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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


SCLEROSI e CCSVI da VACCINO e non solo
...
VIDEO Su Sclerosi e Danni dei Vaccini
1) http://www.youtube.com/watch?v=pNgT5X0N9Ag = oppure Vaccini Assassini 1
2) http://www.youtube.com/watch?v=0Iol8zqsnIg = oppure Vaccini Assassini 2
3) http://www.youtube.com/watch?v=EwE7SZCVs60 oppure Vaccini Assassini 3
4) http://www.youtube.com/watch?v=xUzi37YByzI oppure Vaccini Assassini 4

Il Thiomersal dei vaccini produce danni anche gravi
Metalli tossici
Danni al sistema enzimatico da Vaccini e metalli 
By Giusy Arcidiacono (CT) - [email protected] -
Perito Commerciale - chimico
Sindrome della permeabilita' intestinale ed autismo
Metalli tossici dei vaccini = Autismo vedi: PDF dott. M. Proietti
Il Thimerosal dei vaccini distrugge e/o altera la flora intestinale essendo una sostanza altamente tossica
Ecco il recente studio che ha coinvolto più di 17.000 bambini fino a 19 anni
Questo studio-indagine attualmente in corso è stato avviato dall’omeopata Andreas Bachmair.

Premi in denaro ai medici che vaccinano...
 

SCLEROSI  e CCSVI  -  Continua da e in:  Sclerosi da Vaccino - 2

La Sclerosi (indurimento tissutale) la CCSVI (Insufficienza venosa cronica cerebrospinale), è una condizione emodinamica, in cui le vene cervicali e toraciche non sono in grado di rimuovere efficacemente il sangue dal sistema nervoso centrale (SNC) a causa di stenosi e malformazioni delle vene cerebrospinali ) e cosi tutte le altre "malattie" degenerative anche tissutali, sono solo sintomi dell'UNICA malattia a lenta progressione e quindi si evidenziano quasi solo nella maggiore eta'.
"In Italia, vi sono circa 65.000-70.000 giovani colpiti dalla sclerosi multipla, - spiega Danilo Toni, direttore dell'unità di trattamento neurovascolare al Policlinico Umberto I - "ed ogni anno, (dal 2010), circa duemila nuovi giovani vengono colpiti da sclerosi multipla; pare una strage" ! ....ed all'ISS e Istat non tengono nessuna statistica, cosi come per la distrofia, la polio da vaccino, la leucemia, cancri, epilessia, autismo, nei giovani,ecc.; questo perche' siccome tutta questa popolazione e' la 3°-4° generazione  di vaccinati, figli di vaccinati, cio' evidenzierebbe la causa di tutto questo disastro di bambini giovani ed adulti sempre piu' malati = facenti parte del mercato dei malati generato al 99% dai Vaccini !
La Sclerosi, qualsiasi tipo sia, ad esempio la sclerosi multipla, è una frequente causa di disabilità acuta e cronica in persone di giovane e media età, si manifesta principalmente nelle popolazioni occidentali, che sono super vaccinate.... e da qualche tempo anche in bambini dopo le vaccinazioni pediatriche.
Generalmente nei ragazzi ed adulti, si manifesta per la prima volta tra i 15 e i 50 anni con una massima incidenza in giovani adulti, in genere dai 18 ai 40 anni, colpendo due volte più le donne che i maschi.

In Italia vi sono 110.000 malati di Sclerosi (di tutti i tipi) che e' al 98% un danno tardivo dei VACCINI ed i malati aumentano sempre piu'...senza contare i cancri nei bambini, oltre a leucemia, distrofie, sids, allergie, asma, epilessie, ecc. ecc., e tutto cio' GRAZIE ai Vaccini, con un costo enorme di decine di miliardi di euro, ogni anno, per la sanita' pubblica e privata (che e' stata informata) , che paghiamo NOI, solo per arricchire Big Pharma e filiera ....fino ai medici vaccinatori !
- vedi anche: Ministero della NON salute + ASL informati sui danni dei Vaccini + ISS + AIFA che se ne stanno zitti,... anzi incitano a vaccinare, per gli evidenti Conflitti di interesse dei loro dirigenti con le case farmaceutiche che producono anche i vaccini ! !

NOTA BENE: anche la Poliomielite, sclerosi, distrofia, leucemia, cancro, aids, ecc., cosi come quindi TUTTE le cosiddette impropriamente malattie, sono solo delle SINDROMI che hanno tantissimi sintomi e molte concause....quindi debbono esse definite come Sindromi e non come "malattie".
Da dizionario: Sindrome, [sìn·dro·me]
DEFINIZIONE: In medicina, complesso di sintomi, che possono essere provocati dalle cause più diverse

vedi qui: Links fra Vaccini e Sclerosi
http://autoimmunityreactions.org/2017/07/21/anti-epatite-b-sclerosi-multipla/
I Vaccini aumentano anticorpi e quindi potenzialmente creano malattie autoimmuni


"...Questo lavoro rivela per la prima volta che la vaccinazione
HBV (Epatite B) precoce induce compromissioni nel comportamento e nella neurogenesi dell'ippocampo e fornisce dati innovativi a sostegno della sospetta associazione potenziale di HBV (Hep B) con alcuni disturbi neurologici come l'autismo e la sclerosi multipla..."
http://autoimmunityreactions.org/2018/10/26/vaccino-hep-b-sviluppo-cognitivo/


Dopo le campagne vaccinali in FRANCIA  (2017-2018) ecco il risultato:
- http://www.vacciniinforma.it/2014/11/29/epatite-b-in-francia-e-vaccinazioni-si-scatena-unondata-di-nuovi-casi-di-ms/1594

https://www.msdmanuals.com/it-it/casa/disturbi-di-cervello,-midollo-spinale-e-nervi/infezioni-cerebrali/encefalite



Dal sito ufficiale del "National Institute of Neurological Disorders and Stroke (pagina prontamente da loro eliminata perché scomoda ma che abbiamo recuperato con la waybackmachine) si legge "...Encefalomielite acuta disseminata, ovvero encefalomielite immuno-mediata. La traduzione del testo dice: “...L’encefalomielite acuta disseminata segue spesso infezioni virali o batteriche, come complicazione di inoculazioni o vaccinazioni...
Pagina eliminata: https://www.ninds.nih.gov/disorders/acute_encephalomyelitis/acute_encephalomyelitis.htm
Pagina originale recuperata con la waybackmachine:
https://web.archive.org/web/20050123143917/https://www.ninds.nih.gov/disorders/acute_encephalomyelitis/acute_encephalomyelitis.htm

Un legame tra microbioma e sclerosi multipla - 12/10/2018

Un enzima prodotto da batteri che vivono nell'intestino umano è in grado di scatenare una risposta autoimmune. Lo ha scoperto uno studio in vitro su linfociti T prelevati da soggetti affetti da sclerosi multipla, una malattia neurodegenerativa causata da un'aggressione del sistema immunitario verso il sistema nervoso centrale
La sclerosi multipla è una malattia degenerativa del sistema nervoso che colpisce circa 2,5 milioni di persone nel mondo.
È causata dalla progressiva perdita della mielina (NdR: e' una delle varie e nuova forme di polio-mieliti), la sostanza che forma una guaina protettiva e isolante delle fibre nervose. Gli studi sono concordi nel concludere che questa perdita è l’esito di un processo (NdR: infiammatorio che produce quello) autoimmune, alla cui manifestazione concorrono una predisposizione genetica e uno o più fattori ambientali scatenanti (NdR: l'intossicazione e l'infiammazione (ASIA) prodotta dal contenuto  dei Vaccini). Tra questi ultimi, secondo alcune ipotesi, potrebbero esserci molecole prodotte da organismi patogeni o anche da batteri presenti naturalmente nel nostro intestino.
A questo quadro complessivo mancano però i particolari, nel senso che ancora non si è riusciti a comprendere nel dettaglio i meccanismi che portano il sistema immunitario di un individuo ad attaccare le guaine mieliniche delle fibre nervose.
Un notevole passo avanti in questo senso è stato fatto ora da una collaborazione guidata da Raquel Planas, della Clinica universitaria di Zurigo. In uno studio
pubblicato su “Science Translational Medicine”, il gruppo ha identificato, in pazienti affetti da sclerosi multipla, un enzima che scatena la risposta autoimmune dei linfociti T.
Questi ultimi costituiscono una popolazione di cellule molto importante del sistema immunitario, che reagisce anche alla presenza di una variante dell’enzima prodotta dai batteri. Questa scoperta corrobora l’ipotesi secondo cui in particolari condizioni molecole prodotte dal microbioma intestinale (NdR: quando alterato, per esempio da iniezione di vitamina K1 e successivi Vaccini) possano scatenare una risposta abnorme del sistema immunitario.

Per arrivare al risultato, Planas e colleghi hanno prima isolato linfociti T prelevati da pazienti con sclerosi multipla, in particolare da regioni cerebrali già colpite da lesioni. Dalle analisi condotte in vitro
con questi linfociti, hanno poi scoperto che le cellule del sistema immunitario reagivano alla presenza di un enzima denominato GDP-L-fucosio sintasi.
Sulla base di questi dati preliminari, i ricercatori hanno analizzato una sottopopolazione di linfociti T, denominati CD4+T, prelevati da fluido cerebrospinale di 31 pazienti con sclerosi multipla. Da nuove analisi, è emerso che circa il 40 per cento dei soggetti mostrava una reattività alla GDP-L-fucosio sintasi prodotta da diverse specie di batteri presenti nel microbioma intestinale. 
“L’identificazione di questi meccanismi di reattività è un grande passo verso il chiarimento dell’immunopatologia della sclerosi multipla, anche se occorreranno ulteriori studi per determinare il significato biologico della specifica risposta immunitaria dei linfociti T CD4+ alla GDP-L-fucosio sintasi”, hanno scritto Joseph Sabatino e Scott Zamvil, ricercatori dell’Università della California a San Francisco, in un articolo di commento pubblicato sullo stesso numero di “Science Translational Medicine”.
Quest’ultima è la premessa necessaria per sviluppare strategie terapeutiche con cui indurre nel sistema immunitario dei malati una tolleranza rispetto ai fattori scatenanti, e alleviare così i sintomi della sclerosi multipla.
Tratto da: lescienze.it


Malattie autoimmuni demielinizzanti (mieliti = Poliomieliti, mai scomparsa, ha cambiato solo nome....)
Reazioni/patologie autoimmuni a sfondo mielino-degenerativo.
Esistono eccome e sono causate anche dalle vaccinazioni massicce a cui siamo sottoposti da decenni..
Il catalogo è questo: "
- ...patologie demielinizzanti come la sclerosi multipla, indotta dai vaccini antiepatite di tipo A (HAV) e di tipo B (HBV), nonché dal vaccino antipapilloma virus (HPV);
- la Encefalomielite Acuta Disseminata (ADEM) indotta dal vaccino antiepatite di tipo B (HBV), nonché dal vaccino antipapilloma virus (HPV); la Sindrome  di Guillain Barré, indotta dal vaccino antiepatite di tipo B (HBV), nonché dal vaccino antipapilloma virus (HPV);
- la Mielite Trasversa, indotta dal vaccino antiepatite di tipo B (HBV), nonché dal vaccino Difterite-Pertosse-Tetano;
- la Neuromielite ottica/Neurite ottica, indotte dai vaccini antiepatite di tipo A (HAV) e di tipo B (HBV), dal vaccino antipapilloma virus (HPV) nonché dal vaccino Difterite-Pertosse-Tetano, dal vaccino antipapilloma virus (HPV) e dal tossoide tetanico,
- la Leucoencefalite demielinizzante, indotta dal vaccino antiepatite di tipo B (HBV)..."
Non è sufficiente ? In verità ce ne sono numerosi altri e, tutti, hanno un denominatore comune..i vaccini ed i loro danni immunitari e di malfunzione cellulare.....
- http://autoimmunityreactions.org/2016/07/24/alluminio-vaccinale-e-patologie-immuni-demielinizzanti/

QUINDI la:
 Polio, Paralisi, Distrofia, mieliti, Sclerosi, Meningite, Encefalopatie, Adem, ADHD, sindromi autistiche, Neuromieliti, Leucoencefaliti, ecc., sono tutte varianti della stessa "malattia" che ha tanti sintomi diversi, ma ha sempre la stessa causa -si chiama Sindrome....e non malattia -  vedi la descrizione delle varie cause, ma particolarmente sono le iniezioni della vitamina K1 e dei successivi  Vaccini (qualsiasi) che le scatenano anche verso i 20-30 anni...dopo la vaccinazione avuta da piccoli...
In pratica sono tutte nuove forme di Poliomielite a decorso lento e progressivo, fino alla paralisi totale e la morte;
La poliomielite NON e' mai scomparsa, ha solo cambiato nome per far quadrare le statistiche sulla sua FALSA scomparsa...
Le autorita' in-sanitarie hanno cambiato nome da Polio in mieliti, paralisi flacide, Sclerosi, cosi come la Distrofia, e/o le meningiti, non le chiamano piu' Poliomielite per far quadrare le statistiche sui vaccini antiPolio....essa non e' quindi generata da nessun virus, in quanto i virus sono la conseguenza della malattia (ammalamento), cosi come i markers sono i segnali, marcatori appunto, che esistono cellule e tessuti cancerosi (ammalati) in un soggetto !
La mielite flaccida acuta, o AFM, non è patologia nuova, ma i casi sono aumentati dall'incremento delle campagne di vaccinazione !

