Un gruppo di studio del Rowett Research Institute in Scozia ha trovato che la sostanza gialla intorno ai semini dei pomodori ha il potere di ridurre del 72% l’aggregazione piastrinica.
Che significa ? Riduzione del rischio di coaguli e prevenzione delle malattie cardiovascolari !
Il consiglio è di mangiare quindi 3 o 4 pomodori al giorno cotti o crudi senza scartare il loro prezioso contenuto.
Errore: non si devono mangiare i pomodori (specie cotti e con la pelle) tutti i giorni perché essi acidificano le digestioni e quindi procurano alterazione del pH intestinale e nel tempo proliferazione dei funghi per l’alterazione della flora che interviene ogni qual volta si altera il pH e non succede solo questo….
Utilizzare invece solo i semi (se possibile quelli selvatici ed in poca quantita’ giornaliera) provenienti da coltivazioni biologiche !
La prova:
Dalla bistecca all’ischemia, la colpa è della flora intestinale – 06/11/2014
Scoperto un nuovo meccanismo biochimico attraverso cui la carne rossa espone al rischio di malattie cardiovascolari: l’insorgenza dell’aterosclerosi – la progressiva ostruzione delle arterie che predispone all’ischemia – è promossa da un composto chimico chiamato gamma-butirrobetaina, prodotto dalla flora intestinale a partire da una proteina che abbonda in quell’alimento.
Lo studio, secondo il quale la gamma-butirrobetaina è ancor più pericolosa per la salute cardiovascolare di un’altra sostanza identificata in precedenza, apre la strada all’individuazione di nuovi bersagli terapeutici(red)
L’abbondante consumo di carne rossa può minacciare la salute: studi epidemiologici hanno mostrato in particolare che espone al rischio di malattie cardiovascolari.
Un nuovo studio pubblicato sulla rivista “Cell Metabolism” a firma di Stanley Hazen, della Cleveland Clinic, di Cleveland, in Ohio, e colleghi chiarisce ora il meccanismo fisiologico alla base di questa correlazione, che coinvolge la L-carnitina, una proteina abbondante nella carne rossa, e la flora batterica intestinale.
La carne di manzo e la più consumata delle carni rosse: il rischio cardiovascolare è legato alla trasformazione della L-carnitina da parte dei batteri dell’intestino.
In una precedente ricerca, Hazen e colleghi avevano chiarito il legame tra carne rossa e aterosclerosi, il processo di indurimento delle arterie che può determinare un ridotto afflusso di sangue in diversi tessuti e nei casi più gravi un’ischemia. L’aterosclerosi è infatti promossa da un composto chimico denominato trimetilamina-N-ossido (TMAO), che viene sintetizzato da un precursore, la trimetilamina. Quest’ultima viene prodotta dai batteri dell’intestino a partire dalla L-carnitina, una proteina contenuta in grandi quantità nella carne rossa.
In questo nuovo studio, condotto su topi, Hazen e colleghi hanno identificato un altro metabolita, la gamma-butirrobetaina, che viene prodotta in quantità ancora maggiori dalla flora batterica a partire dalla L-carnitina, e contribuisce anch’essa all’aterosclerosi.
Gli autori hanno scoperto in particolare che la gamma-butirrobetaina è prodotta dai batteri come metabolita intermedio a un tasso mille volte più elevato rispetto alla trimetilamina: si tratta quindi del metabolita più abbondante generato nell’intestino a partire dalla L-carnitina introdotta nell’organismo con la dieta. Inoltre, la gamma-butirrobetaina può essere convertita anch’essa in trimetilalamina e TMAO. Si tratta quindi di una sostanza notevolmente più pericolosa per la salute cardiovascolare.
Lo studio ha mostrato un altro dato interessante: i batteri che producono la gamma-butirrobetaina a partire dalla L-carnitina sono diversi da quelli che producono la trimetilamina. L’esistenza di un nuovo cammino biochimico di trasformazione della proteina ha conseguenze importanti perché potrebbe essere sfruttato come nuovo bersaglio terapeutico per la prevenzione dell’aterosclerosi.
Una possibile via potrebbe prevedere per esempio l’inibizione di diversi enzimi batterici o il cambiamento della composizione della flora batterica intestinale con probiotici e altri trattamenti.
By Adrianna Williams/Corbis – Tratto da: lescienze.it
Commento NdR: ma questo è esattamente ciò che la Medicina Naturale insegna da migliaia di anni…. finalmente ci arrivano anche questi ricercatori all’alba del 2014….con una giusta e funzionale flora batterica intestinale, aiutata nelle sue funzioni dalla giusta alimentazione, le “malattie” NON compaiono MAI !!
A riprova:
E se l’aterosclerosi venisse (anche) dalla pancia ? A finire sotto “accusa” un microbiota della flora batterica intestinale
– 25/06/2016
Gli ultimi studi aprono un nuovo fronte di ‘responsibilità’ dei miliardi di ospiti che popolano il nostro intestino. Un microbiota particolare, selezionato da una dieta ricca di uova e carne, potrebbe provocare un eccesso di attivazione piastrinica e dunque favorire le trombosi ed altro. L’osservazione sperimentale è per ora stata fatta sui topi, ma anche nell’uomo è possibile rintracciare questo fenotipo anche nei soggetti obesi e con insulino-resistenza.
