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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


COLOSTRO, alimento molto importante per tutti i mammiferi
 

Il Colostro è un liquido giallo sieroso  - vedi: Latte materno
 

Il colostro (primo latte) è un liquido giallo sieroso, secreto dalle ghiandole mammarie durante la gravidanza ed i primi giorni dopo il parto, composto principalmente da acqua, leucociti, proteine (fra le quali anche agenti immunologici), ricco di vitamine, sali minerali, grassi (lipidi) e carboidrati. proteine molto digeribili come per esempio: lattoalbumine, lattoglobuline, linfociti e immunoglobuline IgA, alle cellule immunitarie (macrofagi, neutrofili, linfociti ecc.)

L’allattamento precoce, subito dopo il parto, oltre ad assicurare al neonato l'apporto del colostro, favorisce nella madre il contrarsi dell'utero, prevenendo eventuali emorragie. 
Con il colostro la madre trasmette le proprie difese immunitarie al figlio, le quali lo proteggeranno nei primi mesi di vita.

In medicina umana può essere somministrato colostro conservato di donatrici oppure sostituito da immunoglobuline purificate.

In campo veterinario (bovini) si indica come ottimale una somministrazione di 1-2 litri nelle prime ore di vita del vitello e 3-4 litri nelle prime 24/36 ore; somministrazioni posticipate sono ininfluenti dal punto di vista immunitario, in quanto subentrano i normali definitivi processi digestivi.

Il colore è conferito da un'abbondante presenza di carotene (precursore della vitamina A), ed e’ secreto dalle ghiandole mammarie durante la gravidanza ed i primi giorni dopo il parto prima che inizi la produzione del latte vero e proprio; rispetto al latte successivo contiene meno caseina, cosa che lo rende più adatto per il neonato. Contiene significativamente elevati i livelli di zinco: un metallo importantissimo per lo sviluppo e l'accrescimento. 

Il colostro è certamente l'alimento ideale per la ripresa del peso subito dopo la nascita, quando vi può essere un piccolo calo di peso (chiamato comunemente "calo fisiologico"); ha una spiccata azione lassativa per aiutare a espellere le prime feci ("meconio"), particolarmente dense e vischiose.  
La quantità di colostro secreta dalla donna in un giorno oscilla fra gli 80 e i 150 ml.
I vantaggi del colostro sono evidenti: facile da digerire, scarso in quantità ma di elevato contenuto nutrizionale, con un effetto lassativo sul bambino, che può così espellere le prime feci e, con esse, l’eccesso di bilirubina, aiutando a prevenire l’ittero.
Si tratta di una fase estremamente importante, nella quale il neonato deve avere libero accesso al seno, con almeno 9-12 poppate nelle 24 ore. Proprio in questa fase il bambino apprende a suggere secondo i suoi ritmi e le sue necessità.

Qualsiasi mammifero femmina, prima della montata lattea produce questo nutrimento immunologico.
Così  per qualche giorno, prima di iniziare a succhiare il latte vero e proprio, con le caratteristiche della sua specie di appartenenza, il "cucciolo" lattante assorbe una sostanza la cui funzione non è quella specifica del nutrimento (calorie, carboidrati, grassi, proteine), ma quella di dare degli stimoli biologici e immunologici all'organismo che sta per affrontare il mondo.
La funzione del colostro è quindi quella di: attivare il sistema immunitario, facilitare la riparazione dei tessuti, stimolare la produzione di particolari enzimi ed inserire importantissimi fattori di crescita epiteliale, sono anche presenti le prostaglandine (PG) che hanno una importante funzione protettiva nei confronti della mucosa dell'apparato digerente ed intervengono nella liberazione di enzimi e nella regolazione della acidità.
Il colostro è quindi una sostanza biologica di estremo interesse.

