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DANNI  da VACCINO anche per i virus Contaminanti
(LIBRO BIANCO sui DANNI dei VACCINI - 10)
Ecco il recente studio che ha coinvolto più di 17.000 bambini fino a 19 anni
Questo studio-indagine attualmente in corso è stato avviato dall’omeopata Andreas Bachmair.

 

VIRUS dalle SCIMMIE all'UOMO ATTRAVERSO i VACCINI:

Il Dr Howard B. Urnovitz, PhD, ha sfidato gli scienziati, alla conferenza annuale sull'AIDS in Houston, a confutare la sua teoria per cui l'HIV-1, il virus associato all'AIDS, è un virus ibrido scimmia/umano formatosi quando a 320.000 Africani, furono somministrati vaccini vivi antipolio sperimentali per via orale tra il 1957 e il 1959.
Il Dr Urnovitz, microbiologo, è il fondatore e direttore scientifico di Calypte Biomedical in Berkeley CA, USA.
Egli ha anche avanzato l'ipotesi che i primi antipolio Salk "inattivati", contaminati da SIV o SV (Simian Immunodeficiency Virus) e somministrati a 98 milioni di Americani, possono aver contribuito alla “esplosione di cancro, nuovi agenti infettivi ed altri disordini neurologici e immunitari tra i bambini nati nel boom tra il 1941 e il 1961”.

Sembra che normali retrovirus endogeni trovati in vacche, scimmie, roditori e uccelli, abbiano l'abilità di ricombinarsi con frammenti di altri virus in altre specie, uomo incluso, e formare nuovi virus chiamati chimere praticamente nel corso di una notte.

Il Dr Urnovitz pensa che è a causa di questi virus ibridi che molti Americani soffrono ora di malattie autoimmuni che impiegano dai 20 ai 40 anni a svilupparsi.  Ed aggiunge anche che…. "vi è una forte probabilità che non esistessero retro virus umani prima dei vaccini antipolio." (Estratto da The Vaccine Reaction, aprile 1996, pubblicato dal National Vaccine Information Center.)  
Nonostante tutto, ciò l’UNESCO e l’ONU continuano a finanziare le campagne vaccinali nel mondo, invece di fornire acqua, pane ed igiene, li si vaccinano inserendo nei loro corpi dei contaminanti pericolosi, ecco la
GUERRA BATTERIOLOGICA.

Nel 1974 l’OMS (Organizzazione Mondiale Sanità), ha lanciato un vasto programma mondiale per promuovere la “salute per tutti”, nei fatti cosa è avvenuto: Essa (OMS) si è “auto consacrata” ad esser l’ente “supremo” che può decidere in materia di Salute e sanità su TUTTI gli Stati del mondo !

Per fortuna che dopo tanti anni di nostre battaglie, recentemente è stata permessa in Italia la frequenza scolastica anche senza il certificato di vaccinazione e le sentenze delle corti d’Appello smentiscono i Tribunali dei Minori che tendono ancora oggi a condannare i genitori all’affievolimento della patria podestà.

Sulla Gazzetta Ufficiale il nuovo regolamento:
A SCUOLA SENZA LE VACCINAZIONI
(di Rossella CRAVERO, da "Il Messaggero" del 17 Ottobre 1999)
Saranno i direttori ad avvertire le Asl che poi chiameranno i genitori per sentire le loro obiezioni.
Resta l’obbligo della certificazione, ma gli ”obiettori” saranno ammessi !

ROMA - Vaccinazioni: a scuola si può andare anche senza l’obbligo di presentare il certificato.

Dopo anni di discussioni, dopo prese di posizioni dei genitori obiettori, dopo manifestazioni e addirittura digiuni come era avvenuto anni fa in Trentino, adesso le nuove regole sulle vaccinazioni sono scritte nere su bianco sulla Gazzetta ufficiale. Dopo 32 anni si volta pagina.

Un nuovo regolamento pubblicato sulla Gazzetta dell'altro ieri modifica il decreto del Presidente della Repubblica del 22 dicembre 1967.

Non sarà più la scuola a fare da "guardiano" ai bambini vaccinati. “L’intento è quello che il controllo dell’obbligatorietà venga accertato e promosso dagli strumenti del servizio sanitario nazionale (commentano dal Ministero della Sanità) la modificazione di questa norma trova ragione nella tutela del diritto allo studio”.

Un genitore quindi che, contravvenendo all’obbligo, decidesse di non far vaccinare il proprio bambino non dovrà più giustificarsi con l'istituzione scolastica ma con le Asl. Il nuovo regolamento proposto dal ministro Bindi di concerto con il ministero della Pubblica Istruzione prevede che qualora l’alunno venga iscritto senza un’adeguata certificazione sarà cura del direttore o capo della scuola “comunicare il fatto entro cinque giorni, per gli opportuni e tempestivi interventi, all’azienda sanitaria locale di appartenenza dell’alunno e al Ministero della Sanità”.

E’ vero quindi che se da una parte l’obbligo rimane, è innegabile però che sarà anche più semplice astenersi.

Le stime parlano solo di un 3 per cento della popolazione che sarebbe contro la vaccinazione, ma quali genitori comuni viene spontaneo chiedersi quali certezze si abbiano che questa soglia non aumenti mettendo a rischio la salute pubblica e, soprattutto, a cosa va incontro chi decide di non far vaccinare il proprio figlio. “L’obbligo della vaccinazione rimane, sottolinea Donato Greco, epidemiologo dell’Istituto Superiore di Sanità, Chi non fa immunizzare il proprio figlio commette un reato, che anche se è stato depenalizzato, al tempo del ministro Guzzanti, (prima si arrivava a prevedere anche l’arresto per i genitori), resta come reato.

Nel momento in cui la Asl accerta che non viene rispettata la norma comincia una diatriba con la famiglia: ogni anno abbiamo un centinaio di procedimenti. Certo che non si arriva quasi mai alla vaccinazione coatta”.
Per il direttore dell’Istituto di Igiene della Sapienza Gaetano Maria Fara, uno degli obiettivi è “spingere le famiglie a ragionare, poiché, spesso la gente si ribella all’idea dell’obbligo che non viene spiegato”.

Per Fara l’intervento dell’Aziende sanitarie farà sì che “alla fine saranno pochi i genitori che non vaccineranno i figli per motivi ideologici”. Oggi, ha aggiunto, “la media nazionale non supera il 3 per cento.
Di questi, l'1 per cento non è vaccinato per motivi di salute perchè allergici o malati. Un 2 per cento sfugge alle vaccinazioni per motivi vari o per un rifiuto dei genitori”.
Ma la situazione varia anche a seconda delle Regioni: “In Trentino - ha detto - si registra una forte opposizione ideologica e circa il 3 per cento dei bambini non è vaccinato”. Ad ogni modo, niente allarmismi: “la percentuale di bambini non vaccinati, rispetto all'intera popolazione, è estremamente bassa e non ci sono dunque rischi per la salute”.

Vaccinazioni obbligatorie: per la Polio, Tetano, Difterite, EpatiteB.
Pressioni fortissime sui genitori, da parte dei pediatri, per le facoltative (fanno anche firmare ai genitori dei documenti per l’assunzione della responsabilità – che NON vanno MAI firmati – per deresponsabilizzarsi essi stessi, da eventuali danni che potrebbero derivare dalla vaccinazione in questo caso facoltativa) che sono per:  influenza b, morbillo, rosolia, pertosse, parotite, meningite (haemophilus).

