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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


AUTOSUFFICIENZA in AGRICOLTURA BIOLOGICA
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Un APPEZZAMENTO da MEZZO ETTARO  - vedi anche: OGM alimenti NOCIVI !

Ciascuno la pensa a modo suo, circa la conduzione del proprio terreno, ed è poco probabile che si possano trovare due proprietari di un piccolo appezzamento da mezzo ettaro che si valgano dello stesso piano e degli stessi metodi. A uno piacciono i bovini, altri li temono.
Ad alcuni piacciono le capre, altri non riescono a tenerle lontane dal loro orto (io non ci sono mai riuscito e non conosco molta gente che in questo abbia avuto successo).
Alcuni non vogliono abbattere i loro animali e vendono quelli in eccedenza a chi li macellerà, altri non vogliono vendere affatto perché sanno che quelle bestie andranno a morire.
Alcuni sono felici di tenere più bestiame di quanto la loro terra non possa nutrire, e di acquistare foraggio, mentre altri considerano questa pratica contraria ai principi dell’autosufficienza.

Per conto mio, se avessi un mezzo ettaro di buon terreno ben drenato, credo che mi terrei una mucca e una capra, qualche maiale e una dozzina di galline. La capra mi fornirebbe latte quando la mucca non ne fa.
Potrei, anzi, tenerne due o tre, di capre. La mucca (una Jersey), la terrei perché fornisca latte per me e per i maiali, ma soprattutto perché mi fornisca a mucchi quel suo meraviglioso letame. Perché se voglio ricavare qualcosa da vivere dal mio mezzo ettaro, senza doverci spargere su una quantità di fertilizzante artificiale, dovrò som­ministrargli molto concime animale.
Ora, questo mezzo ettaro, potrà bastare appena a sostenere la vacca e niente altro, per cui senza farmene il minimo complesso, dovrei comprare quasi tutto quello che occorre alla bestia.
Comprerei quindi tutto il fieno, molta paglia (a meno di non poter tagliare felci da un appezzamento in comune), tutto il mio orzo e un po’ di farina di grano, e forse anche un po’ di proteine nobili, sotto forma di farina di legumi o farina di pesce (anche se prevederei di coltivare legumi io stesso).

Si può sostenere che è ridicolo pretendere di essere autosufficienti quando si debbono comprare tutte queste derrate. Vero, si coltiverebbe la maggior parte del foraggio per le vacche, per i maiali e per i polli: bietole da bestiame, bietole da foraggio, cavoli, patate minute, consolida, erba medica e tutti i prodotti dell’orto che non vengono passati all’alimentazione umana. Ma bisognerebbe pur sempre acquistare, diciamo, una tonnellata e mezza di fieno all’anno, e almeno una tonnellata di cereali di vario genere, compreso il grano da panificazione, e una tonnellata o due di paglia.
Perché io non prevederei di coltivare grano o orzo su un appezzamento tanto piccolo come quello di mezzo ettaro: mi concentrerei su prodotti più cari dei cereali e su derrate che è più importante avere a disposizione fresche. Inoltre, la coltivazione di cereali su superfici limitate è spesso impossibile a causa dei danni troppo gravi provocati dagli uccelli, pur essendo riuscito ad allevare bene frumento nel mio orto.

Il   problema principale è avere una mucca o no.
I pro e contro sono molti e svariati. Avere una mucca significa in particolare salvaguardare la salute di una famiglia e favorire la conduzione di un appezzamento.

Se voi e i vostri bambini avrete a disposizione molto latte buono, fresco, non pastorizzato e non adulterato, oltre a burro, latticello, formaggio molle, formaggi duri, yogurt, latte acido e siero, sarete una famiglia sana ed è detto tutto. Una mucca fornirà la base completa per la buona salute.
E se i vostri maiali e i vostri polli avranno la loro parte dei sottoprodotti, anche loro saranno belli, sani e prospereranno.

Se il vostro orto avrà molto concime di mucca, sarà anch’esso in eccellenti condizioni.
La mucca in questione sarà la base di tutta la vostra salute e del vostro benessere.

D’altro canto, il foraggio che dovrete comprare per questa bestia vi costerà forse trecentomila lire all’anno.
Provate a fare il conto di quello che vi costerebbero latte e latticini in un anno, per tutta la famiglia (e vedrete che sarà una bella cifra), e sarà tutto risparmiato: aggiungetevi l’aumentato valore delle uova, della carne dei polli e dei suini (si può calcolare che in valore, un quarto della carne dei vostri maiali sarà merito della mucca) e metteteci sopra anche il
sempre crescente tenore di fertilità del vostro terreno.
C’è, però, un lato negativo, ed è serio: la mucca bisogna mungerla. E questo vuol dire affrontare l’animale due volte al giorno per almeno dieci mesi all’anno. Non ci vuole proprio tanto tempo per mungere una mucca (bastano forse otto minuti), ed è un divertimento, quando lo sapete fare bene e si ha a che fare con una bestia tranquilla, ma bisogna pur sempre farlo. Per questo, l’acquisto di una mucca è un passo molto importante, e non dovrete farlo a meno che non intendiate rinunciare alle vacanze o ai viaggi, o che non abbiate qualcuno che sappia e voglia mungerla per voi. 
Certo, è un po’ come avere in casa un pappagallino: qualcuno deve pur dargli da mangiare e pulirgli la gabbia. 
Così vediamo di pianificare il nostro mezzo ettaro te­nendo presente che ci terremo sopra anche la mucca.

