Complimenti.....Sei entrato nel piu' completo Portale sulle Medicine Alternative, Biologico  Naturali e Spirituali - la Guida alla Salute Naturale - Leggi, Studia, Pratica e starai in Perfetta  Salute, senza Farmaci ne' Vaccini


GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


AUTOSUFFICIENZA in AGRICOLTURA BIOLOGICA - 1
Pag. 7
 

Via dell' Autosufficienza  - vedi anche: OGM alimenti NOCIVI !
 
Le prime domande cui rispondere sono: “ Di che cosa tratta il libro di Seymour ? 
Che cos’è l’autosufficienza, e perché esiste ? ”. Intendiamoci subito: essere autosufficienti non vuoi dire “tornare indietro ” verso un passato idealizzato in cui la gente sgobbava per procurarsi il cibo con mezzi primitivi e ci si mandava al rogo a vicenda per stregoneria. Significa piuttosto andare “ avanti ” verso una nuova e migliore forma di vita, una vita che è più divertente di quella che si vive in un ufficio super specializzato o in una fabbrica, una vita che riporta in vigore l’impegno e l’uso della iniziativa quotidiana, che ci restituisce la varietà, e che può fornire occasionalmente grandi successi e anche colossali insuccessi. Comporta l’accettazione della piena responsabilità per quel che si fa e quel che non si fa, e una delle maggiori ricompense è la gioia nel vedere fatto bene ogni lavoro, dalla semina del proprio grano fino all’assaporare il pane fatto da noi, dal piantare un filare di foraggio per il maiale fino al tagliarsi una fetta della pancetta da noi prodotta.

L’autosufficienza non è “ tornare indietro ” all’accettazione di un tenore di vita inferiore. Al contrario, significa proprio lottare per un migliore tenore di vita, per un alimento fresco e buono e coltivato organicamente, per una buona vita in un ambiente piacevole, per la salute del corpo e la pace nell’animo che derivano da una dura attività all’aria aperta, e per la soddisfazione provata nello svolgere bene e con successo un lavoro difficile e complicato.
Un’altra preoccupazione per la persona autosufficiente dovrebbe essere quella dell’atteggiamento giusto nei confronti della terra. Se un giorno scopriremo che abbiamo consumato tutto, o quasi, il petrolio del globo, dovremo riesaminare il nostro atteggiamento nei confronti del nostro unico vero e concreto bene, la terra. Un giorno ci troveremo a dover trarre il nostro nutrimento da ciò che la terra ci può dare, senza prodotti chimici derivati dal petrolio. Forse potremo non desiderare più, in futuro, di mantenere un tenore di vita che dipenda interamente da macchinari e installazioni elaborati e costosi, ma vorremo pur sempre mantenere un elevato tenore di vita in quelle cose che contano veramente: buon cibo, abiti, casa, salute, felicità, e divertimento con gli altri. La terra può mantenerci, e può farlo senza colossali impieghi di fertilizzanti e concimi artificiali, e senza impiegare costosi macchinari. Ma tutti coloro che possiedono un pezzo di terra dovranno coltivarlo con la massima saggezza, conoscenza e intensità possibile. 
Chi vuol essere autosufficiente e se ne sta seduto fra i rovi e i cardi a parlare di filosofia, fa bene a tornarsene in città. Non fa del bene ad alcuno e occupa una terra che dovrebbe essere affidata invece a qualcuno che sappia usarla davvero. Dovremo rivolgere la nostra attenzione anche ad altre forme di vita, oltre alla nostra. 
L’uomo dovrebbe essere un coltivatore, non uno sfruttatore. Questo pianeta non è a nostro uso esclusivo.
Distruggere tutte le forme di vita, tranne quelle che ci sono direttamente utili è immorale, e in ultima analisi con­tribuiremo noi stessi alla nostra distruzione. Un’attività variata e accuratamente studiata, sul proprio appezzamento, promuove una grande varietà di forme di vita, e se ciascuno lascerà sul proprio terreno alcune zone completamente incolte, una vera e propria giungla domestica, qui potranno continuare a prosperare in pace, e senza essere disturbate, forme di vita selvatica.
C’è poi il problema delle nostre relazioni con gli altri. Molta gente si allontana dalle città e torna in campagna proprio per
ché trova troppo solitaria la vita urbana, in mezzo all’altra gente.
Una persona autosufficiente, che viva isolata in mezzo a grandi complessi agricoli, può sentirsi certamente sola, ma se ha altri vicini del suo stesso tipo, sarà costretta a collaborare con loro, e si troverà ben presto a far parte di una comunità attiva e piena di calore. 
Vi saranno lavori in comune nei campi, aiuti da fornire e da ottenere, per provvedere alla mungitura e al foraggio per le bestie, quando gli altri se ne vanno in vacanza, la partecipazione nell’assistenza ai bambini, la festa quando si monta un fienile e quando si debbono scartocciare le pannocchie di granoturco, e celebrazioni di ogni genere. 
Questo tipo di vita sociale sta già fiorendo in quelle parti dell’Europa e del Nord America dove stanno diventando frequenti gli individui e le comunità autosufficienti.
Sono importanti, anche, le buone relazioni con la popolazione locale delle zone di campagna.
Dalle mie parti, i vecchi contadini sono molto favorevoli ai “ nuovi arrivi ”. Sono felici di vederci continuare a far rivivere le vecchie arti praticate in gioventù, e sono lieti di insegnarci. Parlano a lungo, quando vedono i prosciutti e i pezzi di pancetta appesi sotto il mio camino. E sono entusiasti: “ Ecco la vera pancetta, non quella che compriamo in negozio. Mia madre usava farla quand’ero ragazzo; siamo cresciuti con quello che producevamo noi, a quei tempi ”. “ Perché non avete continuato ?” chiedo io. “ Ah, i tempi sono cambiati. ” Beh, stanno cambiando ancora.

