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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


RESPIRARE e MUOVERSI

 

Queste sono le funzioni fondamentali di ogni essere Vivente.
Il Nutrirsi ed il Pensare li abbiamo già trattati precedentemente, ma di quest'ultimo parleremo ancora.

La respirazione è importante nell’essere umano, infatti l’aria è il primo alimento ed il primo medicamento fin dalla nascita. Si può vivere per diverso tempo senza mangiare, mai nessuno ha potuto restare in vita senza respirare anche per breve tempo.
Nella vita di ogni giorno la maggior parte degli uomini non dà molta importanza all’aria e questo è un grave errore, perché dovremmo adoperarci affinché il progresso non inquini come fa, il nostro primo alimento vitale: l’aria. Il corpo respira attraverso la pelle ed i polmoni.

L’Energia vitale (E-) ed (E­+) permea tutto il Creato, si chiama in Oriente “Prana” e/o Yin e Yang, ed in Occidente “Etere”; tutta la Energia/Mater-ia è da essa formata ed essa si rende evidente sotto forma di  materia/energia più o meno densa.
Ogni forma di vita utilizza questa fonte di Energia per potersi manifestare; l’uomo è il “meccanismo bio elettronico più complesso che utilizza questa energia, Etere o Prana, ed attraverso il respiro/espiro dell’aria, la introduce nel corpo attraverso i polmoni, i quali indirizzano i flussi e riflussi energetici attraverso l’ossigeno ed il sangue che trasporta l’Energia vitale (E+) ed (E-) fino alla periferia ritornando in un continuo, inspiro/espiro fino alla morte dell’organismo, alimentato nel suo “battimento” fin dal concepimento, dalla corrente di Vita dell’Universo, il Campo Psico Elettromagnetico Informato Universale (CEIU).

Praticamente la respirazione è il meccanismo che permette l’utilizzo dell’Energia vitale.
Ricordiamo che l’aria pura è l’alimento che soddisfa la maggior parte delle nostre necessità fisiologiche, perciò in montagna, nei boschi ed in tutti quei luoghi dove possiamo trovare aria la più pura possibile, possiamo dire di vivere principalmente di aria.
L’aria entra dalle narici del naso il quale provvede a riscaldarla alla giusta temperatura attraverso i suoi canali, inoltre ha la capacità di filtrarla dalle impurità.

La respirazione è controllabile dalla volontà mentre le altre funzioni corporee non lo sono; la volontà può essere esercitata per modificare la frequenza, possiamo respirare più lentamente o più velocemente a seconda delle necessità. Possiamo variare il ritmo, cioè effettuare delle lunghe o corte inspirazioni e sospendere per un certo tempo la funzione respiratoria.
La superficie dei tessuti polmonari è di circa 130 m2 ed i polmoni mettono in contatto il nostro più intimo tessuto, il sangue, con l’aria dell’ambiente.
Così come per ottenere delle buone digestioni occorre saper mangiare, per respirare bisogna saperlo fare.

Come ?
La fase di INSPIRAZIONE, corrisponde ad un approvvigionamento, mentre la fase di ESPIRAZIONE, corrisponde alla eliminazione.
Una inspirazione lenta e profonda, permette una maggiore diffusione delle energie in tutto il corpo.

E’ importante insistere sull’espirazione, poiché l’inspirazione si fa inconsciamente ed automaticamente; dobbiamo avere la massima capacità di svuotamento polmonare per avere poi la massima possibilità di introdurre nuova aria ossigenata.
L’aria contiene le energie della VITA Universale, (E-) ed (E+) con gli atomi ionizzati dell’aria che noi riceviamo per mezzo dei polmoni, per tutte le cellule del corpo; è dunque importante saper respirare e respirare bene.

Ordinariamente respiriamo dalle 12 alle 18 volte al minuto in modo superficiale, in quanto utilizziamo solo la sesta parte della nostra capacità polmonare.
Una respirazione profonda e completa non è situata solo a livello toracico, ma utilizzando la respirazione addominale spingeremo il diaframma verso il basso ed otterremo un profondo e benefico massaggio sugli intestini. Questo tipo di respirazione ha un ritmo di circa 5/10 respirazioni al minuto, essa è lenta e produce anche un effetto calmante sul soggetto.

Le energie della VITA Universale contenute nell’aria (E-) ed (E+) e sopra tutto gli Elettroni (negativi) presenti negli atomi, trasformano e rivitalizzano le energie umane; più si è ricettivi a queste energie, più la nostra carica cresce e meno si ha di bisogno per esempio, di calorie alimentari.

Per rendere più chiara ed evidente l’importanza della respirazione nell’essere umano, è bene parlare un attimo della circolazione sanguigna e della sua importanza, poiché sappiamo che il sangue si ossigena attraverso i polmoni, dall’aria che respiriamo.

La circolazione sanguigna è suddivisa in due parti: la GRANDE e la PICCOLA.
Il sangue ossigenato parte dal cuore e precisamente dal ventricolo sinistro, tramite l’arteria denominata aorta e mediante le sue diramazioni, distribuisce il sangue arterioso ossigenato, a tutti gli organi e tessuti; infine attraverso le vene, ritorna al cuore mediante l’atrio destro, carico di rifiuti e di anidride carbonica; fin qui la GRANDE circolazione.

Nella PICCOLA circolazione invece, dall’atrio destro il sangue sporco, impuro, passa al ventricolo destro, arriva ai polmoni dove avviene lo scambio gassoso, ematosi, cioè il sangue cede l’anidride carbonica e si ricarica di ossigeno e di tutti gli altri elementi vitali, poi ritorna al cuore mediante l’atrio sinistro per poi tornare in circolo.
Ne deriva che tutti gli organi centrali e periferici, le cellule ed i tessuti, assorbono ossigeno e gli altri elementi vitali per mezzo del sangue; più questo è ricco di ossigeno e degli altri elementi vitali, maggiore sarà la prestazione di tutte le cellule e di tutti gli organi in favore dell’Essere.

Prendendo in considerazione il cervello, osserveremo che le sue cellule hanno una autonomia di ossigeno inferiore a tutte le altre; infatti, se occludiamo anche per brevissimo tempo il flusso di sangue al cervello, tramite una momentanea compressione della vena giugolare, avremo come risultato prima lo svenimento, poi la paralisi ed infine la morte.
Quindi più ossigeno e gli altri elementi vitali, arrivano al cervello attraverso una buona respirazione, maggiori potranno essere le capacità intellettuali.
L’altro aspetto dell’importanza di una giusta respirazione è quello di usare il respiro come regolatore degli stati mentali, infatti una persona agitata avrà senz’altro in quel preciso momento, una cattiva respirazione: l’affanno.

Un rimedio utile quindi per tutti gli stati ansiosi può essere quello di CONCENTRARE l’attenzione sul respiro protraendo la fase di espirazione il più possibile, senza contrarre i muscoli addominali e contemporaneamente pensare a buttare fuori con l’aria, l’affanno, l’ansia, la paura ecc.
Provate per capire il meccanismo, la prima volta che vi sentirete in collera, eccitati, spaventati, ecc.; respirate profondamente e lentamente, pensando di buttare fuori da voi le ansie. Starete sicuramente meglio !

