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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 

 

2.          ABSTRACT in ordine alfabetico -  vedi: Materiali Dentari e denti tossici

- Johansson BI, Bergman B, "Corrosione di amalgama e titanio in contatto", J Dent Res 74:554 IADR Abstract 1232 (1995)

ABSTRACT
È stata studiata la corrosione di amalgama convenzionale e di amalgama ricca in rame combinata a titanio fuso e torniato. Inoltre, è stato indagato l'effetto della levigazione con o senza irrigazione d'acqua dei campioni di titanio e dell'aggiunta di ioni fluoruri alla soluzione elettrolitica salina. Sono stati usati metodi elettrochimici standard per registrare i potenziali e le cariche trasferite tra l'amalgama e il titanio con cui era a contatto. L'amalgama ricca di rame, a contatto con titanio, si corrodeva meno della amalgama tradizionale. Non sono state rilevate differenze tra titanio fuso o torniato. La procedura di levigazione ha influenzato il comportamento elettrochimico del titanio. L'aumentare la concentrazione di fluoruro da 0 a 0.05 mol/L nella soluzione salina aumentava l'attività di corrosione del titanio in contatto con amalgama ricca di rame e la corrosione dell'amalgama in contatto con titanio. L'aggiunta di ioni fluoruri alla soluzione salina aumentava la corrosione del titanio o dell'amalgama quando era posta in contatto. Le procedure di levigazione del titanio influenzavano la sua attività elettrochimica.

** Johansson BI, Lagerlof F, "Correnti integrate tra amalgama e lega aurea in soluzioni saline e saliva naturale con diverse concentrazioni di cloruro", Scand. J. Dent Res. (1992), 100: 240-3         
ABSTRACT
L'effetto di diverse concentrazioni di cloruro di sodio sulle correnti integrate (trasferimento di carica) tra amalgama dentale e lega aurea è stato studiato in una cella bimetallica contenente saliva o soluzione salina. Le correnti integrate erano influenzate solo in modo marginale dall'aumento delle concentrazioni di cloruro relativamente all'amalgama ricca in rame, sia nella saliva che nella soluzione salina. Le correnti integrate, nell'esperimento che coinvolgeva l'amalgama convenzionale erano molte volte superiori di quelle di amalgama ricca di rame. Nelle soluzioni saline un massimo di trasferimento di carica fu trovato a 0.2 M di cloruro. Nella saliva un aumento del trasferimento di carica fu trovato con l'aumentare del contenuto di cloruro.

** Johansson E, Liliefors T, "Metalli pesanti negli apici delle radici di denti con otturazioni di amalgama", Department of Radiation Sciences, Division of Physical Biology, Box 535, 751 21 Uppsala, Sweden (AL2)
ABSTRACT
I metalli pesanti possono essere trasportati al dente umano da numerose fonti quali cibo, farmaci o amalgama dentale. Osservazioni precedenti degli autori sul mercurio in eritrociti e granulociti neutrofili hanno indicato il suo possibile rilascio dall'amalgama, ma con la tecnica usata (m-PIXE) non era stato possibile stabilire se la fonte del mercurio fosse l'amalgama o il cibo. In questo studio sono stati usati strumenti analitici sensibili quali ICP-MS con capacità multi-elementare. Negli apici delle radici di denti otturati con amalgama furono rilevate concentrazioni di Hg fino a 41.5 mcg /g. La concentrazione di Hg risulta inferiore a 1 mcg/g negli apici delle radici di denti non otturati. I risultati indicano che metalli sono rilasciati dall'amalgama, ma al momento informazioni relative alle implicazioni cliniche di ciò non può essere dedotta. Può essere importante essere consapevoli che non solo Hg ma anche Ag e Cd possono essere rilasciati ed i loro effetti dannosi possono dar luogo ad ulteriore tossicità e sintomi imprevisti.

**Jokstad A, Thoiassen Y, Bye E, Clenchaas J, Aaseth, "Amalgama dentale e mercurio", J. Pharmacology & Toxicology, 70 (4) 308-313 1992
ABSTRACT
Le concentrazioni di mercurio nel sangue (HgB) e nelle urine (HgU) e nell'aria espirata (HgA) sono state misurate in 147 individui di una popolazione urbana norvegese usando spettroscopia di assorbimento atomico. Lo studio intendeva valutare l'esposizione al mercurio delle otturazioni dentali, correlando i dati alla presenza di mercurio. I valori medi sono stati: HgB 24.8 nmol/l, HgU 17.5 nmol/l e HgA 0.8 mu g/m3. HgU si correlava bene con HgA, e sia HgU che HgA si correlavano con il numero di otturazioni di amalgama e le superfici delle amalgami.

**Kidd RF, "Risultati della rimozione di amalgama dentale e disintossicazione con DMPS e terapia neurale", Altern Ther Health Med, luglio 2000; 6(4):49-55     
ABSTRACT
Sono stati esaminati 60 pazienti consecutivi che erano stati sottoposti a sostituzione delle otturazioni dentali di amalgama e ad un protocollo di supporto nutrizionale e disintossicazione da metalli pesanti usando DMPS e terapia neurale. Le ragioni per sottoporsi alla terapia risultarono essere numerose, dal desiderio del paziente di evitare potenziali problemi di salute nel futuro, al tentativo di trattare gravi malattie in corso. Sebbene prima del trattamento furono effettuate diagnosi mediche quando possibile, sono state considerate in questa trattazione solo le valutazioni dei pazienti sui loro sintomi più fastidiosi e la loro valutazione della risposta ottenuta dal trattamento. I disturbi più comuni erano problemi di memoria e/ o concentrazione; dolori muscolari o ai legamenti; ansia e insonnia; disturbi allo stomaco, intestino o cistifellea; depressione; ipersensibilità al cibo o chimiche; insensibilità e pizzichio; problemi agli occhi: questi i sintomi in ordine decrescente di frequenza. I sintomi più fastidiosi erano mal di testa e di schiena, affaticamento, e problemi di memoria e di concentrazione. Mal di testa e di schiena risposero di più al trattamento, ma tutti i sintomi comunque mostrarono un miglioramento in media. Il 78% riportò di essere soddisfatti o molto soddisfatti con i risultati del trattamento, il 9.5% riportò di essere insoddisfatti.

**Kindl A, Zinecker S, “Amalgama: vapori di mercurio fino al cervello”, der Kassenarzt 4, 23, 1992
"I livelli di mercurio nella saliva di portatori di amalgama erano tra i 52 - 138 mcg/l. Dopo la masticazione, la concentrazione di mercurio nella saliva aumenta in media a 240 mcg/l".

**Kingman A, Albertini T, Brown LJ, "Concentrazioni di mercurio nelle urine e sangue correlato con esposizione ad amalgama in un campione di popolazione militare USA", J Dent Res 1998 Mar; 77(3):461-71
 ABSTRACT (Oral Health Promotion, National Institute of Dental Research, Bethesda, USA)
Minuscole quantità di vapori di mercurio sono rilasciate dall'amalgama dentale. Poiché è noto che i vapori di mercurio sono associati a reazioni avverse per la salute di persone esposte professionalmente, vengono sollevati dubbi relativi ai margini di sicurezza per esposizioni a vapori di mercurio nella popolazione. Il campione indagato era una popolazione militare adulta di 1127 uomini sani. La loro età media era di 52.8 anni, e la loro età variava da 40 a 78 anni. Le concentrazioni urinarie medie di mercurio organico e inorganico erano di 3.09 e 2.88 microg/L. Le concentrazioni medie di mercurio totale e inorganico nel sangue erano di 2.55 microg/L e 0.54 microg/L. Notevoli correlazioni furono rilevate tra l'esposizione ad amalgama e le concentrazioni di mercurio totale (r = 0.34, p < 0.001) e inorganico (r = 0.34, p < 0.001). Correlazioni ancora più forti furono trovate per i valori di mercurio espressa in funzione della creatinina (r = 0.43, p < 0.001).

**Klock B, Blomgren J, Ripa U, Andrup B, "Effekt av amalgamavlägsnande på patienter som misstänker att de lider eller har lidit av amalgamförgiftning", Tandläkartidn 81(23):1297-1302 (1989)
ABSTRACT
Under nära tio år har begreppet "oral galvanism" debaterats i Sverige. Diskussionen har på senare tid koncentrerats till amalgamits kvicksilveravgivande och huruvida det kan vara hälsovådligt för speciellt känsliga individer. I föreliggande studie har 248 patienter, som undersökts eller behandlats av hänvisningstandläkare, tillfrågats om hälsoläget 6-36 månader efter undersökningstillfället. De har också fått redogöra för vilken behandling de fått för sina problem. Resultaten visar att den vanligaste vårdformen är totalt amalagamavlägsnande. Effekten av denna terapi var förbluffande god oavsett symtombild. Författarna spekulerar över om det rör sig om hävd verklig kvicksilverförgiftning eller om en placeboeffekt. Docent Björn Klock är hänvisningstandläkare, Johan Blomgren är sjukhustandläkare, tandläkare Ulf Ripa är klinikchef, Bengt Andrup är övertandläkare i protetik ochklinikchef, samtliga vid folktandvården i Bohuslandstinget.

**Knappwost A, Gura E, Fuhrmann D, Enginalev A, “Rilascio di vapori di mercurio da amalgama nella cavità orale”, Zahnarztl Welt/Reform 1985, 94: 131-138
ABSTRACT
Una otturazione di amalgama di 1 anno con superficie di 0.5 cm2 rilasciava 3.3 microgrammi di mercurio per 1.0 m3 aria, cioè una quantità di 40 microgrammi di mercurio in un volume giornaliero di 12 m3. Ciò corrisponde ad una perdita giornaliera di 80 microgrammi di mercurio per 1.0 cm2 di superficie di amalgama dentale. 
Fu riscontrato che il rilascio di mercurio è 10 volte superiore quando l'amalgama è in contatto con oro.

**Kohdera P, Osaka University, "Verbali" dell' International Congress of Allergology and Clinical Immunology, EAACI, Stockholm, June 1994 & Heavy Metal Bulletin, vol.1, issue 2, October 1994
ABSTRACT
Il test LST degli antigeni specifici è stato effettuato su pazienti con eczema atopico, usando cellule T del sangue periferico. L'87% mostrò una reazione LST positiva a Hg, l'87% al Ni, il 38% a Au e il 40% al Pd. 
Abbiamo rimosso i metalli odontoiatrici positivi all'LST dalla cavità orale dei pazienti. Il miglioramento dei sintomi fu ottenuto nell' 82% (160/196) dei pazienti entro 1- 10 mesi.

**Kozono Y, Moore BK, Philips RW, Swartz ML, "Dissoluzione di amalgama in soluzione salina", J Biomed Materials Res 16:767-774 (1982)
ABSTRACT
Questo esperimento è stato ideato per indagare la corrosione in vitro di alcune amalgami dentali moderne in soluzione salina per un periodo di 6 mesi misurando l'evolversi dei prodotti di corrosione solubili. 
In base al cambiamento della conduttività elettrica della soluzione, la velocità di dissoluzione sembrò diminuire gradualmente nei primi tre o quattro mesi. Quindi fu osservato un rapido aumento, che indicava un riattivato processo di corrosione. Più ampie dissoluzioni di rame e mercurio furono osservate in questi stadi avanzati, specialmente per le leghe ricche di rame. Zinco e indio, se presenti, erano preferenzialmente rilasciati agli stadi iniziali. Argento e stagno non sono stati rilevati. Esistono prove che la corrosione di stagno porta a depositi insolubili di prodotti di corrosione.

** Kraub P, Maier KH, Roller HD, Weiss HD, Deyhle M, "Epidemiologia del contenuto di mercurio nella saliva", Heavy Metal Bull, vol.3, n.1, aprile '96, University of Tubingen, Institut fur Organische Chemie, 1994 (LO3)
ABSTRACT (Studio Univ. Tubingen, parte I):
20.000 individui sono stati registrati in uno studio epidemiologico per determinare la concentrazione del mercurio totale nella saliva. Una relazione statistica è stata trovata tra la concentrazione di mercurio nella saliva pre-masticazione, tra la saliva dopo la masticazione ed il numero di otturazioni di amalgama. Il numero medio di otturazioni di amalgama era 9 e la concentrazione media di mercurio 11.6 mcg/l nella saliva pre-masticazione e 29.3 mcg/l nella saliva dopo la masticazione, che è considerevolmente maggiore di quella riportata nelle precedenti pubblicazioni. L'estrapolazione dell'assunzione di mercurio totale per settimana ha mostrato che il valore settimanalmente tollerabile suggerito dall'OMS è superato in almeno il 30% degli individui.

** Kraub P, Deyhle M, Maier KH, Roller HD, "Tubingen study, part II", Heavy Metal Bull, vol.3, issue 1, April 1996    (LO4)
ABSTRACT (Studio Univ. Tubingen, parte II):
È stata esaminata la correlazione tra i livelli di mercurio nella saliva e uno specifico spettro di sintomi. 
Sono stati considerati solo sintomi che sono caratteristici dell'esposizione cronica sub-acuta da mercurio. 
È stata trovata una significativa correlazione tra la concentrazione misurata di mercurio ed i seguenti sintomi : 1. relativi alla cavità orale: gengiva sanguinante, gusto metallico, lingua che brucia. 2. relativi al sistema nervoso centrale: problemi di concentrazione, problemi di memoria, disturbi del sonno, mancanza di iniziativa, nervosismo.

** Langworth S, Elinder C, Akesson A, "Esposizione a mercurio da otturazioni dentali: 1- Concentrazioni di mercurio nel sangue e urine", Swed Dent J., 12, 69-70 (1988)             (CD11)
ABSTRACT
Recenti studi mostrano che vapori di mercurio sono rilasciati da otturazioni dentali di amalgama, specialmente durante la masticazione. Inoltre le concentrazioni post-morte del mercurio nel cervello e reni umani sono state correlate al numero di otturazioni di amalgama. Comunque, ci risulta che ci siano solo pochi studi sulla possibile relazione tra il numero di otturazioni dentali di amalgama e le concentrazioni di mercurio in indicatori biologici facilmente accessibili dell'esposizione al mercurio quali sangue e urine. Abbiamo esaminato 76 lavoratori industriali non esposti e 89 lavoratori da fabbrica di cloroalcali, esposti al mercurio inorganico. Il numero di superfici di amalgama per ciascuna persona fu registrato da un dentista. I campioni di sangue e di urine sono stati analizzati relativamente al mercurio usando uno spettrofotometro di assorbimento atomico. 
La concentrazione media di mercurio nel sangue e urine era da 4 a 10 volte superiore nel gruppo esposto professionalmente rispetto al gruppo di controllo. Nel gruppo di controllo c'era una relazione significativa tra la concentrazione urinaria di mercurio ed il numero di estensioni di amalgama. Questa significativa relazione supporta i precedenti risultati ed indica che una parte del mercurio rilasciato dall'amalgama dentale è successivamente assorbita.

**Langworth S, Strömberg R, "Un caso di elevata esposizione al mercurio da amalgama dentale", European Journal of Oral Sciences, giugno 1996; 104(3):320-321             (BJ23)
ABSTRACT
Questa relazione descrive un paziente che soffriva di numerosi disturbi, da lui stesso attribuiti alle otturazioni in amalgama. L'analisi del mercurio nel plasma e nelle urine mostrava concentrazioni inaspettatamente elevate,  63 e 223 nmol/l, rispettivamente. A seguito della rimozione delle otturazioni in amalgama, l'escrezione urinaria del mercurio si normalizzò gradualmente, ed i suoi sintomi diminuirono. La guarigione durò a lungo termine, cosa che sarebbe stata improbabile se fosse stato un effetto placebo.

** Liang L, Brooks RJ, "Reazioni al mercurio nella bocca umana con amalgama dentale", Water, Air and Soil Pollution, 80: 103-107, 1995
ABSTRACT
Le otturazioni in amalgama nella cavità orale sono soggette ad un complesso ambiente chimico/ biologico: aria, ossidanti, riducenti, acidità, alcalinità, reazioni a enzimi e batteri avvengono nelle quali Hg è rilasciato dall'amalgama. Le domande chiave relative alla valutazione del rischio di Hg da amalgama sono quali specie sono formate da Hg0 nella cavità orale e in che quantità. Sono stati analizzati i campioni di saliva da individui con otturazioni di amalgama e soggetti di controllo senza amalgama. Hg2+ e MeHg furono trovati in tutti i campioni sistemici, sia da pazienti con amalgama che controlli, mentre Hg0 fu trovato solo in campioni da soggetti con amalgama. Nel gruppo con amalgama le concentrazioni di Hg2+ trovate prima la pulizia della bocca erano da 10 a 40 volte più elevate di quelle trovate dopo la pulizia, cosa che suggerisce che ha luogo la reazione di ossidazione di Hg0 a Hg2+. Per MeHg, un andamento simile ma meno pronunciato fu riscontrato, cosa che supporta l'ipotesi della metilazione nella bocca.

**Lichtenberg H, "Eliminazione dei sintomi con la rimozione dell'amalgama dentale da pazienti avvelenati dal mercurio, studio con controllo", J Orthomol Med 8 1993, 145-148          (AS66)
ABSTRACT
120 pazienti che soffrivano di numerosi sintomi che sono classicamente associati con l'intossicazione cronica da mercurio fecero rimuovere tutte le loro otturazioni in amalgama sostituendole con plastica. Tutti i pazienti completarono un questionario relativamente alla progressione dei sintomi un anno dopo il completamento della rimozione di amalgama. I risultati suggeriscono una correlazione tra numerosi disturbi alla salute e le otturazioni di mercurio in amalgama. La rimozione delle otturazioni in amalgama portava ad un significativo miglioramento di questi sintomi. Questi stessi sintomi, che sono migliorati o eliminati nei pazienti che rimuovono l'amalgama, sono presenti ma non diagnosticati nella popolazione.

**Lichtenberg H, "Vapore di mercurio nella cavità orale in relazione al numero di estensioni di amalgama ed i classici sintomi di intossicazione cronica da mercurio", J Orthomol Med (1996), v11, n.2, 87-94                   (BJ46)
ABSTRACT
Questo studio mostra che individui con otturazioni dentali di amalgama che mostrano sintomi tipici dell'avvelenamento cronico al mercurio, tutti hanno concentrazioni di vapori di mercurio nella loro cavità orale molto più elevate dei livelli accettabili ed in media più elevati dei massimi livelli permessi in ambiente di lavoro. I risultati indicano che quei pazienti con solo otturazioni in amalgama, con elevate concentrazioni di vapori di mercurio nella cavità orale e che hanno anche numerose estensioni di amalgama, mostrano in media più sintomi di quelli con concentrazioni di vapori di mercurio minori e con minor numero di estensioni di amalgama. 
I risultati indicano che la presenza dei sintomi non è solamente dipendente dalla entità della dose di  mercurio.

