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Home Cure Naturali

Sistema Urinario Reni, sintomi = ammalamento

Jean Paul Vanoli by Jean Paul Vanoli
22/03/2023
in Cure Naturali
46 min read
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Apparato Urinario, RENI e SINTOMI, (“MALATTIE”)
vedi anche: Vie Urinarie + Coliche Renali  + Danni dei Vaccini ai Reni (Studi e bibliografie)

E’ ancora “silenziosa”, ma ha già le dimensioni di un’epidemia, la diffusione delle malattie renali in Europa. Ne è colpita infatti una persona su dieci, a causa soprattutto di malattie  cardiovascolari, obesità e diabete e, se all’inizio non si annunciano con sintomi facilmente riconoscibili, presto diventano invalidanti, costringendo alla emodialisi e poi al trapianto.
vedi: Elettrosmog + Le radiografie fanno male anche e soprattutto a color che son in dialisi.
E’ il quadro presentato a Stoccolma al congresso dell’Associazione europea per le malattie renali.

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Bastano due esami, la misurazione della Creatina nel sangue ed il controllo delle urine (*), per conoscere se i reni funzionano bene o meno. Test che costano poco più di 3 euri, ma che possono indicare e segnalare qualcosa che non va.
Successivamente una volta che i test indicano che qualcosa non va, è opportuno fare anche una ecografia.
(*)  Analisi delle urine: Le urine sono un importante test per una diagnosi non solo a carico della funzionalità renale, ma anche per vari disordini del cuore, del fegato o del metabolismo.
Le analisi delle urine sono di due ordini:
esame macroscopico o di routine  + caratteri generali  + componenti patologici  + esame microscopico del sedimento e urinocultura

Le coliche renali sono semplicemente delle reazioni del corpo per poter eliminare infiammazioni, intossicazioni (calcificazioni, renella, sangue raggrumato, vaccini, vitamina K1, ecc.) formatisi anche nei tessuti del sistema renale-urinario.
La renella ed i calcoli sono intossicazioni, autogenerate, che debbono essere eliminate in modo naturale (vedi qui sotto: le tecniche per farlo) e se il corpo non riesce, si deve intervenire in certi casi con la disintegrazione attraverso ultrasuoni od in altri casi una vera e propria asportazione chirurgica.

Ecco le terapie naturali per le disfunzioni renali e vie urinarie:
CILIEGIO    (Prunus Cerasus L.) Peduncoli
Proprietà principali: Contiene Vitamine A (0,40mg x100gr) B, C, minerali: ferro, fosforo, calcio, cloro, zolfo, sodio, magnesio, potassio; oligoelementi: zinco, rame, manganese, cobalto, levulosio (zucchero per i diabetici).
Ottimo disintossicante, rimineralizzante, energetico muscolare e nervino, antinfettivo, aiuta le reazioni naturali di difesa, diuretico rinfrescante, sedativo nervino, lassativo, antireumatico, regolatore epatico e gastrico; combatte le infiammazioni delle vie urinarie e la fermentazione dell’acido urico nel sangue.
Utile nelle cistiti, nefriti, calcoli renali e vescicali; per i gottosi, gli artritici, arteriosclerotici.

Per pulire reni e vie renali:
Cibarsi con Tarassaco e bere tisane, infusi di questa erba.
Nelle nostre farmacie naturali dei prati in questo periodo iniziano a sbocciare i fiori di tarassaco, questo fiore è noto fin dai tempi antichi per le sue proprietà depurative, tanto che il suo nome deriva dal greco “tarakè” ossia “scompiglio, turbamento” e da “akos” che significa “rimedio”, da cui “Taraxacum”, nome datogli dagli Apotecari alla fine del Medioevo. Il tarassaco stimola la produzione di urina (in Francia è noto come “pissenlit” = piscia in letto) e di bile. La mitologia vuole che il tarassaco  sia nato dalla polvere del carro di Elios, il dio del sole.

Tisana di gambi di ciliegie: in 1 litro di acqua + una manciata di gambi secchi di ciliegia; far bollire l’acqua e d inserire i gambi, lasciare in infusione 10 minuti, passare e bere durante il giorno per almeno 30 giorni.

Infuso: 12 grammi di Centinodio (Centimorbia) in una tazza. Versare 250 grammi di acqua bollente, coprire e lasciare in infusione per 20 minuti. Colare e bere 100 grammi la mattina e 100 la sera.
Per aumentare l’efficacia, preparare l’infuso con metà acqua e metà vino.

Decotto: 25 grammi di radice di Ononide spinosa fatta bollire in 500 grammi d’acqua per 25 minuti. Coprire e lasciare in infusione altri 20 minuti, colate – bere due tazze al giorno.

AGLIO (vedi cura dell’aglio)

CIPOLLA    (Allium Cepa L.) Bulbi. Assomiglia all’aglio, ma la sua azione medicinale è meno intensa
Contiene: Sodio, potassio, zolfo, ferro, iodio, silice, vitamine: A,B,C.
Proprieta’: Stimolante, diuretico potente elimina i cloruri e l’urea, antireumatica, antiscorbutica, antisettica ed antiinfettiva, espettorante, secretorio, antisclerosi, antitrombosi, digestiva, riequilibrante endocrino, ipoglicemica, vermifuga. Nell’uso esterno serve per: allontanare le zanzare, antalgica.
Utile in: astenie, oligurie, idropisia, cloruremia, artritismo, asma, prostatismo, litiasi biliare, diarree, affezioni urinarie e respiratorie, squilibri endocrini, diabete, linfatismo favorisce la formazione dei globuli rossi, previene la formazione dei trombi, antibatterico,  ipoglicemizzante, anti parassiti.
Stimola la secrezione biliare e’ un buon diuretico, aiuta nell’eliminazione dei calcoli ed accentua la diminuzione del colesterolo, agendo marcatamente sul fegato.
Cura per i reni a base di cipolla,  può essere effettuata con questo preparato a base di vino di cipolle: in una bottiglia da 1 lt. si mettono 100/150 gr. di cipolle sbucciate, si aggiunge 100 gr. di miele, si ricopre con del bon vino bianco biologico. Macerare per 15 giorni e filtrare; bere da 1 a 2 bicchieri al dì.

ORTICA    (Urtica dioitica L.) Pianta
Migliore degli spinaci è un ottimo depuratore del sangue, disintossica il fegato, utile per i diabetici, diuretica favorisce l’eliminazione degli acidi urici, stimola la secrezione pancreatica, utile nella gotta, nei reumatismi, artrite e nella renella.
Ortica reale, Galeopsis Dubia Leers, indicata nella cura dei catarri  bronchiali (25gr. in 1 lt. di acqua, 1-2 tazze al di) decongestiona i bronchi ed allevia la tosse.
Azione anti anemica lieve ed ipoglicemizzante.  Fortifica la crescita e l’organismo. Tonico nei convalescenti, vecchi e negli anemici. Utile in tutte le affezioni cutanee.

SAMBUCO    (Sambucus Nigra L., Ebulus) Famiglia Caprifogliacee, Fiori
Il primo è un grosso arbusto o un piccolo albero molto diffuso nelle siepi e lungo i fossi ai lati delle strade. Si riconosce più facilmente in tarda primavera (maggio – giugno) quando fiorisce con grosse infiorescenze bianche a corimbi, gradevolmente profumati. In agosto-settembre maturano i piccoli frutti neri, lucenti, disposti, come il fiore, ad ombrella.
Il sambuco ebbio è invece una pianta erbacea, a stelo singolo, alta circa un metro, mai isolata ma sempre in gruppi più o meno numerosi. I fiori, di aspetto simile a quelli del sambuco nero, hanno un odore di mandorle amare; le bacche sono simili.
Entrambe le piante, ma maggiormente l’ebbio, hanno proprietà lassative; in elevata quantità possono causare una diarrea severa e dolori addominali.
Utile in: Nevralgie del trigemino, provoca abbondante sudorazione, affezioni dell’apparato respiratorio anche da raffreddamento, stipsi perché lassativo, diuretico, antinevralgico, antireumatico.

UVA URSINA    (Arctostaphylos Uva Ursi Spreng.) Foglie
Ottimo per tutte affezioni delle vie urinarie, reni, prostata, incontinenza e ritenzione di urine.
Il principio attivo: l’arbutina, idrolizzata a livello intestinale, tramite enzimi, con immediata liberazione di idrochinone che viene eliminato dalle vie urinarie dopo glucuro e sulfoconiugazione; flavonoidi; triterpeni, monotropeoside (iridoide), piceoside (idrossiacetofenone), tannini gallici (15-20%).
L’Uva Ursina può essere considerata un antisettico urinario, da utilizzare ogni qualvolta vi sia un’infiammazione o infezione a livello delle vie urinarie, in quanto è in grado di determinare un’azione antisettica, calmante lo stimolo continuo della minzione e del dolore.
Utile in caso di: cistite acuta, cistite cronica, uretrite, colobacillosi.  In ambito geriatrico: l’ipertrofia prostatica con componente infiammatoria ed infettiva e le cistiti da catetere.

LIMONE ed Uva
È noto che il limone è uno dei frutti a più alta concentrazione di vitamina C; è perfetto quindi in tutte le malattie legate al raffreddamento, ma anche in caso di mal di testa e senso di nausea. Il suo potere si sprigiona immediatamente, soprattutto se preparato così: va lavato bene (molto meglio se il frutto è biologico-biodinamico), tagliato in due e poi spremuto in un pentolino con mezzo bicchiere d’acqua. Le due metà vanno poi immerse nella soluzione, che andrà portata ad ebollizione per qualche minuto e poi trangugiata con coraggio.
Il limone e’ un ottimo antisettico e battericida, ma non solo: è anche un valido aiuto per chi ha poche difese immunitarie in quanto è in grado di “aumentare” la produzione dei globuli bianchi, è anche rinfrescante, disintossicante, e calmante.
Utile contro i dolori reumatici e funge bene da “scudo”, contro la pressione alta. È indicato anche per coloro che soffrono di anemia ed è un buon stimolatore gastro-epatico-pancreatico.
Anche per quanto riguarda il trattamento del diabete, questo frutto si è dimostrato un ottimo deterrente. Alcuni recenti studi americani hanno evidenziato che il limone, se assunto regolarmente e nelle dosi giuste, potrebbe svolgere anche un’azione preventiva contro il tumore dell’intestino, dello stomaco e del pancreas.

