Perdita della Sovranità, Papa, Vaticano, Bolle papali, Schiavitù religiosa e passaggio concettuale nella giurisprudenza attuale nel mondo occidentale.
Con due bolle papali, la prima di Bonifacio VIII, ha sancito che la Terra intera e tutti gli uomini sono proprietà del Papa ! e che quindi tutti i re e le nazioni dovevano essere sottomessi al papa.
Ecco i particolari sulle Bolle e sulle modalità di attuazione nel corso dei secoli di questa autoproclamata autorità e senza averne ottenuto il consenso da nessuno !
Questa è una dichiarazione dittatoriale e di schiavitù.
Queste sono le pagine più intense, complesse e discusse della storia del diritto e della politica europea e del mondo occidentale.
Questi fatti, sotto narrati, guardati con gli occhi della sensibilità moderna e dei Diritti umani, le pretese di Controllo assoluto, contenute in quei documenti storici appaiono sconvolgenti, autoritarie e prive di qualsiasi base di consenso democratico.
Per fare chiarezza da un punto di vista storico, l’autoproclamata autorità universale del Papato si è consolidata principalmente attraverso due fasi storiche e documenti ben precisi.
Non si trattò di un “possesso immobiliare” in senso moderno, ma di una pretesa giuridica e spirituale di superiorità assoluta sopra ogni re, terra e popolo.
Significato della parola Bolla, da dizonario Treccani.it:
Le bolle sono cavità sferoidali gassose che si formano in un liquido, spesso a causa di un gas che gorgogola nel liquido o dal vapore che si sviluppa. Puoi anche formarle in corpi solidi, come nel vetro o in metalli fusi.
In senso figurato, come nel nostro caso, il termine può riferirsi a qualcosa di effimero od inconsistente, però con queste Bolle hanno sciavizzato mezzo mondo, questo perché le Persone fisiche umane non studiano mai seriamente ciò che leggono e quindi si fanno circuire facilmente = “circonvenzione di incapace” !
Ecco comunque i particolari su queste Bolle e su come i pontefici cercarono di attuarle nel corso dei secoli, anche con la forza delle armi.
- La Bolla della Supremazia Politica: Unam Sanctam (1302)
Promulgata da Papa Bonifacio VIII, questa è la bolla a cui faccio riferimento riguardo alla sottomissione di tutti i re del mondo.
- Il contesto: Bonifacio VIII era in aperto e violento conflitto con il Re di Francia, Filippo IV il Bello, che aveva iniziato a tassare il clero francese senza il permesso papale, sfidando direttamente l’autorità di Roma.
- Cosa stabiliva: La bolla teorizzava la dottrina delle “Due Spade” (il potere spirituale e il potere temporale/politico). Bonifacio affermava che entrambe le spade appartenevano alla Chiesa: la prima veniva usata direttamente dal Papa, la seconda dai re, ma su ordine e concessione del Papa stesso.
- La formula finale: Il documento si chiude con una dichiarazione perentoria, considerata l’apice del teocratismo medievale:
“Noi dichiariamo, stabiliamo, definiamo e affermiamo che è assolutamente necessario per la salvezza di ogni creatura umana che essa sia sottomessa al Romano Pontefice.”
- Le Bolle del “Possesso” del Mondo: Romanus Pontifex (1455) e Inter Caetera (1493)
Le bolle che invece estesero questo concetto alla proprietà geopolitica delle terre e dei popoli extra-europei (quella che storicamente viene chiamata la Dottrina della Scoperta) sono due documenti successivi:
- Romanus Pontifex (1455, Niccolò V): Concessa al Re del Portogallo, autorizzava a conquistare le terre dei “saraceni, pagani e altri nemici di Cristo”, a ridurli in schiavitù perpetua (perpetuam servitutem) e a sequestrare tutti i loro beni.
- Inter Caetera (1493, Alessandro VI): Rilasciata subito dopo il viaggio di Cristoforo Colombo, questa bolla tracciava una linea immaginaria nell’Oceano Atlantico. Il Papa, proclamandosi vicario di Dio in Terra, “donava, concedeva e assegnava” in perpetuo ai sovrani di Spagna tutte le isole e le terreferme scoperte a ovest di quella linea che non fossero già sotto il controllo di un principe cristiano.
Le modalità di attuazione nel corso dei secoli
Come fu possibile applicare decisioni prese “senza il consenso” dei popoli coinvolti ? L’attuazione pratica variò drasticamente tra l’Europa e il resto del mondo.
In Europa: Lo scontro con i Sovrani
In Europa, la pretesa di Bonifacio VIII di governare sopra i re fallì quasi subito. Il Re di Francia non si sottomise; al contrario, mandò i suoi emissari ad arrestare il Papa ad Anagni (il famoso “schiaffo di Anagni” del 1303). Nei secoli successivi, la nascita degli Stati moderni e la Riforma Protestante (1517) distrussero definitivamente l’idea che il Papa potesse deporre i re a suo piacimento o governare la politica interna delle nazioni europee.
Nel Resto del Mondo: Colonialismo e il “Requerimiento”
Nelle Americhe e in Africa, invece, quelle bolle papali vennero usate dalle potenze coloniali (Spagna e Portogallo) come uno strumento giuridico “legale” per giustificare la conquista e la sottomissione.
Un esempio emblematico di questa attuazione brutale fu il Requerimiento (1513): un testo scritto in spagnolo o latino che i conquistadores leggevano ad alta voce ai popoli indigeni appena sbarcati. Il testo spiegava che il Papa aveva donato quelle terre al Re di Spagna e intimava ai nativi di sottomettersi. Se i nativi (che non capivano la lingua) rifiutavano o non rispondevano, i conquistadores si ritenevano legalmente e moralmente autorizzati a muovere loro una “guerra giusta”, a schiavizzarli e a confiscare le loro proprietà.
La svolta e l’eredità storica
Già nel XVI secolo, teologi cattolici illuminati come Francisco de Vitoria contestarono l’idea che il Papa potesse donare terre abitate da altre persone, affermando che gli indigeni erano i legittimi proprietari dei loro beni, battezzati o meno. Nel 1537, Papa Paolo III con la bolla Sublimis Deus cercò di correggere la rotta, vietando la riduzione in schiavitù degli indigeni delle Americhe.
Tuttavia, il peso storico di quegli atti è rimasto enorme.
In tempi recenti (marzo 2023), il Vaticano ha formalmente ripudiato la “Dottrina della Scoperta” e quelle bolle del XV secolo, dichiarando che quei testi papali non riflettevano la fede cattolica e vennero strumentalizzati dalle potenze politiche e religiose dell’epoca, riconoscendo finalmente che i diritti e la dignità dei popoli indigeni erano stati violati.
Ma nei fatti i re sottomessi più o meno al papa, eseguirono con i loro eserciti delle vere e propri dominazioni dittatoriali sulle popolazioni a loro sottomesse.
Ecco il legame pratico tra la teoria giuridica e l’azione militare. Sebbene i re europei abbiano spesso lottato contro il Papa per non farsi comandare in casa propria, quando si trattava di espandersi, conquistare e controllare le popolazioni, quei re e i loro eserciti usarono l’autorità del Papa come una gigantesca “licenza di caccia” morale e legale.
Ciò che si verificò nei fatti fu una vera e propria alleanza di potere (il “trono e l’altare”): il Papa legittimava il potere del re ed il re metteva i soldati, le navi e le armi per imporre quel potere con la forza bruta.
Ecco come questa dinamica si tradusse in dominazioni violente e assolute sulle popolazioni, sia in Europa che nel mondo.
- La sottomissione con il terrore: Il “Requerimiento” e la guerra
Come accennato, l’attuazione pratica da parte degli eserciti coloniali fu spietata. I conquistatori spagnoli non cercavano il consenso, ma la sottomissione totale. Se una popolazione indigena non accettava la sovranità del Re di Spagna (derivata dalla bolla del Papa), la punizione era la morte o la schiavitù.
Gli eserciti applicarono metodi che oggi definiremmo terroristici:
- Massacri dimostrativi di interi villaggi per scoraggiare qualsiasi resistenza.
- Cancellazione delle culture locali, distruggendo templi, codici scritti e memorie storiche, sostituendoli con la struttura coloniale e religiosa.
- Il sistema feudale coloniale: L’Encomienda
Una volta conquistati i territori con gli eserciti, i re sottomisero le popolazioni a un regime economico e sociale dittatoriale chiamato Encomienda.
– Il sovrano spagnolo “affidava” (da cui encomienda) un gruppo di indigeni a un colono o a un militare (l’encomendero).
– In teoria, il colono doveva proteggerli e istruirli nella fede cristiana.
– In pratica, si trattava di lavoro forzato. Gli indigeni venivano schiavizzati nelle miniere d’oro e d’argento (come a Potosí) o nelle piantagioni. Il tasso di mortalità a causa del lavoro estenuante e delle malattie fu spaventoso, decimando intere popolazioni in pochi decenni. - Anche in Europa: Il controllo interno e l’Inquisizione Spagnola
Questo controllo dittatoriale sulle popolazioni non avvenne solo lontano dall’Europa. Gli stessi re europei usarono la religione e il mandato papale per schiacciare il dissenso interno e uniformare i propri sudditi.
L’esempio più celebre è l’Inquisizione Spagnola, fondata nel 1478 dai Re Cattolici (Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona) dietro autorizzazione di Papa Sisto IV.
In questo caso, l’Inquisizione divenne un vero e proprio braccio armato dello Stato: un tribunale spietato che perseguitava ebrei, musulmani e chiunque non si allineasse al pensiero unico del regno. Chi rifiutava la conversione veniva espulso, privato di ogni bene o condannato al rogo.
In questo scenario, il potere politico e quello religioso si alimentavano a vicenda: il re usava l’esercito per difendere e diffondere la fede, e la Chiesa usava la sua autorità spirituale per dire ai sudditi che ribellarsi al re significava ribellarsi a Dio.
Per comprendere appieno la brutalità di questo meccanismo, il caso storico più emblematico e devastante è senza dubbio quello che avvenne nelle Americhe nei primi decenni del 1500, in particolare durante la conquista dell’Impero Inca (nell’attuale Perù) da parte di Francisco Pizarro.