Prima abbiamo usato un termine: “concentrarsi”, su cosa e come dobbiamo porre la nostra attenzione per poterci concentrare ? La concentrazione è uno stato mentale fondamentale per lo sviluppo dell’essere umano e significa, porre tutta l’attenzione ad una particolare immagine mentale ad una azione o ad un oggetto, senza essere per nulla distratti da altre cose o situazioni diverse da quella sulla quale si è concentrati con la mente/organo e con l’IO/Ego. La respirazione e la concentrazione sono strettamente legate.

Abbiamo già accennato al fatto che il meccanismo della respirazione non serve solo ad immettere aria nei polmoni per il nutrimento cellulare corporeo, ma anche per poter fornire energia elettro magnetica all’organismo in modo che esso possa muoversi; la prova più semplice è che quando si è in coma, morti o con grosse difficoltà di respirazione NON ci si può muovere; ciò non dipende solo dal fatto che non arriva, come ci dicono i medici, ossigeno al cervello, ma perché e sopra tutto non si fornisce la corrente necessaria al sistema nervoso per mezzo dei meccanismi nervosi/muscolari/ossei adatti alla trasduzione (trasformazione) della energia (E+ ed E-), di cui il Campo Psico Eletttro Magnetico Informato (CEIU)  dell’Universo è permeato e che opportuni meccanismi recettori e trasformatori del corpo traducono in correnti (microampere) ed in tensioni (microvolts) nelle giuste “fasi”, che fornite al sistema nervoso, vengono distribuite ai muscoli per ottenere le opportune contrazioni/rilassamenti, onde per cui riusciamo a correre, camminare, respirare, muovere oggetti, ecc.

Il principale meccanismo trasduttore è quello di respirazione/deglutizione legato all’osso ioide (sotto la lingua) ed all’abbassamento dell’epiglottide e dell’ugola; questi sono i primi trasduttori dell’Energia Eterica (Eter, il cui anagramma dà: “Rete” dell’elettromagnetismo sottile) introdotta nei polmoni per mezzo dell’aria, in tensioni di circa 7 volts, necessarie una volta ripartite ai vari organi motori delegati al movimento, che è coordinato dal cervello per mantenere l’equilibrio necessario alla posizione da assumere in quel dato movimento.
Quando l’osso ioide non è in grado di muoversi, le alternanze dell’energia tripolare si arrestano e quindi i flussi energetici discendenti ed ascendenti nell’organismo non esistono più, i globi oculari seguiti dai muscoli e da tutto l’organismo vanno in situazione di riposo; se il processo di quiete rimane per un certo periodo di tempo, la morte, il riposo definitivo sopraggiunge.

Descrizione del meccanismo di trasduzione energetica: l’energia che noi traiamo dall’aria durante le fasi di respirazione e di deglutizione si distribuiscono con la stessa intensità, direzione e giusti apporti sull’osso ioide che è avviluppato da fibre nervose avvolte a spirale su di esso e che si muove in modo alternato in su ed in giù, determinando nel campo magnetico nel quale tutto il corpo è immerso, un meccanismo identico al rotore di un motore elettrico, fornendo quindi energia elettrica alternata all’organismo; quest’ultima viene in seguito trasformata in altri valori necessarie di tensione (volt) ad altre parti del corpo.

I moti oscillatori che l’osso ioide compie, vengono anche trasmessi al triangolo piramidale: del Trago, Coccige, Ugola, che danno vita al sistema di trasmissione energetico di ricezione e di distribuzione dell’energia tripolare, ascendente e discendente, nel loro movimento verticale, lungo la colonna vertebrale seguendo anche le linee dei meridiani dell’agopuntura e lungo i paralleli dell’agopuntura per la distribuzione orizzontale.
Se l’organismo lavora in situazione di “rigidità”, cioè di tensione giusta muscolare quindi in modo adatto, la trasmissione delle forze di movimento è regolare; se al contrario il corpo è malnutrito per alterazione Psico/termico/nutrizionale e quindi la struttura è semi bloccata o troppo morbida, l’energia non viene trasmessa a tutti i livelli dell’organismo, quindi esso NON funziona a dovere.

Questi meccanismi sono ancora sconosciuti alla medicina allopatica e quindi non insegnati nella scuola.

Gli antichi conoscevano questi meccanismi, ma oggi nelle nostre scuole ciò non viene più insegnato, nè come si deve respirare nel modo opportuno, occorre perciò rieducarsi e far in modo che essa sia di tipo addominale la più lenta e completa possibile per aiutare l’organismo a distribuire ben l’energia.
Nei momenti cruciali della giornata, quando siamo ansiosi e ci accorgiamo di non essere più padroni di noi stessi, ma di seguire un particolare stato mentale, ad esempio uno stato d’ira o di depressione psichica e così via, in quei momenti, ricordate la giusta concentrazione e respirazione.

Concentratevi sul respiro o pensate “positivo” a qualche situazione piacevole ed espirare i vostri malesseri.
Mediante la concentrazione ed il rilassamento possiamo calmare la mente/organo; una respirazione lenta e controllata rallenterà il battito cardiaco, tutto ciò porterà ad avere una vita più tranquilla e più lunga, inoltre mediante il respiro conosciamo meglio noi stessi.
By Roberto Pinciara - Maestro Zen  - vedi:
  Rebirthing

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Il metodo Buteyko  
 Le scoperte del medico russo  K.P.Buteyko sono ormai conosciute ed applicate nei paesi dell'ex Unione Sovietica ed in Australia (dove sono state confermate da sperimentazioni effettuate nell'Università del Queensland) e si stanno ora diffondendo anche in Inghilterra, Stati Uniti e Canada. Da noi sono ancora pressoché ignote. (Finora ne hanno parlato solo i libri "Vivere di più respirando di meno" e "Attacco all'asma"  di Rosa Maria Chicco e, fino a poco fa, solo due  traduzioni di  articoli inglesi apparsi sulle riviste "Nexus" (nr.26-2000)  e "L'Altra Medicina" (nr.4-2000).

Analizziamo ora il processo della respirazione, indispensabile per la vita:
L'aria, attraverso le vie respiratorie, arriva negli alveoli polmonari, nei quali avviene lo scambio gassoso con il sangue: attraverso la membrana che separa l'alveolo dai capillari, l'ossigeno passa al sangue e l'anidride carbonica dal sangue all'alveolo. Arrivato nel sangue, l'ossigeno si combina con l'emoglobina, componente dei globuli rossi presenti nel sangue che ha il compito di trasportare l'ossigeno in tutto il corpo.

L'emoglobina trasporta l'ossigeno nel corpo e lo rilascia alle cellule. La quantità di ossigeno che circola nel sangue dipende quindi dall'emoglobina disponibile e non dalla quantità d'aria che respiriamo: infatti se raddoppiamo o triplichiamo la quantità di aria inspirata non aumenta la quantità di ossigeno che si combina con l'emoglobina, ma solo quella introdotta ed espulsa, ed assieme ad essa aumenta anche il quantitativo di anidride carbonica che viene eliminato.
Nei tessuti l'ossigeno viene utilizzato nelle reazioni metaboliche la cui efficienza dipende dalla quantità di ossigeno presente nelle cellule, cioè da quanto ossigeno l'emoglobina cede alle cellule.
Per l' effetto Bohr a basse concentrazioni di CO2 l'emoglobina rilascia ossigeno ai tessuti con maggior difficoltà, pertanto tutti i tessuti risultano scarsamente ossigenati.
Risulta quindi che l'iperventilazione cronica porta ad una diminuzione della quantità di anidride carbonica presente nel sangue, e vediamo ora in che modo la CO2 interagisce con il nostro corpo.

