ESOSOMI, cosa sono e cosa fanno ?
Scarti. Questa fu circa trent’anni fa, la prima definizione che gli venne data. Materiale di scarto che le cellule gettavano nella matrice extracellulare (NdR: che dalla medicina ufficiale imperante, in tutti questi anni furono ignorantemente “scambiati” per ipotetici e presunti “vIrus“).
Nessuno sicuramente, a quel tempo, poteva immaginare invece il grande potenziale che quelle piccole vescicole potessero avere. Nessuno poteva immaginare che in quel “garbage bins” (NdR: definizione inglese che in italiano suona cosi: “Bidoni di spazzatura”) potesse esserci impacchettato un mondo: gli esosomi.
Cosa sono ?
Gli esosomi (Exosomi = Ex) sono vescicole extracellulari (EV) di dimensioni nanometriche rilasciate da una suddivisione di endosomi precedenti. Gli Ex sono stati segnalati per la prima volta a metà degli anni ’80 (Pan e Johnstone, 1983). Inizialmente, i ricercatori hanno ipotizzato che gli Ex servissero semplicemente come “sacchi della spazzatura” per consentire alle cellule di sbarazzarsi dei componenti indesiderati (Lin et al., 2015).
Tuttavia, prove crescenti hanno dimostrato che le Ex svolgono un ruolo importante in molti processi cellulari e forniscono una modalità unica di comunicazione da cellula a cellula e influenzano anche i processi fisiologici e patologici (Yamashita et al., 2016; Ailuno et al., 2020). Gli Ex vengono rilasciati da molte fonti cellulari.
Possono anche essere trovati nella maggior parte dei fluidi corporei (Théry et al., 2002). Negli ultimi decenni, un numero crescente di studi ha rivelato molte altre fonti di Ex, ad esempio Ex non convenzionali derivati da prodotti di origine animale, Ex, batterici, fungini, parassiti, di origine vegetale (Schuh et al., 2019). In generale, a causa della loro funzione biologica, gli Ex svolgono un ruolo sempre più importante nella diagnosi, negli studi sull’invecchiamento, ma principalmente come vari agenti terapeutici (Aheget et al., 2020).
In questa recensione ci concentriamo principalmente su un breve riassunto di varie fonti (convenzionali e non convenzionali) di Ex, metodi di isolamento tipici, kit ampiamente utilizzati e nuove tecnologie “intelligenti” con enfasi sull’influenza delle tecniche di isolamento sul contenuto di Ex, rilevamento di proteine, RNA, mRNA e altri. Allo stesso tempo, l’attenzione è rivolta a una breve panoramica delle direzioni di applicazione biomedica delle Ex, in particolare nella diagnostica, nella terapia, nella senescenza e nell’invecchiamento.
Classificazione
Gli esosomi rappresentano una delle classi delle cosiddette vescicole extracellulari.
Le vescicole extracellulari sono classificate in tre gruppi tipicamente basati sulla loro dimensione e biogenesi:
- Esosomi (30–200 nm), di origine endocitica.
- Microvescicole (MV) (100– 1000 nm), prodotti per gemmazione dalla membrana plasmatica
- Corpi apoptotici (> 1000 nm) [5, 21–24], rilasciati da cellule che vanno incontro ad apoptosi.
Ulteriori parametri utili alla loro classificazione sono rappresentati dalla composizione e marcatori specifici (Figura 1).

In particolare, gli esosomi (Figura 2) sono caratterizzati da una membrana a doppio strato di forma sferoidale, costituita da:
- Una componente lipidica (sfingomielina, colesterolo e cerammidi) in grado di influenzare il loro trasporto, la struttura, il rilascio e la loro segnalazione.
- Proteine di membrana (che conferiscono anche la specificità della classe), come membri della famiglia delle tetraspanine (CD9, CD63, CD81), le endosomal sorting complex required for transport (ESCRT), alix e flotelin, actina, integrine, MHCI, MHCII ecc.

Contenuto e microRNA
Al loro interno, invece, sono caratterizzati dalla presenza di proteine e complessi di acidi nucleici come DNA, mRNA e microRNA. In particolare questi ultimi, rappresentano l’elemento preponderante nel contenuto esosomico ed è per questo motivo che queste piccole strutture hanno attirato poi l’attenzione della comunità scientifica.
I microRNA sono delle piccole sequenze di RNA non codificante (18-22 nt) che giocano un ruolo molto importante nell’ “omeostasi”***, regolazione dell’espressione genica, comunicazione cellula- cellula ma anche in condizioni patologiche come processi infiammatori e tumerogenesi.
***: L’omeostasi è la capacità di un organismo di autoregolarsi per mantenere costanti le condizioni interne, nonostante le variazioni dell’ambiente esterno.
Lo studio di queste piccole sequenze ha permesso di identificare gli esosomi, non più come scarti cellulari ma come dei veri e propri veicoli in grado di impacchettare un messaggio, costituito da proteine funzionali, metaboliti o microRNA, trasmesso da una cellula donatrice ad una ricevente. Non è tutto, con il progredire delle ricerche scientifiche ci si è resi conto che, in realtà, non fossero solo le nostre cellule ad essere in grado di inviare questi messaggi, ma anche i patogeni (virus, parassiti, batteri).
