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"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


ATTACCHI di PANICO, ANSIA, STRESS
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(Terapie Naturali) 
Universo Intelligente + Universo Elettrico + SOVRANITA' INDIVIDUALE (Dichiarazione)
PsicoNeuroEndocrinoImmunologia
 

Sette milioni di italiani assumono abitualmente ansiolitici. Non solo. Pur non riuscendo ben chiaramente a quantificarne il numero, si ritiene che altri cinque milioni di individui soffrano d’ansia e utilizzino farmaci composti da un ansiolitico associato ad altre molecole ad azione specifica per un organo piuttosto che per un altro (somatizzazione a livello di cuore, stomaco, colon, muscoli del collo e della schiena, ecc.). 
La sindrome ansiosa è un profondo disagio psicologico caratterizzato dall’angoscia e spesso accompagnato da sintomi corporei variegati con diversi livelli di intensità. In medicina si distinguono tre sindromi principali: l’ansia acuta, o "disturbo di attacchi di panico"; l’ansia di tipo cronico e "ansia generalizzata"; l’ansia causata da un evento traumatico o particolarmente stressante.
Prima di analizzare queste condizioni decisamente patologiche, descriveremo la cosiddetta ansia fisiologica. 
L’ansia è un semplice evento emotivo comune e rappresenta spesso uno stato psicologico e corporeo dell’essere umano nei confronti delle normali vicissitudini della vita. Facciamo un esempio: quando una persona deve affrontare una prova entra in genere in lieve stato ansioso. Il suo corpo e la sua psiche si "orientano" verso l’imminente evento quasi per prepararsi a risolverlo nel miglior modo possibile. In questo caso l’ansia "moderata" e di breve durata sembra essere un segno di adattamento dell’individuo a situazioni ambientali che gli richiedono risposte soddisfacenti. L’aumento dell’attenzione, della concentrazione, della memoria, della tensione muscolare e di altre funzioni psicofisiche (come per esempio l’innalzamento della pressione del sangue, del battito cardiaco) è considerato come una sorta di "carica energetica" finalizzata al superamento della prova. 
Tuttavia quando in altre situazioni questo stato è continuo oppure diviene troppo intenso provoca al contrario, la "caduta" delle funzioni sopra descritte.

In altre parole la persona può perdere memoria, concentrazione, essere disattenta, sentirsi troppo stanca e improvvisamente "vuota" dal punto di vista mentale tanto da essere incapace di adeguarsi normalmente alla vita di tutti i giorni. Solo quando l’ansia incide sulla qualità della vita si può definire, di fatto, patologica. 
Vediamo ora i diversi tipi patologici di ansia.


vedi:
Attacchi di panico 1  +  Protocollo della Salute
+ Depressione  +  Ansia e Cancro  +  Il senso della Vita + Danni da Amalgami  +  Danni dei vaccini + Lo PSICHIATRA, la PSICOLOGA, il MEDICO ed il CANCRO
Studio finlandese rivela come le Emozioni si manifestano nel corpo modificandolo

Attacchi di panico
Si definiscono attacchi di panico la comparsa improvvisa ed inaspettata di una sensazione di terrore e angoscia accompagnati da sintomi corporei come senso di soffocamento, palpitazioni, sensazione di svenimento. Dunque l’attacco di panico inizia senza preavviso e, sua caratteristica, insorge mentre la persona svolge attività relativamente tranquille, come per esempio essere seduti al tavolo di un ristorante, guidare l’automobile, entrare in un negozio. L’individuo può avvertire anche vampate, sudorazione profusa, dolore toracico acuto tanto da essere convinto di avere un infarto e di essere sul punto di morire. Di solito gli attacchi giungono alla massima intensità in dieci minuti, regrediscono nel giro di venti o trenta minuti e spesso la crisi lascia la persona in un profondo stato di spossatezza. Una delle possibili complicazioni degli attacchi di panico, soprattutto quando sono ripetuti, è che la maggior parte delle persone via via sviluppa un’ansia "anticipatoria" (cioè la paura di nuovi episodi di panico) e conseguentemente cerca di evitare le situazioni che sono state associate agli attacchi. Ecco allora che non si entra più nei ristoranti, nei negozi affollati o nei posti pubblici, non si sale sui mezzi di trasporto cittadini e privati. Nei casi molto gravi il malato praticamente si "confina" nel proprio domicilio senza avere più una vita di relazione fuori casa. Occorre precisare che le cause degli attacchi di panico per la medicina attuale non sono ben chiare. Infatti si ipotizzano fattori genetici in cui si cerca di dimostrare una vulnerabilità di base della persona, oppure fattori biologici che pongono l’accento su determinate sostanze presenti nel cervello e improvvisamente agenti in modo anomalo. In ogni caso la terapia degli attacchi di panico tesa a bloccare le crisi è di tipo farmacologico: vengono utilizzate sostanze di tipo antidepressivo.