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LA GLIA O NEUROGLIA:
FINALMENTE UNO SPIRAGLIO PER COMPRENDERE SINTOMI E MALATTIE NEUROLOGICHE E PSICHIATRICHE ?

Al fine di comprendere meglio l’argomento oggetto di questa seconda parte, è indispensabile chiarire un concetto fondamentale: le conoscenze alla base della Neurologia e della Psichiatria sono inficiate da un peccato originale che ha portato gli specialisti di questo settore della Medicina a interpretare e a curare le malattie neurologiche e psichiatriche partendo dal presupposto che le strutture cerebrali siano “protette” dalle infiammazioni immuno-mediate a causa dell’assenza, nella scatola cranica, di un sistema linfatico. Fino al giorno d’oggi, infatti, le malattie cerebrali (neurologiche e psichiatriche) sono affrontate come se non esistesse un sistema linfatico e, pertanto, sono escluse terapie e, ancor più grave, non vengono richiesti test diagnostici finalizzati a conoscere la provenienza di una infiammazione immuno-mediata nell’area cerebrale.

Tuttavia, recentemente, due ricerche importanti, entrambi del 2015, hanno dimostrato l’esistenza di un sistema linfatico nel cervello avvalendosi di esperimenti sugli animali, rivoluzionando il modo di intendere le malattie neuro-psichiatriche. Louveau e colleghi, dell’Università di Virginia, hanno infatti scoperto l’esistenza di vasi linfatici funzionali che avvolgono i seni della dura madre (canali venosi contenuti nello spessore di due pliche della dura madre encefalica che drenano il sangue delle strutture nervose intracraniche alla vena giugulare interna): sono vasi che esprimono tutti i marker dei vasi linfatici in grado di trasportare soluti, fluidi e cellule del sistema immunitario. Sono inoltre connessi a linfonodi cervicali profondi. I vasi linfatici meningei esprimono un pattern di molecole simile ai vasi linfatici del diaframma, e sembrano inoltre privi di valvole linfatiche: i vasi linfatici meningei presentano caratteristiche tipiche dei vasi linfatici iniziali. Questo sistema linfatico presenta caratteri unici: sembra che parta da entrambi gli occhi e prosegua fin sopra il bulbo olfattorio prima di proseguire nei seni adiacenti. I vasi sono più grandi e complessi a livello del seno trasverso rispetto al seno sagittale superiore. Presentano inoltre una connessione diretta con i linfonodi cervicali profondi, ma non quelli superficiali. Quindi questo sistema rinvenuto potrebbe rappresentare la seconda fase di drenaggio del liquido interstiziale, dopo il passaggio per il sistema glinfatico.

A risultati analoghi sono pervenuti, in modo indipendente, Aspelund e colleghi di Helsinki, che hanno osservato come i vasi linfatici siano relativamente scarsi nelle porzioni superiori del cranio, mentre la base del cranio presenta un network molto più fitto e dotato anche di valvole (poco numerose). Tutti i dati riportati fanno intendere come i vasi linfatici siano presenti nella dura madre e drenino fuori dal cervello attraverso il foro occipitale alla base del cranio seguendo il percorso dei vasi arteriosi e venosi e dei nervi cranici. Dagli esperimenti condotti hanno visto come il cervello di fatto possegga diversi sistemi per gestire il liquido fuoriuscito dai vasi sanguigni, efficaci anche nel momento in cui venga asportata la dura madre.

L’aspetto più curioso, forse, è che già nel 1787 un anatomista italiano, Paolo Mascagni, aveva descritto quello che chiamava “vasi linfatici nelle meningi e sulle superfici craniche”, senza che però i suoi dati riuscissero mai a essere riprodotti. Almeno sinora. Io, qualche tempo fa, dedicai un post a tale “strana” omissione da parte della Medicina.

L’esistenza di un sistema linfatico a livello cerebrale apre la porta ad innumerevoli rivalutazioni. Il cervello era stato sinora considerato privilegiato dal punto di vista dell’immunità, o meglio, segregato: la presenza di linfociti-T è stata sempre considerata di origine autoimmune, in quanto si riteneva che – in assenza di una rete linfatica i linfociti T e gli anticorpi presenti nel cervello e/o nel liquor fossero considerati autoctoni. Queste scoperte, per ora limitate al mondo animale, necessitano di un’urgente verifica anche nell’uomo, perché comportano una grande evoluzione nella neuroimmunologia: la connessione con la mucosa nasale e con i linfonodi profondi dimostra infatti che non vi è separazione con il resto dell’organismo, e che alcune patologie con una componente neuroinfiammatoria importante (come Sclerosi Multipla, Alzheimer) vanno rivalutate.
Proprio il mal funzionamento dei vasi linfatici meningei potrebbe essere causa di queste problematiche. La beta amiloide, ad esempio, è una proteina con risvolti importanti per la salute dell’organismo. È coinvolta in diverse forme degenerative cerebrali, come l’angiopatia amiloide e il morbo di Alzheimer. Questa proteina disfunzionale, infatti, ha un ruolo importante nella distruzione delle sinapsi e nella regolazione della concentrazione intracellulare di Calcio, inoltre tende all’accumulo e alla progressiva aggregazione che porta alla formazione di placche, la cui deposizione è associata a processi infiammatori e degenerativi con lo sviluppo della complessa sintomatologia delle malattie sopracitate.

Il fatto che la beta amiloide si depositi lungo le pareti delle arterie cerebrali e leptomeningee comporta l’alterazione della membrana basale ed anche l’eventuale distruzione delle cellule muscolari lisce. Nell’Alzheimer, infatti, vi è una componente legata anche a disfunzioni di tipo vascolare: ipoperfusione cerebrale, compromissione della barriera emato-encefalica, infiltrazione da parte di cellule infiammatorie, maggior incidenza di fenomeni emorragici.

La scoperta di un sistema linfatico cerebrale e dei suoi inevitabili collegamenti con il sistema linfatico generale, suggerisce come sia valida la tesi della causa virale delle malattie immuno-mediate e fornisce la spiegazione patogenetica a conferma dell’ipotesi che un virus, penetrato attraverso le vie respiratorie e integrato nel DNA dei linfociti B, possa raggiungere il cervello attraverso le vie linfatiche del rinofaringe e drenare nei linfonodi del collo, in quelli sottomandibolari e in quelli sovraclaveari. I linfociti B infettati dal virus, pervenuti nelle aree cerebrali, subirebbero l’attacco dei macrofagi e delle linfo-cellule Natural Killer, creando il danno immuno-mediato alla mielina o compromettendo il drenaggio della beta-amiloide o danneggiando i vasi sanguigni cerebrali. Inoltre, patologie fino ad oggi inquadrate come originate da alterazioni non organiche della mente, potrebbero trovare finalmente una spiegazione eziopatogenetica infettiva post-virale ed essere inquadrate come conseguenze immuno-mediate.
Mi riferisco all'Autismo, alla schizofrenia, alla depressione, ai disturbi bipolari, alla paranoia, ai disturbi del comportamento alimentare, come l’anoressia e la bulimia, alla big eating syndrome, ai disturbi del comportamento sessuale, ai disturbi della personalità ... fino a comprendere tutti quei sintomi non spiegabili e orfani di diagnosi quali i formicolii, i disturbi del sonno, i disturbi motori, i disturbi della deambulazione, i disturbi della contrazione muscolare, i disturbi dell’attenzione, della concentrazione e della memoria, l’ ansia, la facile irritabilità e a tanti altri sintomi ancora oggi privi di diagnosi. In presenza dei sintomi e/o delle malattie descritte, sarebbe opportuno indagare sulla presenza cronica dei virus.
Dott. Giuseppe Trovato - Medico
L'articolo è pubbicato sulla pagina: https://www.facebook.com/groups/178307706441481/

Commento
NdR: questo commento e' stato pubblicato sulla pagina sotto l'articolo del dott. G. Trovato ed attende una risposta.

Buon articolo descrittivo del sistema linfatico del cervello o cerebrale e della sua recente scoperta ma anche del fatto della arretratezza della medicina ufficiale su questo tema....
Però vorrei sapere perché lei parla solo di virus (quali cause delle infiammazioni cerebrali), che NON sono fra parentesi, micro organismi, ma sostanze complesse di Lipidi (capside) contenenti DNA/Rna, e che sono provenienti da varie fonti: sopratutto VACCINI, stress ossidativo/apoptosi cellulare/mitocondriale, con generazione di sostanze virali dette "virus" quindi autoprodotte, oppure dalla morte dei batteri autoctoni od eterologhi, che anch'essi contengono mitocondri con DNA....) e non si riferisce al fatto che alla base di tutto vi è questa infiammazione circolante del corpo, detta in termine tecnico ASIA, generata soprattutto e fin da bambini (neonati) dalla somministrazione dei VACCINI (sostanze tossiche che generano sempre oltre ad intossicazione anche infiammazione, che può rimanere latente anche per decenni....generando qualsiasi tipo di "malattia") ?
Quindi i cosiddetti virus, sono solo concause terziarie e NON primarie anche e non solo dei danni cerebrali ".

Spegnere l'infiammazione nel cervello attraverso la flora intestinale - 15/06/2018
Uno studio guidato dal dr. Quintana della Harvard Medical School di Boston, selezionato dalla Progressive MS Alliance, mostra come sia possibile modulare l'infiammazione nel sistema nervoso attraverso la dieta e l'azione dei batteri intestinali
Un controllo che parte dall'intestino e arriva fino al sistema nervoso centrale. È ciò che mette in luce un lavoro appena pubblicato sulle pagine di Nature che mostra come i prodotti dei batteri intestinali derivati dalla dieta possono modulare le risposte infiammatorie nel sistema nervoso centrale.
A guidare lo
studio è Francisco J. Quintana del Brigham and Women’s Hospital, Harvard Medical School di Boston, ricercatore a capo di uno dei tre progetti selezionati dal Bando Collaborative Network della Progressive MS Alliance, alleanza internazionale nata per affrontare le forme progressive della Sclerosi Multipla (SM) di cui AISM è membro e fondatore.
Come ricorda Hartmut Wekerle del Max Planck Institute of Neurobiology e dell'Institute of Clinical Neuroimmunology (LMU Monaco) in una
news pubblicata sullo stesso numero della rivista, non è la prima volta che i ricercatori portano in luce un legame tra i batteri intestinali e il sistema nervoso centrale. Sono già note infatti alcune vie molecolari che permettono alle due regioni di parlarsi (e influenzarsi) a distanza. Solo lo scorso anno, per esempio, uno studio realizzato con sostegno di AISM e della sua Fondazione (FISM) mostrava una correlazione tra microbiota intestinale e attività del sistema immunitario e della malattia in persone con SM recidivante-remittente.
Oggi lo studio di Quintana e colleghi aggiunge un pezzo importante alla comprensione del funzionamento di questo asse intestino-cervello, aprendo le porte in futuro a nuove strategie nella lotta contro le malattie neurodegenerative, specialmente quelle a base autoimmunitaria e infiammatoria, come la sclerosi multipla. Strategie che possano comprendere anche approcci capaci di influenzare la flora batterica e di agire così indirettamente tramite questa sul sistema nervoso centrale.
Lo studio pubblicato su Nature mette in luce i processi infiammatori che avvengono nel sistema nervoso centrale e illustra quali sono i meccanismi in grado di influenzarli. In particolare i ricercatori si sono concentrati su una proteina - AHR (aryl hydrocarbon receptor) già nota in passato per avere un ruolo immunoregolatorio – coinvolta nella progressione della encefalomielite autoimmune (Experimental autoimmune encephalomyelitis EAE), una malattia in cui il sistema immunitario attacca le cellule del sistema nervoso centrale, utilizzata per questo come modello sperimentale della sclerosi multipla. AHR è particolarmente espressa in alcune cellule della glia, le cellule non neuronali che costituiscono il sistema nervoso centrale.
Cosa accade se la sua attività viene bloccata ?
Per capirlo i ricercatori hanno condotto una serie di esperimenti su modelli animali con EAE, osservando che quando l'attività di AHR nelle cellule della microglia è bloccata i sintomi della malattia peggiorano e il danno neuronale aumenta. Un processo che, raccontano Quintana e colleghi, chiama in causa alcuni mediatori molecolari prodotti dalla microglia e che possono aiutare ad accendere o spegnere l'infiammazione agendo a loro volta sugli astrociti, altre cellule che compongono la glia.
I ricercatori hanno inoltre osservato che è possibile regolare l'azione dell'AHR da remoto: attraverso i metaboliti prodotti a partire dal triptofano, un amminoacido. Diete ricche di triptofano riuscivano infatti a migliorare i sintomi della malattia in topi con EAE, ma non riuscivano a farlo negli animali in cui AHR era stata eliminata. Questo perché i prodotti del triptofano modulano l'infiammazione attraverso l'azione che esercitano su questa proteina. Alcuni dei meccanismi molecolari osservati negli animali sono stati osservati in parte anche su campioni cellulari umani, anche provenienti da persone con SM, aggiungono i ricercatori.
«Quanto abbiamo osservato porta in luce un aspetto dell'asse intestino-cervello in cui i prodotti derivanti dal triptofano assunto attraverso la dieta e controllati dalla flora intestinale agiscono direttamente sulla microglia e gli astrociti presenti nel sistema nervoso centrale limitando l'infiammazione e la neurodegenerazione attraverso l'azione della proteina AHR», riassumono gli autori in chiusura del paper. E questo, azzardano, potrebbe guidare in futuro lo sviluppo di nuove terapie per la sclerosi multipla e altre malattie neurologiche: agendo sui meccanismi molecolari identificati come target o modulando le stesse risposte infiammatorie indirettamente dall'intestino, spiega anche Wekerle.
Come
si augura anche Alan Thompson, Chair del Scientific Steering Committee della International Progressive MS Alliance e decano della facoltà di Brain Sciences presso lo University College di Londra: «È incoraggiante avere questi importanti risultati preliminari sull'asse intestino-cervello da uno dei tre Collaborative Networks lanciati e finanziati attraverso l'International Progressive MS Alliance. Questi risultati sono appena l'inizio di quello che ci aspettiamo come un grande progresso verso la comprensione dei meccanismi alla base della malattia e verso la scoperta di nuovi trattamenti per le persone che convivono con le forme progressive della SM».

