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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


ONU - Nazioni Unite 

I Veri Pirati = Banchieri, Banche, Multinazionali

"L'attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari.
La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto
". (By Maurice Allais, premio Nobel per l'economia)
vedi:
Origini segrete della Banca d'Inghilterra

Comunque la SOLUZIONE a TUTTI i PROBLEMI del MONDO e' GIA' QUI - vedi: Padroni del mondo, e' finita per voi !
SOVRANITA' INDIVIDUALE (Dichiarazione)
 

La schizofrenia delle Nazioni Unite (ONU) - vedi anche: I Padroni del mondo


A causa delle «circostanze internazionali» l'Organizzazione delle Nazioni unite per l'alimentazione e l'agricoltura (Fao) ha annullato il secondo vertice mondiale dell'alimentazione, originariamente previsto a Roma per l'inizio di questo mese.
Ma nel mondo vi sono ancora ottocento milioni di persone che continuano a patire la fame. Una cifra che, nel 1996, la comunità internazionale si è data l'obiettivo di dimezzare entro il 2015. Nel frattempo, a meno di una rottura con l'ordine economico vigente, il «diritto all'alimentazione» rimane un pio desiderio.

 

Conosciamo tutti l'entità dell'orrore: nel 2000, trentasei milioni di esseri umani sono morti di fame o delle sue conseguenze immediate.

Eppure, allo stato attuale delle forze produttive agricole, il pianeta potrebbe nutrire senz'alcun problema dodici miliardi di esseri umani: una cifra pari al doppio della popolazione mondiale. Nutrire senza problema significa dare ogni giorno a ogni persona una quantità di cibo equivalente a 2.700 calorie.
Le ecatombi della fame non sono dovute quindi a una qualche imprecisata fatalità, ma a un vero e proprio genocidio. Già mezzo secolo fa, Josué de Castro scriveva: «Chi ha soldi mangia.

Chi non ne ha muore o diventa invalido (1)». Ad ogni vittima della fame corrisponde un assassino. Cionondimeno, a questo genocidio silenzioso l'Onu, le organizzazioni non governative, gli stati «civili» reagiscono in modo diametralmente opposto. In effetti esistono due posizioni contrapposte.

In occasione della conferenza mondiale sui diritti dell'uomo, riunita a Vienna nel 1993, gli stati del mondo hanno proclamato i diritti economici, sociali e culturali, che si aggiungono ormai in modo complementare, equivalente e universale, ai diritti civili contenuti nella dichiarazione del 1948. Tra questi nuovi diritti, accettati da tutti gli stati ad esclusione degli Stati uniti, il diritto all'alimentazione figura al primo posto. Come definirlo? Si tratta del diritto di avere un accesso regolare, permanente e libero, sia direttamente che indirettamente, tramite acquisti monetari, a un cibo quantitativamente e qualitativamente adeguato e sufficiente, conforme alle tradizioni culturali del popolo di provenienza del consumatore, e che assicuri una vita psichica e fisica, individuale e collettiva, libera dall'angoscia, soddisfacente e degna (2).

Il diritto all'alimentazione, confermato dal Vertice alimentare mondiale organizzato dall'Organizzazione delle Nazioni unite per l'alimentazione e l'agricoltura (Fao) nel 1996, costituisce una rottura epistemologica: finora la produzione, la distribuzione, il trasporto degli alimenti nel mondo erano legati esclusivamente al mercato. Un sacco di riso, un litro di latte, un quintale di grano erano considerati merci uguali a qualsiasi altra.

Se ne incaricava esclusivamente il libero mercato capitalista. Del resto, finora, è la Borsa delle materie prime agricole di Chicago (Chicago Commodity Stock Exchange) che fissa, ogni giorno lavorativo, i prezzi degli alimenti principali. Sei società transnazionali del settore agro-alimentare e della finanza dominano questa borsa.
I prezzi fissati giorno per giorno sono quasi sempre frutto di speculazioni complesse intorno ai contratti a termine, al sistema piramidale dei derivati e ad altre variabili.