Ansia generalizzata
Questo tipo di ansia è uno "stato di tensione" diffuso e persistente, privo dei momenti di crisi come negli attacchi di panico ma caratterizzato da un malessere generale psicologico - corporeo perdurante anche per molto tempo (mesi o anni). I possibili sintomi dell’ansia generalizzata sono stati raggruppati in quattro categorie, vediamoli tenendo presente che è raro il loro comparire al completo tutti insieme.
Tensione motoria, evidenziata da tremori, dolori muscolari, incapacità a stare fermi e a rilassarsi, tremori delle palpebre, facile affaticabilità
Iperattività vegetativa (cioè interessante quella parte del sistema nervoso non controllabile dalla volontà): 
i sintomi sono tachicardia, vertigini, bocca secca, sudorazione aumentata, formicolii alle mani e ai piedi, difficoltà digestive, sensazione di caldo e di freddo improvvisa, nodo in gola, difficoltà a deglutire, aumento della respirazione, mani fredde e umide, diarrea, sensazione di "testa vuota" o "leggera", nodo alla bocca dello stomaco
Stato psicologico di attesa, caratterizzato da paura, rimuginazioni, aspettativa di eventi spiacevoli o tragici per sé e per le persone care
Vigilanza mentale, connotata da iperattenzione che paradossalmente diventa distrazione, difficoltà di concentrazione e memoria, impazienza e irritabilità.
L’ansia generalizzata, come si intuisce, è un disturbo che spesso limita di molto le prestazioni di una persona e le complicazioni possono essere: una sindrome depressiva a causa dell’incapacità di vivere una vita serena; l’abuso di alcool perché questa sostanza "seda" lo stato ansioso; l’abuso di farmaci ansiolitici.

Ansia da stress
Per stress si intende in questo caso non tanto quel complesso di fattori caratteristici della vita moderna che causano continua tensione e preoccupazione, quanto piuttosto uno o più eventi traumatici di tipo personale, come violenze, lutti, rapine oppure di tipo collettivo come terremoti. Ebbene queste "esperienze" possono causare un turbamento psichico sia di natura acuta, cioè immediatamente dopo l’evento, sia di tipo cronico, cioè a mesi di distanza. I sintomi sono: ricordi e sogni ripetitivi della situazione traumatica; stato psicologico di "allarme"; sensi di colpa ingiustificabili; disturbi del sonno; difficoltà di memoria e di attenzione; evitare attività che risvegliano il ricordo dell’evento; azioni o sensazioni improvvise come se l’evento dovesse ripetersi per associazione con stimoli ambientali o con un ricordo. Ansia generalizzata, depressione, alcolismo, disadattamento sociale, abuso di farmaci, sono tutte possibili complicazioni dell’ansia da stress e la terapia è farmacologica, a base di ansiolitici e di antidepressivi, associati a cicli di psicoterapia di tipo comportamentale e di sostegno psicosociale.