Queste microvescicole oggi sono al centro di molteplici studi scientifici atti a comprendere le dinamiche di nuove comunicazioni cellula-cellula e cellula-patogeno. In particolare essi, hanno generato un notevole interesse nelle applicazioni cliniche, come biomarkers diagnostici o come terapie innovative.
Continua QUI: https://www.microbiologiaitalia.it
Commento NDR: non sono d’accordo sulla parte dell’articolo quando parla di “esosomi e virus“, in quanto questi ultimi MAI sono stati isolati, quelli detti selvaggi in natura, perché in essa non esistono, perché sono solo “creazione di laboratorio” di sostanze sintetiche tossiche chiamate “chimere”, che servono ai Militari (per la guerra biologica) ed alle Big Pharma per fare i brevetti da inserire nei Vaccini, da propinare alla i popolazione ignorante, medici compresi, per ammalare di qualsiasi malattie e far morire prematuramente di malori e morti improvvise i poveri vaccinati.
Ricordiamo anche che dalla medicina ufficiale imperante in tutti questi anni, gli esosomi di scarto furono ignorantemente “scambiati” per ipotetici e presunti “virus“, quali presunte cause delle malattie.
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Riprendiamo l’argomento:
Le cellule secernono continuamente un gran numero di “microvescicole“, le quali sono complessi macromolecolari e piccole molecole che riversano nello spazio extracellulare, per essere trasportati dal liquidi, sangue, linfa, saliva, urina e per il latte materno, alle cellule di un organismo, che sono sotto stress ossidativo che necessitano di nuove istruzioni informazioni psico-fisiche, per ripristinare le loro normali funzioni, quindi essi sono i nostri “angeli custodi” della salute, come la flora batterica autoctona serve a mantenere la salute degli esseri viventi.
Delle “microvescicole” secrete, vi sono in particolare le nanoparticelle chiamate “esosomi”, i quali sono attualmente oggetto di un intenso esame in tutto il mondo anche da parte della medicina ufficiale allopatica, perché ed invece la medicina naturale, già le conosce molto bene da tempo.
Si tratta di piccole vescicole (30–120 nm), (NdR: stessa forma e dimensione dei cosiddetti “Virus” che i medici allopati dicono, sarebbero tossici, cosa falsa, anche e perché gli esosomi sarebbero indistinguibili dai cosiddetti “virus“, neppure distinguibili al microscopio elettronico), essi gli esosomi, contengono acido nucleico e proteine e sono percepite dall’organismo come trasportatrici di questo carico tra diverse posizioni del corpo, questo per tentare di riordinare le funzioni delle cellule sotto “stress ossidativo” e/o in fase di malfunzione od apoptosi; il tutto “guidato e controllato” dal sistema immunitario che recepisce e gestisce i desiderata richiesti dalle cellule sane ma e soprattutto da quelle in malfunzione che chiedono “aiuto” per risanarsi).

PDF sui Danni dei Vaccini e gli Esosomi:
– Tratto dal PDF: Esosomi_complicazioni-polmonari-parte-terza_LBolcan del 03/10/2020
– An Emerging Paradigm Exosomes: Composition, Biological Functions, and Diagnostic and Therapeutic Potentials
Esosomi derivanti dalle apoptosi cellulari:
L’apoptosi, o morte cellulare programmata, è un processo naturale e controllato che porta alla morte di cellule specifiche all’interno di un organismo.
Questo meccanismo è essenziale per lo sviluppo, il mantenimento dell’omeostasi e la rimozione di cellule danneggiate o superflue. A differenza della necrosi, che è una morte cellulare non programmata e spesso causata da lesioni, l’apoptosi è un processo attivo che richiede energia e coinvolge una serie specifica di cambiamenti cellulari ed è quindi caratterizzata da una sequenza di passaggi che portano alla morte cellulare.
Le analisi al microscopio ottico e elettronico rappresentano un approccio efficace per valutare le caratteristiche morfologiche durante il processo apoptotico, ma solo se associate allo studio biochimico è possibile ottenere una comprensione completa della complessità del meccanismo. Vie intrinseche o stimoli estrinseci sono in grado di portare all’attivazione della segnalazione apoptotica.
Le “microvescicole” (MV) sono strutture di piccolissime dimensioni delimitate da un doppio strato lipidico che vengono rilasciate dalle cellule, sia in condizioni normali (fisiologiche) che durante le malattie (condizioni patologiche).


Le MV svolgono un ruolo molto importante nella comunicazione tra cellula e cellula, trasportando nel loro interno proteine, lipidi bioattivi e/o materiale genetico, nel caos degli esosomi. In condizioni patologiche si osservano cambiamenti significativi del loro numero, del loro fenotipo, del loro contenuto e per questo sono considerate potenziali indicatori dello stato della malattia (biomarcatori).