Cura dei Limoni:
Questa cura è benefica per vari aspetti:
demineralizza, drena stimolando reni e fegato, favorendo il sistema cardiovascolare.
E’ possibile diluire il succo di limone con acqua e dolcificare con poco miele.
La quantità dei limoni può essere adattata a seconda della tolleranza di ognuno ed è quindi indicativa.
Prima settimana: da 2 a 4 limoni al giorno
Seconda settimana: da 5 a 6 limoni al giorno
Terza settimana da 8 a 9 limoni al giorno
Quarta settimana da 5 a 6 limoni al giorno
Quinta settimana da 2 a 4 limoni al giorno
Dalla quinta in poi da 1 a 2 limoni al giorno.

Potete avvicinarvi iniziando con 1 limone invece di 2….aumentando poco a poco se non ve la sentite di affrontare subito la cura indicata.

Un’altra tecnica è questa:
prendete dei limoni biologici, lavateli e congelateli, e quando preparate un cibo qualsiasi, prendete il limone congelato e grattugiatelo sul e/o nel cibo, il limone vi preserverà da qualsiasi malattia grave, se lo utilizzate sempre e dappertutto.

…ma se volete è possibile fare anche quest’altra tecnica:
Il bicarbonato di sodio, umile composto e molto a buon mercato, secondo recenti e sorprendenti ricerche mediche, può curare anche il cancro. E non solo, allevia molto significativamente anche gli effetti secondari negativi della chemioterapia.
La “soluzione” della medicina ufficiale per il cancro, si basa su tre procedure molto rischiose e altamente invasive la chirurgia, la chemioterapia e la radioterapia.

Dose Consigliata: 1/2 litro di acqua + succo di 3 limoni + 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio. Prendere a stomaco vuoto al mattino, può essere suddivisa in due dosi durante il giorno , ma non tra i pasti. E‘ meglio prenderla ogni giorno, anche quando la malattia è sparita, perché tutti i tumori possono tornare, ed è importante prevenire.

Tecnica della nonna, ma molto funzionale:
Tagliare 3 fette tonde dalla parte centrale di 1 limone tolto dal frigo, metterle una vicino all’altra in un fazzoletto di carta bianco e con la parte con meno carta dell’altra, metterla sulla fronte e tenerla per almeno mezz’ora. Anche il piu’ forte mal di testa se ne va.

vedi il Pantellini Drink  +  Cura dell’Uva per il Cancro + Crudismo + Visionare questo PDF sui benefici dei Limoni per la salute + Nutriterapia per il cancro

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Un Canarino al banco, grazie ! – 03/01/2011
Doverose premesse e precisazioni:
La seguente nota nasce nel 2010 per il sentito bisogno di condividere la nostra esperienza personale.
Il sottoscritto dopo circa 7 anni di reflusso esogageo notturno e dopo i brutti postumi di una biopsia leggendo il libro Kankropoli appresi del “miracolo Pantellini”.
Premetto che non ero a conoscenza della Fondazione Pantellini e le bustine preparate della NewMercury (Nike). Non avendo paura del limone o del bicarbonato mandai mia moglie in farmacia e dopo soli 3 giorni di “ascorbato di potassio” preparato con la “ricetta data dal Biochimico G. Pantellini nel ’47 ad un gioielliere malato terminale di cancro”, tornai a lavorare e i sintomi del reflusso scomparvero lasciandomi finalmente riposare.
Successivamente anche mia madre, notando il mio incredibile miglioramento, avendo anche lei notevoli problemi di salute e non temendo nemmeno lei le limonate al bicarbonato (tanto di farmaci ce ne avevano fatti provare di tutti i tipi inutilmente o spesso con notevoli effetti collaterali) decise di iniziare.
In 5 soli giorni di assunzione di questo composto è guarita da una artrosi cronica (aveva fatto un primo intervento ma non c’era molto da fare se non le protesi. Non dormiva dai dolori e “camminava” con le stampelle) e successivamente, pur essedo cardiopatica, le hanno dovuto diminuire il  dosaggio della cardioaspirina in quanto il sangue era tornato “stranamente” fluido. I benefici li abbiamo avuti anche con i bambini, mio suocero e tanti altri.

Mi preme far chiarezza sul fatto che il “canarino” è cosa ben diversa dal metodo Pantellini (pur avendo quest’ultimo visto la “sua” nascita proprio grazie ad una “strana” limonata) pertanto per PROBLEMI di SALUTE contattare la Fondazione PANTELLINI al sito WWW.PANTELLINI.ORG
In particolare:
– nel succo di limone sono presenti in concentrazioni decrescenti: acido citrico, acido tartarico ed acido ascorbico;
– in presenza di bicarbonato di potassio si formano tre sali derivati: citrato di potassio, tartrato di potassio ed ascorbato di potassio. Dei tre, ciò che agisce sui processi degenerativi è solo quest’ultimo;
– a seconda della dimensione dei limoni, del terreno in cui crescono e delle aree geografiche possono cambiare anche significativamente le concentrazioni dei tre componenti acidi;
– la puntina di cucchiaino per l’aggiunta di bicarbonato di potassio è un’indicazione così generica che non può essere “riproducile” così com’è; per me una punta di cucchiaino può avere visivamente “un’estensione” diversa dalla tua idea di punta di cucchiaino. Senza parlare dei problemi che avrebbe chi volesse farci sopra uno studio scientifico. Non sapendo poi a quanto possa corrispondere è anche difficile capire “quanto” ascorbato di potassio si formi in soluzione nel “canarino”;
– le concentrazioni relative ai due (ora tre) componenti: acido ascorbico e bicarbonato di potassio (ora c’è in più il ribosio) sono state calcolate dal Prof.  Pantellini sulla base dell’assorbimento gastrico e della concentrazione intracellulare di potassio, non a caso;
– il ribosio NON è stato aggiunto per “zuccherare” il composto. Appartiene alla “categoria” degli zuccheri (monosaccaridi) ma di tipo pentoso, mentre il comune zucchero è un esoso (catena chiusa a sei atomi di carbonio). Anche l’acido ascorbico è considerato, nel senso del ribosio, un pentazucchero, ma nessuno lo usa per “zuccherare”;
– il fatto che il Prof. Pantellini suggerisse limonate zuccherate era solo per alleggerire l’asprezza del limone, come spesso si usa fare tutt’oggi quando si fa il “canarino” col bicarbonato di sodio per digerire;
– l’aggiunta di succhi alla Gerson rischia di modificare ulteriormente i legami fra i componenti. Come è noto, l’ascorbato di potassio (con o senza ribosio) viene assunto sempre a stomaco vuoto e solo con 20 cc di acqua. Quindi nessun problema se uno si fa il “canarino” ma è una cosa molto diversa dal “Pantellini”.

In sintesi:
Un tempo i nostri nonni lo chiamavano “canarino”, lo usavano per digerire contro la gastrite, ed hanno vissuto a lungo.
Oggi, per una coincidenza (il primo “miracolo” del Porf. Pantellini si è avuto proprio con il limone),  se ne scoprono gli innumerevoli benefici.
Come prepariamo il “Canarino” (come da “miracolo” avvenuto nel ’47 grazie ai consigli del Biochimico G. Pantellini ed all’errore accidentale del paziente ) (succo di limone con acqua e bicarbonato Potassio)
Necessario:
– il succo di uno o due limoni preferibilmente freschi (un limone contiene mediamente dai 45 ai 75 mg di Vitamina C per 100 ml di succo oltre ad acido citrico ed acido tartarico. Un limone grosso di circa 250 grammi contiene circa 90 ml di succo.
Pantellini consiglia 150 mg di vitamina C. Dagli studi di  fitoterapia [Vedi Jean Valnet] si presume che il limone sia maggiormente efficace della sola vitamina C in quanto ha potenti effetti antibiotici che non inducono farmacoresistenza)
– Bicarbonato potassio (la fondazione Pantellini consiglia circa la punta di un cucchiaino 300 mg)
– Un cucchiaino che non sia di ferro
Si puo’ aggiungere ghiaccio, zucchero (meglio se di canna) o miele a piacere oppure usare altri agrumi.
Dove e cosa comprare:
L’ascorbato di Potassio (K) secondo il protocollo della Fondazione Pantellini si fa con le bustine disponibili in farmacia e erboristeria (già pesate singolarmente di 150 mg di Vitamina C e 300 mg di Bicarbonato di  K) della New Mercury chiamate Nike CK o RCK (queste ultime con Ribosio).
Il bicarbonato potassio è definito dal Ministero della Salute come un integratore alimentare.
Nella dose di 300mg usata dalla Fondazione circa i 2/3 è bicarbonato ed il restante è di potassio (117mg).
Il bicarbonato potassio del “canarino” invece lo si trova (o ordina) in farmacia e erboristeria al costo medio di 5 euro/100 grammi o circa 20 euro il Kg. o da diversi rivenditori web (alcuni sono citati in basso) a circa 4 euro un kg.
E’ possibile richiedere il certificato di purezza.

La preparazione del canarino:
Fare la spremuta di limone, aggiungere una punta di cucchiaino di bicarbonato di potassio (K).
Agitare bene con un cucchiaino che non sia di ferro per circa un minuto e almeno due dita di acqua fredda (circa 20 ml).
Il “miracoloso canarino del ’47” è pronto e può essere gustato.
A piacere è possibile aggiungere, SOLO dopo la preparazione, ghiaccio , zucchero (meglio di canna) o miele, menta … o aggiungerlo in un succo (meglio alla  Max Gerson).