Prima di parlare delle terapie complementari dell’ansia vale la pena spendere qualche parola sulle ipotesi psicologiche della stessa. L’interpretazione psicologica dell’ansia è un tema dibattuto ormai da quasi un secolo. Dibattendo questo argomento si sono via via formate scuole psicologiche che sono differenziate fra loro proprio secondo i diversi pareri su questo disturbo. Per la psicoanalisi l’ansia deriverebbe da un conflitto inconsapevole ("inconscio") che non si risolve tra "pulsioni istintive" dette primarie (fame, sete, sessualità, amore - odio, aggressività, possessività) e "pusioni" denominate secondarie (o "motivazioni di senso opposto") derivate dall’apprendimento di divieti morali e sociali (ciò che Sigmund Freud chiamava "super - Io"). Di fronte a questi conflitti l’Io (cioè la funzione psichica umana caratterizzata dalla capacità di un individuo di "riconoscersi" e distinguersi dagli "altri") in genere possiede la capacità di risolverseli, modulandoli a seconda delle varie situazioni ambientali o vitali. 
Ebbene in chi soffre d’ansia vi sarebbe o un "super - Io" troppo grande (eccesso di divieti, di inibizioni morali) o una debolezza o incapacità da parte dell’Io di ristabilire un’armonia tra le pulsioni opposte sopradescritte. 
Per la socianalisi l’ansia non deve essere riferita solo al problema conflittuale considerato dalla psicanalisi, ma anche a fattori dipendenti da un disadattamento da parte dell’uomo alla società in cui vive. L’ansia dunque sarebbe riflesso ed espressione di una profonda crisi della nostra civiltà e sarebbe causata da alcuni fattori. 
Tra i principali sono annoverati in primo luogo la caduta dei miti, cioè di quei valori riferiti a concezioni religiose, filosofiche e anche politiche, che privano l’uomo moderno di "progetti esistenziali", lasciandolo con una sensazione psicologica di insicurezza e di mancanza di protezione. 
In secondo luogo la rapida trasformazione dei modelli culturali, tanto che ciò che si è appreso in età evolutiva (fino a circa vent’anni) non è in armonia con i modelli presenti nell’età adulta. T
utto ciò creerebbe un disadattamento profondo (come a dire "restare indietro") in alcuni individui, incapaci di adeguarsi ai ritmi delle trasformazioni culturali. Per la psicologia comportamentale, scuola di recente sviluppo negli USA, ogni comportamento problematico deriva da un "disadattamento" dell’individuo appreso nel tempo. L’ansia sarebbe quindi una reazione emotiva abnorme di tipo "disadattivo" di fronte a stimoli della vita considerati "minacciosi". 
La terapia conseguente mira a modificare i sintomi che impediscono un adattamento equilibrato dell’individuo alla vita reale aiutandolo ad apprendere comportamenti nuovi e più adeguati. Per la visione psicosomatica la crisi d’ansia esprimerebbe un profondo disagio dell’individuo oscillante tra una "tensione progettuale" che lo spinge a realizzare le proprie potenzialità e un bisogno di passività, di quiete, analoghi a precedenti periodi della vita in cui erano più o meno marcate le esperienze di "dipendenza" dalla figura materna.

Per venire al tema delle terapie complementari va detto che in molte medicine alternative si può trovare un’efficace terapia dell’ansia e con alcune è anche possibile attuare una disintossicazione graduale dall’abuso e dalla cronica assunzione dei farmaci ansiolitici.
Tra queste la medicina tradizionale cinese attraverso l’agopuntura, le erbe, l’omeopatia, l’uso dei fiori di Bach, sono sicuramente quelle che annoverano i maggiori successi.

L’Agopuntura sia somatica che auricolare (auricoloterapia) si rivela utile nel corso delle diverse varietà di ansia. Secondo la Medicina Tradizionale Cinese (MTC) nel Cuore risiede l’Energia mentale vera e propria, nello Stomaco e nella Milza si conserva il pensiero, nel Polmone alberga l’intuizione e l’istinto di sopravvivenza, nel Rene si dà vita alla volontà, nel Fegato sta la forza di decisione. 
Trattando i diversi punti dei meridiani o gli interi meridiano con il massaggio, è possibile agire sul disagio psichico individuale. I punti più spesso impiegati sono H7, PC6, LR3, CV17, CV22, GB34, ma solo una sapiente e dettagliata analisi consente schemi terapeutici adeguati ed efficaci. 
L’agopuntura somatica ed auricolare si rivelano particolarmente utili nelle forme di ansia somatizzata. L’associazione fra agopuntura ed un tipo di massaggio tradizionale indonesiano (definito “sea malay”) si è rivelata molto incisiva, nel breve e medio termine, nelle forme di ansia con fibromialgia.

