L’Entrata nell’EURO, disastro europeo e maggiore schiavitù, perché tolse la sovranità alle nazioni che vi aderirono.
Nel 1992 fu firmato, dai soliti collusi con i poteri forti, il Trattato di Maastricht, che fissava le “condizioni” per entrare nella Unione Economica e Monetaria (UEM): deficit pubblico sotto il 3% del PIL, debito sotto il 60%, inflazione e tassi d’interesse contenuti. Nel caso italiano, il processo fu portato avanti da diversi governi, non da un solo leader:
| Periodo | Governo | Ruolo nell’entrata nell’euro |
| 1992-1993 | Governo Amato / Ciampi | L’Italia firma il Trattato di Maastricht. Inizia l’impegno a rispettare i parametri economici. |
| 1996-1998 | Governo Prodi | L’Italia realizza manovre economiche molto dure (la “tassa per l’Europa”) per rientrare nei parametri e accedere all’euro. |
| 1999 | Governo D’Alema | L’euro entra in vigore come moneta virtuale. Lira ancorata definitivamente al tasso di conversione (1 € = 1936,27 lire). |
| 2002 | Governo Berlusconi II | L’euro diventa moneta fisica in Italia. |
Quindi, la decisione fu collegiale, condivisa da Parlamento, Banca d’Italia e forze politiche di quasi tutto l’arco costituzionale, tutti neti con i loro dirigenti ben collusi con il sistema Bancario monsiale ed il tutto senza chiedere parere alla Popolazione che dovrebbe essere anche in questo caso Sovrana in queste importanti decisioni !
Le motivazioni ufficiali
– Stabilità dei prezzi e riduzione dei tassi di interesse. (cosa che non avvenne anzi, i prezzi aumentarono enormemente senza nessun controllo da parte dello stato, e quindi il potere di acquisti si dimezzò, impoverendo tutta la popolazione)
– Maggiore integrazione con l’Europa. (altro fallimento perché l’Italia perse la sua posizione fra i leader europei e fu trattata da essi come nazione sottosviluppata).
– Evitare le svalutazioni competitive della lira. (altra illusione, perché la svalutazione della denaro fu inesorabile e dura anche oggi)
– Facilitare scambi e investimenti (si ma soprattutto per le banche e gli amici degli amici dei politici).
Le conseguenze economiche: Vantaggi (presunti):
– Inflazione più bassa e tassi di interesse ridotti nei primi anni 2000.
– Maggiore stabilità finanziaria.
– Credibilità internazionale.
Tutti vantaggi ipotetici perché la realtà fu proprio il contrario delle rosee aspettative
Infatti ecco gli Svantaggi che si concretizzarono:
– Perdita della sovranità monetaria (non poter più stampare moneta o svalutare o rivalutare).
– Politiche fiscali più rigide (Patto di Stabilità UE che controlla anche l’Italia).
– Gravi Effetti negativi su salari e competitività dell’industria italiana, con la svalutazione del potere di acquisto dei salari e la popolazione che si è impoverita sempre di più fino ad oggi.
– Aumento del debito relativo al PIL in parte per crescita lenta, per la svendita delle migliori aziende italiane con la conseguente perdita di impiego di molti italiani.
Molti economisti (tra cui Alberto Bagnai, Joseph Stiglitz, e Jacques Sapir) hanno sostenuto e sostengono che l’Italia abbia pagato un prezzo altissimo in termini di crescita e occupazione, ma altri (come Carlo Cottarelli*, Mario Draghi** (ex Goldmansachs), Prodi*** & C.) ritengono che uscire dall’euro sarebbe molto più dannoso, dichiarazioni false, per generare sempre PAURA nella popolazione che accetta suo malgrado tutto ciò che il potere corrotto con i banchieri gli propina.
*Carlo Cottarelli è legato finanziariamente al Fondo Monetario Internazionale (FMI), dove ha ricoperto vari ruoli di alto livello, tra cui quello di direttore del Dipartimento Affari Fiscali dal 2008 al 2013. Ha anche avuto incarichi significativi come commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica nel 2013, contribuendo così a strategie di gestione finanziaria e economica, impoverendo l’Italia a livello globale E’ stato anche dirigente della Banca Mondiale.
