitariomalattiapatologie autoimmuniSIDSvaccinazionivaccinivirus
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dr. Jean Paul Vanoli, esperto per la Vera scienza, conoscenza, filosofo della vita eterna, consulente in Medicine Naturali, Scienza della Nutrizione, Bioelettronica e Naturopatia. Consulente di: https://mednat.news (vedi Curriculum) - info@mednat.news - Sovrano, Ambasciatore e Trustee del Trust/Stato/Nazione/Regno libero, sovrano, extraterritoriale: VANOLI GIOVANNI PAOLO° - VANOLI G.P.° - VGP° (Trade Marks) - Defender of human, animal, bacteria and virus/exosomes rights, i.e. Life/Nature in general

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