Esso  è il dono più prezioso che una mamma può fare al suo bambino: questo liquido denso prodotto dalle ghiandole mammarie subito dopo il parto riesce a soddisfare le esigenze del neonato nelle sue prime ore di vita; e’ una sostanza ricca di anticorpi (sostanze del sistema di difesa naturale) e rappresenta il primo nutrimento per il bebe'.
I bambini che seguono le normali funzioni della natura (allattati al seno) con l'assunzione del colostro e del latte materno, sono più sereni, crescono meglio, hanno tempi di reazione più brevi e, complessivamente, mostrano uno sviluppo neurocomportamentale più rapido, e questi benefici sono evidenti già dopo una settimana di vita.
Il latte materno, del resto, è un alimento completo e addirittura in grado di adattarsi ai bisogni legati alla crescita individuale.
Il colostro è ricco di proteine, minerali, vitamine e fattori immunologici indispensabili per adattarsi più facilmente al mondo esterno. L'apparato digerente del neonato non farà fatica ad assimilare il colostro perché la sua composizione è molto simile alle sostanze nutritive che gli venivano fornite attraverso il cordone ombelicale.
Il colostro viene prodotto nei primi 4/5 giorni dopo il parto e, per le sue caratteristiche, si differenzia dal latte maturo cioè dal latte prodotto dalla mamma dal 12°/13° giorno dopo il parto. Fra il 5° ed il 12° giorno, la mamma produce un latte, detto di transizione, perché è diverso nelle sue caratteristiche rispetto al colostro ma non è ancora completo nei suoi costituenti come il latte maturo.

Sovente l'uso terapeutico di una preparazione di Colostro contribuisce anche al ripristino della tolleranza immunologica nel caso di intolleranze alimentari e di immunodeficienza.
In relazione alla sede in cui il colostro viene utilizzato potremo quindi ottenere azioni di diverso genere, che potremmo riassumere nel concetto di aiuto naturale (è un alimento, e non un farmaco) ai processi fisiologici riparativi dei diversi tessuti: mucose digestive, pelle, ferite, ulcere.

COMPOSIZIONE DEL COLOSTRO

 Fonte

Quantità

 Proteine

2.3 gr/100 ml

 Grassi

3 gr/100 ml

 Carboidrati (Lattosio)

5.7 gr/100 ml

 Sodio

50 mg/100 ml

 Potassio

75 mg/100 ml

 Calorie (Macy e Kelly)

670 cal/litro

 Piselli (crudi)

 1.6

 Spinaci

 1.5

Tratto da Eurosalus

L'alfa-lattoalbumina è una sieroproteina del latte, particolarmente presente nel nostro latte materno.
Nel nostro colostro rappresenta il 40% delle proteine, nel latte maturo scende a 2 g/l. 
Il suo compito è quello di attivare i processi protettivi e assorbitivi intestinali, mediante queste azioni modula lo sviluppo cerebrale. Per questo solo il nostro latte materno ne è così ricco.
Nel latte vaccino sono presenti sieroproteine NON presenti nel nostro, come la beta-lattoglobulina, che è responsabile delle possibili reazioni avverse quali allergie o intolleranze.

Neonati:  Bifidobatteri differenti, si “alleano” per formare il primo “pan genoma”
Un gruppo di ricerca dell’Istituto di Bioscienze a Norwich (UK), ha dimostrato che diverse specie di Bifidobacterium popolano l’intestino dei neonati allattati al seno e che le loro interazioni con la dieta giocano un ruolo importante nella regolazione del microbiota che si instaura nel tratto enterico subito dopo la nascita.

Il primo periodo di vita di un neonato rappresenta un momento critico per l’interazione microbiota-ospite: la colonizzazione da parte di microrganismi“pionieri”, appena subito dopo la nascita, è il primo passo cruciale in questa relazione mutualistica. Tanto complesso è il microbiota di un adulto, tanto il tratto gastrointestinale di un neonato nato a termine è relativamente più semplice, essendo dominato principalmente dal Bifidobacterium. La perdita di questi batteri durante la prima fase di vita può portare a conseguenze negative per la salute dell’ospite, inclusa una maggiore predisposizione a malattie autoimmuni/metaboliche. I neonati allattati al seno tendono a conservare la dominanza del Bifidobacterium, mentre quelli alimentati con latte artificiale presentano una composizione microbica diversa.