** Mario Draghi: è un’affarista molto noto, economista, dirigente pubblico, banchiere e politico italiano, presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana dal 13 febbraio 2021 al 22 ottobre 2022.
Formatosi all’Università di Roma “La Sapienza”, ha conseguito il Ph.D. in Scienze economiche presso il Massachusetts Institute of Technology (US); in seguito, dal 1981 al 1991 è stato professore di economia all’Università di Firenze.
Durante gli anni novanta è stato direttore generale del Ministero del tesoro.[1]
Il 28 gennaio 2002 Draghi venne nominato vicepresidente di Goldman Sachs per guidare le strategie europee dell’istituto dalla sede di Londra; dal 2004 al 2005 è stato membro del Comitato esecutivo del gruppo.[32]
Anni dopo, quando nel 2011 iniziò a circolare il nome di Draghi come possibile presidente della Banca centrale europea, la sua candidatura fu messa in discussione proprio a causa del periodo trascorso in Goldman Sachs.
È stato vicepresidente di Goldman Sachs per l’Europa dal 2002 al 2005, successivamente, sempre nel 2005 viene nominato governatore della Banca d’Italia, divenendo così membro (e successivamente presidente) del Forum per la stabilità finanziaria (consiglio per la stabilità finanziaria dal 2009) e del consiglio direttivo e del consiglio generale della Banca centrale europea (In mano ai privati banchieri come tutte le banche centrali dei vari paesi, Italia compresa), nonché membro del consiglio di amministrazione della Banca dei regolamenti internazionali. È stato direttore esecutivo per l’Italia della Banca Mondiale e nella Asian Development Bank. Fa parte del “Gruppo dei Trenta“.[2] Egli è quindi un affarista ben noto, economista e politico italiano.
Draghi è noto per le sue azioni durante la crisi del “debito sovrano europeo” e per il suo approccio alla stabilità finanziaria, includendo il lancio del “quantitative easing” (stampare moneta a debito dal nulla ed immetterla sul mercato) durante il suo mandato alla BCE.
Anni dopo, quando nel 2011 iniziò a circolare il nome di Draghi come possibile presidente della Banca centrale europea, la sua candidatura fu messa in discussione proprio a causa del periodo trascorso in Goldman Sachs.
Inoltre lo ricordiamo, è stato un attore chiave nelle privatizzazioni italiane assieme a Prodi per l’impoverimento dell’Italia, il che potrebbe implicare un suo legame finanziario con le privatizzazioni stesse, poiché ha avuto un ruolo significativo nel trasferimento di beni strategici in mano privata.
Nel 2008, il Presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga espresse un parere molto negativo su Draghi definendolo: “un vile, un vile affarista non si può nominare presidente del Consiglio dei Ministri chi è stato socio della Goldman & Sachs, grande banca d’affari americana.” a causa del ruolo da egli svolto nel processo delle privatizzazioni dopo la fine del governo Prodi II.[27] Nel 2021, Paolo Naccarato, dirigente generale della Presidenza del Consiglio dei ministri e storico stretto collaboratore di Cossiga, dichiarò che i due avevano un solido rapporto di stima e amicizia…..
*** Romano Prodi è legato a diverse figure e entità finanziali e politiche. È stato Presidente della Commissione Europea e ha avuto un ruolo significativo nella privatizzazione dell’IRI, un’importante azienda statale italiana. Ha anche collaborato con Goldman Sachs e ha partecipato al gruppo Bilderberg, che includeva ed include membri di diritti di stampa e finanzieri (banchieri) molto influenti. E’ stato ed è molto legato ed amico anche d’affari, con Mario Draghi…..
Prodi ha avuto un impatto notevole sulla politica italiana, specialmente durante la Seconda Repubblica, ed ha avuto un ruolo attivo nella gestione delle finanze pubbliche e nella privatizzazione delle aziende pubbliche che svenduto impoverendo l’Italia.