Microglial control of astrocytes in response to microbial metabolites.
Nature. 2018 May;557(7707):724-728. doi: 10.1038/s41586-018-0119-x. Epub 2018 May 16.
Rothhammer V, Borucki DM, Tjon EC, Takenaka MC, Chao CC, Ardura-Fabregat A, de Lima KA, Gutiérrez-Vázquez C, Hewson P, Staszewski O, Blain M, Healy L, Neziraj T, Borio M, Wheeler M, Dragin LL, Laplaud DA, Antel J, Alvarez JI, Prinz M, Quintana FJ.

Il rapporto tra una buona alimentazione e un migliore stato di salute è universalmente riconosciuto. Un filone di ricerca molto promettente, come indica anche lo studio che vi abbiamo illustrato sopra, indaga il ruolo della flora intestinale nel possibile sviluppo di patologie autoimmuni come la sclerosi multipla. Abbiamo affrontato questo argomento più volte, per esempio nell'articolo Microbiota e sclerosi multipla. Un rapporto tutto da esplorare e in questo studio finanziato da AISM e la sua Fondazione.
Tratto da: aism.it

Commento NdR: cosa genera questa infiammazione intestinale ed alterazione del microbioma/microbiota?
La vitamina K1 ed i Vaccini propinati ai neonati, ragazzi, adulti !

ANEMIA dai VACCINI
Danno ossidativo mediato dall'alluminio (anche dei Vaccini) sul tessuto nervoso.
I tessuti cerebrali sono altamente suscettibili al danno ossidativo, probabilmente a causa dell'elevato consumo di ossigeno (20% del totale per l'organismo in condizioni di riposo), della presenza di acidi grassi polinsaturi abbondanti nelle membrane cellulari, dell'elevato contenuto di ferro (Fe) e delle basse attività enzimatiche antiossidanti.
L’alluminio (Al+3) è un minerale con una capacità di ossido-riduzione relativamente bassa, ma può indurre un danno ossidativo attraverso molteplici meccanismi. Si può legare ai fosfolipidi che contengono acidi grassi polinsaturi irrigidendo le membrane cellulari e facilitandone la perossidazione, in particolare nel tessuto cerebrale la mielina è la proteina-lipide più suscettibile al danno ossidativo mediato dall'alluminio. L’alluminio può indurre la perossidazione dei lipidi anche attraverso la reazione di Fenton mediata dal ferro, la quale provoca la produzione di ROS e la formazione di Fe+3. Il superossido (O2.-) viene neutralizzato dall’Al+3 per formare un complesso Al-O2.-, che aumenta ulteriormente la capacità ossidativa dell’O2.
-  vedi fig. 3
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3404950/pdf/1423-0127-19-51.pdf
L'alluminio causa anche un altro effetto ben noto da tempo, l'anemia, attraverso la perossidazione della membrana degli eritrociti (globuli rossi) portando ad emolisi  e attraverso l'inibizione della sintesi dell'eme. 

E' interessante notare che l'anemia è strettamente associata allo stato d'infiammazione cronica (anemia infiammatoria), in particolare è stato possibile dimostrare che l'interleuchina-6 (citochina prodotta anche in conseguenza dell'infiammazione indotta dall'alluminio adiuvante vaccinale), l'ormone regolatorio del ferro, l'epcidina e l'esportatore del ferro, la ferroportina, interagiscono per causare il sequestro del ferro nel contesto dell'infiammazione. 

Va tenuto presente che mentre l'anemia severa è associata agli esiti negativi delle malattie gravi, i modelli sperimentali suggeriscono che il sequestro del ferro sia parte di una difesa naturale contro i patogeni che utilizzano il ferro per la loro crescita.
vedi:
http://www.lescienze.it/news/2014/12/16/news/primati_batteri_conflitto_ferro-2415115/?refresh_ce

-
Arch Biochem Biophys. 1997 Aug 15;344(2):289-94.
Myelin is a preferential target of aluminum-mediated oxidative damage. Verstraeten SV1, Golub MS, Keen CL, Oteiza PI.

- Med Clin North Am. 2017 Mar;101(2):285-296. doi: 10.1016/j.mcna.2016.09.005. Epub 2016 Dec 24.
Anemia of Inflammation: A Review.
Fraenkel PG1.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5308549/pdf/nihms819021.pdf

- Comp Biochem Physiol C. 1993 Oct;106(2):285-93. Hematological effects of aluminum on living organisms.
Zaman K1, Zaman A, Batcabe J.
https://childrenshealthdefense.org/wp-content/uploads/Giannotta-2018-Vaccines-and-neuroinflammation-.pdf

IMPORTANTE: OGNI tipo di Vaccino produce Stress ossidativo cellulare e quindi tissutale !
Lo Stress Ossidativo cellulare e' una conseguenza dell'alterazione del metabolismo cellulare; esiste pero' una enorme variabilita' individuale allo stress ossidativo cellulare.

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Lo studio Vax-Unvax sui topi implica danni del vaccino per l'epatite B, i media silenziosi - 10 maggio 2018
"Questo lavoro rivela per la prima volta che la vaccinazione precoce per lo HBV (Epatite B), induce compromissioni nel comportamento e nella neurogenesi dell'ippocampo.
Questo lavoro fornisce dati innovativi a sostegno della lunga sospetta associazione potenziale di HBV con alcuni disturbi neuropsichiatrici come l'autismo e la sclerosi multipla." 

GUANDONG, Cina -Sun Yat-sen University (una top 10 università in Cina) Il dott. Zhibin Yao non è un nome familiare nella comunità americana di autismo, ma forse dovrebbe esserlo. Non solo è americano (Università di Pittsburgh) e autore di 33 studi peer-reviewed, ma è anche l'autore principale di due dei più importanti studi biologici mai condotti analizzando come, esattamente, un vaccino possa causare l'autismo.

Nel 2015, il Dr. Yao è stato l'autore principale di " vaccinazione neonatale con bacillo Calmette-Guérin e vaccini dell'epatite B modula la plasticità sinaptica dell'ippocampo nei ratti ", il primo studio che ha mai esaminato l'impatto che QUALUNQUE vaccino potrebbe avere sul cervello dei ratti. Ho discusso questo studio in dettaglio in un ampio articolo che ho scritto nel mese di aprile intitolato: "Gli scienziati internazionali hanno trovato la causa dell'autismo: che cosa faranno gli americani?".  
Vaccine Papers, un sito web dedicato a un'analisi rigorosa e scientifica dei rischi e dei benefici dei vaccini, ha spiegato il documento in questo modo:
Questo è il primo studio per testare gli effetti dell'attivazione immunitaria mediante vaccinazione sullo sviluppo del cervello. 
Tutti gli altri studi di attivazione immunitaria hanno usato condizioni patologiche essenzialmente che imitano l'infezione e inducono una forte febbre. Una critica che ho sentito spesso dai sostenitori del vaccino è che gli esperimenti di attivazione immunitaria non sono rilevanti per i vaccini perché i vaccini causano un'attivazione immunitaria più lieve rispetto alle iniezioni di poli-IC o lipopolisaccaride (due tipi di attivatori del sistema immunitario). Questo nuovo studio dimostra che i vaccini possono influenzare lo sviluppo del cervello attraverso l'attivazione immunitaria. 
Quindi, gli esperimenti di attivazione immunitaria sono rilevanti per i vaccini ... Il vaccino per l'epatite B ha aumentato IL-6 nell'ippocampo (l'unica regione del cervello analizzata per le citochine).

Nonostante la sua importanza, spiegare il documento del Dr. Yao al 2015 non è stato facile, in parte perché il suo studio copriva una serie di altri argomenti, il che significava che dovevi isolare i dati che avevano implicato il vaccino contro l'epatite B, e poi spiegarlo. Con il suo prossimo lavoro, tuttavia, il dottor Yao e il suo team hanno spiegato tutto molto più facilmente e hanno lasciato ben poco all'interpretazione.
Tratto da: jbhandleyblog.com

L'alluminio contenuto nei vaccini può causare la SLA !  - Agosto 2018
Studio scientifico la traduzione di uno studio scientifico ad opera del neuroscienziato Christopher A. Shaw e Michael S. Petrik. 
Le iniezioni di idrossido di alluminio (contenuto nei vaccini) portano a deficit motori e degenerazioni dei motoneuroni.
Alluminio e SLA
Lo studio parte dall’osservazione della cosiddetta “Sindrome della Guerra del Golfo”, un disturbo che ha colpito molti veterani degli eserciti occidentali a seguito della guerra nel Golfo del 1990-91.
Secondo gli scienziati, alla base del problema c’è l’alluminio. Ipotesi confermata da una serie di studi scientifici su campioni di midollo spinale e corteccia motoria.
Nuova ricerca
Christopher A. Shaw e Michael S. Petrik hanno avviato una nuova ricerca su topi maschi adulti e giovani, ai quali sono stati inoculati iniezioni sottocutanee contenenti alluminio. Per calcolare i dosaggi umani sono state utilizzate le informazioni contenenti nel vaccino AVA per uso umano, prodotto da Bioport Corporation.
Conclusioni
Lo studio ha messo in evidenza come l’alluminio porti alla perdita di motoneuroni e di altri neuroni e all’attivazione di astrociti reattivi. Un’attivazione complessiva di una risposta infiammatoria gliale nel midollo lombare ha suggerito agli scienziati che il processo è uno stadio iniziale degli eventi patologici che portano alla morte dei motoneuroni.
Nel caso della SLA, l’attivazione gliale seguita dalla morte del motoneurone sembra procedere in modo sequenziale lungo la neuroxite ventrale con i primi segni di patologia che appaiono per primi nel midollo lombare. 
Le risposte successive a livello patologico nel midollo toracico e cervicale sono segnate dalla presenza di alluminio.  - By C. Toscana
Fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2819810/
vedi: Sentenza della Corte UE:  c’è relazione tra Vaccino e SLA

Sentenza choc della Corte Ue: c’è relazione tra vaccino e Sla.
Quando statistica e legge raccolgono i tre indizi che fanno la prova scientifica, anche se la conferma medica ancora non è arrivata, succede che, in mancanza di consenso scientifico, il difetto di un vaccino e il nesso di causalità tra il difetto stesso e una malattia possono essere provati con un complesso di indizi gravi, precisi e concordanti. E a stabilirlo, mettendo un chiaro paletto all’infinito dibatti tra pro-vaccinazione e No vax è direttamente la Corte di giustizia dell’Unione Europea, nella sentenza relativa alla causa che vede opposti un cittadino francese, ammalatosi di sclerosi multipla, e la Sanofi Pasteur, produttrice di un vaccino contro l’epatite B. E allora, la prossimità temporale tra la somministrazione del vaccino e l’insorgenza di una malattia, l’assenza di precedenti medici personali e familiari della persona vaccinata e l’esistenza di un numero significativo di casi repertoriati di comparsa di tale malattia a seguito di simili somministrazioni possono eventualmente costituire indizi sufficienti a formare una simile prova, secondo i giudici di Lussemburgo. 

Vaccini, l’emblematico caso del signor W. che fa giurisprudenza
E nell’interminabile dibattito intestato ai vaccini, il caso del signor W. fa giurisprudenza. All’uomo, in base a quanto ricostruito dai togati lussemburghesi, è stato somministrato, tra la fine del 1998 e la metà del 1999, un vaccino contro l’epatite B prodotto dalla Sanofi Pasteur. Nell’agosto del ’99, W. ha iniziato a manifestare vari disturbi, che hanno condotto, nel novembre 2000, alla diagnosi di sclerosi multipla. W. è deceduto nel 2011, ma già a partire dal 2006 lui e la sua famiglia hanno promosso un’azione giudiziaria contro la Sanofi Pasteur per ottenere il risarcimento del danno che W. affermava di aver subìto a causa del vaccino.
La Cour d’appel de Paris (Corte d’appello di Parigi), chiamata a pronunciarsi, ha dichiarato, in particolare, che non vi è consenso scientifico a favore dell’esistenza di un nesso di causalità tra la vaccinazione contro l’epatite B e l’insorgenza della sclerosi multipla. Ritenendo che fosse non dimostrato il nesso di causalità, ha respinto il ricorso. La Cour de Cassation (Corte di cassazione, Francia), dinanzi alla quale la sentenza della Cour d’appel de Paris è stata impugnata, chiede alla Corte di giustizia se, nonostante l’assenza di consenso scientifico e tenuto conto del fatto che, secondo la direttiva dell’Unione sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi, spetta al danneggiato provare il danno, il difetto e il nesso di causalità, il giudice possa basarsi su indizi gravi, precisi e concordanti per ravvisare il difetto del vaccino e il nesso di causalità tra il vaccino e la malattia.