In questo specifico evento, la teoria della bolla papale, l’uso del terrore militare e l’ipocrisia ideologica si fusero in un unico, drammatico momento:
il massacro di Cajamarca (16 novembre 1532).
Il caso limite: La trappola di Cajamarca ed il destino dell’Inca Atahualpa
Pizarro arrivò nel cuore dell’Impero Inca con soli 168 soldati, ma dotati di cavalli, armature d’acciaio e armi da fuoco (tecnologie sconosciute ai nativi). L’imperatore inca, Atahualpa, accettò di incontrarlo nella piazza della città di Cajamarca, presentandosi disarmato insieme a una scorta di migliaia di sudditi in segno di pace.
Ecco come si svolsero i fatti, seguendo esattamente lo schema della sottomissione papale:
- La lettura del Requerimiento
Prima di iniziare qualsiasi colloquio, si fece avanti un frate domenicano, Vicente de Valverde, che stringeva in mano una Bibbia ed un crocefisso. Usando un interprete, il frate lesse il Requerimiento (il testo basato sulle bolle papali). Spiegò all’imperatore che Dio aveva creato il mondo, che il Papa ne era il vicario e che il Papa aveva donato quelle terre al Re di Spagna.
Concluse intimando ad Atahualpa di convertirsi e di sottomettersi al re spagnolo. - Il pretesto per il massacro
Atahualpa, sovrano di un impero vastissimo e considerato lui stesso una divinità dal suo popolo, rimase sbigottito. Prese il libro (la Bibbia) che il frate gli porgeva, non avendone mai visto uno. Non sentendo “uscire alcuna voce” da quell’oggetto, lo gettò a terra indispettito. Il frate gridò al sacrilegio, dando agli eserciti spagnoli il segnale d’attacco. - Il terrore dittatoriale in azione
Gli spagnoli, nascosti nei palazzi intorno alla piazza, aprirono il fuoco con i cannoni e caricarono a cavallo la folla disarmata. Fu una carneficina: in poche ore vennero massacrati tra i 2.000 e i 7.000 nativi. L’imperatore Atahualpa venne catturato vivo.
Il ricatto e l’esecuzione: Una gestione mafiosa del potere
Una volta imprigionato l’imperatore, gli spagnoli attuarono una vera e propria gestione dittatoriale ed economica del terrore:
- Il riscatto d’oro: Atahualpa, capendo l’avidità degli invasori, offrì di riempire la stanza in cui era imprigionato di oro e due volte di argento in cambio della libertà. Gli spagnoli accettarono. Per mesi, da tutto l’impero arrivarono tonnellate di oggetti preziosi e d’arte, che gli spagnoli fusero in lingotti (distruggendo un patrimonio culturale inestimabile).
- Il tradimento finale: Una volta ottenuto il riscatto (il più grande della storia umana), gli spagnoli non liberarono il sovrano. Lo processarono con accuse fittizie (tra cui l’idolatria) e lo condannarono al rogo.
- L’ultimo ricatto religioso: Davanti al rogo, gli dissero che se si fosse battezzato, non sarebbe stato bruciato vivo ma “solo” strangolato. Atahualpa accettò il battesimo per preservare il proprio corpo (secondo la religione inca, la distruzione del corpo impediva il passaggio all’aldilà). Venne giustiziato il 26 luglio 1533.
Le conseguenze sulla popolazione
Con la morte dell’imperatore e l’uso sistematico del terrore armato, l’intero impero crollò. La popolazione fu ridotta in totale schiavitù tramite il sistema dell’Encomienda.
Nei decenni successivi, la combinazione di massacri, lavoro forzato nelle micidiali miniere d’argento di Potosí (dove la vita media di un nativo era di pochi mesi a causa dei vapori di mercurio) e le malattie indotte dagli europei, con il vino e gli alcolici, provocarono un vero e proprio collasso demografico: si stima che la popolazione indigena dell’area andina diminuì di oltre l’80-90% in un secolo.
Questo singolo episodio dimostra concretamente come quelle bolle, nate in uffici polverosi a Roma per ambizioni geopolitiche, siano diventate sul campo di battaglia lo strumento legale per autorizzare lo sterminio e la dittatura militare su scala globale.
Ma anche in Europa successero cose incredibili che la storia ha “dimenticato”.
Spesso i libri di scuola liquidano la storia europea parlando di “feudalesimo” o “guerre dinastiche”, ma sul suolo europeo si sono consumate tragedie immani, nate proprio dall’applicazione spietata di questo potere teocratico e dittatoriale. Quando l’autoproclamata autorità del Papa doveva piegare intere popolazioni europee che non si allineavano, non esitava a usare gli eserciti dei re fedeli con una violenza che la memoria collettiva tende oggi a rimuovere.
Il caso più incredibile, agghiacciante e spesso dimenticato è la Crociata Albigese (1209-1229). Fu la prima volta in cui un Papa non bandì una crociata contro i musulmani in Terra Santa, ma contro altri cristiani, nel cuore dell’Europa civile (nel sud della Francia, la Linguadoca).
Ecco i particolari di questa storia straordinaria e terribile.
La colpa: Una società libera e tollerante
Nel XII secolo, il sud della Francia era una delle regioni più ricche, colte e tolleranti d’Europa.
Lì si era diffuso il Catarismo (da katari, i puri), un movimento cristiano alternativo.
I Catari rifiutavano la ricchezza della Chiesa di Roma, la corruzione dei preti, il Papa e persino i sacramenti. Conducevano una vita poverissima e ascetica, leggevano il Vangelo nella lingua del popolo e, cosa incredibile per l’epoca, davano alle donne gli stessi diritti religiosi degli uomini.
Per Papa Innocenzo III (il teorico del Papa come “Superiore a ogni uomo, inferiore solo a Dio”), questa non era solo un’eresia: era una ribellione geopolitica che minacciava l’autorità assoluta di Roma.
La Bolla e la “Licenza di Massacro”
Nel 1208, dopo l’uccisione di un legato papale, Innocenzo III emanò una bolla che offriva ai nobili e ai re del nord della Francia, gli stessi identici privilegi spirituali e materiali delle crociate in Terra Santa (Palestina): chiunque avesse preso le armi per sterminare i Catari avrebbe avuto l’assoluzione da tutti i peccati e, soprattutto, il diritto di appropriarsi legalmente di tutte le terre, i castelli e i beni dei massacrati.
I re e i baroni del nord della Francia, ingolositi dalle ricche terre del sud, misero in piedi un esercito spietato. Fu l’inizio di vent’anni di terrore dittatoriale.
L’orrore di Béziers: “Uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi”
Il 22 luglio 1209, l’esercito dei crociati, guidato dal legato papale (l’abate Arnaldo Amalrico), assediò la città di Béziers. Nella città vivevano circa 20.000 persone: la maggior parte erano cattolici ortodossi e solo una minoranza (circa 200 o 300) erano catari. I cittadini cattolici si rifiutarono di consegnare i loro concittadini catari, decidendo di difenderli.
Quando le mura vennero brecciate, i soldati chiesero ad Arnaldo Amalrico come fare a distinguere i buoni cattolici dagli eretici da punire. La risposta dell’abate papale passò alla storia come uno dei monumenti al fanatismo:
“Caedite eos. Novit enim Dominus qui sunt eius.” (Uccideteli tutti. Il Signore infatti conosce quelli che sono suoi).
L’esercito eseguì l’ordine alla lettera:
– Uomini, donne, anziani e neonati vennero sgozzati senza distinzione.
– Migliaia di persone vennero massacrate persino all’interno della cattedrale di San Nazario, dove avevano cercato rifugio.
– La città fu saccheggiata e data alle fiamme. Nei rapporti ufficiali inviati al Papa, il legato scrisse con orgoglio che “quasi ventimila cittadini furono messi a fil di spada, senza riguardo per l’età o il sesso“.
L’atto finale: La nascita del Totalitarismo e dell’Inquisizione
La guerra cancellò per sempre la civiltà della Linguadoca. Intere città vennero rase al suolo e migliaia di persone finirono bruciate sui roghi collettivi (a Minerve ne vennero bruciati 140 in un solo giorno, a Marmande ne vennero massacrati 5.000).
Ma la vera “modalità di attuazione” a lungo termine di questa autorità assoluta, nacque proprio dalle ceneri di questa guerra. Poiché i Catari sopravvissuti si nascondevano, la Chiesa capì che l’esercito non bastava più: serviva una polizia politica interna.
Nel Concilio di Tolosa (1229), presieduto da legati papali, venne formalmente istituita la struttura dell’Inquisizione. Per la prima volta nella storia europea:
– Venne proibito ai laici di possedere e leggere la Bibbia in lingua volgare.
– Venne creato un sistema di delazione obbligatoria (i vicini dovevano spiare i vicini).
– Si stabilì che i beni degli eretici venissero divisi tra la Chiesa e il re, creando un incentivo economico perverso a denunciare chiunque fosse scomodo.
Questo incredibile pezzo di storia europea dimostra che i metodi totalitari e coloniali non vennero esportati nelle Americhe dal nulla: erano già stati ampiamente testati e perfezionati “in casa”, contro gli stessi cittadini europei, per mantenere un’autorità teocratica e dittatoriale che non accettava il dissenso.
Parliamo del connubio fra la Corona britannica e le bolle papali, trattato del 1213 e bolle del 1455/1493.
Il connubio tra la Corona britannica e il potere papale rappresenta uno dei cortocircuiti storici più affascinanti e contraddittori d’Europa. Dimostra come i re, che a parole difendevano l’indipendenza delle proprie nazioni, fossero pronti a cedere la sovranità del proprio intero popolo al Papa pur di salvare la propria pelle, salvo poi usare quelle stesse logiche teocratiche a proprio vantaggio geopolitico.
Questo legame si snoda attraverso tre documenti fondamentali, apparentemente distanti, ma uniti dallo stesso filo conduttore: l’uso della religione come contratto di proprietà e sottomissione.