SCUOLA:
SI alla FREQUENZA ai BAMBINI
NON VACCINATI ! (12 Settembre 1999)
Pare sia risolta la questione della frequenza scolastica degli alunni alle scuole dell’obbligo: asilo, elementari, medie e superiori.
Il DPR firmato il 26 gennaio 1999 da Scalfaro e poi bloccato dalla Corte dei Conti, è stato recepito comunque dal Consiglio dei Ministri, in data 5 agosto 1999.
Testo del provvedimento: "Il Consiglio dei Ministri risolve (……) che debba aver corso il regolamento recante modifiche al DPR n. 1518 del 1967 in materia di certificazioni relative alle vaccinazioni obbligatorie (emanato con DPR in data 26/1/99)".
Con questo documento termina una tormentosa vicenda che aveva visto:
a)  la circolare dei ministri Bindi e Berlinguer del settembre 1998,
b) il DPR firmato da Scalfaro e susseguente precisazione della Corte dei Conti.

La presidenza del Consiglio dei Ministri ha inviato il documento al Ministero della sanità con prot. n. 5117.
Il nuovo DPR che permetteva la frequenza scolastica anche ai bambini non vaccinati, firmato lo scorso gennaio dall'allora presidente della Repubblica Scalfaro, era stato fermato dalla Corte dei Conti.
Quindi, niente pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale nè esecutività del provvedimento.
La Corte dei Conti aveva rilevato l'inammissibilità del DPR, poichè modificava una norma regolamentare e quindi secondaria, ponendola in contraddizione con una norma primaria.

Infatti il DPR modificava il regolamento del 1967, prevedendo la non obbligatorietà dell'esibizione del certificato vaccinale per la frequenza scolastica e l'ammissione agli esami di Stato. Il rilievo della Corte dei Conti è stato avanzato malgrado la normativa avesse già ricevuto parere favorevole del Consiglio di Stato.
Comunque il blocco della Corte dei Conti ora è stato rimosso con il nuovo provvedimento del Consiglio dei Ministri.

ISCRIZIONI SCOLASTICHE: CON IL NUOVO MODELLO "UNICO" E L'AUTOCERTIFICAZIONE, NIENTE PIU' BOLLI E CODE  (5 Gennaio 1999)

Finalmente anche le scuole hanno il loro modello Unico: il ministero ha infatti predisposto uno schema-base di raccolta informazioni, valido per tutti gli istituti di ogni ordine e grado, di cui le scuole potranno usufruire, modificandolo in base alle proprie esigenze, in occasione delle iscrizioni per l'anno scolastico 1999-2000.
Basta carta bollata, né foto autenticata, niente certificati anagrafici: per iscriversi a scuola basta riempire un solo modulo, in cui si potranno autocertificare tutti i dati che la scuola deve le relative informazioni sull'alunno e la sua famiglia.
La novità è contenuta nella circolare n.489 del 22.12.1998, qui di seguito riportata, che sviluppa le indicazioni della circolare n.349, con cui il Ministero della Pubblica Istruzione aveva dato il via l'estate scorsa alla campagna di snellimento delle attività amministrative delle scuole.
Si tratta di atti normativi che applicano al sistema scolastico le linee operative della legge 127/97 sulla semplificazione nella pubblica amministrazione.
Il modello contiene contestualmente la domanda d'iscrizione, la raccolta dei dati anagrafici degli alunni e dei loro genitori, l'autocertificazione facoltativa del reddito del nucleo familiare dell'alunno per l'accesso ai benefici per il diritto allo studio, l'autocertificazione delle vaccinazioni.
In allegato viene proposto alle scuole un modello di domanda per la scelta delle opportunità formative e delle attività alternative eventualmente esistenti nei singoli istituti. 

L'INTERVENTO (di Luigi Manconi, da "Il Messaggero" del 28 Settembre 1998)
È stato accolto dalle vibranti proteste di pediatri e immunologi l'annuncio di una circolare dei ministeri della Pubblica Istruzione e della Sanità, che esonera, temporaneamente, i presidi dal richiedere i certificati di vaccinazione a coloro che intendono iscriversi alle scuole dell'obbligo.
Le proteste sono ad avviso mio, ma anche di molti pediatri e immunologi del tutto immotivate.
L'Italia è l'Unico paese in Europa, insieme alla Francia, ad imporre le vaccinazioni contro la poliomielite, la difterite e il tetano ed e' il solo al mondo a prevedere quella contro l'epatite B.
In nessun altro sistema sanitario, infatti, esistono obblighi in tal senso.

Albert Sabin, il premio Nobel che ha scoperto il vaccino antipolio ha affermato che gli italiani sono un "popolo fortunato" perché, fin dal 1960, la vaccinazione contro la poliomielite è stata resa obbligatoria.

È vero: siamo un popolo fortunato. Dal 1990 non si registrano, in Italia, casi di poliomielite, nonostante che in alcune zone del Sud una percentuale elevatissima di bambini (stimata intorno al 40%) non sia stata vaccinato.

Fortunati, certo, anche se, negli ultimi anni, sono sempre più frequenti le notizie di decessi e di gravissime complicazioni, intervenuti in seguito alla vaccinazione o al richiamo antipolio.

E che dire della difterite e del tetano ? In Italia, la prima può ritenersi pressoché scomparsa nella sua forma maligna, la seconda, invece, non è una malattia contagiosa e, in ogni modo, il basso numero di casi (250 l'anno) si riscontra quasi esclusivamente tra gli anziani. L'eventuale non immunizzazione di soggetti, dunque, non comporta rischi sociali. Inoltre, sebbene molti esponenti della comunità scientifica abbiano espresso la propria contrarietà, l’Italia ribadisco: unico paese al mondo ha introdotto l’obbligatorietà del vaccino contro l'epatite B, attraverso un provvedimento ministeriale che è stato oggetto di una sentenza di condanna di primo grado.

Tra quelle obbligatorie, questa è la vaccinazione che può comportare le conseguenze più gravi per la salute dei bambini; e si tratta di conseguenze non giustificate dall'effettivo rischio di contagio che un neonato può correre.
Da tempo, sono queste alcune delle argomentazioni sostenute da chi, per convinzioni terapeutiche, culturali o ideologiche, è schierato contro l’obbligatorietà delle vaccinazioni. Una battaglia lunga, faticosa e spesso dolorosa che, proprio in questi giorni, sta registrando un primo successo.

Quest'anno, infatti, grazie alla contestata circolare dei ministeri della Pubblica Istruzione e della Sanità, i circa 1000 bambini non vaccinati, su una popolazione infantile in età scolare di diversi milioni non subiranno discriminazioni né limitazioni del diritto allo studio. In attesa che una adeguata legge di riforma delle vaccinazioni disciplini e garantisca il diritto all'obiezione, questo provvedimento costituisce un primo significativo risultato. Le nuove disposizioni non annullano, certo, i risultati sanitari ottenuti finora e tantomeno possono determinare un aumento dei rischi legati alla presenza di stranieri nel nostro paese. L'Italia, infatti, secondo i ricercatori dell'Istituto Superiore di Sanità, è meta di un flusso migratorio "sano". Del resto, paesi europei con una presenza significativa di immigrati, come la Germania e l'Olanda, non hanno avuto alcun problema epidemiologico, pur non prevedendo obblighi vaccinali.

In ogni caso, le norme ministeriali non cancellano l'obbligo delle vaccinazioni, ma riconoscono, tra i motivi del loro rifiuto, oltre che le controindicazioni mediche, anche ragioni di carattere terapeutico o culturale.

