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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


RAPPORTO tra UOMO e AMBIENTE
di Marco Bulletta per ForumAmbiente
Universo Intelligente + Universo Elettrico + SOVRANITA' INDIVIDUALE (Dichiarazione)
 

Il Mondo visto "dall'alto".

Megalopoli
con decine di milioni di persone che vivono ed operano in un ambiente "costruito", artificiale. Questo, a conti fatti, lo scenario del XXI secolo per la grande maggioranza della popolazione mondiale. Anche nei Paesi in via di sviluppo, a ben guardare, il maggior numero di persone vive in realtà del genere. Poi, le emergenze ambientali. 
Il "Pianeta malato" di cui si parla da decenni. E allora, ecco il controaltare della realtà umana: la "protezione e conservazione della natura", la tardiva corsa alla delimitazione delle Aree Protette in tutto il mondo. Parchi Nazionali fioriti negli ultimi decenni un po' ovunque sul Pianeta, in quegli angoli ancora miracolosamente scampati all'abdicazione verso quell'"ambiente costruito" in cui ormai vive la stragrande maggioranza della popolazione mondiale. 
Strano atteggiamento schizoide dell'Uomo, nei riguardi di se stesso e dell'ambiente in cui vive: da un lato elimina l' ambiente naturale per le proprie esigenze di sviluppo, costringendo se stesso a vivere in un ambiente costruito, dall'altro si accorge che la Natura sta sparendo e allora si precipita a chiuderla in un museo, restandone comunque lontano e mettendo a tacere la propria coscienza nei confronti delle proprie responsabilità. Si direbbe un Uomo-bambino, che ruba la marmellata e poi nasconde il barattolo.

Restando nel vecchio Continente, gli scenari, concettualmente simili, differiscono però per l'entità del fenomeno. Le città, gli aggregati umani, sono sorti comunque nel corso di secoli di storia. 
In Italia poi, la realtà è ancora migliore: non esistono le megalopoli. Esistono le grandi città, ma esistono anche centri a dimensione più "umana". Esiste, o meglio, esisterebbe, se non stessimo facendo di tutto per dimenticarcene, ancora un territorio in cui la presenza umana può essere interpretata secondo un certo equilibrio con l'ambiente non costruito, con l'ambiente agricolo, con l'ambiente "semi-naturale", con l'ambiente naturale.

E questo perché a dispetto di quanto di peggio è stato fatto negli ultimi decenni, la nostra storia, la nostra cultura, la nostra tradizione ci hanno comunque lasciato un'eredità ed un patrimonio storico-architettonico-paesaggistico, che non ha eguali in nessun altro posto della Terra. Nostro malgrado. Nonostante il nostro fingere di non ricordare tutto ciò. Ed è qui il punto fondamentale. 
Al di fuori del Vecchio continente i nuovi scenari sono difficilmente recuperabili, perché lì gli ambienti costruiti sono sorti pressoché dal nulla.
L'Europa gode di una situazione più favorevole. L'Italia si pone decisamente in posizione centrale rispetto a questa posizione favorevole, proprio per la sua storia e tradizione senza eguali. I contesti artificiali italiani discendono comunque da insediamenti con secoli di storia alla spalle.

I contesti agro-silvo-pastorali, i paesaggi agricoli, quelli semi-naturali, e infine, quelli naturali, che ad essi fanno da contorno, possono svolgere un ruolo fondamentale per l'integrazione dell'ambiente costruito con quello non costruito. Non si tratta solo di tutelare e proteggere la Natura e i suoi delicati equilibri.
Questo atteggiamento è, per così dire,  necessario ma non sufficiente. Che senso hanno le Aree Protette se poi l'Uomo vive male nell'ambiente che quotidianamente lo circonda ? 
Occorre preoccuparsi non solo degli ambienti naturali da difendere, ma anche degli ambienti umani da rendere più vivibili, della qualità della vita dell'Uomo, del suo rapporto con l'ambiente in cui vive ed opera. Ecco dunque come la nostra Nazione, "geneticamente" predisposta a dare risposte pratiche a queste istanze, avrebbe realmente la possibilità di interpretare un ruolo guida rispetto al problema dell'inserimento dell'Uomo nell'Ambiente, rispetto alla fruizione dell'ambiente senza la distruzione di quest'ultimo e senza che quest'ultimo venga vissuto solo come un intoccabile museo. Ma un elemento è fondamentale perché quest'opportunità possa realizzarsi: la consapevolezza di tutto ciò, che  passa immancabilmente per la cultura, per l'educazione, per la presa di coscienza di questi delicati rapporti tra Uomo, ambiente costruito, ambiente agricolo, ambiente naturale. Riconosciamo allora la mossa giusta: l'eredità di un patrimonio fatto prima di tradizione agricola ed artigianale e poi industriale e post-industriale, va riscoperta e rivalutata non solo materialmente, ma anche e, diremmo, soprattutto, culturalmente. 
Reinserire questo patrimonio nell'"inconscio collettivo", con la consapevolezza storica e l'orgoglio del proprio passato, delle proprie radici.

Dare un autorevole esempio di come qualità della vita significhi armonia dell'Uomo con il suo Ambiente - vedi: Ecologia

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