**Lichtenberg H, "Sintomi prima e dopo la corretta rimozione di amalgama in relazione alla reazione della globulina del sangue ai metalli", Journal of Orthomolecular Medicine Vol 11 No.4. pp. 195-203 1996
ABSTRACT
I risultati di questo studio indicano che la corretta rimozione di amalgama e, in alcuni casi la rimozione di tutti gli altri metalli, e la sostituzione con compositi biocompatibili, può eliminare o ridurre l'80% dei sintomi classici di avvelenamento cronico da mercurio. Questi risultati mostrano inoltre che l'entità della reazione individuale della globulina del sangue a numerosi metalli usati in odontoiatria, specialmente i cinque metalli presenti nell'amalgama, ha importanti implicazioni per la guarigione.

** Liebert CA; Wireman J; Smith T; Summers AO, "L'impatto del mercurio rilasciato dalle otturazioni dentali di amalgama sulle resistenze agli antibiotici nelle flore batteriche e orali di primati", Met Ions Biol Syst 1997; 34:441-60            (CD47)
ABSTRACT
Nostri recenti studi di laboratorio hanno mostrato che l'inserimento di otturazioni di amalgama in scimmie porta alla rapida proliferazione di batteri intestinali e orali resistenti a mercurio e antibiotici. Recentemente abbiamo stabilito che la base molecolare di questo fenomeno nei batteri gram-negativi è una vicinanza a livello di geni della locazione della resistenza a Hg e di quella agli antibiotici nei plasmidi e negli elementi commutabili. 
Ora che sono disponibili studi che mostrano grandi quantità di mercurio derivate da amalgama nelle feci, il fatto che batteri mercurio resistenti vengano rilevati nella flora intestinale umana non è un fatto più sorprendente degli avvelenamenti nelle miniere di mercurio. La possibilità che l'aumento in resistenza batterica provocata da amalgama possa verificarsi negli esseri umani è suggerita da dati epidemiologici che mostrano una forte correlazione tra resistenza a Hg e resistenza multipla ad antibiotici nella flora fecale umana, persino in coloro che non hanno recentemente usato antibiotici. Tale arricchimento di resistenza antibiotica nella normale flora in risposta a pressione selettiva del mercurio rilasciato dall'amalgama dentale costituisce una novità ed un fattore di rischio precedentemente ignoto in vista del diffuso utilizzo delle otturazioni dentali di amalgama.

**Lindqvist B, Mörnstad H, "Effetti della rimozione di otturazioni di amalgama da pazienti con malattie relative al sistema immunitario", Medical Science Research, maggio 1996; 24(5):355-356   (BH34)
ABSTRACT
53 pazienti con disturbi che essi attribuivano alle otturazioni di amalgama e con test patologici che indicavano anomalie del sistema immunitario, sono stati seguiti per un periodo di 1- 3 anni dopo la rimozione di tutte, o di parte, o di nessuna, delle loro otturazioni di amalgama. Nel gruppo di 34 individui che ebbero tutte le loro otturazioni di amalgama rimosse, ci fu una significativa diminuzione dei livelli di anticorpi, ma solo due ebbero questi valori completamente sani dopo 1-3 anni. Un significativo miglioramento nei sintomi soggettivi avvenne in 20 (il 59%) dei casi. Nel gruppo di pazienti che avevano ancora le otturazioni di amalgama, non ci furono significativi cambiamenti dei livelli di anticorpi. Sembra perciò che il rilascio di mercurio dalle otturazioni di amalgama possa iniziare o supportare un disturbo immunologico in atto. Comunque, questo gruppo di studio era alquanto eterogeneo, ed aveva ricevuto vari trattamenti farmacologici. Ulteriori studi sono quindi necessari per confermare o refutare, i risultati.

**Lindvall A, Lindh U, Danersund A, "Profilo dei metalli per 25 pazienti con malattie a lungo termine". presentato a: Eurotox 93 Congress   & Lindh, U. Nucl Instr and Meth B30:404. (1988)  & Hallgren, R; Feltelius, N; Lindh, U.J. Rheumatol. 15:308 (1988)
ABSTRACT
Scopo di questo studio è stato di valutare se la rimozione di amalgama dentale con supporto medico migliora lo stato di salute di pazienti con malattia a lungo termine. Nello studio sono stati inclusi 25 pazienti con tutti i tipi di diagnosi ricevute dai loro dottori. Metodi: fu usata microscopia nucleare per analizzare cellule del sangue isolate 3 settimane dopo che la terapia con vitamine si era conclusa. Risultati e discussione: l'anamnesi rivelò che 16 su 25 avevano avuto allergie da contatto da metalli e/ o intolleranza a cosmetici. I criteri per diagnosticare sindrome di stanchezza cronica erano riscontrati in 12 su 25. Notevoli deviazioni dai nomali valori sono state notate per il magnesio, calcio e zinco, con elevate concentrazioni di calcio e deficienze di zinco. Il magnesio negli eritrociti era spesso ridotto, in contrasto con il magnesio nei granulociti che era spesso elevato. Inoltre, il manganese nei granulociti era sempre elevato. In entrambi i tipi di cellule c'erano cospicue concentrazioni di stronzio, un elemento mai trovato nel gruppo di controllo. Abbiamo inoltre esaminato il mercurio cellulare. Livelli che superavano il limite di rilevazione (0.5 mcg/g a secco) furono trovati in 14 pazienti su 25, nel 5-16% degli eritrociti esaminati. Per il gruppo di granulociti studiati, 20 pazienti su 25 mostrarono livelli di mercurio rilevabili nel 10-30% delle cellule. Conclusioni: tutti i pazienti hanno un profilo elementare che suggerisce che il carico di metalli pesanti può influenzare il loro stato di salute. I profili elementari nel gruppo di pazienti mostra somiglianze con quelli nelle patologie infiammatorie del tessuto connettivo.

**Lorscheider FL, Vimy MJ, "Esposizione a mercurio da otturazioni dentali di amalgama", The Lancet, 337 1991 1103 (AJ1)
ABSTRACT
Non è l'eliminazione di Hg elementare dal corpo che spiega la sua breve emivita nel sangue, ma l'assorbimento del mercurio elementare dal sangue ad altri tessuti. Questo è confermato dai nostri risultati su animali che i livelli di mercurio nel sangue rimane bassi, alla stesso tempo o livelli di Hg dei tessuti diventano molto elevati. 
Questo suggerisce che Hg nel sangue è un indice diagnostico inadeguato per l'esposizione cronica a basse dosi di vapori di mercurio da amalgami dentali.

**Lorscheider FL, Vimy MJ, Summers AO, Zwiers H, "La controversia delle amalgami dentali di mercurio: mercurio inorganico e CNS; connessione genetica del mercurio e resistenza antibiotica nei batteri intestinali", Toxicology, 31 marzo 1995; 97(1-3):19-22               (BD54)
ABSTRACT (Department of Medical Physiology, Faculty of Medicine, University of Calgary, Alberta, Canada)
È stato dimostrato che l'esposizione a vapori di mercurio (Hg) da amalgami dentali ecceda la somma delle esposizioni da tutte le altre fonti di esposizione. Perciò sono stati recentemente esaminati gli effetti dell'esposizione di Hg inorganico sulla funzione cellulare nel cervello e nei batteri intestinali. Nei topi abbiamo dimostrato che la ADP-ribosilazione della tubulina e della proteina actinica del cervello è marcatamente inibita, e che Hg ionico può alterare una reazione neurochimica coinvolta con il mantenere la struttura della membrana neuronale. Nelle scimmie noi mostriamo che Hg, specificatamente quello da amalgama, arricchirà la flora intestinale con specie batteriche Hg- resistenti che a loro volta divengono anche resistenti agli antibiotici.

**Lorscheider FL, Vimy MJ, Summers AO, "Esposizione a mercurio da otturazioni dentali di amalgama: nuovi riscontri mettono in discussione un tradizionale paradigma odontoiatrico", FASEB J., apr. 1995;  9(7):504-8          (BE1)
ABSTRACT (Department of Medical Physiology, Faculty of Medicine, University of Calgary, Canada)
Per più di 160 anni l'odontoiatria ha usato le otturazioni dentali di amalgama che contengono circa il 50% di mercurio, come il materiale di scelta per otturazioni dentali di amalgama. Durante l'ultima decade la ricerca medica ha dimostrato che questo Hg è continuamente rilasciato come vapore nell'aria nella bocca; quindi è inalato, assorbito nei tessuti corporei, ossidato a Hg ionico e finalmente legato in modo covalente alle proteine cellulari. Esperimenti con animali ed esseri umani dimostrano che l'assorbimento, la distribuzione nei tessuti, e l'escrezione di Hg da amalgama è significativa, e che l'amalgama dentale è la maggiore fonte di accumulo di Hg per gli esseri umani. Recenti studi sugli effetti patofisiologici del Hg da amalgama ha focalizzato sul sistema immunitario sul sistema renale, sui batteri orali e intestinali, sistema riproduttivo e sistema nervoso centrale. I risultati degli studi non supportano la nozione di innocuità dell'amalgama.

**Lussi A, "Rilascio di mercurio dall'amalgama nella saliva: uno studio in-vitro", Schweiz Monatsschr Zahnmed, 103(6): 722-726, 1993
ABSTRACT (Klinik fur Zahnerhaltung, Praventiv- und Kinderzahnmedizin, Universitat Bern)
Scopo di questo studio è stato di indagare il rilascio di mercurio nel fluido salivare e di verificare se questo rilascio è correlato con velocità di flusso, capacità tampone o pH del fluido salivare. Il fluido salivare è stato raccolto da 18 persone (11 con otturazioni di amalgama, 7 senza) e le superfici delle otturazioni sono state misurate. 
Il mercurio perso nella saliva non stimolata era di 11.6 ng/min per i portatori di amalgama e 2.1 ng/min per coloro senza.

**Lussi A, Schoenberg V, "Rilascio di mercurio da diverse amalgami in vitro", Schweiz Monatsschr Zahnmed 1991; 101(11):1405-8
ABSTRACT (Klinik fur Zahnerhaltung, Praventiv- und Kinderzahnmedizin, Universitat Bern)
È stato valutato il rilascio da 8 diverse amalgami di mercurio in acqua, nella fase iniziale e dopo 2 anni. 
La metodologia di misura è stata adattata in modo da garantire il minimo di perdite di mercurio per evaporazione e assorbimento. La perdita di mercurio nelle prime 24 ore andava da 17.4 microgrammi/ cm2 a 34.5 microgrammi/ cm2.

** Lutz E, Lind B, Herin P, Krakau I, Bui TH, Vahter M, "Concentrazioni di mercurio, cadmio e piombo nel cervello e nei reni di feti e neonati", J. Trace elem. Med. Biol., 10(2): 61-67, giugno 1996   (BX53)
ABSTRACT (Institute of Environmental Medicine, Karolinska Institutet, Stockholm, Sweden)
Sono state analizzate le concentrazioni di mercurio (Hg), cadmio (Cd) e piombo (Pb) nel cervello e reni durante lo sviluppo fetale (aborti nel secondo trimestre di gestazione, n=20) e post-natale (neonati deceduti prima di raggiungere i 3 mesi di età, n=15). Sono state raccolte informazioni su possibili fonti di esposizione delle madri dei feti, ma non dei neonati. La concentrazione media di Hg trovata nel cervello è stata di 4 microgrammi/ kg (range= 2-23) sia nei feti che nei neonati. Le concentrazioni di Hg nei reni erano significativamente più elevate che nel cervello, in media 6 microgrammi/kg (5-34) nei feti e 10 microgrammi/kg (7-37) nei neonati. 
È stata riscontrata una tendenza ad una maggiore concentrazione di Hg nei reni fetali con l'aumentare del numero di amalgami delle madri. I valori di Cd non hanno mai superato 1 mcg/kg, nel cervello e 2 mcg/kg nei reni. 
I valori di piombo sono risultati minori di 10 mcg/kg.

**Lygre GB, Gronningsaeter AG, Gjerdet NR, "Mercurio ed otturazioni dentali di amalgama", Tidsskr Nor Laegeforen, 30 aprile 1998; 118(11):1698-701
ABSTRACT (Det odontologiske fakultet, Bergen University)
Durante il 1993-95,  169 pazienti in tutto (112 donne, 57 uomini) con un ampio range di disturbi correlati con passate o presenti otturazioni di amalgama sono stati visitati dal "Dental Biomaterials Adverse Reaction Unit" in Norvegia. La maggior parte dei pazienti avevano otturazioni di amalgama; 19 avevano rimosso tutte le otturazioni e 14 non avevano ancora completato tale procedura. Dolori a muscoli e legamenti, mal di testa, vertigini ed estrema stanchezza fisica erano i sintomi più comuni. Patologia intra-orale fu riscontrata nel 48%. C'era una correlazione tra la presenza di amalgama ("punteggio di amalgama") e mercurio urinario. I pazienti senza otturazioni in amalgama avevano valori significativamente minori (in media 1.6 microgrammi di mercurio/ g creatinina) di quelli senza otturazioni di amalgama (in media, con l'amalgama: 3.5 microgrammi/ g; con parziale rimozione di amalgama: 2.7 microgrammi/ g).

**Malmstrom C, "Mercurio derivato da amalgama nelle feci", Journal of Trace Elements in Experimental Medicine, 5, abstract 122, 1992          (AP1)
ABSTRACT
L'inserzione della prima, esigua otturazione di amalgama in una 11enne è stata seguita da analisi delle feci. L'espulsione di mercurio nelle feci aumentò da 23 mcg/kg a 3.200 mcg/kg al terzo giorno dopo il trattamento ed è rimasta per un mese su valori maggiorati, ossia superiori a 100 mcg/kg.

**Malt UF, Nerdrum P, Oppedal B, Gundersen R, Holte M, "Problemi fisici e mentali attribuiti alle otturazioni dentali di amalgama: uno studio descrittivo di pazienti autocandidatosi rispetto a 272 controlli", Psychosomatic Medicine, 59, 32-41, 1997
ABSTRACT
Le sintomatologie fisiche e mentali di 99 pazienti che lamentavano multipli problemi somatici e mentali attribuiti da loro alle otturazioni dentali di amalgama sono stati confrontati con quelli di pazienti con note patologie croniche. Un elevato carico di sintomi si riscontrava nel gruppo di pazienti che attribuivano i loro problemi somatici e mentali all'amalgama dentale. Le otturazioni metalliche dei pazienti nel gruppo amalgama furono sostituite e i pazienti furono seguiti per 2 anni dopo tale rimozione. La maggior parte dei pazienti nel gruppo amalgama migliorarono la loro condizione a seguito della rimozione.

**Marek M, "Dissoluzione di mercurio da amalgama dentale a diversi valori di pH", J Dent Res, giugno 1997; 76(6):1308-15
ABSTRACT (School of Materials Science and Engineering, Georgia Institute of Technology, Atlanta, USA)
È stato mostrato che la dissoluzione di mercurio da amalgama dentale viene rallentata dalla formazione di un film di ossido di stagno sulla superficie della fase gamma-1 ricca di mercurio (Marek, 1990b). Poiché gli ossidi di stagno si dissolvono a bassi valori di pH (Deltombe et al., 1974), condizioni acide nella cavità orale possono causare un aumento nel rilascio di mercurio. Scopo di questo studio è stato di determinare l'effetto dell'acidità nell'intervallo di pH tra 1 e 8 sulla velocità di dissoluzione di mercurio in saliva sintetica da fasi gamma-1 con o senza stagno e da due amalgami dentali commerciali. L'ipotesi valutata è stata che il pH influenzi la dissoluzione di mercurio solo quando un film protettivo di ossido si dissolve in un ambiente acido. Dopo l'esposizione dei campioni per 2 o 24 ore in bottiglie di vetro sigillate, le soluzioni sono state analizzate con spettrofotometria di assorbimento atomico per mercurio e argento. I risultati hanno dimostrato una dissoluzione di mercurio non dipendente dal pH nel range di pH tra 3 e 8, e una dissoluzione molto più veloce a pH 1. Per ognuno dei valori di pH veniva dissolto più mercurio dalla fase senza stagno che dalla fase con stagno. I risultati erano influenzati dalla durata di esposizione. La non dipendenza dal pH in un ampio range di valori di pH è stata attribuita ai meccanismi atomici di dissoluzione del mercurio. La bassa velocità di dissoluzione del mercurio da campioni contenenti stagno è stata spiegata dalla formazione di una barriera di film di ossido di stagno, che si dissolveva solo ai pH più bassi. Si ritiene che la dissoluzione dell'argento a bassi valori di pH abbia accelerato la dissoluzione del mercurio dalla fase gamma-1 senza stagno.

**Marek M, "Il rilascio di mercurio da amalgama dentale: il meccanismo e sua valutazione in vitro", J Dent Res, maggio 1990; 69(5):1167-74
ABSTRACT (School of Materials Engineering, Georgia Institute of Technology, Atlanta)
Sono state studiate in vitro la dissoluzione di mercurio dalla fase Ag-Hg dell'amalgama dentale in acqua distillata e saliva sintetica, e l'evaporazione del mercurio dalle soluzioni. Gli obiettivi principali dello studio erano di valutare i fattori che influenzano i risultati dei test di rilascio di mercurio, e di considerare i possibili meccanismi del rilascio in vivo. I campioni furono esposti ai liquidi in bottiglie aperte e chiuse, e furono determinati i cambiamenti di concentrazione di mercurio usando spettrofotometria di assorbimento atomico a freddo. I dati riportati in grafico "Concentrazione vs. tempo" mostrarono che la velocità di dissoluzione diminuiva con il tempo. 
I test che coinvolgevano sequenze di esposizioni brevi e lunghe con cambi della soluzione mostrarono in media una dissoluzione a breve termine più elevata nella nuova soluzione rispetto alla soluzione vecchia. 
Le differenze furono attribuite ad un effetto asfissiante della concentrazione del mercurio elementare sulla dissoluzione. Si ritiene che il mercurio è dissolto principalmente nella forma elementare e che un continuo aumento di concentrazione era reso possibile dalla ossidazione nella soluzione. In celle aperte, parte del mercurio fu perso per evaporazione. L'analisi mostrò che i risultati della dissoluzione di mercurio dipende da numerose variabili, quali tempo, volume di soluzione, condizione di ossidazione e di evaporazione, etc. 
Sono stati considerati i vari meccanismi di vaporizzazione e dissoluzione del rilascio di mercurio in vivo. 
Ne abbiamo concluso che il modello dissoluzione/ evaporazione contemporanea descriveva al meglio il rilascio di mercurio dalle otturazioni di amalgama dentale.