Note sulla conservazione del bicarbonato potassio:
Teme l’umido e la luce pertanto si consiglia di travasare una modica quantità (un cucchiaino) in una bustina per alimenti da riporre poi in un barattolino da cui attingere di volta in volta.
Nel caso del chilo si travasano 100 grammi in una busta e un cucchiaino un un’altra bustina ancora più piccola.
Terminato questo quantitativo si “riassortisce” dai 100 grammi … quando terminano i 100 grammi si riassortisce dal chilo.
E’ sempre meglio “strizzare” le bustine per evitare che rimanga aria la cui umidità può danneggiare il Bicarbonato di K e riporre queste in barattolini al buio.

Perché lo zucchero:
Per una questione di gusto. Alcuni lo preferiscono così ed aiuta a contrastare l’acidità del limone.
Per un discorso di presunta utilità. Lo stesso prof Pantellini consigliò una “limonata zuccherata”.
Alla Fondazione Pantellini sommano il ribosio (che è uno zucchero). La stessa funzione cellulare della pompa Na/K scambia sodio con potassio e glucosio.

Note sul tema:
– Importante: Essendo un potentissimo rigeneratore cellulare parecchie malattie “potrebbero” passare (come è anche scritto sul sito Pantellini) pertanto se si assumono farmaci è meglio effettuare dei controlli.
– Non è vero che il limone provoca stitichezza, regolarizza.
– Quella sopra è la “nostra ricetta” ma non c’è una vera ricetta per il canarino (quella usata dal gioielliere non è mai stata descritta).
– Il fabbisogno giornaliero di Potassio (RDA) è di 3 circa grammi. Per sforare l’RDA di potassio (che porterebbe iperpotassimia)  bisognerebbe perndere 9 grammi di bicarbonato potassio al giorno (una quantità assurda).

Riferimenti e FAQ:
http://www.pantellini.org/ascorbato-di-potassio/faq.aspx
http://www.pantellini.org/fondazione/gianfrancesco-vals%C3%A9-pantellini.aspx
http://www.mednat.org/cancro/pantellini.htm
http://www.mednat.org/cancro/vinto_cancro.htm
http://www.pantellini.org
VIDEO YOU(NON)TUBE, GIA’ CENSURATO (Cancellato insieme all’utente)

ASCORBATO DI POTASSIO !
http://www.youtube.com/watch?v=lMI7ODyTgyE
Gianfrancesco Valsé Pantellini e l’ascorbato di Potassio
http://www.youtube.com/watch?v=Oj2nf4U54t0

Fondazione Onlus Valsé Pantellini – Ascorbato di Potassio
http://www.youtube.com/watch?v=NCpRDyQ2ZYE
http://www.youtube.com/watch?v=d-qAxKXLKTE

Convegno di Terni 22/05/10. Intervento Dr. Andrea Bolognesi.
http://www.youtube.com/watch?v=yqIWTfNX5mk
http://www.youtube.com/watch?v=kIWIcyJxvyM

Il Prof. Pantellini sull’ascorbato di potassio
http://www.youtube.com/watch?v=mHEJ-kgST0I
http://www.youtube.com/watch?v=wbLzCmM8yX8
http://www.youtube.com/watch?v=TU_tVziOExU
http://www.youtube.com/watch?v=oJCvPmvltAs

Ascorbato di Potassio. Un cerchio si chiude 27-10-2012 (8 parti)
http://www.youtube.com/watch?v=Do04nEaNDYs
http://www.youtube.com/watch?v=qF-kly2-M4E
http://www.youtube.com/watch?v=m92l5dzRE2g
http://www.youtube.com/watch?v=jkGaQwlo-ls
http://www.youtube.com/watch?v=MaRG0dX3hng
http://www.youtube.com/watch?v=A7aUS9UYaBg
http://www.youtube.com/watch?v=teCugXRovkQ
http://www.youtube.com/watch?v=YON02DNwo0k

NOVITA’ – RACCOLTA STUDI ASCORBATO POTASSIO PDF :
https://docs.google.com/leaf?id=0BwoeMuahxWg_YmQ4ZDFiN2ItYjhjNi00OTU5LTlhNzQtYjBiYTIyYTkyMjVi&sort=name&layout=list&num=50
http://pantellini.org/?page_id=49
Ascorbato di potassio, studi e ricerche
http://www.newmediaexplorer.org/ivaningrilli/2003/09/04/ascorbato_di_potassio_studi_e_ricerche.htm
Chemio Vs Ascorbato di Potassio (dosi ridicole)
MICROIMMUNOTERAPIA ASPECIFICA E ASCORBATO DI POTASSIO RISULTATO DI UN TRATTAMENTO COMPLEMENTARE IN PAZIENTI CON METASTASI EPATICHE –  C. Santi, C. Mor, A. Baroli, R. Coerezza
http://www.erboristeriarcobaleno.com/files/approfondimento_11.pdf

Libri:
Gianfrancesco Valsé Pantellini – Il Cofattore K+ – Cinquant’anni di ricerca e terapie contro i tumori
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il_cofattore_k.php

HOMO SAPIENS ASCORBICUS, UN ROBUSTOMUTANTE UMANO CORRETTOBIOCHIMICAMENTE. di Irwin Stone
http://www.roccomanzi.it/IMP-VITAMINERALI/SCIENZIATI/scienziati-docu/stone/stone-TRAD/Homo_AscorbicusIT.pdf
Video Sulla Vitamina C e lo scorbuto:
Medicina Cellulare del dr. Matthias Rath : http://www.youtube.com/watch?gl=IT&hl=it&v=DdM3JTrtB1k

I poteri del limone: contro il cancro e i batteri. Secondo l’Institute of Health Sciences, L.L.C. 819 N. Charles Street Baltimore, MD 1201, El Limón (Citrus limonun Risso, Citrus limon ( L. ) Burm. Citrus medica) è un prodotto miracoloso per eliminare le cellule cancerogene.
E’ 10.000 volte più potente della chemioterapia.
http://www.italianbloggers.it/34307/i-poteri-del-limone-contro-il-cancro-e-i-batteri/
Sembrerebbe che l’articolo dell’ Institute of Health Sciences sia stato smentito ma continuo a cercare una copia della fonte.
http://www.hoax-slayer.com/lemon-cancer-cells.shtml

Mi sembra strano che una informazione così dettagliata sia partita dalla disinformazione di un singolo
Per ora ho trovato parecchi articoli Pubmed ma ho appena iniziato la ricerca
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21269253
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21338095
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9781306
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20104526
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19856118
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11172671
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11962254
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18220529
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16111881
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21333732
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17004892
in tutto sono 2,410 visionabili con questa query
http://www.google.it/#sclient=psy&hl=it&site=&source=hp&q=citrus+cancer+site:ncbi.nlm.nih.gov
e quelli elencati in queste pagine (ma sono da verificare)
http://www.natural-remedies-review.com/lemon-juice-for-cancer.html
http://www.natural-remedies-review.com/lemon-for-cancer.html
University of Florida  – L’uso medicinale di Citrus 1:
http://edis.ifas.ufl.edu/ch196

Libri su limone:
Salute Bellezza Igiene con – la Cura del Limone:
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__cura_del_limone_nuova_edizione_2007.php
Limone – Coltivazione e Proprietà Terapeutiche
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__limone-coltivazione-e-proprieta-terapeutiche.php

La Dieta del Limone
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-dieta-del-limone.php
Altri Link sul limone:
Limone: proprietà e benefici: http://www.mr-loto.it/limone.html
Monitoraggio del contenuto in Vitamina C, nel succo dei limoni di:
http://www.atuttascuola.it/allegati/scienze/vitamina_c.ppt
La vitamina C : http://www.limmi.it/content/view/39/89/lang,it/
La cura del limone: http://www.pariopportunitalendinara.it/?p=785
Nota: Per uso curativo contattare la Fondazione Onlus Pantellini o farsi seguire ovviamente da personale preparato.
Per comprare le bustine pronte:
Rivolgersi in farmacia erboristeria o web cercando il prodotto NIKE (CK o RCK) prodotto dalla new Mercury (di origine naturale).Se non è disponibile va ordinato ed arriva solitamente in 24 ore.
Acquisto polveri sfuse:
* Rivenditore su ebay – Bicarbonato Potassio (K)
http://cgi.ebay.it/POTASSIO-BICARBONATO-KG-1-ENOLOGIA-/300446609623?pt=Attrezzature_ed_Accessori&hash=item45f40370d7
Rivenditore su ebay – Acido Ascorbico Puro (Vitamina C) (non è di estrazione vegetale)
http://cgi.ebay.it/ACIDO-ASCORBICO-VITAMINA-C-PURO-KG-1-E-300-/300451175403?pt=Attrezzature_ed_Accessori&hash=item45f4491beb

Qui tutto. Anche il Ribosio: http://www.arganiascorbile.it/additivi.htm

Cin cin. Salute !
NDR: L’art.5 della Dichiarazione di Helsinki 1964 (Assoc. Medica Mondiale), l’articolo 32 della Costituzione italiana e la legge 8 aprile 1998 n.94 sanciscono di fatto il sacrosanto “diritto di ciascuno a farsi curare come ritiene giusto”.
By  Giancarlo Luzzi per Informare per Sopravvivere
https://www.facebook.com/notes/informare-per-sopravvivere/un-canarino-al-banco-grazie/116234248448437

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Antibiotico naturale
Succo crudo di Limone + succo di Aglio e Cipolla assieme, oppure gli stessi ingredienti con buccia, ben lavati e frullati assieme e filtrati anche se in pochissime quantità (gocce), sono l’ “antibiotico naturale” per eccellenza !
Si prende la mattina e la sera, o nei casi più gravi ogni otto ore, fino ad avvenuta guarigione.