Per quanto riguarda l'Omeopatia molti sono i rimedi, secondo le classiche “materie mediche”, capaci di agire contro l’ansia. Siamo soiliti utilizzare potenze basse (5-9CH) se vi è somatizzazione e più alte (30-200 CH) in caso di attacchi di panico o ansia generalizzata. Fra i rimedi che usiamo più di frequente ricordiamo:
Aconitum napellus è il rimedio per il "terrore" ansioso, per l’angoscia improvvisa caratterizzata dalla paura di morire, dell’agitazione che porta la persona a muoversi continuamente per tentare di "scaricare" la tensione, dell’ansia che compare anche a notte fonda.
Arnica per ansia o paura dopo uno spavento o un trauma.
Arsenicum album è efficace in chi è pieno di sensi di colpa e continua ad avere idee ossessive. 
Il rimedio è elettivo soprattutto per le persone ansiose con una personalità di fondo caratterizzata dall’essere scrupolosi, ordinati, "controllati" ma estremamente contrariabili, attenti ai particolari, a quelle persone alle quali "non sfugge nulla" che sia fuori posto.
Argentum nitricum, adatto alla cosiddetta ansia da fretta cioè a quella tensione incontenibile che pervade alcuni individui sempre timorosi di essere in ritardo. Queste sono persone che fanno tutto in fretta e che desiderano di avere già finito quello che stanno facendo.
Calcarea carbonica rimedio per chi ha paura di tutto e del fatto che gli altri si rendano conto del suo stato. Queste persone in genere nascondono la propria paura- ansia apparendo ciò che non sono cioè decisi, "duri" e tenaci.
Carcinosinum nel soggetto perfezionista, e che è sempre in ansia per paura che accada qualcosa ai suoi cari o alle persone che ha intorno.
Ignavia per ansia e preoccupazioni dovute a dispiaceri, che migliorano però distraendosi.
Lycopodium per insicurezza di fondo; la persona crede sempre che le cose andranno male, anche se poi in realtà si realizzano nel migliore dei modi. Frequente la somatizzazione gastrica.
Tarentula hyspanica per ansietà ed agitazione accompagnate dalla sensazione di elettricità sulla pelle. Utile nelle dermatosi su base ansiosa (prurigine, lichen, ecc.).
Thuya ossessione monotematica. Una sola idea fissa che agita incessantemente l’individuo.

La Fitoterapia ha compiuto negli ultimi anni dei passi da gigante, applicando tecniche scientifiche alla conoscenza della tradizione fitoterapica classica. Si sono così potute comprendere le azioni di molti preparati usati per decine o centinaia di anni consentendone un migliore utilizzo in terapia. 
Oggi ad esempio si sa che la Camomilla è una pianta che facilita il sonno solo perché ha una importante azione digestiva: riducendo i disturbi digestivi così frequenti nella popolazione, migliora per questo motivo la qualità dei sonno. Ma la Camomilla non seda l'ansia, qualunque ne sia la preparazione! Inoltre si è imparato ad usare preparazioni di pianta intera, che contengono cioè tutti i principi attivi dei vegetale. 
E infine oggi si sa con certezza che i composti da utilizzare devono presentare ben precise caratteristiche e nel loro insieme devono avere ben definite percentuali di sostanza, altrimenti il loro uso è privo di qualsiasi effetto terapeutico. Se si usa del Kava-Kava ad esempio (una pianta con una importante azione di controllo dell'angoscia) o si utilizza una preparazione dotata almeno di un titolo al 30%, oppure il suo effetto potrebbe essere nullo.La Valeriana officinalis è più attiva della Kawa-Kawa e della melatonina nei disturbi d’ansia, ma risulta in gradi di creare dipendenza ed effetti collaterali significativi. 
Molto più maneggevoli, in Tintura Madre o Estratto Fluido, la Lavandola officinalis, il Crataegus oxyacantha e la Passiflora alata. Nel caso di nevrosi cardiaca si usa il Crataegus, per dispepsie, invece, la Lavandola, mentre se l’ansia e generalizzata o legata a turbe del sonno è utile la Passiflora. 
Fra le piante cinesi il Blupeurum e la Scutellaria baicalensis sembrano quelle con maggiore azione psicotropa ed ansiolitica.

I Rimedi di Bach sono molto noti e usati in Inghilterra (in quel Paese sono mutuabili) e solo da pochi anni vengono studiati e prescritti anche in Italia. Questo metodo terapeutico si basa sul fatto che non importa quali siano i sintomi presentati da una persona ammalata perché vi è sempre uno squilibrio psichico preesistente alla malattia. Edward Bach (medico vissuto agli inizi del secolo) studiò migliaia di ammalati giungendo alla conclusione che non bisogna curare la malattia ma la persona; che in ogni individuo occorre individuare l’esatta natura dei sintomi psicologico - emotivi che accompagnano la malattia; che nell’organismo umano (inteso come psiche e corpo indissolubilmente uniti) vi è una "forza vitale" o "forza guaritrice" naturale che sempre occorre stimolare; che esistono 38 condizioni psicologiche particolari di base espressioni delle diverse personalità che, combinate tra loro, individuano un grande numero di vari "atteggiamenti mentali". Il dottor Bach sperimentò molti rimedi tratti dai fiori delle piante ("è nel fiore la forza vitale") scoprendone infine appunto 38 adatti a modificare gli atteggiamenti mentali negativi, stimolando via via quelli positivi e quella forza di guarigione sopraddetta. I rimedi di Bach frequentemente utilizzati per l’ansia sono tre:
Agrimony, o eupatoria, è la pianta che aiuta chi è apparentemente allegro, gioviale, ma che in realtà, dietro questa maschera di benessere, nasconde tormenti mentali, preoccupazioni, inquietudine, paura del futuro, delle malattie, della solitudine. Agrimony stimola la parte positiva che alberga in queste persone e cioè il buonumore, la calma, la cordialità, l’ottimismo, il senso di equilibrio e di pace
Aspen, o pioppo tremolo, adatto alle persone che hanno paura senza sapere perché e che vivono in uno stato d’animo d’apprensione continua con una tensione e un "tremolio" interiore come in perenne attesa di qualcosa di terribile che deve succedere. Aspen svela il potenziale positivo, incrementando il coraggio e la capacità di affrontare la vita senza paura
Rock rose, o eliantemo è il rimedio contro il panico, il terrore, l’emergenza, dove tutto sembra impedire ogni capacità di reazione. Le persone con crisi di panico spesso restano bloccate in una sorta di disorientamento in cui non si vedono vie di uscita e rock rose è il rimedio che "sblocca" stimolando nel contempo la forza di reazione.

