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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


BEVANDE ZUCCHERATE,  Gasate, Energetiche
E' INDISPENSABILE per stare sempre BENE e' l'assunzione quotidiana, per certi periodi,
di acqua Basica a pH min. di 7,35 > 11 (almeno 1,5 lt)
Le bevande troppo saline e/o le bevande industriali, non vanno bevute giornalmente e/o spesso,
anche e per le loro forti acidita', in quanto influiscono sull'alterazione dei giusti valori di pH dell'acqua del corpo.

 

L’acqua è alla base della vita: costituisce mediamente  il 80-75% della massa corporea umana e non c’è nulla che possa sostituirla. (vedi Terreno, Matrice)

Ma di tutta l’acqua che c’è sul nostro pianeta, più del 97% è salata e meno del 3% è dolce ma NESSUNA e' ZUCCHERATA
Di questo 3%, oltretutto, solo uno 0,3% è contenuto in laghi e fiumi, mentre il 69% è racchiuso nelle calotte polari, nei ghiacciai e nelle nevi perenni. Lo 0,9% circa è rappresentato da rifiuti organici. 
La parte rimanente deriva da fonti naturali sotterranee e da acque di suolo.
Ma se quest'acqua e' zuccherata come TUTTE le bibite oggi in commercio....allora sono "dolori e danni", all'organismo, specie il diabete ecc.
Infatti dopo che  l'Associazione Americana del Diabete (ADA) ha ricevuto una cospicua somma donatale dalla piu' grande azienda multinazionale di bibite (CSAB), dopo la Coca Cola e la Pepsi Cola; il suo primo funzionario medico ha dichiarato: "lo zucchero non ha nulla a che vedere con il diabete"...."quali prove esistono che lo zucchero abbia a che fare con il diabete ?".
Infatti qualche giorno prima la ADA aveva annunciato una "alleanza triennale multimilionaria" con la  Cadbury Schweppes American Beverages (CSAB) produttrice di bibite zuccherate una della aziende implicate nella "epidemia" di obesita' e diabete che imperversa negli USA.
Il direttore esecutivo di Commercial Alert, Gary Ruskin ha detto: "Affermare che lo zucchero non abbia nulla a che fare con il diabete equivale a dire che il tabacco non ha nulla a che fare con l'enfisema polmonare". 
La ADA e' stata corrotta a tal punto da essersi immersa nella stessa mentalita' degli "scienziati" del tabacco che hanno negato il legame fra il tabacco stesso ed il cancro ai polmoni".
Hong Kong (AsiaNews)
Fonte: Comunicato Stampa del Corporate Crime Reporter del 16/Maggio 2005 
http://www.corporate-crimereporter.com/diabete051605.htm

vedi anche:
Coca-cola & Pepsi-cola +
 Caffeina nascosta nelle bibite e negli integratori, rischio di overdose ! + Vino si o no ? + Zucchero dolce veleno

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Bevi la coca cola che ti fa digerire...
California, causa alla Coca Cola: "Bottigliette con troppo piombo"   

WASHINGTON, May 17, 2006
La California ha fatto causa alla Coca Cola accusandola di importare dal Messico bibite in bottiglie ad alto contenuto di piombo.
Secondo le autorità californiane il livello dannoso di piombo è causato dalla vernice usata per decorare la bottiglia.
"Milioni di bottiglie dannose per la salute sono state distribuite ai californiani e consumate nel corso degli ultimi quattro anni senza che sia stato fatto niente per prevenire i danni", affermano i promotori della causa.
La Coca Cola ha respinto le accuse sottolineando che le bottiglie sono in linea con la legislazione esistente.
Tre settimane fa le autorità della California avevano fatto accuse analoghe alla Pepsi, che aveva preferito pagare una multa di 2,25 milioni di dollari e ritirare le bottiglie 'incriminate' dai negozi. Almeno 20 milioni di bottiglie di Coca Cola sono importate dal Messico ogni anno negli Usa perchè i consumatori ispanici preferiscono il gusto della bevanda prodotta in Messico.

