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FUSIONE FREDDA - 4
FUSIONE FREDDA - Introduzione   
Trasmutazioni a debole energia
https://sadefenza.wordpress.com/2016/07/23/scienziati-russi-annunciano-una-scoperta-storica-che-potrebbe-rendere-lintero-sistema-obsoleto/

Reazioni piezonucleari
http://staff.polito.it/alberto.carpinteri/reazioni piezonucleari.htm
 

Ritorna in America l'ipotesi "fusione fredda" - 02-04-2004

Il dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti ha dato il via ad una revisione delle ultime ricerche sul controverso tema della fusione fredda. In una intervista rilasciata all'agenzia di stampa american UPI, il vice direttore dell'Ufficio scientifico del Dipartimento, James Decker, ha annunciato infatti che negli ultimi 15 anni sono state condotte molte ricerche e che quindi appare necessario fare il punto sulla situazione.
I fisici coinvolti sono considerati avere ottime credenziali e sono Peter Hagelstein del Massachusetts Institute of Technology di Cambridge, David Nagel della George Washington University in Washington e Michael McKubre dell'istituto no profit SRI International.

By Space Daily

Arma a fusione fredda

http://www.ecplanet.com/canale/tecnologia-2/invenzioni-55/0/0/8730/it/ecplanet.rxdf

vedi:
 Fusione fredda 1 +  Fusione fredda 2  +  Fusione fredda  3  +   video sulla Fusione Fredda

MIT falsifica i dati su Fusione Fredda  +  ...ma anche l'italiana ENEA lo ha fatto
Segreti dell'Acqua +  Fisica Quantistica  +  il Punto sulla Gravita'
Esperimenti rifatti in Italia con risultati positivi  +  Intervista con il prof. del Giudice

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Fusione fredda
- Due fisici ci sono riusciti
Gli scienziati Rusi Taleyarkhan e Richard Lahey, del laboratorio di Oak Ridge, hanno reso noto che sono riusciti ad ottenere la fusione fredda. I due fisici si sono serviti di un semplice contenitore di vetro grande quanto una lattina.
È stato riempito con acetone «deuterato», dove gli atomi di deuterio (isotopo dell’idrogeno con un neutrone in più) hanno sostituito quelli di idrogeno. Neutroni veloci vengono sparati dall’esterno da un generatore.
Il contenitore è avvolto da un anello che produce onde sonore che provocano la formazione di piccolissime bollicine che si espandono e collassato per effetto della pressione e del calore.
In questo stato avviene il fenomeno di sonoluminescenza: viene generato un lampo di luce.

In determinati casi avviene una fusione all’interno delle microbolle di due atomi di deuterio. 
Dallo stato di fusione può generare la nascita di un atomo di trizio con la liberazione di un protone riassorbito dall’acetone «deuterato», oppure un nucleo di elio 3 liberando un neutrone che non viene riassorbito.
Entrambi i processi producono grandi quantità di energia. La fusione fra gli atomi di deuterio è rilavata da un fotomoltiplicatore che cattura i lampi di luce e un sensibilissimo microfono che cattura il piccolo rumore prodotto dalle bolle che collassano.
La dimostrazione inequivocabile dell’avvenuta fusione è anche determinata dalla produzione di trizio causata dal processo. I dati dei due scienziati hanno dimostrato che il processo di fusione fredda ha prodotto un incremento talmente significativo nella produzione di neutroni da non lasciare dubbi sulla bontà dei risultati.

C'era da immaginarselo: non sono mancate le critiche. Un altro laboratorio di Oak Ridege ha eseguito la medesima sperimentazioni con risultati controtendenti. I ricercatori Dan Shapira e Michael Saltmarsh sostengono infatti che l'incremento della produzione di neutroni non supera l'1 per cento: un risultato esiguo.
Essi inoltre sostengono che i risultati dei loro colleghi sarebbero causati dai neutroni emessi dal generatore esterno e non dalla fusione. In parole semplici, il generatore esterno avrebbe, secondo loro, provocato un rimbalzo di neutroni anche sulle pareti del laboratorio e sarebbero rientrati nello scintillatore.
E non è finita: rincarando la dose, essi sostengono che il rumore del collassamento delle bolle e i lampi non avvengono contemporaneamente alla produzione di neutroni. Potrebbero essere generati da altre cause che, nel contesto generale, non proverebbero nulla.