Apparato immunitario
L'anidride carbonica è un catalizzatore per le reazioni chimiche del nostro metabolismo, il che significa che la reazione chimica avviene solo in presenza di CO2, anche se tutti gli elementi della reazione stessa sono presenti in abbondanza. Risulta pertanto che se c'è poca anidride carbonica avvengono poche reazioni chimiche, quindi il nostro metabolismo rallenta e produce un quantitativo inferiore delle sostanze utili al nostro corpo. In particolare, viene prodotto meno cortisolo (il cortisone prodotto naturalmente dal nostro corpo) e ciò crea un affaticamento dell'apparato immunitario, che non solo risulta meno attivo e quindi combatte di meno contro virus e batteri, ma reagisce anche in maniera anomala riconoscendo come pericolosi e portando da aggredire anche elementi del tutto normali: ecco spiegata l'insorgenza di ALLERGIE ed INFIAMMAZIONI CRONICHE di vario tipo.

Apparato respiratorio
La carenza di anidride carbonica provoca spasmi alla muscolatura liscia, che è presente nei bronchioli, e provoca pertanto il broncospasmo, una delle forme di ASMA. Il corpo inoltre, per evitare la fuga di anidride carbonica dal corpo inizia a produrre del muco allo scopo di ridurre le dimensioni delle vie respiratorie in modo da limitare la fuga di CO2.
Ecco i RAFFREDDORI e RINITI CRONICHE, ASMA, BRONCHITI CRONICHE, DIFFICOLTA' RESPIRATORIE di vario tipo.

Apparato circolatorio
La carenza di anidride carbonica provoca spasmi alla muscolatura liscia, che è presente anche nei vasi sanguigni e provoca pertanto il restringimento di vene ed arterie, e quindi IPERTENSIONE.

Apparato neurologico
La carenza di anidride carbonica provoca un sovraeccitamento delle cellule del sistema nervoso a tutti i livelli, quindi le loro reazioni possono non essere più regolari, da cui ANSIA, TACHICARDIA, VERTIGINI, FORMICOLIO AGLI ARTI.

Apparato muscolare
Per controbilanciare gli effetti dell'iperventilazione il nostro corpo attinge alle riserve di sali minerali che abbiamo nel corpo che vengono poi eliminati attraverso i reni. A lungo andare si ottiene una carenza di sali minerali che porta i CRAMPI. Inoltre, dal momento che l'iperventilazione per l'effetto Bohr porta ad una scarsa ossigenazione dei tessuti, e quindi anche dei tessuti muscolari, si ha la STANCHEZZA CRONICA.

Se alle cellule arriva poco ossigeno, per richiederne di più il corpo aumenta la respirazione; in questo modo si diminuisce ancora di più la quantità di CO2, e si arriva ad un continuo peggioramento della situazione entrando in un circolo vizioso.

Partendo da tutti questi presupposti il dott. Buteyko ha messo a punto degli esercizi respiratori con i quali il paziente gradualmente e senza sforzo, diminuisce la quantità d’aria immessa nei polmoni in un minuto, in modo da ristabilire il corretto quantitativo di anidride carbonica nel corpo con il risultato che scompaiono i disturbi, cioè si eliminano asma, raffreddori cronici, alta pressione, bronchiti croniche, allergie,...

A chi è utile ?
E' ormai riconosciuto da tutti che l'iperventilazione è connessa a molti disturbi. Come si può vedere nella pagina della teoria l'iperventilazione porta ad un abbassamento della percentuale di anidride carbinica nel sangue. La moderna fisiologia stabilisce che le varie funzioni del corpo sono regolate oltre che dal sistema nervoso anche dalla presenza di vari ormoni e di anidride carbonica, che è l'unica sostanza prodotta in ogni tessuto del nostro corpo e che influenza probabilmente la funzionalità di ogni organo. La CO2 è uno dei fattori più importanti dell'equilibrio acido-basico del sangue, è il principale controllore della respirazione, ed esercita una essenziale tonicità sul cuore e sul sistema circolatorio periferico.

Risulta pertanto che i disturbi imputabili all'iperventilazione sono di vario tipo:

 

cardiovascolari

palpitazioni, tachicardia, vasocostrizione periferica, ipertensione

 

 

respiratori

broncospasmi, oppressione ai polmoni, senso di soffocamento, asma, bronchiti croniche, riniti croniche

 

 

neurologici

sensazione di vertigine e svenimento, difficoltà di coordinamento, formicolio agli arti

 

 

muscolari

contrazioni, crampi, tremore, tetania

 

 

generali

stanchezza, insonnia, debolezza, mal di testa, difficoltà di concentrazione, ansia, attacchi di panico

 

 

apparato immunitario

intolleranze alimentari, allergie, candidosi

 

Il metodo Buteyko è utile a tutti coloro che respirano più del normale, ma dal momento che è molto difficile rendersi conto da soli che si respira più del normale, vediamo un elenco di malattie e disturbi che il metodo Buteyko è in grado di eliminare.

Asma
L'asma è una reazione del fisico alla carenza di anidride carbonica nel corpo: quando il livello di CO2 si abbassa troppo, si chiudono le vie respiratorie o con la creazione di muco o con delle contrazioni alla muscolatura liscia dei bronchioli. La persona ha pertanto difficoltà a respirare, respira con un sibilo continuo per la presenza di muco, o nei casi più gravi non riesce a far passare l'aria per la contrattura dei bronchioli. L'utilità del metodo Buteyko per l'asmatico è immediata, poiché utilizzando le tecniche di "pronto soccorso" è in grado di bloccare un attacco d'asma fin dall'inizio senza aver bisogno di assumere il broncodilatatore. Con gli esercizi di cura invece, si innalza giornalmente il livello di anidride carbonica nel sangue e nei polmoni, fino a che si arriva ad un livello tale per cui il corpo non ha più bisogno di rivestire di muco le vie respiratorie e la muscolatura liscia dei bronchioli si rilassa.

Ipertensione
In alcuni individui la carenza di CO2 provocata dall'iperventilazione cronica induce contrazioni della muscolatura liscia dei vasi sanguigni riducendo in tal modo il loro diametro, e di conseguenza aumenta la pressione del sangue. Con gli esercizi del metodo Buteyko aumenta la quantità di CO2 e pertanto la muscolatura liscia si rilassa, aumenta nuovamente la portata dei vasi sanguigni e ciò fa sì che la pressione scende.

Allergie
Come si è visto nella parte della teoria, la CO2 è importante per molti processi chimici, tra i quali quello della produzione del cortisolo, cioé del cortisone che il nostro corpo produce naturalmente. Innalzando la quantità di CO2 nel corpo (sia con gli esercizi di cura che con quelli di pronto soccorso), aumenta la produzione di cortisolo, il sistema immunitario di riequilibria e le allergie scompaiono.

Rinite cronica
Per limitare la perdita di anidride carbonica in alcuni individui il fisico adotta la strategia di chiudere le vie respiratorie: la cosa può venire realizzata sia tramite la secrezione di muco e relativa infiammazione delle mucose, che con contrazioni della muscolatura liscia che costituisce parte delle vie aeree. Nel caso in cui la secrezione di muco avviene nelle vie aeree alte si hanno riniti e raffreddori cronici. Tipico esempio è il raffreddore che si ha al mattino appena svegli, e che migliora dopo un po' che ci si è alzati: durante la notte si iperventila con molta facilità e di conseguenza si emette molta CO2, pertanto il nostro fisico adotta la strategia di ridurre la portata del naso per limitare la quantità d'aria creando del muco al naso. Tale strategia purtroppo si rivela inutile, in quanto di solito si inizia a respirare con la bocca, alimentando così il circolo vizioso dell'iperventilazione.