Commento NdR: la Coca Cola e similari, non va bevuta giornalmente e/o spesso, anche e per la sua forte acidita', in quanto influisce sull'alterazione dei giusti valori di pH dell'acqua del corpo.

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BEVANDE GASATE a base di Cola
Se avete una voglia irrefrenabile di bere, è meglio un bicchiere di acqua con un poco di limone, rispetto alle bibite gassate, specie quelle a base di cola.
Uno studio effettuato dal Framingham Osteoporosis Study della Tuft University, su un campione di 2500 donne con età media 60 anni, ha infatti rilevato che un consumo eccessivo di questo tipo di bevande provoca, nel tempo, un effetto negativo sulle ossa. Esaminando la densità ossea i ricercatori hanno infatti scoperto che le donne che bevevano giornalmente bevande gassate presentavano una densità ossea inferiore del 4% rispetto a
quelle che ne facevano uso solo occasionalmente, mentre non si ha lo stesso effetto negativo sugli uomini.
"Inizialmente avevamo ipotizzato che l'interferenza sulle ossa fosse causata dall'acido fosforico contenuto nelle bevande - afferma Katherine Tucker, l'autrice dello studio pubblicato sull'American Journal of Clinical Nutrition - ma i dati hanno confermato che si tratta della caffeina: questa, infatti, interferisce con l'assorbimento del calcio e potrebbe rappresentare un problema anche per le giovani donne che così non raggiungono la quantità di osso necessaria e che rappresenta il proprio patrimonio di cui godere".

Commento NdR: Ed il caffe' allora ? eppure per questa bevanda il rischio non  esiste, purche' lo si assuma con parsimonia; si vede che non e' solo per la caffeina, potrebbero essere anche le interferenze del gas aggiunto per fare le bollicine....

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USA: vanti fraudolenti sull'ENVIGA ?- 02/02/2007
Le espressioni del tipo "il bruciatore di grassi", "contiene calorie negative" e "riduce le calorie in eccesso", presenti nell'etichetta e negli spot commerciali di Enviga (la nuova bevanda analcolica al té verde con dolcificanti artificiali di Coca-cola e Nestlè per il mercato USA), sarebbero dei vanti fraudolenti e scientificamente poco supportati, secondo le associazioni dei consumatori USA.

Sono questi i principali punti sollevati dal Centro non-profit per le Scienze di Pubblico Interesse (CSPI) nella citazione contro le due aziende presso la Corte Distrettuale del New Jersey.
Secondo gli scienziati del CSPI, che hanno revisionato gli studi citati dalla Coca-cola e dalla Nestlè, Enviga sarebbe solamente una bevanda analcolica contenente alti livelli di caffeina e che vanterebbe proprietà dietetiche che non possiede.

Il CSPI infatti sostiene che molte delle claim di questa bevanda sarebbero basate su uno studio durato 72 ore e condotto su 31 persone a cui è stata somministrata una bevanda contenente i livelli di epigallocatechina gallato (EGCG, un'antiossidante contenuto nel té verde) e di caffeina presenti in ben tre lattine di Enviga.
In media i soggetti di questo studio, che non è mai stato pubblicato, avevano consumato più energia del normale.
Tuttavia nessuno dei soggetti era sovrappeso o obeso; erano invece tutti magri e con un'alimentazione molto controllata. Inoltre, secondo il CSPI, lo studio, come del resto anche gli altri condotti su Enviga, sarebbe stato troppo breve per poter essere considerato una prova scientifica affidabile. Secondo il Centro, inoltre, uno studio europeo ha evidenziato che l'EGCG e la caffeina, nell'arco di un mese, non aumentano il dispendio energetico e non aiutano a perdere peso.    
Nonostante l'opposizione del CSPI le due compagnie hanno dichiarato privatamente e pubblicamente che non intendono modificare in alcun modo le claim (vanti) e tantomeno rinunciarvi.