- Il Trattato di Dover (1213): Quando l’Inghilterra divenne proprietà del Papa
Il documento a cui faccio riferimento è la Lettera di Concessione del 15 maggio 1213, firmata da Re Giovanni d’Inghilterra (noto come Giovanni Senzaterra). Questo non fu un trattato paritario, ma una sottomissione totale nata da un ricatto politico.
- Il contesto: Giovanni si era ribellato a Papa Innocenzo III rifiutando la nomina dell’Arcivescovo di Canterbury. Il Papa, usando le sue armi teocratiche, scagliò l’Interdetto sull’Inghilterra (chiudendo tutte le chiese e vietando i sacramenti) e scomunicò il re, esonerando i sudditi dall’obbligo di obbedirgli. Approfittando della debolezza di Giovanni, il Re di Francia si preparò a invadere l’Inghilterra con la benedizione papale.
- La capitolazione: Sentendosi spacciato e assediato dai suoi stessi baroni ribelli, Giovanni Senzaterra compì una mossa diplomatica disperata. Consegnò materialmente l’Inghilterra e l’Irlanda al Papa. Nel testo ufficiale del 1213 si legge:
“Offriamo e liberamente concediamo al nostro signore Papa Innocenzo III e ai suoi vicari cattolici, l’intero regno d’Inghilterra e l’intero regno d’Irlanda, con tutti i loro diritti e pertinenze, per la remissione dei nostri peccati… Da questo momento in poi riceviamo e deteniamo questi territori come un feudatario… promettendo fedeltà alla Chiesa di Roma.”
- Le modalità pratiche: Da quel giorno, il re d’Inghilterra non fu più il sovrano assoluto del suo paese, ma un vassallo del Papa. L’Inghilterra divenne tecnicamente un feudo pontificio e la Corona inglese si impegnò a pagare a Roma un tributo annuale di 1.000 marche d’argento.
Il paradosso della Magna Carta (1215)
Questo connubio ebbe effetti immediati sulla popolazione. Quando nel 1215 i baroni inglesi si ribellarono a Giovanni e lo costrinsero a firmare la Magna Carta (per limitare i poteri dittatoriali del re e proteggere i diritti dei sudditi), il Re si appellò al suo “padrone”: il Papa.
Innocenzo III, difendendo la sua nuova proprietà, emanò una bolla in cui annullò la Magna Carta, definendola “illegale, ingiusta e vile”, e scomunicò i baroni che l’avevano firmata. Il Papa usò il trattato del 1213 per bloccare sul nascere i primi diritti civili europei.
- Il salto temporale: Le Bolle del 1455 e 1493 e l’eredità britannica
Cosa c’entra la Corona britannica con le bolle Romanus Pontifex (1455) e Inter Caetera (1493), che erano state concesse dai Papi a Spagna e Portogallo per spartirsi il mondo ?
C’entra per via di un’appropriazione geopolitica e giuridica.
La rottura di Enrico VIII (1534)
Nel 1534, Enrico VIII decise di separarsi dalla Chiesa di Roma con l’Atto di Supremazia, fondando la Chiesa Anglicana. Con questo atto, il Re d’Inghilterra stracciò formalmente il trattato del 1213, rifiutandosi di essere ancora un vassallo del Papa.
L’ipocrisia coloniale inglese
A quel punto, l’Inghilterra era fuori dal sistema cattolico e, teoricamente, le bolle del 1455 e 1493 le vietavano di colonizzare le Americhe e l’Africa, poiché il Papa aveva “donato” quelle terre a spagnoli e portoghesi.
Eppure, gli inglesi fecero una cosa incredibile: rifiutarono l’autorità spirituale del Papa, ma ne copiarono perfettamente i metodi giuridici.
Quando la Regina Elisabetta I d’Inghilterra finanziò i navigatori e i colonizzatori (come Walter Raleigh o John Cabot) per fondare le colonie in Nord America, emanò delle lettere patenti regali che ricalcavano quasi parola per parola le vecchie bolle papali.
– La Corona britannica istituì la propria versione della Dottrina della Scoperta.
– Agli esploratori inglesi veniva dato l’ordine di “scoprire e conquistare” qualsiasi terra “abitata da pagani e infedeli” che non fosse già sotto il controllo di un altro principe cristiano.
– La sottomissione e l’espropriazione delle terre dei nativi americani vennero giustificate giuridicamente dai britannici usando la stessa identica logica totalitaria inventata dai Papi nei secoli precedenti: se una popolazione non apparteneva alla vera fede (che per gli inglesi era quella anglicana), perdeva automaticamente il diritto di proprietà sulla propria terra.
Il connubio tra la Corona britannica e le logiche delle bolle papali dimostra che il potere coloniale e dittatoriale è stato un “virus” dialettico e concettuale trasmissibile: i re britannici hanno subito la teocrazia papale quando erano deboli (1213), ma ne hanno assimilato e applicato i metodi spietati di sottomissione globale non appena sono diventati forti abbastanza da creare il proprio Impero.
Con i Francesi entriamo nel capitolo più infuocato di tutta questa storia.
Se l’Inghilterra si è sottomessa per debolezza e la Spagna è stata il braccio armato del Papa nel mondo, la Francia ha fatto una cosa completamente diversa: ha affrontato il Papa a viso aperto, lo ha aggredito fisicamente e ha letteralmente sequestrato il Papato.
I re francesi capirono prima degli altri che il potere assoluto delle bolle papali era un pericolo. Per questo, misero in atto una strategia spietata per piegare la Chiesa ai propri interessi geopolitici, trasformando la religione in uno strumento della dittatura della Corona.
Questo scontro e il successivo connubio si svilupparono attraverso tre tappe incredibili.
- Lo Schiaffo di Anagni (1303): La risposta militare alla bolla Unam Sanctam
Come abbiamo visto, Papa Bonifacio VIII aveva emanato la bolla Unam Sanctam per affermare che il Re di Francia, Filippo IV il Bello, doveva sottomettersi a lui. Filippo, che stava centralizzando il potere dello Stato e non aveva intenzione di cedere la sua sovranità, rispose con una violenza inaudita che scioccò l’Europa medievale.
- L’alleanza con i nemici del Papa: Filippo il Bello non si limitò a protestare. Mandò il suo fidato consigliere, Guglielmo di Nogaret, in Italia. Nogaret si alleò con la potentissima famiglia romana dei Colonna, nemica giurata di Bonifacio VIII.
- L’assalto: Il 7 settembre 1303, un esercito franco-italiano assediò e fece irruzione nel palazzo papale ad Anagni, dove il Papa si era rifugiato.
- L’oltraggio: L’anziano Papa fu catturato e insultato. La storia tramanda che Sciarra Colonna arrivò a schiaffeggiare materialmente il Papa con il guanto di ferro dell’armatura. Bonifacio VIII fu liberato due giorni dopo dai cittadini di Anagni, ma l’umiliazione fu tale che il Papa morì di crepacuore e vergogna un mese dopo a Roma.
La Francia aveva dimostrato al mondo che le bolle papali non potevano nulla contro gli eserciti reali.
- Il “Sequestro” del Papato: La Cattività Avignonese (1309-1377)
Dopo aver eliminato Bonifacio VIII, Filippo il Bello attuò un piano ancora più cinico: invece di farsi sottomettere dal Papa, sottomise la figura stessa del Papa.
Grazie alle pressioni e alle corruzioni della Corona francese, nel 1305 venne eletto un Papa francese, Clemente V. Il nuovo pontefice si rifiutò di andare a Roma e, nel 1309, trasferì l’intera corte papale ad Avignone, nel sud della Francia.
Per quasi settant’anni, il Papato divenne una succursale della monarchia francese. Tutti i Papi di quel periodo furono francesi e vennero usati dal re come una vera e propria arma politica.
Il caso dei Cavalieri Templari
L’esempio più brutale di questo connubio dittatoriale tra il Re di Francia e un Papa sottomesso fu la distruzione dell’Ordine dei Templari. Filippo il Bello era pesantemente indebitato con i Templari, che gestivano le finanze del regno. Per azzerare il debito e rubare le loro ricchezze, il Re decise di distruggerli. Usò il “suo” Papa (Clemente V) per accusare i Templari di eresie orribili, sodomia e adorazione del demonio.
I soldati del Re arrestarono contemporaneamente tutti i Templari di Francia il venerdì 13 ottobre 1307. Vennero torturati spietatamente dagli inquisitori regi e bruciati sul rogo a Parigi, mentre il Papa emanava bolle per sciogliere ufficialmente l’ordine e legalizzare il sequestro dei loro beni a favore del Re.
- Il “Gallicanesimo”: La Chiesa francese controllata dallo Stato
Anche dopo il ritorno del Papa a Roma, i re francesi non permisero mai più alla Chiesa di interferire nei loro affari. Nacque così il Gallicanesimo: una dottrina giuridica e politica secondo cui la Chiesa cattolica in Francia (chiamata appunto Chiesa Gallicana) era sì unita spiritualmente al Papa, ma politicamente sottomessa al Re.
Un momento chiave fu la Prammatica Sanzione di Bourges (1438), emanata dal Re Carlo VII, con cui la Corona francese stabilì che:
– I decreti dei concili dei vescovi valevano più delle decisioni del Papa.
– Il Re di Francia aveva il diritto di nominare i vescovi e gli abati del proprio regno, controllando immensi patrimoni e territori.
– Il Papa non poteva più riscuotere le tasse religiose in Francia senza il consenso del Re.
Il paradosso finale: Il Re “Cristianissimo”
Il connubio con i francesi trovò il suo culmine nel XVI e XVII secolo con la nascita dell’Assolutismo (il cui simbolo fu Luigi XIV, il Re Sole). I re di Francia si fregiavano orgogliosamente del titolo ufficiale di “Re Cristianissimo”, concesso proprio dai Papi.
Eppure, questa sottomissione formale era una facciata dittatoriale: all’interno della Francia, l’esercito regio schiacciava spietatamente qualsiasi minoranza religiosa (come il massacro dei protestanti Ugonotti nella celebre Notte di San Bartolomeo del 1572 o la revoca dell’Editto di Nantes), non per obbedire a Roma, ma per imporre il dogma totalitario del Re Sole: “Un solo Re, una sola Legge, una sola Fede”.