Storica sentenza della Corte Ue: ecco cosa dice
Nel caso in questione viene fatto riferimento, in particolare, alle eccellenti condizioni di salute pregresse di W., alla mancanza di precedenti familiari e al collegamento temporale tra la vaccinazione e la comparsa della malattia.  Nella sentenza, la Corte considera compatibile con la direttiva un regime probatorio che autorizza il giudice, in mancanza di prove certe e inconfutabili, a concludere che sussistono un difetto del vaccino e un nesso di causalità tra quest’ultimo e una malattia sulla base di un complesso di indizi gravi, precisi e concordanti, qualora tale complesso di indizi gli consenta di ritenere, con un grado sufficientemente elevato di probabilità, che una simile conclusione corrisponda alla realtà.  Infatti, un regime probatorio del genere non è tale da comportare un’inversione dell’onere della prova gravante sul danneggiato, poiché spetta a quest’ultimo dimostrare i vari indizi la cui compresenza permetterà al giudice adito di convincersi della sussistenza del difetto del vaccino e del nesso di causalità tra il difetto e il danno subìto.

Quando gravi indizi costituiscono una prova
Inoltre, escludere qualunque modalità di prova diversa dalla prova certa tratta dalla ricerca medica avrebbe l’effetto di rendere eccessivamente difficile o, quando la ricerca medica non permette di stabilire né di escludere l’esistenza di un nesso di causalità, addirittura impossibile far valere la responsabilità del produttore, il che comprometterebbe l’effetto utile della direttiva nonché i suoi obiettivi (cioè tutelare la sicurezza e la salute dei consumatori e garantire una giusta ripartizione dei rischi insiti nella produzione tra il danneggiato e il produttore).  La Corte precisa, tuttavia, che i giudici nazionali devono assicurarsi che gli indizi prodotti siano effettivamente sufficientemente gravi, precisi e concordanti da consentire di concludere che l’esistenza di un difetto del prodotto appare, tenuto altresì conto degli elementi e degli argomenti presentati a propria difesa dal produttore, la spiegazione più plausibile dell’insorgenza del danno. Il giudice nazionale deve inoltre preservare il proprio libero apprezzamento quanto al fatto che una simile prova sia stata o meno fornita in modo giuridicamente sufficiente, fino al momento in cui si ritenga in grado di formare il proprio convincimento definitivo. Chissà che questa sentenza e questa direttiva non comincino a fare scuola anche in casa nostra…
Tratto da: secoloditalia.it

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Vaccini, la Corte di giustizia europea di Bruxelles (EU): indizi gravi possono provare il nesso con la malattia - 2018
I GIUDICI del LUSSEMBURGO, hanno sentenziato che, in mancanza di consenso scientifico, il difetto di un vaccino e il nesso di causalità tra il difetto stesso e una malattia possono essere provati con un complesso di indizi gravi, precisi e concordanti.
Lo stabilisce la Corte di Giustizia dell'Unione Europea, nella sentenza relativa alla causa che vede opposti un cittadino francese, ammalatosi di sclerosi multipla, e la Sanofi Pasteur, produttrice di un vaccino per l'epatite B.
La prossimità temporale tra la somministrazione del vaccino e l'insorgenza di una malattia, l'assenza di precedenti medici personali e familiari della persona vaccinata e l'esistenza di un numero significativo di casi repertoriati di comparsa di tale malattia a seguito di simili somministrazioni possono eventualmente costituire indizi sufficienti a formare una simile prova, secondo i giudici di Lussemburgo. 

Al signor W. è stato somministrato, tra la fine del 1998 e la metà del 1999, un vaccino contro l'epatite B prodotto dalla Sanofi Pasteur. Nell'agosto del '99, W. ha iniziato a manifestare vari disturbi, che hanno condotto, nel novembre 2000, alla diagnosi di sclerosi multipla. W. è deceduto nel 2011. Fin dal 2006 lui e la sua famiglia hanno promosso un'azione giudiziaria contro la Sanofi Pasteur per ottenere il risarcimento del danno che W. affermava di aver subìto a causa del vaccino.
La Cour d'Appel de Paris (Corte d'Appello di Parigi), chiamata a pronunciarsi, ha dichiarato, in particolare, che non vi è consenso scientifico a favore dell'esistenza di un nesso di causalità tra la vaccinazione contro l'epatite B e l'insorgenza della sclerosi multipla. Ritenendo che fosse non dimostrato il nesso di causalità, ha respinto il ricorso.

La Cour de Cassation (Corte di Cassazione, Francia), dinanzi alla quale la sentenza della Cour d'Appel de Paris è stata impugnata, chiede alla Corte di giustizia se, nonostante l'assenza di consenso scientifico e tenuto conto del fatto che, secondo la direttiva dell'Unione sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi, spetta al danneggiato provare il danno, il difetto e il nesso di causalità, il giudice possa basarsi su indizi gravi, precisi e concordanti per ravvisare il difetto del vaccino e il nesso di causalità tra il vaccino e la malattia.

Nel caso in questione viene fatto riferimento, in particolare, alle eccellenti condizioni di salute pregresse di W., alla mancanza di precedenti familiari e al collegamento temporale tra la vaccinazione e la comparsa della malattia. 
Nella sentenza, la Corte considera compatibile con la direttiva un regime probatorio che autorizza il giudice, in mancanza di prove certe e inconfutabili, a concludere che sussistono un difetto del vaccino e un nesso di causalità tra quest'ultimo e una malattia sulla base di un complesso di indizi gravi, precisi e concordanti, qualora tale complesso di indizi gli consenta di ritenere, con un grado sufficientemente elevato di probabilità, che una simile conclusione corrisponda alla realtà. 
Infatti, un regime probatorio del genere non è tale da comportare un'inversione dell'onere della prova gravante sul danneggiato, poiché spetta a quest'ultimo dimostrare i vari indizi la cui compresenza permetterà al giudice adito di convincersi della sussistenza del difetto del vaccino e del nesso di causalità tra il difetto e il danno subìto.

Inoltre, escludere qualunque modalità di prova diversa dalla prova certa tratta dalla ricerca medica avrebbe l'effetto di rendere eccessivamente difficile o, quando la ricerca medica non permette di stabilire né di escludere l'esistenza di un nesso di causalità, addirittura impossibile far valere la responsabilità del produttore, il che comprometterebbe l'effetto utile della direttiva nonché i suoi obiettivi (cioè tutelare la sicurezza e la salute dei consumatori e garantire una giusta ripartizione dei rischi insiti nella produzione tra il danneggiato e il produttore). 

La Corte precisa, tuttavia, che i giudici nazionali devono assicurarsi che gli indizi prodotti siano effettivamente sufficientemente gravi, precisi e concordanti da consentire di concludere che l'esistenza di un difetto del prodotto appare, tenuto altresì conto degli elementi e degli argomenti presentati a propria difesa dal produttore, la spiegazione più plausibile dell'insorgenza del danno. Il giudice nazionale deve inoltre preservare il proprio libero apprezzamento quanto al fatto che una simile prova sia stata o meno fornita in modo giuridicamente sufficiente, fino al momento in cui si ritenga in grado di formare il proprio convincimento definitivo.

Nella fattispecie, la Corte rileva che la prossimità temporale tra la somministrazione di un vaccino e l'insorgenza di una malattia, la mancanza di precedenti medici personali e familiari correlati a detta malattia nonché l'esistenza di un numero significativo di casi repertoriati di comparsa di tale malattia a seguito di simili somministrazioni sembrano, a prima vista, costituire indizi la cui compresenza potrebbe indurre un giudice nazionale a concludere che il danneggiato ha assolto l'onere della prova su di lui gravante. 
Così potrebbe essere, in particolare, nel caso in cui detti indizi conducano il giudice a ritenere, da un lato, che la somministrazione del vaccino costituisca la spiegazione più plausibile dell'insorgenza della malattia e, dall'altro, che tale vaccino non offra quindi la sicurezza che ci si può legittimamente attendere.
La Corte precisa, peraltro, che non è consentito né al legislatore nazionale né ai giudici nazionali istituire un metodo di prova per presunzioni che permetta di stabilire automaticamente l'esistenza di un nesso di causalità in presenza di taluni indizi concreti predeterminati: un simile metodo di prova comporterebbe infatti la conseguenza di pregiudicare la norma relativa all'onere della prova prevista dalla direttiva.
Tratto da:
http://www.iltempo.it/cronache/2017/06/21/news/vaccini-sentenza-choc-della-corte-di-giustizia-europea-di-bruxelles-indizi-gravi-posso-provare-il-nesso-con-la-malattia-1030487/amp/

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Sclerosi Multipla  - Che cos'è = "malattia demielinizzante" come la Poliomielite
Una volta era anche denominata "
paralisi infantile" o più comunemente "polio":
È una patologia cronica (che dura tutta la vita) e progressiva (che tende a degenerare con il passare del tempo).
Questa malattia aggredisce e danneggia in modo irreparabile tutto il sistema nervoso, provocando la degenerazione e/o non produzione sufficiente della
mielina, la sostanza di rivestimento dei nervi del nostro organismo.
È grazie a questa sostanza che gli impulsi elettrici, partendo dal cervello, arrivano in modo corretto ed immediato alle parti periferiche del nostro corpo o tornano dalla periferia al cervello; è quindi chiaro che una distruzione permanente di questo rivestimento implica un danneggiamento serio alla coordinazione motoria, ai movimenti, alla trasmissione degli impulsi nervosi in generale, tipico della Poliomielite, e della cosiddetta "Sclerosi".
Ma
Polio, Distrofia, Sclerosi, Meningite ecc., sono tutte varianti della stessa malattia che ha tanti sintomi diversi, ma ha sempre la stessa causa anche la demielinizzazione - vedi sopra la descrizione delle varie cause, ma particolarmente sono i Vaccini (qualsiasi) che le scatenano anche verso i 20-30 anni...DOPO la vaccinazione avuta da piccoli...
In pratica sono nuove forme di Poliomielite a decorso lento e progressivo, fino alla paralisi totale e la morte;
Le
autorita' in-sanitarie hanno cambiato nome da Polio in Sclerosi, cosi come la Distrofia, e/o le meningiti, non le chiamano piu' Poliomielite per far quadrare le statistiche sui vaccini antiPolio....non e' quindi generata da nessun virus, in quanto i virus sono la conseguenza della malattia (ammalamento), cosi come i markers sono i segnali, marcatori appunto, che esistono cellule e tessuti cancerosi (ammalati) in un soggetto !
Anche la
tetraparesi spastica rientra nel quadro della paralisi cerebrale infantile (nuovi nomi della Polio), che è la manifestazione senso-motoria di un danno cerebrale che si verifica principalmente nell'infanzia, entro i primi 5 anni di vita, gli anni nei quali si fanno i vaccini.

2014 Mar;13(3):215-24.
The spectrum of post-vaccination inflammatory CNS demyelinating syndromes.
By Karussis D, Petrou P.

Lo spettro delle sindromi, DEMIELINIZZANTI del SNC, ed infiammatorie post-vaccinazione.

Estratto
In letteratura è stata riportata un'ampia varietà di malattie infiammatorie associate temporalmente alla somministrazione di vari vaccini. Una ricerca PubMed dal 1979 al 2013 ha rivelato 71 casi documentati (71). Le vaccinazioni segnalate più comunemente associate a malattie demielinizzanti del SNC comprendevano l'influenza (21 casi), il virus del papilloma umano (HPV) (9 casi), l'epatite A o B (8 casi), la rabbia (5 casi), il morbillo (5 casi) , rosolia (5 casi), febbre gialla (3 casi), antrace (2 casi), meningococco (2 casi) e tetano (2 casi). La stragrande maggioranza delle sindromi demielinizzanti del SNC post-vaccinazione, sono correlate alla vaccinazione antinfluenzale e ciò potrebbe essere attribuito all'alta percentuale della popolazione che ha ricevuto il vaccino durante l'epidemia di HI1N1 dal 2009 al 2012. Di solito compaiono i sintomi della sindrome demielinizzante del SNC pochi giorni dopo l'immunizzazione (media: 14,2 giorni), ma ci sono casi in cui la presentazione clinica è stata ritardata (più di 3 settimane o anche fino a 5 mesi dopo la vaccinazione) (circa un terzo di tutti i casi segnalati).
Per quanto riguarda la presentazione clinica e le aree del SNC interessate, esiste una grande diversità tra i casi riportati di sindromi demielinizzanti acute post-vaccinazione.