Un articolo appena pubblicato sul New England Journal of Medicine, attira l’attenzione su un altro fronte di “innesco”, per molti aspetti inedito e ancora appannaggio della ricerca di base, più che della clinica.
Protagonista è ancora una volta il microbiota intestinale, già chiamato in causa per molte altre patologie sistemiche
“Alcune sostanze nutritive come la fosfatidilcolina, la colina, la carnitina – scrive Herbert Tilg, dipartimento di medicina interna dell’Università di Innsbruck (Austria) – vengono processate dal microbiota intestinale per produrre trimetilamina (TMA) che, assorbita dall’intestino, viene convertita nel fegato in TMA-N-ossido (TMAO) dalle monossigenasi contenti flavina (FMO)”.
I TMAO hanno un effetto favorente l’aterosclerosi, promuovendo l’accumulo di macrofagi carichi di colesterolo e la formazione delle foamcell, che entrambi danno un contributo importante allo sviluppo delle placche vulnerabili.
Nell’uomo, il consumo di cibi quali carne e uova è stato associato ad un aumento dei livelli di TMAO, a loro volta correlati con un aumentato rischio di eventi cardiovascolari, maggiori nei pazienti coronaropatici.
La somministrazione di antibiotici riduce in maniera importante le concentrazioni plasmatiche di TMAO, che poi risalgono alla sospensione dei farmaci. Anche questo dimostra l’importanza del microbiota nella produzione dei TMAO.
Un recente lavoro di Zhu pubblicato su Cell ha evidenziato che i livelli plasmatici di TMAO nell’uomo correlano con il rischio di trombosi. A livelli fisiologici, in presenza di shear stress, i TMAO aumentano l’attivazione piastrinica. Esponendo inoltre le piastrine a livelli crescenti di TMAO, si assiste al rilascio di calcio dai depositi intracellulari, fenomeno questo che facilita l’attivazione piastrinica da parte di una serie di agonisti.
Somministrando ai topi un eccesso di colina con la dieta, i TMAO prodotti dal microbiota aumentano la responsività delle piastrine, promuovendo un fenotipo di tipo protrombotico.
Zhu e colleghi hanno individuato 9 specie batteriche associate ai livelli plasmatici di TMAO e 15 specie correlate in maniera significativa al rischio di trombosi nei topi.
Gli stessi autori hanno dimostrato che il trapianto fecale effettuato nei topi germ-free, ‘contagia’ a questi animali un aumentato rischio di trombosi che, almeno nei topi, è dunque un tratto trasmissibile.
Non è però ancora mai stato individuato un recettore per i TMAO.
Tilg ritiene dunque che questi studi, oltre ad aver rivelato un inedito rapporto tra dieta, microbiota, attivazione piastrinica e rischio di trombosi, apriranno la strada ad un filone di ricerca del tutto nuovo e a possibili nuovi trattamenti per la prevenzione delle patologie aterosclerotiche.
È infatti già noto che il 3,3-dimetil-1-butanolo inibisce la formazione dei TMA da parte del microbiota, riducendo così i livelli plasmatici di TMAO e proteggendo dall’aterosclerosi facilitata dalla colina dietetica.
Prima di elaborare approcci terapeutici anti-TMAO tuttavia – ammonisce l’autore – è necessario stabilire se oltre a dieta e microbiota ci siano altri fattori in grado di influenzare questo sistema.
Inoltre la colina è un nutriente critico per molte funzioni cellulari, dunque è necessario appurare, attraverso studi clinici, che una sua riduzione nella dieta non provochi danni.
Commento NdR: pare che questi ricercatori non si rendano conto che cio’ che hanno scoperto è null’altro che un’alterazione della flora intestinale (microbiota) che produce conseguentemente queste sostanze che attivano i processi qui descritti.
Tutto cio’ è da decenni e decenni che la medicina naturale insegna…che tutte le “malattie” nascono dall’intestino e dai suoi disordini dovuti in sintesi, a vari cofattori: alimentazione inadatta, farmaci, vaccini, stress, conflitti spirituali irrisolti !
I disturbi dei vasi sanguigni possono raramente essere presenti sin dalla nascita, ma questi vengono a galla in una eta’ che oscilla tra i 20 ed i 40, a volte anche dopo. Sono lesioni delle strutture dei vasi,che,comportano nel tempo vere e proprie rotture con massiva fuoriuscita di sangue. Se ad essere interessata è un vaso del cranio, dipende dal calibro di esso, si va dall’ictus alla morte improvvisa.
Tecnica per riattivare circolazione sanguigna e soprattutto quella linfatica (drenaggio linfatico) ed il transito intestinale, ma anche la termica delle viscere, cioè le infiammazioni profonde del corpo, assieme alle Frizioni fredde ed ai cataplasmi di argilla/terra fredda sul ventre.