È interessante, a questo punto, rammentare la prima scoperta della fusione fredda fatta dagli scienziati Martin Fleischman e Stanley Pons 11 anni fa. L'impatto mediatico fu enorme, come pure i consensi di tutti gli ambienti scientifici mondiali.
Tutto il mondo poteva finalmente fare a meno del petrolio con un impatto sull'ambiente in termini di inquinamento a dir poco eloquente. L'umanità aveva finalmente a disposizione un'energia pulita, gratuita e inesauribile. Però, dopo alcune settimane, all'improvviso, iniziarono stranamente i dissensi, fin al punto che la scoperta fu addirittura, in maniera vilmente scandalosa, ridicolizzata. E i due scienziati furono indegnamente derisi.
Bisogna, per chi non l'avesse capita, mettersi il cuore in pace: il petrolio rimane l'unica soluzione: genera giganteschi profitti, inquina e non durerà certo in eterno...
 ECPlanet 
Tratto da:  http://guide.supereva.it/brevetti_e_invenzioni_/interventi/2004/03/153403.shtml

http://www.indicius.it/archivio/fusione_fredda_1.htm

 

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NEXUS

“Non c’è praticamente nessuna area dell’attività umana che non sarà completamente influenzata dalla comparsa di tecnologie basate sulle nuove energie - in particolare nel campo della guerra o della pace, della salute e dell’ambiente.”

By Dr. Eugene F. Mallove
 

Eugene F. Mallove, 56 anni, scienziato conosciuto in tutto il mondo per la sua attività di informazione sulle fonti energetiche non convenzionali, in particolare della Fusione Fredda, è stato assassinato a Norwich nel Connecticut la notte dello scorso venerdì 14 maggio.

La polizia avvisata da una telefonata ha trovato il suo corpo selvaggiamente bastonato a morte sulla soglia della casa dei suoi genitori nella zona di Salem Turnpike.

Gli inquirenti presumono possa trattarsi di una rapina anche se, da una prima indagine, dall’abitazione non risulta asportato niente di particolare.

L’automobile di Mallove è stata trovata in un parcheggio a Preston, ad alcuni chilometri di distanza, portata da qualcuno rimasto per ora sconosciuto.

Il professor Mallove si era laureato in Scienze al Massachusetts Institute of Technology specializzandosi, sempre all’MIT, in ingegneria aeronautica e astronautica. Nel 1975 aveva ottenuto un dottorato in scienze ambientali all’università di Harvard.

Era stato docente di giornalismo scientifico all’MIT e alla Boston University, e caporedattore scientifico all’ufficio informazioni dell’MIT.Nel 1995 Mallove aveva promosso la New Energy Foundation, un’organizzazione senza scopo di lucro dedicata alla diffusione di informazioni sulla Free Energy.

Prolifico autore di articoli e libri, una nomination per il Premio Pulitzer per il suo libro "Fire and Ice: Searching for the Truth Behind the Cold Fusion Furor" (Fuoco e Ghiaccio: Cercando la Verità Dietro il Furore della Fusione Fredda).

Dal 1995 pubblicava il bimestrale Infinite Energy, un bimestrale estremamente curato che cercava di scendere nei dettagli di quelle ricerche che la scienza ufficiale fa finta di non vedere.

Eugene Mallove aveva visitato l’Italia molto spesso nel corso di convegni e conferenze dedicate alla Fusione Fredda. Nel nostro paese aveva molti amici e seguiva sempre con interesse le attività di ricerca di numerosi scienziati.

L’energia e la passione che Eugene metteva nelle sue attività di promozione e informazione sulle energie non convenzionali potrebbero essere all’origine della sua tragica fine.

Da oltre quindici anni la sua attività era dedicata esclusivamente alla diffusione di studi e ricerche sulla Free Energy.
La sua professionalità, non tanto come giornalista che si occupava di scienza ma soprattutto come scienziato che si occupava di informazione, gli consentiva di capire esattamente la potenzialità di alcune tematiche, di individuarne le applicazioni nella società e di identificare facilmente i detrattori e le false informazioni diffuse dalla cosiddetta “scienza ufficiale”.

Ricostruendo la storia della Fusione Fredda fin dal primo esperimento di Martin Fleischmann e Stanley Pons, avvenuto all’università di Salt Lake City nel 1989, non possiamo dimenticare che:

-Nel 1991 l’allora Presidente degli USA George Bush, per dare un taglio alle polemiche nate in seguito all’esperimento, incaricò l’MIT di replicare le prove e di compilare un rapporto.