La salute collettiva, dunque, viene tutelata senza sacrificare l'autonomia di scelta del singolo, e questo non può che rappresentare per tutti, anche per coloro che ritengono utili le vaccinazioni, una importante conquista sul piano dei diritti individuali della persona.

In sostanza, quello dei ministeri della Pubblica Istruzione e della Sanità, è un provvedimento che ci indirizza verso il riconoscimento della libertà vaccinale e ci avvicina, così, agli altri Paesi europei che tale diritto già garantiscono.

A SCUOLA I BAMBINI ANCHE SENZA VACCINAZIONI  (da "La Stampa" del 25 Settembre 1998)
Intesa raggiunta da Bindi e Berlinguer. Ma i direttori dovranno segnalare i casi alla Usl.
ROMA. Potranno frequentare la scuola anche gli alunni che non hanno il certificato di vaccinazione, e aumenterà il numero delle malattie croniche esenti da ticket.
Sono due importanti novità che arrivano dal ministero della Sanità.
Rosy Bindi ed il ministro della Pubblica Istruzione Berlinguer hanno firmato la circolare congiunta che consente l'ingresso nelle scuole (in attesa che venga completata la riforma della legge sulle vaccinazioni) anche agli alunni sprovvisti dei certificati di vaccinazione.

A dare la notizia, è stata la senatrice dei Verdi Carla Rocchi. "Per noi è una grande soddisfazione - ha commentato la senatrice -. Ci congratuliamo per la sensibilità dimostrata dai due ministri nei confronti di una scelta consapevole: quella di '”non vaccinazione”. Finalmente, ha aggiunto, "le associazioni dei genitori che hanno sostenuto la battaglia per il diritto alla scuola dei loro figli non vaccinati vedono coronato il loro impegno e la loro tenacia".
La circolare è indirizzata alle scuole e solleva i direttori didattici e i capi di istituto delle scuole pubbliche e private dall'obbligo di esigere, per l'iscrizione di bambini e ragazzi, la presentazione dei certificati di vaccinazione.
Da oggi in poi, ha spiegato la senatrice Rocchi, direttori e presidi si dovranno limitare a segnalare alla Usl competente e al ministero della Sanità i nominativi degli alunni sprovvisti di certificati "senza adottare provvedimenti che possono incidere sulla partecipazione dell'alunno all'attività scolastica".

"ORMAI E’ SOLO UN RISCHIO USARLI" (da "La Repubblica" del 25 Settembre 1998)
Per i contrari alle vaccinazioni obbligatorie, le malattie oggetto di copertura vaccinale sono ormai da considerarsi scomparse.

Secondo i contrari, dunque, il rischio-vaccino (complicazioni, effetti collaterali, talvolta la morte), sono superiori al pericolo reale di contrarre malattie. A questo si aggiunge anche una motivazione più filosofica che medica secondo la quale ognuno ha il diritto di decidere sulla propria salute; e quindi anche se vaccinarsi o meno.

Le vaccinazioni devono essere facoltative e non obbligatorie, inoltre, altrimenti si va contro la libertà di scelta terapeutica delle famiglie e si calpesta il diritto allo studio. La decisione di ammettere a scuola senza il certificato è solo un primo passo verso la vaccinazione facoltativa.

"QUELLE CARTE SONO OBBLIGATORIE SOLO DA NOI"  (da "La Repubblica" del 25 Settembre 1998)

Il sottosegretario Carla Rocchi
ROMA. - Carla Rocchi, senatrice del gruppo Verde, sottosegretario alla Pubblica Istruzione non nasconde la sua soddisfazione per la circolare firmata 48 ore fa da Rosy Bindi e Luigi Berlinguer.

"Ci congratuliamo per la sensibilità dimostrata dai due ministri nei confronti di una scelta consapevole: quella della "non vaccinazione". Finalmente le associazioni dei genitori, che hanno sostenuto la battaglia del diritto alla scuola dei loro figli non vaccinati, vedono coronato il loro impegno e la loro tenacia".

Cosa succederà ora ?
Da oggi direttori e presidi si dovranno limitare a segnalare alla Usl competente e al ministero della Sanità i nominativi degli alunni sprovvisti di certificati, senza adottare provvedimenti che possono incidere sulla partecipazione dello studente all'attività scolastica". Ha vinto una battaglia..
"Per anni ci siamo battuti allo stremo perché passasse questa nuova concezione, così l'Italia compie il primo passo per allinearsi all'Europa. Ora dobbiamo mettere ordine in un groviglio di leggi che ci ha reso il paese più vaccinato al mondo. Su 18 paesi europei solo tre, l'Italia, la Francia e la Grecia prevedono l'obbligatorietà delle vaccinazioni. L'Italia era l'unico dove il certificato medico era necessario per l'ammissione a scuola".

VACCINAZIONI E’ l’ORA della LITE (di Aberto CUSTODERO, da "La Repubblica" del 25 Settembre 1998)
A scuola senza certificato.

TORINO - Via libera nelle scuole agli studenti-obiettori privi del certificato di vaccinazione obbligatoria.

La decisione, che ha subito sollevato un vespaio di polemiche soprattutto da parte dei pediatri, è contenuta in una circolare firmata dai ministri della Sanità e della Pubblica Istruzione Rosy Bindi e Luigi Berlinguer.
La circolare congiunta - in attesa che venga completata la riforma della legge sulle vaccinazioni - consente l'ingresso nelle scuole anche agli alunni sprovvisti dei certificati di vaccinazione.

Favorevoli i commenti da parte di forze politiche di maggioranza, come i Verdi, e opposizione, come Alleanza nazionale; "È un provvedimento - ha detto Raffaele Pedrizzi, responsabile dell'ufficio per le politiche della famiglia di An - che, anche se tardivo, va nella direzione giusta. Le vaccinazioni devono essere facoltative e non obbligatorie, altrimenti si va contro la libertà di scelta terapeutica delle famiglie e si calpesta il diritto allo studio".
La circolare è indirizzata alle scuole e solleva i direttori didattici e i capi di istituto delle scuole pubbliche e private dall'obbligo di esigere, per l'iscrizione di bambini e ragazzi, la presentazione dei certificati di vaccinazione.

LA CIRCOLARE. VACCINAZIONI, A SCUOLA SENZA IL CERTIFICATO
(da "Il Messaggero" del 25 Settembre 1998)

ROMA - È stata firmata, dai ministri della Sanità e della Pubblica istruzione Bindi e Berlinguer, la circolare congiunta che consente l'ingresso nelle scuole (in attesa che venga completata la riforma della legge sulle vaccinazioni) anche agli alunni sprovvisti dei certificati di vaccinazione.

A dare la notizia, è stata ieri la senatrice dei Verdi Carla Rocchi. "Per noi è una grande soddisfazione - ha commentato la senatrice - Ci congratuliamo per la sensibilità dimostrata dai due ministri nei confronti di una scelta consapevole: quella di "non vaccinazione". Finalmente, ha aggiunto, "le associazioni dei genitori che hanno sostenuto la battaglia per il diritto alla scuola dei loro figli non vaccinati vedono coronato il loro impegno e la loro tenacia". La circolare, che è stata siglata da entrambi i ministri, è indirizzata alle scuole e solleva i direttori didattici e i capi di istituto delle scuole pubbliche e private dall'obbligo di esigere, per l'iscrizione di bambini e ragazzi, la presentazione dei certificati di vaccinazione.