Cosa aggiunge questo studio
Il latte materno contiene probiotici naturali, gli oligosaccaridi umani (HMO), che rappresentano la fonte di nutrimento dei batteri intestinali. La caratterizzazione genomica di 19 ceppi batterici, isolati da neonati allattati al seno, ha rivelato un’architettura genomica arricchita in geni del metabolismo dei carboidrati diversi da ceppo a ceppo, ma che collettivamente formano un unico “pangenoma” all’interno del gruppo di neonati.

Conclusioni
L’esperimento di cross-feeding ha permesso di dimostrare che il metabolismo degli HMO consente la condivisione di risorse, così da massimizzare il consumo di nutrienti dalla dieta ed evidenzia la cooperazione naturale tra ceppi di bifidobatteri e il loro ruolo di “specie fondatrici” nell’ecosistema neonatale.
Il comportamento delle comunità bifidobatteriche intra- ed inter-neonato potrebbe contribuire alla diversità e al dominio del Bifidobacterium nella prima fase di vita e suggerisce come indirizzare in futuro nuove diete e terapie basate sul microbiota, per promuovere la salute neonatale.

In un articolo - https://www.nature.com/articles/s41396-019-0553-2   - recentemente pubblicato su The ISME Journal, Melissa Lawson, Ian J. O’Neill e il loro gruppo di ricerca dell’Istituto di Bioscienze a Norwich (UK), hanno dimostrato che diverse specie di Bifidobacterium popolano l’intestino dei neonati allattati al seno e che le loro interazioni con la dieta giocano un ruolo importante nella regolazione del microbiota che si instaura nel tratto enterico subito dopo la nascita.
I ricercatori, allo scopo di indagare le interazioni della comunità bifidobatterica nella prima fase della vita, hanno analizzato i profili genomici microbici di campioni fecali di tre neonati sani nati a termine (coetanei, nati da parto vaginale e allattati al seno), mediante il sequenziamento dell’RNA ribosomale 16S.

In generale, il microrganismo prevalente si è rivelato il Bifidobacterium.
Dal momento che i test fenotipici effettuati hanno suggerito differenze a livello di specie, gli autori hanno eseguito un sequenziamento genomico comparativo su tutti e 19 i ceppi bifidobatterici.
I risultati mostrano tre principali gruppi filogenetici: il Bifidobacterium longum, il Bifidobacterium breve e il Bifidobacterium pseudocatenulatum. 
In seguito, sono state caratterizzate le ORFs (Opening Reading Frames) di ciascun genoma ottenuto. I cluster maggiormente rappresentati sono quelli del metabolismo dei carboidrati e del trasporto cellulare. Gli enzimi addetti all’idrolisi dei carboidrati glicosilati o glicani sono le idrolasi (GH). Un totale di 39 diverse famiglie di GH sono state isolate nei ceppi di Bifidobacterium, 62 singoli geni soltanto nel Bifidobacterium pseudocatenulatum.
Il GH predominante in tutte le specie è il GH13, che fa parte di una famiglia di enzimi che idrolizza questi carboidrati nelle piante.
Tra le famiglie di Bifidobacterium capaci di utilizzare gli HMO come alimento, come il B. infantis, il B. breve, il B. longum e il B. pseudocatenulatum, le specie ritrovate nei campioni sono stati il B. infantis e il B. longum.

Dopo il lattosio, gli HMO rappresentano il secondo carboidrato più abbondante nel latte materno: principalmente il 2’fucosilattosio (2’FL) e il latto-N-neotetraosio (LNnT).
Su 19 ceppi, 9 utilizzavano il 2’FL e 12 il LNnT. Il B. pseudocatenulatum era in grado di metabolizzare solo il 2’FL, mentre il B. infantis e il B. longum entrambi. Quindi, l’utilizzo degli HMO come fonte di energia dipende dal tipo di HMO e dal ceppo batterico.