La neurite ottica è stata la presentazione clinica di spicco in 38 casi, demielinizzazione disseminata multifocale in 30, mielite su 24 ed encefalite in 17.
Interessantemente in una percentuale piuttosto alta dei pazienti (e in particolare dopo vaccinazione contro l'influenza e virus del papiloma umano-HPV) le localizzazioni dominanti
di demielinizzazione erano i nervi ottici e il mielone, che si presentano come neurite ottica e mielite (con o senza ulteriori manifestazioni di ADEM), che ricordano l'optica neuromielitica (o, più in generale, lo spettro NMO delle malattie). Sette pazienti hanno sofferto di una malattia simile a NMO dopo HPV e abbiamo avuto due casi simili nel nostro Centro. Un paziente con ADEM post-vaccinazione, successivamente sviluppato NMO.
Complessivamente, il rischio di una malattia demielinizzante del SNC a seguito di vaccinazione, sebbene non trascurabile, è relativamente basso.
Il rischio di insorgenza o di recidiva della demielinizzazione del SNC a seguito di infezioni contro le quali i vaccini sono finalizzati a proteggere è sostanzialmente più elevato e i benefici delle vaccinazioni superano i potenziali rischi di infiammazione del SNC.
Ciò non ci esime in alcun modo dall '"apprendimento" delle lezioni insegnate dai casi segnalati e alla ricerca di modi nuovi e più sicuri per migliorare le tecniche di vaccinazione e aumentare il loro profilo di sicurezza.

PMID: 24514081 - DOI: 10.1016/j.autrev.2013.10.003 - [Indexed for MEDLINE]

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Secondo la Medicina Naturale questi "segnali" (malattie di qualsiasi tipo), sono solo sintomi chiamati impropriamente "malattie", dell'alterazione della micro circolazione e del metabolismo cellulare cosi come TUTTE le malattie degenerative e non solo... la cura deve iniziare come sempre dalla Nutriterapia.

Secondo la
medicina ufficiale, invece vi sono varie forme di sclerosi:
La sclerosi multipla benigna
È la forma più leggera, non degenera con il passare del tempo, ma provoca al massimo un paio di attacchi in tutto che possono essere risolti con un recupero ottimale senza lasciare danni permanenti.

La sclerosi multipla primaria progressiva
Si presenta come patologia cronica fin dal suo esordio e con un decorso degenerante e progressivo. Solitamente, la malattia appare verso i 40 anni, cioè piuttosto tardi rispetto all'età in cui invece solitamente compare.
Sintomi tipici sono soprattutto disturbi legati ai movimenti e alla loro coordinazione.

La sclerosi multipla recidivante-remittente
Si presenta come malattia in cui gli attacchi sono frequenti; compaiono progressivamente nuovi sintomi o peggiorano quelli già presenti (fase recidivante), che poi regrediscono (fase remittente). Questa regressione, però, col trascorrere del tempo si fa sempre meno completa, trasformando la forma recidivante-remittente in forma secondaria progressiva.

La sclerosi multipla secondaria progressiva
È lo stadio finale della sclerosi multipla recidivante-remittente e presenta un andamento progressivo e degenerante che può portare alla invalidità.

Funzione della mielina
Abbiamo detto che la mielina è la sostanza di rivestimento dei nervi che permette una trasmissione rapida e completa degli impulsi nervosi dal cervello alla periferia e viceversa. La mielina presenta sulla sua superficie delle interruzioni, dette
nodi di Ranvier.
Sono in realtà questi nodi che fanno acquistare più velocità alla trasmissione dell'impulso nervoso, poiché, saltando dall'uno all'altro, la trasmissione avviene in maniera più veloce rispetto al tempo che impiegherebbe se dovesse attraversare tutto il nervo. Infatti, quando la mielina risulta (NdR: scarsa, e/o) danneggiata o addirittura distrutta, la velocità di trasmissione diminuisce fortemente perché l'impulso non può più fare affidamento sui nodi di Ranvier, ma è costretto a trasmettersi su tutta la lunghezza del nervo o può perfino bloccarsi.
La mielina (NdR: scarsa e/o) distrutta viene sostituita dalle cosiddette placche; si tratta di vere e proprie lesioni che rallentano o bloccano la trasmissione degli impulsi nervosi, provocando così una sorta di black-out dell'informazione. Questo porta a conseguenze irreparabili che gravano sul sistema nervoso e, quindi, anche sui sensi: la coordinazione dei movimenti, la vista, l'udito, ma anche le più elementari funzioni corporali, quali l'emissioni di feci e la minzione, non essendo più supervisionate dal cervello, sono al di fuori del controllo del paziente colpito.

Epidemiologia ed eziologia
In Italia ci sono circa 50.000 persone colpite da sclerosi multipla, che salgono a circa 450.000 in Europa e ad 1 milione in tutto il mondo. I pazienti sono tutti giovani con età compresa tra i 20 ed i 40 anni; non sono stati riscontrati casi di sclerosi multipla nella popolazione infantile, né in quella anziana.
Più frequentemente questa malattia aggredisce le donne con una frequenza maggiore del 50% e persone di tutte le razze, sebbene i ricercatori abbiano notato una
incidenza maggiore nei caucasici rispetto agli altri.

La sclerosi multipla non è una malattia contagiosa, né, soprattutto, ereditaria, sebbene siano stati riscontrati casi di sclerosi multipla all'interno di una stessa famiglia. La componente genetica, quindi, tenendo conto soprattutto del fatto che ad essere colpiti sono poi i
gemelli monozigoti in particolar modo, potrebbe essere un fattore di suscettibilità per lo sviluppo della malattia.
La vera causa scatenante, però, è ancora sconosciuta alla medicina ufficiale ma e' un'alterazione del metabolismo come tutte le malattie degenerative.  vedi:
metabolismo
Si può anche classificare la sclerosi multipla come una specie di
malattia autoimmune, cioè una patologia in cui l'organismo non riesce più a distinguere tra sostanze estranee e sostanze proprie e attacca queste ultime allo stesso modo delle prime. In chi è affetto da sclerosi multipla, infatti, la mielina viene distrutta proprio dai vari globuli bianchi, macrofagi, linfociti-T e linfociti-B, che compongono il sistema immunitario del paziente. Questa reazione dei globuli bianchi contro l'organismo che invece dovrebbero difendere pare sia innescata da un virus comune, come quelli delle malattie infantili.

Sintomi della sclerosi multipla
I sintomi legati alla sclerosi multipla possono essere diversi in base alla zona del sistema nervoso colpito dal processo di demielinizzazione. Solitamente sono interessati i movimenti e le funzioni sensoriali. I pazienti possono provare debolezza diffusa, paralisi degli arti, problemi alla vista, dolore muscolare, tremori, perdita dell'equilibrio, disturbi del linguaggio, perdita di controllo della minzione o dell'emissione di feci, impotenza, disturbi legati alla memoria e al ragionamento. Di questi
sintomi, i più frequenti sono correlati ai movimenti degli arti inferiori, al dolore muscolare, alla debolezza e all'incontinenza fecale ed urinaria.
Tratto da: medicinaeprevenzione.paginemediche.it

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La sclerosi lo ricordiamo, e' uno dei NUOVI nomi, assieme alla paralisi flacida, della Poliomielite, mai scomparsa... gli hanno solo cambiato nome...per far quadrare le statistiche...infatti si sono verificate molte varianti del danno vaccinale, es., distrofia, paralisi, PESS, meningite, mieliti (Se la mielite è trasversa, significa che interessa il midollo per tutta la sua larghezza.
La mielite trasversa può essere causa di danneggiamento della mielina, la quale altro non è che la sostanza isolante, grassa, che sta a copertura delle fibre delle cellule nervose e cio' puo' avvenire in qualsiasi parte del sistema nervoso...)
, ecc., ma quelle "malattie" sono sempre la stessa "malattia", varia solo il luogo nell'organismo dove "colpiscono" le sostanze tossiche vaccinali e quindi gli si cambia il nome..e cosi il gioco e' fatto.. !

Sclerosi laterale amiotrofica dopo aver ricevuto il vaccino contro il virus del papilloma umano:
un caso clinico di una ragazza di 15 anni. By Hikiami R, et al. Stagista Med. 2018. - Mostra la citazione completa

Estratto
Riportiamo qui una ragazza di 15 anni che ha sviluppato una rapida debolezza muscolare progressiva subito dopo la terza iniezione di un vaccino bivalente del papilloma virus umano (HPV). Sebbene siano state eseguite immunoterapie per possibili disordini correlati al vaccino, è morta per insufficienza respiratoria 14 mesi dopo l'insorgenza della malattia. Un'analisi genetica ha identificato una mutazione p.P525L eterozigote del gene fuso nel sarcoma (FUS) e un'analisi istopatologica era anche coerente con la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) associata a FUS senza alcuna evidenza di neuroinfiammazione. Abbiamo concluso che la diagnosi è FUS-ALS, anche se non possiamo escludere completamente la possibilità che la vaccinazione abbia funzionato come fattore scatenante.

PMID 29434138 [PubMed - come fornito dall'editore] - Testo completo sul sito del giornale

Articoli simili
La mutazione P525L FUS è costantemente associata a una forma grave di sclerosi laterale amiotrofica giovanile.
Conte A, et al. Disturbo neuromuscolare. 2012.
Le mutazioni del gene FUS di De novo sono associate alla sclerosi laterale amiotrofica sporadica ad esordio giovanile in Cina.
Zou ZY, et al. Neurobiolo Invecchiamento. 2013.
Mutazione De novo FUS P525L nella sclerosi laterale amiotrofica giovanile con disfonia e diplopia.

Leblond CS, et al. Neurol Genet. Il 2016.
[Sclerosi laterale amiotrofica (SLA) con le mutazioni nel fuso in sarcoma / traslocato nel gene del liposarcoma].

Articolo di revisione: By Aoki M, et al. Rinsho Shinkeigaku. 2013.
Meccanismi delle mutazioni del FUS nella sclerosi laterale amiotrofica familiare.
Articolo di revisione: By Shang Y, et al. Cervello. 2016. - Vedi tutto - Sito web completo


Altro doc. tratto da PubMed:
Immunol Res. 2014; 60(2-3): 219–225.
Published online 2014 Nov 14. doi:  10.1007/s12026-014-8574-4
- PMCID: PMC4266455

Evoluzione della sclerosi multipla in Francia dall'inizio della vaccinazione contro l'epatite B.
By Dominique Le Houézec
REVAHB (“Réseau Vaccin Hépatite B” in French), 32 rue du Clos Herbert, 14000 Caen, France
Dominique Le Houézec, Email:
[email protected].

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Estratto
Dall'attuazione della campagna di vaccinazione di massa contro l'epatite B in Francia, la comparsa della sclerosi multipla, a volte avvenuta all'indomani delle vaccinazioni, ha portato alla pubblicazione di studi epidemiologici internazionali. Ciò è stato anche giustificato dal forte aumento dell'incidenza annuale della sclerosi multipla segnalata all'assicurazione sanitaria francese a metà degli anni '90. Quasi 20 anni dopo, una riflessione retrospettiva può essere abbozzata da questi dati ufficiali e anche dall'agenzia nazionale di farmacovigilanza. I dati statistici di queste ultime fonti sembrano mostrare una correlazione significativa tra il numero di vaccinazioni dell'epatite B eseguite e la dichiarazione alla farmacovigilanza della sclerosi multipla che si verifica tra 1 e 2 anni dopo. L'applicazione dei criteri di Hill a questi dati indica che la correlazione tra il vaccino dell'epatite B e la sclerosi multipla può essere causale.

2018 - Tribunale Francese sta indagando su questi FATTI:
http://www.sudouest.fr/2018/02/06/sante-la-justice-met-en-cause-le-vaccin-4178347-4696.php

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Tutte le cosiddette "malattie" degenerative, in realta' solo sintomi dell'unica malattia esistente = l'ammalamento, che i medici impreparati, della medicina ufficiale allopatica, chiamano impropriamente "malattie", sono sempre esistite, ma come forme rare di ammalamento; oggi in pieno secolo "moderno" assistiamo ad una enorme e crescente popolazione che si ammala di qualsiasi malattia anche grave, fatto che prima dell'invenzione e delle campagne di vaccinazioni NON era per nulla cosi !