Sotto il profilo dietetico occorre evitare caffè, tè, cioccolata, cacao, coca-cola e droghe eccitanti come zafferano, pepe, curry. Talvolta lo stato ansioso è legato a delle “intolleranze alimentari. 
Nel sospetto si può eseguire un test bioelettronico impedenziometrico (Vega, Mora, Sarmtest) attraverso il quale si possono individuare classi di alimenti (lieviti, latte e derivati, cereali) che spesso favoriscono le reattività ansiose e che perciò vengono eliminati dalla dieta. Due parole, infine, sulla cromoterapia e l’aromoterapia, che, in corso d’ansia, possono risultare di grande valore integrativo. Nelle persone ansiose che sono tese e soffrono anche d’insonnia, si consiglia di scegliere vestiti e oggetti di colore blu perché questo colore ha la proprietà di "rasserenare" la mente. Per chi diventa ansioso quando avverte la sensazione di "non farcela" ad affrontare le varie responsabilità della vita il colore indicato è l’arancio, perché esso stimola il coraggio, la creatività, i pensieri positivi. Fra i profumi i più utili sono la lavanda, riequilibrante nervoso e la camomilla. Inoltre l’arancio dolce che ha un effetto rasserenante, mentre l’anice stimola l’ottimismo. Basta annusare per qualche minuto più volte nella giornata un fazzoletto imbevuto con qualche goccia di questi per ridurre al minimo stati ansiosi anche acuti.
By Carlo Di Stanislao, Francesco Marcelli

Nel testo originale tratto da: www.agopuntura.org sono presenti numerose note e links che in questo testo riportato, sono stati omessi.

IMPORTANTE commento (NdR):
questo studio DIMENTICA che il 99 % dei malati e di coloro che ne soffrono, e' perche' hanno od hanno avuto in bocca
AMALGAMI dentali (per molti anni); queste sono otturazioni color argento, oppure hanno avuto od hanno intossicazioni  da Vaccini e/o da alimentazione inadatta (con tossine) ! 
Se vogliono guarire DEVONO eliminare anche i metalli tossici accumulati, specie gli amalgami dentali perche' contengono Mercurio e quelle dei Vaccini; questi metalli tossici determinano immediatamente e per tutto il tempo che si tiene in bocca, la moria continua degli enzimi e della flora batterica intestinale e la impossibilita' alla ricostituzione dei batteri autoctoni e della loro buona funzionalita', favorendo le proliferazioni anomale anche di  batteri (mutazioni) e funghi (specie candida) che possono divenire patogeni e generare altre sostanze tossiche che aggravano ancor piu' lo stato di malattia !
 
 