Gli avevano dato un mese. Dopo 7 anni, è vivo grazie al LIMONE.
Perché ci nascondono i suoi benefici ?
Dopo sei mesi di una cistite devastante, dove a ogni antibiogramma risultava la morte di un batterio ma la vita di altri cinque o sei, dopo aver preso tutti gli antibiotici possibili e immaginabili, senza contare le visite specialistiche fino ad arrivare a un luminare di urologia, in preda alla più cupa disperazione e a bruciori da incubo, ho deciso di provare la “cura” di un amico dietologo, nutrizionista e gastroenterologo. Non gli credevo, ammetto. Non gli ho proprio dato credito convinta che – parliamo di quasi vent’anni fa – solo la medicina “ufficiale” avesse la risposta.
Quando poi arrivi “alla frutta”, in questo caso di nome e di fatto, ti arrendi e provi anche i rimedi a cui non credi. Tanto per non aver rimpianti.
Una spremuta di tre limoni succosi, seguiti da tre bicchieri d’acqua la sera prima di andare a dormire, con l’ordine tassativo di “tener duro” fino al mattino seguente. Convinzione, zero. Disperazione, diecimila. Immaginate la sorpresa quando, dopo solo qualche giorno, non sentivo più bruciore, il sanguinamento era scomparso, e all’ennesimo antibiogramma i valori erano perfetti ?
Ma se il limone è riuscito a curare un disturbo come la cistite, forse possiede altre doti nascoste ?, nella cistite è utile anche la Tintura madre di Uva ursina.

Comincia così, una ricerca lunga e laboriosa. Sapete che ricerche diverse hanno dimostrato che Il limone è in grado di uccidere le cellule tumorali, dimostrando un’efficacia 10.000 volte più forte della chemioterapia ? Poi t’imbatti nelle dichiarazioni rilasciate a Ok Salute – di cui è garante scientifico – da Umberto Veronesi: “Una bella limonata fa da scudo contro il cancro. La ricerca ha evidenziato
per questo frutto un ruolo speciale nella prevenzione, sebbene nessun alimento da solo possa essere uno scudo efficace se non è inserito in una dieta e in uno stile di vita salutare. Nei limoni ci sono molecole con notevoli proprietà antiossidanti, capaci di contrastare l’azione dei radicali liberi, che possono alterare la struttura delle membrane cellulari e del materiale genetico (DNA) e quindi aprire la strada ai processi di formazione della neoplasia.
Sono i flavonoidi, presenti ad alte concentrazioni, e i limonoidi (che si ritrovano soprattutto nella buccia e che contribuiscono a fornire il tipico sapore agro). In più, hanno il potere di limitare le infiammazioni croniche, che a loro volta sono alla base, spesso, della trasformazione neoplastica dei tessuti. I limonoidi, dal canto loro, mostrano una diretta capacità di frenare alcuni tipi di cellule cancerose, come quelle del neuroblastoma: l’hanno verificato, per ora solo in provetta, i ricercatori della Texas Agriculture Experiment Station di Chillicothe (Stati Uniti).  L’ideale è una spremuta di un limone il giorno. E una spruzzata di limone sull’insalata, è un gesto che bisognerebbe ricordarsi di fare più spesso”.

Ulteriori ricerche confermano che il limone è un rimedio provato contro praticamente tutti i tipi di tumore. Non solo, è uno spettro anti-microbico contro le infezioni batteriche e i funghi, funziona come antidepressivo, utile contro stress e disturbi nervosi, regolatore di pressione alta, combattente naturale di parassiti interni e vermi.
Secondo uno studio statunitense, il limonene, sostanza contenuta nel limone, pare sia impiegata con successo nella distruzione dei calcoli nella cistifellea, e nella cura di tumori a pancreas, stomaco e intestino.

Ma torniamo ai flavonoidi: uno studio pubblicato su Journal of Agricultural and Food Chemistry rivela che queste sostanze sono in grado di limitare l’azione di particolari molecole con alto potenziale cancerogeno. Un’altra ricerca, pubblicata su Current Cancer Drug Targets, afferma che i flavonoidi hanno il potere di rallentare il processo di duplicazione delle cellule tumorali.
Allora perché siamo costretti ad assumere versioni sintetiche di sostanze naturali ?
Un nostro lettore scrive che il limone gli ha salvato la vita. “Tre medici, un cardiochirurgo, un mese di vita, storia lunga ma sono vivo dopo più di sette anni, non assumo più alcun farmaco”. Come, scusa ?
“In poche parole dopo il ricovero, dopo aver fatto tre volte l’Ecocolordoppler (metodica diagnostica non invasiva, che permette la visualizzazione ecografica dei principali vasi sanguigni e lo studio del flusso ematico al loro interno nda) tre medici diversi e un cardiochirurgo mi danno da un mese a una settimana di vita. Diagnosi: una necrosi ha compromesso già più del 25 % del cuore.
Non si può più fare molto . Arrivederci e grazie !
Una mia carissima zia mi consiglia “metti il Limone”. Così ho fatto, direttamente sul cuore: piano piano ho avuto miglioramenti fino alla completa guarigione” (qui l’intervista esclusiva).
Il succo di limone è utile nel prevenire e curare la malattia ?
Pare proprio di sì. Ha un sapore abbastanza gradevole e soprattutto non produce gli effetti terribili della chemioterapia.
Ma interessante è l’effetto che produce su cisti e tumori.
Inevitabile continuare a cercare, il WEB e i libri sono fonte inesauribile di bufale, certo, ma anche di notizie.
Come diceva Agatha Christie: “Una coincidenza è una coincidenza, due coincidenze fanno un indizio, tre coincidenze fanno una prova”.
Una delle fonti sulle proprietà anticancerogene del limone ha dell’incredibile, perché arriva nientemeno che da uno dei più grandi produttori di droga al mondo: dal 1970, dopo più di venti test di laboratorio, si rileva che distrugge le cellule maligne in dodici tipi di cancro, incluso quello del colon, del seno, della prostata, polmone e pancreas.
Addirittura, secondo l’Istituto di Scienze della Salute di Baltimora, i composti dell’albero di limone hanno dimostrato un’efficacia 10.000 volte superiore di uno dei più usati farmaci chemioterapici. Non bastasse, pare che questo tipo di terapia a base di estratto di limone abbia la capacità di distruggere solo le cellule tumorali maligne senza influire su quelle sane.
Gli studi sul limone davvero si sprecano, così scopriamo che il limone è un valido aiuto anche per chi ha poche difese immunitarie perché può “aumentare” la produzione dei globuli bianchi. Anche per quanto riguarda il trattamento del diabete, questo frutto si è dimostrato un ottimo deterrente.
Studi scientifici in fase ancora embrionale, hanno individuato nella tangeritina, elemento presente nella buccia del limone, la possibilità di controllare i livelli di colesterolo nel sangue. Allo stesso tempo, sono all’esame i suoi effetti positivi nella cura del morbo di Parkinson.
Secondo la Reams Biological Ionization Theory, il limone sarebbe l’unico alimento anionico al mondo, caratteristica che lo renderebbe particolarmente benefico per la salute, grazie al contributo dato nell’interazione tra cationi e anioni, necessaria per la produzione di energia a livello cellulare.

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Cura dell’UVA
La cura dell’uva veniva praticata dalle antiche popolazioni arabe, dagli antichi romani e nell’antica Grecia.
Il frutto contiene numerose sostanze salutari quali: glicidi (glucosio e fruttosio o levulosio), pectina, oli eterei aromatici, acidi organici: malico, succinico, salicilico e tartarico; fosforo, calcio, magnesio, rame, manganese, ferro, sodio.
Vitamine A, B1, B², C e PP.
La cura dell’uva consiste nel nutrirsi anche degli acini e della pelle, oppure nel bere esclusivamente il succo, o ancora nel ricorso ad ambedue le pratiche.
L’assunzione prevede in media il consumo da 500 grammi sino a 2 chili al giorno, per un periodo di una, due, tre, quattro settimane. Gli acini vanno masticati lentamente, ingerendo bucce e semi.

Per una settimana fino al massimo 1 mese, mangiare solo uva nera o bianca dalla mattina alla sera, la quantità desiderata, da un minimo 500 gr. ad un massimo di 2.000 gr. (kg. 2); e’ possibile utilizzare anche solo il succo d’uva.
La classica Cura dell’uva, che si pone in essere per i casi più gravi, come i tumori, le insufficienze digestive, le coliche e l’insufficienza renale, ed epatiche; è indicata in anemie, convalescenze, gravidanza (con attenzione), nell’astenia, nell’artritismo e nella stipsi. Può servire negli stati febbrili, nei soggetti sofferenti di nefrite, azotemia, edemi, nei disturbi dell’ipertensione, nelle dermatosi.
Consiste in diversi giorni di alimentazione solamente con succo o uva intera, compresa la buccia ed i semini, che andrebbero possibilmente anche masticati; durante tale periodo si deve assumere solo uva e bere solamente acqua oligominerale tiepida; la quantità di uva da assumere tutti i giorni è di almeno un chilo e duecento grammi.
L’uva nera da cura con chicco grosso e buccia sottile, contiene una polpa morbida e succosa.
Il contenuto zuccherino è di quasi il 20 per cento; l’uva contiene inoltre una serie di acidi organici, sali minerali, vitamine, proteine, microelementi, enzimi attivi e fermenti. Per la cura, l’uva dovrebbe essere colta matura e fresca ogni giorno (se possibile).
I chicchi e la buccia devono essere ben masticati  poiché le vitamine ed i sali minerali sono concentrati soprattutto sotto la buccia e nei chicchi.  Dopo l’ingestione dell’uva si consiglia una breve passeggiata.
Infine ricordiamo che è meglio evitare di impiegare l’uva (e il suo succo) nell’alimentazione di bambini che non abbiano ancora compiuto il primo anno d’età.

Cura per gli “allergici” (ma non basta da sola, occorre rimuovere le cause che risiedono nell’intestino ed alle volte anche nella bocca – vedi: Amalgami dentali +  Danni dei Vaccini  +  Idro Colon Terapia  +  Fermenti lattici
Mattino: 30 gocce di Ginepro + 30 gocce di Ribes nero
Mezzodì: 30 gocce di Carciofo + 30 gocce di Ribes nero
Sera: 30 gocce di Ginepro + 30 gocce di Ribes nero
vedi sopra tutto PROTOCOLLO della SALUTE

Ricordiamo anche che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell’organismo.