1 – doccia fredda sugli arti ogni mattina, in senso antiorario e partendo dal basso per sostenere il passaggio della linfa e quindi la pulizia della matrice durante la fase più liquida del tessuto connettivo
2 – saltellare sul posto, per almeno 3 volte, 3 minuti alla volta. Il movimento sussultorio aiuta il sistema linfatico e mette in moto l’intestino, l’organo di espulsione finale delle tossine in circolo.
3 – Bere acqua calda appena alzati e poi durante tutto il giorno. L’acqua è il primo nutrimento dell’organismo e l’unico in grado “pulire” quando c’è bisogno di farlo. Bere acqua calda la mattina regolarizza l’intestino e sorseggiarla durante il giorno consente all’acqua di raggiungere immediatamente i processi metabolici per sostenere il naturale ritmo biologico in atto.
vedi i particolari sull’aneurisma cerebrale + Cervello base
http://www.farmacoecura.it/malattie/aneurisma-cerebrale-sintomi-conseguenze-cause/
Disintossicare tutto l’organismo, specialmente effettuare il riordino della flora batterica intestinale e la disintossicazione del fegato !
Come tenere pulito anche il cervello: Alimentazione basica, Emodieta e Crudismo
Quando e come il cervello elimina le tossine, quando vi riesce: durante il sonno…per cui, meglio si dorme, meglio e più facilmente di eliminano le tossine.
vedi anche: Obesita e Glicemia + Crudismo + Emodieta + Gruppi sanguigni e carattere + Scienza della Nutrizione + Molecole Buone = Cibo adatto
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August Krogh, dopo molti anni di studio, ha trovato che i capillari sono dilatati o contratti a seconda della quantità di sangue necessaria del tessuto. Ha inoltre condotto ricerche sulla respirazione cellulare e sul sistema circolatorio ed inventato un microtonómetro per misurare la tensione di ossigeno e anidride carbonica nel sangue arterioso.
Da queste indagini, Krogh ha sviluppato uno schema generale del sistema capillare (microcircolazione), ed il suo meccanismo normativo in cui i nervi sono coinvolti, anche come ormoni. I suoi studi sul metabolismo, sulla fisiologia della respirazione e della circolazione e, soprattutto, quelli sul meccanismo di regolazione vasomotoria dei capillari sanguigni, nel 1920 gli valsero il premio Nobel per la medicina o la fisiologia.
Nei fatti egli descrive la “nascita della malattia” come un’alterazione della circolazione sanguigna nei microvasi, la quale alterando la funzionalita’ cellulare, ne altera il suo metabolismo.
TESSUTO VASCOLARE – Livello superiore – Cellula
Organizzazione in tessuti, organi e sistemi
È rappresentato dai liquidi circolanti, più specificatamente da sangue e linfa: la sua funzione è quella di irrorare i tessuti e gli organi del corpo di un essere vivente, trasportandovi ossigeno e sostanze nutritive e prelevandovi sostanze di rifiuto del metabolismo e della respirazione, oltre che a partecipare alla difesa dell’organismo costituendo con la sua parte corpuscolata il sistema immunitario. Sangue e linfa sono costituiti da un plasma liquido contenente cellule libere: queste ultime rappresentano appunto la cosiddetta parte corpuscolata, comprendente le cellule della serie bianca, cioè i leucociti o globuli bianchi, e le cellule della serie rossa, cioè gli eritrociti o globuli rossi.
Sono conosciuti diversi tipi di leucociti: linfociti, granulociti , monociti, e tutti svolgono la loro attività principale nei tessuti.
Quelli che vengono osservati nel torrente circolatorio solitamente si stanno trasferendo dai siti di origine verso il midollo, la milza o le strutture linfoidi nei tessuti.
I linfociti, provenienti da milza, timo e linfonodi, sono più comuni nei vasi linfatici e nei linfonodi interposti lungo il loro percorso.
Essi sono privi di attività ameboide, e svolgono un’azione difensiva partecipando alle reazioni immunitarie, trasformandosi in cellule produttrici di anticorpi, le quali sintetizzano le gammaglobuline.


I granulociti, provenienti dalle cellule reticoloendoteliali all’esterno dei capillari del midollo osseo, si trovano nella corrente sanguigna ed intorno ai tessuti. Si dividono in granulociti neutrofili, eosinofili e basofili. Dotati di capacità ameboide, sono in grado di uscire dai vasi sanguigni e di penetrare nei tessuti, dove intervengono contro le infezioni, eliminando le sostanze estranee. In particolare i granulociti neutrofili sono fagociti attivi (dal greco phagein = mangiare e kytos = cellula) che proteggono dalle infezioni causate da batteri, eliminandoli tramite fagocitosi.
I granulociti eosinofili e basofili intervengono nelle reazioni immunitarie.
-I monociti provengono dalla milza e dal midollo osseo. Anch’essi dotati di capacità ameboide e fagocitica, possono come i granulociti abbandonare il torrente circolatorio per passare nei tessuti.