L’autosufficienza non è limitata soltanto a coloro che hanno due ettari di loro proprietà. Un abitante della città che impara a risuolarsi le scarpe sta diventando, in un certo senso, autosufficiente.
Non solo risparmia soldi, ma accresce anche la sua soddisfazione e il proprio rispetto. 
L’uomo non è nato per essere un animale che fa un lavoro unico. Noi non prosperiamo come parti di una macchina.
La natura ci ha creati per essere diversi, per fare cose diverse, per avere molte capacità.
Il cittadino che acquista un sacco di grano da un contadino, durante una gita in campagna, e che se lo macina per aver la farina e farsi il proprio pane, taglia fuori una quantità di me­diatori, e per di più mangia un pane migliore. 
E fa anche una bella ginnastica, azionando la manovella della macina. Ogni giardiniere di periferia può estirpare un po’ di quegli inutili praticelli e gettare gli stentati e brutti sempreverdi sul mucchio di concime, e piantare invece i propri cavoli.
Un discreto orto di periferia può sopperire alle necessità di tutta una famiglia. Conosco una signora che coltivava i migliori pomodori che mi sia capitato di vedere in una cassa sul davanzale al dodicesimo piano di un grattacielo. Erano troppo in alto per prendersi malattie.
Per questo, buona fortuna e lunga vita a tutti coloro che vogliono essere autosufficienti ! 
E se ogni lettore di questo testo impara qualcosa di utile che non conosceva prima, e che non avrebbe potuto apprendere con facilità, io mi sentirò felice e soddisfatto che tutto il duro lavoro che non soltanto io, come autore, ho svolto, ma anche tutti coloro che con fatica e dedizione hanno contribuito al difficilissimo e arduo compito di redigerlo, impostarlo e illustrarlo, non è stato fatto invano.


Continua:
   Indice Autosufficienza in Agricoltura
Autosufficienza
 +  Pag. 7  -  Pag. 8 Pag. 9  -  Pag. 10  -  Pag. 12 Pag. 14  - Pag. 18  -  Pag. 19  -  Pag 22 

Commento NdR: L'acquisto ed il consumo di alimenti Biologici e/o Biodinamici, per salvaguardare anche la salute della vostra famiglia, è uno dei modi per sostenere gli agricoltori che non utilizzano queste sostanze chimiche (concimi, fertilizzanti fitofarmaci, insetticidi) altamente tossiche e quindi per salvaguardare anche l'ambiente
, in quanto l'industria Farmaceutica-Chimica lo sta distruggendo a ritmo molto veloce, anche grazie al vostro disinteresse; per cui da DOMANI SOLO Alimenti Biodinamici-Biologici !.