Pressione bassa
La pressione bassa è legata all'attività delle ghiandole surrenali, che in caso di iperventilazione cronica come tutte le ghiandole rallentano la loro attività. Con il metodo Buteyko, le ghiandole surrenali aumentano la loro attività e la pressione si ristabilizza.

Enfisema polmonare
I miglioramenti che si hanno in caso di enfisema polmonare non sono a livello polmonare ma alle condizioni fisiche generali, in quanto il danno ai tessuti danneggiati è irreversibile. Applicando il metodo Buteyko si aumenta la quantità di CO2 in tutto il corpo: l'aumento di anidride carbonica nei polmoni provoca vasodilatazione ai bronchioli e pertanto si respira meglio, mentre l'aumento di CO2 nel sangue migliora l'ossigenazione di tutti i tessuti e quindi migliorano le condizioni fisiche generali. Il metodo Buteyko, con le dovute precauzioni e cautele, può venire praticato anche da coloro che sono in terapia d'ossigeno: in tal caso però si consiglia di essere seguiti da un istruttore esperto, poiché la tecnica da utilizzare e l'intensità degli esercizi dipendono dal tipo di danno fisico.

Disturbi digestivi
L'abbassamento della quantità di anidride carbonica nel corpo rallenta il metabolismo e quindi rallenta l'attività di tutte le ghiandole, comprese quelle che producono i succhi gastrici. Ristabilendo la corretta quantità di CO2 si ricomincia a produrre la giusta quantità di enzimi e di conseguenza la digestione migliora.

Apnea notturna
Anche l'apnea notturna è una conseguenza dell'iperventilazione cronica. Chi soffre di apnea notturna generalmente di notte respira pesantemente e ad un certo punto dopo aver espirato rimane senza respirare a polmoni vuoti per un po', e quando riprende a respirare generalmente lo fa con un respiro profondo e rumoroso. Il dott. Buteyko spiega il fenomeno come una strategia del corpo per trattenere CO2 durante la fase di apnea, ed una volta fatto il carico riprende la respirazione. Eliminando con il metodo Buteyko l'iperventilazione cronica il corpo non ha più bisogno di trattenere CO2 in quanto ne ha sufficienza, e così scompare l'apnea notturna.
Tratto da: buteykoclinic.it

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L’IMPORTANZA FONDAMENTALE del MODO di RESPIRARE per la SALUTE
Respiriamo da 20.000 a 70.000 volte al giorno e non possiamo sopravvivere più di qualche minuto senza respirare.
E' chiaro quindi che il fatto di respirare 20.000 anziché 70.000 volte in 24 ore, ed il modo in cui effettuiamo queste respirazioni (diaframmatiche ? toraciche ? riempiendo interamente i polmoni o solo a metà ecc.) ha conseguenze molto importanti sulla nostra salute. Se però si chiede ai medici quali siano queste conseguenze e quale sia il modo migliore di respirare ci si sente rispondere in uno di questi due modi:
1) dobbiamo respirare riempiendo bene i polmoni ed introducendo la maggior possibile quantità di ossigeno.
2) L'organismo sa da solo come regolare il ritmo respiratorio, automaticamente, in modo ottimale; non dobbiamo quindi interferire e provare a cambiarlo.

La seconda risposta è quella data in genere dai medici della scuola ufficiale mentre la prima è quella data da medici "alternativi" e da maestri di yoga improvvisati.  

La situazione reale non è invece quella che viene in genere rappresentata, con l'ossigeno nella parte del "buono" e l'anidride carbonica nella parte del "cattivo"; quello che conta è invece il giusto rapporto tra ossigeno ed anidride carbonica e tra ossigeno e meccanismi antiossidativi (ci si riferisce ai danni provocati dai radicali liberi, prodotto dell'ossidazione, frutto appunto della presenza d'ossigeno). Come fare affinché vi sia questo giusto rapporto ?
Occorre evitare la "malattia da eccesso di respirazione" scoperta dal dr. Buteyko ed occorre per questo ri-addestrare, con il metodo Buteyko, i meccanismi respiratori con degli esercizi pratici; non è vero infatti che il nostro modo naturale ed automatico di respirare sia sempre il migliore. Molti fattori possono intervenire e provocare sfasamenti nei riflessi respiratori automatici.

La malattia dell'eccesso di respirazione (iperventilazione)
Il grande merito del dr. Buteyko è stato quello di raccogliere e collegare in un quadro logico unitario le varie informazioni, già note alla scienza medica in modo frammentario, sui danni prodotti dall'eccesso di respirazione (iperventilazione), che provoca una perdita eccessiva di CO2. In mancanza di CO2 l'ossigeno non può passare dal sangue ai tessuti (effetto Verigo Bohr). La scienza già conosceva da tempo i danni prodotti dagli attacchi di iperventilazione acuta ma ignorava quelli, molto più insidiosi, provocati da una iperventilazione più leggera ma cronica. Iperventilazione significa semplicemente respirare più del necessario in relazione al metabolismo ed alle circostanze: una respirazione che sarebbe adeguata e giusta se si stesse correndo o svolgendo una faticosa attività fisica è invece eccessiva se si è seduti in poltrona o in macchina.

Il dr. Buteyko ha dimostrato che  l'eccesso di respiro è la causa di circa 150 malattie, comprese alcune forme di cancro. Pertanto, sulle 30.000 malattie note all'umanità, 150 sono un risultato diretto della respirazione eccessiva: malattie come l'asma, epilessia, ipertensione, stenocardia, infarti, colpi apoplettici, emorroidi, eczema e molte altre sono tutte in realtà dei sintomi di un'unica malattia consistente nell'eccesso di respirazione, o meglio, sono non tanto delle malattie quanto piuttosto dei meccanismi difensivi messi in atto dall'organismo per impedire che la perdita di CO2 raggiunga livelli incompatibili con la vita, e come tali questi meccanismi difensivi rimangono finchè non viene eliminata la causa (perdita di CO2 provocata dall'iperventilazione) che li aveva fatti sorgere.

Il DR. BUTEYKO (1923-2003). CHI ERA ? COSA ha SCOPERTO e PROVATO ?
"Konstantin Pavlovich Buteyko, nato in Ucraina, al suo rientro dalla guerra   si iscrisse alla Facoltà di medicina dell'Università di Mosca, dove iniziò a lavorare nel gruppo di terapia clinica guidato dall'Accademico Evgeniy M. Tareiev.

Nel corso di questo lavoro gli venne dato l'incarico di controllare i ritmi respiratori dei pazienti, ed egli passò centinaia di ore ai loro capezzali, ascoltandone la respirazione, ed osservò che la morte dei malati era sempre preceduta, con notevole anticipo, da un aumento della intensità della respirazione.  Tanto che egli divenne in grado di predire, con stupefacente precisione, l'avvicinarsi della morte in base a quest'unico sintomo, e decise di dedicare i suoi futuri studi e ricerche a questa tematica.

Nel 1952, dopo la laurea con lode in medicina, Buteyko continuò a sperimentare. Egli stesso soffriva da un po' di tempo di pressione molto elevata e spesso se ne era chiesto il motivo. Misurò i livelli di anidride carbonica (CO2) nel suo corpo e notò che erano più bassi del normale: era noto che una respirazione eccessiva diminuisce i livelli di CO2 nel corpo ed egli pensò che se il suo basso livello di CO2 era causato da un eccesso di respirazione allora, correggendo il suo ritmo respiratorio avrebbe potuto correggere anche il basso livello di CO2.

