Rebirthing – Gallegiamento
vedi: Settimo Senso + Respirare bene
Questa Tecnica respiratoria e’ atta a raggiungere profonde consapevolezze per mente, emozioni e corpo; si effettua mediante la correzione della respirazione senza pause e permette di far emergere con dolcezza dal profondo, stati spirituali particolari con le loro emozioni, per poterli rimuovere, liberando l’individuo dai suoi antichi ed inevitabili traumi.
Il Rebirthing nasce intorno agli anni 60 negli USA da un’idea di Leonard Orr, che cercando di aiutarsi a superare i problemi esistenziali della sua vita, ha iniziato a sperimentare il respiro consapevole in acqua calda nella sua vasca da bagno, ed è ora praticato in molti paesi del mondo.
Successivamente si scoprì che gli effetti prodotti dal Rebirthing nel corpo e la successiva integrazione dello scenario della nascita, si potevano ottenere anche respirando distesi su un letto.
E’ un viaggio alla riscoperta di se’.
Oggi il Rebirthing in acqua viene praticato solo dopo che si è fatto almeno un ciclo di respirazioni a secco, questo per consentire al nostro corpo di liberarsi dai blocchi energetici e per riacquisire l’abilità alla soluzione dei problemi esistenziali.
Questa tecnica permette un benessere a livello fisico, mentale e spirituale.
Tra i fattori determinanti in una seduta di Rebirthing in acqua calda vi è quello di affidarsi totalmente e con fiducia al rebirther il quale, oltre al sostegno morale, ha il compito di consentire il galleggiamento con un adeguato sostegno fisico; si consiglia di utilizzare acqua aditivata con molto sale marino (tipo sali del mar morto) ad alta concentrazione, questo per favorire il galleggiamento e per mineralizzare per assorbimento attraverso la pelle, di minerali utili. L’acqua deve essere alla temperatura di 37°C, con assenza di stimoli esterni e riduzione della forza di gravità. Il rebirther deve avere un boccaglio ed una pinza per il naso, in quanto tutto avviene in immersione totale.
Tra il rebirther e il rebirthee (colui che respira) si deve instaurare un buon rapporto (feeling) rilassano sia il corpo che la mente. Il rebirthee deve respirare in modo consapevole rimanendo immerso nell’acqua in posizione prona, servendosi del boccaglio e della pinza per il naso.
Infatti ciò che il rebirthee può facilmente provare durante la seduta, è la simulazione dell’ambiente uterino dove l’acqua rappresenta il liquido amniotico, ristabilendo quel senso di unione vissuto nelle acque materne, tra madre e figlio.
Con la nascita infatti si da origine alla prima “separazione” e con essa ci si dimentica della sensazione di unità. Nel tentativo inconscio di tornare a quell’unità perduta ci leghiamo ad altri esseri, imbattendoci in relazioni dolorose e deludenti, che ci fanno rivivere l’esperienza di abbandono e solitudine.
Diventa difficile liberarsi da certi schemi mentali perché non se ne conosce la causa.
Spesso ci chiediamo perché non riusciamo a liberarci di un rapporto che non ci aiuta ma ci fa soffrire; la paura di essere incapaci di sopportare ancora una volta il dolore legato alla “separazione” ci “costringe” a rimanere aggrappati a quel tipo di rapporto, che e’ rappresentato dal quel dolore che inconsciamente già conosciamo poiché è impresso nella memoria delle cellule del corpo.
Questo “trauma” si attualizza ogni qualvolta viviamo relazioni dolorose. Il restimolo della memoria cellulare della nostra vita pre e perinatale ci puo’ avviare verso la guarigione del dolore della “separazione”.
By D.V.
L’acqua e la temperatura a 37°, fanno emergere il “materiale” che deve essere rimosso e continuando a respirare consapevolmente ben presto la mente raggiungerà uno stato di quiete nel quale, liberata dai condizionamenti, potrà osservare i pensieri che l’attraversano e ad ascoltare serenamente i segnali emessi dal corpo.
Il Rebirthing si è nel frattempo sviluppato molto negli Stati Uniti grazie a Leonard Orr a metà degli anni Sessanta, ed è ora praticato in diversi paesi del mondo. la parola inglese significa letteralmente: rinascere, è una particolare tecnica di respirazione, libera e profonda, che produce l’iperossigenazione del cervello ed ha esiti sul corpo positivi e sulla mente; l’unica attenzione e’ di non generare iperventilazione, perche’ con essa si generano altri problemi.
Il rebithing Insegna a respirare per rilasciare tensioni fisiche, ripulire la mente da pensieri negativi e dalle immagini limitanti che provengono dal passato, cioè a rintracciare nel nostro passato il significato delle tensioni fisiche e delle paure che governano il nostro presente.