Qualche cenno di storia di questa progressione della cosiddetta falsamente chiamata sclerosi:
-
Augusto Federico d’Este (1794-1848) fu il primo a raccontare in un diario il decorso dei suoi 26 anni di malattia, descrivendo sintomi di deficit temporaneo della vista e, successivamente, episodi di paralisi, incontinenza e vertigini.
- In quel stesso secolo, Jean Cruveilhier, dopo la pubblicazione nel 1838 di alcuni disegni di Robert Carswell, relativi a strane lesioni del midollo spinale da lui rilevati durante un’autopsia, è il primo a descrivere il decorso della S.M. e a riportarne le tipiche lesioni, nelle illustrazioni dell’atlante illustrato intitolato “Malattie del midollo spinale”.
- Friedrich von Frerichs identifica per primo, nel 1849, i sintomi cognitivi della malattia e le caratteristiche della remissione di malattia.
- Nel 1869 Jean Martin Charcot, neurologo, definisce i sintomi clinici della «sclerosi a placche» e fornisce i primi criteri diagnostici (triade di Charcot).
- Nel 1884 Pierre Marie ipotizza che la S.M. sia scatenata da un’infezione.
- Nel 1933, in particolare da parte di F. Curtius, viene riconosciuto un possibile ruolo genetico nello sviluppo della sclerosi multipla, notando come la malattia sia più comune nelle persone con familiarità alla SM rispetto alla popolazione generale.
(NdR: ma non si e' accorto che i geni venivano alterati dall'ammalamento cioe' dal sintomo (chiamata impropriamente "malattia") stesso !,...per cui ha pensato erroneamente che i geni ne fossero la causa...in realta' solo la conseguenza..)
- Sempre nel 1933 Walter Russell Brain è stato il primo a raccogliere nel suo trattato «Malattie del sistema nervoso» un capitolo sulla S.M. È stato cioè il primo a raccogliere dati statistici su incidenza e decorso della malattia.
- Nel 1940 il dottor Elvin Kabat utilizza il metodo dell’elettroforesi per studiare i sieri di persone con sclerosi multipla, evidenziando che il loro liquido cefalorachidiano presentava un aumento relativo delle gamma-globuline rispetto a chi non aveva la sclerosi multipla e confermando, secondo lui, la
natura immunologica della S.M.
(NdR: ignorando che il primo sintomo di tutte le cosiddette impropriamente "malattie" e' l'infiammazione dovuta alle intossicazioni generate da: Vaccinazioni, farmaci, ambiente, acqua ed alimentazione contaminate
)
- Nel 1948 i fisici Felix Bloch ed Edwards Mills Purcell scoprono la Risonanza Magnetica (RM), determinante per la diagnosi di sclerosi multipla. Per questa scoperta vincono il Premio Nobel nel 1952.
(NdR: NON conoscendo altre tecniche diagnostiche insegnate dalla Medicina naturale)
- Nel 1951 Rita Levi Montalcini, scopre il ‘fattore di crescita nervoso’ (Nerve Growth Factor - NGF), proteina che provoca lo sviluppo e la differenziazione delle cellule nervose sensoriali e simpatiche. La ricerca su questa molecola proteica e sul suo meccanismo d’azione, le fa ottenere nel 1986, insieme allo statunitense Stanley Cohen, il Premio Nobel per la Medicina.
(NdR: questa "ricercatrice" non si e' accorta che le proteine sono preparate e specializzate dalle cellule e che la causa di questa anomalia e' nel malfunzionamento endocellulare per lo stress ossidativo alle quali sono sottoposte...per:

Vaccinazioni, farmaci, ambiente, acqua ed alimentazione contaminate
)
- Nel 1957 Alick Isaacs e Jean Lindemann, virologi, scoprono l’interferone, proteina in grado di interferire con la replicazione virale e di facilitare un processo di immunità innata o di difesa naturale contro l’infezione.
(NdR e cosi oltre alla sclerosi gli si rovina anche il fegato !)
-Nel 1960 viene scoperto il cortisone come terapia per la sclerosi multipla; il primo studio controllato ne conferma la validità nel 1969.
(NdR e cosi oltre alla sclerosi gli si rovina anche il fegato !)
Nel 1965 G.A. Schumacher stabilisce i primi veri e propri criteri diagnostici, basati principalmente sulle manifestazioni cliniche della malattia.
(NdR: si pero' solo quando essa e' conclamata ed ormai difficile od impossibile da trattare da parte della medicina ufficiale imperante, oltre a tutto e' una tecnica invasiva....)
- Nel 1972 i neurologi Ian McDonald e Martin Halliday introducono un nuovo metodo diagnostico non invasivo, i potenziali evocati visivi, che consentono di quantificare la conduzione della velocità nel nervo ottico, che in caso di SM è drasticamente ridotta.
(NdR: si pero' solo quando essa e' conclamata ed ormai difficile od impossibile da trattare da parte della medicina ufficiale imperante)
- Nel 1978 la tomografia computerizzata (TAC) entra nella diagnosi di S.M.
(NdR: si pero' solo quando essa e' conclamata ed ormai difficile od impossibile da trattare da parte della medicina ufficiale imperante, oltre a tutto e' una tecnica invasiva....)
Molto presto la TAC viene sostituita dalla più accurata tomografia a risonanza magnetica (RM).
(NdR: si pero' solo quando essa e' conclamata ed ormai difficile od impossibile da trattare da parte della medicina ufficiale imperante, oltre a tutto e' una tecnica invasiva....)
- Nel 1981 viene rivoluzionato, grazie a Ian R. Young e Grame M. Bydder, il processo di diagnosi della SM, attraverso l’uso della R.M. Tale nuova tecnologia RM accelera notevolmente il processo diagnostico.
(NdR: si pero' solo quando essa e' conclamata ed ormai difficile od impossibile da trattare da parte della medicina ufficiale imperante, oltre a tutto e' una tecnica invasiva....)
- Nel 1983 vengono aggiornati, grazie a C.M. Poser, i criteri diagnostici, che, ora, distinguono tra SM ‘possibile’, ‘probabile’ o ‘definita’.
(NdR: si pero' solo quando essa e' conclamata ed ormai difficile od impossibile da trattare da parte della medicina ufficiale imperante, oltre a tutto e' una tecnica invasiva...., mentre da quella data vi sono ormai apparecchiature di Bioelettronica NON invasive che permettono di diagnosticare tutto quanto e non solo la S.M., in 5 minuti ed a basso costo !)
- Nel 1993 l’interferone beta 1b (Betaferon ®) diventa il primo farmaco approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) negli Stati Uniti per il trattamento della SM a ricadute e remissioni. È una grande scoperta: per la prima volta la sclerosi multipla può essere curata, perché gli interferoni riducono la frequenza degli attacchi e rallentano la progressione della malattia.
(
(NdR: la "malattia" NON e' curata, ma se ne cancellano i sintomi vari che si manifestano e che cosi si puo' semplicemente aggravare lo stato del malato portandolo verso stati piu' gravi dell'ammalamento !)
- Nel 1996, pur con FORTI limitazioni, l’interferone beta 1b (Betaferon ®) è approvato a carico del Servizio Sanitario Nazionale e diventa utilizzabile gratuitamente in Italia.
(NdR: la "malattia" NON e' curata, ma se ne cancellano i sintomi vari che si manifestano e che cosi si puo' semplicemente aggravare lo stato del malato portandolo verso stati piu' gravi dell'ammalamento !)
- Sempre nel 1996, negli Stati Uniti viene approvato dalla FDA l’interferone beta 1a ( Avonex®).
Nello stesso anno il radiologo Robert I. Grossman osserva che l’utilizzo del Gadolino nella RM consente di identificare le aree in cui l’infiammazione dovuta alla sclerosi multipla è attiva.
(NdR: finalmente l'attenzione viene rivolta alla con-causa fisiologica della comparsa del
sintomo S.M.)
- Nel 1997 la FDA approva il glatiramer acetato (Copaxone®), mentre l’interferone beta 1a (Avonex®) viene approvato in Europa e Canada per il trattamento della SM a ricadute e remissioni.
(NdR: la "malattia" NON e' curata, ma se ne cancellano i sintomi vari che si manifestano e che cosi si puo' semplicemente aggravare lo stato del malato portandolo verso stati piu' gravi dell'ammalamento !)
L’approvazione in Italia arriva nel 1999.
- Nel 2000 l’uso degli interferoni beta 1a (Avonex® e Rebif®) e beta 1b (Betaferon ®) viene esteso in Italia a tutte le persone con SM coi requisiti idonei a beneficiarne. 
(NdR: la "malattia" NON e' curata in NESSUN Caso, ma se ne cancellano i sintomi vari che si manifestano e che cosi si puo' semplicemente aggravare lo stato del malato portandolo verso stati piu' gravi dell'ammalamento !)

XXI secolo: Il progresso continua
- A p
artire dal 2002 il Glatiramer Acetato (Copaxone®) viene dispensato a carico del Servizio Sanitario Nazionale italiano nei centri autorizzati. Il Ministero della Salute approva l’utilizzo del Mitoxantrone (Novantrone®) nel trattamento delle forme secondariamente progressive.
- Nel 2006 viene approvato in Italia il Natalizumab (Tysabri®) come trattamento di seconda scelta per le persone in cui la terapia con interferone non ha avuto successo e per le forme particolarmente aggressive.
-
 Il 21 marzo 2011 la Commissione Europea ha approvato definitivamente il primo medicinale per uso orale Fingolimod (Gilenya®) farmaco al dosaggio giornaliero di 0,5 mg come terapia di base per la SM nelle persone con sclerosi multipla recidivante-remittente ad alta attività di malattia nonostante il trattamento con interferone beta, o in persone con sclerosi multipla recidivante-remittente grave a rapida evoluzione.
L’approvazione si è basata sulla valutazione dei risultati ottenuti negli studi clinici condotti su tale molecola che hanno dimostrato una significativa ed oggettiva efficacia di Fingolimod nel ridurre le ricadute, il rischio di progressione della disabilità e il numero di lesioni cerebrali (un indicatore dell'attività di malattia) rilevate alla risonanza magnetica (esame oggettivo). 

N.B.: non tutti i pazienti affetti da sclerosi multipla (appunto nella forma “a ricadute e remissioni” o recidivante remittente - r.r.) possono avvalersi di questo farmaco in quanto, prima di procedere al cd “piano terapeutico”, devono essere risultati compatibili a rigide indicazioni e controindicazioni fisiche accertate con esami strumentali e non.
(NdR: la "malattia" NON e' curata in NESSUN Caso, ma se ne cancellano i sintomi vari che si manifestano e che cosi essi possono aggravare lo stato del malato portandolo verso stati piu' gravi dell'ammalamento !)

Il Fingolimod è il primo farmaco appartenente ad  una nuova classe di farmaci detti modulatori dei recettori della sfingosina-1 fosfato. Il meccanismo d’azione del Fingolimod permette di ridurre l'attacco del sistema immunitario al sistema nervoso centrale, sequestrando alcuni globuli bianchi (linfociti) nei linfonodi. Questo impedisce ai linfociti di raggiungere il sistema nervoso, riducendo così il danno infiammatorio, inoltre il “sequestro” dei globuli bianchi è reversibile alla sospensione del trattamento con Fingolimod.
(NdR: la malattia NON e' curata, ma se ne cancellano i sintomi vari che si manifestano e che cosi essi possono aggravare lo stato del malato portandolo verso stati piu' gravi dell'ammalamento !)
Tratto in parte da: aism.it con  commenti del redattore della pagina

Commento NdR: come si puo' facilmente evidenziare e capire che tutto questo interessamento dagli anni 1900 della S. M. e' stato dovuto dal continuo crescere nella popolazione del quantitativo di ammalati di questo sintomo infiammatorio che crea la degenerazione di cellule e tessuti !
Vi ricordiamo che le campagne vaccinali sono iniziate verso la fine del 1800....in quelle date, le generazioni, sono state aggredite da intossicazioni, infiammazioni gravi dei vaccini (vedi qui sotto Asia), che cerano mutazioni genetiche e quindi sono state in grado di trasmetterle alle future generazioni, che se ri-vaccinate, sono divenute man mano sempre piu' deboli immunitariamente parlando e quindi in balia di tante e varie malattie, che prima erano considerate rare e che sempre meno rare sono divenute, per il fatto che di generazione in generazioni successive la popolazione e' stata sempre piu' ri-vaccinata; oggi siamo alla 4° generazione di vaccinati e i danni si stanno manifestando a tutto spiano: i bambini sono sempre piu' malati, specie nei cambi di stagione, e quando crescono hanno facilmente gravi problemi di salute, S.M. compresa  !

Immunol Res . 2014; 60 (2-3): 219-225.
Pubblicato online il 14 novembre 2014 doi:  10.1007 / s12026-014-8574-4 - PMCID: PMC4266455
Evoluzione della sclerosi multipla in Francia dall'inizio della vaccinazione contro l'epatite B.
By Dominique Le Houézec
Estratto
Dall'attuazione della campagna di vaccinazione di massa contro l'epatite B in Francia, la comparsa della sclerosi multipla, a volte avvenuta all'indomani delle vaccinazioni, ha portato alla pubblicazione di studi epidemiologici internazionali. Ciò è stato anche giustificato dal forte aumento dell'incidenza annuale della sclerosi multipla segnalata all'assicurazione sanitaria francese a metà degli anni '90. Quasi 20 anni dopo, una riflessione retrospettiva può essere abbozzata da questi dati ufficiali e anche dall'agenzia nazionale di farmacovigilanza. I dati statistici di queste ultime fonti sembrano mostrare una correlazione significativa tra il numero di vaccinazioni dell'epatite B eseguite e la dichiarazione alla farmacovigilanza della sclerosi multipla che si verifica tra 1 e 2 anni dopo.
Parole chiave:  vaccino contro l'epatite B, sclerosi multipla, malattia demielinizzante, farmacovigilanza, eventi avversi del vaccino
Fonte ed articolo completo:  https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4266455/


Inoltre
Autoimmune/inflammatory syndrome induced by adjuvants
Endocrinolo anteriore (Losanna) . 2016; 7: 150.
Pubblicato in linea 2017 24 gennaio. Doi:  10.3389 / fendo.2016.00150 -  PMCID: PMC5256113
"Sindrome autoimmune / infiammatorie indotta da adjuvanti e autoimmunità tiroidea"
By Abdulla Watad , 1, 2, 3 Paula David , 2, 4 Stav Brown , 3 e Yehuda Shoenfeld 2, 3, 5, *
Informazioni sull'autore  Note sull'articolo 

Estratto
La sindrome autoimmune/infiammatoria indotta da adiuvanti (ASIA), presentata da Shoenfeld e Agmon-Levin nel 2011, è un'entità che incorpora diverse condizioni autoimmuni indotte dall'esposizione a vari additivi. Gli additivi sono agenti che comportano la capacità di indurre reazioni immunitarie. 
Adiuvanti sono trovati in molti vaccini e sono usati principalmente per aumentare la risposta alla vaccinazione nella popolazione generale. Il silicone è stato anche riportato di essere in grado di indurre diverse reazioni immunitarie. Sono stati riportati casi clinici e una serie di condizioni autoimmuni eterogenee tra cui la sclerosi sistemica, il lupus eritematoso sistemico e l'artrite reumatoide. 
Tuttavia, solo un piccolo numero di casi di disturbo della tiroide autoimmune sono stati inclusi nell'ambito dell'ombrello della sindrome di ASIA. Infatti, i casi clinici della tiroidite di Hashimoto e / o della tiroidite subacuta sono stati osservati dopo l'esposizione ai vaccini così come l'impianto di silicone. Nella nostra recensione, abbiamo inteso riassumere le attuali conoscenze sulla sindrome di ASIA presentate come endocrinopatie, concentrandosi sui disturbi della tiroide autoimmune associati con i vari additivi.