Un’altra componente corpuscolata del sangue è costituita dalle piastrine, che derivano dalla frammentazione dei megalocariociti presenti nel midollo osseo. Esse hanno una forma più o meno discoidale e forniscono la sostanza necessaria alla coagulazione del sangue: infatti, quando un vaso sanguigno viene leso, le piastrine si aggregano e si disintegrano, liberando tromboplastina, la sostanza cioè che inizia il processo di coagulazione. La tromboplastina, combinandosi con gli ioni calcio sempre presenti nel plasma, agisce sulla protrombina, un’altra proteina plasmatica (sintetizzata dal fegato grazie alla vitamina K), per produrre trombina.
La trombina agisce su di un’altra proteina plasmatica, il fibrinogeno, convertendola in fibrina, la quale si trasforma in una massa di fibre sottili che bloccano i corpuscoli del sangue, formando così il coagulo.
-Gli eritrociti o globuli rossi sono prodotti principalmente dal midollo rosso. Sono deputati al trasporto dell’ossigeno ai vari distretti del corpo ed al prelievo dell’anidride carbonica, prodotto di rifiuto della respirazione, per la sua eliminazione.
La funzione del trasporto dell’ossigeno viene svolta grazie alla presenza negli eritrociti dell’emoglobina, una proteina coniugata contenente ferro. La sua molecola è globulare ed è formata da quattro subunità, ciascuna delle quali è costituita da un gruppo prostetico, detto eme, coniugato ad una catena polipeptidica.
L’eme è un derivato porfirinico (anello tetrapirrolico) contenente al centro un atomo di ferro. I quattro polipeptidi, chiamati nella loro totalità globina, sono uguali a due a due, e nell’uomo sono detti rispettivamente catena alfa e catena beta. L’emoglobina lega l’ossigeno a livello degli alveoli polmonari in corrispondenza del ferro dell’eme, diventando così ossiemoglobina.
Il sangue così ossigenato passa nel circolo generale, distribuendosi a tutti i tessuti, dove l’ossigeno viene liberato. Contemporaneamente, l’anidride carbonica proveniente dal metabolismo ossidativo delle cellule viene trasportata in direzione opposta fino ai polmoni. L’anidride carbonica è trasportata nel sangue sotto tre forme: una piccola quantità (circa il 10%) viene trasportata sotto forma di anidride carbonica fisicamente disciolta nel plasma; la maggior parte (circa il 70%) sotto forma di bicarbonati trasportati sia negli eritrociti che nel plasma; una terza quantità (circa il 20%) come un composto di combinazione con un gruppo aminico della globina (detto perciò carbamino-emoglobina) e con gruppi aminici delle proteine plasmatiche.
I globuli rossi circolanti hanno una vita media di 120 giorni. Al termine della loro vita subiscono un processo di invecchiamento che provoca modificazioni nella loro struttura relative soprattutto alla membrana cellulare, a causa dei quali vengono riconosciuti e captati dalla milza (e in minor misura da fegato e midollo osseo) dove sono fagocitati dai macrofagi del sistema reticolo-istocitario.
La globina viene degradata in aminoacidi e l’eme si trasforma nel pigmento biliare bilirubina, che viene secreto dal fegato nel duodeno. Il ferro dell’eme viene depositato invece nel citoplasma dei macrofagi sotto forma di complessi che vengono formati con le proteine ferritina ed emosiderina, e può essere ceduto agli eritroblasti che lo riutilizzano per la sintesi di nuova emoglobina.
Gli eritrociti nella maggior parte dei mammiferi sono tondeggianti, biconcavi e privi di nucleo; negli altri vertebrati sono ovoidali, biconvessi e privi di nucleo. La forma biconcava e priva di nucleo presente nella maggior parte dei mammiferi, compreso l’uomo, sembra rappresentare uno stratagemma evolutivo, in quanto assicura la massima efficienza consentendo una rapida diffusione di ossigeno e/o anidride carbonica all’interno della cellula. Infatti un elemento biconcavo possiede, a parità di volume, una superficie maggiore per unità di contenuto di quella di un elemento sferico, oltre al fatto che la sua parte centrale risulta più vicina alla superficie.
In generale le funzioni svolte dal sangue sono numerose, e possono essere qui di seguito riassunte:
1) Trasporta ossigeno dagli organi dei sistemi respiratori ai tessuti, e preleva anidride carbonica dai tessuti stessi trasportandola in senso inverso fino agli organi respiratori, dove viene eliminata.
2) Trasporta acqua e sostanze nutritive provenienti dagli alimenti elaborati dall’apparato digerente ai tessuti dei vari organi.
3) Trasporta sostanze nutritive accumulate da un organo, o da un tessuto, ad un altro quando è necessario.
4) Trasporta rifiuti organici, sali minerali in eccesso in soluzione, e acqua, agli organi del sistema escretore.
5) Trasporta gli ormoni dalle ghiandole dove sono prodotti ai siti bersaglio.
6) Trasporta gli anticorpi per la difesa dell’organismo durante la risposta immunitaria.
7) Regola il pH dei tessuti entro stretti limiti per mezzo dei tamponi quali i fosfati e i bicarbonati, mantenendo un pH relativamente costante di 7,35- 7,4.
8) Mantiene il bilancio idrico fra i tessuti e le strutture deputate all’escrezione, svolgendo questo compito con una tale rapidità che il suo contenuto idrico non varia in maniera apprezzabile in un individuo in salute.