Buteyko controllò e ricontrollò la sua teoria sui pazienti. Misurando i modelli respiratori di persone che soffrivano di asma, angina ed altre malattie constatò - a questo punto senza più sorpresa-, che tutti quanti, senza eccezione, soffrivano di un eccesso di respirazione (iperventilazione), che portava ad una mancanza di CO2.  Ed ogni volta, riportando la respirazione a modelli normali, il livello di CO2 nell'organismo aumentava e gli attacchi di asma o di altre malattie svanivano. Quando i pazienti tornavano ai modelli respiratori precedenti, gli attacchi riprendevano. Buteyko si rese conto allora di aver effettuato, in modo quasi casuale, una scoperta di enorme importanza, in grado di rivoluzionare il mondo della medicina.

A seguito di ulteriori ricerche Buteyko pose le basi teoriche della sua tesi: l'iperventilazione causa un esaurimento delle riserve di anidride carbonica, e livelli bassi di anidride carbonica nell'organismo provocano delle contrazioni dei vasi sanguigni ed una mancanza di ossigeno nei tessuti. Ciò provoca tutta una serie di meccanismi di difesa messi in azione dall'organismo; questi meccanismi di difesa vengono capiti male, etichettati come malattie e combattuti.

In questa ricerca Buteyko venne peraltro a conoscenza di alcuni esperimenti i cui risultati sostenevano la fondatezza della sua tesi. Dopo varie sperimentazioni, i risultati positivi vennero e riconosciuti e dal 1980  il metodo Buteyko è stato ufficialmente usato nell'ex Unione Sovietica non solo per l'asma e le malattie respiratorie ma per tutta una serie di altre patologie.
Nei 6 anni successivi 100.000 ammalati di asma vennero trattati con il metodo Buteyko. Tra questi, ben 92.000 non hanno più avuto bisogno di assumere medicine contro l’asma.
Il dr. Buteyko è  improvvisamente morto il 4 maggio 2003 a Mosca. Aveva più di 80 anni e fino all'ultimo giorno è rimasto in ottima salute e piena attività.

Il dr. Buteyko ha dimostrato che  l'eccesso di respiro è la causa di circa 150 malattie. Pertanto, sulle 30.000 malattie note all'umanità, 150 sono un risultato diretto della respirazione eccessiva: malattie come l'asma, epilessia, ipertensione, stenocardia, infarti, colpi apoplettici, emorroidi, eczema e molte altre sono tutte in realtà dei sintomi di un'unica malattia consistente nell'eccesso di respirazione, o meglio, sono non tanto delle malattie quanto piuttosto dei meccanismi difensivi messi in atto dall'organismo per impedire che la perdita di CO2 raggiunga livelli incompatibili con la vita, e come tali questi meccanismi difensivi rimangono finché non viene eliminata la causa (perdita di CO2 provocata dall'iperventilazione) che li aveva fatti sorgere. Nelle sperimentazioni condotte dal dr. Buteyko  a Mosca e San Pietroburgo e dall'università di Brisbane, Australia, e Calgary,Canada, numerosi pazienti asmatici    sono guariti o molto migliorati una volta eliminata l'iperventilazione.

Cosa significa “iperventilare ?” 
Più che “respirare troppo” in assoluto, significa  invece respirare in modo non adeguato ed eccessivo rispetto alle esigenze dell’organismo impegnato in una determinata attività. Una respirazione che sarebbe giusta ed adeguata se si stesse correndo o comunque svolgendo attività fisica, (e durante   l’attività fisica l’organismo produce una grossa quantità di CO2, che  deve in effetti  essere in parte eliminata) è invece eccessiva e dannosa se  si è seduti al volante o alla scrivania e si respira affannosamente perché ci si sta arrabbiando con un automobilista o con il capoufficio.
In questo caso l'organismo reagisce, in base ad un istinto primordiale, (cosiddetta “risposta adrenergica: spavento, combatti o fuggi”) come se si fosse in presenza di un pericolo che richiederà un'intensa attività fisica e che scatena l'impulso a respirare molto, appunto in previsione dell’attività fisica con accumulo di CO2  che invece in genere non avviene, perché si resta seduti. Il frequente ripetersi di questi episodi di stress quotidiano porta allo sfasamento del ritmo respiratorio, che diviene in permanenza, anche quando si dorme, un po’ più intenso del necessario.

Per vedere un elenco della grande quantità e qualità di studi e pubblicazioni scientifiche esistenti sull'iperventilazione, dai quali purtroppo non sono tratte le necessarie conclusioni pratiche-operative è possibile andare al seguente sito italiano di un medico-istruttore Buteyko: www.geocities.com/fiafer
Una domanda sorge a questo punto spontanea: se la ragione di molte malattie è l'eccesso di respirazione, questo eccesso di respirazione da cosa è causato ?

Secondo il dr. Buteyko la causa più frequente dell'eccesso di respirazione è  la propaganda martellante sull'utilità della respirazione profonda. Attualmente si insegna alle persone a respirare profondamente già prima della nascita, quando la madre frequenta sessioni di ginnastica e preparazione al parto in cui le viene insegnato a respirare profondamente.
Anche il neonato è indotto a respirare profondamente alzando ed abbassando i suoi braccini. E si continua all'asilo infantile, a scuola, durante le lezioni di ginnastica, sport, ecc.

Anche gli esercizi di yoga insegnati da maestri non abbastanza esperti insistono troppo sulla necessità di riempire al massimo i polmoni , senza mettere abbastanza in evidenza altri fattori della massima importanza nella tradizione yoga autentica, come la necessaria lentezza del ritmo respiratorio.
Ci sono poi altre circostanze che fanno aumentare l'intensità del respiro, come il mangiare troppo, e soprattutto la mancanza di movimento, la mancanza di lavoro fisico. L'attività fisica favorisce la formazione ed il rilascio di CO2 dalle cellule, aumentando la sua disponibilità nell'organismo. Questo è il motivo per cui le persone che lavorano fisicamente vivono  in genere più a lungo e più sane. In altre parole l'intensità del respiro aumenta con il riposo a letto (soprattutto sdraiati sulla schiena) e con il dormire eccessivo. 
La maggior parte degli attacchi di asma, infarti, paralisi e decessi accadono verso la fine del sonno, intorno alle 5 di mattina.
Altri fattori che aumentano la respirazione sono le varie emozioni, positive o negative, lo stress, fumo ed alcool,  la permanenza in ambienti troppo caldi e non aerati, mentre la calma e il freddo fanno diminuire la respirazione.

Commento NdR: pur essendo in perfetto accordo con quanto scoperto da questo attento ricercatore, occorre ricordare, cosa che egli non ha scoperto, che anche certi farmaci e soprattutto i danni dei vaccini creano stress ossidativo a livello cellulare e tissutale, determinando una richiesta di ossigenazione cellulare supplementare, che l'organismo cerca di ottenere implementando il quantitativo di atti respiratori, generando iperventilazione, per cui occorre oltre a normalizzare la respirazione eliminare le cause vaccinali: intossicazioni, infiammazioni, alterazioni del pH, rH e ro' della matrice extracellulare e dell'intestino che dopo un vaccino viene ad essere investito da stress funzionale per l'alterazione anche della flora batterica, del sistema enzimatico e quindi dell'eccitazione = irritazione della mucosa dell'apparato digerente, in special modo quella dell'intestino tenue, generando quindi malassorbimento e malnutrizione cellulare tissutale ed organica, vedi  il continuo aumento di disfunzioni dello sviluppo nei bambini super vaccinati.