Gli “esosomi” si distinguono per la loro genesi, mediante gemmazione in “endosomi” per formare corpi multivescicolari (MVB) nel citoplasma e da questo sono espulsi dalla cellula e messi a disposizione nei liquidi sangue, linfa, saliva, urina e latte materno, per essere richiamati dalle cellule e soprattutto da quelle in malfunzione (stress ossidativo), il tutto avviene mediante segnali di interferenza con frequenze specifiche, nel “campo elettromagnetico” del corpo di plasma, chiamato Psicobioelettronico, che è entrocontenuto nel corpo fisico di tutti i viventi, particolamente in quello degli umani, che contiene anche la loro mente e la personalità dell’essere e che alla morte fuoriesce dalla parte fisica densa del corpo, lasciando il cadavere alla polvere della terra ed recandosi nelle dimensioni per le quali si è preparato con e nell’esperienza terrestre. – vedi: Scopi e finalità della Vita terrestre
La biogenesi dell’esosoma inizia con l’endocitosi e la formazione di endosomi precoci, che si sviluppa nell’endosoma tardivo dopo la maturazione, caratterizzata dalla formazione di “vescicole intraluminali” (ILV) all’interno del lume dell’endosoma.
Le vescicole extracellulari (EV) sono piccole vescicole con una doppia membrana fosfolipidica, prodotte dalla maggior parte dei tessuti cellulari allo scopo di veicolare il proprio contenuto a determinati target.
Le Vescicole (ILV) che sono formate mediante gemmazione verso l’interno della membrana degli endosomi tardivi che diventano MVBs. Quando i MVBs sono esocitati, le ILVs sono rilasciati come exosomi/esosomi.
Le ILV, di 30-100 nm di diametro, sono formate dalla gemmazione verso l’interno della membrana endosomiale, che ingloba in modo casuale porzioni del citosol e incorpora proteine transmembrana e periferiche nella membrana invaginante, portando alla formazione dei corpi multivesiculari (MVB).
– vedi:
– Origine e composizione degli esosomi come fattori cruciali nella progettazione di sistemi di consegna di farmaci (autoprodotti): https://www.mdpi.com/2076-3417/12/23/12259
– Esosomi: Conoscenze attuali sulla loro composizione, funzioni biologiche e potenzialità diagnostiche e terapeutiche: https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0304416512000906
– Keller S, Sanderson MP, Stoeck A, Altevogt P. “Exosomes: from biogenesis and secretion to biological function” – Immunol Lett. 2006;107(2):102-108. doi:10.1016/j.imlet.2006.09.005 – https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17067686/
– Ivan Niel G, Porto-Carreiro I, Simoes S, Raposo G. “Exosomes: a common pathway for a specialized function”. J Biochem. 2006;140(1):13-21. doi:10.1093/jb/mvj128
– https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/16877764/
– Woodman PG, Futter CE. “Multivesicular bodies: co-ordinated progression to maturity”. Curr Opin Cell Biol. 2008;20(4):408-414. doi:10.1016/j.ceb.2008.04.001
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2577128/
– Perez-Hernandez D, Gutiérrez-Vázquez C, Jorge I, et al. “The intracellular interactome of tetraspanin-enriched microdomains reveals their function as sorting machineries toward exosomes”. J Biol Chem. 2013;288(17):11649-11661. doi:10.1074/jbc.M112.445304
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3636856/
– Record M, Subra C, Silvente-Poirot S, Poirot M. “Exosomes as intercellular signalosomes and pharmacological effectors”. Biochem Pharmacol. 2011;81(10):1171-1182. doi:10.1016/j.bcp.2011.02.011, https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21371441/
– Urine and Serum Exosomes as Novel Biomarkers in Detection of Bladder Cancer – Fathia El Sharkawi
– Exosomes: A Source for New and Old Biomarkers in Cancer – Stefano Fais
– The role of exosomes in diagnosis of non-haematological malignancies – Dhruv Jain
– The Role of Exosomes in Cancer Progression – Gergely Buglyó
– Exosome in Tumour Microenvironment: Overview of the Crosstalk between Normal and Cancer Cells – Alexandra R Fernandes
– Exosome Release and Low pH Belong to a Framework of Resistance of Human Melanoma Cells to Cisplatin – Stefano Fais
– Ruolo degli esosomi in medicina: https://sciendo.com/article/10.2478/acb-2022-0003
– Esosomi quali biomarkers del cancro: https://www.scielo.br/j/babt/a/58QDvFtQw6KrK4MgqnYhN3n/?lang=en
– Exosomes: Potential Disease Biomarkers and New Therapeutic Targets
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34440265/
– https://www.frontiersin.org/journals/molecular-biosciences/articles/10.3389/fmolb.2022.846650/full#B121
Elenco bibliografico in progress…
Inoltre:
Sebbene l’endocitosi e il traffico dei recettori della membrana plasmatica negli MVB siano responsabili della loro degradazione in seguito alla possibile fusione con i lisosomi, il destino degli MVB può variare e non tutti gli MVB vengono degradati nei lisosomi, in certi casi con un sottoinsieme che si fonde con la membrana plasmatica portando alla generazione di esosomi che vengono espulsi dalla membrana cellulare.
Il processo di biogenesi degli esosomi e di smistamento del carico non è ancora ben compreso dalla medicina ufficiale allopatica e molti studi suggeriscono che i meccanismi di biogenesi degli esosomi possono essere cellula-specifici.