9) Negli uccelli e nei mammiferi, animali a sangue caldo, cioè omeotermi, serve a mantenere la temperatura del corpo entro stretti limiti, distribuendosi in maniera differenziale fra gli organi interni e la superficie del corpo.
È il sangue contenuto nei capillari a svolgere la funzione di scambio di sostanze nutritive e prodotti finali del metabolismo, e ciò avviene nella linfa, il liquido tessutale, che si raccoglie nei canali interstiziali che si trovano fra capillari e cellule.
La linfa è un filtrato di plasma, cioè un liquido formatosi dall’efflusso dell’acqua e dei soluti attraverso la parete dei capillari, promosso all’estremità arteriosa dei capillari dalla pressione idrostatica dovuta all’azione del cuore, mentre le proteine plasmatiche restano nei capillari perchè le loro notevoli dimensioni molecolari ne impediscono la diffusione. Comunque non c’è una perdita continua di plasma nel sangue perchè la pressione idrostatica è contrastata dalla pressione osmotica che fa entrare l’acqua nei capillari: infatti la concentrazione dell’acqua è maggiore nella linfa rispetto al sangue a causa delle proteine trattenute nei capillari, per cui l’acqua fluisce all’interno trasportando con sè soluti a cui le pareti dei capillari sono permeabili. All’estremità venosa dei capillari la situazione si inverte, in quanto la pressione idrostatica è inferiore a quella osmotica, e quindi si ha un movimento netto di acqua e soluti verso l’interno.
Oltre ad essere trasportati dal movimento osmotico dell’acqua i soluti si muovono per diffusione passiva in direzioni determinate dai loro gradienti di concentrazione. Per esempio, quando il glucosio è utilizzato dalle cellule dei muscoli durante l’attività muscolare, la sua concentrazione nella linfa scende rispetto a quella del sangue, e quindi il glucosio presente nel sangue diffonde nella linfa.
La diffusione si ha anche tra cellule e linfa, con la differenza però che le cellule sono capaci anche di trasporto attivo. Oltre che con questo tipo di processo la linfa viene restituita al sangue anche grazie al sistema linfatico, costituito appunto da vasi linfatici (con pareti sottili e provvisti di valvole) che si trovano fra cellule e capillari.
Il sistema linfatico trasporta il liquido in un solo verso, dai tessuti al sangue e al cuore, grazie all’azione esercitata dai muscoli sui vasi linfatici e alle variazioni della pressione toracica determinata dalla respirazione, mentre le valvole linfatiche ne impediscono il reflusso. È essenziale nel mantenere il volume sanguigno. Lungo i vasi linfatici si trovano numerosi linfonodi che, oltre a produrre linfociti, difendono l’organismo dalle infezioni intercettando gli organismi patogeni.
Tratto da: ispesl.it
Commento NdR: Inoltre ripetiamo alcuni concetti visti da altre angolazioni e livelli, siccome le pareti dei vasi sanguigni (arterie e vene) sono composte da particolari tessuti, questi quando sono, dagli insulti vaccinali ed altro, (come scritto nella premessa introduttiva), investiti anch’essi dalle intossicazioni cellulari e/o tissutali ed infiammazioni (vasculite), la conseguenza è anche il rallentamento in esse del flusso sanguigno, quando addirittura non compaiono, nella microcircolazione sanguigna di certi tessuti, in certi organi, delle micro ischemie od in certi casi anche di fenomeni trombosici (più o meno intensi), le cui cause sono riconducibili essenzialmente alla cosiddetta triade di Virchow: stasi del circolo – vedi sotto: (SC) -, lesione endoteliale del tessuto epiteliale e alterazioni della coagulazione del sangue, per le tossine introdotte, soprattutto con i Vaccini !
Poichè le pareti dei tessuti di cui parliamo, compongono i tubicini delle arterie e delle vene dei vasi sanguigni, queste pareti non sono rafforzate da muscoli, ne’ da altro, quindi queste possono facilmente perdere il loro normale “tono”, quando il sangue che scorre al loro interno ed il flusso ematico vengono rallentati.
Un esempio: le vene varicose sono l’indicazione più nota e facilmente visibile, sulla pelle, di questo evento, ma cio’ avviene e/o puo’ avvenire, anche all’interno di qualsiasi altro tipo di tessuto od organo dell’organismo, dato che la circolazione sanguigna e di conseguenza anche la microcircolazione è sempre presente in ogni tipo di tessuto.
– vedi: Semeiotica Biofisica + Danni dei Vaccini Psico-fisici
(SC) Stasi del Circolo a vari stadi, prevalentemente nella circolazione sanguigna, fino al microcircolo:
Nello stadio I, o dell’irritazione, prevalgono i fenomeni compressivi con stasi venosa ed edema.
L’edema (dal greco οίδημα, gonfiore) è un accumulo di liquidi corporei (di qualsiasi tipo) in certi “spazi” interstiziali dell’organismo.
Nello stadio II, o dei deficit, si determina un aumento della pressione interstiziale con stasi del microcircolo.
Nello stadio III, o delle paralisi, si realizza una più o meno grave ischemia.