Mezzo ettaro con una mucca
Metà del terreno dovrà essere lasciata a erba, l’altra metà da arare (non conto, naturalmente, la superficie su cui sorge la casa con gli annessi). Ora la metà a pascolo può restare sempre tale, e non occorre affatto ararla, oppure la si può far entrare nella rotazione, arandola, diciamo, ogni quattro anni. Se lo facciamo, meglio ararla a strisce di un quarto alla volta, cosi si può seminare a pascolo un ottavo del vostro appezzamento, cioè un quarto del terreno coltivato. Avrete il vantaggio di un pascolo fresco di semina ogni anno, una fetta di pascolo di due anni, una fetta di tre anni e una di quattro. E il vostro appezzamento sarà più produttivo, se metterete a rotazione il vostro pascolo, a questo modo, ogni quattro anni. L’appezzamento si può naturalmente dividere in due: per esempio, un quarto di ettaro di facile coltura a orto, e l’altro quarto a pascolo grezzo.
Si deve cominciare con l’aratura, o con la grufolatura (permettendo cioè ai maiali di grufolare dietro un loro recinto elettrico), o con il dirompimento di metà della tenuta. Questo tratto di terreno dovrà essere seminato con una mistura di erba, trifoglio ed erbe varie.
Se si effettua la semina in autunno si potrà far svernare al coperto la mucca, nutrendola con fieno comperato, sperando di poterla fare pascolare in primavera. Se il vostro programma consente invece una semina primaverile, e se si è avvantaggiati da un clima sufficientemente umido, si potrà godere di un pò di pascolo leggero durante l’estate.
E’ meglio non falciare l’erba, la prima estate dopo una semina primaverile, ma lasciare pascolare leggermente la mucca; ai primi indizi di danneggiamento con gli zoccoli, bisogna toglierla dal pascolo.
 Meglio ancora, mettetela alla pastoia, oppure lasciatela pascolare a strisce dietro un recinto elettrico.
Lasciatele soltanto, diciamo, una sesta parte dell’erba alla volta, e fatela pascolare per una settimana, poi spostatela su un’altra fetta di terreno.
La durata di pascolo su ogni striscia deve essere lasciata al vostro buon senso (senso da sviluppare, se si vuole essere autosufficienti). Precisiamo a questo proposito, che l’erba cresce e produce meglio se le si permette di svilupparsi il più a lungo possibile, prima di essere pascolata o falciata, e una volta che è stata pascolata o falciata, lasciatela riposare. Se viene brucata completamente ogni volta, l’erba non avrà mai la possibilità di sviluppare il suo sistema di radici. Nel caso di un allevamento superintensivo come quello che prevediamo noi, è essenziale che il pascolo sia effettuato con la maggiore cura possibile.
A nostro parere, lasciar brucare l’animale alla pastoia, in una fascia ristretta, è ancor meglio del recinto elettrico. 
Le piccole Jersey si abituano rapidamente a sentirsi legate e questo era il principio base per il loro sviluppo sull’isola di Jersey, dove vennero introdotte per la prima volta. Ed è proprio per questo che io raccomando una Jersey a un proprietario di un mezzo ettaro, perché sono convinto che per questo tipo di utilizzo sia un animale senza rivali. 
Ho tentato con le Dexter, ma senza il minimo successo; se qualcuno di voi, però, conosce davvero una Dexter che fornisca un quantitativo decente di latte (le mie due ne davano meno di una capra), che sia tranquilla e si lasci guidare, allora fate pure, compratevi una Dexter e tanti auguri.
Ma ricordatevi che una Jersey di razza buona fornisce molto latte, che è più ricco di grassi per fare il burro di qualsiasi altro latte del mondo.

E’ piccola, cosi docile che dovrete sforzarvi di non tenervela in casa con voi, modesta nelle pretese alimentari, carina, affettuosa, sana e molto resistente. Ora il vostro quarto di ettaro di erba, una volta attecchita, dovrebbe fornire alla vostra mucca quasi tutta l’alimentazione necessaria per i mesi estivi; poco probabile che riusciate a produrre anche del fieno ma se scopriste che la mucca non riesce a mangiarsi tutta l’erba, potrete falciarne un po’ per farne fieno.
L’altra metà della proprietà, quella da arare, sarà allora coltivata come un orto intensivo. 
Dovrebbe, nel caso ideale, essere divisa in quattro lotti, attorno ai quali farete rotare rigorosamente i raccolti annuali che vorrete coltivare (il particolare della rotazione sarà discusso in dettaglio nella sezione Cibo dall’orto.