Nota Bene:
questi “esosomi” sono scambiati, (per l’ignoranza dei ricercatori, medici, ecc., essendo indistinguibili dai presunti “virus” che no sono tati mai isolati), con i cosiddetti ed inesistenti “virus” detti tossici, se non quelli delle “chimere” sintetiche simil “virus”, es. la Spike, sostanze create nei laboratori militari e donate alle Big Pharma per immetterle nei Vaccini); i cosiddetti Virus, vengono scambiati ignorantemente con gli “esosomi” secreti e provenienti dalla morte cellulare di un malato, i quali poi vengono prelevati dai liquidi di un determinato tessuto del malato e che contengono anche materiale genetico, appositamente creato dalle cellule per aiutare il ripristino delle funzioni cellulari di cellule in altre parti del corpo, ma che non arrivando a destinazione, perché le cellule che ne necessitavano alle volte muoiono prima di essere risanate da questi esosomi, vengono scambiati per “virus” tossici da quei ricercatori e medici che ignorano cosa e quali funzioni esercitano gli esosomi, pur essendo anche con il loro DNA/Rna, totalmente inerti fuori dal corpo.
In realtà i cosiddetti chiamati impropriamente “virus”, quelli naturali che sono solo le vescicole, esosomi, preparati dalle cellule sane per aiutare anche e non solo quelle malate, come noi naturopati li chiamiamo, ed invece quelli derivanti dalla morte cellulare li chiamiamo: esosarx=esobasar; essi sono anche portatori di biomarkers della malattia della quale è investito il tessuto dal quale sono stati prelevati)
Definizione delle parole:
le due susseguenti 2 e 3, sono state da me redattore ed autore della pagina indicate, per differenziare gli esosomi creati dalle cellule per aiutare le cellule malate o per specializzarle, da quegli “esosomi” derivanti dalle morti cellulari:
1 – Dal greco = Esosoma (corpo intero).
2 – Dal greco = Esosarx (carne di tessuto molle-sarcofago)
3 – Dall’ebraico = Esobāśār (indica carne e corpo)
4 – Dal latino, Virus = Veleno – vedi: Cosa sono veramente i cosddetti “virus”
Ecco un Riassunto sintetico ma esplicativo dei processi che portano alla morte cellulare
Ci sono fondamentalmente due tipi principali di morte cellulare: la necrosi e l’apoptosi.
- Necrosi: Questo è un tipo di morte cellulare che si verifica in risposta a lesioni o danni gravi, come traumi fisici, infezioni o mancanza di ossigeno. È un processo disordinato, in cui la cellula si gonfia, la membrana cellulare si rompe e il contenuto cellulare fuoriesce, causando infiammazione nei tessuti circostanti.
- Apoptosi: Questo è un processo di morte cellulare programmata, controllato e ordinato. La cellula si autodistrugge in modo pulito, frammentandosi in piccoli corpi apoptotici che vengono poi fagocitati (inglobati) dalle cellule vicine, senza causare infiammazione. L’apoptosi è fondamentale per lo sviluppo e la salute dell’organismo, poiché permette di eliminare cellule danneggiate, infette o non più necessarie.
Oltre a questi due tipi principali, ci sono anche altre forme di morte cellulare, come l’autofagia, che è un processo in cui la cellula si “mangia” da sola per riciclare i suoi componenti, e la ferroptosi, una forma di morte cellulare dipendente dal ferro.
Parliamo di apoptosi, essa è un processo di morte cellulare programmata che è fondamentale per la salute e lo sviluppo del nostro corpo. È come un “suicidio cellulare” controllato, che elimina le cellule in modo ordinato e senza causare infiammazione.
- Come viene attivata, cosi ci racconta la medicina ufficiale:
L’apoptosi può essere attivata da diversi segnali, sia interni che esterni alla cellula. I segnali interni possono includere danni al DNA, stress cellulare o malfunzionamento dei mitocondri. I segnali esterni possono provenire da altre cellule o dall’ambiente circostante, come la mancanza di fattori di crescita o l’interazione con recettori specifici. - Il ruolo dei geni: L’apoptosi è regolata da una serie di geni, tra cui i geni pro-apoptotici (che promuovono la morte cellulare) e i geni anti-apoptotici (che la inibiscono). L’equilibrio tra questi geni determina se una cellula sopravviverà o andrà incontro all’apoptosi.
- Le caspasi: Le caspasi sono una famiglia di enzimi proteolitici (che tagliano le proteine) che svolgono un ruolo centrale nell’apoptosi. Vengono attivate in una cascata di eventi e sono responsabili della demolizione della cellula dall’interno.
- Fasi dell’apoptosi: L’apoptosi si svolge in diverse fasi, tra cui la condensazione della cromatina (il materiale genetico si compatta), la frammentazione del DNA, la formazione di corpi apoptotici (frammenti della cellula) e la fagocitosi (l’inglobamento dei corpi apoptotici da parte di altre cellule).
- Importanza biologica: L’apoptosi è essenziale per molti processi biologici, tra cui lo sviluppo embrionale (per modellare gli arti e gli organi), il mantenimento dell’omeostasi (l’equilibrio interno del corpo) e l’eliminazione di cellule danneggiate o infette.
Approfondiamo il ruolo delle caspasi nell’apoptosi. Le caspasi sono gli attori principali di questo processo di “suicidio cellulare”. Sono una famiglia di enzimi proteolitici, ovvero enzimi che tagliano le proteine, e sono fondamentali per l’esecuzione dell’apoptosi.