Da oggi in poi, ha spiegato la senatrice Rocchi, direttori e presidi si dovranno limitare a segnalare alla Usl competente e al Ministero della sanità i nominativi degli alunni sprovvisti di certificati "senza adottare provvedimenti che possono incidere sulla partecipazione dell'alunno all'attività scolastica".

VACCINAZIONI   (da "Il Manifesto" di Venerdì18 Settembre 1998 )

........... Bindi: "Si può rifiutare"……”Ci sono le condizioni perché la vaccinazione non sia requisito indispensabile" per l'iscrizione alle scuole, pur con le necessarie cautele. È quanto ha sostenuto, in sintesi, il ministro della Sanità, Rosy Bindi. Il ministro ha precisato che si possono "attivare meccanismi che consentono la non vaccinazione a chi la rifiuta". Si tratterà, ha precisato, di tenere degli appositi registri e "fermarci se dovessimo superare la soglia di sicurezza". E ha aggiunto che "siamo impegnati a dare soluzione normativa" al problema delle iscrizioni scolastiche rifiutate ai bambini non vaccinati attraverso una circolare.

(da "Il Messaggero" di Giovedigarve; 17 Settembre 1998 )…….Prof. Fara (uno dei componenti della Commissione) ad Aiuti che contesta la mancanza di un consulto con la comunità scientifica nazionale:

"Ritengo di appartenere alla comunità scientifica e alla sanità pubblica, insieme ai miei colleghi della commissione, ed è proprio per evitare la pubblicità negativa che deriva dalle proteste di quelle famiglie che rifiutano di far vaccinare i propri bimbi che abbiamo pensato a questa sorta di "scappatoia" ma ben controllata e motivata". Ma l'interrogativo che sorge è quello di quanto il non dover esibire la certificazione per l'ammissione a scuola possa incentivare altri genitori a "disertare".

CAMBIA LA LEGGE SULLE VACCINAZIONI, ammessa l'obiezione per non farle

CRONACHE ITALIANE (di Margherita De Bac, da "Il Corriere della Sera" di Martedì, 8 Settembre 1998)
ROMA - Cambia la legge sulle vaccinazioni. Nel testo in preparazione c'è una grande novità.

Per la prima volta viene riconosciuta e regolamentata l'obiezione vaccinale. In altre parole, il genitore che per provati motivi ideologici non vuole che il proprio bambino venga sottoposto alle profilassi obbligatorie (difterite, poliomielite, tetano ed epatite B) potrà chiederne l'autorizzazione al sindaco attraverso una procedura che vede interessati Asl e Tribunale dei minori.

Con questo lasciapassare l'alunno-obiettore potrà iscriversi a scuola senza dover presentare il certificato di vaccinazione. In attesa della legge, una circolare su cui stanno lavorando ministero della Sanità e Pubblica permetterà ai presidi di accettare anche l'iscrizione dei non vaccinati. L'obiezione è tassativamente esclusa dalla normativa attuale. Chi non rispetta la legge può anche essere denunciato e costretto a vaccinarsi con l'intervento delle forze dell'ordine (ma non si è mai arrivati a tanto).

Sulla proposta sta lavorando una commissione nominata dal ministro Rosy Bindi, di cui fanno parte medici e giuristi. Ieri il gruppo di lavoro si è riunito e ha consegnato il progetto di modifica.

All'obiezione potrà ricorrere soltanto chi è contrario alla vaccinazione per ideologia o, come succede già adesso, per controindicazioni mediche - spiega l'igienista Gaetano Fara, che fa parte della commissione -.

L'obbligatorietà non è in discussione, anzi, viene ribadita e continuerà ad esserlo fino a quando gli italiani non dimostreranno di capire l'importanza delle vaccinazioni. Sarà necessario però migliorare il sistema vaccinale in modo che le Asl siano in grado di gestire con serietà il sistema dell'esenzione .

Da noi gli obiettori sono l'2% della popolazione e si concentrano soprattutto nelle regioni del Nord Est dove sono attivi comitati legati in qualche modo ai Verdi.

E proprio dai Verdi è partita la spinta verso il riconoscimento della libertà vaccinale.

BIMBI a SCUOLA SENZA L’OBBLIGO delle VACCINAZIONI (da "La Repubblica" del 3 Settembre 1998)
ROMA - Un temporaneo stop all'obbligo, per i presidi delle scuole, di pretendere i certificati di vaccinazione per tutti i bambini che accedono ai corsi, in attesa che venga completata la riforma della legge sulla materia. A proporlo è stata ieri il ministro della Sanità Rosy Bindi, nella lettera di risposta inviata al portavoce dei Verdi Luigi Manconi, il quale, qualche giorno fa, aveva sollecitato un intervento dei due ministri per evitare il rifiuto della frequenza ai corsi per gli alunni non vaccinati. La risposta della Bindi anticipa le prime valutazioni della speciale commissione istituita presso il Ministero della Sanità.

La Bindi sottolinea che, pur tenendo fermo il principio dell'obbligatorietà delle vaccinazioni che ha consentito il raggiungimento nel nostro paese di rilevantissimi traguardi sanitari, è possibile consentire alcune deroghe, nell' ambito di procedure in grado di assicurare il costante controllo della situazione epidemiologica.

ESONERI dalle VACCINAZIONI, la BINDI: SOSPENDIAMO i CERTIFICATI  (da "Il Messaggero" del 03 Settembre 1998)
ROMA - Al suono della campanella, le porte della scuola si apriranno per tutti, con o senza vaccino.

Il ministro della sanità Rosy Bindi, infatti, proporrà al ministro della Pubblica istruzione l'esonero temporaneo della richiesta di certificato relativo alle vaccinazioni obbligatorie per l'iscrizione alle scuole di ogni ordine e grado. È questa, in sintesi, la risposta a Luigi Manconi, portavoce dei verdi, che chiedeva ai ministri della Sanità e della Pubblica istruzione un intervento per evitare il rifiuto alla frequenza dei corsi per gli alunni non vaccinati.

Bindi ha anticipato le prime valutazioni della commissione istituita presso il dipartimento prevenzione del ministero per studiare le possibili modifiche dell'attuale normativa in materia: il principio dell'obbligatorietà delle vaccinazioni rimane fermo, ciononostante è possibile consentire alcune deroghe (oltre quelle già oggi previste e connesse alle condizioni di salute del paziente). Dal ministero della Sanità sottolineano anche che le deroghe saranno comunque studiate nell'ambito di un sistema di procedure in grado di assicurare il costante controllo della situazione epidemiologica e la possibilità di immediato intervento nel caso di rischi per la salute pubblica.

In attesa di una riforma legislativa è comunque possibile, afferma il ministro Bindi, affrontare e risolvere a livello regolamentare il problema dell'imminente inizio dell'anno scolastico con una circolare congiunta dei ministri della sanità e della pubblica istruzione che esoneri temporaneamente i direttori delle scuole dalla necessità di pretendere - al momento dell'accesso degli alunni ai corsi scolastici - la consegna del certificato relativo alle vaccinazioni.

STATI UNITI (USA): dal 1 GENNAIO 2000 verrà utilizzato solo il vaccino antipolio Salk, per tentare di evitare la polio da vaccino; ed in Italia cosa si fa ?
Come è stato di recente pubblicato sul New York Times, l’Accademia dei Pediatri americani, in linea con le posizioni del CDC di Atlanta, ha recentemente raccomandato di non utilizzare più, dal 01/01\2000, il vaccino antipolio orale (vaccino Sabin ) e di eseguire nel nuovo calendario vaccinale  4 dosi di vaccino (Salk - **), con iniezione intramuscolare. Questa raccomandazione ufficiale è stata fatta per tentare di eliminare la poliomielite da vaccino: infatti è ormai noto che il vaccino antipolio orale (Sabin) può determinare, casi di poliomielite da vaccino, distrofia muscolare ed altre malattie molto gravi del sistema nervoso centrale e periferico.