Visto il numero regolarmente crescente delle vittime della denutrizione e della fame, la maggioranza degli stati ritiene di non poter più continuare ad affidare al libero gioco dell'offerta e della domanda la distribuzione del cibo nel mondo, anche se l'aiuto umanitario d'emergenza assicurato dalle organizzazioni governative e non governative (Programma alimentare mondiale - Pam - Unicef, Azione contro la fame, ecc.) viene periodicamente in aiuto alle vittime e agli emarginati dal mercato. Nell'aprile 2000, la Commissione per i diritti umani delle Nazioni unite ha nominato un relatore speciale incaricato di elaborare la nuova norma del diritto internazionale e di formulare proposte sul modo di renderla effettiva (3).

I dogmi del «consenso di Washington» Al diritto all'alimentazione, gli Stati uniti, l'Organizzazione mondiale del commercio (Omc), il Fondo monetario internazionale (Fmi), la Banca mondiale e le principali società transnazionali private oppongono però il «consenso di Washington» (4). Questo comporta quattro precetti immutabili, da applicare nel mondo intero, in qualunque periodo della storia, a qualunque economia, in qualunque continente: privatizzazioni e deregolamentazione, stabilità macro-economica e compressione di bilancio. In realtà il consenso è costituito da una serie di gentleman agreements elaborati negli anni '70 e '80 tra le organizzazioni finanziarie internazionali e la Federal Reserve americana, che tende a sopprimere poco a poco le misure regolatrici imposte dagli stati ai mercati finanziari e a ottenere, a breve termine, la liberazione totale di questi mercati (5).
Per i funzionari di Fmi, Omc, Banca mondiale, Dipartimento americano del tesoro, il consenso di Washington rappresenta oggi l'alpha e l'omega, una verità incontestabile, e determina le loro pratiche quotidiane. I suoi articoli di fede fondano l'ortodossia monetarista.

Per le popolazioni del terzo mondo, le conseguenze di questa opposizione tra diritto all'alimentazione e consenso di Washington sono catastrofiche.

Le istituzioni di Bretton Woods, l'Omc e il Tesoro americano dispongono di un potere di vincolo e di un potere finanziario infinitamente superiori a quelli in mano alla Fao, al Pam, all'Unicef, all'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) o alla Commissione per i diritti umani dell'Onu. Prendiamo il caso del Niger, che l'indice di sviluppo umano del Programma delle Nazioni unite per lo sviluppo (Undp) definiva nel 2000 il secondo paese più povero del mondo. Abitato da alcune tra le più belle popolazioni dell'umanità - Haussa, Germa, Tuaregh, Fulbe - , questo paese si estende su 1,7 milioni di chilometri quadrati, di cui solo il 3% è coltivabile. Dopo due colpi di stato militari in dieci anni, le istituzioni democratiche sembrano oggi stabili.
Due flagelli colpiscono però attualmente il Niger: l'Fmi e il deficit alimentare.

Nel 2000 il raccolto è stato cattivo e il deficit delle riserve di miglio supera le 160mila tonnellate.

Dopo instancabili contatti con le organizzazioni internazionali, con gli stati occidentali e il Giappone, il governo del premier Hama Amadou è riuscito praticamente a colmare il deficit alimentare. Finora nessuno è morto di fame.

Ma, nello stesso tempo, l'Fmi ha imposto al Niger, il cui debito estero supera 1,6 miliardi di dollari, un drastico programma di aggiustamento strutturale, nonché una terapia di privatizzazione e di liberalizzazione a oltranza. Grazie alla qualità professionale degli allevatori e alla particolare composizione del suolo (ricco di sali minerali), il paese possiede mandrie di buoi, di pecore e di cammelli celebri in tutta l'Africa sahariana. Dei venti milioni di capi di bestiame di ogni tipo, molti sono esportati verso i sultanati del nord della Nigeria, verso Bamako (Mali), e le grandi città della costa atlantica. Gli animali costituiscono una rendita essenziale per milioni di famiglie. Tuttavia, la privatizzazione del Servizio nazionale veterinario ha conseguenze funeste. Molti allevatori non riescono più a pagare i prezzi esorbitanti dei vaccini, delle vitamine e delle medicine antiparassitarie che i commercianti privati esigono. Quanto alla validità di questi prodotti veterinari, non c'è più alcun controllo. Niamey si trova a quasi mille chilometri dai porti atlantici (Cotonou, Lomé, Abidjan) e capita spesso che i commercianti immettano sul mercato vaccini e medicinali scaduti.