Se tutte o parte delle cellule nervose si trovano in uno stato di media eccitazione per i punti indicati qui sopra, ed eccitano i propri prolungamenti nervosi (cilindrassi), l’intera immensa rete costituisce uno stato di eccitazione, a seconda della zona del tessuto neuronale investita dalle tossine vaccinali, droghe, farmaci, cibi tossici, acque malsane, alcol, ecc.
In particolare le tossine aggrediscono alcune terminazioni nervose proprie del cervello, dando prima dei sintomi di eccitazione = agitazione psichica, intenso stress, con alterazione delle sinapsi neuronali e quindi dei circuiti che formano e formeranno nel lattante la personalita’.
Un esempio importante:
J Cereb Blood Flow Metab. 2013 Sep 18. doi: 10.1038/jcbfm.2013.161. [Epub ahead of print] Cerebral arterial bolus arrival time is prolonged in multiple sclerosis and associated with disability.
Paling D, Thade Petersen E, Tozer DJ, Altmann DR, Wheeler-Kingshott CA, Kapoor R, Miller DH, Golay X.
Sourc: Department of Neuroinflammation, UCL Institute of Neurology, Queen Square MS Centre, London, UK.
Abstract
Alterations in the overall cerebral hemodynamics have been reported in multiple sclerosis (MS); however, their cause and significance is unknown. While potential venous causes have been examined, arterial causes have not. In this study, a multiple delay time arterial spin labeling magnetic resonance imaging sequence at 3T was used to quantify the arterial hemodynamic parameter bolus arrival time (BAT) and cerebral blood flow (CBF) in normal-appearing white matter (NAWM) and deep gray matter in 33 controls and 35 patients with relapsing- remitting MS. Bolus arrival time was prolonged in MS in NAWM (1.0±0.2 versus 0.9±0.2 seconds, P=0.031)and deep gray matter (0.90±0.18 versus 0.80±0.14 seconds, P=0.001) and CBF was increased in NAWM (14±4 versus 10±2 mL/100 g/min, P=0.001).
Prolonged BAT in NAWM (P=0.042) and deep gray matter (P=0.01) Alpha were associated with higher expanded disability status score. This study demonstrates alteration in cerebral arterial hemodynamics in MS. One possible cause may be widespread inflammation. Bolus arrival time was longer in patients with greater disability independent of atrophy and T2 lesion load, suggesting alterations in cerebral arterial hemodynamics may be a marker of clinically relevant pathology.Journal of Cerebral Blood Flow & Metabolism advance online publication, 18 September 2013; doi:10.1038/jcbfm.2013.161.
PMID: 24045400 – [PubMed – as supplied by publisher]
Abstract (sintesi)
Alterazioni complessive nell’emodinamica cerebrale sono stati riportati nella Sclerosi Multipla (SM), tuttavia, la loro causa e il loro significato sono sconosciuti. Mentre non sono state esaminate le possibili cause venose, ed arteriose. Questo studio dimostra solo un’alterazione emodinamica delle arterie cerebrali nella sclerosi multipla. Una possibile causa potrebbe essere l’infiammazione diffusa.
Tratto da: Journal di Cerebral Blood Flow & Metabolism pubblicazione online, 18 settembre 2013, doi: 10.1038/jcbfm.2013.161
PMID: 24045400 – [PubMed – come fornito dalla casa editrice]
Commento NdR:
Non poteva che essere cosi, in quanto le arterie, le vene ed il microcircolo, essendo dei tubi con le pareti di essi fatte da tessuti e quindi dalle cellule che li compongono che li alimentano per mantenerli funzionali al loro scopo, di trasportane il sangue alle giuste velocita’ e quantita’ per mantenere sano l’organismo.
Quando per, alimentazione inadatta o contaminata, utilizzo di Vaccini e/o farmaci o di amalgami dentali e/o protesi non adatte, la funzione cellulare essa viene ad essere compromessa, in quel tipo od altri tipi di tessuti, ecco che le cellule ivi residenti si troveranno in situazioni di malfunzione, cioè in uno stato di metabolismo alterato e di stress ossidativo che si ripercuote sul tessuto interessato, infiammandolo e non mantenendo il tessuto nelle sue opportune e giuste funzionalita’ operative.
In questo caso specifico, si tratta di una infiammazione che restringe il diametro interno del tubo, dell’arteria, vena e/o vaso sanguigno e quindi la velocita’ del transito e la quantita’ del flussi di sangue in quello specifico tratto, viene ad essere alterata compromettendo la funzionalita’ cerebrale più o meno intensamente, con le conseguenze del caso ritrovato anche e non solo nella Sclerosi Multipla.
Per inciso questa è la semplice e chiara eziopatogenesi: l’eziopatogenesi o etiopatogenesi, in medicina, è l’analisi del processo di insorgenza di una patologia e del suo sviluppo (patogenesi), con particolare attenzione alle sue cause (eziologia); il termine deriva dalla fusione di eziologia e patogenesi di QUALSIASI sintomo chiamato impropriamente “malattia” dai medici della medicina allopatica.
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Stress: scoperto il meccanismo che porta a ictus e infarto – 27/06/2014Scienziati americani hanno svelato la stretta correlazione tra stress e infarto o ictus. A dimostrarlo uno studio della Harvard medical school, di Boston.