**Marek M, "Dissoluzione di vapore di mercurio in ambiente orale simulato", Dent Mater, sett. 1997; 13(5):312-5
ABSTRACT (Georgia Institute of Technology, Atlanta,  [email protected])
Scopo di questo studio è stato di determinare gli effetti delle variabili sulla dissoluzione di mercurio atomico in simulazione di fluidi orali. Questo studio si basava sull'ipotesi che la velocità di dissoluzione di vapori di mercurio nella saliva sintetica è condizionata dal potere di ossidazione e dal grado di mescolamento della soluzione. METODO: La soluzione riferimento era saliva sintetica e il potere di ossidazione era aumentato con perossido di idrogeno o diminuita con acido ascorbico. Soluzioni test sono state esposte a vapori di mercurio in un contenitore sigillato, e la concentrazione di mercurio dissolto fu determinata dopo esposizioni che andavano da 2 a 48 ore. I risultati sono stati analizzati con test multipli di confronti ANOVA e Tukey (p < 0.05). L'effetto del mescolare è stato esaminato per un periodo di esposizione di 24 ore. L'analisi del mercurio è stata effettuata con spettrofotometro di assorbimento atomico a freddo. RISULTATI: Il mercurio si è dissolto molto più velocemente nella soluzione ad elevato potenziale ossidante contenente perossido di idrogeno che nelle altre due soluzioni, che dissolvevano il mercurio alla stessa velocità. Nelle soluzioni meno ossidanti, la concentrazione di mercurio dissolto raggiungeva un valore quasi costante. Tenere la soluzione sotto l'azione di un mescolatore aumentava la velocità di dissoluzione del mercurio per la soluzione altamente ossidante ma non aveva effetto sulle soluzioni meno ossidanti. CONCLUSIONI: I risultati mostrano l'importanza della trasformazione di mercurio dalla forma elementare a quella di ione. Quando il mercurio elementare dissolto non viene ossidato, può evaporare ed essere inalato, ma la velocità di dissoluzione è bassa. Sotto condizioni più fortemente ossidanti, il mercurio si dissolve più velocemente, ma non genera vapori. La diffusione nel liquido influenza la velocità di dissoluzione solo in condizioni altamente ossidanti.

**Mayer R, Dobler J, Gehlen S, Gradl M, "Indagine sul rilascio di mercurio da otturazioni di amalgama mediante il test della gomma da masticare", Die Quintessez, 245:1143-1152, 1994
ABSTRACT
Misure di mercurio (Hg) nella saliva di portatori d'amalgama con più di 12 otturazioni dimostrano un aggravio permanente da Hg di 32.7 mcg/L. Dopo 5 minuti di masticazione di gomma la concentrazione di Hg nella saliva dei portatori di amalgama aumenta di 2-10 volte. La saliva dei non portatori di amalgama non aveva né prima, né dopo la fase di masticazione, valori di Hg rilevabili.

**Mjør IA, Eriksen HM, Haugen E, Skogedal O, "Valutazione biologica di amalgami contenenti rame", Int Dent J 1977 Dec 27:4 333-40
ABSTRACT
Allo scopo di ridurre deformazione ed evitare fratture marginali nelle otturazioni di amalgama, sono state introdotte nuove leghe contenenti più alte proporzioni di rame. Le otturazioni di questo materiale sono state inserite in cavità preparate nei denti da latte di scimmie o messe in tubi di polietilene ed inserite sottocutaneamente nei topi. Leghe convenzionali di argento- stagno e cemento eugenolo con ossido di zinco sono stati usati come materiali di riferimento. Nonostante le limitazioni dovute ai diversi gradi di profondità delle cavità e il basso numero di animali coinvolti le nostre conclusioni sono che le leghe ad elevato contenuto di rame causavano un danno alla polpa più severo degli altri materiali studiati. Negli studi animali, molti dei campioni con elevato rame si erano sfaldati prima della fine del periodo sperimentale. Se ne conclude che in cavità profonde questi materiali richiedono però l'uso di una base non tossica o materiale di rivestimento e poiché questi sono comunemente usati nei denti di bambini, l'inserimento di ricoprimenti e l'isolamento delle cavità pone dei problemi.

**Mjør IA, "Valutazione biologica del materiali restorativi dentali. Intercorrelazione tra proprietà biologiche e tecnologiche", Oper Dent 3:9-13 (1978)
ABSTRACT
La valutazione della risposta biologica dei tessuti viventi ai materiali da otturazioni è un importante test per i materiali dentali. Questi possono essere testati istologicamente relativamente a reazioni alla polpa e per tecniche di cultura cellulare o impianto subcutaneo. Da tali test è stato mostrato che l'amalgama di rame è gravemente irritante, l'amalgama Ag/Sn è quasi non irritante, e l'amalgama Ag/Sn/Cu è solo leggermente irritante. 
I test biologici dovrebbero essere inclusi nelle specifiche dei materiali dentali. Non ci sono specifiche relativamente a valutazioni biologiche di alcun materiale dentale da parte della A.D.A. Amalgami non-gamma-2 furono introdotte sul mercato prima che qualsiasi studio del loro effetto sulla polpa fosse stato pubblicato. 
Con i dati disponibili sull'amalgama di rame e sulla tossicità del rame ciò è sorprendente, ma alquanto rappresentativo della situazione di fatto relativa alla valutazione biologica di materiali da otturazioni.

**Molin M, Berglund JR, Mackert Jr, "Cinetica del mercurio nel sangue e nell'urina dopo la rimozione di amalgama", J Dent Res 74:420 IADR Abstract 159 (1995)
ABSTRACT
Sebbene una serie di studi non sono stati capaci di dimostrare con certezza una correlazione tra sintomi soggettivi e carico di amalgama, ci sono ancora speculazioni sul fatto che pazienti con sintomi soggettivi correlabili all'amalgama dentale possano o meno avere un miglioramento a seguito dell'eliminazione di mercurio. Scopo di questo studio è stato di esaminare il tempo di dimezzamento del mercurio nel plasma, eritrociti ed urine nel corso di un lungo periodo di tempo dopo la rimozione di amalgama in un gruppo di 10 pazienti con sintomi soggettivi correlabili alle otturazioni di amalgama ed un gruppo di 8 individui sani. I campioni di sangue e urine sono stati raccolti in due occasioni prima della rimozione di amalgama, quindi il sangue è stato raccolto in 32 occasioni e l'urina in 43 occasioni nel corso dell'anno successivo. Il contenuto di mercurio è stato analizzato con la tecnica CVAAS. Sei giorni dopo la rimozione, la concentrazione media nel sangue era diminuita significativamente. Il livello medio di Ery-Hg diminuiva significativamente dopo 11 giorni (p<0.05), un livello che rimaneva stabile per il resto dell'anno. Il livello medio di U-Hg era significativamente diminuito un mese dopo la rimozione e dopo 6 mesi il livello medio fu ridotto dell' 80% in confronto al livello iniziale in entrambi i gruppi.

**Motorkina AV, Barer GM, Volozhin AI, "Modalità di rilascio di mercurio dalle otturazioni di amalgama nella cavità orale", Stomatologiia (Mosk) 1997;76(4):9-11
ABSTRACT
Sono stati esaminati 75 individui di età tra 20 e 57 anni con un numero di otturazioni di amalgama di argento tra 1 e 15. Il livello di vapori di mercurio nella cavità orale è stato valutato usando uno strumento AGP-01 e metodo sviluppato dagli autori. L'emissione di vapore e di mercurio nella cavità orale aumentava con il numero di otturazioni di amalgama. La concentrazione di mercurio nella cavità orale dipende ampiamente dal numero di otturazioni di amalgama e in misura minore dalla durata del loro servizio in bocca.

** Müller RK, Drasch G, Grasemann F, Adang M, Roider G, Wowra D, "Confronto della concentrazione dei metalli pesanti cadmio, piombo e mercurio tra la popolazione di Leipzig e quella di Monaco: uno studio su campioni di organi umani", Gesundheitswesen 56(5):263-267 (1994)   (BA5)
ABSTRACT
Nella ex- GDR era quasi impossibile compiere studi sull'inquinamento ambientale. Quindi, poco tempo dopo l'apertura della frontiera interna tedesca, gli autori avviarono un'indagine sulla concentrazione di metalli pesanti negli abitanti del distretto di Leipzig (Sassonia). Nel 1990/91, furono analizzati, in questa regione, i tessuti di 57 persone decedute. Le concentrazioni di cadmio furono determinate in campioni del fegato e della corteccia renale, quelle di piombo in campioni dell'osso pelvico e della parte corticale del femore. Dopo il pre- trattamento del campione, le concentrazioni di metallo pesante furono effettuate mediante GF-AAS o CV- AAS. 
I risultati furono confrontati con gli studi condotti recentemente da autori nella regione di Monaco e con valori dalla letteratura.. Fu scoperto che la concentrazione di piombo belle ossa era 10 volte superiore a Leipzig rispetto a Monaco. L'amalgama dentale era il fattore principale dell'accumulo di mercurio inorganico, e le concentrazioni di mercurio nel fegato e nella corteccia renale erano lo stesso ordine di grandezza in entrambe le regioni. 
Al contrario, a Leipzig furono trovate concentrazioni di mercurio nel cervello significativamente più alte che a Monaco. Vengono discussi possibili effetti negativi per la salute a seguito dell'elevata concentrazione di piombo e mercurio nell'area di Leipzig.

**Nadarajah V, Neiders ME, Aguirre A, Cohen RE, "Risposte infiammatorie cellulari locali verso mercurio dentale impiantato subcutaneamente", J Toxicol & Environ Health 49(2):113-125 (1996)
ABSTRACT
Precedenti studi hanno dimostrato accumulo e tossicità del mercurio in tessuti orali a seguito di esposizione a vapori di mercurio da otturazioni dentali di amalgama. In questo studio, risposte infiammatorie al mercurio somministrato subcutaneamente sono state valutate istopatologicamente ed immunocitochimicamente in un modello sperimentale con topi. 6 sottoclassi di anticorpi monoclonali specifici rappresentativi di monociti,  macrofagi, linfociti T e B, e dei MHC, complesso di istocompatibilità maggiore, di classe 2, sono stati usati per quantificare alterazioni nelle varie sottoclassi cellulari ad intervalli di tempo da 2 giorni a 8 settimane. 
I risultati hanno rivelato una infiltrazione cellulare infiammatoria acuta ai giorni 2 e 3, seguita da infiammazione cronica che persisteva dopo 8 settimane. I livelli di monociti, sottoclassi di macrofagi residenti e cellule mononucleari con antigeni di espressione erano significativamente diversi dai tessuti di controllo alle settimane 1 e 2. I livelli di macrofagi residenti rimasero significativamente più elevati persino alla settimana 8. 
Questi dati mostrano che accumulo in situ di mercurio può portare ad alterate espressioni del complemento MHC class II, con persistente cronica infiammazione e variazioni delle sottopopolazioni di cellule mononucleari.

**Nimmo A, Werley MS, Martin JS, Tansy MF, "Inalazione di particolato durante la rimozione di otturazioni di amalgama", J Prosthet Dent 63 (1990) pp228-33             (AR58)
ABSTRACT
Un aerosol che contiene particelle di amalgama è creato quando un trapano ad alta velocità è usato per rimuovere una otturazione dentale di amalgama. Queste particelle, che sono più piccole di 10 µm, sono considerate essere perfettamente respirabili. Questo significa che una considerevole percentuale di particelle ha il potenziale di viaggiare fino agli alveoli terminali, dove questi possono accumularsi.
Esposizione a lungo termine a particelle perfettamente respirabili può compromettere la funzione respiratoria di una persona. Le otturazioni di amalgama sono state inserite nel dente di un manichino costruito per simulare la testa e il tratto respiratorio di un paziente. Le otturazioni di amalgama sono state rimosse in diverse condizioni sperimentali: senza irrigazione, con irrigazione, con forte aspirazione sotto vuoto, e con irrigazione e sotto forte aspirazione e diga di gomma. L'esposizione alle particelle è stata valutata nel simulacro del tratto respiratorio del paziente e del dentista che sono stati attrezzati con campionatore di particelle ambientali. 
L'uso di irrigazione ed aspirazione ad alta velocità significativamente ridusse l'esposizione del paziente alle particelle. L'uso di diga di gomma, insieme a irrigazione ed aspirazione ad alta velocità, fu responsabile per un’ulteriore significativa riduzione dell'esposizione alle particelle.

** Nylander M, Friberg L, Lind B, "Concentrazioni di mercurio in cervelli umani e reni in relazione all'esposizione da otturazioni dentali di amalgama", Swed Dent J, 11:179-187, 1987     (KK10)
ABSTRACT
Campioni del sistema nervoso centrale e della corteccia renale sono stati raccolti da autopsie ed analizzati per misurare il contenuto di mercurio totale usando tecniche di attivazione neutronica. I risultati dei 34 individui hanno mostrato una regressione statisticamente rilevante tra il numero di amalgami dentali e la concentrazione di mercurio nella corteccia del lobo occipitale (media 10.9 ng Hg/g). L'equazione della regressione, y=7.2 + 0.24x, ha un intervallo di confidenza del 95%. In 9 casi con sospetto abuso di alcol, i livelli di mercurio nel lobo occipitale sono stati, nella maggior parte dei casi, leggermente più bassi di quelli previsti dall'equazione. 
Tale osservazione può essere spiegata da una inibizione dell'ossidazione dei vapori di mercurio in presenza di alcol. La regressione tra amalgami e livelli di mercurio è rimasta anche dopo aver escluso questi casi. 
La corteccia renale di 7 portatori di amalgama aveva in media un livello di mercurio significativamente più elevato di quello dei non-portatori (433 contro 49 5 ng Hg/g,). In 6 casi è stata effettuata l'analisi sia di mercurio inorganico che totale. È stata trovata un'alta percentuale di mercurio inorganico (media 77%, deviazione standard 17%). Conclusioni: la causa della correlazione tra numero di amalgami ed accumulo di mercurio nei tessuti è il rilascio di vapori di mercurio dalle otturazioni dentali di amalgama.

** Nylander M, "Il mercurio nelle ghiandole pituitarie dei dentisti", The Lancet, 22 feb. 1986 442 (N43)
ABSTRACT
Il contenuto di Hg nel lobo occipitale è stato analizzato in 7 studi di autopsie. I dentisti avevano quantità di mercurio nelle ghiandole pituitarie sorprendentemente grandi rispetto ai livelli nei lobi occipitali. 
Una possibile spiegazione per la differenza tra contenuto di Hg della ghiandola pituitaria ed il lobo occipitale nei dentisti è il diverso grado di penetrazione dalle arterie. Inoltre, Hg da vapori di amalgama dentale potrebbe essere stato assorbito dalla mucosa nasale e direttamente trasportato alla cavità craniale e pituitaria.

articoli correlati: accesso diretto di mercurio al cervello


*Tjalve H, Henriksson J, "Assunzione di metalli nel cervello per via olfattiva", Neurotoxicology, aprile-giugno 1999; 20(2-3):181-95 ABSTRACT (Dpt. of Pharmacology and Toxicology, Uppsala University, Sweden. [email protected])
Nell'epitelio olfattivo i dentriti dei neuroni primari olfattori sono in contatto con il lumen nasale, e via gli assoni questi neuroni sono anche collegati ai bulbi olfattivi del cervello. Sostanze che vengono in contatto con l'epitelio olfattivo possono essere assorbite dai neuroni olfattivo e trasportate ai bulbi olfattivo e persino oltre in altre aree del cervello. Oggetto di questo studio è il meccanismo di assimilazione e trasporto dei metalli nel sistema olfattivo. I metalli considerati sono principalmente manganese, cadmio, nickel e mercurio. Cadmio e mercurio sono trasportati insieme ai neuroni olfattivo primari alle loro terminazioni nei bulbi olfattivi, ma questi metalli non sembra siano capaci di continuare insieme ai neuroni olfattivi secondari. Inalazione da esposizione professionale di nichel o cadmio può essere tossica al senso olfattivo. Non è ancora noto però se il mercurio è tossico al sistema olfattivo nei mammiferi, anche se è noto che questo metallo altera l'olfatto e i comportamenti derivanti dall'olfatto nei pesci.
 

**Olsson S, Berglund A, Bergman M, "Rilascio di elementi a causa di corrosione elettrochimica di amalgama dentale", J Dent Res 73(1):33-43 (1994)
ABSTRACT
La modalità di corrosione dell'amalgama dentale in mezzi acquosi è stata interpretata teoricamente per mezzo di diagrammi log(ai/a(ref))-pe, per i quali sono stati date le definizioni sulle quali i diagrammi sono basati. 
Tutti i composti minimamente solubili che ci si aspettava si formassero nelle reazioni con il solvente sono stati elencati. Di tutti i prodotti di corrosione che la letteratura attuale riporta che si formino fu riscontrata la formazione e le condizioni per cui si formano sono state stabilite. Emerse che era necessario escludere altri composti leggermente solubili che teoricamente potevano formarsi. Due composti, CuSCN e AgSCN, che non sono stati riportati precedentemente furono trovati essere possibili prodotti di corrosione.

**Omura Y, Beckman SL, "Ruolo del mercurio in infezioni resistenti ed efficace trattamento di infezioni virali delle famiglie di chlamydia trachomatis ed herpes per mezzo della rimozione localizzata di depositi di Hg con chinese parsley", Acupunct Electrother Res, 20(3-4):195-229, 1995
"Gli antibiotici usati per trattare varie infezioni spesso erano inefficaci in presenza di depositi anomali localizzati di metalli pesanti quali Hg e Pb, che furono spesso osservati coesistere con Chlamydia trachomatis, Herpes simplex tipi I e II, Cytomegalovirus (CMV) ed altri microorganismi".