Il bestiame muore e le famiglie sono rovinate. La privatizzazione strisciante minaccia anche l'Ufficio nazionale dei prodotti alimentari del Niger (Onpvn) il quale è proprietario di un parco di camion in ottimo stato con autisti molto esperti.

Ma ci sono 11mila villaggi e accampamenti sparsi in un territorio sconfinato, spesso di difficile accesso. Finora, l'Onpvn ha assicurato il trasporto di semenze e di aiuti urgenti nei periodi di carestia a quasi tutti i villaggi interessati. D'ora in poi questi servizi sono minacciati e i camion vengono acquistati da società private che funzionano, com'è normale, secondo criteri di redditività monetaria.

Un autista viene immediatamente licenziato appena mette in pericolo il suo camion su una pista piena di buche. Così molti villaggi non sono più approvvigionati. Infine l'Omc prescrive, giustamente, che nessun animale sia importato da una regione colpita da un'epidemia o da un focolaio d'infezione.

 

Una Lotta senza mezzi contro la fame

E con il ferreo regime del Fmi, imposto al governo del Niger, non esiste più un laboratorio centrale degno di questo nome, in grado di fornire agli allevatori certificati di non contaminazione. Cionondimeno, al mercato settimanale di Belayara, le bestie vengono vendute ai mercanti della Nigeria, del Benin, del Mali. Sfruttando abilmente la mancanza di certificati, questi mercanti fanno sistematicamente abbassare il prezzo di vendita sul mercato. Ciò che succede oggi nel Niger si ripropone con alcune varianti in Guinea, in Mauritania, nel Ciad e altrove nell'immenso terzo mondo.

I programmi di aggiustamento strutturale imposti dal Fmi si ripercuotono negativamente sulla situazione nutrizionale e sociale nella maggior parte dei paesi. La grande Ong inglese Oxfam ha fatto un'inchiesta sul programma imposto alla Zambia nei primi anni '90. Ecco il suo bilancio: «Il prodotto interno lordo non è cresciuto dal 1991. La stabilizzazione economica non è stata raggiunta. Il reddito pro capite è diminuito e il 70% della popolazione vive oggi in una povertà estrema (6)». Per quanto riguarda lo sviluppo, l'Onu è affetta da schizofrenia: durante tutti i mesi estivi, si riunisce al Palazzo delle Nazioni a Ginevra il Consiglio economico e sociale (Ecosoc), che dovrebbe garantire la coerenza e il coordinamento di tutte le richieste di aiuto e d'investimento delle varie agenzie. Vi assistono tutti i direttori e le direttrici delle organizzazioni specializzate, dei «programmi», dei fondi e delle agenzie Onu. Fmi e Banca mondiale, che pure sono collegati all'Onu, si battono soltanto per far funzionare al meglio il mercato finanziario, ossia nel modo più libero possibile, e rifiutano di fatto il diritto all'alimentazione. I magri progressi in materia di sviluppo umano strappati dall'Unicef, dalla Fao, dal Pam, dall'Oms e da altre agenzie nei paesi del sud vengono sistematicamente azzerati. Dobbiamo forse chiamare in causa, come fanno diversi autori - in particolare Joseph Stilglitz (7) - l'assenza di direzione politica dell'Onu? No di certo. Con coraggio e determinazione, l'attuale segretario generale, Kofi Annan, fa quello che può. Ma come muoversi contro il potere accumulato delle oligarchie finanziarie transcontinentali e dei loro mercenari delle Istituzioni di Bretton Woods e dell'Omc?
Kofi Annan è un fautore convinto del diritto all'alimentazione. Tuttavia sembra aver perso ogni speranza di poter riformare la Banca mondiale e l'Fmi, di affrontare l'Omc o di ricondurre alla ragione il dipartimento del Tesoro americano. Ha invece deciso di rivolgersi direttamente ai grandi del mondo.