La ”GIUSTA RESPIRAZIONE”. QUALE  E’ ?
Tutti sanno ormai che per nutrirsi bene non basta riempire lo stomaco con la maggior quantità possibile di cibo; occorre invece che  gli elementi nutritivi del cibo - mangiato in quantità giusta-   passino nel sangue e da questo nei vari tessuti dell'organismo. Se qualcosa in questi meccanismi di assimilazione  non funziona, si può morire di fame pur mangiando in quantità. E' questo ad esempio quello che accadeva ai diabetici prima della scoperta dell'insulina.
Il loro sangue era pieno di zucchero ma mancava la chiave d'accesso (l'insulina) che consentiva allo zucchero di passare dal sangue ai tessuti, che morivano di fame.

Stranamente invece, per quanto riguarda la respirazione, quasi tutti pensano che per godere delle proprietà vivificanti dell' ossigeno (O2), sia sufficiente introdurlo in grandi quantità nei polmoni con la respirazione. Vediamo invece cosa succede una volta introdotto l'O2 nei polmoni. Innanzitutto, con dei meccanismi sui quali non ci si sofferma l'O2 deve passare dai polmoni al sangue (e, salvo in caso di malattie polmonari o bronchiali, questo passaggio quasi sempre funziona bene).
Dal sangue, l'ossigeno deve poi essere assimilato dalle cellule dei tessuti dei vari organi (cervello, cuore ecc.). E qui invece si verificano molto spesso dei problemi. Cosa succede ?
Succede che le particelle di ossiemoglobina del sangue (e cioè l’emoglobina che, dopo avere assimilato l'ossigeno, si è appunto trasformata in ossiemoglobina) trattengono strettamente l'ossigeno, rifiutando di cederlo e lasciarlo passare nei tessuti. Succede quindi che i vari organi soffrono di carenza di ossigeno, pur in presenza di un sangue saturo di ossigeno, esattamente come gli organi dei diabetici soffrono di mancanza di zucchero pur in presenza di un sangue saturo di zucchero! Come mai ?  
Perché per consentire il passaggio dell'ossigeno dal sangue ai tessuti è necessaria la presenza di anidride carbonica in quantità sufficiente. In assenza di CO2 nella giusta concentrazione, l'ossiemoglobina nel sangue non può liberare l'ossigeno e lasciarlo passare nei tessuti in misura sufficiente.

RUOLO DELL’ ANIDRIDE CARBONICA E SUA IMPORTANZA NELLA RESPIRAZIONE INTERNA
La necessità della CO2 per il passaggio dell'O2 dal sangue ai tessuti non è una teoria di qualche stravagante scienziato "alternativo"; si tratta invece di una circostanza già scoperta all'inizio del 1900 e comunemente ammessa  e conosciuta da tutti gli esperti del settore sotto il nome di "effetto Verigo -Bohr".    Stranamente però questo effetto Verigo- Bohr, che pure è descritto in tutti i testi di fisiologia usati nelle  università, non era mai stato approfondito e studiato a fondo nelle sue conseguenze, finché, nel 1950, il medico russo K.P. Buteyko non vi si è soffermato, effettuando- con tutti i crismi del rigore scientifico, delle scoperte stupefacenti quanto al ruolo della CO2 nell'organismo umano.

L'atmosfera che ci circonda contiene una concentrazione di ossigeno del 21%, mentre alle nostre cellule ne basta una pari al 13%; le nostre cellule hanno invece bisogno di una concentrazione di anidride carbonica al 6,5% e l'atmosfera ne contiene una pari solamente allo 0,03%. In ambienti chiusi magari si arriva allo 0,05% ma siamo ancora molto lontani dal 6,5% presente nell’organismo dei bambini nel grembo materno e all’interno delle nostre cellule da adulti. Contrariamente alla pubblica percezione, la CO2  che espiriamo non era contenuta nell’aria che inspiriamo ma è prodotta all’interno dell’organismo. Nel processo di produzione di energia, le sostanze nutritive contenute nei cibi che abbiamo mangiato sono bruciate dall’ ossigeno inspirato e producono energia (ADN adenosin-trifosfato) insieme ad acqua ed anidride carbonica. L'anidride carbonica (CO2) non è soltanto un gas di scarto  (come non lo è l’acqua prodotta in questo processo) ma è indispensabile per molte funzioni nell'organismo umano; è tra l'altro indispensabile per consentire il passaggio dell'ossigeno dal sangue alle cellule dei tessuti; in assenza di CO2 questo passaggio non avviene (effetto Verigo- Bohr scoperto fin dal 1900). E' indispensabile quindi che nell'organismo vi sia la quantità giusta di CO2. Una respirazione eccessiva, profonda e rapida, provoca, con l'espirazione, una perdita eccessiva di CO2, e questa perdita provoca a sua volta degli scompensi nell'organismo.   Alla perdita eccessiva di anidride carbonica segue una serie di meccanismi difensivi con i quali l'organismo cerca di impedire che la perdita di CO2 arrivi a livelli incompatibili con la vita. Questi meccanismi difensivi sono erroneamente scambiati per malattie da combattere e contro di essi, anziché sulla causa originaria dello squilibrio (e cioè la perdita eccessiva di CO2) viene concentrata la lotta.

Queste scoperte del medico K.P.Buteyko sono ormai conosciute ed applicate nei paesi dell'ex Unione Sovietica ed in Australia (dove sono state confermate da sperimentazioni effettuate nell'Università del Queensland) e si stanno ora diffondendo anche in Inghilterra, Stati Uniti e Canada. Da noi sono ancora pressoché ignote. (Finora ne hanno parlato solo i libri "Vivere di più respirando di meno" e "Attacco all'asma"  di Rosa Maria Chicco., pubblicati da BLU INTERNATIONAL STUDIO  e, fino a poco fa, solo alcuni articoli apparsi su alcune  riviste "Nexus" (nr.26-2000 e numero di maggio del 2006)  e "L'Altra Medicina" (nr.4-2000)

Secondo il dr. Buteyko, quando si respira in modo sano si introducono nei polmoni non più di 4-6 litri di aria al minuto. E' facile introdurne di più senza rendersene conto e chi ne introduce di più respira troppo e quindi cade nei pericoli dell'iperventilazione, magari leggera ma preoccupante se diviene permanente, di cui si è detto  a proposito dell'iperventilazione.

TEST per il controllo del volume d’aria inspirato
Per accertare da soli quale sia il volume d'aria che si introduce nei polmoni non servono complicate apparecchiature, serve solo un orologio con la lancetta dei secondi, e si procede in questo modo.

1. Sedetevi comodi su una sedia con lo schienale dritto.
2. Rilassatevi ed espirate normalmente.
3. Ripetete una normale inspirazione, esalate normalmente e dopo l'esalazione chiudete il naso con le dita e tenetelo chiuso.
4. Tenendo anche la bocca chiusa, contate quanti secondi potete aspettare senza molto disagio prima di dover inalare di nuovo.
Non sforzatevi troppo. L'esattezza del test dipende dal fatto che vi fermiate prima di raggiungere la soglia di un vero disagio.
Il numero di secondi che trascorre prima che sentiate la netta esigenza di dover inalare è la cosiddetta "pausa-controllo"; (abbreviata in "PC").