Se vuoi conoscere il tuo stato di Benessere e migliorarlo con queste speciali apparecchiature modernissime,  che neppure gli ospedali hanno, prenota via mail la consulenza QUI. Esso permette anche di analizzare qualsiasi prodotto esistente e la sua compatibilità o meno, con il soggetto analizzato….
vedi anche: Medicina Quantistica
Quindi se volete fare un Test di Bioelettronica (test di controllo del livello di Salute_benessere)….
– scrivete QUI: info@mednat.news

Altri Consigli per la CISTITE
I citrati sono un rimedio per le Cistiti senza batteriuria, mentre per i casi di cistite con presenza di batteri, è prevista una cura con aglio, uva ursina, ed idraste (conosciuta anche col nome di Sigillo d’oro) combinate in vario modo.
Nella quasi totalità di infezioni alla vescica si trova il batterio Escherichia Coli, in tal caso sono consigliati Aglio (allium sativum), Idraste (tintura [1:5] 4-6 ml ovvero 1 – 1,5 cucchiaini), e Uva ursina (tintura [1:5[] 4-6 ml ovvero 1 – 1,5 cucchiaini), nel caso invece che nell’infezione sia presente Klebsiella Pneumoniae, o  Proteus mirabilis, o ancora Staphylococcus saprophyticus sono indicati Aglio e Idrastee infine per lo Pseudomonas aeruginosa solo idraste.
E’ importante sostenere il sistema immunitario perché la cistite è un’infiammazione ed il nostro organismo produce leucociti per contrastare le tossine e le infiammazioni, che trovano difficoltà ad essere eliminate, sono combattuti dalla parete vescicole che ha proprietà antimicrobiche, così come il secreto prostatico maschile, motivo per cui le cistiti sono molto più ricorrenti negli uomini che nelle donne.
In uno studio il 73% dei pazienti su 44 donne e 16 uomini, a cui sono stati somministrati 500 ml di SUCCO di MIRTILLO ROSSO al giorno ha mostrato benefici e il 61% di loro ha visto la ricomparsa dell’infezione cessandone l’assunzione, pur essendo non di largo utilizzo conviene prenderlo in considerazione; importante notare come devono essere assunti succhi di mirtillo allungati al limite con succo di uva, mela o di mirtillo nero, dato che in commercio molti succhi di mirtillo rosso contengono zucchero che ha un effetto deteriore sul sistema immunitario, quindi forse sarebbe meglio assumer frutti di mirtillo rossi freschi oppure assumere estratti in pillole di mirtillo rosso. E’ stato visto che il succo di mirtillo rosso è in grado di impedire all’Escherichia Coli di aderire alle pareti di vescica ed uretra e quindi è particolarmente indicato nelle Cistite nelle quali si trova tale batterio.
E’ inoltre consigliato mangiare molta cipolla, ridurre le calorie, evitare zuccheri semplici e carboidrati raffinati (quindi meglio assumere pasta e pane integrali, ed è meglio diluire i succhi di frutta e bere almeno 2 litri/die di acqua), ed evitare bevande gassate, caffè ed alcol.
Le donne che abbiano una storia di infezioni urinarie dovrebbero lavare genitali e uretra con l’infuso di idraste (2 cucchiaini per tazza) prima e dopo il rapporto sessuale e se questo non fosse abbastanza efficace con iodio povidone. E’ poi consigliata l’assunzione di olio di legno di sandalo al dosaggio di 1-2 gocce.

Integratori alimentari consigliati
· Vitamina C: 500 mg ogni 2 ore
· Bioflavonoidi: 1000 mg/die
· Vitamina A: 25 000 UI/die
· Beta-carotene: 200 000 UI/die
· Zinco: 30 mg/die (evidentemente lo zinco è utile per i problemi sessuali non solo maschili)
· Colina: 1000 mg/die

Come ultimo suggerimento è infine consigliato di alcalinizzare le urine, (meglio l’utilizzo della dieta Crudista) ed è l’unico trattamento possibile alternativo per le cistiti senza batteriuria cioè senza rilevamento di batteri nelle urine, questo si riesce a farlo con i CITRATI specialmente quelli di sodio e potassio, ed è consigliato poi a chi abbia cistite con batteri in quanto è dimostrato che l’uva ursina e l’idraste agiscono meglio in ambiente alcalino.
Per la CISTITE INTERSTIZIALE è consigliata invece la CENTELLA ASIATICA, è dimostrato che migliora l’integrità del tessuto connettivale interstiziale e promuove la guarigione delle ulcere vescicali.
Il dosaggio della tintura madre [1:5] (TM) che è reperibile in erboristeria è di 10-20 ml /die
Le altre applicazioni di questa pianta detta anche “miseria indiana” sono:
– lebbra (risposta terapeutica paragonabile a quella del farmaco DAPSONE, che è quello usato di norma per tale malattia)
– ferite chirurgiche come interventi di otorinolaringoiatria
– ulcere cutanee dovute a insufficienza venosa e arteriosa lesioni traumatiche della pelle
– gangrena
– trapianti di cute
– lesioni da schistosomiasi
– lesioni perineali prodotte durante il parto
Le infezioni della vescica sono talvolta collegate ai funghi come la Candida nelle donne la CISTITE può avvenire da infiammazioni presenti nell’intestino e/o nella vagina e può dipendere, così anche come per l’uomo da un’ostruzione uretrale da trauma o da calcolosi, dalla gravidanza o da pratiche omosessuali maschili, ma molto più frequentemente da anomalie strutturali del rene.
Si ricorda l’importanza di assumere capsule di Probiotici.

– Il  rimedio naturale più utilizzato è l’Uva ursina, potente antibatterico delle vie urinarie,  sia come estratto secco in capsule, sia in gocce.
La cistite è spesso recidivante ed in questi casi sulla parete della vescica si possono formare cicatrici dove può insediarsi una successiva infezione.  E’ indicato bere un infuso o prendere 50 gocce  di Uva ursina in un  bicchiere d’acqua tutte le sere e la mattina a digiuno. Per rafforzarne l’effetto si consiglia di aggiungere nell’acqua un cucchiaino di bicarbonato di sodio.
–  l’Equiseto che ha proprietà antibatteriche, antisettiche e rimineralizzanti.
– il macerato glicerico di mirtillo rosso è indicato nelle cistiti recidivanti per le sue proprietà antibatteriche: assumere 50 gocce un quarto d’ora prima di pranzo e cena.
– Un altro ottimo prodotto ci viene dall’Australia: il tea tree oil. Lo si può trovare sotto forma di olio essenziale (pochissime gocce e sempre diluito) o di opercoli da assumere a digiuno.
– La Pilosella (hieracium pilosella) con il suo contenuto di  idrossicumarine è un ottimo rimedio, ed inoltre  la pianta possiede anche attività diuretica e attiva i processi riparativi della mucosa vescicale.
– Per stimolare le difese immunitarie si possono usare piante come l’echinacea e l’eleuterococco.
– E’ anche utile l’utilizzo di probiotici per il ripristino dell’omeostasi intestinale, valutando anche l’uso di probiotici specifici per l’apparato uro-genitale.

Promemoria:
La cistite è un’infiammazione della parte vescicale. È caratterizzata da un bisogno frequente di emettere piccole quantità di urina che al momento della minzione  provocano bruciore.
Con gli essenziali, ci sono diverse soluzioni che posso aiutare a risolvere il problema, ad esempio usando la melaleuca, l’origano e il limone con una modalità semplice per noi donne.
In molti casi la cistite è segno di collera dovuta al fatto di non essere stati  ascoltati o rispettati nei nostri bisogni o rispettati nei nostri spazi.
Sostanzialmente è vista come un’invasione di territorio inteso come spazio, o dei nostri oggetti od a livello psicologico.
Il non essere rispettato nel nostro essere, in quello che siamo, crea rabbia.
Se avete la cistite, prima di prendere farmaci o altro, chiedetevi “perché mi è venuta la cistite ?”. Fate caso da quando sono iniziati i problemi/sintomi. Magari può coincidere con un qualcosa che vi ha invaso o mancato di rispetto, parlatene e sfogatevi, nel senso buono, con qualcuno.

L’utilità dei parassiti “facinorosi”
Il Cordyceps sinensis è un fungo di crudeltà insospettata, un parassita che riesce a prendere il controllo dei suoi ospiti di usarli a suo vantaggio!
Ma la natura è ben fatta, e vedrete che questo carnefice spietato può anche rendere un grande servizio per la salute umana .
Il Cordyceps cresce negli altopiani del Tibet, alta circa 3.500 metri. Per sopravvivere attacca principalmente le formiche, ragni, farfalle e altre larve. Ma si può chiedere già una domanda: i funghi non possono muoversi, così, come è questo fatto che sembra che si spostino ? cio’ che fanno è affascinante.
Il Cordyceps quando “reperisce” una formica che gli passa sopra rilasciale sue spore (cellule in grado di riprodursi senza fecondazione) che penetrano il corpo dell’insetto.
Le spore si sviluppano nel suo corpo, consumando la formica all’ interno senza attaccare gli organi vitali (per ora …). fin quando prende il controllo del suo cervello.
Il fungo sarà in grado gradualmente di prendere il controllo della formica progredendo verso il suo cervello. La formica inizia a comportarsi disorientata, come se fosse “deprogrammata” e gradualmente sta per diventare la “creatura del fungo”.
Quando la mutazione è completata, la formica inizia a salire, contro la sua volontà, lungo un albero. Una volta in alto, pianta le sue mandibole in una foglia o un ramo, poi muore.
Lei ha alcun interesse a fungo: attraverso di essa, al Cordyceps basta trovare il luogo favorevole per le spore in modo che possano diffondersi nel modo più efficace utilizzando anche il vento.
Presto, uno stelo comincia a crescere sulla parte posteriore della testa della formica morta. Si tratta di un nuovo fungo; un paio di settimane più tardi esplode diffondendo le sue spore letali atte a trovare altre vittime (formiche) da colonizzare …
Il significato nascosto della natura
Tutto questo è affascinante, ma si dirà: e allora?
Ma questa non è la fine del ciclo. Il Cordyceps, a sua volta, rivela un valore che supera ampiamente tutto cio’. E questa volta, per il bene degli uomini.
I pastori degli altopiani tibetani sono stati i primi ad aver notato che da più di mille anni, questo fungo non era estraneo alla salute dei loro greggi, spinte nel mezzo dell’erba da pascolo, dai loro yak.