**Ørstavik D, "Proprietà antibatteriche e rilascio di elementi da alcune amalgami dentali", Acta Odontol Scand, 43: 231-239 (1985)
ABSTRACT
Nove amalgami dentali commerciali sono state valutate per le proprietà antibatteriche in vitro. Sono stati usati un test battericida su batteri della saliva, un test di inibizione di crescita dello Streptococcus mutans OMZ 176, e un test battericida a tempo su Strep. mutans. Tutte gli amalgami mostrarono una certa capacità antibatterica. Dispersalloy e Revalloy risultarono fortemente antibatteriche in tutti i test; ANA 2000 e Sybraloy uccideva Strep. mutans ma erano meno potenti nel test sulla saliva e negli esperimenti di inibizione di crescita. 
Le amalgami di rame, Neo-Silbrin e Cupromuc, erano le più attive nei test della saliva ma meno attive negli studi di inibizione di crescita. Spheraloy, Indiloy e Amalcap mostrarono attività intermedia nei test battericidi della saliva ma erano relativamente deboli negli studi di inibizione di crescita. L'analisi di Hg, Ag e Cu in soluzione, negli studi di inibizione di crescita, hanno mostrato il rilascio di Hg da amalgami di rame e, particolarmente, da Revalloy; Indiloy rilasciava Ag, mentre Neo-Silbrin, Cupromuc, Sybraloy e ANA 2000 rilasciavano più Cu delle altre marche. 

**Örtendahl TW, Högstedt P, Odelius H, Norén JG, "Effetti di campi magnetici da materiale elettrico di sommozzatori sulla corrosione in vitro di amalgama dentale", Undersea Biomed Res 1988 Nov 15:6 443-55
ABSTRACT
Gusto metallico è stato riportato da sommozzatori che lavoravano con equipaggiamento elettrico per tagliare e saldare. Un modello in vitro è stato creato per stimolare la situazione intraorale dei subacquei relativamente ai campi magnetici. Analisi potenziostatiche sono state effettuate su campioni di amalgama esposti a campi magnetici AC e DC. La variazioni morfologiche sono state valutate usando microscopia ottica con interferenza differenziale microscopia SEM. Le variazioni chimiche sulla superficie dei campioni di amalgama sono state analizzate con spettrometria di massa di ione secondario. I risultati dimostrano che amalgama dentale esposta ad uno specifico campo magnetico AC fu soggetta a cambiamenti morfologici e chimici negli strati di superficie.

**Ortendahl TW, Hogstedt P, Holland RP, "Rilascio di vapori di mercurio da amalgama dentale in vitro causato da campi magnetici generati da CRT e procedure di taglio elettrico", Swed Dent J., 1991 p 31 Abstract 22
ABSTRACT
Persone che lavorano di fronte a tubi di raggi catodici (CRT) e che riportano esserne negativamente influenzati, a volte si lamentano di sintomi correlabili con il galvanismo orale. Un altro gruppo di lavoratori, esposti professionalmente a campi magnetici sono i sommozzatori, che usano apparecchi per tagliare e saldare elettricamente sott'acqua. È stato riportato (Ortendahl et. al. J. Undersea Biomed Res 1988;15:443-456) che la densità di flusso del campo magnetico intraorale, data una certa corrente e con una specifica distanza tra la cavità orale e la corda elettrica, era di 1.12 mT con uno specifico spettro di frequenza. Esposizione a campioni di amalgama a campi magnetici con 1.15 mT (50 Hz) causavano variazioni morfologiche e chimiche sulla superficie delle amalgami dentali. Perciò, lo scopo dello studio era di analizzare se lavorare davanti ad uno schermo CRT avesse un qualche effetto sul rilascio di vapori di mercurio da amalgama dentale. Un altro obiettivo era anche valutare se un campo magnetico con uno spettro complesso di frequenze e una densità di flusso di 1.15 mT influenzasse il rilascio di vapore di mercurio. Il rilascio di vapori di mercurio (Hg0) è stato registrato continuamente e determinato con un apparecchio analizzatore di vapori di mercurio a base di lamina aurea (Jerome 411). Come controllo sono stati utilizzati campioni di amalgama non esposti a campi magnetici ma immersi in saliva artificiale ed un gruppo di controllo che non erano esposti né a campi magnetici, né saliva artificiale. 
Risultati e conclusioni: 2 dei 5 monitor CRT aumentavano significativamente i vapori di mercurio rilasciati da tutti i tre tipi di amalgama. Di questi due monitor uno era schermato e uno no. 

**Oskarsson A, Palminger Hallen I, Sundberg J, "Esposizione ad elementi tossici attraverso latte materno", Analyst 120(3):765-770 (1995)
ABSTRACT
Il latte materno è un nutriente ideale per il neonato, ma sfortunatamente è anche una strada di secrezione di certe sostanze tossiche. Molta poca attenzione è stata data al latte materno come fonte di esposizione ad elementi tossici.  L'escrezione dose-dipendente nel latte materno e l'assorbimento nel neonato di mercurio inorganico, metilmercurio e piombo sono stati studiati in un modello sperimentale per topi. Il trasporto di mercurio dal plasma al latte è stato trovato essere più elevato nelle genitrici esposte a mercurio inorganico che non a metilmercurio. Dall'altra parte, l'assorbimento di mercurio dal latte era più elevato nella prole di madri esposte a metilmercurio che a mercurio elementare. Esposizione postnatale a metilmercurio portava a maggiori e alterate proporzioni di sottopopolazioni timocitarie nella prole di topi ed anche influenzava il livello di noradrenalina e fattore di crescita nervosa nei cervelli in crescita dei topi. Il mercurio nel sangue e latte materno nelle donne che allattavano in Svezia è stato studiato in relazione all'esposizione al mercurio da pesce e amalgama. Sono stati trovati bassi livelli; i livelli medi erano 0.6 ng/ g nel latte e 2.3 ng/ g nel sangue. C'era una correlazione statisticamente significativa tra i livelli di  mercurio nel sangue e latte, e in particolare i livelli nel latte erano circa il 30% di quelli nel sangue. Esposizione a mercurio inorganico da amalgama si rifletteva nei livelli di mercurio nel sangue e nel latte. Recenti esposizioni al metilmercurio da consumo di pesce si rifletteva in livelli di mercurio nel sangue ma non nel latte.

**Oskarsson A, Schultz A, Skerfving S, Hallen IP, Ohlin B, Lagerkvist BJ, "Mercurio totale ed inorganico nel latte umano in relazione al consumo di pesce e al numero di amalgami nelle donne durante l'allattamento", Arch Environ Health 51(3):234-241 (1996)          (BK10)
ABSTRACT
Sono state determinate le concentrazioni di mercurio totale nel latte materno, sangue e capelli di donne sei settimane dopo il parto. Nel latte, in media il 51% del mercurio totale era nella forma di mercurio inorganico, mentre nel sangue in media solo il 26% era presente nella forma inorganica. I livelli di mercurio totale ed inorganico nel sangue e nel latte si correlavano con il numero di otturazioni di amalgama. Una significativa correlazione è stata trovata tra i livelli di mercurio totale nel sangue e nel latte materno (r = .66, p = .0001), i livelli nel sangue erano in media il 27% di quelli nel sangue. È stata trovata una correlazione tra il mercurio inorganico nel sangue e nel latte: il livello medio di mercurio inorganico nel latte era il 55% di quello nel sangue. I risultati indicano che c'era un efficiente trasferimento del mercurio inorganico dal sangue al latte e che, in tale popolazione, il mercurio delle otturazioni di amalgama era la principale fonte di mercurio nel latte. È stato calcolato che l'esposizione dei bambini al mercurio dal latte materno raggiungesse i 0.3 mcg/kg al giorno, di cui circa la metà era mercurio inorganico. Questa esposizione, però, corrisponde a circa metà della dose tollerabile giornaliera raccomandata dalla Organizzazione Mondiale della Sanità per gli adulti. 
La nostra conclusione è quindi che bisognerebbe cercare di minimizzare tale carico di mercurio in donne fertili.

**Patterson JE, Weissberg BG, Dennison PJ, "Il mercurio nel respiro umano da otturazioni di amalgama", Bull Environ Contam Toxicol 1985, 34: 459-468               (EE30)
ABSTRACT
Per una persona che respira giornalmente 20 m3 di aria, l'assorbimento giornaliero di vapori di mercurio da otturazioni di amalgama supererebbe i 27 microgrammi; in effetti la maggior parte dei 172 portatori di amalgama analizzati superavano questi valori.I nostri risultati dimostrano che alcune persone con la più elevata esposizione a vapori di mercurio da amalgami dentali superavano i limiti raccomandati dall'OMS per esposizioni professionali (25 mcg /m3) e che i vapori di mercurio liberati dalle otturazioni di amalgama rappresentano un significativo ed indesiderabile contributo al carico umano di mercurio.

**Pendergrass AC, Haley BE, Vimy MJ, Winfield SA, Lorscheider FL, "L'inalazione di vapori di mercurio inibisce il legame di GTP a tubulina nel cervello di topo: parallello con una lesione molecolare nel cervello dei pazienti con Alzheimer", Neurotoxicology. 1997; 18(2):315-324  (ISSN 0161-813X )  & FASEB J. 9(4): A-3845
ABSTRACT
Il metilmercurio interagisce con la tubulina causando distruzione delle unità dei microtubuli che serve per mantenere la struttura nervosa. Numerosi rapporti inoltre stabiliscono che il vapore di mercurio (Hg0) è continuamente rilasciato dalle otturazioni dentali di amalgama d'argento nell'aria intraorale. In questo studio i topi sono stati esposti a Hg0 4 ore al giorno per 0, 2, 7, 14 e 28 giorni ad un flusso di 250 mcg Hg/m3, concentrazione questa presente nell'aria orale di alcuni individui con un elevato numero di otturazioni di amalgama. Le concentrazioni medie di Hg nel cervello di topo aumentarono significativamente (40-100 volte) e proporzionatamente alla durata dell'esposizione a Hg0. Entro il 14° giorno dell'esposizione al Hg0, la fotoaffinità marcante la subunità b del dimero della tubulina con [a32P]8N3GTP nel cervello diminuiva del 75%, come riscontrato da analisi di autoradiogrammi SDS-PAGE. Le lesioni neurochimiche identiche di simile entità sono evidenti nei cervelli Alzheimer rispetto a quelli di controlli della stessa età. Poiché la velocità di polimerizzazione della tubolina dipende da legame che i dimeri di tubulina hanno con GTP, ne concludiamo che inalazione cronica di basse dosi di Hg0 possono inibire la polimerizzazione della tubolina, essenziale per la formazione dei microtubuli.

**Peschanskaya IV, Golovko LA, Suprunovich VI, "Diversi complessi metallo-tioli e tioli-tioli con 8-mercaptoquilonine", Zh Anal Khim, 47 (4) 587-597, 1992
ABSTRACT
Una donna di 28 anni fu colpita da alopecia 2 mesi dopo l'inserimento di 3 nuove otturazioni di amalgama su vecchie. Test allergico al mercurio positivo. Dopo la rimozione delle otturazioni di amalgama e terapia di chelazione con DMPS i capelli ricominciarono a crescere.

Articoli correlati: alopecia e amalgama

**Klobusch J, Rabe T, Gerhard I, Runnebaum B, "Alopecia e inquinamento ambientale", Klinisches Labor, 1992, 38:469-476    (AQ20)
ABSTRACT
132 donne con differenti forme di alopecia (androgenetica, diffusa, areata) e diversi gradi di severità di alopecia sono state sottoposte a test con DMPS (per la determinazione di metalli pesanti nell'organismo), ad analisi del sangue per determinare presenza di pesticidi (pentaclorofenolo, lindane). Il 51% delle pazienti esaminate risultarono positive ad almeno un metallo pesante. Il livello di mercurio era elevato almeno nel 49%, arsenico nel 9%, cadmio nel 2% e piombo nell'1%. L'escrezione di mercurio era correlata al numero di otturazioni dentali di amalgama. La percentuale di successo terapeutico a seguito di rimozione di amalgama fu del 68%, mentre la terapia non aveva avuto successo prima di allora. Elevate concentrazioni di pesticidi furono riscontrate nel 26% dei pazienti esaminati.

**Friese KH, "Veleno in bocca", Natura Med, 1992, 7 (4) 295-306
ABSTRACT
Una donna di 22 anni soffriva di alopecia, emicrania e raffreddori. Il test con DMPS mostrò un carico di mercurio di 496 mcg/g creatinina. Durante la rimozione di amalgama ci fu un peggioramento della alopecia. 
Il livello di mercurio scese a 42 mcg/g creatinina dopo terapia con DMPS. L'alopecia, i raffreddori e l'emicrania scomparvero. Non ci sono state ricadute finora.

**Pleva J, "Corrosione e rilascio di mercurio dalle amalgami dentali", J Orthomol Med, 1989, 4(3) 141- 158   (TT31)
ABSTRACT
Il tipo comune di amalgama è una lega contenente tipicamente in peso percentuale mercurio=50, argento=35, stagno=10, più rame e possibilmente zinco. Tipi di degradazione d'amalgama riportate sono corrosione della fessura, corrosione selettiva, corrosione galvanica di contatto con leghe diverse, e usura meccanica. Esperimenti di laboratorio descritti nella letteratura odontoiatrica dimenticano spesso un importante numero di fattori che influenzeranno la corrosione delle otturazioni dentarie. Questi sono, ad esempio, usura, variazioni di pressione dal contatto nell'addentare qualcosa, aumento di temperatura, esposizione ad acido e sale, e contatti galvanici con metalli diversi. Lo scopo del presente lavoro era di condurre delle indagini su un numero di otturazioni all'amalgama rimaste in bocca per diversi anni. Sono state date delle stime sui quantitativi di mercurio corrispondenti all'intensità stimata di un attacco di corrosione. I quantitativi di mercurio sono comparati ai limiti raccomandati di massima esposizione giornaliera nel cibo e nell'aria. Metodo sperimentale: Parti di 22 otturazioni all'amalgama di 15 persone sono state raccolte ed esaminate. I donatori sono stati selezionati da un gruppo di 250 persone, tutte portatrici di grossi quantitativi di amalgama. Le informazioni di base e la storia sulla loro salute sono state ottenute attraverso un questionario. Il gruppo di controllo consisteva in 10 persone dai 30 ai 60 anni, che non avevano mai avuto alcuna ricostruzione all'amalgama. Nessuno del gruppo di controllo aveva sperimentato più di 3 dei 30 sintomi specifici sul questionario sulla salute. Una valutazione statistica sul materiale del paziente sarebbe stato soggetto di un saggio seguente. Le otturazioni di amalgama rimosse sono state esaminate per attacchi da corrosione sia attraverso microscopio ottico sia attraverso un microscopio a scansione elettronica (SEM) tipo JEOL JSM 840, attrezzato di sistemi EDAX o LINK per l'analisi della dispersione energetica dei raggi X (nuovo EDX). Sono stati esaminati sia la morfologia dell'attacco che le composizioni chimiche delle otturazioni d'amalgama a diversi livelli. Risultati: tutte le otturazioni d'amalgama ottenute hanno dimostrato l'annerimento della superficie delle crepe adiacenti la cavità del dente e talvolta anche delle superfici esterne. 
Le superfici grigio-nere erano state corrose da attacchi generali e in alcuni punti sono state osservate delle rotture. L'analisi della Dispersione dell'Energia dei raggi X dei prodotti di corrosione hanno mostrato una considerevole diminuzione di contenuto sia di mercurio sia di argento, in qualche punto fino alla totale scomparsa. Tipi, gradi e profondità di corrosione sono descritti dettagliatamente. Sono state misurate anche le potenzialità di corrosione delle otturazioni di amalgama in pazienti che presentavano anche riparazioni in oro. Discussione: il destino del mercurio sotto varie condizioni ed influenze viene descritto molto dettagliatamente. Questo include perdita di mercurio dalla amalgama fase gamma-2 e dalla non-gamma-2, evaporazione del mercurio dalle otturazioni, separazione di mercurio, e l'influenza degli accoppiamenti galvanici. Conclusioni: Sulla base della profondità della corrosione, il tipico rilascio stimato da 1 cm2 di superficie di amalgama è di 10-20 µg di mercurio al giorno. Il contatto con una riparazione d'oro causa un rilascio di ulteriori 250 µg di mercurio al giorno. Se viene considerata la masticazione, il rilascio di mercurio, calcolato in base alla legge di Faraday, dalle correnti di corrosione può raggiungere alcune centinaia di microgrammi per 1 cm2 al giorno. Confrontando con i noti valori di tossicità, il mercurio delle otturazioni all'amalgama presenta un sostanziale contributo al carico di mercurio nel corpo. 
La rimozione dell'amalgama si conclude con il sollievo dai sintomi che accadono notoriamente per esposizione cronica ad amalgama.

**Pleva J, "Intossicazioni da mercurio delle otturazioni di amalgama", J Orthomol Psychiat 12:3 1983 184          (AC70a)
ABSTRACT
Questa relazione è una valutazione critica dell'uso di amalgama dentale con una considerazione speciale per la possibilità di intossicazione cronica da mercurio. Le analisi della Dispersione dell'Energia dei Raggi X di otturazioni all'amalgama di argento conservate, hanno dimostrato che esse erano malamente corrose. Dacché il contenuto delle vecchie otturazione di amalgama era in ogni caso minore delle nuove e poteva avvicinarsi allo zero in qualche punto, la corrosione deve aver causato la dissoluzione e l'evaporazione del mercurio e non l'arricchimento nelle otturazioni come talvolta è stato asserito. Basata sulla conoscenza della struttura e sulle proprietà corrosive dell'amalgama, la ricerca di un'amalgama stabile deve essere considerata non realistica. 
Anche una corrosione veramente limitata dovrebbe essere inaccettabile quando il metallo rilasciato è altamente tossico. L'accoppiamento galvanico di oro ed amalgama dà una garanzia da intossicazione da mercurio in un tempo relativamente breve. Come primo passo l'uso dell'oro o di altri metalli assieme all'amalgama dovrebbe essere immediatamente fermato ed i contatti esistenti, inclusi quelli temporanei, dovrebbero essere eliminati.

**Pleva J, "Mercurio ed amalgami dentali: esposizioni ed effetti", Int J. Risk & Safety in Medicine 3 1992 1-22      (AK74a,b)
ABSTRACT
Vengono esaminati e discussi i rischi di esposizione da mercurio derivante dall'uso di otturazioni all'amalgama. Sulla base sia delle conoscenze acquisite in varie discipline scientifiche, sia di dieci anni di esperienza in questo campo, si conclude che il mercurio delle amalgami può contribuire molto significativamente ad un numero di moderni problemi di salute e a peggiorare la qualità della vita di un larga parte della popolazione in molti paesi. L'opinione erronea che si possa sorvolare sull'esposizione da amalgama e la mancanza di cooperazione tra la professione dentistica, medica ed altre, sono due fattori importanti all'interno della questione. Ci sono prove sia biologiche sia metallurgiche che i tipici livelli da esposizione al mercurio prodotti dalle otturazioni all'amalgama sono di 5-10 volte superiori a quelli che vengono considerati limiti sicuri per esposizione al mercurio da altre fonti. Non c'è dubbio che il mercurio dentale dovrebbe essere preso in considerazione come possibile fattore eziologico quando si esaminano malattie neurologiche, immunologiche ed endocrinologiche di eziologia sconosciuta. Sono discusse le misure di protezione durante la rimozione di amalgami e le prospettive per materiali dentali alternativi.