**  Rimane ancora oggetto di disputa l'effetto dimagrante della caffeina e dell'EGCG, un componente del té verde. Più in generale, continua l'aumento dell'interesse della grande industria per gli alimenti funzionali, mentre si decide l'atteggiamento più o meno severo delle autorità in questo campo; l'FDA americana, per esempio, dopo un attacco a Masterfoods nel caso Cocoavia rimasto apparentemente senza esito, appare ora riluttante ad ulteriori azioni. Come si muoveranno le autorità europee, anche con il Regolamento Claim appena entrato in vigore, è ancora da scoprire, ma sicuramente le pressioni saranno fortissime. Tutte le aziende alimentari interessate al mercato degli alimenti funzionali dovrebbero seguire queste vicende con attenzione.
In Italia, per ora, le associazioni dei consumatori hanno ottenuto risultati significativi attraverso l'AGCM.
Tratto da: cspinet.org


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Le bibite producono gli stessi danni ai denti di cocaina e metanfetamine - 3 giugno 2013
Siete dipendenti dalle bibite gassate dolci ?
Pensate che bere grandi quantità delle vostre bibite gassate preferite può creare danni ai vostri denti come l’uso di cocaina e metanfetamine.
Il consumo di droghe illegali e l’assunzione di bevande gassate può causare danni simili nella bocca attraverso il processo di erosione dei denti, questo in base a degli studi pubblicati nel numero di General Dentistry marzo / aprile 2013.
Erosione dentaria si verifica quando l’acido logora lo smalto dei denti, senza la protezione dello smalto, i denti sono più sensibili allo sviluppo di carie, oltre a risentire degli sbalzi caldo e freddo, si screpolano e si scolorano.
General Dentistry riporta come esempio il danno creato nella bocca di tre individui:
- il primo fa uso di metanfetamina
- il secondo fa uso abituale di cocaina
- il terzo un bevitore eccessivo di soda.
Particolare che collega i tre è il fatto che mancano di una regolare igiene orale, e non sono seguiti da dentisti in modo regolare ma sporadicamente. La ricerca evidenzia che lo stesso danno e medesimi livelli di erosione sono presenti nella bocca dei tre individui.
“Ogni persona presenta nella bocca una grave erosione dentale causata da alti livelli di acido presenti nella “droga” da loro scelta – metanfetamina, cocaina o soda”, dice Mohamed A. Bassiouny, DMD, MSc, PhD, autore principale dello studio.
L’individuo che ha abusato di soda consuma una media di 2 litri circa quotidianamente e questo per tre-cinque anni. 
Questo può essere un campanello di allarme per chi abusa nel consumo di bevande gassate e ritiene che queste non gli arrechino danni. E’ importante dopo il consumo di queste bevande, ripulire sempre la bocca con l’acqua per eliminare le tracce presenti almeno nella bocca, c’è da dire comunque che la scelta migliore è indubbiamente il consumo dell’acqua.
Le bevande zuccherine a base di soda creano, secondo la Harvard School of Public Health di Boston in una recente ricerca, aumento di peso, maggiore propensione alle malattie cardiovascolari e ad alcuni tipi di tumore. L’aumento delle patologie e molti casi di morte sono stati collegati all’elevata quantità di bibite gassate, secondo lo studio sopra citato.
Fonti:
http://www.sciencedaily.com/releases/2013/05/130528122505.htm
http://www.hsph.harvard.edu/nutritionsource/