L’unica differenza è che in questo tipo di rotazione bisognerà ogni anno mettere a erba un quarto del terreno, e ogni anno coltivare a orto un quarto del pascolo. Io suggerirei di mettere a patate ogni lotto appena arato.
La rotazione dovrebbe seguire questo ordine: erba per quattro anni, patate, legumi, cavoli, tuberi e ancora erba per quattro anni.
Per poter seminare foraggio autunnale dopo le bietole, bisognerà raccoglierle presto. In un clima temperato sarà effetti­vamente facile; in zone dove gli inverni sono più rigidi, bisognerà attendere la primavera seguente.
In zone con estati asciutte, a meno che non abbiate modo di irrigare, sarà probabilmente meglio seminare in autunno. In alcuni climi, con estati asciutte e inverni freddi, si può trovare preferibile seminare il foraggio nella tarda estate, dopo la fase delle leguminose, anziché dopo la fase delle bietole, perché le leguminose si raccolgono prima. 
E a questo punto potrebbe essere più vantaggioso far seguire al foraggio le patate, e la rotazione dovrebbe essere allora come segue: erba per quattro anni, patate, cavoli, bietole, leguminose, erba per quattro anni.

C’è però lo svantaggio che, dopo il raccolto principale delle patate, da effettuarsi nell’autunno, si dovrebbe attendere fino all’estate successiva prima di poter piantare i cavoli. Quando le cavolacee sono piantate dopo le leguminose, possono essere messe a coltura subito, perché le piantine sono state sviluppate in vaso e non è troppo tardi, d’estate, per trapiantarle dopo il raccolto di fagioli e piselli. Ma le patate non possono essere raccolte (in ogni caso non possono esserlo quelle del raccolto principale) fino all’autunno, quando è ormai troppo tardi per piantare le cavolacee.
In effetti, con questo sistema, sarà pos­sibile piantare alcune cavolacee di prima estate, dopo le patate novelle, o, se coltivate soltanto queste, subito dopo la raccolta. Una possibilità potrebbe essere quella di far seguire immedia­tamente le patate dalle cavolacee, risparmiando cosi un anno, raccogliendo le prime patate novelle molto presto, sostituendole con le cavolacee precoci, poi sostituendo ogni ulteriore raccolta di patate con la messa a dimora di altre cavolacee, e concludendo con la messa a dimora delle qualità primaverili dopo la raccolta del prodotto grosso.
Tuttavia ciò sarà possibile soltanto in climi piuttosto miti.

Sembra tutto molto complicato, ma è più facile capirlo mentre lo fate che non quando ne parlate.
Tenete presente, poi, i vantaggi di questo tipo di rotazione: prima di tutto, un quarto della vostra terra coltivabile sarà ogni anno un terreno di pri­ma aratura, dopo quattro anni pascolo: intensamente fertile, per la fecondità immagazzinata di tutta quell’erba, trifoglio, foraggio, che sono stati appena rivoltati a marcirvi dentro, oltre al letame fornito dalla vostra mucca per quattro estati. Di conseguenza siccome la vostra mucca trascorre l’inverno al coperto, nutrendosi di fieno comprato, e calpesta e letama paglia comprata, avrete a disposizione un’enorme quantità di magnifico letame da spargere sul terreno da arare. Significa che tutti i residui di raccolto che non potete consumare voi, nutriranno la mucca, i suini e i polli, e sarei molto sorpreso se, dopo aver seguito questo regime per qualche anno, non vi ritrovaste con il vostro podere da mezzo ettaro molto più fertile e in grado di produrre assai più cibo per uomini, che non molti appezzamenti da quattro ettari sfruttati commercialmente.

Potrete magari lamentarvi che tenere un quarto di ettaro a erba limiterà il vostro Orto a un solo quarto di ettaro. 
Ma, in realtà, duemilacinquecento metri quadrati sono un grosso appezzamento a orto, e se lo coltivate veramente bene, vi forniranno molto più cibo di quanto ne potreste rimediare alla buona da mezzo ettaro.

E, come risultato di essere tenuto a foraggio, pascolato e concimato, per metà della sua esistenza, diventerà immensamente più fertile. Io credo che finirete col raccogliere assai più verdure di quante non ne raccogliereste su un intero appezzamento da mezzo ettaro senza mucca e senza periodo a prato.
Discuteremo il trattamento dei vari tipi di bestiame e di coltivazioni nella opportuna sezione di questo libro, ma vi sono alcune considerazioni generali da fare, su questa situazione particolare. In primo luogo, la mucca non potrà restare all’aperto tutto l’anno: su una estensione talmente ridotta finirebbe per impantanare l’intero pascolo.

Continua:
   Indice Autosufficienza in Agricoltura
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Commento NdR: L'acquisto ed il consumo di alimenti Biologici e/o Biodinamici, per salvaguardare anche la salute della vostra famiglia, è uno dei modi per sostenere gli agricoltori che non utilizzano queste sostanze chimiche (concimi, fertilizzanti fitofarmaci, insetticidi) altamente tossiche e quindi per salvaguardare anche l'ambiente, in quanto l'industria Farmaceutica-Chimica lo sta distruggendo a ritmo molto veloce, anche grazie al vostro disinteresse; per cui da DOMANI SOLO Alimenti Biodinamici-Biologici !.

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