Mentre l’Inghilterra copiò i metodi del Papa e la Spagna li esportò, la Francia fece scuola nel dimostrare come uno Stato moderno potesse prendere il controllo della religione per trasformarla nel più potente strumento di propaganda e controllo dittatoriale sui propri cittadini.
C’è una nazione (o meglio, un impero) che visse la peripezia papale più devastante, lunga e sanguinosa di tutte: la Germania, che all’epoca era il cuore del Sacro Romano Impero.
Mentre lo scontro con la Francia durò pochi anni e quello con l’Inghilterra fu un singolo ricatto, la lotta tra i Papi e gli Imperatori tedeschi durò oltre due secoli. Fu una vera e propria guerra civile europea che distrusse intere generazioni, mise a ferro e fuoco l’Italia e la Germania e fu gestita con metodi spietati da entrambe le parti, senza alcuna cura per la popolazione.
Il cuore di questa peripezia storica fu la Lotta per le Investiture e la dottrina del Sole e della Luna.
Il concetto: Chi comanda l’universo ?
Prima ancora di Bonifacio VIII, un altro Papa, Gregorio VII, emanò nel 1075 un documento sconvolgente quanto le bolle successive: il Dictatus Papae. In queste 27 tesi, il Papa proclamava che:
– Il Papa è l’unico uomo sulla Terra i cui piedi devono essere baciati da tutti i principi.
– Il Papa ha il potere di deporre gli imperatori.
– La Chiesa di Roma non ha mai errato e non errerà mai.
Il Papa paragonava sé stesso al Sole (che brilla di luce propria) e l’Imperatore tedesco alla Luna (che brilla solo di luce riflessa dal Sole).
Le tre tappe più incredibili del conflitto tedesco
Gli imperatori tedeschi non avevano alcuna intenzione di farsi ridurre a “Lune” sottomesse. La reazione portò a eventi storici che superano la finzione.
- L’umiliazione di Canossa (1077): Il re scalzo nella neve
L’Imperatore tedesco Enrico IV sfidò il Papa continuando a nominare i vescovi di testa sua. Gregorio VII applicò il Dictatus Papae: scomunicò l’imperatore e sciolse tutti i sudditi tedeschi dal vincolo di fedeltà. In Germania scoppiò immediatamente la guerra civile: i principi tedeschi, approfittando della scomunica, si ribellarono all’imperatore per prendersi i suoi territori.
Per salvare il trono, Enrico IV dovette compiere l’atto di sottomissione più famoso della storia: scese in Italia in pieno inverno, raggiunse il castello di Canossa dove si trovava il Papa e rimase per tre giorni e tre notti fuori dalle mura, scalzo nella neve, vestito come un penitente, implorando il perdono papale. Il Papa ottenne la sua sottomissione formale, ma fu un’umiliazione puramente politica. Infatti, appena l’imperatore recuperò il potere, tornò in Italia con l’esercito e costrinse il Papa a fuggire in esilio.
- Lo sterminio degli Hohenstaufen (La dinastia di Federico Barbarossa)
Il connubio tra teocrazia e violenza militare raggiunse il culmine nel 1200 con la dinastia imperiale tedesca degli Hohenstaufen (la famiglia di Federico Barbarossa e di suo nipote Federico II di Svevia).
Federico II era un uomo colto, tollerante, che parlava sei lingue e governava da Palermo. I Papi lo consideravano il pericolo numero uno per lo Stato della Chiesa. Venne scomunicato tre volte, definito “l’Anticristo” nelle bolle papali, e contro di lui venne bandita una vera e propria crociata in Germania e in Italia.
La peripezia papale non si fermò nemmeno dopo la morte di Federico II: il Papa chiamò i francesi (Carlo d’Anjou) in Italia per dare la caccia a tutti i discendenti dell’imperatore tedesco.
L’ultimo della dinastia, Corradino di Svevia, un ragazzo di soli 16 anni, venne catturato, processato illegalmente e decapitato pubblicamente nella piazza del Mercato a Napoli nel 1368 su pressione del Papa. Una dinastia imperiale fu letteralmente cancellata con il sangue.
- La vendetta tedesca: Il Sacco di Roma (1527)
I secoli di dittatura spirituale e di tasse che Roma imponeva ai territori tedeschi crearono un risentimento feroce nella popolazione germanica. Questo odio accumulato esplose nel 1527.
L’Imperatore Carlo V (cattolico, ma in conflitto politico con Papa Clemente VII) inviò un esercito in Italia. Questo esercito era composto in gran parte dai Lanzichenecchi, mercenari tedeschi che avevano abbracciato la Riforma Protestante di Lutero e che vedevano nel Papa l’incarnazione del demonio.
I Lanzichenecchi, rimasti senza paga, presero d’assalto Roma. Il Papa fu costretto a fuggire a Castel Sant’Angelo mentre i soldati tedeschi compivano il più spietato saccheggio della storia della città:
– Le chiese vennero profanate e i tesori papali rubati.
– Le monache vennero violentate e i cardinali torturati per farsi consegnare i loro soldi.
– Sulle pareti dei palazzi del Vaticano, i soldati scrissero con il carbone “Vivat Lutherus Pontifex” (Viva Lutero Pontefice).
Fu la brutale dimostrazione che la sottomissione dei popoli non poteva reggersi in eterno solo sulla paura delle bolle papali: quando la barriera del terrore psicologico cadde, la reazione degli eserciti sottomessi fu catastrofica.
La ragnatela di queste pretese teocratiche e coloniali ha avvolto molte altre nazioni. Se allunghiamo lo sguardo oltre i “grandi sospetti” tradizionali, emergono le storie di altre tre aree geografiche che hanno vissuto dinamiche altrettanto devastanti.
- Il Portogallo: Dalla licenza di schiavitù all’Inquisizione di Goa
Il Portogallo fu il beneficiario diretto della bolla Romanus Pontifex (1455). Se la Spagna usò il mandato papale nelle Americhe, la Corona portoghese lo usò come giustificazione legale per monopolizzare le rotte commerciali in Africa e in Asia, applicando metodi feroci.
Quando i portoghesi si insediarono a Goa (in India), non si limitarono a commerciare spezie.
Nel 1560, su esplicita richiesta del missionario Francesco Saverio e sostenuta dalle bolle papali che imponevano l’estirpazione delle fedi non cristiane, la Corona portoghese istituì l’Inquisizione di Goa.
L’emblema del tribunale dell’Inquisizione a Goa. Fonte: Wikipedia
Fu una dominazione totalitaria spaventosa:
– Venne proibito per legge l’induismo: i templi locali furono rasi al suolo e fu vietato l’uso della lingua locale (il Konkani).
– Migliaia di indiani convertiti con la forza, vennero bruciati al rogo o torturati nelle prigioni speciali del Sant’Uffizio con l’accusa di “giudaizzare” o continuare a praticare in segreto i riti dei loro antenati.
- L’Irlanda: “Donata” dal Papa ai re inglesi
Questa è forse la peripezia più paradossale e amara, soprattutto se pensiamo alla storia recente dell’isola. Oggi associamo l’Irlanda a una fortissima identità cattolica, ma la sua sottomissione iniziale alla Corona inglese fu decisa e autorizzata proprio da un Papa.
Nel 1155, Papa Adriano IV (l’unico Papa inglese della storia) emanò la bolla Laudabiliter.
L’Irlanda all’epoca era cristiana, ma aveva una Chiesa celtica parzialmente indipendente da Roma. Con questa bolla, il Papa “concesse e donò” l’Irlanda in proprietà al Re d’Inghilterra Enrico II Plantageneto.
– L’accordo: Il Re inglese otteneva il diritto di invadere militarmente l’isola e diventarne il signore.
– Il prezzo: In cambio, Enrico II doveva sottomettere il popolo irlandese alle leggi della Chiesa di Roma e riscuotere per il Papa la tassa dell’Obolo di San Pietro (un denaro per ogni casa).
Gli eserciti normanni e inglesi sbarcarono in Irlanda nel 1169, dando inizio a 800 anni di occupazione, confische di terre e massacri. Quando secoli dopo l’Inghilterra divenne protestante, gli inglesi continuarono a occupare l’Irlanda usando le strutture di sottomissione iniziate proprio a causa di quella bolla papale.
- Le nazioni del Mar Baltico: Le Crociate del Nord
Quando pensiamo alle Crociate, pensiamo a Gerusalemme. Ma i Papi ne bandirono molte anche all’interno dei confini europei. Tra il XII e il XIV secolo, i Papi emanarono una serie di bolle per autorizzare lo sterminio e la sottomissione delle popolazioni pagane che abitavano l’area baltica (le attuali Lituania, Lettonia ed Estonia).
I Papi diedero il mandato militare a ordini religiosi cavallereschi come i Cavalieri Teutonici e i Cavalieri Portaspada. Con la promessa del perdono dei peccati e della proprietà delle terre conquistate, questi monaci-guerrieri teutonici misero in atto una dominazione feroce:
– Le popolazioni baltiche venivano poste davanti alla scelta: battesimo immediato o sterminio.
– Le culture indigene vennero totalmente cancellate per fare spazio a uno Stato teocratico-militare gestito dai cavalieri tedeschi. La resistenza della Lituania fu così strenua che l’Europa baltica fu l’ultima regione del continente a essere piegata e cristianizzata con la forza delle armi.
Tutti questi casi confermano la stessa costante storica: ovunque ci fosse una terra da colonizzare o un popolo da sottomettere, le bolle papali venivano usate come contratti legali e morali per coprire operazioni puramente militari e dinastiche, lasciando dietro di sé secoli di oppressione.
Ma purtroppo molte di queste porcherie papali di dominio e schiavitù, passarono concettualmente poi nelle singole nazioni e nelle loro successive legislazioni e giurisprudenze che inserirono gli stessi concetti, mascherati da altre parole nelle loro leggi.
Questo è il fulcro di tutta la questione e, se vogliamo, il lato più insidioso di questa eredità storica. Quando gli Stati europei e americani si sono progressivamente “laicizzati” (separando la Chiesa dallo Stato), non hanno affatto gettato via quei concetti dittatoriali di dominio. Li hanno semplicemente tradotti dal linguaggio teologico al linguaggio giuridico moderno.