La ristrutturazione, svendita dell’IRI durante la presidenza Prodi portò a:
- la cessione di 29 aziende del gruppo, tra le quali la più grande fu l’Alfa Romeo, privatizzata nel 1986;
- la diminuzione dei dipendenti, grazie alle cessioni e a numerosi prepensionamenti, soprattutto nella siderurgia e nei cantieri navali;
- la liquidazione di Finsider, Italsidere Italstat;
- lo scambio di alcune aziende tra STETe Finmeccanica;
- la tentata vendita della SMEal gruppo CIR di Carlo De Benedetti, operazione che venne fortemente ostacolata dal governo di Bettino Craxi. Fu organizzata una cordata di imprese, comprendente anche Silvio Berlusconi, che avanzarono un’offerta alternativa per bloccare la vendita. L’offerta non venne poi onorata per carenze finanziarie, ma intanto la vendita della SME sfumò. Prodi fu accusato di aver stabilito un prezzo troppo basso (vedi vicenda SME).
Il risultato fu che nel 1987, per la prima volta da più di un decennio, l’IRI riportò il bilancio in utile non per attività aziendali, ma per le svendite programmate fatte da Prodi & C., e di questo Prodi si fece sempre un vanto, anche se a proposito di ciò Enrico Cuccia affermò: «(Prodi) nel 1988 ha solo imputato a riserve le perdite sulla siderurgia, perdendo come negli anni precedenti».
– S. Bocconi, “I ricordi di Cuccia. E quella sfiducia sugli italiani”, Corriere della Sera, 12 novembre 2007
Ecco perché molti dicono ancora che l’Italia ha “perso” molto per l’impoverimento, programmato da alcuni politici ed affaristi legati al gruppo Bilderberg e successivamente facendo entrare l’Italia nell’€uro !
Ci sono ragioni reali per la sensazione di perdita o di svantaggio:
– Perdita della politica monetaria autonoma. Entrando nell’euro l’Italia ha rinunciato alla possibilità di svalutare la lira per ripristinare competitività. Ciò limita gli strumenti di stabilizzazione. (spesso visto come fattore negativo in caso di shock). IMF
– Costi della convergenza: per entrare nell’euro l’Italia attuò manovre di consolidamento (anni ’90) che produssero costi sociali e rallentamento della domanda interna. Questo è un punto su cui economisti critici (es. Alberto Bagnai) e alcuni osservatori concordano. IDEAS/RePEc
– Le Regole dell’Unione (Patto di stabilità, vincoli fiscali) hanno imposto discipline che, in recessione, furono attuate come restrittive. Critici autorevoli come Joseph Stiglitz hanno spiegato come l’impianto dell’euro renda più difficili le risposte fiscali espansive in tempo di crisi. The Guardian
“Collusione” con le banche internazionali !
– È vero, e le grandi istituzioni finanziarie e i mercati hanno tratto vantaggio dall’integrazione (mercati dei capitali più grandi, costi di finanziamento più bassi per alcuni anni, aumento degli strumenti finanziari).
– È anche vero che purtroppo esistono legami stretti tra politica, finanza e consenso tecnico (tecnici/consulenti, banche d’affari, lobbies), come in ogni grande processo economico. n sintesi: interessi bancari hanno influenzato e beneficiato, ma il processo fu politico-istituzionale multilaterale attuato da politici collusi con le istituzioni bancarie.
Conclusione sintetica (oggettiva)
– L’ingresso nell’euro fu il risultato di scelte politiche collettive in Italia ed in Europa, suggerite dal sistema bancario.
– La Germania ebbe un ruolo politico e normativo molto forte e promosse criteri di stabilità che hanno modellato il funzionamento dell’euro; questo è fattuale. Encyclopedia Britannica+1
– Le conseguenze per l’Italia (perdita di strumenti di politica monetaria, necessità di riforme strutturali, costi sociali delle manovre) sono state reali e perdurano anche oggi, e spiegano anche perché molti italiani percepiscono l’euro come fonte di problemi. Critici autorevoli ne hanno scritto diffusamente. The Guardian+1
L’affermazione che la lira “ha perso il 50% in una notte” al momento del passaggio all’euro è imprecisa, ma nei fatti è stata vera: il tasso di conversione fu fissato e la relazione con il marco tedesco non comportò una svalutazione overnight del 50% in senso tecnico; la reale perdita di valore di acquisto è derivata piuttosto dalla diversa competitività e dai vincoli imposti dopo l’adozione della moneta unica, ma soprattutto dalla perdita di valore del denaro che l’immediato rialzo dei prezzi al consumo, senza nessun controllo da parte del governo/stato.