Secondo i ricercatori la connessione sarebbe identificabile con una sovrapproduzione di globuli bianchi. “Se ve ne sono troppi, o sono nel posto sbagliato, possono essere dannosi”, hanno spiegato gli autori dello studio.
Gli scienziati sono riusciti a dimostrare le modalità con cui lo stress cronico porta ad infarto e ictus.
La tensione emotiva infatti innesca una sovrapproduzione di anticorpi quali i globuli bianchi che possono essere dannosi se in eccesso. Le cellule in eccedenza si ammassano sulle pareti interne delle arterie, limitando il flusso sanguigno e favorendo la formazione di coaguli che bloccano la circolazione o rompono i vasi e sfociano in un’altra parte del corpo.
I globuli bianchi “sono fondamentali per combattere le infezioni e favorire la guarigione, ma se se ne hanno troppi, o sono nel posto sbagliato, possono essere dannosi,” ha spiegato Matthias Nahrendorf della Harvard Medical School di Boston.
Da tempo, i medici sono ben consapevoli che lo stress cronico porta a malattie cardiovascolari. Ma finora non era mai stato del tutto chiaro il meccanismo.
Per scoprire le cause, Nahrendorf e un team di ricercatori hanno studiato le condizioni di 29 medici che lavorano in un’unità di terapia intensiva. Il loro ambiente di lavoro è considerato un modello per l’esposizione cronica da stress, dato il ritmo veloce e le gravose responsabilità che portano le decisioni tra la vita e la morte.
Confrontando i campioni di sangue prelevati durante le ore di lavoro e le incombenze, così come i risultati dei questionari di percezione dello stress, i ricercatori hanno scoperto un legame tra stress e sistema immunitario. In particolare, hanno notato che lo stress attiva le cellule staminali del midollo osseo, che a sua volta innescano una sovrapproduzione di globuli bianchi, chiamati anche leucociti.
I globuli bianchi, cruciali nella guarigione delle ferite e contro le infezioni, possono se in eccesso causare conseguenze devastanti per le persone con malattie come l’arteriosclerosi, un ispessimento delle pareti delle arterie causata da un accumulo di placca.
Lo stesso studio è stato poi replicato su topi da laboratorio, scoprendo che i globuli bianchi in eccesso sono prodotti come conseguenza dello stress accumulato all’interno delle arterie e la crescita potenziata della placca.
“Qui, le cellule rilasciano enzimi che ammorbidiscono il tessuto connettivo e portano alla rottura della placca”, ha detto Nahrendorf. “Questa è la tipica causa di infarto miocardico (attacco cardiaco) e ictus”.
Tratto da: bergamosera.com
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Presenza di malattie cerebrovascolari in tutte le malattie neurovegetative – 23 Ott. 2013
PERELMAN SCHOOL OF MEDICINE / UNIVERSITY OF PENNSYLVANIA HEALTH SYSTEM – COMUNICATO STAMPA – 9 LUGLIO 2013
La Presenza di malattie vascolari segnalate in tutte le diverse malattie neurodegenerative.
Philadelphia, USA – I ricercatori della Scuola di Medicina di Perelman all’Università della Pennsylvania hanno scoperto che, attraverso una varietà di malattie neurodegenerative, malattie cerebrovascolari, aumenta la circolazione del sangue nel cervello è stata significativamente associata con demenza.
I ricercatori sostengono che le persone che presentano già le caratteristiche cliniche della malattia di Alzheimer e altri deficit di memoria possono beneficiare di terapie efficaci attualmente disponibili per ridurre i problemi vascolari.
Pertanto, la gestione precoce dei fattori di rischio vascolari, come la pressione alta e colesterolo, e l’adozione di una dieta ‘sana del cuore’, così come l’esercizio fisico e altri stili di vita nella mezza età può ritardare o prevenire l’insorgenza della demenza dovuta al morbo di Alzheimer e il morbo di Parkinson.
Il Centro per la ricerca sulle malattie neurodegenerative – Perelman School of Medicine presso l’Università della Pennsylvania – University of Pennsylvania Health System
Il legame tra la malattia cerebrovascolare era più forte con la malattia di Alzheimer – rispetto ad altre malattie neurodegenerative tra cui la degenerazione frontotemporale lombare, il morbo di Lou Gehrig o SLA e morbo di Parkinson – e ha avuto l’effetto più pronunciato nei pazienti di più giovane Alzheimer, secondo lo studio, pubblicato sulla 10 luglio questione di cervello .
“Mentre non vi era prova già a suggerire che la malattia vascolare potrebbe svolgere un ruolo nella malattia neurodegenerativa, questo è il primo studio per confrontare il peso delle malattie vascolari attraverso le malattie neurodegenerative con multiple, distinte o diverse origini”, ha detto l’autore senior John Q. Trojanowski , MD, PhD , direttore del National Institute on Aging-finanziato malattia Nucleo Centro di Alzheimer presso l’Università della Pennsylvania e professore di Patologia e Medicina di Laboratorio. “Siamo stati sorpresi di trovare un forte legame con le malattie vascolari nella malattia di Alzheimer, soprattutto nei pazienti più giovani, in confronto a soggetti con altre malattie neurodegenerative.”