**Pleva J, "Mercurio dentale: un pericolo per la salute pubblica", Rev Environ Health 10(1):1-27 (1994)
ABSTRACT   
Lo scopo di questa recensione è di focalizzare l'attenzione sui rischi sulla salute dell'uso globale incontrollato di otturazioni all'amalgama impiantate che rilasciano mercurio. Nonostante l'uso pandemico di amalgama, molti dentisti e dottori sono ancora ignoranti sui livelli di esposizione al mercurio e le sue implicazioni sulla salute. Questa analisi discute sui seguenti aspetti cronicamente negletti nella pratica clinica: l'uso della scienza dei materiali nel calcolare i livelli di esposizione al mercurio che possono superare i Valori Massimi Tollerabili da un determinato ordine di grandezza; la dissoluzione microbica e la metilazione del mercurio dall'amalgama da parte dei batteri orali ed intestinali; problemi diagnostici ed effetti dell'esposizione cronica al mercurio con enfasi sui sintomi e disordini intestinali, cardiovascolari, mentali e neurologici; il valore della diagnosi delle feci - anziché dell'esame delle urine - come principale indicatore di esposizione a mercurio; mancanza di gruppi di controllo non esposti al mercurio (privi di amalgama) per studi epidemiologici riguardanti i problemi di salute; il contributo del mercurio dentale all'inquinamento ambientale. In conclusione, la mancanza di una ricerca interdisciplinare e di un approccio critico per stabilire i protocolli clinici appaiono come la ragione del fallimento della professione dentistica di proteggere il paziente dall'esposizione a mercurio mentre si salva un dente.

**Psarras V, Derand T, Nilner K, "Effetti del selenio sui vapori di mercurio rilasciati da amalgami dentali: uno studio in vitro", Swed Dent J 18(1-2):15-23 (1994)
ABSTRACT   
In questo studio in vitro sono state utilizzate delle superfici corrose dall'umidità oppure ossidate provenienti da diversi tipi di amalgami dentali. Sono stati esaminati i vapori di mercurio rilasciati prima e dopo una spazzolatura standardizzata con una pasta dentifricia convenzionale (ACTA) ed una sperimentale contenente selenio. I risultati hanno dimostrato differenze tra le superfici corrose dall'umidità e quelle ossidate dall'aria. Durante l'esperimento gli amalgami non-gamma-2, ad alta concentrazione di rame, hanno rilasciato più vapori di mercurio di quelle convenzionali. 
Quando le superfici dell'amalgama sono state spazzolate con pasta dentifricia convenzionale si è potuto notare un aumento di vapori rilasciati. L'uso di un dentifricio contenente selenio si è concluso in tutti i casi in quantitativi significativamente più bassi di vapori di mercurio.

** Redhe O, Pleva J, "Guarigione da sclerosi laterale amiotrofica e da allergia dopo rimozione di otturazioni dentali all'amalgama", Int J of Risk Safety in Medicine 4 1994 229-236          (AU38)
"Cinque mesi dopo il completamento della rimozione dell'amalgama (29 agosto 1984) la paziente fu chiamata per una settimana di accertamenti nella stessa clinica universitaria in cui era stata diagnosticata la sclerosi laterale amiotrofica (SLA). Lei si sentiva straordinariamente bene ed il suo stato di salute era inoltre confermato dalle parole nella sua testimonianza: "Lo status neurologico è completamente privo di commenti. Da questo momento la paziente non mostra nessuna malattia dei nervi motori del tipo SLA. Ella è stata informata che per ciò che riguarda l'aspetto neurologico è in piena forma". Finora (inizio 1993) sono passati nove anni dacché sono state rimosse le otturazioni e la paziente continua a godere di un'ottima salute".

articoli correlati: mercurio e SLA

**Adams CR, Ziegler DK, Lin JT, "L'intossicazione da mercurio simula la condizione di sclerosi laterale amiotrofica", JAMA, agosto 1983, 5; 250(5):642-3
ABSTRACT
Un uomo di 54 anni ebbe una sindrome simile alla sclerosi laterale amiotrofica dopo una breve ma intensa esposizione al mercurio elementare. La sindrome regredì quando i suoi livelli urinari di mercurio si normalizzarono. La tossicità da mercurio deve essere considerata non solo in individui con recenti disfunzioni delle cellule “anterior horn”, ma anche con altre neuropatie periferiche inspiegabili, tremori, atassia, e l'intera gamma di sintomi psichiatrici incluse confusione e depressione.

**Arvidson B, "Il mercurio inorganico è trasportato dai nervi muscolari terminali ai neuroni motori spinali e del tronco encefalico", Muscle Nerve, ott. 1992; 15(10):1089-94 
ABSTRACT
È stata studiata la distribuzione di mercurio all'interno del tronco encefalico e midollo spinale di topi usando la tecnica autometallografica dopo somministrazione intramusculare di una singola dose  di cloruro di mercurio (HgCl2). I depositi di mercurio erano localizzati ai neuroni motori del midollo osseo e ad i nuclei motori del tronco encefalico; cioè i neuroni con le loro estensioni periferiche fuori la barriera sanguigna del cervello. La recisione unilaterale del nervo ipoglossale prima dell'iniezione di HgCl2 prevenne l'accumulo di depositi di mercurio nei nuclei ipsilaterali ipoglossali. L'accumulo selettivo di mercurio nei motoneuroni spinali e del tronco encefalico è quasi sicuramente dovuta ad una perdita di complessi metallo-proteina dai capillari dei muscoli nelle giunzioni mioneurali, seguito da assimilazione nei terminali nervosi e trasporto retrogrado del cilindrasse. La possibile correlazione tra questo processo e lo sviluppo di degenerazione neuronale motoria nella SLA è discussa.

**Barber TE, "Intossicazione da mercurio inorganico somigliante a sclerosi laterale amiotrofica", J Occup Med, ott. 1978; 20(10):667-9
ABSTRACT
Due operai di un impianto che produce ossido di mercurio svilupparono cambiamenti neurologici non registrati precedentemente per esposizione a mercurio inorganico o per vapori di mercurio semplice. I sintomi, i riscontri fisici e gli studi di laboratorio assomigliano a quelli della Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) e intossicazione organica da mercurio. 19 operai hanno sviluppato precipitosamente segni e sintomi che possono essere considerati il primo inizio di un complesso di sintomi di intossicazione di mercurio che potrebbe probabilmente progredire in una sindrome simile al SLA se il progresso non è interrotto dalla rimozione degli individui dall'esposizione al mercurio. Tutti i sintomi, i segni e le scoperte di laboratorio tornarono completamente normali dopo circa tre mesi in condizioni lavorative prive di mercurio.

**Brown IA, "Mercurialismo cronico: una causa della sindrome clinica di sclerosi laterale amiotrofica", Arch Neurol Psychiat (Chicago) 1954, 72: 674-681
ABSTRACT
Viene descritto il caso clinico di un contadino di 39 anni con una storia clinica di un progressivo indebolimento degli arti per un periodo di 6 mesi, insieme con una marcata atrofia dei muscoli delle mani, braccia, petto, addome e fascia pelvica. L'esame neurologico, 6 mesi dall'inizio della patologia rivelò una grave perdita di muscolatura corporea, più marcata nelle estremità, con contrazione fascicolare presente dappertutto. Il coinvolgimento della innervazione craniale inferiore era evidenziata da una disfonia e disfagia; l'innervazione craniale superiore non mostrava anomalie. I riflessi muscolari erano aumentati nelle gambe, non c'erano anomalie sensorie. 
Le condizioni del paziente peggiorarono nei mesi successivi, e la morte sopraggiunse 15 mesi dopo la comparsa della malattia, a causa della progressiva paralisi bulbare.
L'autopsia rivelò che la corteccia del cervello aveva solo un limitato livello di atrofia generalizzata, mentre le alterazioni più consistenti furono riscontrate nel midollo spinale, con demielinizzazione diffusa e riduzione delle cellule "anterior horn". Il paziente negli ultimi 7 anni aveva trattato la semenza di avena con un composto fungicida in polvere contenente mercurio. Sfortunatamente il contadino non si era curato delle precauzioni d'uso allegate al fungicida e non aveva mai usato la maschera al viso quando trattava la semenza con la polvere fungicida. L'ultima volta che aveva effettuato tale operazione era stato un mese prima della comparsa della malattia. L'escrezione urinaria di mercurio fu trovata essere elevata ed aumentò notevolmente dopo terapia con chelante del mercurio (dimercaprol); ma non fu notato alcun miglioramento clinico ed anzi la morte sopravvenne.

**Kantarjian A, "Una sindrome clinicamente somigliante alla SLA conseguente a mercurialismo cronico", Neurology 11:639-644 (1961)
ABSTRACT
In questo studio sono riportati 11 casi di mercurialismo cronico con un quadro neurologico simile alla Sclerosi Laterale Amiotrofica. Tutti questi pazienti hanno consumato pane preparato con grano trattato con un fungicida chiamato Granosan M (Dupont). L'ingrediente attivo è 7.7% di etilmercurio p-toluene sulfoanilide. Il periodo di uso è stato dai 2 ai 3 mesi circa. L'esame fisico era essenzialmente normale, eccetto per la presenza di infiammazione gengivale e la linea blu ai margini della gengiva in 7 pazienti ed un'eruzione cutanea eritematosa in 2. L'esame neurologico ha rivelato la debolezza motoria alle estremità e il deterioramento della muscolatura degli arti e del tronco con estese fascicolazioni nelle aree atrofiche in tutti i pazienti. Nel gruppo, 6 pazienti avevano iperriflessia, 4 presentavano chiari segni del morbo di Babinski e 2 casi erano equivoci. 
I restanti 5 pazienti non presentavano segni patologici piramidali. L'eziologia di base era mercurialismo cronico in tutti i pazienti. Questo è stato confermato dalla presenza di mercurio in campioni di capelli e di unghie. Per la presenza di segni patologici piramidali, 6 casi di questo gruppo sarebbero stati diagnosticati come Sclerosi Laterale Amiotrofica. Gli altri 5 sarebbero stati etichettati come atrofia muscolare progressiva a causa delle lesioni limitate ai neuroni motori inferiori. Potremmo concludere: 1. Finché il medesimo fattore causale era operativo in tutti questi casi, sembrerebbe che la Sclerosi Laterale Amiotrofica e l'atrofia muscolare progressiva siano probabilmente nosologicamente identiche. 2. La SAL non dovrebbe essere considerata una vera e propria malattia ma piuttosto una sindrome di eziologia variabile. 3. Nella SLA il mercurialismo cronico è un possibile fattore eziologico.

**Mano Y, Takayanagi T, Ishitani A, Hirota T, "Il mercurio nei capelli di pazienti con SLA", Rinsho Shinkeigaku, luglio 1989; 29(7):844-8  
ABSTRACT
Al centro della penisola di Kii, c'è stata fino ad appena 10 anni fa un delle più grandi miniere di mercurio in Giappone. Il contenuto di mercurio nell'acqua e nei pesci risultano maggiori in questo distretto. Perciò abbiamo studiato il mercurio nei capelli di pazienti ed individui di controllo. Questo studio si occupa di 23 casi di SLA inclusi 15 casi a Nara e Mie ed 8 casi in altre provincie al di fuori della penisola Kii, 14 casi con atassia, 11 casi con altre malattie degenerative quali il morbo di Parkinson e quello di Alzheimer, 25 casi di malattia cerebrovascolare. Il gruppo di controllo era costituito da 26 individui sani. La concentrazione di mercurio nei campioni di capelli dei pazienti con SLA risultò essere 2.81 ppm in tutti i casi di SLA, 3.62 ppm nei casi ALS a Nara e Mie e 1.39 ppm fuori dalla penisola di Kii, 2.34 ppm nei pazienti con atassia, 1.83 ppm in altre malattie degenerative, 1.66 ppm nei casi di malattia cerebrovascolare e 1.44 ppm in individui sani di controllo. La differenza tra i casi di SLA a Nara e Mie e quelli del gruppo di controllo è statisticamente significativa (p < 0.05) .

**Pamphlett R, Waley P, "Assorbimento in neuroni motori di basse dosi di mercurio inorganico", J. Neurological Sciences 135: 63-67 (1996)
"Dosi basse di mercurio inorganico sono quindi selettivamente assorbite e trattenute dai neuroni motori, rendendo questa neurotossina un buon candidato come causa di una sporadica malattia dei neuroni motori."
Schionning JD, Danscher G, "Mercurio autometallografico in correlazione ai cambiamenti degenerativi alla radice del ganglio dorsale dei ratti intossicati da mercurio organico", APMIS, marzo 1999; 107(3):303-10
ABSTRACT    (Dipartimento di Neurobiologia, Istituto di Anatomia, Università di Aarhus, Denmark)
L'intossicazione di mercurio organico nei ratti produce cambiamenti degenerativi alla radice del ganglio dorsale ed alla radice dei nervi dorsali. In uno studio precedente sui ratti trattati con mercurio organico (2mg/kg) per 19 giorni, si sono osservate significative perdite di cellule del ganglio (specialmente cellule A) e assoni mielinati e c'erano prove di proliferazione di cellule gliali e della formazione di Corpi Nageotte. Nello studio presente, la tecnica di innalzamento autometallografico dell'argento, per tracciare il limite di mercurio inorganico al sulfide o selenite (AMG-Hg), è stata applicata su sezioni di tessuto della radice del ganglio dorsale e delle radici dei nervi dorsali degli stessi ratti usati nel primo studio. Cellule satellite e macrofagi che circondavano le cellule dei gangli e che avevano formato i corpi Nageotte sono stati pesantemente etichettati dai depositi grossolani di AMG-Hg, mentre la classificazione delle cellule dei gangli è stata meno pronunciata. Le cellule A sono state costantemente etichettate, mentre le cellule B sono state classificate solo occasionalmente. Nelle radici dei nervi dorsali potevano essere notati nei macrofagi solo pochi depositi di AMG-Hg. Nel livello ultrastrutturale, AMG-Hg è primariamente localizzato in cellule gliali e che il modello di deposito AMG-Hg è lo stesso dei cambiamenti morfologici osservati nei ratti intossicati con mercurio organico.

**Su M, Wakabayashi K, Kakita A, Ikuta F, Takahashi H, "Coinvolgimento selettivo dei grandi neuroni motori nel midollo osseo di topi trattati con metilmercurio", J Neurol Sci 1998; 156(1):12-7
ABSTRACT
Il mercurio è sospettato essere un possibile fattore epidemiologico per la patogenesi di malattie neuronali motorie, poiché è stato riportato che il mercurio metallico, inorganico o organico causa una sindrome clinicamente simile alla sclerosi laterale amiotrofica. Abbiamo somministrato 10 mg/kg/giorno di cloruro di metilmercurio a topi adulti per 10 giorni consecutivi. Gli arti posteriori sono diventati flaccidi e atrofici, e 14 dei 34 topi sono morti entro il 18esimo giorno dopo l'inizio del trattamento con metilmercurio. L'esame alla microscopia luminosa dei larghi neuroni motori nel “anterior horn” spinale ha rivelato vacuolazione citoplasmica e perdita di tessuti nervosi al 14esimo giorno, la neuronofagia apparve al 16esimo giorno. Il 18esimo giorno, la perdita dei larghi neuroni motori era quasi completa. L'autometallografia con argento acetato dimostrò l'accumulo selettivo del mercurio nei larghi neuroni motori. Questi risultati suggeriscono che sebbene è richiesta un'elevata dose, il mercurio organico può sicuramente causare la perdita dei larghi neuroni motori spinali in topi.

**Vanacore N, Corsi L, Fabrizio E, Bonifati V, Meco G, (Dipartimento di Scienze Neurologiche, Universita La Sapienza, Roma), "Relazione tra esposizione a tossine ambientali e malattie dei neuroni motori: un caso clinico", Med Lav., nov.-dic. 1995; 86(6):522-33   
ABSTRACT
È riportato un caso di sclerosi laterale amiotrofica a seguito di esposizione professionale a solventi e metalli. È discussa la teoria di eziologia di malattie motorie-neuronali da tossine ambientali, includendo aspetti epidemiologici, clinici, sperimentali e relativi alla suscettibilità individuale. Una valutazione totale di dati umani ed animali è stata effettuata usando un approccio metodologico sviluppato dall' Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro e da un gruppo di esperti scandinavi. Le nostre conclusioni sono che c'è probabilmente un legame tra esposizione a metalli / solventi e disturbi neuro-motori.

**Reinhardt JW, "Accertamento del rischio di esposizione a mercurio da amalgami dentali", J. Public Health Dent 1988; 48(3):172-177
ABSTRACT  (Dipartimento di Odontoiatria Operativa, Iowa University)
Molta attenzione è stata focalizzata sul problema dell'esposizione al mercurio da otturazioni all'amalgama e sulla potenzialità di effetti negativi sulla salute. Questa controversia è cresciuta oltre i confini della professione dentistica in sé ed è divenuta un sentito problema di salute pubblica. Nella speranza di preservare la buona salute, molti pazienti dei dentisti, con malattie croniche sistemiche stanno considerando la sostituzione delle loro amalgami. I dentisti sono stati sempre più sfidati a dimostrare la sicurezza dell'amalgama. Recentemente sono stati stabiliti metodi sistematici per valutare la quantità dei rischi ambientali. Questo studio raccoglie le metodologie quantitative dell'accertamento dei rischi e della conoscenza dell'esposizione al mercurio dall'amalgama per valutare la sicurezza dell'amalgama dentale sulle otturazioni. 
L'analisi conclude che il margine di sicurezza per la tossicità del mercurio sugli esseri umani dovuto ad amalgama dentale fallisce approssimativamente da 8 a 30 volte. Ci sono molte incertezze coinvolte in questa valutazione, ed ulteriori studi garantiranno maggiore precisione.