Schieramento critico (scettici rispetto all’euro)
Joseph E. Stiglit: In un articolo su The Guardian del 10 agosto 2016, Stiglitz scrive:
– “L’euro non era solo un progetto economico… era un progetto politico. … La zona euro era imperfetta fin dalla nascita. … una moneta unica implica un tasso di cambio fisso tra i paesi e un unico tasso di interesse. … L’euro è spesso descritto come un matrimonio difficile..”
– The Guardian – In un intervento per Project Syndicate del 13 giugno 2018: “In tutta la zona euro, i leader politici stanno entrando in uno stato di paralisi … Finché la Germania dice loro che non possono avere entrambe le cose [l’appartenenza alla zona euro e la prosperità], può esserci un solo esito: più dolore, più sofferenza, più disoccupazione e una crescita ancora più lenta.” Project Syndicate+1
– In un articolo su Social Europe del 25 luglio 2018: Stiglitz proponeva per l’Italia un sistema a “doppia moneta” complementare all’euro, per ritrovare strumenti di politica economica autonoma. Social Europe
Sintesi della posizione critica:
– L’euro è visto come un’unione monetaria con gravi limiti istituzionali: regole rigide, perdita della politica di sovranità monetaria nazionale ed asimmetrie tra paesi forti e deboli.
– Si sostiene che l’Italia (e altri paesi periferici) non fossero in condizioni ottimali per partecipare all’euro come “pari” e che la struttura del sistema favorisca i paesi più competitivi (come la Germania).
– Le proposte includono riforme profonde dell’eurozona o addirittura alternative di uscita/ridefinizione del rapporto con la moneta unica.
- – The Future of the Euro
Johns Hopkins SAIS (2010) – Analizza i rischi strutturali dell’euro per i paesi periferici: squilibri commerciali e vincoli fiscali.
– “Senza un’unione fiscale, l’area dell’euro resterà vulnerabile agli shock asimmetrici.”- – Joseph E. Stiglitz
Can the Euro Be Saved? (2013) – “L’euro era difettoso fin dalla nascita… una politica monetaria unica senza una politica fiscale comune non può funzionare.” The Euro: How a Common Currency Threatens the Future of Europe (2016) “L’euro ha diviso l’Europa piuttosto che unirla.
Articolo The Guardian (10 ago 2016) → Spiega come l’euro penalizzi i paesi con produttività più bassa, come l’Italia e la Grecia.
- – Joseph E. Stiglitz
2018 – Rewriting the Rules of the European Economy
FEPS-Europe (2018) → Proposte di riforma dell’eurozona: maggiore spesa pubblica comune, politiche fiscali espansive e revisione del Patto di stabilità.
- – Italy’s Economy in the Euro Zone Crisis (SWP-Berlin)
SWP Report (2020) → Analisi del think tank tedesco sulle difficoltà strutturali italiane nell’euro: bassa crescita, rigidità fiscale, mancanza di riforme industriali. - – Dual Currency Proposal
Social Europe (2023) → Stiglitz rilancia l’idea di una “doppia moneta” nazionale + euro per ridare flessibilità ai paesi più deboli dell’eurozona.
Questo è stato il risultato dell’introduzione, politico finanziaria, nell’ Euro: Perdita maggiore di sovranità degli stati, quindi maggiore schiavitù.
Inoltre altro grave problema sempre con sottomissione a terzi della sovranità dell’Italia in materia di Sicurezza nazionale:
Il programma informatico sulla sicurezza militare, politico, finanziario, è gestito da una azienda israeliana e ciò dice tutto il resto; l’Italia è controllata dagli Stati Uniti per mezzo di Israele, che ha aziende tecnologiche molto attive nel campo della cybersecurity, e alcune collaborano con governi europei e NATO su progetti specifici.