Il rebirthing va oltre il semplice controllo fisico: la circolarità del respiro usato nel rebirthing porta ad uno stato di calma e consapevolezza elevata
L’antichissima pratica orientale della respirazione controllata ha le sue origini nel fatto che l’energia e’ presente nell’etere, quale fondamento della vita e l’atto respiratorio come uno dei miglior ausilii per mantenere la salute o guarire nel corpo e nella mente.
Il Rebirthing quindi insegna ad usare il respiro per ritrovare la gioia, l’autostima e l’amore verso se stessi , ma anche a risolvere vari problemi come l’insonnia, l’ansia, la timidezza e la depressione, ecc.
Il Rebirthing è essenzialmente una tecnica di respirazione che consiste nell’effettuare delle profonde inspirazioni cui fanno seguito delle espirazioni lente e rilassate; l’effetto è quello di una respirazione “circolare ” poiché non prevede pause intermedie tra il momento dell’inspirazione e quello dell’espirazione.
Oggi il Rebirthing è in continua evoluzione è ben si adatta a chiunque scelga di praticarlo.
Per chi pratica tale terapia (esercizi )di rebirthing esso permettere di:
– utile rivivere positivamente le esperienze negative del passato
– utile sciogliere i blocchi emotivi che impediscono una armoniosa crescita personale
– utile superare paure, ansie, tensioni e vedere il mondo con occhi nuovi
– utile nel curare depressione, attacchi di panico e disturbi psicosomatici
– utile per aprirsi a un nuovo ed equilibrato rapporto con se stessi e con gli altri
– utile anche per le donne nell’atto del parto.
Bibliografia
– Ray-Mandel, Nascita e personalità. Il modo in cui veniamo alla luce influenza la nostra vita e le relazioni con gli altri, Armenia, 1996
– Jim Leonard-Phil Laut, Rebirthing. Tecniche per integrare corpo mente e spirito, Astrolabio, 1983
– Leonard Orr, Rebirthing. La respirazione consapevole , Esoterica, 1992
– Thomas Verny e Pamela Weintraub, Le coccole dei nove mesi, Bonomi Editore, 1996
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BUTEYKO METHOD
Trentotto anni di studi hanno portato anche il dott. Konstantin Buteyko (Buteyko method) alla conclusione che asma, molte malattie respiratorie, alta pressione, ansia ed allergie sono tutte causate dall’iperventilazione cronica, cioè dal respirare sistematicamente troppa aria in un minuto.
Nel mondo odierno, a causa dei continui e ripetuti stress molte persone tendono a respirare troppo e quindi ad iperventilare.
Nella nostra cultura diamo molta importanza sia alla qualità che alla quantità di ciò che mangiamo e beviamo, ma ci soffermiamo solo di rado a pensare a quanto respiriamo.
Eppure, il fatto che possiamo stare alcune settimane senza mangiare, alcuni giorni senza bere, ma solamente alcuni minuti senza respirare, dovrebbe farci capire che la respirazione ha molta importanza per la vita e per la nostra salute.
Nella cultura orientale invece la respirazione ha sempre avuto una grande importanza, tanto che tutte le discipline orientali si sono sempre preoccupate della respirazione: gli esercizi fisici legati alle tradizioni orientali (yoga, tai chi, qi gong, tamo, arti marziali) vengono sempre eseguiti con una ben specifica sincronizzazione tra movimento e respiro, e tendono a favorire una respirazione lenta e tranquilla.
Un detto orientale infatti afferma che il respiro di una persona sana dovrebbe essere tale da non far muovere la fiamma di una candela posta davanti al naso.
Lao Tse, filosofo cinese vissuto circa nel 600 avanti Cristo, affermava che l’uomo sano respira come se non respirasse.
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La vasca di deprivazione sensoriale, chiamata anche vasca di isolamento o vasca di galleggiamento, è uno strumento inventato dal Dr. John Lilly alla fine degli anni Cinquanta per lo studio della deprivazione sensoriale.
Lavorando nei laboratori del National Institute of Mental Health (NIMH), il Dr. Lilly trovò una grande vasca usata durante la seconda guerra mondiale per lo studio sui sommozzatori. Decise di adattarla ai suoi scopi al fine di studiare meglio gli effetti della deprivazione sensoriale sul cervello umano. Il dibattito scientifico a quell’epoca verteva sulla possibilità che il cervello umano smettesse di funzionare in assenza di stimoli sensoriali. Per investigare su questa possibilità, John Lilly cercò di trasformare questa vasca in uno strumento in grado di ridurre al minimo gli stimoli esterni. Originariamente la vasca permetteva allo sperimentatore di restare in una posizione verticale, ma successivamente gli studi proseguirono su una ad assetto orizzontale. La vasca era piena di acqua satura di sale solfato di magnesio, mantenuta costantemente a temperatura corporea in modo da eliminare la sensazione tattile. Il corpo dello sperimentatore si trovava così a galleggiare in assenza di gravità in un liquido isotermico. L’assenza degli altri stimoli veniva garantita isolando la vasca da luce e rumori esterni.