** Reinhardt JW, "La vaporizzazione del mercurio durante la rimozione dell'amalgama", J Prosth Dent 50 1983 62    (FF10)
ABSTRACT  (Dipartimento di Odontoiatria Operativa, Iowa University)
L'esposizione al vapore di mercurio nello studio dentistico interessa la salute dei dentisti e degli assistenti ed i rischi di sovraesposizione cronica a mercurio sono numerosi. I sintomi di solito interessano il sistema nervoso centrale, sebbene si sa che anche i reni ne sono affetti. 
Ciò che può aumentare il livello di vapore di mercurio nell'ambiente dello studio dentistico è la velocità elevata dei trapani con cui si rimuovono gli amalgami. Le inalazioni dei vapori così prodotti si è dimostrata essere la causa dell'elevata concentrazione di mercurio nei vari organi degli animali di laboratorio; è stato anche dimostrato che un paziente può evidenziare un aumento misurabile dei livelli di mercurio evaporato dalla rimozione delle otturazioni di amalgama. Questo studio determina la quantità di vapore di mercurio presente nell'aria a varie distanze dal posto in cui si trova la rimozione dell'amalgama e determina gli effetti della rimozione sia secca che umida del vapore di mercurio rilasciato

** Reinhardt JW, "Effetti collaterali: il contributo del mercurio da amalgama al carico del corpo", Adv Dent Res, sett. 1992, 6 110-113   (AX1)
ABSTRACT  (Dipartimento di Odontoiatria Operativa, Iowa University)
Il proposito di questo opuscolo è di presentare gli studi che mettono in relazione i livelli di mercurio nei tessuti umani con la presenza di otturazioni all'amalgama, dando speciale attenzione a studi su autopsie. Finora sono stati pubblicati pochi studi che esaminassero la relazione tra amalgami dentali ed il livello di mercurio nei tessuti. Tecniche di analisi dei tessuti migliori e altamente sensibili hanno reso possibile la misurazione di elementi nella concentrazione di parti per miliardo. Il fatto che il mercurio può essere assorbito e può raggiungere livelli di tossicità nei tessuti umani rende ogni tipo di esposizione a tale elemento di interesse scientifico. Le otturazioni all'amalgama sono state a lungo considerate di poca importanza per quanto riguarda i livelli di mercurio sopportabili dal corpo, poiché la forma elementare di mercurio è consumato rapidamente nella reazione di posizionamento dell'otturazione. Studi che dimostrano evidente rilascio di vapore di mercurio elementare dalle amalgami dentali hanno aumentato l'interesse riguardo la sicurezza dell'amalgama. L'assorbimento di vapori di mercurio avviene attraverso i polmoni poiché circa l'80% del vapore inalato viene assorbito dai polmoni ed entra rapidamente nel flusso sanguigno. Seguendo la distribuzione della circolazione sanguigna, il mercurio può entrare e rimanere in certi tessuti per periodi più lunghi, finché la vita media della secrezione è prolungata. L'obiettivo primario sono due organi importanti: il sistema nervoso centrale ed i reni.

**Richards JM, Warren PJ, "Rilascio di vapori di mercurio durante la rimozione di vecchie otturazioni all'amalgama", Br Dent J 159 1985 231             (FF6)
ABSTRACT 
I rischi associati all'uso di mercurio nella preparazione di otturazioni all'amalgama nella chirurgia dentale sono stati largamente documentati. Si è sempre asserito che il rilascio di mercurio dalla superficie di vecchie otturazioni all'amalgama in bocca era trascurabile, poiché la pressione del vapore di mercurio dalla superficie solida di amalgama fissata era insignificante. 
La rimozione di vecchie amalgami durante la preparazione della cavità era ritenuta priva di rischi riguardo all'esposizione al mercurio perché non produceva un quantitativo largamente significativo di vapori di mercurio che potevano essere inalati dall'operatore. Nixon ed altri hanno misurato questo in un vasto numero di interventi ed hanno trovato concentrazioni di mercurio negli organi respiratori dei loro dentisti sulla soglia o ai limiti dei valori consentiti (TLV); TLV = 0.05 mg/m3 aria. 
Queste osservazioni non pubblicate indicano che durante lo scavo di cavità in denti preventivamente otturati con amalgama vengono rilasciati elevate quantità di vapori di mercurio. Questo articolo descrive alcuni esperimenti realizzati per chiarire la posizione e, se possibile, misurare e qualificare qualsiasi esposizione ai vapori di mercurio durante la preparazione ed il restauro di carie.

** Richardson GM, "Un accertamento di esposizione negli adulti e rischi da componenti e da prodotti di materiali dentali costituiti da resine composite", Hum and Ecological Risk Assessment, 1997, 3, 683-697          (BT38)
ABSTRACT   
Sono state espresse perplessità riguardanti i rischi dovuti ad esposizioni chimiche ai materiali di restauro dentale. I materiali dentali in Canada sono esonerati dalle clausole di esami pre-vendita per i materiali medicali e, per questo, vi è una lacuna di informazioni riguardo ai rischi di potenziale esposizione chimica derivante da tali materiali. È stato intrapreso uno studio per provare l'esposizione chimica e informare riguardo ai rischi derivanti dai componenti e dai prodotti di decomposizione di quella classe di materiali noti come resine composite.
È stato fatto un accertamento probabilistico su esposizione di adulti a 2 principali componenti di resine composite - silice, bifenolo-A-glicidilmetacrilato (BIS-GMA) - formaldeide ed acido metacrilico. Presumendo che la popolazione adulta canadese con otturazioni abbia solo materiali con resine composite, i risultati hanno indicato che le esposizioni medie alla formaldeide ed all'acido metacrilico era di 10.000 ed 1.600.000 volte inferiore rispettivamente alle dosi di riferimento relative. I casi peggiori di esposizione erano inoltre ben al di sotto dei livelli di riferimento applicativi. I rischi posti dall'esposizione a BIS-GMA e silice non possono essere accertati a causa della mancanza di dati pubblicati riguardo alle dosi ingerite di riferimento per queste sostanze. 
L'assenza di un database riguardante i rischi delle resine composite è stato argomento di discussione, particolarmente in riferimento al potenziale estrogenico recentemente rilevato di altri prodotti di degradazione di BIS-GMA.

** Richardson GM, Allan M, "Una valutazione dell'esposizione al mercurio e dei rischi derivanti dall'amalgama dentale - Monte Carlo", Human and Ecological Risk Assessment (1996), vol2, n.4, pp709-761            (BT39)
ABSTRACT   
L'amalgama dentale è costituita approssimativamente del 50% in peso di mercurio e le persone che portano otturazioni all'amalgama sono esposte a quest'elemento principalmente sotto forma di vapori di Hg. Per i canadesi con denti otturati all'amalgama, si è stimato che, in base a due modelli indipendenti, l'esposizione a mercurio da amalgama si aggira di media: da 0.045 a 0.082 mcg Hg/kg di peso corporeo al giorno fra i bambini (dai 3 ai 4 anni); da 0.044 a 0.069 mcg Hg/kg di peso corporeo al giorno fra i fanciulli (dai 5 ai 11 anni); da 0.034 a 0.044 mcg Hg/kg di peso corporeo al giorno fra gli adolescenti (dai 12 ai 19 anni); da 0.050 a 0.055 mcg Hg/kg di peso corporeo al giorno fra gli adulti (dai 20 ai 59 anni); da 0.031 a 0.041 mcg Hg/kg di peso corporeo al giorno fra gli anziani (oltre i 60 anni). L'amalgama è stata ritenuta responsabile del 50% in media del contributo totale di esposizione a Hg fra tutte le fonti (amalgama, aria, acqua, cibo, suolo) fra gli adulti e dal 32% al 42% per gli altri gruppi.
Numerosi studi hanno dimostrato in modo consistente gli effetti sul SNC (Sistema Nervoso Centrale) in persone esposte ai vapori di Hg per motivi di lavoro. La maggior parte di studi simili hanno fallito nello stabilire dei limiti per gli effetti misurabili sul SNC. Una soglia giornaliera tollerabile (SGT) di 0.014 mcg Hg/kg di peso corporeo al giorno (come dose assorbita) era stata proposta come limite di inalazioni di vapori di mercurio, la forma principale cui sono esposti i portatori di otturazioni all'amalgama. Questa SGT era basata su una considerazione riguardante casi subclinici (cioè non risultanti in chiari sintomi o cure mediche) sugli effetti sul SNC di uomini esposti per motivi di lavoro, che si esprimevano in lievi tremori dell'avambraccio, che potrebbero inoltre proteggere contro menomazioni del sistema cognitivo. In base al modello di esposizione comunque conservativo dei due modelli indipendenti sviluppati, è stata stabilita una media di otturazioni all'amalgama tale da non superare la soglia giornaliera tollerabile: 1 otturazione per i bambini, 1 per i fanciulli, 3 per gli adolescenti e 4 per gli adulti ed anziani.

**Sallsten G, Thoren J, Barregard L, Schutz A, Skarping G, "Utilizzo a lungo termine di gomma da masticare alla nicotina ed esposizione al mercurio tramite otturazioni dentali con amalgama". J Dent Res, gen. 1996; 75(1):594-8    
ABSTRACT   (Department of Occupational Medicine, Sahlgrenska University Hospital, Goteborg, Sweden)
In studi sperimentali, l'uso della gomma da masticare si è dimostrato un fattore di incremento del tasso di rilascio di vapore di mercurio dalle otturazioni dentali di amalgama. Lo scopo di questo studio era di vagliare l'influenza della masticazione a lungo termine sui livelli di mercurio nel plasma e nelle urine. I valori di mercurio nel plasma (P-Hg), nelle urine (U-Hg), e di creatinina urinaria sono stati esaminati in 18 soggetti che facevano uso regolare di gomma da masticare alla nicotina ed in 19 soggetti di riferimento. Nei due gruppi età e numero di superfici di amalgama erano simili. 
La concentrazione di mercurio totale nel plasma e nelle urine venne determinata utilizzando la spettrometria di assorbimento atomico a vapori freddi. La creatinina nelle urine venne determinata tramite spettrometria cromatografica gas-massa. I masticatori hanno usato 10 (nella media) gomme al giorno nei 27 (nella media) mesi precedenti. I livelli di P-Hg e U-Hg furono decisamente più elevati nei masticatori (27 nmol/L and 6.5 nmol/mmol di creatinina) che nel gruppo di riferimento (4.9 nmol/L and 1.2 nmol/mmol di creatinina). In entrambi I gruppi sono state riscontrate importanti correlazioni tra P-Hg o U-Hg ed il tempo di masticazione al giorno o i livelli di creatinina nelle urine. La creatinina nelle urine aumentò con il numero di pezzi di gomme utilizzati. 
L'impatto dell'eccessiva masticazione sui livelli di mercurio fu considerevole.

** Sandborgh-Englund G, Elinder CG, Langworth S, Schutz A, Ekstrand J, "Mercurio nei fluidi biologici dopo la rimozione di amalgama". J Dent Res, aprile 1998; 77(4):615-24
ABSTRACT   (Department of Basic Oral Sciences, Karolinska Institutet, Huddinge, Sweden)
L'amalgama dentale è la maggiore fonte di esposizione al mercurio inorganico (Hg) nella gente comune. L'obiettivo dello studio presente era di ottenere dei dati nei cambiamenti dei livelli di Hg nel sangue, plasma ed urine, in seguito alla rimozione di otturazioni con amalgama durante un intervento dal dentista su 12 persone sane. Il numero medio di superfici di amalgama è stato 18 (valori da 13 a 34). Dopo la rimozione delle amalgami furono eseguite frequenti analisi del sangue ed il campionamento giornaliero delle urine per 115 giorni. In 8 soggetti tale periodo di tempo venne esteso a 3 anni. Nelle prime 48 ore dopo la rimozione venne osservato un aumento transitorio della concentrazione di Hg nel sangue e nel plasma. Nel plasma vi fu un aumento della concentrazione di picco del 32% (1.3 nmol/L; valori da 0.1 a 4.2). Nessun aumento venne rilevato per i livelli di Hg nelle urine. Nella media fu osservata una diminuzione esponenziale di Hg. 60 giorni dopo la rimozione i livelli di Hg nel sangue, plasma ed urine erano scesi di circa il 60%. In 7 soggetti, seguiti per 3 anni, fu calcolato il periodo medio di dimezzamento di Hg nel plasma e nelle urine. 
Nel plasma fu applicato un modello biesponenziale, ed il periodo di dimezzamento fu stimato essere di 88 giorni (valori da 21 a 121). La cinetica dell'Hg nelle urine (nmol/24 ore) seguì un modello monoesponenziale con un periodo di dimezzamento 46 giorni (valori da 35 a 67). 
In conclusione il processo di rimozione delle otturazioni di amalgama può avere una ripercussione considerevole sui livelli di Hg nei fluidi biologici. Dopo la rimozione avviene una notevole diminuzione della quantità di Hg nel sangue, plasma ed urine che lentamente si stabilisce sui livelli di soggetti senza alcuna storia di otturazioni con amalgama.

**Sarkar NK, Greener EH, "Proprietà elettrochimiche di rame ed oro contenuti nelle amalgami dentali",  J Oral Rehabil., aprile 1975; 2(2): 157-64
ABSTRACT  
L'unione in lega o la miscelazione di una lega di amalgama dentale con un elemento o lega che hanno una grande affinità con stagno offre un mezzo per eliminare la corrosione cui è incline la fase gamma-2. Di conseguenza, il comportamento della corrosione di amalgami non convenzionali contenenti Cu ed Au viene investigato tramite studi sulla polarizzazione anodica in soluzione di Ringer. Le amalgami contenenti Cu sono state prodotte miscelando Cu-Hg (amalgama di rame) con amalgama convenzionale nelle porzioni di 0-5:1 e1:1. un 10 w/o in Ag3Sn venne usato come lega d'amalgama d'oro. Il profilo di polarizzazione anodica del 0-5:1 Cu miscelato risultò essere simile nella forma alla miscela di amalgama convenzionale sebbene la densità di corrente sia stata minore. Dopo 1 mese di invecchiamento il picco di meno 250mV associato alla gamma-2 scomparve e la densità di corrente diminuì di un fattore 10. Dopo 2 mesi la corrente diminuì di un fattore 100. La popolazione anodica della miscela di amalgama di Cu 1:1 non mostrò il picco di meno 250mV (gamma-2) dopo 1 settimana e la densità di corrente fu 10-3 volte quella dell'amalgama convenzionale. Il comportamento di queste amalgami interessanti è stato relazionato sulla base della facilità con cui si formano intermetalli Cu-Sn dove Cu/Sn=3. Il profilo di polarizzazione anodica di 10 w/o dell'amalgama contenente Au è quello dell'amalgama convenzionale e non cambia drasticamente dopo 6 mesi. Sebbene l'Au possa ridurre o eliminare la fase gamma-2, il risultante AuSn4 corrode apparentemente in un modo analogo. 
Tuttavia, dal momento che la distribuzione di AuSn4 potrebbe essere diversa da gamma-2, cioè non continuo, l'effetto della corrosione sulle sue proprietà meccaniche potrebbe essere diverso.

**Schiele R, "Studi sul contenuto di mercurio nel cervello e nei reni in relazione al numero e alla condizione delle otturazioni di amalgama", Institute of Occupational and Social Medicine, University of Erlangen-Nurnberg, Symposium, 12 Marzo 1984, Colonia, Germany, "Punti di vista della medicina e dell'odontoiatria"
ABSTRACT
Studi di autopsie del cervello e dei reni sono stati effettuati su 44 persone che sono morte in incidenti. 25 vittime erano uomini, 19 erano donne, con un'età compresa tra i 16 e i 57 anni. In tutto c'erano meno di 10 denti che mancavano ed il numero di otturazioni di amalgama per individuo andava da 3 a 31. L'analisi statistica ha dimostrato una limpida correlazione tra il numero e l'entità delle superfici di amalgama dentale ed il contenuto di mercurio nel cervello e nei reni dei portatori di amalgama.

** Shinwari N, Al-Saleh I, "Livelli di mercurio nelle urine in soggetti di sesso femminile: influenza di creme in grado di schiarire la pelle ed otturazioni dentali di amalgama", BioMetals (1997), 10, 315-323               (BT50)
ABSTRACT  
È stata valutata l'influenza dell'applicazione di creme in grado di schiarire la pelle e di otturazioni dentali di amalgama sul livello di mercurio nelle urine di 225 donne (età 17-58) di Riyadh, capitale dell'Arabia Saudita. Non è stata osservata nessuna differenza significativa nei livelli di mercurio comparato all'uso di creme. D'altro canto i risultati dimostrano come il livello di Hg nelle urine sia dipendente dall'uso e numero di otturazioni dentali di amalgama. In nessuna donna sono stati identificati sintomi o segni indicanti un'intossicazione da mercurio. Le analisi delle urine di creatinina, urea, acido urico, fosforo, magnesio, glucosio e calcio dimostrano una netta correlazione con il mercurio. Ciò dimostra che l'esposizione cronica al mercurio può essere associata al deterioramento delle funzioni renali.

**Schneider V, “Analisi dei vapori di mercurio da amalgama dentale con spettroscopia di assorbimento atomico a freddo”, Dissertation, Frankfurt a.M. 1976
ABSTRACT:
Su 23 individui l'applicazione di un'otturazione di amalgama è seguita da una serie di analisi di mercurio nelle urine. È stato accertato un incremento del contenuto di mercurio nell'urina mediamente sette volte superiore ai valori di partenza. Il valore massimo (31.8 mcg/l) superava 39 volte il valore di partenza (0.8 mcg Hg /l urina)

**Schoonover IC, Souder W, "Corrosione delle leghe dentali", Journal of Amer. Dental Assoc., v.28, agosto 1941. p.1278-1290          (E5)
ABSTRACT
Sebbene vari metalli usati in odontoiatria abbiano ricevuto attenzione quando usati singolarmente, non è difficile trovare contemporaneamente due o più metalli diversi posti nella cavità orale, a contatto o divisi uno dall'altro. Tali pratiche potranno certamente condurre alla formazione di correnti galvaniche, come verrà dimostrato nel presente studio. Per di più, ci sono delle condizioni prodotte da otturazioni mono componente metallico che meritano maggiori attenzione e per le quali si possono ben definire delle teorie. Vi è la necessità di esaminare la superficie e la base delle amalgami per osservare la corrosione, derivante probabilmente da azione galvanica. 
Tali amalgami non devono essere poste a contatto con altri metalli o in bocche contenenti altre otturazioni metalliche. È senza dubbio possibile che molti casi di irritazione dovuti ad otturazioni metalliche siano il risultato dei tipi di corrosione descritti sopra.