Le cellule immunitarie intestinali bloccano l'infiammazione nella sclerosi multipla
vedi: https://neurosciencenews.com/gut-immune-inflammation-ms-10416/

Riepilogo: un nuovo studio svela l'intestino come una fonte di cellule immunitarie che aiutano a ridurre la neuroinfiammazione nei pazienti con sclerosi multipla. I ricercatori riferiscono che aumentare il numero di queste cellule aiuta a bloccare completamente l'infiammazione.

Fonte: Università di Toronto.

I ricercatori dell'Università di Toronto e della UC di San Francisco hanno scoperto che l'intestino è fonte di cellule immunitarie che riducono l'infiammazione cerebrale nelle persone con sclerosi multipla (SM) e che l'aumento del numero di queste cellule blocca completamente l'infiammazione in un modello preclinico della malattia.

Le cellule in questione sono plasmacellule - globuli bianchi che originano come cellule B nel midollo osseo ma cambiano il loro comportamento quando vengono attivati dai microbi nell'intestino. Studiando topi e campioni da pazienti umani con SM, i ricercatori hanno scoperto che le plasmacellule che risiedono nell'intestino e che producono gli anticorpi immunoglobulina A (IgA) sembrano migrare verso il sistema nervoso centrale e produrre un effetto anti-infiammatorio durante le riacutizzazioni della SM.

La SM è una malattia autoimmune, guidata da altri tipi di cellule immunitarie (incluse le cellule B e T) che attaccano la mielina, il rivestimento protettivo che circonda le fibre nervose. Recenti studi clinici hanno dimostrato che i farmaci che prendono di mira le cellule B mitigano la SM, mentre quelli che prendono di mira le plasmacellule peggiorano la malattia. L'attuale studio offre una spiegazione per questi risultati divergenti.

"Sapevamo già cosa c'era e non funzionava nella clinica", dice Jen Gommerman, PhD, professore di immunologia all'Università di Toronto e autore senior dello studio. "Ma qui abbiamo scoperto il meccanismo molecolare e cellulare in gioco. È una specie di approccio alla traduzione inversa, che evidenzia l'importanza dell'asse intestino-cervello nella SM e in altre condizioni autoimmuni. "

I risultati sono stati pubblicati online il 3 gennaio 2019 in Cell.

Il Canada e gli Stati Uniti hanno tra i più alti tassi di SM al mondo, con circa tre individui su mille colpiti. I sintomi possono includere affaticamento, scarsa coordinazione, formicolio, problemi agli organi e deterioramento cognitivo. Non esiste una cura, sebbene diagnosi più veloci e migliori farmaci abbiano migliorato significativamente i risultati negli ultimi 15 anni.

"Le IgA comprendono l'80% di tutti gli anticorpi nel corpo, ma la loro esatta funzione non è ancora completamente compresa", afferma Sergio Baranzini, PhD, un coautore che è professore di neurologia nell'UCSF Weill Institute for Neurosciences.
"Mostrare che le cellule B produttrici di IgA possono viaggiare dall'intestino al cervello apre una nuova pagina nel libro delle malattie neuroinfiammatorie e potrebbe essere il primo passo verso la realizzazione di nuovi trattamenti per modulare o arrestare la SM ed i relativi disturbi neurologici"...

In particolare, il team UCSF ha trovato prove del fatto che le IgA erano diminuite nei campioni fecali da pazienti con neuroinfiammazione attiva della SM, suggerendo che le cellule che sopprimevano l'infiammazione erano state reclutate per aiutare a combattere la malattia dei pazienti.

Un aspetto promettente della nuova ricerca è che l'aumento del numero di plasmacellule di IgA che migrano dall'intestino al cervello ha eliminato la neuroinfiammazione nei topi. Un approccio terapeutico potrebbe mirare ad espandere il numero di queste cellule nell'intestino, consentendo una fornitura abbondante che potrebbe spostarsi nel cervello e smorzare l'infiammazione.

"Come scienziato clinico, è eccitante che i nostri esperimenti che collegano i modelli animali preclinici alla biologia che vediamo nei pazienti affetti da SM potrebbero aver scoperto un meccanismo generale per il modo in cui il sistema immunitario neutralizza l'infiammazione," ha detto Pröbstel dell'UCSF. "Fino ad ora, nessuno ha mai studiato queste plasmacellule produttrici di IgA nel contesto della malattia, ma ora stiamo esaminandole in dettaglio nei pazienti con SM per cominciare a capire come possiamo manipolarle per aiutare a curare la malattia neuroinfiammatoria."

Un passo fondamentale per i ricercatori è capire quali microbi nell'intestino promuovono la generazione di cellule plasmatiche IgA immunosoppressive. "Se riusciamo a capire a cosa stanno reagendo queste cellule, possiamo potenzialmente trattare la SM modulando i nostri commensali dell'intestino", dice Gommerman riferendosi ai batteri che vivono nell'intestino sano. "Potrebbe essere più facile che introdurre farmaci nel cervello, che è una strategia che non ha sempre funzionato nella SM."

Lo studio solleva anche domande sul microbioma e sullo stile di vita. Alcuni stili di vita spingono alcune persone verso un microbioma intestinale che consente alle cellule plasmatiche immunosoppressive di prosperare? Gli alimenti specifici sono favorevoli alla creazione di quell'ambiente e, in caso affermativo, un farmaco o un integratore potrebbero imitarne l'effetto? La genetica è solo un fattore che influenza la suscettibilità alla SM; l'attuale studio evidenzia come fattori non genetici possono conferire resistenza alle malattie.

Gommerman intende perseguire la scienza di base che sta dietro a queste domande, collaborando con Baranzini e altri gruppi di ricerca per portare i risultati nel campo clinico. "C'è qualcosa di molto critico su come l'intestino e il cervello sono collegati, e stiamo iniziando a svelare i fili molecolari dietro quell'osservazione clinica", dice. "È un grande esempio di quanto velocemente la scienza possa muoversi."
Commento NdR: Cosa scatena questa neuroinfiammazione, principalmente Vitamina K1 e Vaccini !

La corte suprema del Lussemburgo conferma il link: Sclerosi come Danno da Vaccino
http://www.entreprise.news/vaccin-contre-lhepatite-b-cour-de-luxembourg-reconnait-lien-sclerose-plaques/

Vaccini, l'alluminio che contengono può causare SLA. Ecco lo studio scientifico - 26 agosto 2018
Pubblicato da Cliva Toscana la traduzione di uno studio scientifico ad opera di Christopher A. Shaw e Michael S. Petrik.
Secondo lo studio, le iniezioni di idrossido di alluminio portano a deficit motori e degenerazioni dei motoneuroni.

Alluminio e SLA
Lo studio parte dall’osservazione della cosiddetta “Sindrome della Guerra del Gofo”, un disturbio che ha colpito molti veterani degli eserciti occidentali a seguito della guerra nel Golfo del 1990-91.
Secondo gli scienziati, alla base del problema c’è l’alluminio. Ipotesi confermata da una serie di studi scientifici su campioni di midollo spinale e corteccia motoria.

Una nuova ricerca
Christopher A. Shaw e Michael S. Petrik hanno avviato una nuova ricerca su topi maschi adulti e giovani, ai quali sono stati inoculati iniezioni sottocutanee contenenti alluminio. Per calcolare i dosaggi umani sono state utilizzate le informazioni contenenti nel vaccino AVA per uso umano, prodotto da Bioport Corporation.

Conclusioni
Lo studio ha messo in evidenza come l’alluminio porti alla perdita di motoneuroni e di altri neuroni e all’attivazione di astrociti reativi. Un’attivazione complessiva di una risposta infiammatoria gliale nel midollo lombare ha suggerito agli scienziati che il processo è uno stadio iniziale degli eventi patologici che portano alla morte dei motoneuroni.
Nel caso della SLA, l’attivazione gliale seguita dalla morte del motoneurone sembra procedere in modo sequenziale lungo la neuroxite ventrale con i primi segni di patologia che appaiono per primi nel midollo lombare. Le risposte successive a livello patologico nel midollo toracico e cervicale sono segnate dalla presenza di alluminio.
Tra le ipotesi, quella della possibilità che l’alluminio entri in modo sistemico nel sistema circolatorio dopo l’iniziezione.
Lo studio ha inequivocabilmente dimostrato che l’alluminio sia nella forma orale che iniettata può essere neurotossico e porta ad una serie di fattori che legate a malattie autoimmuni e degenerative.

Le iniezioni di idrossido di alluminio causano gravi problemi neurologici

-
vedi il Dott. Domenico Bartolucci, e la sua preziosissima testimonianza, sulla Sclerosi Multipla.

Danni immunitari con i vaccini: in questa ricerca vi e' la dimostrazione ed evidenza di autoimmunità indotta dal vaccino e autoimmunità indotta anche dagli adiuvanti
-
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26275795
Questi meccanismi sono condivisi da diverse condizioni innescate da coadiuvanti portano alla sindrome autoimmune / infiammatoria indotta da adiuvanti (sindrome Asia).

Sindrome infiammatoria chiamata "Asia" scatenata dai vaccini !
ASIA_Sindrome infiammatoria-dai-vaccini-Riassunto.pdf
Tratto da:
http://www.assis.it/wp-content/uploads/2014/12/ASIARiassunto.pdf
... ed e' noto che... le infiammazioni sono foriere di qualsiasi tipo di
sintomi, che i medici impreparati allopati, chiamano erroneamente "malattie"....
- vedi le proteine "infiammatorie" che si formano principalmente nel fegato:
Le proteine di fase acuta sono proteine presenti nel plasma sanguigno la cui concentrazione aumenta (proteine positive di fase acuta) o diminuisce (proteine negative di fase acuta) in presenza di
infiammazione, e questa e' la reazione psico-nervosa della mente inconscia, che attiva il sistema endocrino > immunitario, alle intossicazioni delle cellule e dei tessuti colpiti dalle sostanze tossiche, e soprattutto quelle dei vaccini, per insegnare alla mente conscia del soggetto che sta compiendo azioni contro la sua stessa vita !

Importante e bello studio del prof. Katsunari Nishihara
In sostanza questo ricercatore mette in correlazione una cronica infezione da virus, batteri (qualsiasi, quindi anche vaccinali) e patogeni di varia natura anche di origine intestinale, che influirebbero negativamente sul sistema mitocondriale dei neuroni e provocherebbero psicosi e problemi sensopercettivi tipici anche e non solo dell'
autismo.

ECCEZIONALE SCOPERTA !
UNA PROTEINA DEL
GRANO INNESCA NEURO-INFIAMMAZIONE NELLE MALATTIE CRONICHE COME LA SCLEROSI MULTIPLA - Vienna, 17 ottobre 2016
Gli scienziati hanno scoperto che una proteina del frumento innesca l'
infiammazione delle malattie croniche, come la sclerosi multipla, l'asma e l'artrite reumatoide, e contribuisce anche allo sviluppo di non-celiaci sensibilità al glutine.
Con gli studi precedenti comunemente concentrandosi su di glutine e il suo impatto sulla salute dell'apparato digerente, questa nuova ricerca, presentata alla UEG Week 2016, accende i riflettori su una diversa famiglia di proteine ​​che si trovano in inibitori amilasi-tripsina di grano chiamato (ATIS). Lo studio mostra che il consumo di ATI può portare allo sviluppo di
infiammazione in tessuti dell'intestino, tra linfonodi, reni, milza e cervello. L'evidenza suggerisce che ATI può peggiorare i sintomi di artrite reumatoide, la sclerosi multipla, l'asma, lupus e steatosi epatica non alcolica, così come la malattia infiammatoria intestinale, specialmente nei soggetti vaccinati !

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Sclerosi multipla come danno da vaccino 
CORTE dei CONTI (I) Riconosce che la Sclerosi e' stata causata dai Vaccini -
28/02/1997

La Sezione giurisdizionale della Lombardia della Corte dei Conti ha emesso il 28/2/1997 una sentenza (n. 71-97PM) che ha riconosciuto in un militare la sclerosi multipla come conseguenza della vaccinazione subìta.

Il militare aveva ottenuto in precedenza un giudizio negativo dalla commissione medica ospedaliera deputata a riconoscere l’indennizzo.