Da allora, numerose pubblicazioni hanno analizzato gli effetti terapeutici del fungo, compresa la sua capacità di mantenere o migliorare la funzione renale in caso di insufficienza cronica.
Nei pazienti, i nefroni non garantiscono correttamente il loro ruolo di filtraggio del sangue e delle urine in formazione; i rifiuti tossici e minerali poi accumulano, il che può richiedere fino alla dialisi (utilizzando una macchina per lavare il sangue invece dei reni) od un trapianto.
Ed è qui che Cordyceps, per così dire, rende all’uomo quello che ha inserito alla formica …
Il giornale “benessere Alternativo”, pubblicato nel Luglio 2015 spiega e descrive gli effetti benefici del Cordyceps sulla salute del rene e delle vie urinarie di conseguenza , da una sintesi di 22 studi su oltre 1700 pazienti:
– Il fungo ha ridotto i livelli di creatinina nel sangue. Questa sostanza è un prodotto di scarto organici dei muscoli, rilasciato nel flusso sanguigno e trasportati ai reni che di solito procedono allo smaltimento.
– Il Cordyceps aiuta anche a ridurre la quantità di proteine​​presenti nelle urine (albumina), un altro indicatore di disfunzione renale. Prendendo il fungo ha contribuito a combattere l’anemia, sintomo sperimentato da molti pazienti con insufficienza renale, aumentando la quantità di emoglobina nel sangue.
– Cordyceps riduce anche lo sviluppo della fibrosi renale di lesioni che portano alla distruzione dell’architettura dell’organo.

È per questo che tra maggio e giugno di ogni anno, nel Tibet i maschi lasciano i loro villaggi e andare alla raccolta di questi preziosi funghi. Perché è un fungo aro, perché ci vogliono sei anni per completare la sua crescita, Cordyceps è anche componenti di uno dei farmaci più costosi al mondo.
Nel 2012, il prezzo ha raggiunto 000 $ 140 per kg, 4 volte il prezzo dell’oro !

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Reni: le patologie trattate con la dieta vegetariana – 24 Dicembre 2010
Le patologie ai reni, secondo un recente studio americano, troverebbero nella dieta vegetariana un trattamento efficace.
La scoperta è partita dal fosforo, ossia dato che i pazienti affetti da malattie renali hanno la necessità di limitare l’assunzione di questa sostanza. Infatti livelli di fosforo elevati sono tossici per queste persone, ciò avviene in quanto le cellule dei tessuti renali sono state sottoposte a stress psico-fisiologico per vari cofattori: alimentazione inadatta, Vaccini, farmaci, acque inquinate ecc.
Lo studio è stato condotto da un gruppo di ricercatori dell’Indiana University, e pubblicato su Clinical Journal of the American Society of Nephrology. La ricerca ha analizzato due stili alimentari, effettuando analisi del sangue.
I risultati di questi esami hanno evidenziato che un’alimentazione a base di cereali, (NdR: specialmente riso e mais) dona un apporto di fosforo inferiore, introducendo, invece i fitati che impegnano e fanno lavorare di meno il metabolismo si ha una diminuzione del rischio di patologie renali. Perché livelli alti di fosforo sono dannosi per i reni ?
I cereali integrali sembrano offrire molti benefici per la salute, ma non è consigliabile esagerare nel consumo, specialmente se crudi, come nel caso della crusca non raffinata. Questo perché la fibra, di solito rimossa durante la macinazione, contiene una sostanza detta fitato.
È dimostrato che i fitati riducono l’utilizzo e l’assorbimento da parte del corpo di numerosi minerali tra cui il calcio, fosforo e lo zinco. Gli enzimi contenuti nel lievito (usato per fare il pane) distruggono la maggior parte dei fitati, così come accade anche attraverso i metodi di lavorazione degli alimenti che richiedono calore, come la lavorazione dei cereali da colazione a base di crusca. Per la maggior parte delle persone, la quantità di fitati presenti nella propria alimentazione non causa problemi, mentre coloro che assumono grandissime quantità di cereali integrali potrebbero avere bisogno di un integratore di minerali.
Chi soffre di malattie renali, purtroppo, non riesce ad eliminare ed a metabolizzare alcuni elementi.
Tra questi elementi c’è appunto il fosforo. Tra le complicanze causate da questa sostanza si parla di malattie cardiovascolari, con un aumento, importante, della mortalità.
Lo studio eseguito dall’Indiana University è molto importante per prevenire le complicanze e cercare di guarire la malattia e’ possibile grazie ad un’alimentazione controllata e sana.

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INCONTINENZA URINARIA
L’incontinenza è l’incapacità di trattenere materiale solido o liquido da parte degli sfinteri dell’organismo dovuta all’alterazione dei meccanismi nervosi che permettono il controllo volontario dell’apertura e della chiusura degli sfinteri.
E’ un disturbo che colpisce una percentuale compresa tra il 10 e il 30% dei soggetti con piu’ di 65 anni che vivono autonomamente e il 50% di quelli ospiti di case di cura e di altri ricoveri per anziani.

E’ una situazione molto più diffusa di quello che si pensi e ciò è dovuto al fatto che molto spesso specie le donne, hanno difficoltà spinte dal pudore a rivolgersi dal medico per risolvere questo problema, che presenta un vasto ventaglio di opportunità terapeutiche.
E’ una situazione clinica che non influenza la durata della vita, ma molto sulla qualità di vita, condizionando i rapporti sociali e lavorativi e con ripercussioni psicologiche togliendo molto spesso la gioia e la felicità di una serata con amici, di una passeggiata o di una corsa nel parco o semplicemente di fare la spesa tranquillamente.

Le strategie di cura contro l’incontinenza urinaria femminile, con l’omeopatia
Il problema dell’incontinenza urinaria, cioè della perdita involontaria di urina, colpisce prevalentemente il sesso femminile e la sua incidenza aumenta con l’aumentare dell’età. Esistono varie modalità con cui l’incontinenza urinaria si manifesta: l’incontinenza da stress, per esempio, consiste nella perdita di urina in conseguenza di aumenti della pressione addominale, quindi con i colpi di tosse oppure gli starnuti, mentre l’incontinenza da urgenza e’ legata a perdite che si verificano a seguito di uno stimolo impellente alla minzione.
Opportuni esami, quali l’esame delle urine e l’urinocoltura, permetteranno di escludere eventuali infezioni, mentre un’ecografia consentirà di verificare l’eventuale presenza di patologie organiche.
Tra i rimedi importanti per affrontare il disturbo con l’omeopatia, si segnala Gelsemium, che oltre ad essere un rimedio dell’enuresi notturna, è indicato quando l’incontinenza si manifesta durante gli attacchi di mal di testa.
Pulsatilla è utile quando la perdita di urine avviene durante gli attacchi di tosse, come per Causticum, e durante la convalescenza dopo malattie infettive, per esempio le malattie esantematiche.
Anche Psorinum può essere usato in casi di perdita del controllo della vescica in corso di convalescenza dopo malattie acute e in seguito a comparsa improvvisa di dermatiti o dopo la soppressione di un eczema cutaneo.
Bryonia si usa invece in caso di incontinenza, in particolare nelle donne anziane, che si verifica con il movimento: durante una camminata, o facendo i lavori domestici. Il problema termina interrompendo queste attività, dunque stando quieti, immobili.
Anche Ferrum metallicum è un rimedio prescritto in caso di perdite urinarie correlate al movimento e all’attività fisica, soprattutto nei bambini troppo concentrati nel gioco che stanno facendo.
La particolarità di Hyoscyamus è di essere indicato quando la perdita si verifica sentendo scorrere l’acqua oppure durante uno stato di alterazione psicologica, come una crisi di rabbia violenta o un pianto a dirotto.
By Elio Rossi
Tratto da:
repubblica.it/supplementi/salute/2008/04/10/benessereterapienonconvenzionali/046alt57546.html

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Quando i reni producono bruciori e irritazioni
In presenza di problemi di funzionalità renale alcuni rimedi omeopatici possono, in modo complementare ai trattamenti convenzionali, contribuire a stimolare ed equilibrare le funzioni di questi organi.
Apis mellifica, cioè il veleno dell’ape, è stato, prima dell’avvento degli antibiotici, il principale rimedio omeopatico delle nefriti post-streptococciche, quando per esempio, dopo una scarlattina, si riscontrava la presenza di sangue e proteine nelle urine, insieme a ritenzione urinaria e gonfiore alle estremità.
Questo rimedio è indicato anche nelle infiammazioni delle vie urinarie, in caso di cistite e uretrite, accompagnate da dolori pungenti, urine scarse e torbide, con l’ultima goccia della minzione che lascia un senso di irritazione e di bruciore sui tessuti della mucosa.
Helonias dioica è indicato quando il sintomo caratteristico è la costante sensazione di bruciore a livello delle logge renali.
Sono presenti ematuria e proteinuria, con desiderio di urinare spesso e bruciore anche alla minzione. Le urine sono abbondanti e chiare.
Berberis è un rimedio tipico dei calcoli. Si usa quando ci sono dolori pungenti a livello lombare che scendono verso la vescica o, viceversa, dalla vescica risalgono lungo il decorso degli ureteri, peggiorano con la pressione sulle parti dolenti e con il movimento.
I disturbi sono prevalentemente localizzati a sinistra, le urine sono torbide e presentano un sedimento rossastro (come polvere di mattone).
Anche in Terebenthina sono presenti dolori brucianti che dalla zona renale si estendono alla vescica, con costante desiderio di urinare anche se solo poche gocce; le urine hanno un caratteristico odore dolciastro di violetta. Spesso i problemi renali insorgono dopo malattie infettive acute.
By Elio Rossi – Tratto da: larepubblica.it