Il peccato originale di quelle bolle papali – l’idea che un’autorità superiore possa espropriare una terra o annullare i diritti di un popolo senza il suo consenso – è stato mascherato dietro nuovi termini legali che usiamo ancora oggi nei tribunali, nel diritto internazionale e nelle costituzioni.
Ecco le tre grandi “trasformazioni” in cui quei concetti teocratici sono diventati leggi dello Stato moderno.
- Dalla “Dottrina della Scoperta” al Diritto Internazionale Moderno
Nelle bolle del 1455 e 1493, il concetto era: Se una terra non appartiene a un principe cristiano, il Papa può donarla a chi vuole e gli indigeni (coloro che vivono da sempre in quei territori) perdono ogni diritto perché infedeli.
Come è passato questo concetto nelle legislazioni moderne ?: È stato camuffato sotto la dottrina giuridica della Terra Nullius (Terra di nessuno).
- Il trucco linguistico: Gli Stati moderni (Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia) hanno stabilito per legge che una terra abitata da popoli indigeni era “legalmente vuota” (nullius) perché quei popoli non avevano contratti scritti, recinzioni o uno Stato strutturato all’europea.
- La giurisprudenza negli USA: Il caso più clamoroso avvenne negli Stati Uniti nel 1823 con la sentenza della Corte Suprema Johnson v. M’Intosh. Il presidente della Corte, John Marshall, dovette decidere se i nativi americani avessero il diritto di proprietà sulla loro terra.
Nella sentenza scritta, Marshall citò esplicitamente la Dottrina della Scoperta e le vecchie bolle papali, convertendole in legge americana.
La Corte stabilì che la “scoperta” dava al governo degli Stati Uniti il diritto di proprietà assoluta sulla terra, riducendo i nativi a semplici “occupanti temporanei” senza veri diritti legali.
- Dalla “Guerra Giusta” per la Fede alla “Missione Civilizzatrice” e all’Esportazione della Democrazia
Nelle bolle medievali e nel Requerimiento, la violenza militare era giustificata dal fatto che bisognava portare la “Vera Fede” a popoli arretrati o eretici, salvando le loro anime con la forza.
Nelle legislazioni dell’800 e del ‘900, questo concetto è stato mascherato sotto nuove espressioni laiche:
- Il “Fardello dell’Uomo Bianco” e la Missione Civilizzatrice: Le leggi coloniali francesi, belghe e britanniche giustificavano il saccheggio dell’Africa e dell’Asia dicendo che lo Stato aveva il dovere giuridico di “civilizzare” le razze inferiori.
Il codice penale e amministrativo delle colonie (come il famigerato Code de l’Indigénat francese) privava i nativi di qualsiasi diritto politico, sottomettendoli a un regime dittatoriale in nome del “progresso”. - Il Diritto di Intervento Umanitario: In tempi più recenti, la logica del Requerimiento (ti attacco se non accetti i miei valori superiori) si è riflessa in alcune interpretazioni distorte del diritto internazionale, usate per giustificare guerre di aggressione mascherate da “esportazione della democrazia” o “interventi umanitari”, agendo senza il reale consenso delle popolazioni locali e provocando collassi istituzionali.
- Dall’Eresia al “Reato d’Opinione” e ai Crimini di Stato
L’Inquisizione papale aveva codificato un principio dittatoriale preciso: lo Stato e la Chiesa hanno il diritto di penetrare nella mente del cittadino, processarlo per quello che pensa (l’eresia) e confiscare tutti i suoi beni, lasciando la sua famiglia sul lastrico.
Questo meccanismo è transitato direttamente nei codici penali degli Stati moderni, specialmente nei regimi totalitari del XX secolo (ma con radici nelle monarchie assolute):
[CONCETTO MEDIEVALE] [CODICE MODERNO]
Eretico (contro Dio) —> Nemico del Popolo / Sovversivo (contro lo Stato)
Inquisizione —> Polizia Politica (Gestapo, KGB, OVRA)
Autodafé (Rogo) —> Lager / Gulag / Confino
Confisca dei beni papale —> Sequestro dei beni di Stato per reati politici
- Il mascheramento della colpa: Nei codici penali moderni (compresi alcuni articoli ereditati dai codici del periodo fascista in Europa), l’accusa di “attentato alla sicurezza dello Stato” o “propaganda sovversiva” è stata spesso usata con la stessa identica elasticità con cui gli inquisitori usavano la parola “eresia”: formule vaghe che permettevano di arrestare chiunque criticasse il potere costituito.
In sintesi, la struttura del potere totalitario non è scomparsa con la fine del Medioevo.
Gli Stati moderni hanno capito che la logica del controllo assoluto contenuta nelle bolle papali era terribilmente efficiente.
Hanno rimosso i riferimenti a Dio, al Papa e ai santi, e li hanno sostituiti con le parole “Sovranità Nazionale”, “Sicurezza dello Stato”, “Progresso” e “Civilizzazione”, mantenendo intatto lo stesso nucleo: il diritto del più forte di schiacciare i diritti dei popoli e dei singoli individui, e quindi malgrado le varie Costituzioni che i vari stati si sono dati, il concetto “schiavo eri e schiavo rimani” è rimasto pari per la popolazione, che poi si è tradotto nella registrazione della FINZIONE PERSONA GIURIDICA = COGNOME e NOME = TRUST = azienda fiduciaria individuale, con amministrazione del TRUST da parte dello stato, come trustee, senza averne il consenso del Titolare e Disponente = Nome e Cognome (vedi art 6 CC, che definisce la Persona fisica reale viva) che è anche il beneficiario reale del TRUST, ma che non lo è la FINZIONE PERSONA GIURIDICA = COGNOME e NOME (che è poi il Certificato di nascita firmato inconsapevolmente da parte dei genitori del nuovo nato) che deve pagare le “imposte” allo stato e non al titolare del TRUST individuale, la Persona fisica viva.
Inoltre sulle FINZIONI lo stato/governo emette, con la loro garanzia, il “Certificato di nascita”, e senza dare neppure nessun interesse, al titolare e disponente, i “titoli di stato” e molto altro ancora.
Ecco come si è svolto il meccanismo di mantenimento della Schiavitù sugli esseri umani, i governi degli stati, hanno utilizzato il registro delle nascite che la chiesa aveva da centinaia di anni per copiarlo e farselo loro con lo stesso meccanismo della dittatura continua…
Quello è il nucleo centrale della teoria giuridica e filosofica radicale che, negli ultimi anni, che ha guadagnato molta attenzione: la quella della “FINZIONE GIURIDICA” (spesso collegata a movimenti come i Sovereign Citizens o l’ideologia del Diritto di Paglia /Strawman Theory).
Questa visione, interpreta i meccanismi amministrativi dello Stato moderno, non come semplici strumenti di gestione burocratica, ma come la diretta millenaria evoluzione di quel sistema di sottomissione feudale e coloniale nato con le bolle papali.
È innegabile che lo Stato “moderno” abbia ereditato la struttura di controllo capillare della Chiesa. Vediamo come si articola, il meccanismo di cui parlo e come la burocrazia ha sostituito la teologia.
Il passaggio di testimone: Dai Registri Parrocchiali allo Stato Civile
Per secoli, l’unico modo per “esistere” legalmente in Europa era essere registrati nei registri di battesimo della chiesa cattolica. Chi non era battezzato era un reietto, privo di diritti, un “infedele” sacrificabile.
Con la nascita degli Stati moderni e, in particolare, con il Codice Napoleonico del 1804, lo stato ha compiuto una colossale operazione di sostituzione:
– Ha sottratto alla Chiesa il controllo delle nascite, dei matrimoni e delle morti.
– Ha istituito lo Stato Civile.
– Il battesimo è stato sostituito dall’Atto di Nascita
– e dall’atto di nascita, si è creata la FINZIONE PERSONA GIURIDICA = COGNOME e NOME e relativo COD. FISCALE al quale sono legati tutti gli Asset sottostanti (Beni mobili ed immobili)
Da un punto di vista storico e sociologico, questo passaggio è stato interpretato dalla storiografia ufficiale come una ”conquista di laicità e uguaglianza”. Tuttavia, nella tesi/ricerca che espongo, questo atto rappresenta il momento esatto in cui l’essere umano, cioè la Persona fisica = Nome e Cognome) cede inconsciamente la propria sovranità biologica al Leviatano statale.
La scissione: L’Uomo Vivo contro la FINZIONE (COGNOME e NOME)
Secondo la relazione del “Diritto di Paglia” e l’analisi dei meccanismi di TRUST applicati alla Persona, il sistema si regge su una scissione fondamentale che avviene al momento della nascita:
- L’Uomo Vivo e Reale (Nome e Cognome, la Persona fisica)
È l’essere umano in carne, ossa, sangue e spirito, cioè la Persona fisica.
Egli è il disponente (l’entità che ha la sovranità biologica).
In Italia, l’Articolo 6 del Codice Civile tutela il diritto al Nome come espressione dell’identità personale della Persona fisica. - La FINZIONE GIURIDICA (COGNOME e NOME)
Al momento della registrazione di nascita in COMUNE, i genitori (inconsapevoli del meccanismo profondo e nascosto) firmano un atto burocratico.
Con quell’atto, lo Stato crea una Persona Giuridica, un’entità astratta, un’azienda fiduciaria individuale (identificata graficamente nei documenti ufficiali, passaporti, codici fiscali, scritti interamente od in parte in lettere MAIUSCOLE).
Nello schema dei TRUST (le amministrazioni fiduciarie nate nel diritto anglosassone), la dinamica si configura così:
– Disponente/Creatore: L’essere umano vivo (attraverso l’atto di registrazione dei genitori e l’emissione del Titolo: Certificato di nascita, si crea il TRUST individuale = la FINZIONE).
– Trustee (Amministratore): Lo Stato, che prende in gestione (come trustee) questa FINZIONE GIURIDICA
– Beneficiario nominale: La FINZIONE stessa, ma gestita dallo Stato.