** Schulte A, Stoll R, Wittich M, Pieper K, Stachniss V, "Concentrazioni di mercurio nelle urine di bambini con e senza otturazioni di amalgama", Schweiz Monatsschr Zahnmed, 1994; 104(11): 1336-40         & J Dent Res 73(4):980 A-334 (CE28)       
ABSTRACT
Studi su adulti hanno documentato che la maggior parte delle concentrazioni urinarie in persone non esposte professionalmente è determinata dal numero e le superfici delle loro otturazioni di amalgama. Sono disponibili pochissime informazioni relative all'esposizione al mercurio dei bambini. In questo studio è stata determinata la concentrazione di mercurio nelle urine di bambini dai 3 ai 15 anni, con e senza otturazioni di mercurio. La concentrazione media di mercurio nelle urine dei bambini senza amalgami (n=93) era di 0.17 mcg/L, e per i bambini (n=86) con otturazioni di amalgama era di 0.70 mcg/L. La differenza tra i due gruppi è risultata significativa. 
Inoltre, è stata trovata una netta correlazione tra il punteggio di amalgama (ad ogni superficie di amalgama erano stati dati da 1 a 3 punti a seconda della sua estensione) e la concentrazione di mercurio nelle urine.

**Schuurs AH, Davidson CL, "Fonti di mercurio" Rev Belge Med Dent 48(4):8-16 (1993)
ABSTRACT  
Il mercurio ed i suoi composti derivanti da molte fonti, tra le quali l'amalgama dentale, sono presenti ovunque, di solito in basse concentrazioni. Il mercurio viene assorbito tramite inalazione, ingestione e contatto con la pelle dall'aria, dal cibo e dall'acqua. Una vasta porzione della popolazione lo assorbe pure dai vapori e dalle particelle provenienti dalle riparazioni con amalgama. Il mercurio può provocare allergie e causare reazioni tossiche. Presumibilmente grazie ai mass media ed istigati dagli agopuntori, un numero sconosciuto di pazienti attribuisce una vasta casistica di malattie alle riparazioni effettuate con amalgama. Molte malattie comunque non presentano i sintomi di avvelenamento da mercurio. Se gli amalgami davvero sono alla radice di tali malattie, questo materiale deve essere bandito. In più, per la popolazione dei Paesi Bassi viene stimato che 70-120 milioni di otturazioni all'amalgama dovrebbero essere sostituite da un altro materiale. 
La questione dunque è quale materiale debba essere usato per realizzare questo compito immane ed oneroso.

**Siblerud RL, "Effetti sulla salute della rimozione dell'amalgama dentale", J Orthomol Med 5 1990 95-106       (AC50)
ABSTRACT
Il mercurio si accumula nei tessuti dopo il rilascio dalle otturazioni di amalgama. Il mercurio è uno dei più tossici elementi che esistono e molti tipi di problemi di salute sono correlati con l’intossicazione da mercurio. Ha una forte affinità per i gruppi sulfidrilici incidendo così sull’attività biologica di molte proteine e enzimi. Molti aspetti della fisiologia e della salute possono essere affetti dal mercurio, tra cui il sistema immunitario, cardiovascolare, gastrointestinale i cromosomi, ormoni e sistema nervoso (con sintomi sensoriali, motori o emozionali). 
Se il mercurio dall’amalgama dentale causa problemi di salute, questi potrebbero scomparire dopo la rimozione di amalgama. In questo studio è presentata conferma che la salute migliora dopo al rimozione di amalgama.

**Siblerud RL, "Relazione tra mercurio da amalgama dentale e salute", Toxic Substances Journal 10:425-444 (1990b) ABSTRACT   
Le scoperte qui presentate mostrano come l'avvelenamento dal mercurio presente nell'amalgama dentale possa avere un ruolo nell'eziologia di molti disturbi di salute. È stata svolta una comparazione di 125 sintomi tra un gruppo di soggetti con amalgama ed uno di controllo senza amalgama. I 47 soggetti portatori di amalgama hanno riportato un totale di 45% (P=0.0001) di sintomi in più per soggetto rispetto al gruppo di controllo formato da 48 persone senza amalgama con un simile profilo di età e sesso. Tali sintomi furono: minore felicità, minore serenità, scarsa abilità di lettura, alito cattivo, tremori, raffreddori ed infezioni alle vie respiratorie, dolori al petto o al cuore, bruciore di stomaco, dolori mestruali, collera improvvisa, depressione, irritabilità, spossatezza, stanchezza mattutina, rinite allergica, vista notturna ridotta e disturbata, sapore metallico in bocca. La maggior parte di questi sintomi può essere spiegata come tossicità da mercurio. Viene quindi dimostrato come l'avvelenamento da mercurio inorganico incide sulla salute.

**Siblerud RL, Kienholz E, "Dimostrazione che il mercurio da otturazioni dentali d'argento può essere un fattore eziologico nella sclerosi multipla", Sci Total Environm 142 1994 191-205   (AU37)
ABSTRACT  (Rocky Mountain Research Institute, Inc., Fort Collins, CO 80524)
Questo studio investiga l'ipotesi che il mercurio da otturazioni dentali d'argento (amalgama) possa essere posto in relazione con la sclerosi multipla (SM). Vengono confrontate le analisi del sangue in soggetti affetti da SM cui sono state rimosse gli amalgami e in soggetti SM con amalgami. Questi ultimi hanno presentato valori significativamente più bassi dei globuli rossi, emoglobina ed ematocrito rispetto ai soggetti cui l'amalgama è stata tolta. I livelli di tiroxina nel gruppo SM con amalgama erano pure significativamente più bassi così come i livelli di linfociti-T totali e T-8 (CD8) suppressor. Il gruppo SM con amalgama ha elevati valori di urea nel sangue e bassi di IgC nel siero. La quantità di mercurio nei capelli era più elevato nei soggetti SM rispetto al gruppo di controllo non SM. Un questionario sullo stato di salute dimostra che i soggetti SM con amalgama hanno avuto un significativo aggravamento negli ultimi 12 mesi se comparati con i volontari SM cui è stata rimossa l'amalgama. Lo studio prende in considerazione pure le correlazioni epidemiologiche tra carie dentali ed SM; così come il mercurio possa essere una causa dei cambiamenti patologici e psicologici riportati nella sclerosi multipla.

articoli correlati: mercurio e SM

**Mauch E, "Umweltgifte und multiple sklerose", Der Allgremeinarzt, 1996, 20:2216-2220
ABSTRACT: Un gruppo di 67 pazienti con SM sono stati analizzati relativamente alla presenza di metalli in traccia nel sangue  e confrontati con un gruppo di controllo di 62 individui sani. I livelli medi di mercurio nel sangue dei pazienti con SM era 3 volte maggiore rispetto a quello del gruppo di controllo.

** Siblerud RL, "Relazione tra mercurio da amalgama dentale ed il sistema cardiovascolare", Sci Total Envir 99 1990 23-35              (AH23)
ABSTRACT 
Le scoperte qui presentate rivelano che l'avvelenamento da mercurio proveniente da amalgama dentale può avere un ruolo nell'eziologia di disturbi cardiovascolari. Comparazioni tra soggetti con e senza amalgama dimostrano che i portatori di amalgama hanno pressione sanguigna significativamente più alta, frequenza cardiaca più bassa, emoglobina più bassa, e ematocrito più basso. Emoglobina, ematocrito e globuli rossi sono significativamente più bassi quando correlati all'aumentare della concentrazione del mercurio nelle urine. I soggetti con amalgama hanno una maggiore incidenza di dolori al petto, tachicardia, anemia, spossatezza, si stancano facilmente, sono stanchi la mattina. I dati indicano che l'avvelenamento da mercurio inorganico derivante da amalgama dentale affligge il sistema cardiovascolare.

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**Dahhan SS, Orfaly H, "Alterazioni elettrocardiografiche nell'intossicazione da mercurio", American J. of Cardiology, 14: 178-183, agosto 1964
ABSTRACT
L'esame elettrocardiografico di 42 vittime dell'intossicazione da etilmercurio nell'episodio in Iraq del 1960: 24 donne, 18 uomini; 28 erano di età inferiore ai 20 anni. Le alterazioni ECG risultarono leggere in 5 casi; moderate in 10 casi; severe in 21 casi; molto severe in 6 casi. Il risultato maggiore fu il riscontro di una depressione del segmento S-T con o senza alterazioni dell'onda T, seguito da allungamento dell'intervallo Q-T. Furono anche trovati arritmie, battiti centricolari ectopici e tachicardia ventricolare parossismale. Questi furono attribuiti al danno del mercurio al nodo sinoauricolare, al sistema di conduzione elettrica del sangue e ad ischemia miocardica.

**De Bruin A, "Tossicologia biochimica di agenti ambientali", pp575-576, 702-703, Elsevier 1976
ABSTRACT
Dopo esposizione per inalazione al mercurio, animali da laboratorio mostrano elevati livelli di colesterolo nel plasma dei capillari dell'aorta. Nell'intossicazione con vapori di mercurio si riscontra una modalità di deviazione nell'attività enzimatica del muscolo del cuore essenzialmente identica a quella osservata in altri organi. Nei conigli c'è una diminuzione netta nell'intensità delle reazioni per gli enzimi della respirazione e di ATPase nel muscolo cardiaco. Esterasi non specifiche di solito mostrano un aumento durante mercurialismo su animali di laboratorio. 
Si può ipotizzare perciò che la respirazione miocardica e la fosforilazione ossidativa siano gravemente danneggiate nell'intossicazione cronica da mercurio; basandosi sul corollario che c'è una riduzione del rifornimento di energia per la contrazione del muscolo del cuore. 
Conigli intossicati da mercurio mostrano anomalie evidenti nell'andamento ECG, apparentemente mediato dall'abolizione di ATPase nelle membrane miocardiche, cosa che deteriora il trasporto cationico nella membrana dal sangue al sarcoplasma.

**Kussmaul A, "Untersuchungen ueber den constituionellen mercurialismus und sein Verhaeltniss zur constitutionellen Syphilis", Wuerzburg, 1861
Nell'intossicazione da mercurio sarà colpita l'attività dei muscoli involontari. Insieme con una debolezza dei muscoli involontari, ci sarà in generale sempre un disturbo al cuore. Molti osservatori hanno notato che il polso sarà più lento. Il cambiamento più comune è la grande labilità. La velocità a riposo è di 60-70 battiti / minuto, ma alla minima agitazione la velocità salirà rapidamente a 80-100. A volte c'è una netta tachicardia. Spesso il polso è debole ma tremore muscolare e sapsmi inficiano o rendono impossibile fare una determinazione. Può avvenire a volte perdita di coscienza che in alcuni casi è la conseguenza di attività cardiaca profondamente danneggiata.

**Orlowski JP, Mercer RD, "Livelli di mercurio nelle urine nel morbo di Kawasaki", Pediatrics, 66(4):633-636, Oct 1980
ABSTRACT: Sono stati esaminati i livelli di mercurio nelle urine di sei pazienti diagnosticati con il morbo di Kawasaki (MK). Il gruppo di controllo era costituito da sei individui di età, sesso e locazione geografica corrispondente. La comparsa della sindrome dei linfonodi mucocutanei (Morbo di Kawasaki) è stata relazionata con condizioni ambientali di inquinamento da mercurio. 
I sintomi clinici del morbo di Kawasaki sono nettamente simili a quelli di Acrodinia, una sindrome notoriamente dovuta al mercurio. I sei pazienti avevano livelli di mercurio urinario considerevolmente elevati rispetto a quelli del gruppo di controllo. 
Ad un paziente è stata somministrata penicillamina per chelare il mercurio dal corpo; i suoi livelli di mercurio urinario sono aumentati ed il paziente è guarito. Le anomalie patologiche dei pazienti includevano: infarto miocardico, elettrocardiogrammi anormali, blocco A-V, contrazione ventricolare prematura, miocardite e aneurismi delle arterie coronarie.

**Ottingen W von, "Intossicazioni: Una guida alla diagnosi e trattamento clinico", 2nd Ed. Saunders Co, London 1958
Nell'intossicazione da mercurio possono essere osservati disturbi vascolari e cardiaci caratterizzati da endoarterite nei capillari più piccoli.

**Rieselman SD, "Einfluss der quecksilberintoxikationauf die inneren organe", Arch Gewerbepathol, 1:496, 1930
Una delle più importanti e più temute conseguenze dell'intossicazione acuta da mercurio è, come ben noto, un effetto paralizzante sul cuore e sulla circolazione, seguita da riduzione della pressione sanguigna e morte. L'incidenza piuttosto comune di tali alterazioni in lavoratori vittime di intossicazioni acute è stata confermata da numerosi dati anamnesici e dalle nostre analisi sul sistema vascolare.
Abbiamo trovato che nel 48% dei lavoratori c'era una condizione di insufficienza dei capillari coronari. La condizione del muscolo del cuore è stato clinicamente esaminato e abbiamo potuto dividere i lavoratori in due gruppi; il primo con danni al muscolo (cardiomiopatia) ed il secondo con alterazioni della regolazione nervosa (cardioneuropatia). L'analisi elettrocardiografica di alcuni lavoratori ha confermato la diagnosi di insufficienza muscolare cardiaca.
L'esposizione al mercurio porta ad una riduzione di pressione del polso, indicando che il cuore lavora con efficienza limitata e che lo svuotamento nel sistema arteriale è incompleto durante la fase sistolica. Questo, a sua volta, indica una bassa permeabilità delle arterie capillari.

**Sorensen N, Murata K, Budtz-Jorgensen E, Weihe P, Grandjean P, "Esposizione prenatale a metilmercurio quale fattore di rischio cardiovasculare all'età di 7 anni", Epidemiology, liglio 1999;10(4):370-5
1.000 bambini nati nello stesso periodo nelle Isole Faroe sono stati esaminati relativamente all'esposizione prenatale al metilmercurio e, all'età di 7 anni, sono state misurate pressione sanguigna, battito cardiaco e range di variabilità del battito cardiaco. I valori di pressione sanguigna diastolica e sistolica aumentavano di 13.9 mmHg e 14.6 mmHg in corrispondenza di aumento dei valori di esposizione fetale (misurati sette anni prima) di 1 e 10 mcg/l nel sangue del cordone ombelicale. Il peso alla nascita agiva da modificatore, essendo l'effetto del mercurio più forte con il diminuire del peso corporeo.  Nei ragazzi, la variabilità del battito cardiaco diminuiva aumentando l'esposizione al mercurio, in particolare livelli maggiorati di 1 e 10 mcg/l di sangue del cordone ombelicale, la variabilità andava da 68% al 95%. Questi risultati suggeriscono che l'esposizione prenatale al metilmercurio può danneggiare lo sviluppo dell'omeostasi cardiovasculare. La pressione sanguigna nell'infanzia è un importante strumento diagnostico del rischio di ipertensione in seguito nella vita, e l'esposizione al mercurio è un importante potenziale fattori di rischio.

**Trakhtenberg IM, "Effetti cronici del mercurio sugli organismi", Chap VI:109-134, DHEW Publ. No (NIH) 74-473, 1974
Un certo numero di indagini su umani esposti cronicamente a basse concentrazioni di vapore di mercurio ha rivelato alcuni effetti cardiovascolari: tachicardia, polso instabile, fluttuazioni cardiovasculari, diminuzione di tono dei capillari sanguigni, aumenti e diminuzioni di pressione sanguigna, insufficienza cardiovascolare, dolore in prossimità del cuore.

**Wobetamann W, Kohl M, Gruning G Bucsky P, "Intossicazione da mercurio con manifesta ipertensione e tachicardia", Arch Dis Child, giugno 1999; 80(6):556-557
ABSTRACT  (Reparto di Pediatria, Università Medica di Lubecca, 23538 Lubecca, Germania)
Una bambina 11 anni è presentata con ipertensione e tachicardia. Eccessiva escrezione urinaria di catecholamine si suggerisce feocromocitoma ma studi visivi non dimostrano la presenza di un tumore. Altri sintomi includono insonnia e perdita di peso, ed un aumento della concentrazione di mercurio nel sangue e nelle urine. L'intossicazione da mercurio è da prendere in considerazione nella diagnosi differenziale dell'ipertensione con tachicardia anche in pazienti che non presentino le lesioni della pelle tipiche di intossicazione da mercurio e senza una storia con esposizioni evidenti.

**Wronsli R, Hartmann F, "Uber eien besondere verlaufsform der panarteritis nodosa bei chronisch-scleichender quecksilbervergiftung", Dtsch Med Wschr, 102:233, 1977
Una donna di 50 anni che per più di 10 anni aveva lavorato come assistente in una clinica odontoiatrica aveva sviluppato intossicazione cronica al mercurio. I sintomi più marcati erano alterazioni psichiche e neurologiche, eretismo, tremore e psellisimus mercurialis. Successivi sviluppi hanno mostrato disturbi della circolazione arteriale, dolori addominali e polineuropatia. Queste manifestazioni cliniche erano indicazione di panarteritis nodosa. 
Una biopsia ha fornito la conferma di questa diagnosi. La panarteritis nodosa può essere considerata uno speciale sviluppo dell'intossicazione cronica al mercurio.

**Siblerud L, "Relazione tra mercurio da amalgama dentale e salute della cavità orale", PhD dissertation, Department of Physiology at Colorado State University, 1988          (AH26)
ABSTRACT
La comparazione tra soggetti con e senza amalgama ha dimostrato differenze significative nelle malattie della bocca. Il gruppo a cui sono state rimosse gli amalgami hanno denunciato un totale di 125 sintomi di affezioni alla cavità orale prima della rimozione. Nel successivo periodo di 10 mesi il 32% dei sintomi sono scomparsi ed il 54% hanno subito un miglioramento. Il sapore metallico migliorò o fu eliminato in 30 su 32 casi. Il sintomo di bruciore nella bocca fu eliminato in 4 casi su 10 ed migliorò in altri 6. L'aumento della salivazione, che è un sintomo comune dato dalla tossicità del mercurio, migliorò in 6 degli 8 soggetti. Malattie periodontali migliorarono o scomparvero in 6 casi su 7. Malattie gengivali migliorarono in 4 volontari. Alito cattivo scomparve in 6 su 18 e migliorò in altri 8 casi. Dei 23 soggetti con gengive sanguinanti, 19 di essi migliorarono o guarirono completamente.