Le RICERCHE MOSTRANO un NESSO fra MICROBIOMA Intestinale (intestino) e CERVELLO - 09/01/2015
Chiamate collettivamente microbioma, le migliaia di miliardi di microbi che abitano il corpo umano vivono principalmente nell’intestino, dove ci aiutano a digerire il cibo, a sintetizzare le vitamine e a difenderci dalle infezioni. Ora, recenti ricerche sul microbioma hanno dimostrato che la sua influenza si estende ben oltre l’intestino, fino ad arrivare al cervello. Negli ultimi 10 anni, vari studi hanno collegato il microbioma intestinale a una serie di comportamenti complessi, come umori ed emozioni, appetito e ansia.
Il microbioma intestinale sembra contribuire al mantenimento della funzionalità cerebrale, ma non solo: potrebbe anche incidere sul rischio di disturbi psichiatrici e neurologici, fra cui ansia, depressione e autismo. Una delle modalità più sorprendenti con cui il microbioma influisce sul cervello è durante lo sviluppo.
“Esistono delle finestre evolutive critiche in cui il cervello è più vulnerabile poiché si sta preparando a rispondere al mondo circostante”, spiega Tracy Baie, docente di neuroscienze presso la facoltà di veterinaria dell’Università della Pennsylvania. “Così, se l’ecosistema microbico della madre si modifica - per esempio a causa di infezioni, stress  o diete - ciò cambierà il micro bioma intestinale del neonato, e gli effetti possono durare tutta la vita.”
Altri ricercatori stanno esplorando la possibilità che il microbioma abbia un ruolo nelle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il Parkinson.
Fonte: MedicalXpress.com : http://tinyurl.com/kaa2j36

Commento NdR: ma cio’ puo’ accadere anche e non solo per i vaccini che il neonato subisce dai due, tre mesi  in avanti…infatti se una madre ha delle amalgami dentali in bocca (contengono mercurio) il neonato potra’ subire delle conseguenze anche gravi.


Infine vi sono i Batteri detti "Psicobiotici" - vedi: Spirito
Cosa sono gli psicobiotici ?
Sono probiotici che alterano la
mente, e i ricercatori affermano che possono migliorare l’umore, diminuire l’ansia e la depressione e apportano molti altri benefici. I probiotici sono microrganismi vivi che sono simbiotici con i batteri intestinali positivi e che riescono ad arrivare nell’intestino integri. Ad esempio i fermenti dello yogurt non sono considerati probiotici perché muoiono appena entrano in contatto con i succhi gastrici non sopportandone l’acidità.
Fino a qualche anno fa era difficile credere che alterando i batteri nell’intestino, si potesse gestire meglio lo stress, migliorare l’umore, e anche curare ansia o depressione. Eppure ci sono moltissime ricerche scientifiche pubblicate da vari ricercatori in tutto il mondo che riguardano la connessione intestino-cervello e che stanno dimostrando proprio questo.
Ora sappiamo che è possibile modificare i batteri intestinali in modo da influenzare positivamente l’umore e la funzione del cervello. Uno dei principali modi è quello di assumere gli psicobiotici. 
Gli psicobiotici sono organismi vivi che, se ingeriti in quantità adeguate, producono un beneficio per la salute nei pazienti affetti da malattie psichiatriche.[1] Questa definizione, coniata nel 2013, è troppo limitante se ci si basa sulla più recente ricerca che dimostra che non c’è bisogno di avere una depressione clinica, un disturbo d’ansia, o qualche altro disturbo psichiatrico affinché gli psicobiotici influenzino positivamente il cervello.[2] Chi soffre di stress cronico, depressione, o di ansia ha il potenziale per beneficiare di questa classe di probiotici.

Come gli psicobiotici agiscono sul cervello
1. Uno dei modi per cui questi probiotici “alterano la mente” è attraverso la loro capacità di produrre vari composti biologicamente attivi, come i neurotrasmettitori. Diverse molecole con funzioni neuroattive come l’acido gamma-amminobutirrico (GABA), la serotonina, le catecolamine e l’acetilcolina possono essere prodotti dai batteri intestinali.[3] Quando questi neurotrasmettitori sono secreti all’interno dell’intestino, possono attivare cellule all’interno del rivestimento epiteliale che a loro volta rilasciano molecole che stimolano la funzionalità cerebrale e influenzano il comportamento.
2. Una seconda modalità attraverso cui gli psicobiotici agiscono sul cervello è esercitando effetti sul sistema di risposta allo stress del corpo, che coinvolge il cervello e le ghiandole surrenali.[4] Questo sistema, noto come asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), diventa disfunzionale in caso di stress cronico o malattia. Quando si verifica una disfunzione dell’asse HPA, la produzione ritmica di cortisolo e di altri ormoni legati allo stress diventa perturbata. Questo potrebbe svolgere un ruolo centrale nel provocare disturbi dell’umore e problemi cognitivi.[5]
3. Un terzo modo per cui gli psicobiotici possono agire sul cervello è attraverso la loro azioni anti-infiammatoria.[6] 
I livelli cronicamente elevati di infiammazione in tutto il corpo e nel cervello sono ormai noti essere una delle principali cause della depressione e di altri disturbi dell’umore e cognitivi. Questa infiammazione può derivare dall’intestino, e alcuni psicobiotici apportare i loro effetti benefici nel cervello abbassando l’infiammazione.