All’interno di una singola comunità batterica le diverse specie di Bifidobacterium coesistono.
Con l’obiettivo di capire se specifici ceppi del neonato potessero influenzare la crescita dei ceppi “vicini di casa”, gli autori hanno sviluppato dei terreni di coltura ottenuti da batteri produttori e non produttori di enzimi degradatori di HMO. Questi terreni condizionati sono stati poi utilizzati in esperimenti di “cross-feeding”, cioè sono stati usati per alimentare ceppi incapaci di degradare HMO, all’interno della stessa comunità. Il terreno condizionato ottenuto dal B. pseudocatenulatum supporta la crescita per esempio del B. longum, all’interno però dell’organismo di uno stesso neonato.
Per indagare la presenza di potenziali prodotti di degradazione degli HMO, gli autori si sono avvalsi della tecnica di spettroscopia H-NMR che permette di identificare molecole metaboliche in esperimenti di cross-feeding. Ad esempio, B. longum in seguito al metabolismo del 2’FL genera acetato e formiato (un intermedio del metabolismo del lattosio). Invece, i metaboliti derivanti dalla degradazione del LNnT, sempre ad opera del B. longum, sono ricchi in acetato (SCFA derivante dal metabolismo del formiato), e in etanolo.

Diverse specie di Bifidobacterium, quindi, sono gli “attori” protagonisti del microbiota nella prima fase della vita e nello sviluppo di un neonato sano. Queste specie sono però caratterizzate da differenze a livello fenotipico e genotipico; nel loro insieme contribuiscono a una relazione cooperativa tra la dieta del neonato allattato al seno e la primissima popolazione di Bifidobacterium che colonizza il suo intestino.
Gli HMO rappresentano infatti la principale fonte di energia del latte materno, anche se il bambino non è ancora in grado di digerirli. Proprio questa è la funzione delle popolazioni di Bifidobacterium e dei loro enzimi.

Questo studio ha dimostrato come diverse specie di Bifidobacterium derivanti da uno stesso neonato possano essere equivalenti da un lato, ma avere capacità diverse nel metabolismo degli HMO dall’altro.
Il Bifidobacterium, quindi, agisce certamente da microrganismo “pioniere”, promuovendo il massimo consumo dei nutrienti contenuti nel latte materno. L’identificazione completa delle interazioni microbiota-ospite, relative alla dieta di un neonato, sarà importante per riuscire a sviluppare strategie capaci di promuovere una prima fase della vita sana.
Tratto da:
https://microbioma.it/pediatria/neonati-bifidobatteri-differenti-si-alleano-per-formare-il-primo-pangenoma
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Ai tanti pregi conosciuti del latte materno se ne aggiunge un altro.
Il sistema immunitario della madre reagisce “migliorando” la capacità protettiva del latte se esposta, con il bambino, a "virus" (di qualsiasi tipo) e batteri durante il periodo dell'allattamento.
Non solo dunque il latte materno protegge contro le infezioni stimolando l'immaturo sistema immunitario del bebe', ma è il latte stesso che si rafforza nelle sue qualità, se la madre e' esposta a problemi si salute durante l'allattamento.
Si tratta di conclusioni tratte dopo lo studio dell'immunologa Dani-Louise Brian dell'Universita' Flinders di Adelaide, presentato alla conferenza della Societa' australiana per la ricerca medica in corso a Adelaide, durante il quale sono state prese in esame 99 madri che allattavano. L'immunologa ha osservato che il latte prodotto quando il bebe' e' infettato con un virus respiratorio contiene una maggiore quantita' di fattori protettivi di quando il piccolo e' sano.
Nella ricerca, sono stati analizzati campioni di latte di 36 madri i cui piccoli erano stati ricoverati in ospedale con bronchiolite causata da virus respiratorio, e di altre 63 madri con bambini in buona salute.
Secondo la Bryan, la probabile spiegazione e' che l'esposizione del bebe' all'infezione faccia scattare una risposta immunitaria nella madre, il che a sua volta altera la composizione del latte. 
''Abbiamo trovato che anche nell'assenza di sintomi clinici di malattia nella madre, il latte del seno cambia ugualmente le sue caratteristiche con l'esposizione alla malattia del piccolo. Il cambiamento principale consiste in una crescita massiccia del numero di leucociti nel latte che viene succhiato'', ha spiegato. Lo studio suggerisce che l'esposizione a patogeni da parte della madre puo' migliorare le qualita' terapeutiche del suo latte. I risultati non sono solo un'ulteriore conferma dei benefici dell'allattamento al seno, ma costituiscono un importante passo avanti verso l'ottenimento di latti artificiali per il biberon con formule di migliore qualità che non deprimano la capacità immunitaria del bambino, nei casi in cui le madri non sono in grado di allattare o scelgono di non farlo.