Gli Stati Uniti e Israele sono alleati strategici, così come l’Italia è alleata di entrambi all’interno della NATO.
Israele ha aziende tecnologiche molto attive nel campo della cybersecurity, e alcune collaborano con governi europei e NATO su progetti specifici fra cui anche l’Italia.
Ecco le aziende Israeliane che hanno fatto contratti per la sicurezza con l’Italia
Paragon — contratto e scandalo spyware (Graphite): esistono documenti e inchieste che indicano un contratto tra l’Italia e la società israeliana Paragon (fornitrice dello spyware “Graphite”) e successive contestazioni pubbliche; in seguito alla vicenda il rapporto è stato dichiarato concluso/terminato nelle ricostruzioni giornalistiche e parlamentari. Reuters+1
Cellebrite — strumenti di digital forensics usati a livello globale (anche in Europa): Cellebrite è un fornitore israeliano noto per strumenti di acquisizione/analisi forense dei dispositivi mobili e dichiara servizi destinati ad agenzie di polizia e intelligence. Non ho trovato (in questa ricerca rapida) un singolo contratto pubblico italiano nominativo, ma è un fornitore globale frequentato da molte forze dell’ordine. cellebrite.com
Elbit / cooperazioni industriali con aziende italiane (es. Leonardo): ci sono prove di collaborazioni e progetti congiunti tra grandi gruppi (Leonardo) e aziende israeliane (Elbit e altre) in ambito difesa, R&D e prototipi. Defense News+1
Cooperazione istituzionale in cybersecurity e iniziative R&D: esistono attività congiunte istituzionali e programmi (cyber ranges, call R&D, accordi di innovazione) fra enti israeliani e italiani per rafforzare capacità cyber e innovazione tecnologica. Questo spiega l’ampia presenza di aziende israeliane in progetti e gare. dimse.info+1
Contesto più ampio (Pegasus/spyware) e preoccupazioni internazionali: le indagini internazionali su spyware come Pegasus e simili (report del Consiglio d’Europa e inchieste giornalistiche) mostrano che molti Paesi europei hanno acquisito strumenti di sorveglianza commerciali; questo alimenta preoccupazioni di trasparenza e legalità ma non provano con certezza un “controllo totale” esterno sull’Italia. E ci mancherebbe che i contratti contenessero queste asserzioni, ma le cose nella realtà travalicano i contratti, quando le direttive estere sono modificate o sorpassate dalla povera Italia, ben sottomessa ad Israele ed agli US e lo si è visto chiaramente della sottomissione italiana per la questione di Gaza ed i genocidio israeliano.
Prova di fornitura/uso di strumenti spyware (Paragon / Graphite) per operazioni di intelligence: documentata e fonte di inchieste e polemiche in Italia. Tuttavia le ricostruzioni ufficiali del governo sono controverse (alcuni attori negano usi illegittimi). Reuters+2Reuters+2
Legami industriali e accordi R&D (Leonardo ↔ Enti israeliani; progetti congiunti): documentati e pubblici — tipici di rapporti tecnologici e di difesa. Leonardo+1
Fornitura di strumenti forensi o cyber-capabilities: aziende israeliane (Cellebrite e molte startup cyber) offrono tecnologie che possono essere adottate da enti pubblici/forze dell’ordine italiane.