Poi aveva fatto ricorso al ministero, il quale aveva riconosciuto, invece, la correlazione tra la malattia demielinizzante e la vaccinazione ricevuta. Si legge nella sentenza: “Il nesso di dipendenza da causa di servizio ovvero la spiegazione causale dell’infermità deriva dalla considerazione che risulta estremamente improbabile la sua insorgenza per l’intervento di altri processi causali”.
Si legge nella sentenza: “Il nesso di dipendenza da causa di servizio ovvero la spiegazione causale dell'infermità deriva dalla considerazione che risulta estremamente improbabile la sua insorgenza per l'intervento di altri processi causali”.
 
Quindi vengono applicati, come andrebbe sempre fatto, i quattro criteri fatti propri anche dall’Istituto Superiore di Sanità, cioè: la correlazione di tempo, la plausibilità medica, l’assenza di altre cause note e la presenza di altri casi documentati in letteratura.
 

Altro caso di danni da vaccino:

Cancro e vaccino antipolio: la Usl di Rovigo ammette la relazione

Incredibile ma vero: sul notiziario aziendale della Azienda Ulss 18 di Rovigo, il n. 21 dell’agosto 2000, compare un articolo in cui si asserisce che il terribile tumore chiamato mesotelioma pleurico è scatenato dall’ormai noto SV-40, il virus delle scimmie passato all’uomo attraverso il vaccino antipolio.

Si legge a pagina 23 del notiziario: “Il meccanismo patogenetico che sembra alla base di questa patologia (il mesotelioma, ndr), è da identificarsi nel virus SV 40, considerato il più potente cancerogeno virale noto, individuato dal ricercatore italiano Michele Carbone, docente al Cardinal Bernardin Cancer Center di Chicago; la diffusione di tale agente virale è avvenuta in maniera massiva tra gli anni 1955-63 con il vaccino antipolio Salk”.

La Ulss ha però "dimenticato di scrivere" che l’SV 40 è stato identificato anche nel vaccino antipolio orale di tipo Sabin e che tuttora si studiano le sue conseguenze sull’organismo umano.
Perché è accaduto questo ? Perché il virus vaccinico della polio viene coltivato su terreni di coltura costituiti da cellule renali di scimmia. E non è tutto.

Nel marzo 1992 la celebre rivista medica inglese The Lancet pubblica un articolo di Walter Kyle che riporta evidenze secondo cui l’Aids si è manifestato dopo che il virus dell’immunodeficienza delle scimmie (SIV) è entrato nell’organismo umano attraverso appunto il vaccino antipolio contaminato da tessuti infetti di scimmia.

L’articolo prosegue affermando che la FDA americana sospettavano della contaminazione dei vaccini antipolio già dagli anni ’50 e che lo seppero per certo negli anni ’70.

Kyle sostiene inoltre che l’SV40 causa anche leucemie e tumori negli animali da laboratorio.
Nel settembre 1995 il bolletino del National Vaccine Information Center americano riportò che il patologo californiano John Martin aveva stabilito che adulti e bambini, sofferenti di una disfunzione neurologica, immunitaria e psichiatrica, erano stati infettati con un virus atipico risultato poi provenire proprio dalle scimmie utilizzate per la produzione dei vaccini antipolio.

Cosa poteva significare questo se non che i controlli sull’SV 40 non venivano fatti e che il problema non si limitava solo agli anni ’50 ma arrivava fino a noi ?
Martin riferì tutto ciò all’Institute of Medicine americano nel ’95. Nell’aprile 1996 sempre il bollettino del NVIC riporta che il microbiologo californiano Howard Urnovitz aveva prodotto evidenze secondo cui il virus di tipo 1 dell’Aids è un virus ibrido uomo-scimmia creatosi dopo che 320.000 africani avevano ricevuto negli anni ’50 un vaccino antipolio sperimentale contaminato dal SIV.

Purtroppo di tutto ciò non si informa mai la gente…..

Comunicati stampa codacons

“la somministrazione polivalente dei vaccini (siano essi in unica formulazione o somministrati l’uno dopo l’altro in un’unica seduta vaccinale), come ovviamente accade a maggior ragione con la somministrazione dell’esavalente, può comportare danni da sovraccarico e choc del sistema immunitario.”
In un comunicato stampa, datato 20 aprile 2011, il governo degli Stati Uniti ammette che i tanto decantati “vaccini sicuri” hanno ucciso e/o reso invalidi 2.699 (duemilaseicentonovantanove) bambini in un periodo di riferimento 1988/2011 – e 101 (centouno) bambini hanno sviluppato, in conseguenza alle vaccinazioni, l’autismo.

I vaccini per i bambini hanno ucciso e/o reso handicappati a vita ben 2.699 (duemilaseicentonovantanove) bambini in America, e il Governo Americano l’ha ammesso nel mese di aprile tramite il report del National Vaccine Injury Compensation Program he è parte del Dipartimento della Salute Pubblica e dei Servizi Sociali – HRSA, lo scandalo che coinvolge il CDC e svela la natura fraudolenta degli studi riguardanti l’autismo, frode e riciclaggio quelli del Dr. Poul Thorsen, capo co-autore di uno studio danese del 2003 finanziato dallo stesso CDC che fino ad ora era riconosciuto come il fiore all’occhiello degli studi scientifici, come il modello che apparentemente smentiva il nesso tra il mercurio contenuto nei vaccini e l’autismo.

Per la prima volta è stata identificata una mutazione genetica che può essere direttamente collegata allo sviluppo della sclerosi multipla (SM) - 01/06/2016
La scoperta è opera di ricercatori dell'Università della British Columbia a Vancouver, che la descrivono in un articolo pubblicato su “Neuron”. Quella individuata dagli scienziati è una mutazione (del tipo cosiddetto missenso) a carico di un gene chiamato NR1H3 che causa la perdita di funzione del suo prodotto genico, la proteina LXRA. Questa molecola proteica controlla i livelli di espressione di diversi geni coinvolti nell'omeostasi dei lipidi (grassi), nei processi infiammatori ed immunitari.
"Anche se questa mutazione è presente solo nell'uno per mille delle persone con SM, dall'analisi di associazione abbiamo scoperto che varianti comuni dello stesso gene sono fattori di rischio per la sclerosi multipla progressiva", ha detto Vilariño-Güell.
Tratto in sintesi da: lescienze.it
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La sclerosi multipla è quindi una malattia neurodegenerativa di alterazione delle funzioni cellulari soprattutto del sistema nervoso, che modificano anche la produzione della melanina in sospensione anche nei liquidi della cellula, riducendo la produzione di elettroni e di ossigeno, in cui il sistema immunitario attacca anche la mielina (infatti e' una nuova forma di poliomielite) che protegge le fibre nervose, impedendo un corretto flusso di informazioni tra il cervello e le cellule, tessuti, organi del corpo, oltre  in certi casi la diminuita produzione della distrofina, il che provoca una costellazione di sintomi che vanno dai disturbi alla vista, al coordinamento e all'equilibrio fino a una estrema debolezza a fenomeni spastici e altri ancora. Fra il 10 e il 15 per cento dei casi di sclerosi multipla "sembrano" avere una componente ereditaria (NdR: NON e' vero), ma finora erano state trovate solo associazioni molto deboli tra il rischio di sviluppare la SM e particolari varianti genetiche.
Al contrario, le persone che portano la mutazione ora individuata hanno una probabilità del 70 per cento di sviluppare la malattia, infatti e' una mutazione dovuta alle alterazioni del terreno, e quindi la matrice, per le intossicazioni endocellulari, infiammazioni, anche dei tessuti corrispondenti, generate sia da sostanze tossiche vaccinali che esogene ambientali (es. acque ed alimenti contaminati).
La mutazione genetica che si riscontra, e' successiva  ed e' endoregistrata, e non e' quindi la causa, ma un effetto ed e' determinata dall'ammalamento del terreno, quale vera causa !


Nella
medicina ufficiale, si dice che NON si conoscono cause specifiche, quindi per i loro medici impreparati, la causa della Sclerosi è ignota; questo e' cio' che afferma la medicina ufficiale, ma la Medicina Naturale ne conosce bene cause e concause.
E' pero' ormai accertato che essa è una malattia multifattoriale (come TUTTE le cosiddette ed impropriamente "malattie").
Essa e' determinata dal concorso di più circostanze
- intossicazioni importanti (accumulo di tossine, sali minerali, che si depositano specialmente nei tessuti delle pareti delle vene del sistema circolatorio sanguigno presenti nel sistema nervoso,
- metabolismo cellulare alterato che determina anche e non solo:
- infiammazioni, e
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le alterazioni importanti delle funzioni cellulari (alterazioni importanti nella produzione di mielina, e distrofina sostanze carenti nel malato di sclerosi, distrofia, ecc., e delle altre sostanze vitali) ma anche delle immunoglobuline con successivo eccesso di anticorpi o di glutammato (un aminoacido usato dalle cellule nervose come segnale chimico che in elevate quantità può determinare una nociva iperattività neuronale), ma soprattutto la mancata e/o insufficiente produzione della mielina, della distrofina, della melanina, determinate in massima parte da virus (vaccinali) e
- sostanze tossico-nocive accumulate anche nei grassi (lipidi) dei tessuti specie nervosi, alluminio, mercurio, ed altre sostanze tossiche contenute nei Vaccini, piombo, nichel, ferro, e/o carenze di certe vitamine ed enzimi metalli-minerali vitali, alcuni veleni e pesticidi agricoli, conservanti, antibiotici assunti dagli animali di allevamento, e/o materiali dentali, amalgami) che possono danneggiare anche  e non solo la mielina, la distrofina, le cellule nervose ed i motoneuroni.
Ma quello che e' alla base di tutto cio', sono le:
- micro ischemie nella microcircolazione che soprattutto, ma non solo, i Vaccini producono; cio' e' ben illustrato e documentato qui in: Danni dei Vaccini +
  Danni neurologici da Vaccino
Queste micro ischemie nella microcircolazione sono alla base delle mancate funzioni vitali delle cellule e quindi quelle dei tessuti che compongono anche le vene, arterie, muscoli ed i vari e molteplici sistemi corporei, e quindi possono generare qualsiasi tipo di sintomo, chiamato impropriamente "malattia", piu' facilmente su soggetti con predisposizione genetica (debolezza e sensibilita') a questi molteplici sintomi possibili.

Queste problematiche sono praticamente delle varianti di tutte quelle "malattie" dette degenerative ed invalidanti, come ad es. la Poliomielite e la Distrofia, sclerosi, ecc., magari chiamate con altri nomi, a seconda da che parte dell'organismo si manifestano i suoi sintomi, che alterano la salute e quindi anche e non solo il sistema circolatorio, il sistema nervoso, l'apparato gastrointestinale (preparando il terreno intestinale quindi disbiosi, all'insediamento anche di funghi e parassiti), il
metabolismo cellulare alterato, assieme alla malfunzione del sistema immunitario e del sistema endocrino, ecc., per cui di conseguenza, si instaurano processi di malassorbimento e malnutrizione anche cellulare che possono facilmente rovinare qualsiasi tipo di tessuto  (anche quelli delle vene od arterie - ricordiamo che le vene hanno un tessuto delle pareti vascolari, diverso dalle arterie, cioe' piu' elastico e meno robusto, per via della molto minore pressione sanguigna alla quale devono sottostare, rispetto alle arterie), in quanto la micro circolazione (ad esempio delle pareti vascolari delle vene) viene ad alterarsi in essi, per via  dalle tossine circolanti nel sangue che arrivano al micro circolo assieme a macrofagi e globuli bianchi, instaurando in essa facilmente ed in certi soggetti, micro ischemie, (blocco "idraulico") generando la conseguente alterazione delle funzioni cellulari e quindi quelle del tessuto corrispondente nel quale quelle cellule sono inserite.
Esse sono prodotte, in massima parte, dalle tossine vaccinali presenti in TUTTI i Vaccini propinati ai bambini, giovani, militari ed adulti, ecc., infatti essa si manifesta quasi esclusivamente nelle nazioni plurivaccinate da varie generazioni, quelle occidentali, ma presto si manifestera' anche nei paesi del terzo mondo, man mano che BIG PHARMA obblighera' le popolazioni dei vari stati, alle campagne vaccinali...da essa proposte e patrocinate attraverso anche l'Unicef ed i medici senza frontiere......

vedi: SCLEROSI ed AMALGAMI dentali +  DISTROFIA e POLIOMIELITE

vedi anche: Bioelettronica, come rinforzare l'organismo ed aiutarlo a migliorare il proprio benessere !

vedi anche: Autismo 1 + Autismo - 2 + Bibliografia per autismo dai Vaccini + Altra Bibliografia

Sostanze che aiutano la riparazione dei danni cellulari da vaccino e NON:
La laminine è un integratore alimentare naturale al 100% a base di uova di galline fecondate. È l'unica miscela nota di estratto di uovo e proteine organiche in grado di riparare i danni alle cellule, ai nervi e ai tessuti muscolari.
Le laminine influenzano, al pari della fibronectina, la migrazione embrionale, la crescita ed il differenziamento cellulare, ad esempio mediando lo spostamento delle cellule germinali primordiali dal sacco vitellino embrionale alle gonadi in via di sviluppo, attraverso il circolo sanguigno. Qui daranno origine a spermatozoi o uova.
Quindi esse sono riparatrici delle cellule, in particolar modo di quelle nervose.


Continua da e in:  Sclerosi da Vaccino - 2