Tratto da: italiasalute.it

Commento NdR: quindi NON fate NESSUN vaccino ai vostri neonati....

Influenza invernale: il colostro è più efficace del Vaccino soprattutto quando si allatta fino ai 3 anni....
Estratto da: Gazzetta Medica Italiana — Archivio per le Scienze Mediche, 2005, Vol.164, N. 3,  
Prevenzione di episodi influenzali con colostro in confronto con la vaccinazione  
M.R. CESARONE, G. BELCARO, U. CORNELLI, A. DI RENZO, F. MUCCI, M. DUGALI, M. CACCHIO, M. CORNELLI, R. ADOVASIO, F. FANO, A. LEDDA, A. RICCI, S. STUARD, G. VINCIGUERRA 

Il colostro è la sostanza prodotta dalla ghiandola mammaria nelle prima 48-72 ore dopo la nascita. Questo periodo è talmente importante che, senza di esso, molti mammiferi neonati non sopravviverebbero. Per diverse ragioni, il colostro umano non può essere utilizzato facilmente o costituire una fonte primaria di prodotto da utilizzare. 

Nell’ultimo decennio è stato individuato nel colostro bovino la più valida fonte alternativa di produzione — sia per qualità che quantità — per la somministrazione nell’uomo. Oltre ad essere fonte importante di proteine, grassi, carboidrati, vitamine e minerali, il colostro umano contiene molte molecole biologicamente attive, essenziali per le funzioni immunitarie e di crescita. I fattori, presenti anche nel colostro bovino, sono praticamente identici a quelli rilevabili nel colostro umano, ma molti risultano in quantità più rilevanti e farmacologicamente interessanti (ad esempio alcune immunoglobuline e growth factors sono presenti in quantità circa 4 volte maggiori rispetto a quelle rilevabili nel colostro umano). 

I componenti più importanti del colostro sono i fattori immunitari ed i diversi fattori di crescita. I fattori immunitari forniscono l’immunità generica e la protezione contro le infezioni nelle prime settimane di vita, mentre i fattori di crescita stimolano lo sviluppo del neonato. Dopo la pubertà la quantità di fattori immunitari e di crescita presenti nel nostro organismo comincia a ridursi. Successivamente con l’avanzare dell’età diventiamo genericamente più vulnerabili alle malattie, il livello di energia si riduce, la pelle comincia a perdere elasticità, il peso tende ad aumentare e si riduce il tono muscolare. Inoltre considerando che viviamo in un ambiente “tossico”, pieno di elementi inquinanti ed allergizzanti ed in condizioni diverse dal nostro sistema evolutivo, associato inoltre ad una serie rilevante di fattori di accumulo (zuccheri, grassi e sale in particolare) la generica diminuzione dell’efficienza immunitaria potrebbe essere alla base di numerose malattie e disfunzioni. 

Diverse ricerche hanno dimostrato che il colostro possiede capacità immunitarie naturali e fattori di crescita che portano l’organismo ad uno stato di omeostasi, uno stato naturale di benessere e buona salute. Il colostro favorisce la funzione immunitaria naturale e ci rende capaci di reagire agli effetti dannosi degli agenti inquinanti e degli allergeni quando entriamo in contatto con essi. Inoltre, i fattori di crescita presenti nel colostro creano una sorta di “effetto collaterale” positivo nell’organismo sano, una aumentata capacità di metabolizzare i grassi, maggiore facilità nell’aumentare la massa muscolare, e “ringiovanire” muscoli e cute. 