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Gli Energy drink possono influenzare battito cardiaco e pressione sanguigna
Meglio evitare il consumo di bevande energetiche se si soffre di ipertensione o disturbi cardiaci. Lo ipotizza uno studio, condotto presso l’Henry Ford Hospital e coordinato da James Kalus, che ha scoperto come le persone che bevono due lattine dei popolari energy drink vedano salire significativamente la pressione sanguigna e aumentare il battuto cardiaco.
Queste bevande contengono caffeina, zuccheri, vitamine, taurina e altri integratori e, sottolinea Kalus, è la prima volta che vengono studiati gli effetti che queste bevande hanno sulla pressione e sulla funzionalità cardiaca.
Per studiare il fenomeno, i ricercatori hanno coinvolto 15 volontari in buona salute, tra i 20 e i 39 anni, che per due giorni prima dell’inizio dell’esperimento si erano astenuti dall’assumere altre bevande a base di caffeina. Il primo giorno, i ricercatori hanno misurato frequenza cardiaca e pressione sanguigna e poi hanno effettuato nuove misurazioni dopo che i soggetti avevano assunto due energy drink, ogni giorno per sette giorni.
I ricercatori hanno, così, potuto osservare che il battito cardiaco aumentava del 7.8% nel primo giorno per arrivare a un incremento dell’11% nell’11esimo giorno; la pressione saliva di almeno il 7% almeno ogni giorno.
Lo studioso americano ha spiegato sugli Annals of Pharmacotherapy che potenzialmente l’effetto di queste bevande energetiche potrebbe compromettere l’efficacia di eventuali trattamenti farmacologici seguiti da pazienti cardiopatici o ipertesi.
Tratto da: news.paginemediche.it


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Diabete, il rischio in una lattina di cola - 03 Nov. 2010
Un paio di bicchieri al giorno di una qualsiasi bibita zuccherata sono associati a un aumento del 26 per cento del rischio di sviluppare il diabete di tipo 2, mentre l’aumento del rischio verso la sindrome metabolica è del 20 per cento. Lo rivela una recente metanalisi che comprende undici studi, pubblicata sul numero di novembre di Diabetes Care.
La review, condotta da Vasanti S. Malik dell’Harvard School of Public Health di Boston (Usa), evidenzia che assumere una o due razioni di una bibita con zucchero appare effettivamente legato allo sviluppo di questa patologia. L’aumento del rischio sembra dipendere dalla quantità: con due o tre bevande al dì si può arrivare al 30-40 per cento di rischio in più. Lo stesso che si ha fumando. 
I dati attuali non permettono di dire se le bevande con dolcificanti siano prive di rischi, per cui non sembra prudente e salubre sostituire quelle zuccherate con quelle light. Forse è meglio bere acqua, caffé o te, ovviamente amari. Il problema appare così grave che per tentare di diminuire il consumo delle bevante zuccherate, alcune città degli Usa stanno persino pensano di mettere una “soda taxes”.
Riferimenti: Malik VS, Popkin BM, Bray GA, et al. Sugar-sweetened beverages and risk of metabolic syndrome and type 2 diabetes: A meta-analysis. Diabetes Care 2010: 33:2477–2483
Hartocollis A. New York asks to bar use of food stamps to buy sodas. New York Times, October 6, 2010.
By Flavia Franconi - Tratto da galileonet.it

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BIBITE INDUSTRIALI CHIMICHE SENZA FRUTTA
Il Senato apre le porte alla finta aranciata. Italy, Roma - Marzo 2009
Un'aranciata senza l'ombra di un'arancia. Una truffa in piena regola che sconfessa la fama internazionale di cui l'Italia gode sul fronte delle produzioni di qualità, in particolare nel settore alimentare.
Il Senato, recependo l'annuale legge comunitaria, ha approvato anche l'art.21 che, abrogando l’art.1 della legge 286/1961, consente la commercializzazione di bibite con colore e sapore d'arancia, ma che non contengono nemmeno una stilla del succo dell'agrume, il cui limite minimo oggi è del 12%. Legambiente, accanto agli agricoltori, contesta questa scelta e si appella ai deputati perché blocchino questa norma nel passaggio alla Camera.


Commento NdR: ...gli industriali delle bevande chimiche...che sono fra l'altro anche molto acide, hanno nel parlamento italiano le loro "lobbies"...e fanno varare leggi permissive, imbrogliando i cittadini...e NESSUNO dice NULLA !