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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


MICOSI, CANDIDA - 6
(Studi, ricerche diagnosi e trattamento)
 

FATTORI DI RISCHIO PER UN’INFEZIONE - vedi: Micosi
Terapia antibiotica antibatterica

Gli antibiotici che agiscono a livello antibatterico danneggiano la flora eubiotica del tratto digerente. Questo facilita l’insediamento delle specie di Candida. Le analisi sperimentali portano alla conclusione che vi sia un “fenomeno di balia” tra i lieviti e i ceppi patogeni di E. coli che non sono fisiologicamente presenti nell’intestino crasso.
Da questo ne deriva l’esigenza di considerare la flora intestinale dopo terapia antibatterica e di ripristinarla con una corrispondente introduzione di lattobacilli appropriati ed  in grado di riprodursi.

Trattamento immunosoppressivo 
Il trattamento con corticosteroidi facilita l’insorgenza di un’infezione fungina tramite la diminuzione della risposta immunitaria.
La candidosi orale negli asmatici è un esempio tipico dell’elevata incidenza di infezioni fungine nella terapia a base di corticoidi.
I pazienti soggetti a lunghi trattamenti sono da considerare come pazienti a rischio di infezioni fungine.
Dato che queste rappresentano un ulteriore carico per i pazienti, è necessario inserire nei controlli di routine anche la regolare esclusione di eventuali micosi. Lo stesso vale per ogni altra terapia immunosoppressiva.
Anche nei pazienti con difetti delle cellule T vi sono sempre infezioni fungine (aids)

Alimentazione ricca di zuccheri e povera di fibre 
Un’alimentazione ricca di zuccheri e povera di fibre favorisce direttamente e notevolmente le micosi del tratto digerente in quanto rappresenta l’ideale rifornimento di energia per i funghi.

Farmaci che bloccano l’ovulazione
Probabilmente è l’aumentata offerta di glicogeni durante la gravidanza che facilita il progredire di infezioni fungine.
Un simile effetto viene prodotto dai farmaci che bloccano l’ovulazione ma e soprattutto lo ricordiamo dagli antibiotici.
Un terzo di tutte le donne manifesta prima del parto un’infestazione da lieviti dei genitali che non in tutti i casi si esprime con dei sintomi.
Il  68% delle donne infette trasmettono i germi al neonato 

Malattie con elevato rischio di infezioni fungine 
Alcune malattie croniche comportano un elevato rischio di infezioni fungine. A queste appartengono soprattutto il Diabete mellito.
Favoriscono le infezioni fungine i deficit di cellule T, leucemie e altre gravi malattie con ridotte difese immunitarie.
Altri rapporti tra malattie croniche e infezioni fungine sono indicati qui di seguito. 

Altri fattori di rischio e fonti di infezione 
Gli animali domestici (ad es. gatti, cani, uccellini) sono spesso fonte di infezioni fungine. 
Il comportamento scorretto nei confronti degli animali favorisce il passaggio dell’agente patogeno dall’animale all’uomo. Mentre il cane e il gatto trasmettono solitamente funghi, gli uccelli sono una riserva per le specie di aspergillus e cryptococchi. 
Le infezioni derivanti dal partner sono fonte di infezione e soprattutto una possibile causa di recidive particolarmente resistenti.
Il partner infetto può essere completamente privo di sintomi.
Per la trasmissione è sufficiente anche un bicchiere usato e non solo il contatto intimo. 
Una riserva di funghi può essere anche la prostata.
Il mangiarsi le unghie può favorire le infezioni da Candida parapsilosis. Questo fungo si trova solitamente nelle micosi della pelle e delle unghie. Anche se si trova più raramente nelle micosi delle membrane, si trova al secondo posto degli agenti patogeni di setticemie da funghi.
Lavaggi intimi, protesi dentali e altri materiali artificiali nella cavità orale, come pure spazzolini da denti che vengono cambiati poco, possono essere potenziali fonti di infezione, come anche le colture autoprodotte ad es. di Candida­Kefir.
Non raramente queste sono contaminate da germi come Candida aibicans.

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Fattori di rischio e persone ad elevato rischio di malattia

 MALATTIE CON RISCHIO ELEVATO:
• malattie infettive batteriche
• diabete mellito
• malattie ormonali
• malattie ematiche
• deficit immunitari
• tumori

CURE CON:

• antibiotici
• immunosoppressorl
• corticosteroidi
• citostatici

GRUPPI DI PERSONE:
• donne gravide
• prematuri e neonati
• anziani
• soggetti che dedicano scarsa attenzione all’igiene del corpo (alcolisti o altri soggetti dipendenti)

Lavaggio e Idro Colon Terapia - vedi anche Protocollo della Salute
 All’inizio di una terapia antimicotica naturale e' molto utile un lavaggio ogni due giorni come quelli effettuati prima di interventi endoscopici od operatori con appositi basicizzanti da introdurre nell'acqua utilizzando il lavaggio intestinale (clistere).
Il lavaggio intestinale porta ad un completo svuotamento dell’intestino e può migliorare la motilità. In questo modo viene facilitata la ricostruzione della flora intestinale fisiologica che deve essere reintegrata per mezzo del'assunzione di preparati multibatterici più microdiete.
Inoltre, in condizioni favorevoli, il lavaggio può ridurre il numero dei funghi che vivono nell’intestino e quindi ottimizzare le condizioni per la successiva terapia. Un’altra interessante possibilità viene offerta dall’idro-colon-terapia.