Ecco alcuni punti chiave sulle caspasi:
- Attivazione: Le caspasi esistono all’interno della cellula in una forma inattiva, chiamata zimogeno o pro-caspasi. L’apoptosi viene innescata da diversi segnali, che portano all’attivazione delle caspasi. L’attivazione avviene tramite il taglio proteolitico delle pro-caspasi, che le trasforma nella loro forma attiva.
- Cascata delle caspasi: L’attivazione delle caspasi avviene in una cascata di eventi. Esistono due tipi principali di caspasi: le caspasi iniziatrici e le caspasi effettrici. Le caspasi iniziatrici vengono attivate in risposta ai segnali apoptotici, e poi attivano le caspasi effettrici. Le caspasi effettrici sono responsabili della demolizione della cellula.
- Caspasi iniziatrici: Le caspasi iniziatrici, come la caspasi-8 e la caspasi-9, vengono attivate in risposta a segnali specifici. La caspasi-8 è coinvolta nella via estrinseca dell’apoptosi, mentre la caspasi-9 è coinvolta nella via intrinseca.
- Caspasi effettrici: Le caspasi effettrici, come la caspasi-3, la caspasi-6 e la caspasi-7, sono responsabili della demolizione della cellula. Tagliano una serie di proteine bersaglio, che portano alla frammentazione del DNA, alla rottura del citoscheletro e alla formazione dei corpi apoptotici.
- Funzioni delle caspasi: Le caspasi svolgono diverse funzioni nell’apoptosi, tra cui:
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- Frammentazione del DNA: Tagliano l’enzima CAD (caspase-activated DNase), che frammenta il DNA.
- Rottura del citoscheletro: Tagliano le proteine del citoscheletro, causando il collasso della cellula.
- Inattivazione delle proteine: Inattivano le proteine coinvolte nella riparazione del DNA e nella replicazione cellulare.
Le caspasi sono quindi gli esecutori principali dell’apoptosi, orchestrando la demolizione della cellula dall’interno. Sono come i “tagliatori” che distruggono la cellula in modo controllato.
Ecco come derivano gli esosomi, dal greco = Esosoma (corpo intero) sono quelli creati dalle cellule, per il fabbisogno delle cellule malate o da specializzare.
Gli Esosarx = significato, carne di tessuto molle-sarcofago e/o Esobāśār, indica carne e corpo, sono quelli provenienti dalla morte cellulare e cioè dalla disgregazione dei mitocondri e del nucleo, che sono sostanze genetiche anch’esse protette da grassi contenenti materiale genetico DNA/Rna, che si riversano nei liquidi circostanti extracellulari e/o vengono veicolate e trasportate nella circolazione sanguigne, linfatica, urina, saliva, ecc., e che quindi si possono prelevare con tamponi od analisi del sangue, ma e che contengono anche biomarcatori della malattia presente nel malato dal quale viene prelevato.
Gli esosomi sono piccole vescicole extracellulari che svolgono un ruolo importante nella comunicazione cellulare e nel trasporto di molecole, come proteine e DNA/Rna. La loro derivazione e distribuzione nei liquidi extracellulari è strettamente legata ai processi di morte cellulare, in particolare alla disgregazione di organelli come i mitocondri e il nucleo.
Ecco alcuni punti chiave sulla derivazione degli esosomi dalla morte cellulare:
- Origine degli esosomi:
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- Gli esosomi si formano all’interno di corpi multivescicolari (MVB) che si sviluppano da invaginazioni della membrana cellulare, sono gli angeli custodi della salute cellulare e quindi tissutale.
- Durante la morte cellulare, in particolare in situazioni di necrosi o apoptosi, i mitocondri e il nucleo possono subire disgregazione, contribuendo alla formazione di esosomi derivanti da esse che sono in questo caso portatori di indicazioni della malattia presente nel tessuto dal quale derivano.
Infatti questi possono essere dei biomarcatori della malattia del tessuto o del malato dal quale si prelevano.
- Disgregazione dei mitocondri:
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- La morte cellulare può portare a danni ai mitocondri, che rilasciano proteine e altre molecole nel citoplasma.
- Queste molecole possono essere incorporate negli esosomi, che vengono poi rilasciati nel fluido extracellulare.
- Disgregazione del nucleo:
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- Durante l’apoptosi, il nucleo si condensa e si frammenta, liberando materiale nucleare.
- Anche questo materiale può essere veicolato negli esosomi, influenzando la comunicazione tra le cellule circostanti.
- Funzione degli esosomi:
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- Gli esosomi derivati dalla morte cellulare possono contenere segnali utili anche alla diagnosi.
- Essi nelle cellule sane vengono creati e riversati nei liquidi extracellulari per aiutare con il loro DNA/Rna specializzato, per aiutare le cellule in stress ossidativo per evitare che esse cadano in apoptosi e morte cellulare, essi sono quindi come i batteri autoctoni, gli angeli custodi della salute degli esseri viventi.
Possono anche contribuire a processi di riparazione tissutale.
- Ruolo nella patologia:
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- La composizione degli esosomi può variare a seconda del tipo di morte cellulare e delle condizioni patologiche, rendendoli potenziali biomarcatori per qualsiasi malattia e specialmente come il cancro o le malattie neurodegenerative.