Esistono oltre 90 componenti conosciuti nel colostro. Quelli principali sono i fattori immunitari e di crescita. Esso contiene inoltre un equilibrio preciso di vitamine, minerali ed amminoacidi. Tutti questi fattori agiscono in perfetta sinergia per ristabilire e mantenere uno stato di buona salute. 

Fattori immunitari 
È stato dimostrato che i fattori presenti nel colostro aiutano l’organismo a respingere virus, batteri e funghi. Ogni fattore gioca un ruolo specifico nella difesa del nostro organismo. Inoltre, il colostro contiene oltre 20 anticorpi specifici, inclusi quelli per Coli, Salmonella, Rotavirus, Candida, Streptococco, Stafilococco, Helycobacter Pilori, ed altri. Diversi studi, sia in vitro che clinici, hanno evidenziato che oltre alle immunoglobuline il colostro presenta un fattore che rinforza un sistema immunitario poco attivo, mentre tende ad equilibrare un sistema immunitario iperattivo, come quello presente nelle malattie autoimmuni. 

Fattori di crescita 
I fattori di crescita aiutano a costruire e risanare ossa, muscoli, tessuto nervoso e connettivo, cute e cartilagine. È stato dimostrato che questi fattori aumentano la massa muscolare, aiutano l’organismo a bruciare grassi e favoriscono la guarigione delle ferite. Infine, è stato suggerito che i fattori di crescita rallentino addirittura l’invecchiamento attenuando i segni dell’età. 

I fattori di crescita presenti nel colostro possono: 

-  influire sul metabolismo cerebrale regolando alcuni mediatori migliorando l’umore 

-  aiutare la rigenerazione e migliorare la crescita normale di muscoli, ossa, cartilagini, cute, collagene e tessuto nervoso danneggiati o invecchiati 

-  promuovere il consumo di grassi per l’energia al posto di tessuto muscolare in casi di digiuno (dieta) e costruire e conservare un muscolo magro (indipendentemente dalla dieta) 

-  favorire la regolazione dei livelli di glucosio ematico e sostanze chimiche cerebrali, aumentando attenzione e concentrazione 

-  favorire la guarigione della cute se applicati localmente 

-  riparare selettivamente RNA e DNA del nostro organismo 

Altri componenti utili 
Alcune vitamine e minerali che rappresentano nutrienti essenziali per un metabolismo, crescita e sviluppo normali e sono indispensabili per mantenere un buono stato di salute sono rilevabili nel colostro (anche in base alla dieta). Diversi amminoacidi sono inoltre rilevabili in vari tipi di colostro. Questi componenti delle proteine sono necessari per la crescita e lo sviluppo dell’organismo. Essi sono divisi in essenziali (non prodotti dal nostro organismo) e non essenziali (possono essere prodotti nell’organismo). 

Colostro e prevenzione delle malattie influenzali 
Molto si è discusso e molte discussioni sono ancora in corso sulla efficacia dei vaccini anti-influenzali anche se il loro utilizzo è ampiamente diffuso e raccomandato. Molti gruppi di soggetti non hanno alcun beneficio documentato scientificamente dall’uso dei vaccini
Molti sono gli studi eseguiti per stabilire l’efficacia ed il livello di protezione dalle infezioni di tipo influenzale da parte dei vaccini ma manca tuttora una solida evidenza sulla loro efficacia anche considerando il costo di questi prodotti. Il problema della vaccinazione è tuttora controverso e possono essere presenti effetti collaterali conosciuti. Inoltre, teoricamente è possibile avere effetti a distanza determinati da altri elementi che non siano conosciuti attualmente (ad esempio frazioni virali o altri fattori non conosciuti). 
Il colostro, in genere, risulta efficace nello stimolare e modulare la risposta immunitaria e mantenere uno stato di buona salute, inoltre non presenta effetti collaterali. 
Lo scopo del nostro studio è stato quello di valutare l’efficacia dell’uso del colostro orale nella prevenzione delle malattie influenzali legate alla stagione invernale, in paragone con il vaccino anti-influenzale e considerando anche un gruppo di soggetti, senza profilassi, come riferimento. 