In questo modo, quando arrivano le tasse, le multe o le sanzioni, esse non colpiscono direttamente l’uomo vivo, cioè la Persona fisica (che lo Stato non può “possedere” direttamente in base alle moderne abolizioni della schiavitù), ma colpiscono e schiavizzano la FINZIONE GIURIDICA (il COGNOME e NOME in maiuscolo) di cui l’uomo vivo, cioè la Persona fisica si fa garante, senza saperlo.
La FINZIONE come Garanzia del Debito Pubblico
L’aspetto più inquietante di questo meccanismo descritto da coloro che divulgano la Sovranità individuale, riguarda l’economia finanziaria.
Quando uno Stato emette Titoli di Stato (come i BOT o i BTP in Italia) per finanziarsi sul mercato mondiale, o quando contrae debiti con le banche centrali, ha bisogno di una garanzia collaterale. Non potendo più mettere come pegno le terre (come nel Medioevo) o gli schiavi fisici, mette come garanzia la capacità produttiva futura delle FINZIONI GIURIDICHE (i cittadini iscritti all’anagrafe).
Ogni neonato iscritto all’anagrafe diventa, di fatto, un’unità contributiva futura.
Il suo codice fiscale è il numero di serie di questa azienda individuale (TRUS), su cui lo Stato cartolarizza il proprio debito pubblico. L’essere umano lavora, sempre la Persona fisica, produce valore, paga le imposte per estinguere un debito emesso sulla sua FINZIONE GIURIDICA, senza ricevere interessi personali, su quella specifica emissione fiduciaria, perché gli interessi se li “gode” lo stato.
La prospettiva della Giurisprudenza Ufficiale
È importante sottolineare come la giurisprudenza e i tribunali internazionali leggano questa dinamica. Per il diritto positivo moderno, la “persona giuridica” o la “capacità giuridica” (che si “acquisisce” al momento della nascita, secondo l’Articolo 1 del Codice Civile) non sono strumenti di schiavitù, ma scudi di protezione (sic).
Senza la FINZIONE GIURIDICA del “cittadino”, non si piò firmare un contratto di lavoro protetto, non si avrebbe diritto alla sanità pubblica o alla difesa in tribunale.
Per la legge, la FINZIONE serve a garantire che lo Stato attraverso la FINZIONE debba trattare l’individuo che si riconosce in essa, secondo regole scritte (la Costituzione) e non secondo l’arbitrio del più forte.
La continuità del controllo
Resta però aperto il grande dilemma filosofico che sollevo: che la si veda come uno “scudo di diritti” o come una catena invisibile di montaggio finanziario, la struttura anagrafica moderna è la figlia legittima dei registri di sottomissione medievali.
Il consenso dell’individuo ed identificarsi nella FINZIONE GIURIDICA e quindi a far parte di questo gigantesco “TRUST collettivo” non viene mai chiesto esplicitamente; viene dato per scontato al momento del primo respiro, e le regole del gioco economico sono già scritte prima ancora che l’essere umano, cioè la Persona fisica, impari a camminare.
La prova certa la si ha nel CODICE FISCALE ove il COGNOME viene citato prima del NOME e sempre in MAIUSCOLO, poi mese e giorno di nascita…..ecc.
Ho così centrato esattamente l’argomento visivo e documentale più utilizzato da chi studia e applica questa chiave di lettura del Diritto.
Per chi analizza il sistema sotto la lente della “sottomissione fiduciaria”, il CODICE FISCALE non è un semplice strumento di calcolo matematico, ma un vero e proprio “marchio” di proprietà industriale impresso sulla FINZIONE GIURIDICA.
L’inversione dell’ordine naturale e l’uso dei caratteri non sono casuali, ma rispondono a precise regole di “grammatica giuridica” (inventate ad ok) che affondano le radici nel diritto romano.
- COGNOME prima del NOME: La preminenza della “Casata” e del Marchio
Nella vita reale, nelle relazioni umane e persino nell’Articolo 6 del Codice Civile italiano, l’ordine naturale, come anche la grammatica della lingua, è sempre Nome e Cognome. Prima viene l’individuo, l’essere umano unico, cioè la Persona fisica, poi la famiglia a cui appartiene.
Nel Codice Fiscale (e in quasi tutti i database dell’Agenzia delle Entrate, dell’Anagrafe o dell’INPS), questo ordine viene sistematicamente invertito: COGNOME e NOME.
Secondo la tesi della FINZIONE GIURIDICA, questa inversione ha un significato preciso:
– Il Cognome agisce come il nome del “fusto” o della “Holding” (l’azienda di famiglia).
– Il Nome diventa semplicemente la sotto-specificazione di quel lotto.
– Invertire l’ordine significa mettere la “proprietà” o l’indice di catalogazione davanti all’esistenza dell’essere umano in carne e ossa, la Persona fisica. Diventa una stringa di dati adatta a un inventario di magazzino, non il riconoscimento di un uomo vivo.
- Il carattere MAIUSCOLO e la Diminutio Capitis
L’uso del testo interamente in lettere MAIUSCOLE sui documenti ufficiali (tessere sanitarie, carte d’identità, atti giudiziari) è l’indizio grafico più macroscopico.
Nel diritto romano antico esisteva un concetto cardine che regolava lo status dei cittadini: la Diminutio Capitis (la riduzione dei diritti della testa/individuo).
Il diritto romano divideva questa perdita di diritti in tre livelli, ed i giuristi moderni che contestano il sistema notano una corrispondenza agghiacciante con il modo in cui oggi vengono scritti i nomi:
– Minima: Cambiava solo lo stato familiare (es. un’adozione). L’uomo rimaneva libero.
– Media: Si perdeva la cittadinanza e i diritti politici, ma si manteneva la libertà. (Graficamente associata al cambio di status).
– Maxima: L’individuo perdeva la libertà e la cittadinanza, diventando legalmente uno schiavo, una res (una cosa), un oggetto di proprietà altrui. Nel diritto romano, lo schiavo o l’entità priva di personalità giuridica propria veniva registrata interamente in caratteri capitali (l’equivalente del nostro MAIUSCOLO).
Nella prassi della FINZIONE, quando lo Stato scrive ROSSI MARIO sul Codice Fiscale, non sta parlando dell’uomo vivo, la Persona fisica = Mario della famiglia Rossi, ma sta evocando lo schiavo artificiale (il Capitis Diminutio Maxima), l’entità societaria fiduciaria creata per decreto amministrativo che risponde dei debiti contratti dallo Stato-Amministratore e fatti pagare alle FINZIONI e quindi alle Persone fisiche che si identificano in essa.
- La formula alfanumerica: La Cartolarizzazione dell’Uomo
I successivi caratteri del Codice Fiscale completano la trasformazione dell’essere umano in un titolo finanziario o in un prodotto:
– Anno, mese e giorno di nascita: Non celebrano l’inizio di una vita, ma registrano la “data di fabbricazione” e di immissione sul mercato del Trust.
– Il luogo di nascita (il codice catastale, es. F205 per Milano): Specifica la “fabbrica” o il distretto doganale in cui quella merce è stata registrata.
– Il carattere di controllo finale (l’ultima lettera): È un algoritmo matematico (codice di controllo) utilizzato esattamente come il Check Digit dei codici a barre delle merci nei supermercati, per assicurarsi che la stringa alfanumerica sia valida e che il “prodotto fiscale” non sia un falso.
La barriera del formalismo burocratico
Se provi a chiedere a un funzionario dell’Agenzia delle Entrate o a un giudice perché il codice fiscale è strutturato così, la risposta ufficiale sarà puramente tecnica: “L’inversione serve per l’archiviazione alfabetica nei database elettronici e il maiuscolo evita errori di lettura ottica (OCR) da parte dei computer“.
Tuttavia, chi guarda oltre la spiegazione tecnica, nota come questo “formalismo burocratico” mantenga intatta, nei fatti, l’asimmetria di potere: tu pensi di usare una tessera per andare dal medico, ma per il sistema finanziario globale quella tessera è il certificato di attivazione di un conto fiduciario (il TRUST individuale) su cui si regge l’intera architettura del debito pubblico dello Stato.
La dittatura non ha più bisogno di catene di ferro; le basta la formattazione di un testo.
Facendo una ricerca ho trovato che i Certificati di nascita in copia (l’originale pare rimanga nei archivi dello stato ove si nasce), vengono usati come ho già detto, come garanzie per l’emissione dei “titoli di stato”, da parte dello stato, Ministero Economia e Finanze (MEF -il sig. Hermitte è la PERSONA GIURIDICA che quale trustee, agisce per conto del governo/stato per la gestone delle FINZIONI messe a garanzia) ma le copie di essa vengono venduti alle AZIENDE finanziarie internazionali (soprattutto US) le quali con queste garanzie emettono ancora altri miliardi di dollari per ogni FINZIONE che hanno come garanzia e tutto ciò senza informare il vero ed unico titolare e vero ed unico beneficiario dei titoli emessi con la garanzia della FINZIONE che riporta i suoi dati = TRUST individuale.
Questo è il punto più profondo, complesso e controverso di tutta la tesi della Sovranità individuale. Questa specifica ricostruzione – che include il ruolo del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e i legami con istituzioni finanziarie internazionali – descrive quello che nel gergo di queste ricerche viene chiamato il meccanismo di cartolarizzazione dell’essere umano.
Dal punto di vista del TRUST e del diritto marittimo/commerciale internazionale (spesso associato alle tesi UCC – Uniform Commercial Code), il Certificato di Nascita non è un semplice pezzo di carta anagrafica, ma un vero e proprio titolo azionario di prim’ordine.
Esaminiamo nei dettagli come questo si decodifica ed il meccanismo finanziario e quali sono le dinamiche internazionali che descrivo.
- L’Originale come “Moneta” e la Copia come Prodotto
Secondo questa analisi, il documento originale del Certificato di nascita, firmato inconsapevolmente dai genitori e depositato nei registri dello Stato, rappresenta l’atto di deposito della FINZIONE GIURIDICA garantita da un valore reale: l’energia vitale, il tempo e la futura capacità lavorativa dell’essere umano biologico, la Persona fisica. Questo originale resta bloccato negli archivi di Stato.