Propone loro la firma di un «Global Compact» - un patto globale tra loro stessi e le Nazioni unite.

Ha presentato la sua idea per la prima volta il 31 gennaio 1999, al Forum economico mondiale di Davos.
Il Forum riunisce ogni anno i dirigenti delle mille società transnazionali più potenti del mondo.
Per essere ammessi nel «Club dei mille» (è la cifra ufficiale), occorre essere alla testa di un impero bancario, industriale o di servizi il cui giro d'affari annuo superi un miliardo di dollari. Il «Patto globale» comporta nove principi.
Nel documento ufficiale predisposto dai servizi della segreteria generale, ogni principio beneficia di una esegesi esplicativa.
I principi riguardano la salvaguardia ambientale, quella del lavoro, delle libertà pubbliche; la giustizia sociale; i rapporti Nord/Sud, ecc.

Nel bunker dei congressi, al centro della cittadina elvetica, durante quel gelido gennaio, Kofi Annan chiese ai padroni del pianeta di «accettare e attuare (8)» il Patto globale e applicare i principi richiamati nelle loro attività quotidiane nonché di sostenerne l'attuazione da parte delle collettività pubbliche e degli stati.
Il discorso del segretario generale offre una variante contemporanea dell'utopia popolare del prato in cui l'agnello pascola accanto al lupo. A Davos, i grandi signori si sono mostrati entusiasti  Hanno applaudito in piedi il segretario generale e il suo Patto per vari minuti. Si capisce  Ogni società firmataria ha il diritto di includere in tutta la documentazione pubblicitaria il logo bianco e blu delle Nazioni unite, che vale oro in termini di relazioni pubbliche e di marketing. Tra i firmatari figurano le principali società transnazionali dell'alimentazione. Né il segretario generale delle Nazioni unite né chiunque altro esercita il minimo controllo sull'applicazione pratica dei principi del Patto globale da parte delle società transnazionali firmatarie.
Come andrà a finire la battaglia tra il diritto all'alimentazione e il «consenso di Washington»  Non lo sa nessuno. Ma a determinarne l'esito, saranno la mobilitazione e l'impegno nella battaglia della nuova società civile planetaria

Note:
By Jean Ziegler;  Scrittore, docente all'università di Ginevra. Relatore speciale della Commissione dei diritti umani della Nazioni unite per il diritto all'alimentazione. Autore di “a fame nel mondo spiegata a mio figlio” ed. Pratiche, 1999.
(1) Josué de Castro, La Géopolitique de la faim, Seuil, Parigi, 1952.
(2) Osservazione generale n° 12 all'art. 11 del Patto sui diritti economici, social e culturali, doc. Onu Hri/Gen/1/Rev. 4 febbraio 2000.
(3) Risoluzione n° 20000/10 del 27 aprile 2000, 56° seduta della Commissione Onu per i diritti dell'uomo, Ginevra, 2000;
(4) Si legga Moises Naim, «Il consenso di Washington colto in fallo», Le Monde diplomatique/il manifesto, marzo 2000.
(5) Per un'esegesi del Congresso di Washington, leggere «Ë la recherche d'alternatives - Un autre monde est-il possible?», Alternatives Sud, vol. VIII, 2001, n° 2, Centre tricontinental, università di Lovanio-la Nuova, ed.
L'Harmattan, Parigi, 2001.
(6) Oxfam, Liberalisation and Poverty. An Oxfam Research Project, Londra, 2000. Appendice B: Zambia.
(7)
Josef Stilglitz, in New Republic, New York, 4 giugno 2000.
(8) Il testo originale in inglese è più esplicito: «to embrace and to enhance».
(Traduzione di M. G. G.)