-Il rapporto finale che arrivò sulla scrivania del Presidente, compilato e firmato del rettore dell’MIT John Deutch, concludeva “provando” che la reazione nucleare era soltanto una “frode”, screditando i molti scienziati che si erano interessati alle ricerche e sottolineando che “non fu ottenuta assolutamente nessuna reazione”. Ovvero “la più grande frode scientifica degli ultimi secoli”.

Eugene Mallove, con il suo formidabile fiuto di vecchio volpone dell’MIT, riuscì ad ottenere una copia degli appunti di laboratorio originali degli esperimenti eseguiti.
 

I dati dimostrarono la frode ma quella contro l’intera umanità.

Veniva confermato che:

1- La reazione era ottenuta da un comune componente di normale acqua, molto abbondante e facile da estrarre.

2- La reazione produceva elio in forma gassosa e calore in eccesso.

3- Nessuna radiazione, ovvero, nessun combustibile o scarto tossico e radioattivo per l’ambiente e gli esseri viventi.
na caratteristica che rendeva istantaneamente obsoleti e inutili le centrali nucleari e tutte le ricerche sulla condotte sulla fissione e sulla fusione calda.

Gli esperimenti condotti dall’MIT dimostravano che la Fusione Fredda era in grado di eliminare il fabbisogno sociale degli idrocarburi per la produzione di energia.

Il professor Deutch mentì al Presidente Bush dichiarando che si trattava soltanto di una semplice frode !

Finì l’era del repubblicano guerrafondaio George Bush e iniziò la presidenza del democratico progressista Bill Clinton.

Nel maggio 1995 nella sorpresa di tutti il neo Presidente Clinton nominò il professor John Deutch Direttore della Central Intelligence Agency, la CIA!

Pensiamo non servano ulteriori dettagli. I lettori avranno già capito perfettamente lo sviluppo degli avvenimenti.

Richard Hoagland, saputa la notizia dell’assassinio durante il programma radiofonico di Art Bell di cui era ospite, ha ricordato il lavoro di Mallove sulla Fusione Fredda sottolineando come questo crimine sia avvenuto alla vigilia di grandi annunci.

Gli sviluppi della Free Energy e, in particolare, della Fusione Fredda hanno recentemente registrato grandi progressi in tutto il mondo. Progressi che potrebbero pesantemente penalizzare gli interessi di chi detiene il potere del mercato dell’energia.

L’omicidio di Eugene Mallove potrebbe essere un altro tassello di quella guerra nell’ombra che in occidente viene portata avanti da anni contro gli scienziati scomodi. Come il “suicidio” del fisico britannico che aveva smentito in un’intervista alla BBC le tesi di Blair sulle armi irakene di distruzione di massa. Oppure lo stillicidio della dozzina di scienziati assassinati misteriosamente in Gran Bretagna soltanto alcuni anni fa.

Per non parlare dell’Iraq, da dove continuano ad arrivare una valanga di notizie che vengono ignorate dagli organi di stampa ufficiali sullo stillicidio di docenti, professori e scienziati irakeni che vengono uccisi in apparenti tentativi di sequestro e rapina. 
Fino ad ora sono alcune centinaia, una vera guerra clandestina all’intellighenzia di quel paese per privarlo dei suoi maggiori esponenti della cultura e della scienza.

By http://www.cosediscienza.it/fisica/11_fusione fredda.htm

 

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La Fusione Fredda  -  Autore: Emanuele D'Osualdo
Cos'è la fusione fredda e come funziona ? Tutto sommato so cosa è la fusione a caldo che immagino sia tecnicamente analoga al sistema di fusione nel sole: cioè atomi di H che ad altissime pressioni e densità si uniscono per dare He. Invece la fusione fredda ?

La fusione fredda è in parte simile a quella calda ma con la differenza che non necessita di temperature e pressioni enormi: il tutto si svolgerebbe a pressioni e temperature ambiente. Infatti la forza coulombiana che tiene distanti i due nuclei di H non è vinta dalle alte velocità degli atomi nello stato di plasma ma da con l'elettrolisi! Mi spiego: quando dell' acqua pesante (acqua formata da due atomi di un isotopo di idrogeno e uno di ossigeno) viene separata per elettrolisi usando un elettrodo di platino e uno di palladio -che essendo un metallo membrana ha la capacità di "riempirsi" solo di H-quest'ultimo si "imbombisce" a tal punto di idrogeno che gli atomi sono costretti a fondere generando grandi emissioni di energia -con una bassissima emissione di energia sotto forma di raggi gamma- che compensano di gran lunga l' energia immessa per scindere l'acqua. I primi ad aver effettivamente provato ed esperimentato il fatto sono i fisici FLEISCHMANN e PONS che però non sono stati in grado (come tutti gli altri che ci hanno provato) di riprodurre l' esperimento con gli stessi esiti con costanza (la cosa si ripeteva con una scarsissima percentuale).
Oramai gli esperimenti non hanno più fondi e la ricerca si sta indirizzando verso la fusione calda. Riguardo questo argomento ti consiglio un ottimo libro:"Fusione Fredda" di Angelo Basile(Avverbi editori).