La poliomielite da vaccino è dovuta al fatto che il virus vaccinale, nell’intestino del bambino, può diventare virulento, per esempio con uno stato febbrile in ambiente intestinale acido, ambiente che è proprio provocato dall’introduzione di 1,5 milioni di virus con una sola vaccinazione antipolio, ovviamente i bimbi immunitariamente più deboli, subiscono questi gravi handicap.
Come già denunciato pubblicamente anche nella recente trasmissione TV su Rai3: "Mi manda Rai3"

Viene solitamente affermato dalle autorità mediche, sanitarie ufficiali, che la frequenza della paralisi poliomielitica da vaccino è di 1 caso su 500.000-600.000 bambini.
Questa stima è stata però smentita dalla realtà: solo in Italia, dal 1996 al ‘98, si sono avuti ben 9 casi  di paralisi poliomielitica da vaccino ! (3 per ogni anno) - Poiché in 3 anni (1996/97/98) nascono in Italia circa 500.000 bambini x 3 anni = 1.500.000 bambini (3), la frequenza di paralisi da vaccino è stata in realtà di 1 caso ogni 166.000 bambini circa: quindi 9 bambini paralizzati negli ultimi 3 anni con il vaccino Sabin antipolio; negli anni precedenti, controllando le statistiche Istat, si evince che non si sono semplicemente raccolti i dati, quindi “ufficialmente” non ci sono stati casi !

Questi bimbi vaccinati e resi handicappati, sono un prezzo inaccettabile per la cosiddetta "prevenzione" di una malattia che dal 1983 (secondo i dati del Ministero della Sanità) non esiste più in Italia e nel resto dell’Europa occidentale; in effetti, i casi di polio che si sono verificati in Italia dal 1983 sono stati dovuti al vaccino Sabin.
Dall’inizio del 1999, con qualche anno di ritardo, è stata applicata anche in Italia la scheda vaccinale USA, che prevede: 2 prime iniezioni di vaccino antipolio intramuscolo (IPV = Salk) seguite da altre 2 dosi di vaccino antipolio per via orale (OPV = Sabin)
Questa scheda o protocollo vaccinale, si dice “riduce”, ma non elimina, il rischio di paralisi da polio che  è sempre possibile; proprio per tentare di eliminare questo rischio, negli USA dal 01/01/2000 si raccomandano solo vaccinazioni con il vaccino Salk intramuscolare.

Ed in Italia ? Staremo a vedere ! Se si ripeterà la stessa situazione di vergognoso ritardo con cui è stata applicata la scheda americana (2 IPV + 2 OPV), ci vorranno un paio di anni prima che si applichi anche in Italia la scheda con 4 IPV: nel frattempo, forse ci sarà qualche altro bambino paralizzato da vaccino antipolio !, ma chi se ne frega….tanto non sono i figli dei ministri della “sanità” !

Invitiamo quindi i genitori, che scelgono (peccato) di far vaccinare il proprio bambino, almeno di richiedere con insistenza l’applicazione del nuovo calendario americano e quindi di eseguire le 4 vaccinazioni con il vaccino intramuscolare (Salk

Bibliografia: Doctors Urge Polio Shots to Replace Oral Vaccine - By DENISE GRADY
http://www.nytimes.com/library/national/science/health/120799hth-children-polio.html
Dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: http://www.who.int/gpv-surv/country/italy.html
(4) Dati tratti dal sito del Ministero della Sanità italiano : http://www.sanita.interbusiness.it/
(**) Negli anni ‘60 nel mondo occidentale si iniziò a vaccinare con il vaccino Salk ed il dott. Sabin accusò il dott. Salk di uccidere e paralizzare migliaia di bambini con il suo vaccino; quindi Sabin vincendo la battaglia pubblicitaria, contro il suo rivale, potè sostituire il vaccino Salk con il suo vaccino “Sabin” !

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vedi: Leggi Italiane sulle vaccinazioni, per coloro che non obiettano ai vaccini e quindi devono sottoporre i loro figli a quelle infauste pratiche, prevedono dei tempi precisi sulla vaccinoprofilassi che sono puntualmente trasgredite dai medici vaccinatori:

Benché la legge sia chiara, la Dittatura Sanitaria per mezzo di medici e giudici consenzienti, impone in certi casi, con la forza (i carabinieri) le vaccinazioni ai bambini e giovani di età diverse da quelle previste e permesse dalla Legge Italiana e questo avviene da 40 anni senza che nessuno abbia il coraggio di gridare al misfatto.

Inoltre nessuna legge Italiana obbliga qualsiasi preside a lasciare a casa un minore che sta frequentando la scuola se non è vaccinato, eppure i figli del coautore di questo trattato sono stati lasciati a casa 4 mesi prima del termine della scuola obbligatoria (alla terza, seconda media ed alla prima e seconda liceo, dei suoi figli); è scattata una denuncia da parte della preside delle medie, che era stata messa al corrente della non vaccinazione, ma li aveva giustamente accettati alla frequenza scolastica, cambiando parere nel corso del 3° anno delle scuole medie inferiori, ma giudici mal informati, incapaci od indottrinati, hanno effettuato “sentenze” senza senso ed in più illegali, (perdita della patria potestà (affievolimento) e vaccinazione coatta, cioè con l’uso della forza pubblica, i carabinieri) contro le quali si è dovuto ricorrere giudiziariamente persino in Corte di Appello e successivamente in Cassazione; oltre ai vari ricorsi al TAR Lombardia ad ogni provvedimento dei presidi per allontanare dalla frequenza scolastica i ragazzi ammessi all’inizio dell’anno; con questi ricorsi è stato possibile far rifrequentare la scuola.

Nessuno in circa 40 anni ha osato denunciare i soprusi che sono stati fatti con le vaccinazioni, su milioni di persone, salvo l’autore di questo libro (20 anni fa) e molti altri, che si sono autodenunciati per non aver vaccinato i propri figli.

Purtroppo il partito dei vaccini, ovvero la mafia farmacologica sta cercando di instaurare in tutte le nazioni del mondo attraverso l’OMS (Or. Mondiale Sanità), la loro dittatura sanitaria e vaccinatoria; quando questo partito finanziato dalle case produttrici, avrà ottenuto il potere necessario, la dittatura sarà terribile e produrrà effetti disastrosi.

In Italia il 7 Gennaio 1994 è stato emanato un “Decreto Presidenziale” n. 8 (voluto dall’allora Ministro della Sanità On. Garavaglia) dal titolo “Disposizioni urgenti in materia Sanitaria” che contiene alcune direttive vincolanti in materia di vaccinazioni: Articolo 9:

1) A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, l’esecuzione delle vaccinazioni obbligatorie su minori NON PUO’ essere coercitivamente imposta con l’intervento della forza pubblica.

2) Resta fermo l’operatività delle sanzioni previste a carico di coloro che esercitano la potestà parentale o la tutela sul minore, nonché dei direttori degli istituti di assistenza pubblica o privata in cui il minore è ricoverato o delle persone affidatarie di minori ai sensi della legge 4 maggio 1983 n. 184

3) I soggetti indicati al comma 2 sono personalmente responsabili di ogni effetto dannoso subito dal minore o da terzi, conseguentemente all’inosservanza delle disposizioni di legge sulle vaccinazioni obbligatorie.