CONCLUSIONI: Molti sintomi comuni di avvelenamento da mercurio inorganico sono relazionati a malattie della cavità orale. I dati presentati fanno supporre che il rilascio di vapori di mercurio da parte delle amalgami dentali può causare tossicità da mercurio e produrre danni alla salute orale. Il mercurio dentale può essere un pericolo significativo per la salute. I dentisti dovrebbero considerare la tossicità del mercurio come possibile causa nel trattamento di alitosi, denti fragili, aumento della salivazione, gengive sanguinanti, bruciori alla bocca e malattie periodontali.

**Simonsen RJ, "Editoriale: Basta con l'amalgama, finalmente!", Quintessence International, Vol. 26, n.3 / 1995 p.157         (BE51)
"Arriva il momento in cui le tecniche cliniche di routine devono essere cambiate grazie a nuove tecnologie, ricerche cliniche, nuovi materiali, progressi di tecniche e procedure. Non riuscire a progredire a causa della pigrizia o resistere basandosi sulle abitudini e tradizioni, o semplicemente aver paura del cambiamento, è contrario alla responsabilità professionale verso il pubblico. 
La necessità di un tale cambiamento è attuale per la procedura operativa clinica standard del trattamento delle otturazioni dentali e l'uso di amalgama. È giunto il tempo di dichiarare che l'amalgama non venga più ad essere utilizzata come materiale di ricostruzione. 
Perché ? Perché esistono alternative migliori. I passi da gigante fatti da diversi produttori nello sviluppo di eccellenti resine composite hanno dato all'odontoiatria migliori alternative alla amalgama, per la cura delle carie. La ragione più importante è, per me, la capacità di eseguire riparazioni di cavità molto più conservative con i migliori materiali alternativi".

**Skare I, Engqvist A, "Otturazioni in amalgama: una importante fonte per l'esposizione umana a mercurio ed argento", Läkartidningen 89 no 15 1992 1299-1301           (AL23)
ABSTRACT    (Istituto Nazionale per la Salute nel Lavoro Stoccolma, Svezia)
Per dieci individui sani, non esposti al mercurio a causa del loro lavoro, il numero delle superfici di amalgama da otturazione fu posto in relazione alla espulsione giornaliera di mercurio totale ed argento attraverso urina e feci. Le loro escrezioni fecali di mercurio ed argento variarono tra 1 - 190 mcg Hg/24 h e 4 - 97 mcg Ag/24h, rispettivamente. Il mercurio escreto tramite feci ammontò a venti volte l'escrezione urinaria corrispondente. L'individuo che portava la quantità maggiore di mercurio ebbe una escrezione fecale di mercurio totale che era cento volte maggiore il valore medio di Hg-totale nella dieta normale svedese (2 mcg Hg/24h). Utilizzando i nostri dati, una persona con una quantità media di amalgama dovrebbe dimostrare una escrezione fecale di Hg-totale di 60 mcg Hg/24h, eccedendo così il valore tollerabile di assunzione tramite il cibo (45 µg Hg/ giorno               

**Skare I, Engqvist A, "Esposizione umana al mercurio e all'argento rilasciato dalle otturazioni dentali di mercurio", Archives of Environmental Health, 49(5), 384-394, 1994             (AZ15)
ABSTRACT  (National Institute of Occupational Health Stockholm, Sweden)
In 35 individui sani, il numero di superfici di amalgama è stato confrontato con la velocità di emissione del mercurio nella cavità orale e con l'escrezione di mercurio nelle urine. Le emissioni orali raggiungevano i 125 mcg Hg/ 24 ore, mentre le escrezioni urinarie andavano da 0.4 a 19 mcg Hg/24 ore. In 10 casi sono state anche misurate le escrezioni urinarie e fecali di mercurio ed argento. Le escrezioni fecali andavano da 1 a 190 mcg Hg/24 ore e da 4 a 97 mcg Ag/24ore. 
Tranne che per i livelli di argento nelle urine, è stata stabilita una netta correlazione tra tutti i valori misurati ed il numero di otturazioni di amalgama. Il peggiore caso mostrava una escrezione fecale di mercurio che era 100 volte maggiore della dose giornaliera di mercurio in media assimilata dalla popolazione svedese. Relativamente ad un individuo di mezza età svedese, la stima dell'assorbimento sistemico medio di mercurio dall'amalgama è risultata essere 12 microg Hg/24 ore.

** Skare I, "Equilibrio di massa ed assunzione sistematica di mercurio rilasciato da otturazioni dentali all'amalgama", Water Air Soil Pollution, 80(1-4):59-67 (1995)             (BF41)
ABSTRACT   (Istituto Nazionale per la Salute nel Lavoro Stoccolma, Svezia)
Il rilascio di mercurio (Hg) da otturazioni dentali all'amalgama è stato verificato da molti autori. In questo studio è stato osservato il tasso di emissione di vapori di Hg0 nella cavità orale (O-Hg) ed il tasso di Hg secreto per via urinaria (U-Hg) di 34 individui sani. In dieci casi furono esaminate anche le escrezioni urinarie di argento (U-Ag) e le escrezioni di feci di Hg ed Ag (F-Hg, F-Ag). 
Tutte le variabili, eccetto U-Ag risultarono significativamente relazionate alla quantità di amalgama. Secondo questo studio, un individuo con una quantità di amalgama media (cioè punteggio di amalgama = 30), dovrebbe presentare i tassi di emissione seguenti: O-Hg=22, U-Hg=3, F-Hg=60 e F-Ag=27 µg/d (d=24 ore), riferiti ad una massa lorda di Hg di ca. 60 µg/d. L'assunzione sistematica corrispondente di Hg fu stimata essere di 12 µg/d basandosi su dati esterni che mettono in relazione le emissioni ad Hg0-vapore con le escrezioni urinarie di Hg. Il caso peggiore presentò una massa lorda di 200 µg Hg/d con un'assunzione sistematica di 70 µg Hg/d. 
Questi valori furono comparati all'apporto medio di Hg-totale nella dieta svedese (2 µg/d) ed al valore tollerabile di assunzione tramite il cibo (45 µg Hg/d). Riferendosi alla intera popolazione svedese (8 milioni), il dato suggerisce un'emissione fecale ed urinaria nell'ambiente di 100 kg Hg all'anno che si origina dalla quantità di mercurio apportata da otturazioni all'amalgama della popolazione, 90.000 kg di Hg ogni anno.

**Snapp KR, Boyer DB Peterson LC, Svare CW, "Il contributo dell'amalgama dentale al tasso di mercurio nel sangue ", J Dent Res, maggio 1989; 68(5):780-5
ABSTRACT    (Odontoiatria, Università dell'Iowa)
Abbiamo determinato l'esposizione a mercurio da amalgama dentale dalla comparazione dei livelli di mercurio nel sangue prima e dopo la rimozione di tutte gli amalgami a dieci soggetti. 
Le concentrazioni di mercurio nel sangue furono misurate settimanalmente, da 4 a 18 settimane (media = 6.6 settimane) prima della rimozione. Tutte gli amalgami furono rimosse in un'unica seduta. I soggetti avevano una media di 14 superfici di amalgama, sette delle quali erano di occlusione. La rimozione fu seguita da campionamenti sanguigni settimanali, da 5 a 18 settimane (media = 7.6 settimane). La concentrazione media di mercurio nel sangue dei dieci soggetti prima della rimozione era 2.18 (SD = 0.90) ng Hg/mL. I livelli di mercurio furono riferiti al numero di superfici di amalgama. Il coefficiente lineare di correlazione era 0.724 riferito al numero di superfici di occlusione, e 0.433 riferito al numero totale di superfici. Dopo la rimozione, nove dei dieci soggetti esibirono un calo statisticamente significativo del mercurio nel sangue, il 95% del livello iniziale. Il calo medio fu di 1.13 (SD = 0.60) il ng Hg/mL. Il tempo per l'eliminazione di mercurio dal sangue dopo la rimozione di amalgama era 30.2 (SD = 5.8) giorni. 
La rimozione delle amalgami portò ad un'esposizione supplementare di 1.46 (SD = 1.17) ng Hg/mL che scomparve rapidamente dal sangue in un tempo di 2.9 giorni. L'apporto quotidiano di mercurio proveniente da amalgama nei soggetti fu stimato essere di almeno 1.3 microgrammi.

**Soh G, Chew CL, Lee AS, Yeoh TS, "Effetto termico sulla dissoluzione del mercurio da due amalgami dentali", J Oral Rehabil; marzo 1991; 18(2):179-83
ABSTRACT (Department of Operative Dentistry, National University of Singapore)
Vari fattori agiscono sul rilascio del mercurio dalle amalgami dentali. In questo studio abbiamo esaminato gli effetti della temperatura sul rilascio del mercurio dalle amalgami dentali, considerando un’amalgama mista ad alto rame (Contour) e una nuova amalgama esente da rame e stagno (Composil). Dieci campioni di forma cilindrica di ognuno dei due tipi di amalgama sono stati utilizzati, e sono stati divisi in due gruppi identici. I cinque campioni di ogni gruppo sono stati ognuno incubati in 10 ml di acqua distillata rispettivamente a 37 e a 60 ° C, con un cambio di acqua ogni 24 ore per un periodo di 8 giorni. La quantità di mercurio rilasciata da ogni campione di amalgama durante ogni periodo di incubazione è stata espressa in microgrammi cm2/ 24 ore. 
La quantità di mercurio rilasciata è stata stimata con spettrometria atomica a vapore freddo. 
I risultati dimostrano che i campioni incubati a 60 °C hanno rilasciato un maggiore quantitativo di mercurio rispetto a quelli incubati a 37 °C per entrambi i tipi di amalgama. Il rilascio di mercurio da Composil è stato significativamente maggiore di quello da Contour (P minore o uguale a 0.0001) per entrambe le temperature studiate. L’aumento della temperatura di incubazione ha causato un incremento non lineare del mercurio rilasciato dal Composil rispetto al Contour.

**Soh G, Chew CL, Lee AS, Yeoh TS, "Influenza della concentrazione di ione idrogeno (pH) sulla dissoluzione di mercurio da amalgama dentale", Quintessence Int, marzo 1991; 22(3):225-8
ABSTRACT (National University of Singapore)
Sono stati individuati i potenziali rischi del rilascio di mercurio dall’amalgama dentale. Questo studio ha esaminato l’effetto della concentrazione di ione idrogeno sul rilascio del mercurio dalle amalgami dentali, considerando: un’amalgama mista ad alto rame e una nuova amalgama esente da rame e stagno. Campioni di ogni tipo di amalgama sono stati incubati in acido citrico con pH 2.5 o pH 7.0. I risultati mostrano che, per entrambi i tipi di amalgami, i campioni incubati a pH 2.5 hanno rilasciato una quantità di mercurio statisticamente maggiore rispetto a quelli a pH 7.0. 
Il rilascio di mercurio dalla amalgama senza rame né stagno è stato inoltre statisticamente maggiore (P < .0001) rispetto a quello dell’amalgama ad alto rame, relativamente ad entrambi i livelli di acidità.

**Soleo L, Elia G, Apostoli P, Vimercati L, Pesola G, Gagliardi T, Schiavulli N, Drago I, Lasorsa G, Russo A, "L'influenza delle otturazioni di mercurio sulle escrezioni urinarie di mercurio in individui della Puglia", Dipartimento di Medicina Interna e del Lavoro, Università di Bari, G Ital Med Lav Ergon, apr-giugno 1998; 20(2):75-81
ABSTRACT (Dipartimento di Medicina Interna e del Lavoro, Universita di Bari)
Lo scopo di questo studio è stato di valutare l'effetto delle amalgami dentali e della alimentazione sull'escrezione di mercurio urinario (U-Hg). Sono stati presi in considerazione 98 individui (50 uomini e 48 donne) non esposti al mercurio inorganico, né per ragioni professionali né ambientali, con residenza nelle provincie costiere ed interne della Puglia. A tutti gli individui è stato sottoposto un questionario per raccogliere informazioni relative allo stile di vita, storia medica e attività professionale. La valutazione delle otturazioni di amalgama riguardava il loro numero ed aree superficiali. Il mercurio nelle urine è stato misurato con la tecnica di assorbimento atomico. 
La media aritmetica di U-Hg è risultata 1.03 microgrammi/ g creatinina (range 0.30-3.25). 
Analisi con multipla regressione lineare ha mostrato che, delle numerose variabili indipendenti testate (amalgami dentali, età, indice di peso corporeo, consumo di tonno, pesce persico, pescespada, etc.), solo il numero di otturazioni di amalgama (T=5.25; p=0.025) era correlato significativamente all'escrezione di mercurio nelle urine. In conclusione, i risultati di questo studio confermano il ruolo primario delle otturazioni di mercurio nell'influenzare l'escrezione urinaria di mercurio in quegli individui che non sono professionalmente esposti al mercurio inorganico. 
I risultanti livelli di mercurio sono senza dubbio rappresentativi quali valori di riferimento della popolazione della Puglia.

**Soremark R, Wing K, Olsson K & Goldin J, "Penetrazione di ioni metallici dalle otturazioni ai denti", J Pros Dent 20(6):531-539 (1968)
ABSTRACT
Il flusso di ioni metallici dalle otturazioni metalliche e la loro penetrazione dentro i tessuti dentali è stato studiato con l’uso di attivazione termale neutronica, seguita da analisi spettrometrica a raggi gamma, microanalisi a emissione laser spectroscopica e studi auto-radiografici. I risultati mostrano significanti emissioni di ioni metallici sia nello smalto che nella dentina dall’amalgama, cromo-cobalto, e otturazioni in oro recenti, nei o sui denti. Le maggiori concentrazioni sono state individuate nelle regioni vicine alle otturazioni specialmente dentro i canali dentali aperti durante la preparazione della cavità. È stato trovato che l’uso di rivestimenti di cavità previene la migrazione di prodotti corrosivi dalle otturazioni nei denti.

**Stadtler P, "Amalgama dentale: 2- Esposizione al mercurio", Int J Clin Pharmacol Ther Toxicol 1991 Apr; 29(4):164-7
ABSTRACT (Graz University- Klinik fur Zahn-, Mund-und Kieferheilkunde)
La concentrazione di mercurio nella cavità orale così come la concentrazione nell’aria espirata e nella saliva di pazienti con amalgami è maggiore di quella di pazienti senza amalgami. 
Persone con otturazioni dentali non mostrano una maggiore concentrazione di mercurio nell’urina rispetto a persone senza amalgami. Tuttavia l’urina di persone esposte a mercurio per cause di lavoro contiene una maggior quantità di mercurio rispetto a quella di persone non esposte al mercurio sul lavoro.

**Sterzl1 I, Procházková J, Hrdá P, Bártová J, Matucha P,  Stejskal V, "Allergia al mercurio e al nickel: fattori di rischio nell'affaticamento e nella autoimmunità", Neuroendocrinology Letters; 20:221-228, 1999
ABSTRACT (Institute of Endocrinology,Prague, Danderyds Hospital and Karolinska Institute, Stockholm)
Questo studio ha esaminato la presenza di ipersensibilità ai metalli nelle otturazioni dentali e ambientali in pazienti con disordini clinici complicati da stanchezza cronica. Tre gruppi di pazienti sono stati esaminati attraverso la storia medica, l'esame della situazione dentale, e usando un test modificato per la trasformazione per i metalli con variante MELISA®: 22 pazienti con tiroidite autoimmune con e senza attivazione autoimmune poli-ghiandolare, 28  pazienti con fatica cronica senza patologie endocrine e 22 professionisti con fatica senza evidenza di autoimmunità. 
Come gruppo di controllo è stato incluso nella ricerca un campione di popolazione o 13 soggetti in salute senza alcuna evidenza di sensibilità ai metalli. Abbiamo scoperto che la stanchezza, indipendentemente dalla malattia dalla quale è portata in essere, è primariamente associata all'ipersensibilità al mercurio inorganico e al nickel. La stimolazione dei linfociti da altri metalli era simile nella fatica  e nel gruppo di controllo. Per valutare la rilevanza clinica dei risultati trovati in vitro, è stata effettuata la sostituzione dei restauri in amalgama con otturazioni con sostanze prive di metalli in alcuni pazienti. Nei sei mesi successivi, i pazienti hanno riportato un alleviamento significativo dalla fatica e la scomparsa di molti sintomi presenti precedentemente. 
Parallelamente, anche le risposte dei linfociti ai metalli decrebbero. Suggeriamo che l'infiammazione scatenata dal metallo potrebbe avere conseguenze sull'asse ipotalamico- pituitario- adrenalinico e indirettamente dare avvio a una serie di sintomi psicosomatici che caratterizzano la sindrome da stanchezza cronica, la fibromialgia e altre malattie di eziologia ignota.

**Stejskal VDM, Cederbrant K, Lindvall A, Forsbeck M, "Melisa: uno strumento in vitro per lo studio dell'allergia ai metalli", Toxic in Vitro 8(5):991-1000 (1994)
ABSTRACT
Le proprietà che hanno i metalli usati nelle cure mediche e dentali di creare sensibilizzazione sono stati studiati con l'aiuto del test di trasformazione dei linfociti con variante MELISA. MELISA (memory lymphocyte immuno-stimulatory assay) era stato sviluppato originariamente per la ricerca di elementi allergenici a medicinali e altri elementi chimici di basso peso molecolare, ma è stato adattato recentemente per lo studio di sensibilizzazioni dovute ai metalli. I pazienti presi in esami soffrivano tutti di vari disturbi alle mucose della bocca che si ritenevano legati al rilascio di ioni rilasciati dai metalli dei restauri dentali. Gli stessi pazienti erano afflitti anche da stanchezza cronica persistente da diversi anni. Uno dei pazienti era, inoltre, esposto a metalli per motivi professionali perché occupato in ambito odontoiatrico. 
Alcuni di soggetti sani senza alcun sintomo sono stati scelti come gruppo di controllo. Oltre ai metalli usati in odontoiatria, sono stati studiati anche i linfociti che risentono del mercurio organico presente come conservante in vaccini, gocce per gli occhi e per il naso, fluidi per le lenti a contatto. I risultati hanno indicato che i prodotti al mercurio, così come altri metalli come l'oro o il palladio, inducono una forte risposta nella trasformazione dei linfociti in pazienti con sintomi legati alla bocca o sintomi sistemici, ma non in soggetti esposti agli stessi metalli senza alcun sintomo. 
I risultati del test MELISA sono stati provati su un paio di gemelli identici con la sindrome da stanchezza cronica (CFS) hanno indicato che i risultati degli effetti specifici dei metalli possono dipendere da fattori genetici. Così, molti metalli che sono oggigiorno usato in medicina e in odontoiatria comportano un rischio di sensibilizzazione per individui geneticamente predisposti. Quindi, l'uso di questi metalli dovrebbe essere limitato in futuro.

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