E' molto importante misurare correttamente la pausa-controllo. A questo proposito va' precisato che con il termine "senza molto disagio" si intende appunto questo. Nel momento in cui si inizia ad avvertire distintamente la sensazione di disagio, la netta sensazione di mancanza d'aria, si misura il tempo trascorso da quando, dopo aver esalato, ci si è tappato il naso; non bisogna quindi esagerare ed aspettare un disagio forte (si avrebbe un valore eccessivo ed illusorio della PC), ma non bisogna nemmeno interrompere la pausa non appena si avverte la prima voglia di inalare di nuovo (si avrebbe un valore della PC troppo breve); bisogna aspettare la sensazione distinta di mancanza d'aria e di un netto disagio, e solo allora misurare il tempo raggiunto.

E' importante anche tenere presente che non bisogna mai trattenere il respiro a polmoni pieni; bisogna prima espirare normalmente e poi trattenere il respiro per misurare la pausa-controllo.
Una pausa-controllo di 50-60 secondi o più indica che siete in eccellente salute.
Se invece non superate i 25 secondi, ciò significa che nella vostra salute c'è qualcosa da migliorare, anche se non si è ancora manifestata alcuna malattia. E’ bene adottare urgentemente delle misure preventive, sotto forma di un miglioramento della respirazione, con gli esercizi  Buteyko.
Se la pausa-controllo non supera i 10 secondi avete un serio problema di iperventilazione; probabilmente soffrite già di asma o di qualche malattia che si è già manifestata.
La pausa-controllo ideale ha una durata di 60 secondi. Se ora dividete questo numero per la durata della PC che avete raggiunto saprete per quante persone respirate; se ad esempio la vostra PC è 30, ciò vuol dire che respirate per due persone , e cioè 8-10 litri d'aria invece dei 4-5 ideali. Se la vostra PC è 20, ciò significa che respirate tre volte più di quanto dovreste: che respirate per tre persone. Se considerate il respirare come una forma di alimentazione, provate ad immaginare quanto vi danneggerebbe mangiare costantemente per 2, 3 o 4 persone e avrete un'idea di quanto possa danneggiarvi anche il respirare per 4 persone. L'importanza di tenere regolarmente sotto controllo la vostra salute con la pausa-controllo non può essere sopravvalutata. La sua durata rispecchia esattamente il vostro attuale stato di salute.

Se, a seguito degli esercizi Buteyko, raggiungete dei valori di 50-60, tutti i vostri sistemi quello immunitario, metabolico, digestivo, cardiovascolare- funzioneranno in modo ottimale, avrete più energia , meno bisogno di sonno, raggiungerete il vostro peso ideale e sembrerete ringiovaniti di dieci anni..

Se la vostra PC si aggira sui 20 dovreste iniziare subito gli esercizi Buteyko, per sventare il pericolo di essere colpiti, in un futuro più o meno prossimo, da qualche serio disturbo. Non è il caso tuttavia di farsi prendere dal panico. Il problema in genere si localizza nel   punto più debole di ognuno; tutti abbiamo dei punti tradizionalmente deboli e questi punti deboli risentono più degli altri dei fattori negativi, come gli eccessi di alimentazione , di respirazione, stress o altri.

Se la vostra PC non supera i 10-15 secondi è probabile che si sia già manifestata qualche malattia, anche se forse non ve ne siete ancora accorti. Malattie come il diabete, la tubercolosi, il rialzo della pressione, possono essere presenti già da tempo senza che l'interessato se ne sia accorto. Secondo il dr. Buteyko non esistono praticamente eccezioni nel collegamento tra la durata della PC e le condizioni di salute di una persona Questa affermazione, che può sembrare azzardata, è basata sui controlli effettuate dal dr. Buteyko in Russia su centinaia di migliaia di persone.

SPERIMENTAZIONI CLINICHE EFFETTUATE
Nei trials effettuati nell' ex URSS fin dal 1980 e, in doppio cieco, presso l'Università di Brisbane,Australia, (1994)  l'Ospedale di Glascow, Gran Bretagna (2003) ed in Nuova Zeland (2004) è stato ufficialmente sperimentato con risultati eccezionali, (riduzione del 90% dell'uso di broncodilatatori ), confermati dalle constatazioni di centinaia di medici e migliaia di pazienti,quanto scoperto 40 anni fa dal medico scienziato ucraino K.Buteyko.

Nella sperimentazione ufficiale condotta nel 1994-95 presso il Mater Hospital, in Australia, è stato accertato, con notevole sorpresa di alcuni specialisti, che tutti i 39 asmatici che partecipavano alla sperimentazione respiravano in eccesso anche quando non avevano attacchi d'asma. La quantità d'aria che respiravano si aggirava sui 15 litri al minuto, e cioè il triplo del normale.
La stessa sperimentazione ha accertato che i pazienti sottoposti al trattamento Buteyko avevano diminuito l'iperventilazione da 15 a 9 litri al minuto e, di conseguenza, avevano potuto ridurre, già nel corso della sperimentazione, l'uso di broncodilatatori del 90% e di steroidi del 50%. Nel gruppo di controllo che aveva continuato ad iperventilare non si era invece registrato alcun miglioramento.

Questi risultati sono stati confermati da un altro trial in doppio cieco su larga scala, appena terminato presso l'Ospedale di Glascow, Gran Bretagna.ormai numerosi medici in Gran Bretagna e USA applicano il metodo risultante da queste scoperte, che in Australia è dal 1998 ufficialmente raccomandato dalla Federazione Nazionale contro l'Asma. 

Qui di seguito elenco i riferimenti delle sperimentazioni cliniche effettuate: per il metodo Buteyko
- Buteyko breathing techniques in asthma: a blinded randomized controlled trial.
Bowler S, Green A, Mitchell CA. Medical Journal of Australia, Vol 169, 7/21 December 1998:575-578. 
-  A clinical trial of the Buteyko Breathing Technique in asthma as taught by a video." Opat AJ, Cohen MM, Bailey MJ, Abramson MJ. Journal of Asthma, 37(7), 667-564 (2000).
- "Effect of two breathing exercises (Buteyko and pranayama) in asthma: a randomized controlled trial." Cooper S, Osborne J, Newton S, Harrison V, Thompson Coon J, Lewis S, Tattersfield A. Thorax August 2003; 58:674-679. 

• "Buteyko Breathing Technique for asthma: an effective intervention." Patrick McHugh, Fergus Aitcheson, Bruce Duncan, Frank Houghton: The New Zealand Medical Journal. 12-December-2003, Vol 116 No 1187.
Direct Access to article through copyright protected (NZMA) link. (Link to remote site)
- "Health Education: Does the Buteyko Institute Method make a difference?" Jill McGowan, Education and training consultant in Asthma Management. Thorax Vol 58, suppl III, page 28) December 2003.