 

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L'insabbiamento della fusione fredda

By F. Frabbel (dal forum di Nexus italia)

La storia che sto per scrivervi è veramente molto interessante, quindi concentratevi.
L'ha raccontata al convegno di Nexus il prof. Emilio Del Giudice ricercatore di fisica teorica dell'INFM. Ricorderete la faccenda della fusione fredda: nel 1989 due scienziati sfigati, Fleishman e Pons danno l'annuncio del fenomeno, salvo poi essere derisi dai fisici teorici della comunità internazionale, primo tra tutti Rubbia, perché il processo non produceva l'emissione di particelle previste dalla teoria (nel caso specifico neutroni, emessi dalla fusione di 2 atomi di deuterio, isotopo dell'idrogeno).

Nel giro di pochi anni le condizioni dell'esperimento originale dei due scopritori vengono riprodotte correttamente dai prof. Emilio del Giudice e Giuliano Preparata, il quale, morto di tumore 2 anni fa, perse il Nobel per la fisica in "elettrodinamica quantistica", a causa di questo suo sconveniente interesse. Praticamente del Palladio, un metallo dalle peculiari caratteristiche, viene caricato con idrogeno gassoso fino ad un limite di saturazione prestabilito, oltre il quale si rileva una produzione di energia in eccesso tipica di una reazione nucleare. I nostri due scienziati non solo dimostrano la realtà del fenomeno con l'esperimento, ma forniscono anche un nuovo modello teorico che dà spiegazione dei fenomeni misteriosi che fino a 10 anni fa non erano comprensibili con la teoria delle forze nucleari.

Mi spiego: fino a ieri si pensava che l'unico modo per fare avvicinare 2 protoni tanto da vincere la repulsione elettromagnetica e fare agire il campo delle forze nucleari che innescano la fusione, con produzione di una quantità enorme di energia, fosse il metodo dell'acceleratore, che lavora a 100 milioni di °C (ben inteso nel nostro sole la temperatura è 2 milioni di °C !). 
Oggi invece, grazie a queste ricerche svolte dall'INFM e dall'ENEA (nel frattempo Rubbia rinsavito, si è accorto della bontà della cosa e ha appoggiato i nostri due), è possibile ottenere la fusione a temperatura ambiente ! Dentro al cristallo di Palladio le molecole di idrogeno, in quelle particolari condizioni di "saturazione", si comportano un po' come la struttura solida circostante e, avvicinandosi molto, grazie ad una provvidenziale "buca di potenziale", producono una particolare fusione, senza emissioni radioattive, con produzione di elio (misurato nell'esperimento) e di un eccesso di energia mai visto fino ad oggi in una reazione (se non ho capito male 2 ordini di grandezza superiore all'energia in entrata, necessaria a preparare le condizioni della reazione). Per completezza, si produce anche la fissione del Palladio.

Quindi abbiamo già a disposizione un generatore di energia praticamente illimitata e a costi contenutissimi; rimane solo da risolvere il problema dell'intercettazione opportuna di questo surplus di energia. Nonostante questa pazzesca rivoluzione, ad oggi, il prof. Del Giudice non è ancora riuscito a farsi pubblicare la ricerca da Una rivista scientifica (ad es.: Science ha rifiutato perché "l'argomento è troppo tecnico").

Ma il bello viene adesso. E' ovvio capire i motivi economici alla base della soppressione di una tecnologia quasi "free-energy".
Ma non ci sono solo quelli. Del Giudice ha formulato un'ipotesi inquietante. Tutta la faccenda è partita da uno studio commissionato dalla Marina Militare Inglese a Fleishman per indagare sui metalli più idonei ad immagazzinare l'idrogeno. I migliori risultarono essere il Palladio e l'Uranio. Lo scienziato ovviamente sperimentò sul Palladio, la cui fissione non produce danni; ma qualcuno era molto più interessato all'Uranio. Immaginate cosa succederebbe se la matrice solida in cui avviene la fusione fosse Uranio: si innescherebbe la fissione, e quindi una esplosione atomica, anche con quantità molto inferiori alla necessaria "massa critica" (che è qualche kg), date le nuove sorprendenti condizioni di reazione. Si possono così fare esplodere delle micro-bombe atomiche di potenza controllata (armi chirurgiche...) capaci per esempio di abbattere un singolo palazzo invece di una città intera.
Ecco così trovato un modo per utilizzare utilmente tutto quell'Uranio che giace inutilizzato nelle testate tattiche (a meno di non scatenare la guerra termonucleare globale, s'intende), che con il disarmo va smantellato.