Risultati.
Nei soggetti trattati con colostro il numero medio di episodi per individuo, in 2 mesi (0,335; range 0-3) è stato inferiore sia a quello registrato in soggetti non trattati (è stato il 25% di quelli registrati nel gruppo non trattamento; P<0.05) che a quello relativo ai trattati con il solo vaccino (nei soggetti che hanno usato il colostro gli episodi sono stati il 30% rispetto a quelli vaccinati ma senza colostro; P<0.05). La differenza è significativa (P<0.05) sia considerando il follow-up a 2 mesi che quello a 3 mesi. Il numero di giorni di malessere è stato circa 3 volte superiore nei soggetti non trattati con colostro ed in quelli vaccinati ma senza colostro. I costi rilevabili in base ai giorni persi di lavoro, al trattamento necessario in caso di influenza ed alle eventuali complicanze hanno seguito lo stesso andamento. Nei soggetti trattati con colostro il costo dovuto ai giorni ed agli episodi di malessere è stato circa il 30% di quello osservato nei gruppi che non hanno usato il colostro. Se si considerano anche i giorni di ricovero (osservati solo nei soggetti non trattati con colostro), susseguenti a complicanze broncopolmonari, la differenza tra costi diventa veramente rilevante (P<0.05). 

Conclusioni. In conclusione il colostro è almeno 3 volte più efficace e cost-effective della vaccinazione (NdR: che e' assolutamente NOCIVA perche' altera la flora, enzimi, pH  e mucosa intestinale ) nel prevenire episodi influenzali.
Ricordarsi
che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.

vedi:
NASCERE in MODO NATURALE + Liquido Amniotico + Concepire Naturalmente + Parto, eventi principali  + Parti cesarei, nascite programmate  Vita pre-natale  +  Morte cosa sei ?  +  AMORE-SESSO  +  Concepimento

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PREVENTION OF FLU EPISODES WITH COLOSTRUM: COMPARISON WITH VACCINATION.
The EPIDEMIOLOGICAL STUDY in SAN VALENTINO VASTO - Vascular Screening Project - Department of Biomedical Sciences G. D’Annunzio University, Chieti, Pescara, Italy 

Aim. The aim of this study was to evaluate the efficacy of the use of oral colostrum in the prevention of flu episodes in comparison with anti-flu vaccination and considering as a reference group subjects without prophylaxis. 
Methods. A goup of 144 subjects was included; 137 completed the 3-month follow-up; 7 dropouts were caused by non-medical problems. The groups were comparable (no prophylaxis, vaccination only, colostrum only and colostrum+vaccination). 
Results. In subjects treated with colostrum the average number of episodes in each individuals in 2 months (0.335; range 0-3) was significantly lower than the number of episodes registered in non-treated subjects (in the colostrum group there were 25% of the episodes observed in non-treated subjects; P<0.05) and lower than the number observed in the vaccination group (in the colostrum group only 30% of the episodes observed in the vaccination group, not using colostrum was recorded; P<0.05). The difference is significant (P<0.05) both considering the period of 2 months and 3 months after inclusion. The number of days with flu was 3 times higher in the non-colostrum subjects.  
Costs observed considering loss of working days, treatments, drugs and complications had a comparable pattern. Considering also hospital admission occurring only in subjects not treated with colostrum, caused by respiratory complications, the costs difference between colostrum and non-colostrum subjects is clinically very important. 
Conclusion. In conclusion colostrum administration is at least 3 times more effective than vaccination to prevent flu. It is also very cost-effective. 
Tratto da: dottorperuginibilli.it

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vedi anche: Medicina Quantistica
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