vedi: CALCOLI RENALI (Calcolosi – Nefrolitiasi) + CALCOLI dell’Apparato urinario

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CISTITE
Bisogno continuo di fare pipì, forti bruciori, brividi, pancia gonfia, presenza di sangue nelle urine: sono i classici sintomi della cistite, un’infiammazione delle vie urinarie tipicamente femminile e particolarmente fastidiosa.
Il motivo per cui colpisce molto più le donne che gli uomini è anatomico: la cistite è generalmente provocata dall’alterazione della flora batterica; i batteri mutati (nocivi) passano dall’intestino all’uretra e da lì riescono a risalire fino alla vescica, colonizzandola. Nelle donne l’uretra è molto più corta che negli uomini, quindi lo è anche la “strada” da percorrere per arrivare in alto: ecco perché le signore sono più soggette a infiammazioni di questo tipo.
Per sconfiggere la cistite bisogna agire su due fronti: cacciare i batteri mutati (nocivi) dalla vescica e ripristinare l’equilibrio della flora batterica nell’intestino.
Il primo punto può essere risolto con la classica terapia antibiotica. Più sicuro e naturale è invece un approccio a base di uva ursina e mirtillo rosso: l’uva ursina è un disinfettante delle vie urinarie, il mirtillo normalizza il pH. Una terapia di questo tipo può essere ripetuta ciclicamente in modo da prevenire la comparsa delle cistiti ricorrenti. Per il secondo punto, ovvero il ripristino della flora intestinale, è sufficiente una bella dose di enzimi e fermenti lattici vivi per almeno 30 giorni.
Ma più che curarla, la cistite, sarebbe opportuno prevenirla. Basta seguire alcune elementari regole di “educazione intima”…
1 – Fare sempre pipì prima di un rapporto sessuale. Dopo il rapporto, infatti, c’è una momentanea distorsione delle pareti dell’uretra, per cui una parte dell’urina può rientrare trascinando con sé i batteri
2 – Bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno: diluisce l’urina e diminuisce il rischio di avere ancora un’infiammazione
3 – Non trattenere mai la pipì per molto tempo per non creare eccessive concentrazioni di batteri
4 – Non indossare indumenti troppo stretti: facilitano una scarsa aerazione e un pericoloso contatto tra uretra e genitali
5 – Non abusare delle lavande intime; per l’igiene quotidiana, utilizzare detergenti non aggressivi e a pH acido, quello naturale della pelle, facendo attenzione a lavarsi sempre dal davanti al dietro, mai viceversa, per non contaminare i genitali con i germi dell’intestino
6 – Evitare il più possibile gli assorbenti interni, perché favoriscono le infezioni batteriche
7 – Cercare di mantenere una certa regolarità intestinale, affidandosi ai tradizionali rimedi anti stitichezza: attività fisica, dieta ricca di frutta, verdura e fibre.
Tratto da: farmasalute.it (con alcune modifiche del Redattore di questa pagina)

CISTITE:
La cistite è una fastidiosa infiammazione (flogosi) della mucosa vescicale. Colpisce prevalentemente il sesso femminile e spesso si accompagna ad un bisogno continuo e doloroso di urinare. La cistite insorge talvolta senza sintomi o cause evidenti, altre volte è secondaria a pratiche anticoncezionali o a rapporti sessuali.
L’infezione è causata da batteri (e/o funghi) che popolano l’ultimo tratto dell’intestino, fra cui in prima linea il colibacillo, o da altri. Tali germi possono raggiungere la vescica dall’esterno, passando attraverso l’uretra, o dall’interno, per propagazioni da organi vicini, o ancora per via ematica.

Come rappresentato in figura l’uretra femminile è più breve di quella maschile. Tale caratteristica, associata all’assenza dell’effetto battericida delle secrezioni prostatiche e ad altre peculiarità anatomiche sfavorevoli, come il sito d’apertura più facilmente contaminabile dai microrganismi fecali, aumenta la suscettibilità femminile alla cistite.
Si calcola che una percentuale di donne compresa tra il 10 ed il 20% soffrirà, almeno una volta nel corso della sua vita, di un’infezione del tratto urinario. L’incidenza della cistite aumenta notevolmente con l’avanzare dell’età, si stima infatti che circa il 20-50% delle donne over 60 soffra di tale disturbo. La causa va ricercata in alcuni problemi legati alla menopausa, come la carenza estrogenica e le dislocazioni degli organi pelvici.

Nell’uomo, senza anomalie anatomiche alle vie urinarie, la cistite si associa spesso a prostatite batterica. Anche per il sesso maschile l’incidenza di cistiti, soprattutto quelle dovute a fenomeni ostruttivi, aumenta nell’età avanzata.

Il processo infiammatorio a carico della vescica può essere acuto, subacuto e cronico. L’infezione può infatti risolversi dopo un solo episodio, oppure, specie quando viene trascurata, ripresentarsi e cronicizzare. In questi casi il processo infettivo può estendersi pericolosamente alle vie genitali o alle alte vie urinarie.

Sintomi – Sul piano clinico la cistite è caratterizzata dai seguenti sintomi irritativi:
– pollachiuria: aumento transitorio o permanente del numero di minzioni durante le 24 ore;
– disuria: difficoltà nell’urinare saltuaria o continua, la minzione può essere lenta e poco copiosa; tutto ciò richiede uno sforzo eccessivo, i muscoli appaiono contratti ed il getto può risultare modificato nel volume o nella forma (deviato, tortuoso ecc. o arrestarsi improvvisamente e involontariamente;
– bruciore o dolore durante la minzione, talvolta accompagnato da brividi e freddo;
– tenesmo vescicale: spasmo doloroso seguito dall’urgente bisogno di urinare;
– urine torbide, a volte maleodoranti;
– talvolta è presente anche ematuria o piuria, termini utilizzati per indicare, rispettivamente, la presenza di sangue e pus nelle urine.

In genere la cistite acuta e non complicata non causa febbre, quando la temperatura sale notevolmente è possibile che l’infezione si sia propagata alle alte vie urinarie.
La fenomenologia della cistite cronica è simile a quella della cistite acuta ma caratterizzata da sintomi più lievi.

Cause di insorgenza della cistite
La vescica ha una notevole resistenza alle infezioni ed in condizioni normali l’urina che contiene è sterile. Esistono tuttavia particolari condizioni che rendonono l’organismo più suscettibile all’attacco batterico. Questi microrganismi possono raggiungere la vescica per via ascendente (risalita lungo l’uretra dopo emissione con le feci), discendente (discesa dal rene) o ematica.
La cistite può quindi manifestarsi per la presenza di numerose condizioni predisponenti:
– debilitazione del sistema immunitario in seguito a terapia antibiotica, alimentazione irregolare o stress eccessivo
– affaticamento fisico o mentale
– scarsa o eccessiva igiene intima
– utilizzo di assorbenti interni
– uso del diaframma e di creme spermicide che diminuiscono il pH vaginale favorendo la contaminazione batterica
– pantaloni o biancheria intima eccessivamente aderente
– malattie sessualmente trasmissibili come la gonorrea o blenorrea
– agenti chimici tossici
– malformazioni dell’apparato urinario
– rapporti sessuali
– utilizzo del catetere
– stenosi o restringimenti uretrali
– presenza di corpi estranei o patologici nella vescica (calcoli o tumori)
– diverticoli
– ipertrofia prostatica
– diabete: la presenza di glucosio nelle urine (glicosuria) favorisce la crescita batterica.
Tratto da: my-personaltrainer.it

Commento NdR: l’articolista si è dimenticato di dire che l’ alterazione degli Enzimi e della Flora batterica intestinale permette la proliferazione della Candida Albicans che è una delle principali cause di questo sintomo alla cui base vi è un’alterazione del Terreno anche spirituale-emozionale – vedi Vari Terreni +  Infiammazione

Ricordarsi che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell’organismo.

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Cistite, quell’emozione che non puoi più trattenere.
Quel fastidio in fondo alla pancia, una sensazione persistente di indisposizione, e poi quel bruciore; un malessere interno che “spinge”, che “pesa”, che non ci fa sentire “a posto”. Sono sintomi frequenti, che affliggono soprattutto le donne, spesso ma non necessariamente solo manifestazioni della cistite, un’infiammazione della vescica urinaria.
Queste sintomatologie costituiscono l’opportunità per il corpo di esprimere fisicamente il nostro bisogno emozionale di risolvere e di liberarci di stantie situazioni che non possono più essere “tenute dentro”, accantonate e mai risolte, seppur a caro prezzo perché in contrasto con la nostra “impalcatura razionale”, con quanto abbiamo costruito con fatica, e con quanto “ormai abbiamo sopportato fino ad ora”.
Il punto è che “aver sopportato” non è una buona ragione per continuare a sopportare, anche se ci si affeziona sempre al tempo trascorso, anche quando questo significa dolore.

“Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria”, e c’è allora da chiedersi quale sia l’atto a cui stiamo reagendo, e chi l’abbia posto in essere. La cistite, come qualsiasi problematica fisica, denuncia le nostre emozioni più recondite, tradisce il nostro vero stato d’animo, inscenandolo teatralmente in modo netto e sintomatico, cosicché non si possa più “fare finta di nulla”, poiché le nostre condizioni fisiche ci impongono un cambiamento forzato balzando sulla scena da protagoniste e prendendosi forzosamente quell’attenzione che era stata loro negata.

Eppure, nonostante siamo ormai proiettati verso il terzo millennio, viviamo nei confronti del nostro corpo il disagio di chi ascolta qualcuno che gli parla in una lingua sconosciuta; assistendo così ad una “involuzione” delle nostre capacità.
Il progressivo allontanarci dalla nostra natura, dal corpo, da noi stessi, ha reso il linguaggio del corpo incomprensibile ed ostile. Il risultato è che paradossalmente non sappiamo più in che direzione andare, nemmeno quando si tratta di andare incontro a noi stessi.
Ecco allora qualche indicazione utile per districarci in questo complicato rompicapo; la prima cosa da osservare è il “luogo”, il teatro dell’“indisposizione”, che ci aiuta a circoscrivere la zona di interesse.
In questo caso ci riferiamo all’apparato genitale (generalmente femminile, più raramente, maschile) che simbolicamente rappresenta il cuore della vita privata (individuale e di coppia) della persona.
La collocazione dell’infiammazione, ciò che chiameremmo beffardamente “il posto indisposto” dà un segnale forte e chiaro, diverso a seconda che sia un uomo o una donna a contrarre l’infiammazione.