Quindi, gli esosomi non solo sono un prodotto della morte cellulare, ma possono anche avere un impatto significativo sulla salute e sulla comunicazione cellulare.
Come abbiamo visto, lo stress ossidativo gioca un ruolo cruciale nei processi di morte cellulare e nella formazione degli esosomi.
Cos’è lo Stress Ossidativo?
Lo stress ossidativo si verifica quando c’è un eccesso di specie reattive dell’ossigeno (ROS) nel corpo, che può danneggiare le cellule e le macromolecole biologiche. Questo squilibrio tra la produzione di ROS e la capacità dell’organismo di neutralizzarli porta a:
- Danno cellulare: Le ROS possono danneggiare il DNA, le proteine e i lipidi, contribuendo alla morte cellulare.
- Infiammazione: Lo stress ossidativo può attivare vie infiammatorie, influenzando ulteriormente la salute cellulare, tissutale e quindi organica.
Ruolo nello Stress Ossidativo nella Morte Cellulare
- Induzione dell’Apoptosi: Lo stress ossidativo può attivare segnali che portano all’apoptosi, innescando la cascata delle caspasi e portando alla morte cellulare programmata.
- Necrosi: In situazioni di stress ossidativo estremo, le cellule possono subire necrosi, un tipo di morte cellulare disordinata che può rilasciare contenuti cellulari nel fluido extracellulare, contribuendo alla formazione di esosomi contenenti biomarcatori della malattia presente nel tessuto dal quale derivano.
- Disgregazione degli Organelle: I mitocondri, sotto stress ossidativo, possono subire danni e liberare proteine e molecole che possono essere incorporate negli esosomi contenenti biomarcatori della malattia presente nel tessuto dal quale derivano.
Esosomi e Stress Ossidativo
Gli esosomi derivati dalla morte cellulare indotta dallo stress ossidativo possono contenere:
- Materiale genetico: DNA e RNA che possono influenzare le cellule circostanti o lontane che ne abbisognano e che lo richiedono con appositi segnali al sistema immunitario il quale ordina a certe cellule di preparare certi esosomi per quelle cellule che lo hanno richiesto. I liquidi, sanguigno, linfatici, ecc., si incaricano di trasportarli fino dove necessario, perché richiamati da frequenze emesse dalle cellule malate che hanno segnalato il loro stato di stress ossidativo al sistema immunitario che gestisce tutto ciò.
- Proteine: Fattori di crescita e molecole infiammatorie che possono modulare la risposta immunitaria e la riparazione tissutale.
In sintesi, lo stress ossidativo non solo contribuisce alla morte cellulare, ma gioca anche un ruolo fondamentale nella composizione e nella funzione degli esosomi rilasciati nel tessuto malato.
Ecco un riassunto sintetico di ciò che abbiamo parlato finora:
- Stress Ossidativo:
- Lo stress ossidativo è causato da un eccesso di specie reattive dell’ossigeno (ROS), che danneggiano le cellule e possono compromettere le funzioni vitali.
- Questo squilibrio può attivare meccanismi di apoptosi, portando le cellule a un “suicidio programmato” o, in casi estremi, alla necrosi.
- Morte Cellulare:
- Ci sono due tipi principali di morte cellulare:
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- Necrosi: Morte disordinata causata da danni gravi, con rilascio di contenuto cellulare e infiammazione.
- Apoptosi: Morte programmata, controllata e ordinata, senza infiammazione.
- Approfondimento sull’Apoptosi:
- L’apoptosi è essenziale per lo sviluppo e la salute.
- È attivata da segnali interni (danni al DNA) ed esterni (fattori di crescita).
- È regolata da geni pro-apoptotici e anti-apoptotici.
- Le caspasi sono gli enzimi chiave, responsabili della demolizione della cellula.
- Ruolo delle Caspasi:
- Le caspasi sono attivate in una cascata.
- Esistono caspasi iniziatrici ed effettrici.
- Le caspasi effettrici tagliano proteine cruciali, causando la frammentazione del DNA e la rottura del citoscheletro.
- Esosomi e Morte Cellulare:
- Gli esosomi sono piccole vescicole extracellulari coinvolte nella comunicazione cellulare.
- Si formano all’interno dei corpi multivescicolari e derivano dalla disgregazione di organelli durante la morte cellulare, e sono i custodi della salute cellulare e tissutale.
- Contengono molecole che influenzano le cellule circostanti e possono essere biomarcatori di malattie.
Quindi gli esosomi che si creano alla morte cellulare, assomigliano e possono essere scambiati per presunti virus quando si analizzano le sostanze prelevare dal tessuto cellulare contenente con tamponi od analisi del sangue, dato che questi hanno le stesse dimensioni e caratteristiche dei cosiddetti virus, pur non essendo nocivi
Gli esosomi ed i presunti virus presentano somiglianze significative, specialmente in termini di dimensioni e caratteristiche fisiche e contenuto. Ecco alcuni punti chiave per chiarire questa relazione:
Somiglianze tra Esosomi e presunti Virus
- Dimensioni:
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- Gli esosomi hanno un diametro che varia generalmente tra 30 e 150 nanometri.
