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"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


Indizi di FUSIONE nucleare FREDDA 
nell' ACETONE DEUTERATO sottoposto ad ultrasuoni
FUSIONE FREDDA - Introduzione   
Trasmutazioni a debole energia
https://sadefenza.wordpress.com/2016/07/23/scienziati-russi-annunciano-una-scoperta-storica-che-potrebbe-rendere-lintero-sistema-obsoleto/

Reazioni piezonucleari
http://staff.polito.it/alberto.carpinteri/reazioni piezonucleari.htm
 

Indizi di fusione nucleare - 05/03/2002
 
Secondo un recente esperimento, l'implosione istantanea di minuscole bolle in acetone contenente deuterio produce trizio ed emissioni nucleari con caratteristiche simili alla fusione nucleare mediante reazione deuterio-deuterio. 
Questa scoperta verrà descritta in dettaglio in un articolo pubblicato sul prossimo numero della rivista "Science", ma è stata anticipata alla stampa per l'evidente interesse.
La simulazione numerica indica che la temperatura all'interno delle bolle che collassano potrebbe raggiungere i 10 milioni di Kelvin, la stessa del centro del Sole. Di fatto, la pressione e la temperatura all'interno delle bolle potrebbero essere sufficienti a generare la fusione, come suggeriscono i risultati degli esperimenti.
Nel processo della fusione, due atomi leggeri vengono uniti per formarne un terzo più pesante, mentre parte della massa degli atomi originali viene convertita in energia. La fissione nucleare, al contrario, usata nei reattori commerciali, divide atomi pesanti in altri più leggeri, di nuovo convertendo parte della massa in energia. I fisici sono da tempo al lavoro per sviluppare reattori basati sulla fusione, perché questa utilizza materiali facilmente disponibili e, inoltre, produce una quantità di scorie radioattive di gran lunga inferiore.  
I nuovi esperimenti suggeriscono che la fusione nucleare potrebbe avvenire nelle bollicine grazie alla cavitazione acustica, un fenomeno studiato per circa un secolo. Nella cavitazione acustica, la pressione di un'onda sonora crea nel liquido una bolla, che poi collassa immediatamente. La prima parte dell'onda è un'onda di tensione, che separa il liquido creando lo spazio per la bolla.
Una seconda onda, di compressione, segue da vicino facendo collassare le bolle, che emettono brillanti impulsi di luce, un processo noto come fonoluminescenza. 
Le cause di questo fenomeno sono in qualche modo misteriose, ma molti fisici ritengono che le onde d'urto del collasso generino alte temperature e pressioni nella bolla di gas, che rilascia così un impulso di energia. 
Le temperature all'interno di queste bolle possono raggiungere i  5000-7000 Kelvin, ma alcuni esperimenti avevano suggerito che esse potessero in realtà essere molto più elevate.
Così, Rusi P.Taleyarkhan, insieme ai suoi colleghi dell'Oak Ridge National Laboratory, ha messo a punto un esperimento per produrre queste bolle  supercalde in acetone deuterato; iniettando nell'acetone minuscoli gruppi di neutroni si stimola la formazione delle bollicine, fatte poi crescere rapidamente, prima dell'implosione, utilizzando un'onda acustica. Il processo produce bolle stabili, che possono raggiungere un diametro di un millimetro prima di collassare, producendo valori elevati di temperatura e pressione.
Ancora rimane da stabilire, se siano realmente avvenute reazioni di fusione nucleare. 
La fusione deuterio-deuterio crea due prodotti caratteristici:  neutroni con un energia ben precisa e trizio, entrambi osservati durante l'esperimento.
Il livello dell'emissione di neutroni è troppo basso per la quantità di trizio osservata, ma i ricercatori stanno lavorando per spiegare questa discrepanza.
© 1999 - 2002 Le Scienze S.p.A.

vedi:  Fusione fredda 1 +  Fusione fredda 2  +  Fusione fredda  3  +  Fusione fredda 4  +  video sulla Fusione Fredda

MIT falsifica i dati su Fusione Fredda  +  ...ma anche l'italiana ENEA lo ha fatto
Segreti dell'Acqua +  Fisica Quantistica  +  il Punto sulla Gravita'
Esperimenti rifatti in Italia con risultati positivi  +  Intervista con il prof. del Giudice

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E.mail ricevuta da un amico dell'Universita' di Perugia da un Fisico
Subject: saggio
Date: Tue, 14 Mar 2000
From: [email protected]
To: [email protected]
dipmat.unipg.it 

Gentile prof. Bartocci,

sono un fisico della materia, lavoro con l'Istituto Nazionale per la Fisica della Materia (INFM), ed intendo proporre alla Sua cortese attenzione un libro divulgativo sulla "Fusione Fredda" (cfr. Indice allegato). Sono passati, infatti, 10 anni dal primo annuncio di quelle anomalie sperimentali, così difficili da replicare, battezzate col nome di "Fusione Fredda". Ma ora - ed io stesso me ne sono meravigliato quando l'ho scoperto - la mole di lavoro di ricerca che con svariate tecniche corrobora l’esistenza effettiva di quelle anomalie è enorme. In più, sembra addirittura che si sia giunti al punto di svolta tra studio sperimentale di base ed applicazione (malgrado gli aspetti teorici non siano a tutti ben chiari): una società privata del Texas, fondata da un attempato chimico (inventore "free lance" consulente di moltissime aziende ed autore di oltre 150 brevetti), ha mostrato in varie sedi ufficiali una piccolissima cella elettrochimica (2.5 cm diam. x 10 cm lunghezza) che utilizza microsfere di Palladio-Nichel e sali di Litio disciolti in acqua "normale", cioè H2O (e non l' "acqua pesante" D2O).
Questa cella sarebbe capace di generare, continuativamente e senza scorie o radiazioni nocive, 500 Watt con un input di soli 0.1 W. In più, è ormai da oltre un anno che quest’azienda sta fornendo a svariati laboratori statunitensi delle celle elettrolitiche, simili a quella citata, allo scopo di far compiere tutte le verifiche

sperimentali sul fenomeno.

Questa stessa azienda ha brevettato anche un metodo per deattivare Uranio e Torio tramite una tecnica elettrolitica. Un altro aspetto nuovo dei fenomeni della cosiddetta "Fusione Fredda" è, infatti, quello che si sta delineando come un ancora più "incredibile" effetto di "trasmutazione nucleare a debole energia" nel metallo che assorbe l’idrogeno (il catodo della cella elettrolitica, ad es.).

In Italia, intanto, ho avuto la fortuna di conoscere gli unici fisici teorici che abbiano elaborato un modello della Fusione Fredda.
Ciò li conduce ad ottenere (nel loro laboratorio privato) la perfetta padronanza del fenomeno…
Ed ora, a Frascati, sta per partire un laboratorio nazionale congiunto tra loro, l'ENEA e l'INFN.

Intanto la massicia e ricca lobbie dei frustrati propugnatori della "Fusione Calda", nonché quella dei fisici nucleari troppo legati al vecchio paradigma in cui "la Fusione Fredda è impossibile e basta" tacciono colpevolmente… I padroni dell'energia prodotta coi metodi standard tacciono o insabbiano: forse la Fusione Fredda non è centralizzabile !
E per l'osservatore superficiale, anche se magari professore di Fisica, la Fusione Fredda è una "cagata" !

Ma negli U.S.A. tutto questo è già agli onori della cronaca.

In Giappone, intanto, la MITSUBISHI e la TOSHIBA hanno depositato brevetti in tale campo...