4) A parziale modifica di quanto disposto dall’articolo 14, comma terzo, lettera q) della legge 23 DIC. 78 n. 833, ai fini dell’esonero della obbligatorietà delle vaccinazioni il certificato del medico curante o del medico specialista, presentato dall’interessato, è VINCOLANTE per l’Unità Sanitaria Locale (USSL).

Su questo decreto ministeriale occorre fare alcune considerazioni:
A) Riconosciamo nel decreto lo sforzo del Ministro della Sanità nell’iniziare finalmente il riconoscimento al sacro santo diritto sancito anche dalla Costituzione (art. 32) sul fatto che NESSUN trattamento sanitario obbligatorio può essere imposto se questo viola i limiti imposti dal rispetto della persona umana, ed il vincolo all’USSL di accettare i certificati consegnati da colui che chiede legittimamente l’esonero del TSO al Sindaco (Legge 833/78 art 33), ma dobbiamo anche affermare che vi è, nel contenuto un’affermazione veramente dittatoriale nel punto 3:
... sono personalmente responsabili di ogni effetto dannoso subito dal minore o da terzi...; mentre possiamo “accettare” la responsabilità sui propri ”tutelati” o sui figli minori, quello che è scandaloso è che si debba accettare che per ipotesi, il vicino di casa che si ammalasse di Difterite, Tetano, Poliomielite, Epatite B, vi accusasse di essere voi od i vostri figli coloro che glielo avrebbero trasmesso, (pur non essendo malato di quella malattia) il giudice “zelante” del Tribunale, potrebbe condannarvi addirittura alla prigione !
Comunque alla data del 09/06/1994 il decreto Garavaglia è stato fatto decadere dietro le pressioni della mafia vaccinale. Anche in un successivo governo l’On. Berlinguer dopo aver permesso l’accesso alla frequenza scolastica di tutti i giovani non vaccinati, ha fatto marcia indietro per le forti pressioni ricevute.

E dopo varie dimostrazioni popolari davanti al parlamento, siamo riusciti con il consenso e la partecipazione di parlamentari di vari partiti che hanno compreso e caldeggiato le nostre legittime richieste a far sì che il ministero della Pubblica istruzione emanasse una circolare a tutti i Provveditori agli Studi d’Italia, che permette ai bambini non vaccinati di presenziare alla frequentazione scolastica, senza il certificato di vaccinazione, adeguandosi finalmente all’articolo Costituzionale (n. 34) che afferma che:

“…La scuola è aperta a TUTTI” non sta scritto che è riservata solo ai vaccinati e negata ai non vaccinati.
Come abbiamo documentato precedentemente, anche in Italia ha trovato solo di recente un definitivo epilogo, la spinosa questione della frequenza scolastica per i bambini non vaccinati.

Torniamo alle nostre considerazioni sui vaccini:
Vi ricordiamo che il 100 % dei vaccini prodotti nel mondo, contiene delle sostanze tossiche e sopra tutto contaminanti pericolosi che derivano dal tipo di coltura sui quali vengono “prodotti”, che in genere sono di origine animale, ma che di fatto vengono inoculati in milioni di individui con il vaccino.

Pensate che fino ad oggi i test per i vaccini (rarissimi) od i farmaci (più frequenti) su cavie umane vengono anche effettuati dalle case farmaceutiche nei paesi occidentali ed in quelli del terzo mondo all’insaputa delle popolazioni ed alcune volte nei paesi “civili” su detenuti o su volontari pagati ma consapevoli di ciò che può loro accadere.

Recentemente e nell’era “moderna e civile” si sta modificando il modo di agire di queste case farmaceutiche; pensate che negli USA per avere delle cavie umane da sottoporre ad esperimenti con nuovi farmaci, vaccini ecc., si fanno pubblicare degli annunci pubblicitari sui giornali nei quali si invitano le persone che abboccano a soggiornare gratuitamente in un certo luogo, con un tenore di vita da ricchi ma a spese dell’azienda farmaceutica; questa offerta viene fatta senza metterli al corrente delle vere pericolosità, che in realtà sono sempre più gravi di quanto gli sperimentatori sappiano o dicano; questa prassi è tollerata dal Ministero della Sanità degli USA; questo pur di avere delle cavie umane ignare ed inconsapevoli di quanto accade loro; questo senza contare che se queste cavie sono ancora in età prolifica, essi inseriranno nella loro progenie tutte le informazioni incise dai farmaci o vaccini che hanno consumato per prova nei vari test, sempre che sopravvivano nel tempo senza molti danni.

50 casi di Legionella a TORINO, Italia, alcuni casi anche mortali; indagine della magistratura da parte del Giudice Guarignello.  Il morbo del Legionario è chiamato così in quanto i saccenti medici hanno creduto, per fede, che esso sia causato da un microbo che si "nasconde" nelle tubazioni dei condizionatori d'aria centralizzati.

Ebbene pochissimi sanno che i Legionari sono come tutti i militari, sono tutti pluriVaccinati, appena arrivano alla caserma ove dovranno stare fino alla fine del periodo sottoscritto.

Molti di questi, dopo poche settimane, altri dopo mesi, altri ancora dopo anni, si ammalano anche di quella malattia per le allergie gravi ed handicappanti che le vaccinazioni subite producono.

La stessa cosa avviene negli USA fra i militari ancor molto di più che presso i civili, che pure loro vivono molta parte dell'anno in locali ove vi è dell'aria condizionata centralizzata.

NON è il microbo (chiamato della legionella) il responsabile del problema, ma l’ipersensibilizzazione nervosa e  l’immuno depressione del sistema immunitario che i vaccini producono e che indebolendo i soggetti vaccinati, fanno sì che essi contraggano le più disparate malattie, allergie, malattie gastro intestinali, degenerative, immunitarie, epilessie, perdita di vista, sordità, ecc.

Giovane di 20 anni vaccinata per l'antiTifo contraendo allergie gravi e dichiarate dalla medicina ufficiale incurabili; una giovane donna di Monte Porzio (AN). NON riuscendo ad essere curata da NESSUN medico della struttura sanitaria ufficiale, si è rivolta alla medicina Omeopatica traendone giovamento, però siccome i rimedi omeopatici non sono rimborsabili dal Servizio "Sanitario" Nazionale che l'ha resa allergica con la vaccinazione, essa è costretta a pagare di persona i rimedi che l'aiutano a stare meglio !

Il Comune di residenza sta raccogliendo dei fondi per aiutare la ragazza (non ricca) per pagare le cure alla clinica di Monaco di Baviera in Germania.

INVITO TUTTI I MEDICI FAVOREVOLI AI VACCINI ad informarsi sui danni dei vaccini ed a VERSARE una CONSISTENTE OFFERTA "RIPARATRICE" alla ragazza offesa da TUTTI COLORO CHE PROPAGANDANO I VACCINI DISTRUTTORI !

I reni di scimmia utilizzati per produrre i vaccini antiPolio contengono il virus SV 40 ed altri contaminanti non ancora ritrovati, mentre i reni di cane utilizzati per produrre il vaccino antiMorbillo contengono sempre agenti patogeni dell’epatite canina; entrambi i virus provocano spesso reazioni che generano tumori maligni, infatti vi è una forte recrudescenza nei bambini vaccinati di oggi di tumori maligni, questa malattia era sconosciuta per i bimbi, prima delle vaccinazioni di massa.