- Anche i presunti virus, rientrano in una gamma di dimensioni simile, rendendo difficile od impossibile la loro distinzione in laboratorio.
- Struttura:
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- Gli esosomi sono vescicole di membrana che trasportano proteine, lipidi e DNA/Rna, racchiusi in un’involucro proteico (lipidi) cosi come i presunti virus che, ci dicono i medici della medicina di big pharma, sarebbero composti da materiale genetico (DNA o Rna) racchiuso in un involucro proteico.
- Entrambi sono simili anche al microscopio elettronico, complicando e rendendo impossibile la loro ulteriormente l’identificazione.
- Funzione:
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- Gli esosomi svolgono un ruolo importante nella comunicazione cellulare e nel trasporto di molecole, mentre i virus vi dicono semrpe le false teorie di big pharma, infetterebbero le cellule e potrebbero causare malattie, però si da il caso che NON esista al mondo un video ripreso in vivo, che dimostri che un presunto virus entri fisicamente in una cellula !
- Comunque gli esosomi non sono nocivi e non causano infezioni, anzi il contrario sono gli angeli custodi della salute degli esseri viventi.
Implicazioni nelle Analisi di Laboratorio
- Quando si analizzano campioni di tessuto o sangue, gli esosomi possono essere erroneamente identificati come virus a causa delle loro dimensioni e caratteristiche simili.
- Questa confusione può influenzare i risultati delle analisi e la diagnosi, rendendo importante l’uso di tecniche specifiche per distinguere tra i due, che però non esistono.
Conclusione
In sintesi, quindi gli esosomi ed i presunti virus sono simili, infatti nella medicina ufficiale di big pharma gli esosomi vengono sempre scambiati per virus, in quanto gli esosomi sono strumenti naturali di comunicazione cellulare, creati dalle stesse cellule, quindi presenti in esse e nei liquidi circolanti nei tessuti, sangue e linfa per il fabbisogno di altre cellule malate in qualsiasi parte del corpo dell’essere vivente ed essi, quelli circolanti nei liquidi corporei, provengono esclusivamente dalla morte cellulare e quindi dalla disgregazione dei mitocondri e del nucleo delle cellule, che si riversano nei liqiudi extracellulari e quindi sono dispersi nei liqudi corporei, per arrivare agli organi emuntori che dovrebbero eliminarli.
Invero gli esosomi, sono cosi utili che si possono utilizzare in terapie di precisione di qualsiasi tipo di ammalamento o come biomarcatori di malattie dei tessuti dai quali vengono prelevati con tamponi od analisi del sangue.
Ricordiamoci che gli esosomi creati dalle cellule sane, vengono rilasciati ai fluidi extracellulari, per essere inviati alle cellule che ne abbisognano (che si trovano in stress ossidativo) per arrivare alla fusione di questi corpi multivescicolari con la superficie della membrana cellulare, con conseguente secrezione a raffiche, per informatizzare i mitocondri delle cellule che ne necessitano, per tentare di riordinare le loro funzioni prima che muoiano.
Gli esosomi sono secreti da tutti i tipi di cellule, anche quelle in coltura e si trovano anche in abbondanza nei liquidi del corpo tra cui sangue, linfa, saliva, urina, latte materno e sono immessi a disposizione delle cellule che li richiedono, attraverso il sistema immunitario che soprassiede al corpo fisico nella sua totalità.
Attualmente, il controllo della formazione degli esosomi, il loro isolamento quasi impossibile da realizzare con le tecniche fasulle di isolamento dei virus, e quindi poter “leggere” la composizione del “carico” biologico interno a base anche genetica.
Le vie e le funzioni risultanti non sono fino ad ora completamente comprese infatti siamo all’A B C della loro importanza nei corpi viventi.
Uno dei loro ruoli più intriganti è la Comunicazione intercellulare, per ora si pensa, cosi dice la medicina allopatica, che gli esosomi funzionino come messaggeri, trasmettendo vari spezzoni di DNA od Rna e sostanze risanatrici effettori o macromolecole di segnalazione, tra vari punti del corpo, ma che sono molto utili a specifiche cellule in genere, ma e soprattutto per quelle cellule che sopravvivono in tessuti malati, per ripristinare le loro funzioni salubri.
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https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24140720/
Sarebbe bene sviluppare un CODICE di definizione degli esosomi in termini sia descrittivi che pratici. Speriamo che questo a sua volta porti ad un insieme coerente di pratiche per il loro caratterizzazione e le loro specifiche funzioni risanatrici.
Gli esosomi portano anche gruppi saccaridici sulla loro superficie esterna. Questo è stato recentemente studiato da Batista et al. ed hanno scoperto che questi esosomi erano arricchiti in mannosio, polilattosamina, α-acido 2,6 sialico e glicani complessi legati all’N.