John Lilly sperimentò in segreto la vasca su se stesso, portando il suo organismo in assenza di stimoli per molte ore di seguito. Da queste esperienze capì che non solo il cervello non smetteva di funzionare, anzi il galleggiamento gli aveva conferito la sensazione di riposo più profonda che avesse mai provato. Inoltre in assenza di stimoli esterni il cervello tendeva a indurre uno stato onirico profondo, in cui a volte si manifestavano anche allucinazioni. Ulteriori esperienze gli hanno consentito di esplorare i recessi più profondi della sua coscienza, e di spingersi là dove pochi altri esseri umani hanno osato. Successivamente ai suoi studi la vasca di deprivazione sensoriale divenne uno strumento diffuso per raggiungere rilassamento, benessere e introspezione interiore. Sulla vasca è stato anche prodotto un film ispirato alla vita di John Lilly che mostra la sua intensa ricerca su se stesso, Stati di allucinazione.
Come funziona
La vasca consiste in un guscio di vetroresina che accoglie al suo interno una soluzione ipersatura di Solfato di magnesio, mantenuta costantemente alla temperatura di 34.8 °C. Una volta preso posto all’interno, il corpo umano inizia a galleggiare sulla superficie del liquido che ha una profondità di soli 20 cm. All’interno della vasca si ricreano il buio e il silenzio assoluti, in modo da annullare tutti gli stimoli esterni. Dopo circa mezz’ora di sospensione nel liquido, si iniziano ad avvertire i primi segnali che qualcosa di insolito sta accadendo all’organismo. La percezione dei confini corporei in genere svanisce, per cui la persona che vi è immersa non sente più di possedere un corpo che la confina.
La sensazione di profondo rilassamento indotta da questo stato induce quella che viene chiamata “risposta parasimpatica”. L’organismo si trova ad essere defaticato dall’impegno costante di monitorare la temperatura corporea e l’assetto gravitazionale (che occupano il 90% delle risorse), e inizia a produrre sostanze associate al benessere come le endorfine.
Dopo un’ora di permanenza in questo stato, tutte le tensioni corporee sono eliminate, e anche lo stress psicologico accumulato viene rilasciato.
Applicazioni
La vasca di deprivazione sensoriale è uno strumento ormai usato da anni in tutto il mondo per migliorare lo stato di benessere psicofisico e le performance sportive. Alcune società sportive internazionali la usano per il recupero dei loro atleti. Vanta fra i suoi utilizzatori numerose personalità del mondo della scienza, della letteratura e dell’arte, grazie alla capacità di introspezione, visualizzazione e chiarezza mentale che fornisce. Lo stato particolare che si raggiunge al suo interno è paragonabile allo stato di profonda meditazione dei monaci buddhisti, come si è visto monitorando l’attività cerebrale delle persone immerse. Le onde cerebrali che vengono prodotte in maggioranza sono quelle theta, associate a visioni ipnagogiche, fantastiche, tipiche dello stato di dormiveglia.
Film (fantasia)
In numerosi film viene riportata l’idea della vasca. Primo fra tutti Stati di allucinazione (Altered States), un film del 1980 che racconta la storia di Lilly romanzata con un finale fantascientifico. Uno scienzato alla ricerca del Sé inventa la vasca e la sperimenta usando una miscela di funghi allucinogeni messicani. Quello che scopre è che ciò che si sperimenta al suo interno modifica anche la propria realtà. In questo modo, cercando di regredire allo stato primordiale, lo scienziato si trova a percorrere a ritroso le tappe dell’evoluzione umana, tornando al livello della scimmia.
Nel film Minority Report, una vasca di tipo simile viene usata dai Precog, esseri con poteri di chiaroveggenza, per indagare sui delitti che verranno commessi. In questa vasca questi esseri vengono mantenuti in vita sospesi nel liquido che ne annulla le percezioni fisiche.
Nel film Daredevil il supereroe protagonista, rimasto cieco ma con la capacità di vedere grazie al suo udito supersviluppato, trova riposo in una specie di vasca-sarcofago entro cui è protetto dai rumori esterni.
Nel film giapponese ISOLA – La tredicesima personalità, una donna in una vasca di isolamento rimane uccisa a causa del terremoto. Poiché stava sperimentando un’esperienza extracorporea, il suo spirito privato del corpo va a dimorare nel corpo di una ragazzina con personalità multiple, difendendola ogni volta che questa viene molestata.
La vasca di isolamento è citata anche in una puntata de I Simpson.
Tratto da: it.wikipedia



























