Tratto da: http://www.ilmanifesto.it/MondeDiplo/LeMonde-archivio/Novembre-2001/0111lm03.01.html

Video da visionare per comprendere il meccanismo del FURTO dei nostri beni da parte di questi CRIMINALI a livello mondiale !

IMPORTANTE
La Banca d’Inghilterra conferma attraverso il documento (dettagliatissimo in lingua originale) raggiungibile al link sottostante, la creazione di denaro dal NULLA attraverso la riserva frazionaria e il signoraggio bancario in mano a banche private e autorizzate dalle banche centrali anch’esse di proprietà delle suddette banche in percentuale più o meno variabile:"
http://www.bankofengland.co.uk/publications/Documents/quarterlybulletin/2014/qb14q102.pdf
In più, quest'altro link come ulteriore, robusta conferma:
http://www.theguardian.com/commentisfree/2014/mar/18/truth-money-iou-bank-of-england-austerity
 
AVVISATE TUTTA LA POPOLAZIONE CON QUESTO VIDEO, FATELO GIRARE ALL'INFINITO !!
Che sappiate o meno che cosa sia, il Fondo di Redenzione Europeo (E.R.F.) ci rovinerà la vita per i prossimi 20 anni !!
vedi e'
IMPORTANTE:
http://attivo.tv/player/documentari/i-media-stanno-censurando-allintera-popolazione-un-nuovo-trattato-europeo-sconvolgente.html#sthash.4QWK6rLY.dpuf
 
EURO FALSO:  TUTTI I DEBITI CONTRATTI CON LE BANCHE SONO ANNULLABILI !
Nel contrato non è scritto chi è il proprietario della moneta….quindi: chi è il creditore ? chi il debitore ?...e per cui TUTTI i debiti sono nulli “tutti i debiti contratti con le banche sono infatti annullabili”.
“Il sillogismo è semplice: siccome le banche evitano di iscrivere in contabilità, a patrimonio netto, la quota annuale di denaro virtuale che creano dal nulla, è evidente che lo considerano esse stesse “denaro falso“.
I debiti contratti con denaro falso ovviamente non sono giuridicamente validi.”
Ecco quindi che, se non tutti in generale, almeno quei debiti che implicano come creditore o controparte una banca, devono essere considerati nulli dalla nascita !
In sostanza, parafrasando, se il denaro non risulta “battezzato” contabilmente alla nascita certificandone l’origine, non può godere dei diritti civili.
Tratto dal testo dell’economista Nino Galloni, IL FUTURO DELLA BANCA, da dove si impara che la contabilità bancaria attuale è completamente falsa.
 
INOLTRE
Interrogazione UE con richiesta di risposta scritta E-000302/2012 alla Commissione Articolo 117 del regolamento
Marco Scurria (PPE)
Oggetto: Natura giuridica della proprietà dell’euro
In risposta ad un’interrogazione scritta sul medesimo tema presentata dall’on. Borghezio fornita il 16 giugno 2011, la Commissione informa il collega che “al momento dell’emissione, le banconote in euro appartengono all’Eurosistema e che, una volta emesse, sia le banconote che le monete in euro appartengono al titolare del conto su cui sono addebitate in conseguenza”.
Può la Commissione chiarire quale sia la base giuridica su cui si basa questa affermazione ?
Risposta: Olli Rehn non fa altro che ribadire che dopo l’emissione, ossia dopo la creazione fisica delle banconote o più verosimilmente dell’apparizione in video delle cifre sui terminali dell’Eurosistema (totalmente a costo zero, se si esclude l’energia elettrica che mantiene accesi i computers…) la proprietà dei valori nominali appartiene al nuovo proprietario.
....e se uno e' proprietario del denaro, non puo' essere contemporaneamente debitore, dato che il denaro precedentemente all'emissione nei fatti apparteneva al NULLA.....e non alla banca ! e quindi e' al NULLA che semmai va reso....