Contratti / documenti pubblici e cosa dimostrano (Paragon / Graphite)
- Esistenza del rapporto Italia ↔ Paragon (Graphite): indagini giornalistiche, analisi forensi (Citizen Lab) e la relazione parlamentare COPASIR hanno ricostruito che strumenti dello spyware Graphite di Paragon sono stati impiegati su telefoni legati a casi italiani e che il rapporto contrattuale è stato sospeso/contestato e poi dichiarato terminato/risolto nelle ricostruzioni parlamentari. Fonti dirette: Reuters, Guardian, Citizen Lab, AP, COPASIR (riassunti nelle cronache). Reuters+2The Guardian+2
- Prove forensi: Citizen Lab ha pubblicato analisi tecniche che collegano compromissioni a Graphite su dispositivi in Europa, fra cui casi italiani, dando conferma tecnica (log, fingerprinting). The Citizen Lab
- Reazioni istituzionali in Italia: COPASIR (Comitato parlamentare per la sicurezza) ha svolto accertamenti; il governo ha negato abusi illegittimi in alcune fasi ma il dossier ha portato a sospensioni/risoluzioni contrattuali e a indagini giudiziarie locali. Reuters+1
- Organizzazioni per i diritti (Amnesty, Human Rights Watch ecc.) hanno denunciato abusi e sottolineato il rischio sistemico dell’uso di spyware di mercato per sorveglianza illegittima. Amnesty International+1
Elenco (non esaustivo) di aziende israeliane e loro rapporti con l’Italia / Europa
- Paragon Solutions (Graphite) — caso documentato di fornitura/uso in Italia e indagini correlate (vedi sopra). Reuters+1
- Cellebrite — fornitore noto di strumenti di digital forensics e diacquisizione dati da device mobili; contratti e accordi con forze di polizia europee (non sempre pubblici per motivi di sicurezza). Esistenza di deal europei documentati; per l’Italia non sempre figura un singolo contratto pubblicato, ma è fornitore globale molto usato. Cellebrite+1
- Elbit Systems (e altri grandi gruppi israeliani) — collaborazioni industriali e progetti congiunti (es. Leonardo↔Elbit) documentati in ambito difesa e R&D; sono partnership commerciale-tecnologiche, scambi di tecnologia/prototipi e forniture. Leonardo+1
- NSO Group — menzionata per contesto (Pegasus): più volte al centro di scandali europei; non serve a provare contratti in Italia ma aiuta a capire il mercato e il rischio regolatorio. The Guardian
Nota: molte aziende israeliane (startup e medie imprese) vendono tecnologie rilevanti (forensic, intrusion tools, monitoraggio), e in vari casi la relazione è commerciale/di fornitura; questo non equivale necessariamente a “gestione” totale di sistemi nazionali, ma può creare dipendenze critiche se il prodotto è centrale per operazioni sensibili.
Infine “dulcis in fundo”:
la Falsa epidemia dell’influenza stagionale chiamata Covid19 basata su di un inesistente virus mai isolato Sars-cov2, alla quale l’Italia è stata sottomessa per i vaccini, inizialmente dalla Lorenzin & C., creando con le campagne vaccinali, malati e morti improvvise (SIDS e SADS) dati su di esse tenute nascoste dal Governo/Stato, per mantenere e facendo divenire l’Italia capofila delle campagne vaccinali e successivamente quale stato schiavo della campagna vaccinale per la cosiddetta e fasullo vaccino per la Covid19, il tutto con pubblicità statale FALSA e depistante; nota è la frase del sig. Mario Draghi alla televisione pubblica: “se non ti vaccini muori e fai morire gli altri”…. video: Draghi: «L’appello a non vaccinarsi significa appello a morire», commettendo un reato di falso scientifico e quello di falso in atto pubblico, reati rimasti per ora inevasi per la corruzione e collusione della magistratura, ma e dimostrando sempre più e comunque la sudditanza con le multinazionali americane, le varie Big Pharma e la OMS che è finanziata dagli US, dai privati banchieri e finanzieri, in particolare Bill Gates e la sua fondazione, proprietaria di aziende che producono vaccini ed azionista in tutte le altre Big Pharma.
Conclusioni: alla fine di tutte queste considerazioni e fatti storici politico, finanziari e commerciali, possiamo affermare che l’Italia è schiava degli Stati Uniti, non per nulla Tutti i capi dei governi Italiani prima o subito dopo la loro elezione si recano negli USA a farsi convalidare ed a prendere ovviamente ordini segreti da attuare nella politica italiana !
Continua in, Republic of Italy /Italy Republic of = colonia US:
https://mednat.news/wp-content/uploads/2022/03/republic_of_italy_coloniaUS_in_mano_Banchieri2.pdf
e
https://mednat.news/wp-content/uploads/2022/10/Garibaldi_Regno_Italia_mafia_Inglesi_Cavour_Savoia.pdf

































