Dato che i sostenitori delle vaccinazioni non rinunciano alla speranza di poter prevenire i danni della vaccinazione, essi pensano di potervi riuscire migliorando la “qualità” dei sieri, infatti oggi la maggior parte dei vaccini proviene da colture su corion di uova di gallina fecondate; per tentare di allontanarsi dai pericoli derivanti dalla preparazione in colture di reni di scimmia e siccome la pressione delle varie associazioni protezioni degli animali si fa sempre più forte, si sta passando al coltivare sieri vivi della Polio su cellule umane.

A livello mondiale si hanno a disposizione circa 30 preparati per vaccinazione, di cui se ne utilizzano solo venti. Se fosse vero che per ogni malattia infettiva occorre trovare un vaccino, dovremmo vaccinarci qualche migliaio di volte, tante quante sono le malattie infettive:

Tutto ciò è semplicemente pazzesco !!!  NON è questa la via giusta !!!

I dati socio sanitari che abbiamo a disposizione per indagare sull’andamento delle malattie “infettive” sono quelli detti ufficiali.

Intorno al 1750 ci riferiscono i dati della Germania, ogni anno morivano 75 persone su 10.000 casi di tubercolosi mentre nel 1955 ne morivano solo 5; queste diminuzioni naturali dell’andamento epidemiologico e mortale della malattia sono state così evidenti che sorse un dissidio all’interno della classe medico sociale sulle possibili cause di tanta diminuzione; fra le teorie avanzate dagli “esperti” ve ne furono 3 che risultarono le più discusse:

1) La teoria dei “contaggisti” sosteneva che, dopo Koch Robert che aveva scoperto un bacillo sconosciuto nei malati di tubercolosi (nel 1882), si pensò di segregare i malati in centri di cura allontanandoli dal contatto con le altre persone, ovvero da quel momento si crearono le prigioni per i tubercolotici.
I sostenitori di questa teoria affermarono che la recrudescenza fu dovuta a tale pratica anche se la regressione iniziò 130 anni prima !

2) La teoria della “costituzione fisica” mise in rapporto il palesarsi della tubercolosi con una particolare predisposizione ereditaria. I predisposti morivano divenendo quindi sempre meno numerosi mentre i non predisposti sopravvissero.
I sostenitori di questa teoria rimproverarono a quelli della precedente tesi, che essi avevano intralciato la selezione naturale, con le loro cure ed assistenza ai malati.

3) La teoria igienista, vide che il progressivo calare della malattia corrispondeva al miglioramento delle condizioni di vita di strati interi di popolazione che non si ammalavano più di quella malattia.
Il miglioramento era dovuto a condizioni di lavoro migliore; ad alimentazione più completa varia e sostanziosa, alle migliorie delle abitazioni civili. Le condizioni sociali, alimentari, economiche, ecc., variando in meglio davano più forza e vigoria ai Sistemi Immunitari di quegli uomini che di conseguenza riuscivano a non produrre all’interno dei loro corpi i batteri o bacilli della tubercolosi.
Quando si parla di condizioni sociali occorre precisare che Thomas Mc Keown fa notare che il regresso delle malattie infettive iniziò 200 anni prima dell’introduzione delle vaccinazioni, ciò significa che una delle cause fondamentali di questo naturale regresso fu l’eliminazione progressiva della FAME.
Tramite l’agricoltura intensiva e con i trasporti dalla campagna verso le città, si ebbero facilmente più prodotti e maggior quantità (patate, mais, grano ecc.) per far fronte alla fame della popolazione; infatti la fame era prima di quel tempo, la malattia più grave che decimava le popolazioni.
Occorre ricordare che l’immunizzazione da ogni malattia cosiddetta infettiva, procurata e guarita in modo naturale, è PERMANENTE mentre con la vaccinazione la “protezione” sempre che avvenga, non è MAI permanente anzi tende a divenire con il tempo anche nello stesso soggetto, più breve fino a scomparire del tutto anche con i vari “richiami”.

Il Dott. Kalokerinos and Dettman del Biological Research Institute -Australia- nel libro:
I pericoli dell’immunizzazione: “Secondo ricerche sofisticate realizzate all’Aurtur Research Corporation, Tucson, Arizona ed altrove, gli effetti prodotti dai programmi vaccinali dell’infanzia sui linfociti T, dimostrano che il Sistema Immunitario viene sostanzialmente danneggiato al seguito delle vaccinazioni di routine”.
Ricordiamo come abbiamo già documentato, che i vaccini purtroppo contengono:

1) Virus patogeni “morti” (in questo caso l’informazione patologica del virus, viene rilasciata comunque al terreno ed attraverso il sangue si informa tutto l’organismo); “vivi” ma attenuati, ma una volta che questi ultimi sono introdotti nell’organismo possono riattivarsi e creare malattie nuove o simili (per le mutazioni indotte dal nuovo terreno nel quale sono inseriti) a quelle che si vorrebbe “proteggere” con la vaccinazione.
2) Batteri pericolosi e patogeni che sicuramente destabilizzeranno comunque in futuro l’organismo debilitandolo.
3) Metalli altamente tossici per tutti gli organismi viventi tipo: Mercurio ed Alluminio (che producono lesioni ed anche tumori cerebrali oltre a debilitare immediatamente il Sistema Immunitario per le evidenti connessioni fra Sistema Nervoso Parasimpatico vagali nella ghiandola del Timo, oltre ad inibire, nel caso del mercurio, la produzione della Mielina; questi metalli pesanti sono pericolosi anche per il DNA).
4) Prodotti cancerogeni (formaldeide), oltre ai contaminanti che nelle soluzioni biologiche non possono non esserci.
5) Antibiotici che creano allergie ed assuefazione.

Ma quello che è molto grave è che le vaccinazioni, che vengono mescolate in questo “brodo pericoloso ed altamente tossico”, sono iniettate direttamente nel sangue, senza passare dalle naturali barriere difensive del Sistema Immunitario.

Inoltre esse sono aggregate (4 alla volta) in un unico atto vaccinale molto spesso nel medesimo giorno moltiplicato per 4 richiami, quindi 16 vaccinazioni per le femmine e per i maschi occorre sommare quelle fatte a militare.

In più, tutto questo avviene su neonati e bambini (3 mesi e 6 mesi; 1 anno, 3 anni, 6 anni, 12 anni) con un Sistema Nervoso Centrale ed Immunitario in fase di formazione, per cui di fatto le vaccinazioni vanno ad interferire con le normali funzionalità dell’organismo che se robusto di costituzione soffrirà meno, ma per colui che è un poco debole sarà facilmente la morte, oppure l’handicap perenne, malattie croniche, malattie degenerative negli anni futuri, allergie varie non guaribili ed anomalie che si trascineranno per TUTTA la Vita.

Fino ad oggi 1994 NESSUN vaccino è testato anti: aids, epatite B e C e chissà quanti altri contaminanti troveremo in seguito con controlli più sofisticati.

Ora sentiamo cosa ci dice sulle vaccinazioni il Prof. G. Buchwald (Germania) che fino al 1989 ha ricoperto la carica di Primario, dirigendo la Clinica AM Park di BAD STEBEN; dottore in medicina, specialista in medicina interna; medico naturista e specialista in medicina sociale e termale:

“ ...Nella mia lunga esperienza professionale sono stato più volte stupito di ricevere pazienti vaccinati con BCG (antiTubercolosi) le cui forme di Tubercolosi erano simili a quelle che presentavano i non vaccinati. All’epoca esistevano ancora casi di tubercolosi infantile, ma non si trattava più delle forme gravi (meningite tubercolosa, tubercolosi miliare).