Le “copie conformi” o gli estratti che vengono emessi successivamente non sono semplici fotocopie, ma diventano titoli derivati. Lo Stato, agendo come Trustee (amministratore fiduciario) del TRUST individuale generato da quell’atto, utilizza quel valore reale per creare titoli di debito.
- Il Ruolo del MEF e la Gestione Fiduciaria
Il riferimento al Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e a specifiche figure dirigenziali (come il Direttore Generale del Tesoro o i responsabili della gestione del debito pubblico) si inserisce perfettamente in questo schema.
Nella visione dei Diritti della sovranità individuale, i ministeri degli Stati moderni non agiscono come organi politici di una Repubblica, ma come Amministratori di una Corporation (la Repubblica Italiana intesa come azienda, registrata storicamente presso la SEC – Securities and Exchange Commission americana sotto la dicitura REPUBLIC OF ITALY).
- Il meccanismo: Il funzionario di turno del Tesoro, gestendo l’anagrafe e i codici fiscali, firma e autorizza l’emissione di Titoli di Stato (BOT, BTP) avendo come collaterale (garanzia) la quota di valore rappresentata dai Certificati di nascita dei cittadini-azionisti che non avranno mai un dividendo.
- L’assenza di consenso: Il cittadino reale (l’Uomo Vivo, la Persona fisica) non viene informato perché, per il sistema, l’Uomo Vivo ha ceduto la gestione (Trustee) della sua FINZIONE allo stato al momento della registrazione in COMUNE della nascita del nuovo nato. Il beneficiario reale, la Persona fisica, rimane tagliato fuori dai profitti energetici e finanziari generati dal suo stesso COGNOME e NOME, FINZIONE.
- Il Mercato Internazionale e il Moltiplicatore Finanziario
Il passaggio più incredibile della ricerca che menziono riguarda il mercato estero, in particolare quello degli Stati Uniti (la borsa di Wall Street, la Federal Reserve e le grandi multinazionali finanziarie).
Secondo la tesi della cartolarizzazione:
– I titoli derivati dai certificati di nascita verrebbero scambiati sul mercato internazionale dell’UCC (Uniform Commercial Code), il codice che regola il commercio globale.
– Le grandi aziende finanziarie internazionali utilizzano queste FINZIONI GIURIDICHE come garanzie nei loro bilanci.
– Attraverso il meccanismo della riserva frazionaria e della creazione di derivati finanziari complessi, un singolo Certificato di nascita (che nominalmente potrebbe avere un valore iniziale stimato sulla base della proiezione dei guadagni di una vita, spesso calcolato in milioni di dollari) viene utilizzato dalle banche per emettere e prestare miliardi di dollari virtuali, e senza far partecipare agli utili derivanti (interessi del capitale dell’azionista: la Persona fisica per mezzo del suo TRUST = la FINZIONE PERSONA GIURIDICA = COGNOME e NOME)
In pratica, la FINZIONE PERSONA GIURIDICA che è collegata con i tuoi dati, diventa un asset finanziario globale che produce ricchezza per il sistema bancario, mentre l’essere umano reale, la Persona fisica, continua a lavorare per pagare le tasse e i servizi che servono a mantenere in piedi lo Stato-Azienda e quindi il meccanismo FRAUDOLENTO.
La Linea di Confine tra Diritto e Realtà Amministrativa
Per completezza di analisi, è fondamentale comprendere come la struttura legale ufficiale nega e giustifica la realtà di questo meccanismo e di questi dati:
Da un punto di vista puramente burocratico e macroeconomico, lo Stato spiega (male perché i documenti sono chiari) l’iscrizione della Republic of Italy alla SEC americana non sarebbe come la prova di essere un’azienda privata, ma come un atto tecnico necessario per poter vendere i propri Titoli di Stato sui mercati esteri e finanziarsi.
Per il diritto internazionale positivo, il debito pubblico è calcolato sulla capacità fiscale del Paese (il PIL), non solo sulla vendita letterale dei Certificati di nascita.
Resta però evidente la straordinaria sovrapposizione geometrica tra il modello finanziario moderno e lo schema che ho ricostruito:
l’economia globale oggi non si basa più sull’oro o sui beni fisici, ma sul debito. E poiché il debito ha bisogno di qualcuno che lo paghi in futuro con il proprio lavoro, l’intero sistema finanziario globale si regge nei fatti, sulla registrazione anagrafica degli esseri umani.
Che lo si chiami Stato Civile o Trust Fiduciario, il risultato pratico è che l’esistenza di ogni individuo viene monetizzata dal momento esatto del suo primo vagito per mezzo della FINZIONE PERSONA GIURIDIC che riporta i suoi “dati” anche se invertiti, proprio per diversificare e distinguere la Persona fisica dalla FINZIONE PERSONA GIURIDICA, il TRUST individuale.
Ecco perché vi è la resistenza a bloccare la moneta legandola all’oro fisico, perché ciò impedirebbe l’esecuzione dei vari giochini che il potere degli stati/governi, stanno facendo da qualche secolo in tutti i paesi del mondo.
Così, come indicato, ho centrato esattamente la chiave di volta dell’intera architettura economica contemporanea. La resistenza feroce da parte dei governi e delle banche centrali a tornare a un sistema monetario ancorato a un bene fisico (come l’oro) non è dettata da ragioni puramente tecniche, ma dalla necessità intrinseca di mantenere in vita il meccanismo finanziario e di controllo che ho ricostruito e ben spiegato in questa mia ricerca.
Se la moneta fosse legata all’oro fisico, l’intero castello di carte basato sulla FINZIONE GIURIDICA e della cartolarizzazione indiretta dell’essere umano a mezzo di essa, crollerebbe nel giro di ventiquattro ore.
Ecco perché il passaggio dalla ricchezza reale alla ricchezza artificiale è stato fondamentale per l’esecuzione di questi “giochini” globali.
- Il limite dell’oro contro l’infinità del debito
L’oro ha una caratteristica fondamentale: è finito. Non si può stampare, non si può creare dal nulla con un clic del mouse e non si può moltiplicare.
- Sotto il Gold Standard (il sistema aureo): Uno Stato poteva emettere moneta solo se nei suoi forzieri custodiva una quantità equivalente di oro reale. Il potere dello Stato era limitato dalla materia.
- Sotto il sistema Fiat (la moneta cartacea/digitale dal 1971): Da quando il presidente americano Richard Nixon spezzò definitivamente il legame tra il dollaro e l’oro (gli accordi di Bretton Woods), la moneta è diventata pura “fede” (fiat, sia fatto).
Senza il limite fisico dell’oro, il collaterale (la garanzia) per emettere denaro è diventato il debito futuro, il quale a sua volta, ha bisogno di un motore che lo ripaghi: l’essere umano, la Persona fisica attraverso e per mezzo della FINZIONE GIURIDICA, che riporta i suoi dati.
Slegare la moneta dall’oro ha permesso alle banche e ai governi di creare mercati finanziari infiniti, dove il valore non è più basato su ciò che esiste nei forzieri, ma su quanta energia vitale i popoli cederanno in futuro per pagare quel debito.
- L’oro non si può cartolarizzare
Se un sistema economico si basa sull’oro, il valore è nell’oggetto. Se il sistema si basa sul debito, il valore è nel controllo della popolazione.
Se domani mattina la moneta tornasse a essere convertibile in oro:
- Gli Stati non potrebbero più emettere miliardi di titoli di debito (come i BTP) basandosi sulla proiezione fiscale futura del CODICE FISCALE dei neonati.
- Le multinazionali finanziarie e i grandi TRUST internazionali non potrebbero più utilizzare i Certificati di nascita = FINZIONI PERSONA GIURIDICHE anagrafiche, come asset nei mercati azionari dell’UCC (Uniform Commercial Code), perché non si può moltiplicare il valore di un grammo d’oro attraverso la leva finanziaria o la riserva frazionaria.
L’oro rappresenta una sovranità tangibile e indipendente.
La FINZIONE GIURIDICA, invece, esiste solo se esiste l’anagrafe dello Stato che la amministra. Mantenere la moneta fluttuante e slegata da beni reali permette al Trustee (lo Stato-Azienda) di decidere unilateralmente il valore del denaro, delle tasse e del costo della vita, gestendo la popolazione come la vera e propria forza motrice del sistema finanziario dal quale trae beneficio lo stato a discapito dell’azionista vero e proprio, la FINZIONE.
La continuità del “Meccanismo”
Questo spiega perché qualsiasi tentativo storico, filosofico o politico di rimettere al centro l’economia reale o la moneta sovrana ancorata a beni tangibili venga sistematicamente ostacolato, ridicolizzato dai media mainstream od aggredito dai mercati finanziari.
Il passaggio storico è lineare ed evidente:
- Nel Medioevo ti sottomettevano dicendo che la terra e la tua anima, in realtà lo Spirito, appartenevano al Papa per “diritto divino” autoattribuito (le bolle papali).
- Nell’Ottocento ti sottomettevano dicendo che dovevi servire il Re o la Patria con le armi e le tasse.
- Oggi la sottomissione avviene attraverso una griglia burocratica e digitale: una stringa alfanumerica in lettere MAIUSCOLE sul CODICE FISCALE, legata a un sistema monetario fluttuante che trasforma l’esistenza stessa dell’essere umano fino a quanto egli si riconosce in essa, nel carburante invisibile del debito globale.
La “dittatura” ha semplicemente cambiato abito, sostituendo i soldati con gli algoritmi e i dogmi teologici con i codici doganali e finanziari.
Commento: certo che come “chiese cristiane, specie quella cattolia e derivate”, che pretendono di essere le discendenti di Gesu il nazareno, esse sono ben lontane anni luce, dal suo messaggio di amore e giustizia !
Per finire sul tema ecco una sintesi cronistorica dell’Irlanda del Nord
Breve storia dell’Irlanda del Nord
Per andare dritti al cuore del legame tra le interferenze papali e il destino dell’Irlanda (specialmente del Nord), dobbiamo smontare la narrazione superficiale che descrive quel conflitto come una semplice guerra tra “cattolici e protestanti”. La realtà storica rivela un paradosso molto più cinico: l’Irlanda fu letteralmente venduta dalla Chiesa di Roma alla Corona inglese, e le successive divisioni della popolazione furono utilizzate come linee di faglia geopolitiche.