È stato anche riportato che gli esosomi contengono significativi importi di miRna, altri Rna non codificanti e mRna. Valadi et al. [10] ha riferito che, sebbene l’Rna sembrasse essere per lo più degradato a meno di 200 frammenti NT, devono essere presenti anche alcune molecole a lunghezza intera, poiché l’Rna estratto potrebbe essere utilizzato per generare identitificabili proteine a lunghezza intera, utilizzando un sistema di traduzione in vitro. Parecchi gli articoli indicano che l’Rna “carico” di esosomi è significatamente diverso dal contenuto delle cellule parentali, ossia alcuni Rna sono presenti a livelli significativamente diversi, rispetto al lisato cellulare totale dalle cellule di origine. Questo è in contrasto con diversi autori, i quali lavorando con le cellule tumorali, hanno notato che il contenuto di miRna delle loro cellule tumorali originarie è simile a quella che si trova nelle cellule che secernono gli esosomi ed hanno postulato la fattibilità di usarlo come base per marcatori diagnostici.

La Figura – E’ la Rappresentazione grafica realizzata e ricostruita al computer, di un esosoma di medie dimensioni, di circa 60 nm di diametro, con la dimensione relativa della membrana e del carico (blob = proteine, nastri verdi = RNA) disegnati in proporzione. Inoltre, i lipidi nella membrana esterna, simboleggiati come mostrato nella chiave, sono nelle proporzioni date per gli esosomi derivati dai mastociti da Lanlagnier et al. Rosso
I rami rappresentano catene polisaccaridiche e le posizioni e la quantità relativa sono puramente speculative.
Negli ultimi anni si è assistito nella medicina ufficiale allopatica, ad un aumento esponenziale del numero di studi che mirano a comprendere la biologia degli esosomi così come quella di altre microvescicole. La più concisa e precisa definizione è che sono nanoparticelle secrete dalle cellule viventi, derivanti da fluidi che hanno una densità di 1,12–1,20 g/ml in soluzione di saccarosio. Ogni giorno acquisiamo sempre più conoscenze sul meccanismo della loro formazione, secrezione in vivo, internalizzazione nelle cellule riceventi e ruoli biologici delle loro proteine, dell’acido nucleico e carico lipidico che essi hanno.
L’interpretazione più intrigante degli esosomi è che sono trasportatori vescicolari delle molecole, come DNA/Rna e proteine, che influenza espressione genica a separati, a volte in siti anatomici remoti del corpo.
Le microvescicole, dopo l’internalizzazione all’interno delle cellule bersaglio, attraverso segnali (frequenze) e ligandi espressi in superficie, possano trasferire microRNA (miRNA), consentendo la comunicazione intercellulare e interorgano nel corpo. Inoltre, l’espressione di miRNA nelle microvescicole circolanti è stata rilevata anche nel plasma dei soggetti sani e si è ipotizzato un ruolo predittivo delle “firme” di miRNA identificate nel sangue periferico nelle malattie.
Queste affascinanti vescicole, ed in particolar modo gli esosomi, sono simili a ciò che i medici e ricercatori chiamano “virus” (NdR: non è possibile distinguerli neppure al microscopio elettronico), sono in grado di spostarsi da una cellula all’altra, passando facilmente attraverso la membrana cellulare grazie alle loro caratteristiche uniche e portare e trasmettere il messaggio macromolecolare in un sistema biologicamente attivo, cioè ad altre cellule.
Nonostante si tratti di un settore di ricerca giovane ed ancora impreciso nella medicina ufficiale, è chiaro che l’ovvia utilità di queste nuove particelle va oltre la ricerca di base nelle applicazioni nel settore della diagnostica e forse anche della terapia.
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Quindi siamo all’inizio della abilitazione degli esosomi anche da parte della scienza detta ufficiale, sulle loro vere ed uniche funzioni risanatrici, dato che fino ad ora la stessa “scienza” li aveva dimenticati….o mai studiati, qualificandoli come Scarti……proveniente cosi dicevano i soloni della medicina di Big Pharma, dalla “spazzatura dei corpi”….ed invece sono i nostri “angeli custodi, come i batteri autoctoni“.
Conclusione: Gli esosomi sono facili da manipolare, infatti se ne trovano a milioni e milioni nei corpi viventi e di tutte le specie/tipo. Hanno una composizione molecolare favorevole ed una immunogenicità innata, inoltre si prestano al trasferimento di geni o proteine in cellule e tessuti bersaglio. Tutto ciò fa di loro dei nuovi mezzi terapeutici e diagnostici.
E ciò vale per qualsiasi virus: essi sono stati inventati in laboratorio od al computer….da sempre….è tutto FALSO ciò che dicono sui virus….
Vedi qui la dimostrazione per esempio che il virus del Mobillo NON esiste in natura !
virus_Lanka_studio
Ma anche gli altri virus tossici od infettivi, NON esitono in natura
Vaccino covid Pfizer, laboratorio accusato di FALSIFICAZIONE dati, caso legato ad un articolo del British Medical Journal
Accuse di ‘falsificazione dei dati’ e ‘ritardi sul monitoraggio degli effetti collaterali’ per il gruppo di ricerca Ventavia, incaricato dalla multinazionale Pfizer di valutare, per una piccola parte, l’efficacia del suo vaccino. A puntare il dito un articolo pubblicato sul British Medical Journal, scritto dal giornalista investigativo Paul D Thacker, che su Twitter scatena il Pfizergate.
– https://www.bmj.com/content/375/bmj.n2635
Vedi: Bibliografia sugli esosomi






























