I difensori delle vaccinazioni affermano che, benché la vaccinazione BCG non protegga al 100% contro la tubercolosi, è perlomeno in grado di proteggere efficacemente dalla meningite tubercolosa e dalla tubercolosi miliare. Questa affermazione è ERRATA ed è dimostrabile con i dati ufficiali in mio possesso.

Il fatto che dal 1950 al 1980 non vi siano stati casi di infiammazione alle meningi e di tubercolosi miliare non si deve ricondurre alle campagne di vaccinazione condotte nel periodo, ma bensì al naturale regresso della malattia, la tubercolosi, cosa che avviene sempre e per qualsiasi tipo di malattia.

Nella ex Germania Ovest nel 1989 vi sono stati circa 1000 casi mortali di tubercolosi dei diversi tipi, ma nessuno di quei casi riguardava dei bambini, ma persone di oltre 25 anni.

Se si considerano questi dati si può affermare che le vaccinazioni BCG ai bambini piccoli sono superflue per quelle nazioni ove lo standard di vita è come quello Germanico.

Per quanto mi concerne non ho alcun dubbio sull’inefficacia di un vaccino prodotto a partire da batteri della tubercolosi bovina. Nel 1988 in Germania è stato deciso di non considerare più la vaccinazione BCG e quella contro la pertosse come vaccinazioni di rito”.

L’OMS ha dimostrato come questo vaccino fosse inefficace: un test effettuato su 260.000 indiani (si cercano sempre nel terzo mondo cavie per fare gli esperimenti) negli anni 70, dei quali solo la metà fu vaccinata, successivamente negli anni si accertò che i più contagiati dalla malattia naturale furono proprio i vaccinati !

Situazione simile alla precedente si ritrova nell’antiTifica, (Tifo: malattia dovuta essenzialmente all’acqua inquinata), i vaccinati contraggono molto più facilmente la malattia rispetto ai non vaccinati.

In Italia i casi mortali di Pertosse sono diminuiti progressivamente dal 1946 fino al 1952 dai 1.500 a 500 casi all’anno; l’introduzione del vaccino combinato DPT non ha avuto effetto sulla diminuzione naturale e progressiva della malattia; senza l’introduzione del vaccino il punto zero sarebbe stato raggiunto nel 1962, invece l’andamento si appiattì ed il raggiungimento era previsto per il 1970; ma da quell’anno al 1980 vi fu il periodo delle vaccinazioni di massa che portò alla stagnazione della regressione dei casi mortali e rallentò la diminuzione generale.

Dopo la guerra diventò obbligatorio denunciare i casi di pertosse; dal 1948 al 1960 i casi di malattia diminuirono da 65.000 a 30.000 in modo naturale; in seguito a questa intensa diminuzione la segnalazione non fu più obbligatoria dal 1961.

Dato che le malattie dette “infettive” rispecchiano fedelmente gli standard di vita delle popolazioni, nazioni con lo stesso standard presentano normalmente dati socio sanitari simili; infatti anche in Svizzera ed in Austria, l’andamento seguì esattamente quello della Germania.

Un rapporto del Ministero della Sanità (Italiano) tenuto segreto, ci riferisce che questo tipo di vaccino cellulare è prodotto da cellule di Bordetella Pertussis in fase I, uccise ed assorbite su adiuvante minerale e somministrate con iniezione sottocutanea od intramuscolare profonda, su soggetti fra i 6 e 10 mesi.

Queste le reazioni riscontrate e indicate in quel documento:

...Le stime sull’efficacia delle 3 dosi di vaccino variano fra 0 % e 100 %...; purtroppo non esistono stime precise circa il valore dell’efficacia del vaccino...; a questo vaccino vengono imputate numerose controindicazioni documentate e ciò ha portato sia ad una diminuita accettazione del vaccino (Gran Bretagna e Giappone) ed alla decisione di alcuni governi di non raccomandare l’uso del vaccino come routine (Svezia e Germania) (vedi Miller et Al 1982; Robinson et Al 1985).

Questo vaccino cellulare produce: febbre continua e persistente, sonnolenza, irrequietezza, eccitazione, vomito e perdita di appetito, pianto persistente, collasso, iporeattività od ipotonia, colpo apoplettico anche prolungato ed encefalopatie o morte (Cherry et Al 1988; Fenichel et Al 1989; Editorial 1990; Hanna 1990).

I Giapponesi hanno prodotto vaccini acellulari utilizzati fin dal 1981, ma non hanno raccolto nessun dato sull’efficacia o meno di tale prodotto, ma essi ci dicono, producono minori effetti collaterali.

Dal 1994 però, hanno reso facoltative le vaccinazioni fino ad allora obbligatorie, per via degli effetti collaterali riscontrati (vedi dati del loro Min. Sanità).
In Svezia è stato effettuato un test negli anni 1988-89 paragonando due tipi di vaccino acellulare (quello con 2 componenti antigeni PT+FHA, vaccino JNIH-6 e quello con un componente solo antigene PT) nei confronti di un placebo (Ad hoc Group 1988).
Gli effetti collaterali sopra riportati sono stati presenti nel test, ma NON sono stati riferiti i confronti fra la salute dei vaccinati (posteriormente alla inoculazione del vaccino) e quelli non vaccinati !
Ecco come si continua a lavorare “scientificamente”, per le vaccinazioni.

Difterite: dobbiamo dire qualcosa di più: In Italia nel 1918 (periodo della grande guerra) vi erano circa 100.000 casi; 7 anni dopo solo 25.000; nel 1925 (sotto il Fascismo) fu introdotta la vaccinazione anti difterica ed immediatamente i casi aumentarono ininterrottamente fino a 250.000 (1945) anno nel quale vi fu la punta massima. Terminata la nuova guerra, la discesa naturale riprese la sua corsa.
Oggi è stazionaria malgrado che la vaccinazione sia obbligatoria.

In tutti i paesi del mondo ove è stata praticata, la vaccinazione è stata ininfluente sul ciclo naturale della malattia, ma in certi casi e paesi lo ha aggravato enormemente aumentando di molto il numero dei casi riscontrati.
Tutti i dati indicano che la miseria, la fame, la guerra, gli anni difficili di intere popolazioni sono il terreno propizio per le malattie “infettive”, (infatti i corpi stessi producono le malattie perché non sufficientemente nutriti dai fattori vitali, minerali, vitaminici, enzimatici, microbici, ecc.).

Il Tetano non è di fatto una malattia cosiddetta “infettiva” o contagiosa, l’infezione ci dicono può essere contratta solo tramite ferite che non sono a contatto diretto con l’aria dato che le spore tetaniche sono sensibili all’aria e possono svilupparsi solo lontano da questa; è stupido vaccinarsi contro il tetano per una qualsiasi ferita alla pelle, basta succhiare e leccare la ferita, sputare il sangue quindi orinarvi sopra; per di più, a detta dei produttori la “protezione della vaccinazione” è valida solo per 15 giorni.
Le spore del tetano si riscontrano sopra tutto nel letame del cavallo, nella terra di giardino, negli oggetti arrugginiti, nella polvere della strada, nelle schegge di legno e nei vestiti usati. e sono molto sensibili alla penicillina.
Un’infezione di questo tipo, non è mai stata in grado di scatenare un’epidemia di Tetano.

Continua in: pag.1      pag.2      pag.3      pag.4       pag.5      pag.6      pag.7     pag.8     pag.9     pag.10    pag.11     pag.12     pag.13    pag.14       pag.15       pag.16       pag.17       pag.18      pag.19       pag.20       pag.21
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