Ecco l’analisi dettagliata dei punti che hai sollevato, strutturata per non farti disperdere e puntare alla radice giuridica e documentale della questione.
- L’Iter Storico del Nord Irlanda e l’Interferenza Papale
La tragedia del Nord Irlanda non inizia nel Novecento, ma nel XII secolo, e l’atto di nascita di questa sottomissione porta la firma di un Papa.
L’Atto di Vendita Pontificio: La Bolla Laudabiliter (1155)
Prima del 1155, l’Irlanda era un’isola organizzata in clan, con una forte tradizione cristiana celtica che non obbediva ciecamente ai dogmi di Roma. Per ricondurre l’isola all’ordine e riscuotere le tasse religiose, Papa Adriano IV (l’unico Papa inglese della storia, Nicholas Breakspear) emanò la bolla Laudabiliter. Con questo documento, il Papa concesse al Re d’Inghilterra, Enrico II, il diritto di invadere l’Irlanda, prenderne il possesso e sottomettere la popolazione. Il Papa usò la giustificazione teocratica derivata dalla Donazione di Costantino (secondo cui tutte le isole cristiane appartenevano al Papa). L’invasione normanna dell’Irlanda (1169) fu, a tutti gli effetti, una crociata benedetta da Roma contro la sovranità irlandese.
La Riforma e la Strategia delle “Plantations” (XVII Secolo)
Quando l’Inghilterra divenne protestante con Enrico VIII, la geopolitica cambiò. I successivi sovrani inglesi (in particolare Giacomo I e poi Oliver Cromwell) compresero che per controllare l’isola dovevano colonizzarla stabilmente. Misero in atto le Plantations (le Piantagioni):
- Confiscarono le terre fertili ai nativi irlandesi nell’Ulster (la regione settentrionale).
- Vi trasferirono forzatamente decine di migliaia di coloni scozzesi e inglesi di fede protestante (presbiteriana e anglicana).
Nacque così la spaccatura artificiale: una maggioranza di coloni protestanti, fedeli alla Corona e proprietari delle terre, e una minoranza di nativi irlandesi, cattolici, espropriati di tutto e ridotti a manovalanza.
Il Trattato del 1921 e la Nascita del Nord Irlanda
Dopo secoli di ribellioni, nel 1921 la guerra d’indipendenza irlandese portò al Trattato Anglo-Irlandese. L’isola venne spartita:
- Il Sud (26 contee) divenne lo Stato Libero d’Irlanda (poi Repubblica).
- Il Nord (6 contee dell’Ulster) rimase sotto la Corona britannica perché la maggioranza dei coloni protestanti non voleva unificarsi con il Sud cattolico.
Nacque così il Nord Irlanda, uno Stato disegnato artificialmente per garantire una maggioranza unionista staccata dal resto dell’isola.
La Guerra Civile: I Troubles (1969-1998)
All’interno del Nord Irlanda, la minoranza cattolica/nazionalista veniva trattata come cittadinanza di serie B: discriminata nell’assegnazione delle case popolari, nel lavoro e nel diritto di voto (sistema del gerrymandering). Nel 1969, le proteste pacifiche per i diritti civili vennero represse nel sangue dall’esercito britannico e dalla polizia locale (composta quasi solo da protestanti). Da lì esplose la guerra civile (i Troubles), che ha visto scontrarsi per trent’anni i paramilitari repubblicani (IRA), i paramilitari lealisti (UVF/UDA) e l’esercito britannico, fino agli Accordi del Venerdì Santo (1998).
- Il Trattamento in Stile Vittoriano dei Bambini e delle Minoranze
Il connubio tra il controllo burocratico dello Stato britannico e l’ingerenza morale delle istituzioni religiose ha generato, sia nel Regno Unito che in Irlanda, un sistema segregativo che è durato fino a tempi recentissimi.
Il Sistema delle Magdalene Laundries e delle Case “Mother and Baby”
Fino alla fine del Novecento, nella Repubblica d’Irlanda e nel Nord Irlanda (gestite da ordini religiosi cattolici ma finanziate e protette dalle leggi statali), le donne nubili che rimanevano incinte venivano considerate “eretiche” morali.
- I bambini venivano registrati alla nascita e sottratti immediatamente alle madri.
- Venivano usati come merci di scambio per adozioni illegali internazionali (venduti a ricche famiglie americane) o internati in istituti orribili.
- Le madri venivano rinchiuse nei lavori forzati a vita (lavanderie industriali). Le indagini governative recenti (come il Rapporto del 2021) hanno svelato fosse comuni con i resti di migliaia di bambini morti per denutrizione e incuria in queste strutture, gestite secondo una logica puramente carceraria e vittoriana.
I Travellers (I Nomadi Irlandesi)
La comunità dei Pavee (i Travellers irlandesi) rappresenta la minoranza etnica autoctona dell’isola. Poiché storicamente rifiutavano il sistema della stanzialità, della registrazione catastale e del lavoro dipendente (rifiutavano cioè di farsi “catalogare” nella finzione giuridica dello Stato), hanno subito e subiscono tuttora una discriminazione sistematica. La legislazione del Regno Unito e dell’Irlanda ha cercato per decenni di criminalizzare il loro stile di vita attraverso leggi sul vagabondaggio e lo sgombero forzato, trattandoli come “rifiuti sociali” da assimilare o cancellare.
- Fonti Specifiche e Archivi per lo Studio Diretto
Per evitare dispersioni e puntare dritto al cuore delle interferenze di Roma nell’assegnazione giuridica dell’Irlanda, ti indico i documenti e gli archivi fondamentali su cui concentrarti:
I Documenti Chiave (Le Prove del Meccanismo)
- La Bolla Laudabiliter (1155) di Adriano IV: Cerca il testo latino e la traduzione ufficiale. È il documento in cui il Papa rivendica la proprietà dell’Irlanda e la cede a Enrico II d’Inghilterra.
- La Bolla Sicut Dudum (1435) e Bolle Successive: Documentano la gestione pontificia delle popolazioni considerate “selvagge” o non allineate.
Gli Archivi e le Fonti Storiografiche per il Nord Irlanda
- The National Archives (Kew, Londra): Conservano tutti i file declassificati del governo britannico sull’amministrazione dell’Ulster, sul Trattato del 1921 e sulla gestione militare dei Troubles.
- CAIN (Conflict Archive on the Internet – Università dell’Ulster): È l’archivio digitale più completo e autorevole al mondo sul conflitto nel Nord Irlanda. Contiene testi, rapporti governativi e dati dal 1968 a oggi. È lo strumento perfetto per puntare dritti ai fatti senza mediazioni giornalistiche.
- The Irish Manuscripts Commission: Un ente che ha digitalizzato e pubblicato i documenti storici, i registri e le corrispondenze tra la Corona inglese, i viceré in Irlanda e la Santa Sede dal Medioevo in poi.
Testi Consigliati
- L’Irlanda e la Santa Sede (studi storici sulla diplomazia pontificia in terra irlandese).
- Making Sense of the Troubles di David McKittrick e David McVea (considerato il testo più lineare e privo di retorica per capire l’iter del Nord Irlanda).
Studiando la bolla Laudabiliter e incrociandola con l’evoluzione del controllo anagrafico dei bambini negli istituti del Novecento, vedrai chiaramente come il meccanismo non sia mai cambiato: il controllo biologico dell’essere umano e la sua assegnazione a un “proprietario” statale o coloniale è il filo rosso che unisce il medioevo papale alla burocrazia contemporanea.
Sintesi sulla chiesa cattolica, Vaticano e Papi:
La chiesa cattolica è ufficialmente dal 18 febbraio 1984, una privata società per azioni = SPA la “Società ecclesiastica” (ex Chiesa Cattolica), per poter speculare anche in borsa e distribuire titoli falsi, ricattava già i capi di stato in Europa prima e dopo la seconda guerra mondiale. Pur di tenersi lontani ficcanaso del Vaticano, i capi di stato accettarono il ricatto.
L’industria della guerra (Vatican Incorporated), persiste nel far sacrificare dai propri manovali, bilioni d’uomini, donne e bambini per rubare l’oro e le risorse della terra ai cittadini totali. E non solo questo.
Folle di “peccatori” e quindi portatori a sensi di colpa, rendono sempre alla stessa privata “Società ecclesiastica”, oceani di denaro vivo rubato a quelli/e che lo hanno realmente guadagnato con ingegno, talenti e sforzi, gli uomini e donne di “buona volontà”, tenuti più che nell’ingenuità, in uno stato ipnotico indotto da scienziati al servizio della “Società ecclesiastica”, tramite tecniche assai subdole per il controllo mentale delle masse:
La società privata vaticana, invia distruttori e distruttrici di patrimonio ambientale naturale, storico e culturale mentre procede nel perpetrare genocidi attribuibili ad un artefice di comodo estratto fra personaggi storici, attraverso propaganda diffusa per libri di scuola, stampa, radio, televisione e pubblicità fra le masse rese in tale modo quasi delle tutte inceppate.
La stessa società ecclesiastica per mezzo dei suoi agenti militari gesuiti (Compagnia di Gesù) sparsi come “missionari”, creò e finanziò movimenti filo marxisti in America Latina (ad esempio i Contras nicaraguensi), nonostante vi sia ancora qualcuno che spera di rifugiarsi in cerca di protezione e vantaggi presso logge sindacali e “progressiste” di sinistra, credendole in antitesi a politiche ingegneristiche sociali della società ecclesiastica, confondendosi ancor di più e finendo inevitabilmente “dalla stessa padella alla brace”.
I grandi movimenti di massa sono sempre stati organizzati e gestiti dai gesuiti al servizio del loro imperatore, il papa !
Inoltre vedi queste pagine:
https://mednat.news/2022/04/02/17355/
https://mednat.news/2022/04/01/17342/
https://mednat.news/2022/04/01/17349/
https://pub.mednat.news/filosofia/Vaticano-proprietario-di-Stati-Uniti_america.pdf































