Fanta-politica ? Forse invece è già realtà. Consideriamo i proiettili rivestiti con quello che ci viene venduto come "uranio impoverito". Guardiamo le foto dei carri armati iracheni distrutti nella guerra del golfo: un foro di entrata, una carcassa di acciaio fusa (dal calore!) e i cadaveri dei soldati anneriti (non carbonizzati, ma irradiati da una esplosione fortissima e localizzata di raggi gamma). Non ci sarebbe niente di più facile, sostiene Del Giudice, nel rivestire un proiettile di cannone o un missile con un strato di uranio caricato da idrogeno fino quasi al limite critico. L'impatto con il bersaglio e la sovrapressione sarebbero sufficienti a innescare la fusione fredda e la conseguente fissione dell'uranio, con annessa esplosione atomica.

Incredibile ! La fonte ideale di energia pulita per tutta l'umanità usata come spoletta per l'innesco di una bombetta atomica !
(il contrario di quello che avviene con la bomba H, in cui una fissione innesca la fusione distruttiva dell'idrogeno).

Inoltre spot di altissima radioattività localizzati nei campi di battaglia sono la spiegazione ideale per i sintomi della sindrome del Golfo e quella dei Balcani: la prima riscontrata esclusivamente tra i soldati anglo-americani (i primi a raggiungere le zone bombardate durante le operazioni in Iraq), la seconda invece osservata solo su italiani e tedeschi, a cui sono state destinate le zone bombardate in Bosnia e Kosovo dal vertice NATO, dopo aver fatto l'esperienza nel Golfo.

http://www.affarinborsa.it/cultura/fusione.htm

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Le ultime novità sulla fusione fredda - 16 novembre 2002

In un convegno a Genova il 14 novembre 2002 sono stati presentati gli ultimi risultati su questo settore di ricerca che lentamente continua a procedere in molti laboratori di fisica nel mondo

Tredici anni dopo il primo (e forse frettoloso) annuncio della realizzazione di una reazione nucleare di fusione fredda, in una conferenza in programma a Genova il 14 novembre (ore 16, facoltà di ingegneria) saranno presentati gli ultimi risultati su questo settore di ricerca che lentamente continua a procedere in molti laboratori di fisica nel mondo.

La fusione fredda è un processo di sintesi nucleare che avviene alle normali condizioni ambientali di temperatura e pressione in presenza di adatti catalizzatori. In particolare, è stata così definita la reazione tra due nuclei di deuterio (isotopo dell'idrogeno) che fondendosi all'interno di un reticolo di un metallo nobile (prevalentemente palladio) danno origine a energia termica, elio-4, ed altri prodotti nucleari.

Il primo annuncio dell'ottenimento di una tale reazione fu dato nel 1989 da Martin Fleischmann e Stanley Pons (che ebbero l'onore della copertina di Time), secondo i quali era possibile ricavare energia pulita ed a basso costo da una fusione nucleare ottenuta “a freddo” con semplicissimi mezzi elettrochimici. Le grandi aspettative suscitate dalla notizia furono ben presto smorzate da due enormi ostacoli: il primo era la difficile riproducibilità della reazione, il secondo era che alla luce delle conoscenze dell'epoca un simile fenomeno non era comprensibile. Dopo le prime ondate di entusiasmo, l'interesse per la fusione fredda andò scemando, e addirittura negli anni successivi la ricerca fu abbandonata quasi completamente.

In Italia però, un gruppo di ricercatori dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, chiamato “il gruppo di Milano”, riuniti attorno ai fisici Giuliano Preparata ed Emilio del Giudice, scoprì che il fenomeno della fusione fredda poteva venir compreso se visto alla luce della nascente teoria dell'elettrodinamica quantistica (QED).

Il gruppo di Milano, assieme ai ricercatori dell'Enea di Frascati, riuscì ad ottenere una fusione fredda finalmente perfettamente riproducibile.

Tratto da: http://www.newton.rcs.it/PrimoPiano/News/2002/11_Novembre/04/fusione_fredda.shtml