Quali probiotici sono psicobiotici ?
La ricerca sta cominciando a identificare quali probiotici abbiano effetti sul sistema nervoso e quali siano questi effetti.
Negli studi effettuati in persone sane, diversi psicobiotici hanno dimostrato di migliorare l’umore e la funzione cognitiva e di diminuire i sintomi di stress e ansia. Alcuni psicobiotici hanno anche dimostrato di curare la depressione, l’ansia, e altri problemi di salute mentale e cognitivi nei pazienti con disturbi psicologici e / o altre condizioni mediche.

Psicobiotici per la depressione e l’ansia
E’ stato effettuato uno studio clinico su pazienti con disturbi depressivi maggiori, in cui alcuni hanno assunto integratori prebiotici, altri un placebo per otto settimane.[7] L’integratore prebiotico era costituito da Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus casei, Bifidobacterium bifidum (2 miliardi di CFU ciascuno). Dopo otto settimane, i pazienti che hanno ricevuto il probiotico avevano diminuito in modo significativo i punteggi totali sulla Beck Depression Inventory, un test ampiamente utilizzato per misurare la gravità della depressione, rispetto ai pazienti che avevano assunto il placebo. Inoltre, avevano una significativa diminuzione della infiammazione sistemica come misurato dal hs-CRP, i livelli di insulina erano significativamente più bassi, si era ridotta la resistenza all’insulina, e si era verificato un significativo aumento di glutatione, un antiossidante.
Altri psicobiotici hanno conseguenze benefiche sull’umore e sui sintomi di ansia, ma anche in persone senza questi disturbi. In uno studio per analizzare i possibili effetti su ansia, depressione, stress in volontari sani, è stato utilizzato un probiotico che contiene Lactobacillus helveticus r0052 e Bifidobacterium longum R0175 (Probio’Stick®), ed è stato  dimostrato che esso aveva alleviato lo stress psicologico, in particolare la depressione, la rabbia, l’ostilità, e l’ansia quando assunto per 30 giorni.[8] I ricercatori hanno concluso che L. helveticus r0052 e B. longum R0175 hanno effetti psicologici benefici nei soggetti sani. Possono contribuire a rafforzare l’umore e alleviare l’ansia nelle persone affette da varie malattie croniche.
Lo stesso probiotico studiato sopra (Lactobacillus casei ceppo Shirota) è stato utilizzato in un altro studio controllato con placebo nei pazienti con sindrome da stanchezza cronica.[9] I pazienti sono stati divisi in gruppi in cui uno ha ricevuto 24 miliardi di unità formanti colonie di Lactobacillus casei, ceppo Shirota e un altro un placebo al giorno per due mesi. Le persone che avevano assunto il probiotico avevano una significativa diminuzione dei sintomi di ansia. Molti psicobiotici supplementari hanno dimostrato di poter curare la depressione e l’ansia in studi su animali. Il Lactobacillus plantarum, ceppo PS128, per esempio, è noto per l’effetto di aumentare la dopamina e la serotonina e di diminuire i comportamenti di depressione nei topi.[10] 
Nei topi depressi che sono stati sottoposti a stress precoce, questo stesso psicobiotico diminuisce il cortisolo, normalizza il sistema di risposta allo stress (HPA), e diminuisce la depressione.[11] Sia il Bifidobacterium longum e sia il Bifidobacterium breve riducono l’ansia e migliorano le prestazioni nei test cognitivi nei topi.[12] [13]

Psicobiotici per lo stress
E’ stato anche dimostrato che gli psicobiotici aiutano le persone e gli animali sottoposti a stress. Una bevanda di latte fermentato (kefir) contenente il Lactobacillus casei, ceppo Shirota, ha impedito un aumento di cortisolo ed ha aumentato i livelli di serotonina negli studenti di medicina stressati.[14] Inoltre, la bevanda probiotica ha diminuito i sintomi fisici legati allo stress come dolore addominale e sintomi del raffreddore.
Gli autori dello studio hanno concluso che l’assunzione di Lactobacillus casei, ceppo Shirota “può esercitare effetti benefici per prevenire l’insorgenza di sintomi fisici nei soggetti sani esposti a situazioni di stress.”
Il Lactobacillus helveticus NS8 è stato confrontato con l’SSRI (citalopram) nei ratti con depressione, ansia e disfunzioni cognitive a causa dello stress cronico.[15] Il prebiotico ha funzionato meglio del citalopram nel ridurre l’ansia indotta da stress, depressione e disfunzioni cognitive. Esso ha abbassato il cortisolo e riportato i livelli di serotonina e di altri  neurotrasmettitori cerebrali alla normalità.
Altri probiotici contenenti Lactobacillus helveticus  hanno anche dimostrato, in studi condotti su animali, di poter ridurre la depressione legata allo stress e all’ansia, influenzando la serotonina, il cortisolo, e altri composti neuroattivi.[16] 
Ad esempio, il Lactobacillus helveticus r0052 combinato con il Lactobacillus rhamnosus R0011 ha normalizzato i comportamenti simili all’ansia e le carenze di apprendimento e di memoria nei ratti immuno-deficienti con disfunzioni dell’asse HPA.[17]