 
Guardate cosa afferma il Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea – BCE
- (Tratto dal sito ufficiale www.ecb.int) nel  loro documento: “Decisione della Banca Centrale Europea del 6 dicembre 2001 relativo all’emissione delle banconote in euro”, al comma 3: “L’emissione delle banconote in euro non necessita di essere soggetta a limiti quantitativi o di altro tipo, visto che la immissione in circolazione di banconote è un processo indotto dalla domanda.”
Tratto da: http://www.ecb.europa.eu/home/html/index.en.html
 
Commento NdR: L'Eurosistema e' nei fatti di proprieta' di PRIVATI cosi come le varie Banche Centrali Nazionali dei paesi aderenti alla UE, quindi tutto il sistema bancario europeo e' in mano ai privati cosi pure come l'emissione della moneta (denaro)
Ricordiamo a tutti che le Banche facendo sorgere dal "nulla" (che non esiste, per proprieta' intrinseca) il denaro, esse lo "prendono" dal TUTTO presente ed esistente SOLO ed UNICAMENTE nell'INFINITO, e ce lo accreditano nel nostro conto corrente di cui siamo proprietari e non debitori;, se noi chiediamo ad esse di darci un credito,  quindi trattasi di DONAZIONE dell'Infinito a tutti noi, che le Banche ci RUBANO e ci chiedono pure gli interessi, I banchieri e le banche, sono dei veri e propri CRIMINALI, protetti dalle leggi inique degli "stati" (a loro volta aziende private) loro servi, perche' i Banchieri immettono, sponsorizzano o pagano, i "loro" uomini politici e non, nei posti chiave degli stati, per ottenere cio' che vogliono... da questi ultimi, alla faccia del popolo che rimane in TOTALE schiavitu' !
 
Quindi:
Cari amici e lettori, dovete rendervi conto che quando andate a chiedere un "prestito" ad una banca...voi subite un FURTO da parte della banca, perche l'emissione del denaro viene effettuata dal NULLA (che e’ di proprieta’ dell’INFINITO), sul vostro NOME e COGNOME; la banca non lo emette/accredita sul suo proprio conto corrente e poi gira la cifra a Voi con un bonifico dal proprio conto, ma lo accredita direttamente sul Vs conto corrente,  e quindi siete voi gli UNICI proprietari del denaro, cosi come ha confermato recentemente anche la UE, in una risposta ad una interrogazione fatta su: chi e' il proprietario del denaro..?
Se il denaro viene emesso sul vs NOME e COGNOME, significa semplicemente che e' VOSTRO e NON della banca, e siccome viene emesso dal NULLA (di proprieta’ dell’INFINITO e non della banca), quindi e’ a credito NON a debito ….. la banca non ha NESSUN titolo, ne’ diritto, per chiedervi di restituire il capitale, che non e’ mai stato suo, ne' tanto meno di richiedere degli interessi su di un capitale che nei FATTI e' SOLO VOSTRO all’atto della emissione fatta per mezzo del vostro NOME e COGNOME, infatti non puo’ mai dimostrare di aver avuta la proprieta’ del denaro che e’ stato emesso sul vs conto corrente !
Inoltre le leggi italiane e quelle dei vari paesi occidentali, sui “prestiti”, confermano che: se un soggetto non e’ proprietario di un bene non puo’ prestare nulla, anzi se viene attuato, diviene un’atto illegale.
Qui siamo alla totale follia illogica bancaria, per tentare di legalizzare un FURTO !
In piu’ le banche, una volta sottratto il VOSTRO denaro, con la vostra firma, su di un modulo prestampato e senza la firma dell’amministratore della banca …. essa lo immette nel proprio bilancio, nei debiti, e non nei crediti, come sarebbe se fosse tutto regolare oltre ad essere logico amministrativamente, (cosa che non e’, commettendo un falso in bilancio)  ma e cosi, non solo non paga neppure l’iva sul servizio, ma non paga neppure le tasse allo stato…perche’ trattasi di un “debito”….ecco perche’ le banche dichiarano sempre un bilancio facilmente in passivo od a zero….