Tutte le sperimentazioni nel mondo di lingua inglese, sopra citate, sono state effettuate  in relazione all’asma. Vi è poi una serie di trials effettuati in Russia e non tradotti, di cui pertanto non sono qui pubblicati gli estremi, che documentano l’efficacia del metodo Buteyko contro altre malattie, diverse dall’asma".
By Dr. Fiamma Ferraro - Tratto da: buteykoitalia.homestead.com

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Sintomi da Iperventilazione - Asma ed iperventilazione
Nella gestione convenzionale dell'asma si riconosce un ruolo all'iperventilazione tuttavia, piuttosto che una causa, la si considera principalmente come un risultato del restringimento delle vie respiratorie.`, 63 Si riconosce inoltre che un'iperventilazione acuta può imitare attacchi d'asma in una percentuale di asmatici che può arrivare sino al 42%0.64, 65
Tuttavia la teoria di Buteyko sostiene che l'iperventilazione non è soltanto il risultato del restringimento delle vie respiratorie ma ne è in prima istanza la causa, laddove se il soggetto respirasse normalmente essa non si presenterebbe.
Esistono due tipi di iperventilazione: acuta e cronica, altrimenti detta a bassa intensità. Quella di tipo acuto è riconoscibile in quanto la respirazione è in genere rapida, rumorosa o caratterizzata da un manifesto movimento nel tronco.
 
Il tipo di iperventilazione rilevata dal Dr. Buteyko è quella più sottile, a bassa intensità, che egli ha definito "iperventilazione nascosta". Questo tipo di iperventilazione venne individuata per la prima volta durante la Guerra Civile Americana, quando i soldati stavano male ma il loro medico curante (il Dr. Da Costa) non riuscì a rilevare in essi alcunché di problematico sotto il profilo fisico.
Da allora ha assunto varie denominazioni, fra cui "sindrome di Da Costa" (o astenia neurocircolatoria, ndt), "sindrome da affaticamento", "sindrome da iperventilazione cronica" ed anche, "sindrome della cartella piena", quest'ultima in virtù del fatto che il paziente viene sottoposto ad un numero di test per vari disturbi così elevato che la sua cartella clinica si ingrossa oltremodo.
Dato che per la maggior parte del tempo viene gestita dalla parte primitiva del cervello, la respirazione passa per lo più inosservata sino a quando non si presenta qualche problema connesso; essa può comunque essere intenzionalmente modificata, come accade quando si tiene un discorso o ci si tuffa in acqua.
L'iperventilazione viene definita come la prassi di respirare più aria di quella necessaria a completare una data attività; non significa necessariamente respirare in modo eccessivamente rapido o profondo.
Un adulto sano compie circa 12 cicli di respirazione al minuto, inalando approssimativamente cinque litri d'aria.
Un esempio di iperventilazione è compiere 20 cicli di respirazione al minuto, potenzialmente corrispondenti all'inalazione di circa otto litri d'aria; se protratta per una settimana, tale prassi comporterà l'inalazione di circa 30.000 litri di aria extra - sufficienti a riempire una piscina di piccole dimensioni.
Nessuno si accorge se un individuo respira ogni tre secondi invece che ogni cinque, a meno che magari la respirazione non sia rumorosa.
L'organismo comunque ne è consapevole, dato che respirare in tal modo può essere quasi incessante; abbassa gradualmente il quantitativo di anidride carbonica presente nei polmoni, provocando uno dei seguenti sintomi:
 - Apparato respiratorio: respiro affannoso, senso di oppressione al petto, ipersensibilità delle vie respiratorie, eccessiva produzione di muco, starnuti, seni nasali occlusi e che colano per un tempo prolungato, tosse, eccessivi sbadigli e sospiri.
 - Sistema nervoso: Stordimento, vertigini, instabilità, scarsa capacità di concentrazione, torpore, formicolii e freddezza, in particolare delle mani, dei piedi e del viso. Nei casi gravi, perdita della memoria o dei sensi.
 - Cuore: battito cardiaco accelerato, martellante o palpitazioni.
 - Aspetti psicologici: Vari gradi di ansia, depressione, tensione, apprensione o sensazioni di "confusione".
 - Aspetti generici: Secchezza delle fauci, gonfiore addominale, eruttazione, flatulenza, propensione all'affaticamento, schemi del sonno scombinati, mani sudate, ripetuti schiarimenti di gola, pruriti cutanei, dolori al petto (non connessi al cuore), mal di testa, debolezza generalizzata e spossatezza cronica.
 
I sintomi sono molti e di varia natura, poiché la respirazione influisce sull'intero organismo; alcuni sperimentano determinati sintomi in misura maggiore rispetto ad altri.
La maggior parte di coloro che sono affetti da asma tenta di eliminarne i sintomi evitando di indurre situazioni a rischio o assumendo farmaci. Pochi si ritroverebbero a pensare che stanno inalando troppa aria, in quanto il sintomo primario è il respiro affannoso e, 'in genere, si considera qualsiasi aspetto anomalo dello schema respiratorio un risultato dell'asma, piuttosto che una sua causa; vi è inoltre la convinzione tutta occidentale secondo cui una respirazione profonda è benefica.

Entrambi questi fattori comportano che l'iperventilazione non venga riconosciuta o considerata, ti detta a bassa intensità. Quella di tipo acuto è riconoscibile in quanto la respirazione è in genere rapida, rumorosa o caratterizzata da un manifesto movimento nel tronco.

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PRATICA UTILE per ENERGIZZARE al MATTINO o per RILASSARE la SERA
Questo esercizio aiuta ad iniziare la giornata con più energia, e calma e favorisce il sonno la sera.
Stendersi a terra su un tappeto, con le gambe piegate a 90 gradi sopra il divano, e' anche un espediente valido a chi vuole dare sollievo alla colonna vertebrale.
15 minuti al giorno di inspirazione-trattenimento-espirazione e un’apnea adeguata alle proprie capacità polmonari, consigliamo quattro ritmi diversi per quelle che sembrano le esigenze basilari, ossia:
2 -  4  -  8    (principianti)
3 - 12 -  6
4 - 16 -  8
5 - 20 -10    (avanzati)

OGNI ESERCIZIO deve DURARE 15 MINUTI
Tutti gli esercizi devono durare circa 15 minuti: utilizzando il vs telefonino come timer, esso vi puo' segnalare il tempo trascorso ogni 5 minuti.
In questo modo è possibile l’interruzione misurata dell’esercizio a proprio piacimento, per chi volesse eseguirlo in più riprese giornaliere o decidesse di limitarsi ai 5 o ai 10 minuti soltanto.
Ogni ritmo ha poi 2 versioni. Con musica tranquilla del vs apparato, oppure con le cuffie, oppure senza musica.

Se volete, qui sotto, sono indicati i link che abilitano il download diretto dal server remoto di condivisione (click con tasto destro > scarica documento collegato – ci si ritrova poi il file nella cartella Download del browser).

Ritmo 2-4-8 con musica:                       
http://dl.dropbox.com/u/900824/2_8_4 con musica.mp3

Ritmo 3-12-6 con musica:                        
http://dl.dropbox.com/u/900824/3_12_6 con musica.mp3
Ritmo 4-16-8 con musica:
http://dl.dropbox.com/u/900824/4_16_8 con musica.mp3

Ritmo 5-20-10 con musica:
http://dl.dropbox.com/u/900824/5_20_10 con musica.mp3

Ritmo 2-8-4 solo voce:
http://dl.dropbox.com/u/900824/2_8_4 solo voce.mp3
Ritmo 3-12-6 solo voce:
http://dl.dropbox.com/u/900824/3_12_6 solo voce.mp3
Ritmo 4-16-8 solo voce:
http://dl.dropbox.com/u/900824/4_16_8 solo voce.mp3
Ritmo 5-20-10 solo voce:
http://dl.dropbox.com/u/900824/5_10_20 solo voce.mp3

By Adolfo Zizza - [email protected]