Alcuni prebiotici sono anche psicobiotici ?
I prebiotici possono anche agire come importanti regolatori dell’umore e della funzione del cervello. I prebiotici non sono organismi vivi come i probiotici, ma sono sostanze vegetali che stimolano la proliferazione dei batteri positivi intestinali.
In un recente studio è stato dimostrato che essi riducono la secrezione dell’ormone dello stress, il cortisolo, e migliorano l’elaborazione emotiva in volontari sani. I partecipanti hanno ricevuto uno dei due prebiotici (frutto-oligosaccaridi, FOS, o Bimuno-galactooligosaccharides, B-GOS) oppure un placebo (maltodestrine) al giorno per tre settimane. I livelli di cortisolo al mattino erano significativamente più bassi dopo l’assunzione B-GOS rispetto a chi aveva assunto il placebo. I partecipanti che avevano assunto B-GOS hanno anche mostrato aumenti positivi sulla vigilanza e attenzione, che è un’indicazione che il prebiotico ha avuto effetti anti-ansia. Nessun effetto è stato trovato dopo la somministrazione di FOS.[18]
Le persone con l’intestino irritabile spesso hanno l’ansia e / o depressione, condizioni correlate direttamente con la disbiosi e con la diminuzione dell’attività intestinale e della diversità microbica.[19] Uno studio ha trovato che una miscela prebiotica contenente galactooligosaccaride ha dato benefici sull’ansia nella sindrome dell’intestino irritabile.[20]  Il trattamento giornaliero con questa miscela per 4 settimane ha ridotto i punteggi di ansia e ha avuto un notevole impatto positivo sulla qualità della vita.

Conclusione
Nel complesso, i risultati di questi studi dimostrano che gli psicobiotici hanno il potenziale di avere un impatto positivo sulla funzionalità del cervello, sul miglioramento dell’umore, sul trattamento della depressione e dell’ansia, e aiutano a gestire lo stress.  I migliori psicobiotici ed i relativi dosaggi devono ancora essere determinati. In generale sono raccomandati almeno 10 miliardi di CFU al giorno per la maggior parte dei probiotici, tra cui gli psicobiotici, ma possono anche essere utili apporti superiori o inferiori. Basta fare una prova per almeno un mese prima di decidere se funzionano o meno.
La chiave della salute è nel nostro intestino e gli antichi di ogni tradizione lo sapevano benissimo. Ippocrate, padre della medicina moderna, ha detto 2400 anni fa: “Tutte le malattie hanno origine nell’intestino“.

Commento NdR: anche e pur rispettando gli autori dello studio, precisiamo: non e' che un singolo batterio influisce sulla psiche, ma e' l'insieme sinergico di TUTTI i batteri autoctoni della flora intestinale, il microbioma, che permette al soggetto di avere una psiche / mente  lucida ed attenta, senza distrazioni dai malesseri causati dalle alterazioni della flora foriera di qualsiasi danni o ammalamento.

Riferimenti
[1] Dinan TG et al. Psychobiotics: a novel class of psychotropic. Biol Psychiatry. 2013 Nov 15;74(10):720-6.
[2] Tillisch K et al. Consumption of fermented milk product with probiotic modulates brain activity. Gastroenterology. 2013 Jun;144(7):1394-401, 1401.e1-4.
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[5] Stuart Watson and Paul Mackin. HPA axis function in mood disorders. Psychiatry Volume 5, Issue 5, 1 May 2006, Pages 166–170
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[19] Neuropsychiatr Dis Treat. 2015; 11: 715–723.
[20] Aliment Pharmacol Ther. 2009 Mar 1;29(5):508-18.
Tratto da dionideam.it