La sintomatologia ricorre specialmente in donne la cui relazione con il partner è diventata schiacciante, svilente.
Nella mia esperienza ho visto cronicizzare queste sintomatologie specialmente in donne che percepiscono il compagno come un’autorità prevaricatrice e che nutrono un complesso di inferiorità latente nei suoi confronti; donne che non si sentono valorizzate né rispettate, che sentono di contare (e di essere gratificate) solo quando “si piegano” al volere del marito/compagno e che, anche se ostentano una formale libertà, nascondono (anche a se stesse) un senso di sottomissione.
Quando l’uomo è vissuto in questo modo, si finisce inesorabilmente col covare dentro un senso di colpa, di poco rispetto verso se stesse, di insoddisfazione generale, ma anche di timore nei confronti del cambiamento ed un grande senso di vergogna che si manifesta qualora cali il “paravento” della superficiale solidità dietro la quale si riparano le certezze della donna.
L’identificarsi con la volontà maschile ed il sentirsi sicura solo quando questo avviene, (e gratificata quando ciò viene riconosciuto dal compagno), ha una forte eco in termini “intimi” e finisce per “schiacciare” l’identità femminile, per “pesare” ed incrinare profondamente l’autostima della donna e delle sue manifestazioni archetipiche inconsce.
Ed ecco allora che qualcosa dentro “brucia” ma è così profondo, intimo e radicato, che non ce ne si può liberare fintanto che non lo si ammette a se stesse. L’infiammazione ha il colore del fuoco, il rosso, che però non è visibile all’esterno, voce di un dramma che la donna vive tutto dentro, di un contrasto che si sviluppa all’interno e che fuori si estrinseca solo con una manifestazione superficiale che è ben poca cosa rispetto al dolore ed al “disagio” che comporta l’infiammazione (il frequente stimolo di urinare).
Ciò che brucia è dentro, così come dentro si sviluppano tutte queste dinamiche che non devono essere viste, notate, percepite dagli altri. La donna “nasconde” al resto del mondo la sua inadeguatezza, senza riuscire ad identificare con certezza da dove viene. Un certa predisposizione a questa somatizzazione, si può notare nelle donne che hanno ricevuto un’educazione di impostazione fortemente conservativa e cattolica, perché particolarmente sensibili alle potenziali conseguenze negative che potrebbero comportare i cambiamenti nel loro modo di essere qualora si rendessero consapevoli di tali dinamiche, non riuscendo perciò più a sopportarle.
Quando la donna smette di “subire” si fa infatti immediatamente strada lo spauracchio del fallimento e dell’abbandono. Soprattutto in questi casi in cui la persona finisce con l’identificarsi totalmente con l’altro, e quindi in cui l”altro” è percepito come una certezza (o meglio, come l’unica certezza) i disagi percepiti in conseguenza delle paure di abbandono, si fanno particolarmente gravi, oltre a sommarsi ad un senso di profonda incertezza legata ad una prospettiva di cambiamento, che viene associata ad un’ipotesi separazione/divorzio.
Questo avviene perché la donna cova in sé la tragica consapevolezza che è proprio il suo essere sottomessa e quindi quel suo nutrire l’aspetto egoico maschile che fa si che il compagno la accetti. Il sentimento fa da corollario, non è il cuore della relazione. L’uomo è innamorato di come la donna lo rispecchia, di come è con lui.
Ecco perché la donna rifiuta e rifugge razionalmente questi impulsi emotivi, eppure li vive, perciò questi non possono che manifestarsi sotto una forma paradossalmente più “tollerabile” dalla persona ovvero fisicamente, sfociando in uno scarico doloroso che non si può più trattenere.
Piuttosto che affrontare razionalmente queste eventuali dinamiche, la donna “si sottomette” e, come molti altri mammiferi, che sottomettendosi urinano, cronicizza questa manifestazione ad effetto punitivo e catartico rafforzato ulteriormente dal dolore, simbolo dell’espiazione fisica dei propri “pensieri peccaminosi” in senso cattolico (quali la eventuale ribellione nei confronti del partner che potrebbe avere conseguenze importanti sugli equilibri della coppia, o la stessa ammissione della rottura e della insostenibilità del rapporto) ed dall’infiammazione, che mette in scena il contrasto, la lotta tra ciò che è giusto socialmente e ciò che invece ci si sente,, lotta che, come è analogicamente intuitivo, genera attrito e calore.

Come dicevamo, tutto il corpo è uno schermo dove vengono proiettate le tematiche inconsce, tanti film caratterizzati dal vissuto, dal represso ed dall’immaginario simbolico ed archetipico individuale e collettivo. La vagina e la vescica non fanno eccezione. Come abbiamo visto, la donna sconta il mancato rispetto di sé e si comprende perciò come questo tipo di problematica si manifesti ogni qual volta questo accada; non solo quando si è schiacciate dal confronto con un uomo egocentrico e forzatamente protagonista, ma anche quando l’auto-imposizione di una vita frenetica, che lascia senza tempo, la mette paradossalmente, nuovamente in secondo piano.

Che succede quando le cose da fare prendono il sopravvento ? Che ciò che si fa assume improvvisamente più importanza di ciò che si è. La donna si schiera in prima linea, si espone a responsabilità “stimolanti, continue, urgenti, però anche fastidiose, irritanti, brucianti, inevitabili” descrizione che mi sono sentita fare spesso e che ovviamente del tutto casualmente… coincide perfettamente con la descrizione dei sintomi della cistite !
E’ come se la donna si trovasse a somatizzare uno stato di “di squilibrio emozionale e frenesia lavorativa, di eccitazione perenne”, di intima esaltazione (repressa volontariamente) per svariati motivi.
Tali motivi possono essere di origine sociale (colleghi potenzialmente invidiosi, problemi familiari, dinamiche sociali e relazionali) e personali (non ci vuole fermarsi ad assaporare i successi per ragioni latenti autopunitive, celate sotto il paravento della “modestia” o perché ci si trova inseriti in un meccanismo tale per cui si è continuamente, perversamente proiettati verso il raggiungimento del “prossimo obbiettivo” e concedersi di godere del gradino appena salito pare un moto di superbia completamente ingiustificato, perché percepito come “dovuto, scontato”, in una parola “il minimo”.

La donna, dopo aver lottato molto, si trova “finalmente” a “rompere il fiato”, a correre con meno sforzo e con più disinvoltura; cominciando i successi personali, si apre la porta dell’autorealizzazione, l’emozione è forte, bruciante, ma viene spesso vissuta “in solitaria”, non verbalizzata. Si tende ancora una volta a trascurare se stesse, in nome di successi sempre più grandi agendo sempre meno “per il proprio piacere” quanto più per un’astratta idea di piacere che poi, a ben pensarci, coincide con il piacere di altri (e non necessariamente con il nostro). Il corpo non è più il fine, l’oggetto dell’attenzione (che è spostata invece fuori di sé) ma viene vissuto come un mero strumento, un “lasciapassare”.
Proprio come l’auto di una persona importante, il corpo deve essere esteticamente bello, lucido e pulito, poco importa se sotto i rivestimenti ricercati si celano buchi e cuciture, basta che non si veda. La donna, correndo, non prende consapevolezza delle continue emozioni, anche positive, e difficilmente le condivide (creando perciò tutti i presupposti per la somatizzazione), la quale non a caso si tradurrà in uno “sfogo”, in un “pianto intimo”, nel pianto di chi non viene ascoltato. Il continuo scarico, ben si contestualizza nel frenetico stile di vita di queste donne e l’atto dell’urinare, analogicamente ci riporta al comportamento di altri mammiferi che urinano se molto emozionati/impauriti, si accompagnano al bruciore.
La donna è infervorata, ha il fuoco dentro: la passione l’entusiasmo, eppure nella corsa ha dimenticato se stessa e la cistite la costringe a rallentare, a prestare attenzione a quella parte di sé che trascura.

Ecco la chiave evolutiva intrinseca celata dalla cistite e da sintomatologie annesse; essa costituisce un’occasione costruttiva per dar voce alla parte di noi che abbiamo per mille ragioni trascurato e represso, a quel fuoco che cova e poco importa che questo sia o meno condiviso dalla “ragione”; di fatto esiste ed in quanto esistente, ha un peso, un significato, un’importanza ed un’identità; ovvero ha tutte le caratteristiche per poterci “bloccare costringendoci “con le cattive” a guardare di nuovo a noi stesse, a rispostare il baricentro su di noi. Ci ricorda che siamo fragili e non invincibili.
La “morale” da non dimenticare è che possiamo fare tanto solo se stiamo bene, e basta un “piccolo, fastidioso disturbo” per rovinare la corsa. Ecco che allora emerge con chiarezza un assioma tanto semplice quanto importante “la salute intesa come benessere, ovvero come amore verso noi stessi) non solo viene prima di tutto, ma ne è la base (del tutto !)” ed è immediato ed intuitivo che senza questo, anche qualsiasi altro obbiettivo personale, professionale, sociale e lavorativo, perde di senso.
By Dr.essa Sivia Caldironi – Consulente Psicosomatista e Coach Personale

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dr. Jean Paul Vanoli, esperto per la Vera scienza, conoscenza, filosofo della vita eterna, consulente in Medicine Naturali, Scienza della Nutrizione, Bioelettronica e Naturopatia. Consulente di: https://mednat.news (vedi Curriculum) - info@mednat.news - Sovrano, Ambasciatore e Trustee del Trust/Stato/Nazione/Regno libero, sovrano, extraterritoriale: VANOLI GIOVANNI PAOLO° - VANOLI G.P.° - VGP° (Trade Marks) - Defender of human, animal, bacteria and virus/exosomes rights, i.e. Life/Nature in general

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Coscienza (Qualia), mente (quantica), cervello e microtubuli

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