Penn ed i ricercatori hanno analizzato 5715 casi dal Centro di Coordinamento del National Alzheimer (CCNA) banca dati, che sono stati raccolti da 35 centri di Alzheimer NIA-finanziati passato e presente attraverso gli Stati Uniti da CCNA è stato avviato nel 1999. Questo è il primo studio per confrontare la presenza di malattia cerebrovascolare attraverso l’intero spettro di malattie neurodegenerative.
Quasi il 80 per cento dei più di 4600 pazienti con malattia di Alzheimer hanno mostrato un certo grado di patologia vascolare – definito come vasi induriti o bloccati sangue, morte dei tessuti a causa della mancanza di afflusso di sangue, o emorragia – nel cervello, rispetto al 67 per cento nel controllo gruppo di persone senza cervello notevole patologia di malattia, e il 66 per cento nel gruppo di patologia del Parkinson.
“In assenza di terapie modificanti la malattia di cambiare il corso del morbo di Alzheimer e di Parkinson, ci auguriamo che l’uso diligente dei trattamenti esistenti per le condizioni vascolari e l’attuazione di campagne di promozione di stili di vita sani nei giovani e persone di mezza età può avere un impatto positivo sulla prevenire o ridurre i sintomi della demenza nella malattia di Alzheimer e il morbo di Parkinson “, ha detto l’autore dello studio, Jon B. Toledo, MD, ricercatore post-dottorato presso l’Università della Pennsylvania Perelman School of Medicine.
Lo studio ha implicazioni dal punto di vista della salute pubblica e per la progettazione di coorti di studi clinici che meglio rappresentano la popolazione di persone con deficit cognitivo. Inoltre, i farmaci testati per la malattia di Alzheimer e altre demenze correlate dovrebbero prendere in considerazione l’impatto della frequente presenza coincidente di malattie cerebrovascolari sulla risposta al trattamento di nuove terapie per il morbo di Alzheimer, come le prove più attuali escludono pazienti con fattori di rischio vascolari o malattie cardiovascolari. Data la prevalenza di problemi vascolari, i ricercatori fanno notare che questo grande sottogruppo di pazienti affetti da demenza dovrebbe essere incluso in studi clinici per rappresentare con precisione la vera popolazione si occupano di queste malattie neurodegenerative, o, per lo meno in considerazione quando predire l’impatto clinico sui pazienti in un vero e proprio della popolazione mondiale.
Gli altri membri del gruppo di studio Penn includono Steven Arnold, MD, co-direttore del Penn Alzheimer Disease Nucleo Center e Murray Grossman, MD, EDD, direttore del Centro Malattie frontotemporale Penn, Kevin Raible e JohannesS Brettschneider dal Centro per la ricerca sulle malattie neurodegenerative e Sharon Xie, del Dipartimento di Biostatics ed Epidemiologia. Colleghi al Centro di coordinamento del National Alzheimer presso l’Università di Washington hanno contribuito a questo rapporto.
Il Finanziamento è stato fornito dal National Institute on Aging (U01 AG016976 e P30 AG010124), con il sostegno aggiuntivo della Fundacion Alfonso Martin Escudero.
Medicina di Penn è uno dei principali centri medici accademici di tutto il mondo, dedicata alle relative missioni mediche di istruzione, la ricerca biomedica, e di eccellenza nella cura del paziente. Penn Medicine consiste nella Raymond e Ruth Perelman School of Medicine presso l’Università della Pennsylvania (fondata nel 1765 come prima scuola medica della nazione) e la University of Pennsylvania Health System, che insieme formano un 4,3 miliardi dollari impresa.
La Scuola di Medicina di Perelman è stato classificato tra i primi cinque scuole di medicina negli Stati Uniti negli ultimi 16 anni, secondo il US News & World Report indagine s ‘di scuole mediche orientate alla ricerca. La Scuola è costantemente tra i primi destinatari della nazione di finanziamento dal National Institutes of Health, con 398 milioni dollari assegnato per l’anno fiscale 2012.
L’Università di strutture di assistenza dei pazienti della Pennsylvania Health System comprende: l’Ospedale della University of Pennsylvania – riconosciuto come uno dei migliori “Honor Roll” ospedali della nazione da US News & World Report ; Penn Presbyterian Medical Center, Chester County Hospital; Penn Wissahickon Hospice e Ospedale della Pennsylvania – il primo ospedale della nazione, fondata nel 1751. Ulteriori strutture affiliate assistenza ospedaliera e dei servizi in tutta la regione di Filadelfia includono Chestnut Hill Hospital e Buon Pastore Penn Partners, una partnership tra il Buon Pastore Rehabilitation Network e Penn Medicine.
Tratto da: marilena-miaelafantafisica.blogspot.it
Commento NdR:
l’ammalamento fisico inizia proprio nella microcircolazione…..
































