Meccanismi di difesa del corpo contro le infezioni fungine
 Un ruolo molto importante nella difesa contro le infezioni fungine viene svolto dai leucociti e dai macrofagi. Nel tratto respiratorio ad esempio la fagocitosi delle cellule fungine viene effettuata dai leucociti neutrofili e dai macrofagi alveolari. I disturbi di questi meccanismi, dovuti a farmaci o difetti immunitari, possono avere come conseguenza delle infezioni cronico-recidivanti.
Anche i funghi stessi possono danneggiare attivamente la fagocitosi.
Tramite alcuni esperimenti condotti su animali si è osservato che la C. albi cans può disturbare la fagocitosi attraverso i macrofagi peritoneali.
I fagociti fagocitano le singole cellule dei funghi sia in organismi già sensibilizzati che non sensibilizzati.
In questi ultimi le pseudoife possono crescere rapidamente e distruggere i fagociti.
I soggetti con una elevata tendenza alle infezioni fungine, hanno dei leucociti neutrofili a cui manca un enzima speciale e quindi non possono distruggere la cellula del fungo fagocitata.
Un altro ruolo importante viene svolto dal sistema delle cellule T, in partico­lare dalle Placche di Peyer nel tratto intestinale.
I pazienti con dei difetti genetici o ereditari della cellula T si ammalano più frequentemente di gravi candidosi. 
Non è ancora stato dimostrato se la canditossina interviene in questo caso. Un’infezione fungina porta di solito alla formazione di anticorpi IgM e IgG, tuttavia questo non avviene sempre.
Le infezioni da C. krusei o C. pseudotropicalis non provocano alcun marcato aumento del titolo. 

Condizioni per la formazione di un ‘infezione
La gravità di una micosi da Candida può andare dall’infestazione cutanea o della mucosa, fino ad un insediamento nell’organo e la generalizzazione sistemica. Il presupposto è costituito però da fattori predisponenti. In un tessuto sano con microecologia intatta e buona situazione immunitaria dell’organismo, i funghi non riescono a penetrare. 
Sono necessari altri fattori di disturbo affinché la micosi possa attaccare il tratto digerente. 
Queste micosi sono delle infezioni endogene che si sviluppano su un precedente danno.
Oltre alle immunopatie deficitarie, affinché l’infezione fungina possa insediarsi, contribuiscono in particolare i seguenti fattori:

• Terapia antibiotica con lesione della mucosa e/o danno della flora intestinale (anche molto tempo prima)
• Terapia immunosoppressiva, anche con corticoìdi
• Alimentazione errata con un eccessivo consumo di zucchero; alimentazione povera di oligoelementi e di fattori vitali

Le tetracicline possono ad esempio danneggiare direttamente a livello tossico l’epitelio della mucosa intestinale.
Da questo gli antibiotici ostacolano non solo la sintesi degli anticorpi ma anche le caratteristiche fagocitarie dei leucociti.
Anche i prodotti di decomposizione dei batteri uccisi dall’antibiotico possono danneggiare l’epitelio.
Un trattamento antibiotico può portare alla formazione di una piccola colonia di funghi che solo più tardi provoca dei sintomi. 

Importanza della flora intestinale fisiologica 
Gli antibiotici danneggiano soprattutto il delicato equilibrio tra batteri intestinali aerobi ed anaerobi.
I batteri intestinali ricoprono in modo fisiologico la superficie intestinale come un tappeto vivente. 
Un trattamento con antibiotici ad ampio spettro danneggia questo equilibrio e diminuisce la capacità della flora intestinale di contrapporsi alla colonizzazione dei funghi. L’antagonismo batterico che sussiste normalmente contro l’infestazione fungina viene così ridotto.
Sulla base di queste osservazioni bisogna considerare se, almeno nei pazienti a rischio, non sia il caso di combattere queste complicazioni micotiche indesiderate dopo una terapia antibiotica attraverso una sostituzione probiotica di lattobacilli. In ogni caso si deve trattare una micosi secondaria già formata.
Se non riconosciuta, questa si può cronicizzare e diventare rilevante clinicamente anche dopo alcuni anni, senza che il terapeuta possa far riferimento alla terapia antibiotica effettuata molto tempo prima. 

Corticosterodi/Immunosoppressori 
I corticosteroidi svolgono un ruolo importante nella formazione delle micosi. La terapia steroidea impedisce la reazione infiammatoria e reprime la reazione di difesa vascolare, proliferativa ed essudativa. Inoltre questi farmaci ostacolano la proliferazione del tessuto connettivo e abbassano il numero di linfo- e leucociti.
Questo effetto è naturalmente voluto e necessario. Bisogna però rilevare che i pazienti sotto terapia a base di cortisone sono particolarmente minacciati da una complicazione micotica e perciò devono essere controllati regolarmente in questo senso.
Altre sostanze immunosoppressive facilitano l’attacco da parte di un’infezione fungina agendo sul sistema immunitario cellulare.
Nei pazienti che seguono tale terapia le infezioni fungine possono procedere e svilupparsi in modo estremamente rapido. 

Alimentazione errata 
La cattiva alimentazione è infine un altro fattore per la formazione di una micosi del tratto digerente.
Nel 1992 il tedesco medio consumava 27 chili di zucchero. Questa forma di alimentazione favorisce molto i funghi, in particolare quando mancano fibre ed oligoelementi. Una eccessiva offerta di zucchero può danneggiare l’equilibrio batterico nell’intestino e ridurre l’antagonismo batterico.
Se è presente un sufficiente substrato nutritivo i batteri e i funghi si moltiplicano gli uni accanto agli altri.
Da ciò risulta anche l’estrema importanza di una conseguente dieta anti-fungo nella terapia delle micosi del tratto digerente.


Ricordarsi che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.

vedi anche: Micoplasma 1 + Micoplasma 2

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 vedi anche: Medicina Quantistica
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